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Uno studio mostra che il 60% dei britannici crede alle teorie del complotto

DI ESTHER ADDLEY

theguardian.com

Il 60% dei britannici crede ad almeno una teoria del complotto su come viene gestito il paese o sulla veridicità delle informazioni che vengono diffuse.

Nel Regno Unito, chi ha sostenuto la Brexit è più propenso a dare credito alle teorie del complotto rispetto a chi si è opposto, 71% contro 49%.

Quasi la metà (47%) di chi ha votato “leave” ritiene che il governo abbia deliberatamente nascosto la verità su quanti immigrati vivono nel Regno Unito, rispetto al 14% di chi ha votato “remain”. Un impressionante 31% degli elettori crede che l’immigrazione sia parte di un progetto più ampio per rendere i musulmani la maggioranza nel paese, una teoria nata negli ambienti dell’estrema destra francese, nota come la “grande sostituzione”. La cifra comparabile per i “remainers” è del 6%.

In America le differenze sono ancor più estreme: il 47% degli elettori di Trump crede che il riscaldamento globale antropico sia una bufala, rispetto al 2,3% di quelli della Clinton.

Le cifre sono il risultato di un progetto internazionale condotto in sei anni ed in nove paesi da ricercatori dell’Università di Cambridge e YouGov, finanziati dal Leverhulme Trust. Lo studio è stato l’esame più completo mai effettuato sulle teorie della cospirazione, e segna la prima volta in cui gli accademici hanno esplorato l’argomento.

I ricercatori hanno anche scoperto che:

• Il 15% dei leavers e l’11% dei remainers in Gran Bretagna credono che, indipendentemente da chi sia ufficialmente al governo, il mondo sia gestito da una congrega globale segreta che controlla gli eventi.

• La cospirazione più creduta nel Regno Unito, condivisa dal 44% delle persone, è che “anche se viviamo in quella che viene definita una democrazia, una ristretta cerchia di persone gestirà sempre e comunque le cose in questo paese”.

• La diffidenza nei confronti dell’autorità è elevata, col 77% delle persone che si fida “poco” o “nulla” dei giornalisti; il 76% diffida dei ministri, il 74% dei capi di aziende.

• Rispettivamente l’87% e l’89% degli intervistati dà fiducia ad amici a famigli, come potenziali conferme delle notizie condivise dai contatti dei social media.

• Chi non ha voluto la Brexit è più propenso ad usare regolarmente i social media per le news (50% contro 34%), e più propenso a leggere un sito di notizie (41% contro 18%). Tra chi si informa sui social, Facebook è stato più usato dai leavers (74% contro 65%), mentre è vero il contrario per Twitter (28% contro 39%).

• Tra i paesi esaminati, la Svezia è quella che crede meno alle teorie della cospirazione, col 52% che crede ad una o più delle teorie proposte dai ricercatori, contro l’85% per l’Ungheria. Negli Stati Uniti la cifra è del 64%, in Francia del 76%.

Il professor John Naughton, direttore del programma di borse di studio presso il Wolfson College ed uno dei tre professori dell’Università di Cambridge che hanno condotto la ricerca, ha detto che lo studio, iniziato nel 2012, è nato dal tentativo di guardare alla “storia naturale” delle teorie della cospirazione.

I ricercatori hanno definito cospirazione “una teoria che alcuni attori abbiano cospirato per fare qualcosa di nascosto, di solito qualcosa di malvagio”. Come parte dello studio, hanno proposto agli intervistati circa 10 teorie, tutte emerse dalle proprie ricerche, per testare quanto ampiamente fossero credute.

“Le teorie del complotto sono, e per quanto possiamo dire sono sempre state, una parte importante della vita di molte società, ed il più delle volte sono passate sotto il radar dei media mainstream”, ha detto Naughton. “Pensavamo fossero cose credute solo da pazzi, [e che] non avessero un impatto sulla democrazia”.

Questo atteggiamento sprezzante è cambiato dopo il voto sulla Brexit e l’elezione di Trump nel 2016. “Qualsiasi cosa si pensi di Trump, è un teorico della cospirazione nato. È stato una specie di catalizzatore, la sua elezione ha in qualche modo avuto l’effetto di rendere mainstream le teorie della cospirazione”.

Tali convinzioni, dice Naughton, “sono un modo per il comune cittadino di cercare di dare un senso ad un mondo complesso e confuso”.

Meno persone, almeno nel Regno Unito, credono ad alcune delle altre teorie testate dai ricercatori, incluso il fatto che il racconto ufficiale dell’Olocausto sia una bugia (2%), che il contatto umano con gli alieni sia stato messo a tacere (8%), che la verità sui vaccini venga tenuta nascosta (10%) e che il virus Aids sia stato creato e diffuso di proposito (cosa creduta dal 4% dei britannici, ma dal 12% dei francesi).

Il dott. Hugo Leal, uno dei ricercatori del progetto, ha detto che lui e gli altri accademici sono stati sorpresi dal numero di sostenitori di Trump e Brexit che hanno ritenuto credibile la teoria della grande sostituzione.

“Entrambe le parti condividono atteggiamenti e sentimenti che trascendono la mera affiliazione ideologica conservatrice. Il nostro studio mostra che le teorie della cospirazione sono un elemento centrale per la comprensione di una cultura politica comune, cosa che la maggior parte degli studiosi trova difficile da comprendere”. Leal ha descritto tali atteggiamenti comuni come un “asse cospirativo transatlantico”.

Più di 11.500 persone sono state intervistate online da YouGov, in nove paesi: Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia ed Ungheria. La dimensione del campione britannico era di 2.171 adulti, ponderata per risultare rappresentativi.

 

Fonte: www.theguardian.com

Link: https://www.theguardian.com/society/2018/nov/23/study-shows-60-of-britons-believe-in-conspiracy-theories

23.11.2018

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

6 Commenti

  1. al tempo della radio e dei giornali ,erano piu semplici le cose ,controllavi un pugno di persone e diffondevi il verbo ,nel giro di pochi giorni il verbo era accettato e si passava oltre.poi si metteva nei libri di storia e il mondo era allineato,poi venne la televisione ,e qui si complicarono le cose ,ma era un numero sempre esiguo da controllare ,poi venne internet ,e con internet i blogger ,i social ,ora la guerra si faceva dura ,ora servivano schiere di adepti ,e nascevano cosi le squadre allenate di debunkers ,di opinionisti esperti ,ma cio` non bastava ,idea geniale ,li categorizziamo cosi con le categorie riusciamo piu facilmente ad inquadrare il problema .ecco la storia e` abbastanza semplice ,sei un COMPLOTTISTA ,e se sei nella categoria ,che tu esprima dubbi sui vaccini ,sulle cure sull 11/9 o su quello che vuoi ,allora devi abbracciare tutto ,terra piatta ,extraterrestri ,maghi e truffatori.

    hanno vinto

  2. Credere alle teorie complottiste è meno grave che credere di essere più importarti degli eschimesi o degli Zulu !

  3. Uno studio dimostra che un buon 60% di italiani ha creduto per anni alle balle dei media e questo ha permesso a importanti statisti come Berlusconi, Monti, Renzi di diventare Presidenti del consiglio.
    Un altro studio dimostra che un buon 60% di italiani, per secoli, ha creduto alle balle raccontate da Papi, Vescovi e Preti….

  4. Non c’è da meravigliarsi se chi mira al cambiamento (quasi mai spontaneamente, ma sempre sotto la spinta del malessere esistenziale, sociale, economico ecc.) sia molto più propenso ad ascoltare nuove spiegazioni ai fatti e alle situazioni della realtà che lo circonda: anche le verità più inattaccabili, dopo qualche migliaio di anni cominciano a puzzare. Ma è sbagliato il presupposto dell’articolo, che si basa , si spera con sincere intenzioni, sulla fede nelle teorie del complotto, nel credere cioè ciecamente a queste. Naturalmente non si tratta di credere, semmai di ragionare e provare a trovare le contraddizioni tra una teoria e l’altra, tra una presunta verità e l’altra, tra una versione dei fatti e una descrizione verosimile di questi, altrimenti la fede in una spiegazione verrà sostituita da un altra, senza capirci molto. La verità bisogna costruirsela con la fatica e con il sudore.

  5. Certo che se qualcuno ancora credesse alle palle dei governi sarebbe da rinchiudere.Ma esiste ancora il guardian?

  6. Io sono complottista dal 1969, quando le autorità ci dicevano che la bomba di Piazza Fontana l’aveva messa il ballerino Valpreda e che Pinelli si era suicidato gridando “Questa è la fine dell’anarchia”.