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FERMATE MONORCHIO E ALETTA

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.inf

Spero di aver frainteso gli articoli a pag. 6 di MF (www.milanofinanza.it) di oggi – articoli invero assai poco chiari. Se così non è, si tratta di questo: Monorchio e Salerno-Aletta propongono, e i partiti mostrano trasversale interesse, di ridurre il debito pubblico del 40% in 20 anni e di rifinanziare l’economia come segue:

1) “Prestito forzoso” garantito con ipoteca sul 50% del valore non già ipotecato degli immobili dei cittadini; destinato a dare liquidità ad un “fondo” in cui mettere tutti gli immobili vendibili dello stato (attesi 700 miliardi in 20 anni), da usare per ridurre il debito pubblico – cioè comperare titoli del tesoro;

2) Altro prestito forzoso per il 10% del valore degli immobili dei cittadini, che dovrebbero comperare obbligazioni collocate da banche locali per finanziare pmi;

AGGIORNAMENTO (30.09.2011): A SEGUITO, ”
MONORCHIO-ALETTA: DALLA LIBERTA’ ALLA FORZOSITA’? DALLA LIBERTA’ ALLA FORZOSITA’: RISPOSTA A SALERNO-ALETTA”
3) Pagamento dei debiti della pa verso i suoi fornitori italiani da farsi, per una quota da stabilirsi, non in denaro ma in bond ventennali, con ammortamento al 5% annuo e tasso legato all’Euribor sul residuo capitale, non vendibili ma utilizzabili come garanzia per ottenere credito (attesi 200 miliardi in 20 anni – e, aggiungo io, una marea di delocalizzazioni e di ricorsi per discriminazione contro i residenti in Italia).

Questo progetto sposa gli interessi della partitocrazia con quelli di Parigi e Berlino. Infatti i politici si ritroveranno con molto denaro fresco da “gestire”, molti finanziamenti da “concedere”, molti beni pubblici da “vendere”. E francesi e tedeschi si liberano dei pericolosi titoli del debito pubblico italiani che hanno nelle loro banche e nei loro fondi, a spese dei risparmiatori italiani.

I paesi euroforti hanno capito che la classe politica italiana è tale che non potrà mai gestire virtuosamente il paese, non potrà mai risanare il suo debito pubblico, che essa ha creato e continua ad espandere per sostenersi.

Quindi, se vogliono tenersi l’Italia nell’Euro almeno finché non avrà pagato i suoi bond detenuti dai paesi euroforti, questi ultimi, non potendo eliminare la classe politica italiana, dovranno venire a un accordo con essa. L’accordo perfetto sembra proprio quello che spero che Monorchio e Aletta non stiano proponendo: sfruttando l’emergenza, i politici italiani, la partitocrazia, si prendono il valore del “mattone” dei cittadini, i loro risparmi, e li usano in parte per liberare i “superiori” franco-tedeschi dai bonds italiani, e il resto per i loro soliti business.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=662
27.09.2011

LEGGI ANCHE: Guido Salerno Aletta -Proposta di legge per l’abbattimento del debito pubblico

MONORCHIO-ALETTA: DALLA LIBERTA’ ALLA FORZOSITA’? DALLA LIBERTA’ ALLA FORZOSITA’: RISPOSTA A SALERNO-ALETTA

Ringrazio il dr Salerno Aletta per avere scritto ed espresso interesse a un confronto in relazione al mio articolo del 27 u.s. “Fermate Monorchio e Aletta”. Il presente articolo è, soprattutto nel finale, un contributo critico e propositivo al confronto da lui auspicato.

La proposta di legge del 2 Settembre, mirante a ridurre il debito pubblico di 900 miliardi in 20 anni, riferita a Monorchio e Salerno-Aletta, è stata autorevolmente avallata da Paolo Panerai su MF, ma i lettori-commentatori del medesimo giornale l’hanno massicciamente dileggiata e stroncata come sotterfugio socialistoide per consentire alla casta politica di metter le mani sui beni immobili dei cittadino. Ebbene, quella proposta di legge non conteneva elementi coercitivi espressi, ossia non parlava di prestiti forzosi o di forzoso assoggettamento degli immobili dei cittadini ad un’ipoteca a garanzia di future emissioni di titoli del debito pubblico. La forzosità vi era, ma indiretta, sotto forma di minaccia, in quanto si diceva al cittadino: “se tu non dai il tuo immobile, per metà del valore, in ipoteca a garanzia del debito pubblico (rischiando di perderlo in caso di default dello Stato), sarai esposto al rischio di (chissà quali) aumenti di imposte su di esso”. Un po’ di terrorismo non guasta mai…

La forzosità esplicita fa la sua apparizione negli articoli a pag. 6 di MF del 27 u.s., dove Roberto Sommella parla di “maxiprestito forzoso pari al 10% della ricchezza complessiva delle famiglie (che ammonta a oltre 8.000 miliardi), e Antonio Satta parla di un “prestito forzoso” da imporre ai cittadini assieme alla costituzione di ipoteca dei loro immobili al 50%, per finanziare il fondo patrimoniale di 700 miliardi – o meglio, sembra di capire (l’articolo è sommamente confuso, incerto, quindi vieppiù inquietante) per comperare quote di questo fondo, in cui lo Stato metterebbe i suoi beni immobili. Si noti che la sottoposizione forzosa degli immobili privati ad ipoteca ingesserebbe il mercato immobiliare, proprio in un momento in cui le generazioni anziane vendono i loro immobili per mantenere i propri figli, e creerebbe un clima di angoscia tale da deprimere ulteriormente i consumi e le iniziative. Su MF di oggi, a pag. 6, Salerno-Aletta pubblica un ampio e bell’articolo, di alti accenti, che non torna punti pratici che qui ci interessano e non chiarisce se auspichi o no la forzosità del prestito e dell’ipoteca.

MF del 27.09.11 preannunciava che presto pubblicherà un testo completo della (nuova) proposta. Proposta che, a quanto scrive MF, si distingue da quella del 02.09 innanzitutto per l’introduzione della coattività, ossia dell’esproprio, ma pure per l’introduzione del prestito del 10%. Non ci si accontenta più dello stimolo minatorio, terroristico (“se non mi dai i tuoi beni in garanzia, domani ti posso imporre tasse che tu neanche ti immagini”), ma si prende direttamente: la casta espropria il risparmio dei suoi sudditi.

Già nella proposta di legge del 2 u.s. è invece presente, all’art. 2, l’insieme di norme prescriventi che le pubbliche amministrazioni paghino una quota, da stabilirsi, dei loro debiti non in denaro ma in bonds non negoziabili ad ammortamento ventennale. Regola che, in pretto spirito coloniale, si applica solo ai sudditi italiani (persone fisiche e giuridiche) e non ai soggetti stranieri, che quindi saranno avvantaggiati e potranno meglio battere quelli italiani nelle contrattazioni. Ma la proposta non dice a quali debiti si applicheranno: a quelli per contratti già stipulati, a quelli per contratti da stipularsi, o ad ambedue. Se si applica a quelli già stipulati, allora si avrebbe una modificazione unilaterale del corrispettivo, ossia un’autoriduzione del proprio debito, contraria ai principi fondamentali del diritto, con una riduzione dei ricavi dei soggetti creditori, che quindi in gran parte potrebbero divenire insolventi. Se si applica a quelli futuri, allora l’impresa italiana si trova a concorrere su basi perdenti con quelle straniere, perché viene pagata di meno. Quindi, se appena ce la fa, si trasferirà all’estero per recuperare la parità di condizioni, chiudendo e licenziando in Italia. Inoltre, questa autoriduzione dei pagamenti colpirebbe anche i cittadini, quindi pure gli stipendi, le pensioni, le indennità, i rimborsi, i crediti per prestazioni professionali…

Nel loro insieme, le norme di siffatte proposte sarebbero non solo immorali, discriminatorie e illegittime, ma anche improduttive, perché in sostanza darebbero, per sanare il debito pubblico, i soldi dei cittadini a quel milione e passa di parassiti che vivono di politica, a quella stessa gigantesca partitocrazia che ha creato quel debito per lucrare sulla spesa pubblica assieme ai suoi grandi elettori, per consolidare il suo potere e per espandersi continuamente. Non ha senso darle più soldi. Se domani, grazie alle sullodate proposte, avesse in mano più soldi da gestire, li userebbe non per risanare, ma per arricchirsi di più assieme ai suoi sponsors imprenditoriali, e per ipertrofizzarsi ulteriormente, come ha sempre fatto con tutti i soldi che ha avuto. Per risanare la finanza pubblica, bisognerebbe prima di tutto eliminarla – altrimenti tutto sarà inutile, tutto sarà solo un preteso con cui essa prenderà più sangue al paese. E’ una partitocrazia che non ha alcuna capacità di buona gestione e di risanamento e di ammodernamento, così come non ha alcuna moralità.

Essa, oramai da decenni, gestisce il paese semplicemente ad esaurimento delle risorse, cioè curandosi di estrarne tutta la ricchezza senza impegnarsi per dargli un futuro, per sostenerlo, per rilanciarlo, per qualificarlo, sebbene veda che sta continuamente declinando. Se ne frega – e non ha nemmeno le competenze per fare altro. Richiama alla mente quei re africani che andavano a catturare i loro stessi sudditi e quelli delle tribù limitrofe per venderli ai negrieri bianchi in cambio di fucili e munizioni con cui mantenere e allargare il proprio potere. Similmente, i nostri capi politici ricorrono a ogni mezzo per spremere dai negri italiani i soldi con cui accontentare tedeschi e francesi – l’”Europa” – al fine di ottenere da loro quella legittimazione che consente loro di continuare il loro dominio grassatore sull’Italia.

Anche se probabilmente i nostri due esperti non ambiscono a passare alla storia come sensali del patto per la spremitura terminale dell’Italia, su certe proposte, oggettivamente, convergono gli interessi dei banchieri stranieri e della casta nostrana. E questa convergenza rende purtroppo probabile che una proposta come quella di cui parla MF del 27 u.s. venga accolta, magari con un decreto legge, che verrà convertito con voto bipartisan ispirato non dalla volontà di salvare la patria, ma da quella di divorarla fino in fondo.

E, in risposta all’invito del dr Salerno Aletta, veniamo ora al problema del debito pubblico e a come avviarlo a smaltimento.

Buona è l’idea di mettere i beni alienabili dello Stato in un fondo, e di staccare su questo fondo titoli utilizzabili come rimpinguatori dell’oggi insufficiente money supply e come garanzia al credito per le pmi, senza che la loro creazione aumenti il debito pubblico.

Per contro, l’idea di usare la ricchezza nazionale, i patrimoni privati, per garantire il debito pubblico, induce i politici a pianificare un’ulteriore espansione del debito pubblico, resa possibile dalla grandezza di queste garanzie. questa espansione sarà loro richiesta sia dal loro interesse diretto a lucrare sul denaro pubblico, che dalle pressione della loro base di consenso.

Arrivando alle proposte, premetto che, come spiega il mio amico Antonino Galloni nei suoi saggi, è errato prendere come riferimento e indice della “salute” il rapporto tra pil e debito, perché non solo esso non è in sé determinante, ma anzi è qualcosa di improprio, siccome il pil è un dato di flusso, mentre il debito è un dato di stock. Le banche a clienti privati, che son o meno sicuri degli Stati, accordano prestiti di 5 o 6 volte il loro reddito – lo Stato italiano è indebitato solo di 1,2 volte il proprio reddito. Molto più importante è l’andamento del pil in proiezione: è sulle previsioni di non crescita, che le agenzie di rating attaccano il btp e che le aziende emigrano, oltre che sulle cattive privatizzazioni clientelari e monopolizzanti. tutte le misure del governo, le manovre, sono miopi e sbagliate perché mirano a risultati puramente contabili per evitare le riforme strutturali, ossia per tutelare la struttura di consensi e di redditi parassitari della partitocrazia.

Concordo anche col prof. Claudio Pioli che sarebbe opportuno cartolarizzare il fondo costituito coi beni alienabili dello Stato così da permutarne d’imperio i titoli contro quelli del debito pubblico a breve, e, in parte, a medio lungo periodo. I portatori di titoli del debito pubblico, essendo questi titoli permutati in titoli del fondo immobiliare, non incasserebbero un reddito certo, ma avrebbero introiti in funzione del ricavato dalla vendita dei beni cartolarizzati, e in più acquisirebbero una garanzia reale immobiliare, che coi btp non hanno. Il debito pubblico scenderebbe subito al di sotto del rapporto (60%) richiesto dai patti di Maastricht, ed il saldo primario (in mancanza di parte dell’attuale peso degli interessi passivi) aumenterebbe, per permettere l’acquisto di un’altra parte dei titoli del debito pubblico ancora in circolazione in tempi medi e non lunghi.
La diminuzione della spesa pubblica improduttiva deve partire dall’eliminazione delle oltre 25.000 poltrone consiliari delle public utilities e degli enti inutili, delle spese di falsa disoccupazione e di falsa invalidità (prima di toccare le altre pensioni), delle spese per interventi militari all’estero, e così via.
L’Italia deve assistere ad un ridimensionamento del suo patrimonio e del suo debito, e di parte delle funzioni sociali, che costituiscono un lusso per un paese privo di risorse ed un metodo di finanziamento piuttosto occulto e criminogeno per la partitocrazia.

Ma tutto ciò è un fermarsi ai sintomi, senza cercare le cause ultime, quelle che hanno portato l’Italia in queste condizioni e in questo stato di inerzia, senza che la società raddrizzasse la rotta, pur cambiano diverse maggioranze di governo. Il male della popolazione italiana è che essa continua ad esprimere e a tenersi una classe dirigente rovinosa, incompetente, grassatrice, nonostante veda che la sta rovinando. Quindi è un male non finanziario, economico, o politico, ma socio-culturale, proprio del comportamento collettivo. Finché il comportamento collettivo della popolazione non sarà cambiato e non inizierà a produrre correzioni (sostituzione di ciò che è disfunzionale con ciò che è funzionale), il peggioramento continuerà inesorabilmente.

Che cosa potrà far sì che il comportamento della popolazione cambi, che la società impari a correggersi nel senso suindicato? Solo eventi concreti e forti, come un crollo economico che rompa il meccanismo di mantenimento clientelare del consenso verso la partitocrazia, in modo che l’italiano non possa più vedere nel politico il complice da votare per partecipare con lui alla spartizione delle risorse e dei favori. Oppure come la separazione del Nord dal Sud, che cambierebbe la composizione qualitativa della popolazione delle due entità statuali risultanti, e costringerebbe il Sud a divenire più efficiente per sopravvivere. Oppure ancora come la sostituzione dell’attuale governance con un governo dall’estero da parte dei capitali che stanno comperando il meglio delle imprese e assumendo il controllo dei principali mercati d’Italia, dalle banche all’acqua.

Durante il resto di questa fase di peggioramento, anche a costo di default, è preferibile che le risorse monetarie siano, per quanto possibile, in mano alla gente, ai lavoratori, piuttosto che alla politica, perché, rispetto all’interesse collettivo, la politica le userà in ogni caso peggio di come le usa la gente, le userà per costituirsi posizioni all’estero. Soprattutto quando l’emergenza si farà pesante. Quanto più forte è l’emergenza, tanto peggiore è la condotta dei detentori del potere rispetto al bene della gente.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=665
29.09.2011

Pubblicato da Davide

  • Tao

    MILANO (MF-DJ)–La politica si sveglia sul tagliadebito. Seppur con distinguo e accenti diversi, tutti i partiti apprezzano le proposte lanciate da MF-Milano Finanza a partire da agosto scorso per ridurre in maniera costante e strutturale l’enorme mole di debito pubblico.

    Se l’Idv guidata al Senato dal battagliero Elio Lannutti, scrive MF, ha gia’ mostrato interesse a fare propria una parte delle norme messe nero su bianco da Guido Salerno Aletta e Andrea Monorchio, a destra come a sinistra si registra grande attenzione verso la proposta di soluzione al dramma dei crediti della Pa (arrivati a quota 70 miliardi di euro e tramutabili in speciali emissioni di titoli di Stato) e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio immobiliare pubblico e privato attraverso un Fondo da collocare presso i risparmiatori. Si tratta per ora di messaggi abbozzati, perche’ in fondo la paura che la legislatura e con essa il governo di Silvio Berlusconi volga al termine e’ molta e paralizza ogni iniziativa parlamentare, ma che danno il senso di come anche nel Palazzo il tema del debito stia spazzando via ogni complessa e masochistica proposta di patrimoniale. Cosi’ non e’ piu’ un segreto che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, segue da tempi non sospetti l’andamento del debito pubblico e ogni proposta che possa dare sollievo alle casse del Tesoro; lo stesso governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in modo discreto ma convinto ha gia’ espresso il suo favore: per lui ogni proposta che aiuti l’Italia a ridurre in modo consistente e duraturo il debito pubblico va nella giusta direzione.

    red/lab
    Fonte: http://www.borsaitaliana.it
    27.09.2011

  • nuvolenelcielo

    ci sono 80-90 miliardi di interessi sul debito all’anno da pagare, che aumentano esponenzialmente come aumenta esponenzialmente il debito. come negli stati uniti, in francia ecc.

    il debito non è risanabile per definizione, regaliamo una calcolatrice a questi coglioni monorchio eccetera

  • Giancarlo54

    Finalmente poche parole ma chiare, quelle di Nuvolenelcielo, intendo.

  • stonehenge

    Dopo l’ itchy and scratchy SHOW ecco a voi il Monorchio e Salerno-Aletta SHOW…
    Se solo facessero una cosa del genere su qualsiasi immobile di cittadini onesti e lavoratori (sottolineo lavoratori) che hanno sudato per avere una casa di proprietà e aver dimostrato di sapere come si amministrano i pochi denari a disposizione, di sicuro una fucilata sul culotto di questi due vecchi personaggi a fumetti sarebbe il minimo sindacale.
    Il prossimo anno avremmo dai 200mld ai 300mld di euro di debiti, si farà una patrimoniale finta, perchè chi detiene i grossi capitali ha già spostato in questi mesi gran parte del patrimonio all’estero, quindi non esiste soluzione al debito continuo..meglio il default, possibilmente anche di certi personaggi.

  • YL

    Fatemi capire, vogliono pagare il debito pubblico anche con la mia sudatissima 1° casa?

    Sarebbe questa la proposta di legge? http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=903784

  • YL

    Aggiungo che il sito del governo pubblica l’estratto da MF in modo illegibile e sconclusionato (http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=68511971 ).

    Non sanno fare neanche copia-incolla di un testo. Vergogna!

  • AlbertoConti

    “Fatemi capire, vogliono pagare il debito pubblico anche con la mia sudatissima 1° casa?” No, il fumo volutamente creato per indurre anche questa preoccupazione al massimo può servire per far meglio accettare la vera “sola” una volta diradato. Mi pare però vero che s’introduce il principio della patrimoniale sugli immobili privati come contributo fiscale all’abbattimento del debito pubblico, che però è tutt’altra cosa.
    Qui invece s’intende trasformare il patrimonio pubblico immobiliare, che è di tutti e di nessuno, in collaterale a garanzia dei titoli di stato, trasformandone una parte consistente in ipoteca sul patrimonio immobiliare pubblico. Come dire che il “debito sovrano”, cioè la quota estera del debito pubblico, è più garantito dalla proprietà immobiliare pubblica italiana. In caso di default gli stranieri entreranno in possesso del patrimonio ex-pubblico degli italiani, in forma di case e terreni. Un po’ come l’Africa per i cinesi. Per questo è urgente un audit sul debito pubblico italiano ed il conseguente suo default controllato da una classe politica alternativa a questa, da cacciare a pedate nel culo con ignominia, per alto tradimento della patria.

  • illupodeicieli

    Purtroppo leggo , sento e vedo, solo informazioni a senso unico e che dicono che dobbiamo pagare, non so come ma dobbiamo farlo. E forse , dopo, ci saranno posti di lavoro , di quelli a mille euro se va bene. Non posso accettare dei ragionamenti che impongono tagli a spese indispensabili, nè che vengano cancellati investimenti necessari allo sviluppo, alla creazione di posti di lavoro. Invece è ciò che accade. Anche ieri, in tv, si parla di tagli, dell’Ue che ce lo chiede, dei mercati che impongono questo e quest’altro. Che ci sia stato uno, dico uno, che parlasse che dicesse cose diverse! Nemmeno uno. Allora mi chiedo quanti sono coloro che pensano che sia sbagliato pagare. Chi sono quelli che pensano, invece, che occorre far ripartire le aziende che oggi sono chiuse, che vogliono ricevere denaro per crearne di nuove, che aspettano moratorie per i pagamenti verso Equitalia, che vogliono vedere ridotte le aliquote fiscali, che auspicano di creare ricchezza e benessere in questo paese potendo creare posti di lavoro senza dover avere personale sottopagato e in nero. Mi chiedo anche dove sono gli intellettuali, i filosofi, e perchè non sento le loro voci che propongono soluzioni e idee per sistemare le cose. Forse sono diventato completamente sordo o le loro parole sono coperte dal frastuono dei media tradizionalmente legati ai partiti e agli interessi di parte?

  • lucamartinelli

    se pensiamo o speriamo che questi venduti agli illuminati affrontino il problema dal verso giusto, ci sbagliamo clamorosamente…Non sentiremo MAI questi figuri parlare di sovranita’ monetaria. Ha tutte le ragioni l’amico che commenta che il debito per sua struttura non è ripagabile. E ancora: trovo veramente tragico come il popolo becero e semianalfabeta stia a sentire gli stessi clichè che hanno accompagnato l’Argentina alla tomba, senza rivoltarsi…..le ricette dei criminali del Fondo Monetario sono note per essere mortali. Ma personalmente penso che gli italioti si muoveranno quando tocchera’ a noi beccarci la patrimoniale sulla casa, da pagare con la bolletta Enel. saluti a tutti

  • AlbertoConti

    “Forse sono diventato completamente sordo o le loro parole sono coperte dal frastuono dei media tradizionalmente legati ai partiti e agli interessi di parte?” Non sei sordo e non c’è nessuna copertura da frastuono che possa coprire voci che non esistono, se non in misura residuale. La verità è che siamo soli, soli nel prenderla nel culo e soli nel rendercene conto e nel poter reagire. Proprio per questo dobbiamo darci una mossa, a cominciare dai neuroni personali. Occorre accelerare il processo naturale dall’indignazione alla rivoluzione, che sarà democratica o cruenta in funzione della nostra stessa intelligenza o stupidità. Bisogna però anche capirlo, povero mainstream! La strada giusta per uscire da questa merda è appunto la rivoluzione del sistema monetario-economico-politico, che nessuna delle mezze calzette allevate in questi decenni di truffa sociale è in grado d’interpretare. Ci vuole aria nuova, aria pura, come me e come te, e come i milioni di poveracci che la stanno prendendo nel culo. ALTERNATIVA!

  • illupodeicieli

    Mi faceva notare il mio vecchio genitore che pagamenti con buoni del tesoro o similari lo stato ne aveva già fatti: non ricorda se prima o dopo la guerra (seconda ovviamente) ma sa per certo che alcune persone si sono arricchite ma non sa quante, invece, impoverite.

  • YL

    In effetti la politica degli annunci, che sin da Luglio ha ventilato un probabile ricorso alla patrimoniale, alla fine ha dato qualche mese di “preavviso” per espatriare poi con comodo i capitali. Gli immobili però non si possono espatriare ma espropriare sì, perchè se passasse questo insano progetto di risanamento potremmo tranquillamente parlare di ESPROPRIO. Leggendo la proposta di legge mi pare di aver colto pure che gli immobili risulterebbero inalienabili durante il vincolo del fondo, quindi non saremmo di fatto padroni di disporre nulla su di essi.

  • illupodeicieli

    Ma l’Argentina mi pare che si stia risollevando: mi chiedo che cosa avrebbero potuto fare gli argentini per salvare (meglio) la propria nazione. Idem per noi: stando a ciò che si sente in giro, compresi “amici” delle forze dell’ordine che sono pronti (a parole) a dare una mano, ci si aspetta casino, violenze e rivolte. Anche le parole dei vari Trichet parlano,sempre , di rigore e poi, però occorre pensare a risollevare l’economia: ma se soldi non ne hai non produci e non consumi; se hai il costo del lavoro alle stelle parti già azzoppato; se vuoi aumentare l’età pensionabile e ridurre pure le pensioni, non ci saranno rincalzi nel mondo del lavoro (basta pensare cosa accade nelle università o negli ospedali).

    ps.:Se non hai casa contribuirai lo stesso con un versamento volontario/obbligatorio?E se non paghi ti staccano la luce oppure l’acqua?

  • illupodeicieli

    Due cose: una volta avevo letto in un blog, non so se di Carlo Bertani o di chi ma era in quelli che oggi stanno in basso a sx, in cui si cercava di creare un movimento politico e ,salvo errore, c’è stata una riunione . Ovvio che si parte con delle buone idee, come quelle di chi oggi vuole salvare la nazione, rilanciarla, applicare tutte le nuove tecnologie a basso o nullo impatto ambientale, rendere autonome diverse regioni italiane dal punto di vista alimentare eccetera. Tuttavia ci sono i problemi pratici, come quelli di levarsi da mezzo ai piedi le mezze calzette dei politici e le loro migliaia di cortigiani (che poi sarebbero 3 milioni di cittadini a occhio e croce), come poter fare questo in maniera non violenta: oppure rimangono le maniere forti, rivolte armate o meno che siano. Gli amici degli amici permetteranno questo o vorranno esportare ,anche da noi, la loro democrazia? Quanto all’assenza di intellettuali o pseudo guru, in effetti avrei voluto sentire qualche voce nota ma forse trattasi di persone infide che sono intente a portare all’estero i propri soldi.

  • AlbertoConti

    Se è vero il tuo dato, quello di una casta allargata a 3 milioni a occhio e croce, che sono il 5% della popolazione, fai anche il doppio, 10% dei votanti, capisci che siamo in piena emergenza democratica, informativa, mediatica, mafiosa, ecc. ecc. Giustamente osservi anche l’enorme condizionamento dall’esterno del Paese. Qualche voce fuori dal coro tra gli intellettuali comunque esiste, cito ad es. Guido Viale e Loretta Napoleoni sulla questione monetaria a titolo esemplificativo. Con Giulietto Chiesa di Alternativa e altri gruppi di riferimento ci stiamo provando a far crescere un movimento politico (Uniti & Diversi) aggregato, e non siamo gli unici. Non è facile ma è solo dal basso che si può superare l’emergenza democratica, proprio perchè il popolo è lasciato solo dalle caste e da chi ingenuamente/stupidamente ancora le segue senza più sperare in una vera alternativa. Visto però che la situazione è generalizzata a tutto l’occidente, siamo in buona compagnia, e questo è un motivo in più di speranza. Non bisogna lasciare nulla d’intentato, senza farsi spaventare dai rapporti di forza. Se no siamo già nella peistoria.

  • consulfin

    da: proposta di legge da http://www.Milanofinanza.it [www.milanofinanza.it]
    Art.4
    (Strumenti)
    I cittadini italiani e le persone giuridiche di nazionalità italiana proprietari di immobili ad uso abitativo siti nel territorio nazionale, sui quali non gravano garanzie ipotecarie per il pagamento di mutui concessi per l’acquisto, possono conferirli in
    garanzia per un importo non superiore alla metà del loro valore commerciale, rendendo come riferimento i prezzi di mercato dell’anno 2000, al fine di sottoscrivere titoli del debito pubblico della Repubblica italiana della serie speciale «Mobilitazione del
    patrimonio immobiliare privato» e «Bonus ai proprietari garanti». La costituzione in garanzia finalizzata alla sottoscrizione dei titoli è soggetta alle medesime forme di pubblicità previste per l’iscrizione delle ipoteche immobiliari.
    I titoli non sono commerciabili, hanno durata ventennale, sono rimborsati ogni anno per un ventesimo del loro valore ed hanno un rendimento annuo pari al tasso di sconto stabilito dalla Bce, aumentato dell’1%. Detto ammontare dell’1% è corrisposto al
    proprietario garante, mentre quello relativo al tasso di sconto è versato alla Banca agente a fronte del costo della provvista di liquidità relativa all’acquisto dei titoli, che sono tenuti in conto di deposito presso la Dgt [Direzione Generale del Tesoro]. La garanzia apprestata sull’immobile si riduce annualmente nella stessa misura dell’ammortamento dei titoli sottoscritti.
    La garanzia è riscattabile in qualsiasi momento mediante il pagamento alla Banca agente della somma corrispondente al suo valore residuo. I titoli sono esenti da qualsiasi imposta e prelievo presente e futuro. Agli immobili che siano stati offerti in garanzia si applicano per tutto il periodo corrispondente le sole imposte e tasse, statali e locali, vigenti all’atto della costituzione della garanzia nella misura
    vigente in quel periodo d’imposta
    .

    A me pare di capire che i “cittadini…possono” e non “debbono” conferire in garanzia metà degli immobili per sottoscrivere titoli di debito.
    Mi rimane da capire perché questi cittadini dovrebbero mettere un’ipoteca sulla propria casa per la metà del suo valore al solo scopo di far sottoscrivere titoli di debito alla banca agente, per la remunerazione dell’1%? Perché uno dovrebbe mettere in garanzia il suo patrimonio per qualcosa che deve acquistare un altro? Per la fiducia smisurata che si concede abitualmente alla classe politica? E il prezzo dell’1% è congruo per questa “fiducia”?
    Altra cosa che mi resta da capire è perché si specifica che agli immobili ipotecati “si applicano per tutto il periodo corrispondente le sole imposte e tasse, statali e locali, vigenti all’atto della costituzione della garanzia nella misura
    vigente in quel periodo d’imposta
    “. Forse si allude ad un aggravio di imposta sugli immobili di chi non collabora?
    E ancora, si propone di pagare i debiti della PA con titoli di debito i quali potrebbero essere usati per pagare le imposte… ma se il creditore, per l’andamento del suo bilancio, fosse nella situazione di non avere imposte da pagare o addirittura avesse un credito di imposta nei confronti del fisco, come capita spesso, cosa se ne farebbe di quei titoli? Di questi tempi non è raro trovare aziende che non sono in grado di pagare i dipendenti e i fornitori a causa proprio dei ritardi nei pagamenti della PA, cosa ne sarebbe di questi soggetti? Non è un modo, neanche tanto velato, per alimentare il giro di affari delle banche per un importo paragonabile al debito della PA con i fornitori privati? I quali si troverebbero costretti a prendere prestiti (mettendo i titoli ricevuti in pagamento) per pagare lavoratori e fornitori?
    Ad ogni modo, per fortuna, stiamo discutendo su una proposta che forse è meglio che rimanga tale.

  • dana74

    alla luce di quanto chiarito da consulfin, quindi chi decide per un investimento del genere significa che se lo stato dichiara default si possono prendere la casa di questi disgraziati? anche se l’ipoteca è metà del valore della casa stessa?
    Mi pare che si stia scherzando con il fuoco

  • dana74

    ma nella proposta c’è scritto prestito forzoso, che vuol dire “obbligatorio”.

  • Kiddo

    Mi sembrano caxxate…. Se dovessero veramente fare una cosa del genere, piuttosto che ipotecare la mia unica casa a favore dello stato, la ipoteco TUTTA a MIO favore. E con il ricavato penso che comincerei ad armarmi.