Farmaci per il reflusso acido e rischio più elevato di demenza

Farmaci per il reflusso acido e rischio più elevato di demenza

Secondo una ricerca appena pubblicata online su Neurology le persone che da più di quattro anni assumono farmaci per bloccare la produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco hanno un rischio maggiore di demenza rispetto alle persone che non li assumono.
Questi medicinali (chiamati anche inibitori della pompa protonica) bloccano, in maniera specifica e per lungo tempo, una proteina denominata pompa H⁺/K⁺ ATPasi, presente sulle cellule che rivestono lo stomaco e che sono deputate alla produzione dei succhi gastrici. Vengono utilizzati per curare l’ulcera peptica e il reflusso gastroesofageo, patologie che possono o meno essere associate a infezione da Helicobacter Pylori, e sono spesso prescritti e utilizzati nella prevenzione del danno da assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS); tuttavia, l'uso a lungo termine è dannoso.
Infatti riducono l’assorbimento di vitamina B12, di ferro, di magnesio e modificano in maniera profonda la capacità di digestione ed assorbimento di microelementi fondamentali per la salute alterando il microbiota orale e quello intestinale. Inoltre, alcuni studi li collegano anche a un rischio più elevato di ictus, fratture ossee, malattie renali croniche e c’è il sospetto importante che il loro uso possa facilitare la crescita di alcune forme tumorali soprattutto digestive.

La recente ricerca citata a inizio articolo è stata pubblicata il 9 agosto scorso. Ha preso in considerazione solo i farmaci da prescrizione escludendo i farmaci da banco e ha incluso 5712 persone di età pari o superiore a 45 anni che non soffrivano di demenza all'inizio dello studio. Non dimostra che i farmaci per il reflusso acido causano la demenza, tuttavia evidenzia una preoccupante associazione. Cosa che, peraltro, aveva già fatto notare anche un grosso studio effettuato da ricercatori dell’Università di Bonn e di Rostock che ha coinvolto un totale di 73.679 partecipanti e che è stato pubblicato da Jama Neurology ad aprile del 2016 (la correlazione tra questa classe di medicinali e la demenza era già emersa, comunque, anche prima del 2016).
Il professor Kamakshi Lakshminarayan, autore del lavoro recentemente pubblicato
e membro dell'American Academy of Neurology (che è la più grande associazione al mondo di neurologi e professionisti delle neuroscienze), ha precisato che il rischio di sviluppare demenza sale del 33% in chi usa questi farmaci da più di 4 anni; tuttavia, ha specificato che sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare le ragioni di questo legame.

Ora, al di là di scoprire le motivazioni per cui ciò accade, rimane il fatto che gli inibitori di pompa protonica (detti anche protettori gastrici), se anche in particolari condizioni e per brevi periodi di trattamento possono essere uno strumento utile ed efficace, non vanno, però, assunti per periodi prolungati perché è ormai assodato che in questo caso possono provocare una lunga lista di effetti collaterali temibili che gli autori di una review pubblicata su CMAJ (Canadian Medical Association Journal) hanno inquadrato in tre categorie distinguendo tra interazioni farmacologiche, complicanze non infettive e complicanze infettive.
Leggendo il testo tali effetti avversi sono definiti “rari” ma, in realtà, se rapportati alla moltitudine di persone in trattamento con questi farmaci, che sono decine di milioni nel mondo, il loro impatto diventa decisamente rilevante. Questi medicinali, infatti, sono tra i più venduti e abusati, anche nel nostro Paese.
In considerazione di questo enorme utilizzo (queste pillole sono anche pompate dalla pubblicità e a volte “auto-prescritte” dai pazienti stessi come se fossero la facile soluzione a bruciori di stomaco o problemi digestivi) gli stessi autori della review suggeriscono il dosaggio più basso e per il periodo più breve possibile secondo le necessità. Inoltre, raccomandano ai medici prescrittori anche la rivalutazione periodica dei pazienti per cogliere eventuali stati carenziali o effetti indesiderati da trattamento prolungato con inibitori della pompa protonica al fine di arrivare ad operare scelte realmente efficaci e sicure.
Quanti sono i curanti o gli specialisti che lo fanno?
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VB

Commenti (18)

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Mostra commenti 18 caricati
    1. rocks 28 agosto 2023

      Il mio medico mi ha sempre detto che vanno presi solo per brevi periodi, altrimenti curarsi con la dieta e all'occorrenza roba tipo gaviscon.

    1. uomospeciale 20 agosto 2023

      Li ho presi qualche volta e solo da giovane ma ho smesso quasi subito.
      Mi davano uno strano effetto collaterale:
      Già dalla quarta quinta pastiglia, cominciavo non sentire più i sapori, quindi ho smesso di prenderli.
      Per i bruciori di stomaco ho risolto definitivamente smettendo di fumare e di mangiare schifezze e sopratutto per evitare il rigurgito notturno, evito da sempre di mangiare tardi la sera.
      Qualche volta raramente, prendo un pò di bicarbonato al bisogno ma sono decenni ormai che sto più che bene.
      Incredibilmente lo stomaco mi funziona molto meglio oggi da vecchio di quando ero giovane.

    2. Valentina Bennati 22 agosto 2023

      Mangiare meno la sera e non andare a dormire subito dopo mangiato, in effetti, è molto di aiuto. Come anche masticare bene e mangiare lentamente, in modo da agevolare l'attività digestiva. Consigli generici, validi per tutti, poi ogni persona è un mondo a sé, di conseguenza necessita per questo motivo anche di suggerimenti individualizzati e soluzioni personalizzate, sia per l'alimentazione che per lo stile di vita.
      Questo non basta per stare bene, bisogna anche conoscersi, ascoltarsi, cercare di comprendere il significato della comunicazione che il corpo ci trasmette per mezzo di una certa manifestazione sintomatica. Comprendere i sintomi ci aiuta a trovare la causa del problema. E una volta trovata la causa, è lì che bisogna concentrare il lavoro e le energie per ritrovare una situazione di equilibrio.
      Non ha senso limitarsi a spegnere/lenire il sintomo con una pillola (anche quando questa fosse necessaria) lasciando che la causa di quel problema continui inesorabile la sua azione.

    3. uomospeciale 22 agosto 2023

      Hai ragione il punto è che purtroppo non è molto facile e immediato capire le cause di un determinato malessere per poi porvi rimedio.
      Specialmente oggi che tutti più o meno facciamo una vita stressante e insalubre sotto ogni punto di vista.
      io ci sono riuscito, ma è stato più per caso che per merito.
      E dovendo cambiare troppe abitudini consolidate per arrivare a stare meglio, parecchi ricorrono alla scorciatoia facile e rapida della pillola.
      Antiacido, antiinfiammatorio, antidolorifico, antidepressivo, sonnifero, ecc ecc ... ( ma c'è sempre un prezzo da pagare )

    1. emilyever 19 agosto 2023

      Non certo il mio medico di base e i cinque specialisti gastroenterologi che me li hanno prescritti a vita. Purtroppo già sapevo questi rischi,, ma il bruciore di stomaco che avverto la sera se per caso un giorno mi dimentico di prendere questo farmaco non lo augurerei a nessuno. Ero andata anche da un medico omeopata per sapere se potessi sostituirli, e mi ha consigliato di aggiungere anche un altro farmaco tradizionale.
      va beh, se chi legge nota in me segni di demenza, ora sa a chi dare la colpa.

    2. Valentina Bennati 20 agosto 2023

      Ho trovato interessante questo articolo del dottor Gabriele Prinzi che ho letto in rete:
      https://www.gabrieleprinzi.it/post/de-prescrivere-gli-inibitori-di-pompa-protonica

      In un altro articolo scrive che la prescrizione del gastroprotettore è inappropriata nel 71% dei casi. Magari un’eventuale conversazione/consulenza con lui, o altro specialista dello stesso avviso, può essere utile.

    3. emilyever 21 agosto 2023

      Letto questo post, mi sono precipitata a cercare il dott. gabriele Prinzi: da internet risulta chiuso definitivamente il suo studio di Torino, si chiarisce che sia un medico di chirurgia d'urgenza e non specializzato in gastroenterologia, e le recensioni , di cui vi posto il link, sono quasi tutti sfavorevoli
      https://nicelocal.it/torino/medical/dott_gabriele_prinzi/

    4. Valentina Bennati 22 agosto 2023

      Ciò che il dottor Prinzi scrive nei suoi articoli (ne ho letti un paio, ma ho visto che ha un blog che ne ha molti) mi è parso condivisibile, come anche molto interessante ho trovato questo articolo del dottor Attilio Speciani che è subito saltato fuori attivando una nuova ricerca adesso:

      https://www.eurosalus.com/Reflusso-gastroesofageo/Effetti-a-catena-dei-protettori-gastrici-quando-vengono-presi-a-lungo

      Anche il dott Speciani è autore di diversi interessanti articoli (non solo sulla tematica degli inibitori della pompa protonica). Vorrei, comunque, precisare che i dottori Prinzi e Speciani non sono certamente gli unici, con una ricerca più lunga e approfondita in rete si possono trovare altri medici dalle posizioni simili su questi farmaci.

      Nella risposta precedente mi sono limitata a citare due articoli (i primi che ho trovato e giudicato interessanti) convinta che potessero fornire ulteriori informazioni utili, ma nella rapidità e nella sintesi non vorrei essere stata fraintesa: la scelta di un medico/specialista è questione delicata e giustamente deve rimanere riservata alla valutazione della persona interessata (la quale ha tutto l'interesse e il diritto di fare ogni approfondimento che reputa opportuno prima di fissare un eventuale appuntamento).

    5. LuxIgnis 23 agosto 2023

      Ci sono delle erbe che sono efficaci per questi disturbi. Strano che l'omeopata che hai incontrato non te l'abbia indicate o fatte provare.
      Proverei con un altro omeopata o un fitoterapeuta.
      Le erbe vanno provate perché la loro efficacia è soggettiva.
      Il Ficus carica a me dà sollievo immediato ma devo dire che è raro che abbia bruciore di stomaco forte.

    6. Valentina Bennati 23 agosto 2023

      Non parlerei tanto di "efficacia soggettiva", le erbe sono sempre efficaci, piuttosto bisogna vedere quale è quella più adatta a quel singolo individuo in quel momento preciso.
      Le gemme di Ficus Carica agiscono a livello dell'asse cortico-diencefalico del quale contribuiscono a riequilibrare la funzione normalizzando la motilità e la secrezione gastro-duodenale. Sicuramente può essere un rimedio utile nell'ipercloridria, nell'ernia iatale, nelle affezioni gastroduodenali in genere e nelle turbe dispeptiche, ha un'azione più che altro di riequilibrio a livello neurovegetativo quindi può essere un buon supporto tutte le volte che stress e/o ansia fanno somatizzare su stomaco e intestino. Meglio ricorrere a un gemmoderivato concentrato e analcolico, a volte infatti anche poco alcool può dar fastidio a chi ha l'apparato digerente già disturbato.
      Un'altra ottima pianta per lo stomaco è l'olmaria, (detta anche Regina dei prati o filipendula) dalle sue sommità fiorite di ricava un estratto che ha, oltre a varie altre proprietà, anche un'azione protettiva e lenitiva della mucosa gastrica e normalizza l'acidità. Ha anche un’azione antinfiammatoria gastrointestinale, nelle campagne dove sono cresciuta l’ho vista usare per i bruciori di stomaco, le gastriti, anche l'ulcera gastrica.

    7. LuxIgnis 23 agosto 2023

      Io credo che invece ci sia un'efficacia soggettiva o come vogliamo chiamarla. Le erbe essendo naturali risuonano per così dire col soggetto ed essendo sostanzialmente tutti diversi alcune erbe ci sono più adatte di altre. E ce ne sono tante da provare per fortuna.
      Un po' come è il principio dell'omeopatia in cui il rimedio è soggettivo, almeno quello principale di fondo.
      Anche la Melissa è da provare soprattutto se vi è una forte componente psicosomatica.

    8. Valentina Bennati 23 agosto 2023

      Ficus Carica e Olmaria non sono le uniche piante amiche di stomaco e intestino. Ce ne sono tantissime altre.
      Ciò che va tenuto sempre presente è che ogni persona è un mondo a sé, e non è detto che la pianta o l'erba che è risolutiva per una persona lo sia anche per un’altra. Come non è detto che se una pianta è indicata per un certo disturbo in un certo momento della vita di una persona, lo sia anche successivamente in un altro momento della vita sempre per lo stesso disturbo della stessa persona.
      Dipende da cosa serve davvero in quel preciso momento! Va ricercata sempre la causa di un sintomo e poi vanno perseguite le strategie migliori di riequilibrio.
      Certamente un medico esperto in medicina integrata, che conosce bene l'utilizzo nelle piante, o anche un bravo erborista, sapranno consigliare al meglio.

    9. Valentina Bennati 23 agosto 2023

      esattamente :) è quel che dico anche io: alcune erbe ci sono più adatte di altre. Ho specificato meglio con il mio commento aggiuntivo che stavo appunto ancora scrivendo (non sono riuscita a scrivere tutto in un unica replica perché c'è un limite di battute)

    10. LuxIgnis 23 agosto 2023

      Esatto!

    11. LuxIgnis 23 agosto 2023

      Un medico esperto di piante sarebbe l'ideale ma non è sempre facile da trovare. Si può comunque fare dei tentativi, molto di queste piante non sono pericolose.
      Quando ho avuto un ernia del disco ho scoperto da solo l'efficacia del Tabashir (estratto di Bamboo) che essendo ricco di silice organica mi ha dato una grande mano nella risoluzione del problema.

    12. Valentina Bennati 23 agosto 2023

      Concordo: non sempre è facile trovare un medico esperto nell'utilizzo delle piante.

    13. emilyever 24 agosto 2023

      Grazie, no, non me le ha proposte, è anche vero che alcune tisane mi avevano provocato ricovero d'urgenza al policlinico e sono allergica ad alcuni prodotti naturali, anzi, ne scopro sempre dei nuovi, l'ultimo è il ginkoba.Aggiungo che io ho un 'ernia jatale molto consitente

    14. LuxIgnis 24 agosto 2023

      Per questo dovresti trovare un medico competente in materia, che capisca come intervenire e quali erbe usare.
      Il Ficus Carica è il comune Fico. Se lo mangi senza problemi non dovresti avere nessun problema col macerato glicerico.

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