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Eurocrati a Roma, Isis a Londra: tutto in famiglia

DI FULVIO GRIMALDI

fulviogrimaldi.blogspot.it

“La gente in Occidente deve capire che se l’informazione che riceve tocca gli interessi del complesso militar-securitario, quell’informazione è dettata dalla Cia. La Cia serve quegli interessi, non gli interessi del popolo o della pace”. (Paul Craig Roberts, già sottosegretario al Tesoro Usa)

E’ snervante scrivere per anni le stesse cose. Rimanendo solo nell’arco di mia vita mortale e non fossi stato troppo piccolo, avrei incominciato con Pearl Harbour, dove Roosevelt sollecitò i giapponesi a bombardare la sua flotta. Sufficientemente grandicello, ho potuto commentare la Pearl Harbour 2.0, diventata Golfo del Tonchino, dove inesistenti barchini nordvietnamiti hanno permesso agli Usa di bruciare viva mezza Indocina. Dalla piena maturità alla senilità, mi sono passati per le mani, a citarne solo i primi che vengono alle sinapsi affaticate, la tragicommedia dell’11/9, quando missili Cia e Mossad travestiti da aerei di linea hanno bucato torri a suo tempo dinamitate dall’interno; la farsa di Londra 2005 in cui a uno zainetto lasciato nella carrozza del Tube è stato attribuita la voragine causata da un ordigno posto sotto la carrozza; il triplice attentato di Amman, 2005, preceduto dall’evacuazione dei cittadini israeliani e coronato dall’uccisione di dirigenti palestinesi riuniti con militari cinesi; Bali, Mumbai, Madrid, Charlie Hebdo, dove certi terroristi camuffati ma identificati grazie all’esibizione ex-post dei documenti in macchina, hanno operato liberamente sotto lo sguardo di pattuglie di polizia; Bruxelles aeroporto, dove l’attentato è stato mostrato utilizzando un vecchio video di Mosca; Monaco, dove il più sofisticato armamentario antiterrorista germanico ha lasciato un tizio passeggiare e  sparacchiare in un centro commerciale per quattro ore, prima di rinvenirlo e seccarlo mentre se la filava lontano dal luogo; Nizza, dove il giro della morte del Tir non lascia un’ammaccatura sulla carrozzeria e un’immagine nelle venti telecamere lungo il percorso (o meglio le ha lasciate tutte, ma il governo ha deciso che non servivano e andavano distrutte). E successo anche con quelle del Bataclan……..

Incongruenze che diventano lacerazioni smisurate nel tessuto dello storytelling  delle stragi. Subito rammendate da tutti i cerimonieri mediatici turibolanti ai piedi degli Alti Sacerdoti, mentre sull’altare dei sacrifici umani celebrano il trionfo dell’arma finale contro classi e popoli subalterni e potenzialmente sovversivi. Come fa una persona normale a raccapezzarsi, a buttare l’occhio nei gorghi in cui viene fatta sparire la verità, quando tutti, dal mattinale della Cia al “manifesto”, si affannano a intonacare buco dopo buco della vulgata e cosiddetti “esperti” al massimo di fuochi d’artificio si avvicendano sugli schermi   a blaterare analisi incontrovertibili sulla “guerra all’Occidente”, ora transitata dalla trincee ai ponti di Londra e domani a Piazza San Pietro. Del resto loro, come i loro danti causa nei ministeri addetti, non l’avevano già detto, ripetuto, ribadito: “Ci saranno attentati del terrorismo islamico. La questione è solo il quando e il dove. Veggenti.

Quando perfino nel programma meno di regime “La Gabbia” di Paragone, su La7, tutto finisce nei latrati antislamici di energumeni di una Weltanschauung decerebrata dove, dopo i comunisti che mangiano i bambini, siamo ai musulmani che mangiano le donne. Parlo di tipi solitamente inoffensivi perché sepolti dalle proprie gesta , ma che vengono riciclati quando basta, appunto, abbaiare e far capire a tutti che, o accettiamo una non-vita alla “Essi vivono” del grandissimo Carpenter, o non c’è rimedio a un Occidente che, a forza di veicoli letali, bombe e coltelli, mette il burka anche a Daniela Santanchè e la poligamia ai frati cappuccini. Ieri, da Paragone, si trattava di fossili ricuperati come Giovanna Maglie,  Antonio Caprarica, Alessandro Meluzzi. I primi due si dicono giornalisti, il secondo, che scandaglia l’anima degli islamici e vi trova riserve inesauribili di nequizie, psichiatra. Con tanti saluti a Basaglia.
La NSA, ci è stato rivelato da Snowden e Assange e confermato da Trump, e le altre sorelle depravate dedite al voyeurismo, ascoltano tutto, vedono tutto, ti spiano dallo smartphone, dallo schermo di tv e computer, dal citofono, dall’asciugacapelli. Incamerano un miliardo di dati al minuto.

Ora Renzi, per interposto Gentiloni, gli vende pure (all’IBM) tutti i nostri dati sanitari. Non ne hanno scampo né la cancelliera tedesca, né la presidente brasiliana, né gli ultimi ruotini del carro, che siamo tutti noi. Tuttavia, vigliacco se gli capitasse una volta di intercettare il malvivente che si fa mandare da Al Baghdadi a massacrare gente, proprio là dove non c’è comunicazione, o apparizione, che non siano controllate dal più sofisticato apparato tecnologico mai visto, neppure da quelli di  StarTrek. Magari, però, come ci rivelano le ultime meraviglie vantate dagli apparati che ci assicurano sicurezza, sono in grado, a distanza, di prendere i comandi di un aereo, come quelli dell’11 settembre decollati e scomparsi per sempre, l’altro tedesco sui Pirenei, o di un camion, come quello di Nizza, o di un SUV, come quello di Westminster, e fargli fare quello che gli pare. E così anche con esseri umani, specie se disturbati, manipolati, fuori di testa che pensano di assaltare il parlamento britannico  con forchetta e coltello. Tanto poi tutti quanti muoiono. Capitasse mai che ne esca vivo uno che ci racconti, magari senza waterboarding, chi lo manda.

Sarebbero mirabolanti sorprese se uno ci riuscisse. Per tutti coloro che pontificano, accreditano, avallano, si strappano i capelli a edicole e schermi unificati. Non per noi.  Noi ci accontentiamo della firma. Dunque, anche la scorribanda del presunto Imam radicale di nome Brooks, dopo un po’ di suspence per un migliore ascolto, ha avuto la sua rivendicazione tradizionale. Scotland Yard, la migliore polizia antiterrorismo del mondo,  s’era scordata che quell’imam era ancora in galera (che ridere: Caprarica, a “La Gabbia”, aveva giurato di riconoscerlo!) e quindi ha  dovuto degradare l’attentatore a milite ignoto del terrorismo, pur sempre islamico. Tale Massud, come sempre noto delinquente,  dunque ricattabile, dunque soggetto debole, come ultimamente anche quello, cocainomane etilizzato, dell’aeroporto parigino.Preparando così l’immancabile avvento dell’Isis e della sua firma.

Uno col coltello a Parigi, un altro che a Londra assalta con due coltelli il più poderoso schieramento di sicurezza del paese, quello attorno alle massime istituzioni. Due abbattuti senza pensarci su mezza volta. Senza pensare quanto sarebbe stato facile e utile bloccarlo, magari con uno spruzzo al peperoncino, e arrivare tramite lui alla centrale operativa alla tana del mostro. Oppure pensandoci proprio e concludendo “non sia mai”.

Ma, signori miei, visto che tutti, ma proprio tutti sappiamo, anche se ci ostiniamo a far finta di niente, che l’Isis, come la carta di ricambio Al Qaida e tutti i terroristini aggregati, sono addestrati, armati, finanziati, riforniti, vestiti e nutriti, medicati (in Israele), da Usa, Nato, Israele e relativi azionisti, affittuari e sicari tra Turchia e Golfo; visto che ogni tanto Obama, o chi per lui, soleva mandare un McCain o un Graham a lisciargli il pelo, a rinnovargli l’affetto a dispetto di quanto è bene dire in pubblico, a chiedergli se il cappuccino è buono e il tritolo funziona nelle piazze di Damasco o Baghdad…. visto tutto questo, allora quando l’Isis dice “siamo stati noi”, è logica stringente, e ragion pura anche per Kant, che sono stati loro. Gli sponsor, i padrini, i committenti.

Troppo facile. I nostri “esperti” da cento euro al grammo di islamofobia, queste ovvietà banali non le prendono neanche in considerazione. Ci ho provato una volta io, dopo Parigi e Bruxelles, da Telese a Matrix. Lui, che non è un inconsapevole, sorrideva. Gli ospiti agitavano le braccia, roteavano gli occhi, sghignazzavano e sospiravano: “cose dell’altro mondo”.Un buon tacer non fu mai scritto.

Interessante l’evoluzione del terrorismo a uso domestico. Finite, nella fase, le grandi operazioni da laboriose panificazioni e con risultati epocali, coinvolgenti apparati di Stato e complesse e numerose componenti professionali, con relativi rischi di gole profonde, errori, sovrapposizioni e trascuratezze, come quelle grandiose dell’11 settembre, si è passati a progetti realizzabili con mezzi e numeri più modesti. I colpi grandi, tipo aerei tirati giù o palazzi fatti saltare, si sono lasciati ai paesi “arretrati”, dove non si fa tanto caso alle toppate. Si è passati alle coppie di terroristi e ai minigruppi, rigorosamente islamici,  visti a Parigi e Bruxelles e, con Wuerzburg, Nizza, Monaco, fino a Londra oggi, ai terribilissimi “lupi solitari”.

Poca spesa, impegno minimo, soggetti adulterati e manovrabili ed effetti anche migliori, più diffusi, capillari, terrificanti. Il panico del vicino, del passante, della vettura qualsiasi, dello sconosciuto, o conosciuto, della porta accanto. Meravigliosa invenzione: insicurezza totale, irrimediabile e, di contro, Stato di polizia, società securitaria, lotta di classe o di liberazione annientate. Tanto a liberarti tua sponte dagli impicci della privacy, cioè dalla tua sfera di sicurezza personale, ci hanno già pensato i sicari principi della Cupola, i terrroristi soft: i Tim Cook, Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg. Quando, autoimmmolando la tua libertà e intimità  tra Grande Fratello, ciarle private strepitate al telefonino, selfie in Facebook, ti hanno ridotto a un demolitore pubblico della tua identità, alla mercè di tutti. E soprattutto dello Stato spione e gendarme e del suo golpe strisciante.

Per l’enormità della mazzata Brexit alla cosca atlantica fin dagli anni ‘50 installata dalla Cia in Europa, per conto Rockefeller e Rothschild, utilizzando  fiduciari come Davignon e Monnet, per fare a pezzi nazioni sovrane e costituzionalmente antifasciste, a Londra, che aveva appena fissata la data per lo scioglimento degli ormeggi, andava mandato un segnalino. Poca roba, rispetto al potenziale e all’arsenale di Isis, con tutti quelli dietro. Un Suv e due coltelli. Un primo avviso. A Westminster è successo, mica a Canterbury. Al parlamento dove stanno quelli che brexitano. E sul ponte di Westminster, immancabile per ogni turista eurifero e dollaroso. Come quelli di Sharm el Sheik e di Luxor, che non ci vanno più da quando, nel fedifrago Egitto di Al Sisi che ha fregato i cari Fratelli Musulmani, l’Isis (si fa per dire) fa saltare in aria la gente.

Segnalino utile, invece, a quei necrofori che, sabato e domenica a Roma, contro Brexit e altri Exit che girovagano per l’aere europeo, cercheranno di insufflare nel corpaccio in putrefazione dell’UE quanto basta per fargli fare un po’ di scatti mesmerici. Di quelli che, pur solo fingendo la vita, bastano a far sì che, nel nome dell’Europa ricucita  da sarte di palazzo come Laura Boldrini, noi ci si lasci fregare ancora una volta. Prima, prendendo le mazzate perché osiamo ancora andare in piazza. E poi accettando che, anche solo a sollevare le sopracciglia sull’onnicomprensivo e onnipotente tasso di criminalità della classe dirigente, si finisca fuori. O piuttosto dentro. Come amici dei terroristi. Visto cosa si può combinare con una macchina e due coltellini svizzeri?

 

Fulvio Grimaldi

Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.it

Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2017/03/eurocrati-roma-isis-londra-tutto-in.html#more

23.03.2017

Pubblicato da Davide

  • gianni

    grazie , molto interessante

  • cdcuser

    Ottimo come sempre Grimaldi.

  • Tizio.8020

    Certo che sentir dire queste cose a reti unificate, non avrebbe prezzo!!!!!!!!!!!!!

    Occhio, che l’altro giorno a Londra hanno avvistato tre vecchietti con l’ombrello: potrebbe essere in preparazione una mega strage!!!

  • Patrizia Rametta

    grazie… sempre arricchente leggere e rendersi conto che si chiude il cerchio dei nostri pensieri e intuizioni

  • GioCo

    Ma l’Isis tanto non è la preoccupazione maggiore di Londra, è la Russia la vera nemica dei Vogon, perchè non ha timbrato il lasciapassare A38.
    Vi sembra che ho scritto qualcosa di folle? Già, ma aspettate a vedere come l’aumento inevitabile di perfettamente inutile sicurezza risponderà a questo ennesimo attentato fantasioso “del tutto insospettabile”. In questo Paese Europeo delle Meravigliose ca%%ate già i media ci rifilano lo tsunami di sciocchezze solari senza sosta che nemmeno avevamo metabolizzato quelle altre recentissime già troppo troppe per i nostri cervelli Zombie. Come dire: certo che se sono entrati a casa di fronte e hanno rubato, sono entrati nella casa del tuo vicino e hanno rubato, sono entrati a casa tua e hanno rubato, SICURAMENTE se tornano vengono per una festa di compleanno, no? Ma Scotland Yard dopo l’invenzione di Sherlock Holmes e la figuraccia marcia di Jack lo squartaprostitute è riuscita a capire che esiste qualcosa di vagamente simile alla protezione pubblica di obbiettivi sensibili? Ca%%o a Milano che non conta niente è presidiata LA STAZIONE NORD DAI MILITARI!!! Cosa si dovrebbe fare x infilare un pochettino di senso pratico nella zucca di Halloween dei Vogon, prestargli qualcuno dei nostri sputtanatissimi Militari per presidiare IL CENTRO DELLA POLITICA INGLESE? Non riescono a pensarci da soli?

    Patetico al limite dell’ironia involontaria lo Stolten-berg (mai nome fu scelto meglio dalla provvidenza) che secondo PTV News dice: “è sempre più difficile individuare e prevenire questi attacchi, proprio perchè di basso profilo”. In effetti credo che il profilo del nostro portavoce NATO non sia mai stato così basso. Uno che è a capo della massima forza di sicurezza della massima potenza militare mondiale (“tecnicamente” il governatore della provincia colonica dell’Impero) del protettorato più importante che dice “mi dispiace, non sappiamo cosa farci” non è solo patetico, riesco a stare male per lui quando è costretto a dare la faccia a ste fesserie scritte da uno spin-doctor. Manco (come un tempo) dire almeno “siamo vicini al popolo britannico e cercheremo di fornire tutto il supporto che se sarà necessario” o qualche ca%%ata in politichese che di solito si dice in questi casi … no, no, DEVE dire obbligatoriamente cose che non hanno oggettivamente senso nemmeno MILITARE perchè se no non “sembra” un miliare! Come dire che un terrorista già schedato dai servizi britannici ha fatto quel che voleva nel cuore della Londra moderna e tu che sei la punta di diamante dell’intera difesa militare europea ammetti d’essere IMPOTENTE? Ma ca%%o mettetelo in PENSIONE ANTICIPATA! Nemmeno BUSH Jr. mentre leggeva al contrario le caprette ai bambini della scuola elementare in pieno attacco 11/9 è riuscito a ad essere più “orrido” di così!

  • Mario Vincenti

    Secondo costui tutta la storia e’ una gigantesca false flag operation e i responsabili degli eventi criminali sono sempre gli stessi. Ma non succede mai che le forze dell’ordine di tutto il mondo arrestino o uccidano il vero colpevole?

    • a-zero

      A me pare molto improbabile che le sè dicenti ‘forze dell’ordine’ abbiano facoltà e interesse di arrestare i propri datori di lavoro.

      Storicamente, antropologicamente, mi pare ormai acclarato. L’ordine pubblico e la tutela privata è un sottoprodotto dell’industria delle forze dell’ordine. Il core business (per capirci) non è quello, ma il mantenimento e l’intensivazione dello sfruttamento zootecnico umanicolo.

      Cmqe complimenti per il titolo a Grimaldi.

  • Luigi za

    avrei incominciato con Pearl Harbour, dove Roosevelt sollecitò i giapponesi a bombardare la sua flotta.

    Sig. Grimaldi ciò che scrive é falso.
    Gli USA stavano aiutando i cinesi a difendersi dai giapponesi che già si erano impadroniti di: Corea, Manciuria ed Indocina.
    A quel punto il Roosevelt impose le sanzioni al Giappone per tentare di fermarlo, per tentare di fare abortire il piano Tanaka di conquista mondiale e quindi pure degli USA.
    Allora i giapponesi reagirono e bombardarono Pearl Arbour.
    Che poi il Roosvelt se lo aspettasse e pure ne conoscesse la data dell’attacco é di scarsa importanza.

    • MarioG

      Che se lo aspettasse e ne conoscesse la data NON è (non sarebbe) affatto di scarsa importanza.
      Ma a parte ciò, la sua ricostruzione è interamente faziosa, cosa chiaramente percepibile nell’evocazione di un “piano di conquista mondiale”. Tale e quale il piano del signore coi baffetti…
      L’embrago economico e le misure sempre più severe e provocatorie prese nel 1940 e 1941, il rifiuto di qualsiasi negoziato, miravano a mettere il Giappone nella situazione insostenibile che avrebbe scatenato la guerra. Vedasi memo McCollum. Questo è quanto.

      • Luigi za

        @comedonchisciotte-6c90885b28e58d1f44856d787da2078f:disqus
        ..Ma a parte ciò, la sua ricostruzione è interamente faziosa,..

        Lo vada raccontare alle popolazioni che hanno subito il dominio giapponese nella WWII.

    • Mario Vincenti

      Il Giappone entro’ in guerra perche’ stava per essere strozzato dall’embargo e dalla mancanza di petrolio, gli americani se lo aspettavano certamente ma non pensavano che avrebbero avuto l’ardire di farlo senza dichiarazione di guerra, come del resto e’ costume dei nipponici visto che hanno occupato per anni una parte del territorio cinese manu militari senza mai dichiarare guerra e compiendo orrendi massacri come quello di Nanchino, durante il quale infierirono sulla popolazione inerme. Dopo aver conquistato Filippine, Indie olandesi e tentato di invadere l’Australia direi che il loro piano di dominio continentale e’ abbastanza incontestabile: Fat boy e little boy furono la giusta punizione, i popoli criminali vanno trattati duramente.

      • VanderZande

        Va bene. Adesso, come pensi dovrebbe essere punito un certo popolo criminale che dalla fine della guerra fredda ha meso le zampacce su mezzo mondo, riducendo a deserto sterile nazioni un tempo pacifiche, o che come minimo si facevano gli affari loro, appioppando l’etichetta di “stato canaglia” a qualunque popolo non si mettesse seduta stante a 90 gradi?
        Mah. Sto a rispondere ad un tizio che giustifica il massacro di civili tramite bomba atomica…

  • Edoardo de sensi

    siamo all’ultimo livello del controllo mentale. MK ultra all’ennesima potenza , candidati manciuriani suicidi perfetti per lo scopo delle elitè, mantenere alta la soglia di paura e far sì che siano i cittadini stessi a rinunciare alla libertà (la poca rimasta) chiedendo sempre più sicurezza!

  • marco schanzer

    L’europa e’ travolta , distrutta , dalla follia dei potenti globalizzatori . La prima piaga , e’ la sovrapopolazione . Ma e’ una sovrapopolazione in larga parte africana e asiatica….in europa…..Che occorra l’anziano Craig Roberts a tenere acceso un lumicino di verita’ che il popolo non raccoglie , e’ tragico . Propongo una discussione continua su come far emergere strumenti per ripristinare quella parte di cultura valida che avevamo . Editori , cinematografari , giornalisti , facebook , sono ebrei . Questi , oggi , con un click ci chiudono la bocca . Io , nella mia vita , ho tentato di usare tutti gli strumenti di dialogo e partecipazione alternativa esistenti , e ne ho creati altri . Ma mi rendo conto di aver concretizzato troppo poco . Vorrei sentire delle proposte , un dialogo , su come creare degli strumenti di potere intellettuale , su come togliere la scuola al regime , su come avviare concretamente , ora , una controproposta culturale .