“Dunkerque”: una Versione sbianchettata della Storia

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DI ROBERT FISK

Counterpunch.org

“Dunkirk” un nuovo film  – che racconta la Storia Sbianchettata e che Ignora il Coraggio dei Soldati Neri e Musulmani – una storia che piace tanto a Farage.

Nell’album di famiglia di mia madre c’è una piccolissima foto di un giovanissimo Robert mentre guarda il  “molo”, distrutto dalla Luftwaffe che si allunga verso  il mare dal porto di Boulogne – sedici anni dopo che le truppe inglesi erano evacuate sotto il fuoco nemico, a maggio del 1940 – danni come quelli che i vedevano anche sulle vicine spiagge di Dunkirk. Nella foto, la parte destra del molo di Boulogne è ancora danneggiata, come tutta Francia del dopoguerra, proprio come era quando i soldati inglesi correvano per imbarcarsi sulle ultime navi che tornavano in Gran Bretagna,  il cemento del lato destro del molo era crollato in mare ma si poteva intuire il posto in cui era caduto dalle vecchie gomene strappate che ancor affioravano dalle acque.

Mi ricordo quando il ferry-boat attraccava a Dover e i passeggeri dovevano “camminare sulle assi di legno” che facevano da ponte sospeso sull’acqua e le corde laterali che servivano per aggrapparsi e superare la parte del molo che era stata bombardata. Il giorno dopo, mio padre guidava la nostra Austin fino a Dunkirk per vedere le famose spiagge.  Era una giornata grigia e fredda e sulla sabbia del lungomare c’erano delle rovine irriconoscibili, dei ferri arrugginiti, resti dei vecchi alberghi che dovevano essere ancora restaurati. Quello era rimasto. La storia era passata così e gli inglesi erano tornati su altre spiagge,  250 miglia più a ovest,00 quattro anni dopo e Hitler si era ammazzato e avevamo lanciato le bombe atomiche sul Giappone e poi avevamo perso i nostri soldati in Corea e i poveri vecchi francesi stavano solo iniziando la loro guerra e la loro fuga  in Algeria.

Di tanto in tanto, durante le nostre corse lungo il confine tedesco che facevamo nelle vacanze estive, vedevamo dei ponti ancora in riparazione – la guerra era finita solo da undici anni – e i soldati francesi che stavano li a proteggerli, guardandoci, alzavano gli occhi e sorridevano quando vedevano la bandierina inglese che mio padre aveva fissato davanti alla nostra Austin. “Non farla sventolare, ragazzino” mi diceva “Quelli ci fanno scendere e ci chiedono di arrenderci!”. Questo tipo di sprezzo anti-francese lo troviamo ben rappresentato nel nuovo film di Christopher Nolan – quando un ufficiale inglese rifiuta di accettare che le truppe francesi si uniscano a quelle inglesi durante l’evacuazione – ma non c’è niente di nuovo in questa storia cinematografica. Mio padre, che aveva combattuto in Francia verso la fine della prima guerra mondiale, si sentiva ancora tradito dal paese per cui aveva rischiato la propria vita quando la Francia aveva capitolato ai tedeschi nel 1940, meno di tre settimane dopo che l’ultimo soldato inglese – e francese – aveva lasciato Dunkirk.

Mason-Macfarlane era, credo, una specie di Farage del suo tempo. Nei decenni a venire, gli storici inglesi  scrissero che le truppe francesi nel 1940 erano piene di ubriaconi e di vigliacchi, anche se scrivevano dei saccheggi e delle bevute che si erano fatti gli stessi inglesi nella città di Dunkirk – un tema ben raccontato nella magnifica riprese di cinque minuti sulla spiaggia di Dunkirk fatta da Joe Wright nel suo Atonement. Intrigantemente, ci sono più soldati francesi – che sparano ai cavalli, che marciano disciplinati alle spiagge, e se ne vede anche uno che muore in un ospedale di Londra – nel film di Wright, nel quale Dunkirk  è solo un episodio, che in tutta l’epoca di Nolan.

Molto è stato fatto, inevitabilmente  da The Guardian per dire che il film di Nolan, non fa vedere le truppe musulmane a Dunkirk – i soldati indiani-musulmani del Commonwealth  (quello che ora è Pakistan) – e, naturalmente, nemmeno i reggimenti algerini e marocchini dell’esercito francese.  Atonement  non inquadra nessun soldato inglese nero durante la ritirata di Dunkirk, anche perché sembra che non esistano foto di truppe nere del Regno Unito nel 1940 in Francia – e anche nel film su Dunkirk, girato molto prima da Leslie Norman – che uscì un paio di anni dopo la mia prima visita alle spiagge – non c’era nessun soldato nero.  I commilitoni di John Mills nella ritirata di Dunkirk erano tutti bianchi – anche se nel film i civili francesi rischiano la vita per cercare di salvare i soldati inglesi. Naturalmente, anche in questa fase iniziale della seconda guerra mondiale, i sudditi britannici delle minoranze etniche hanno dimostrato un enorme coraggio: uno dei più coraggiosi uomini della  ARP durante il Blitz era nero, anche se non abbiamo ancora visto nessun film su di lui.

Disgraziatamente, i governi marocchini e algerini del dopoguerra hanno rifiutato, fino a poco tempo fa, di onorare i loro soldati che combatterono contro i nazisti nell’esercito francese. Il nazionalismo arabo in Algeria fu considerato molto più importante dello spirito antifascista, dopo l’indipendenza. Il film francese Indigènes –  che uscì in Inghilterra con il titolo Days of Glory – ricordava, oltre al coraggio dei soldati algerini che combattono contro i nazisti, dopo gli sbarchi alleati nella Francia meridionale, anche il razzismo nei loro confronti dei loro compagni bianchi francesi. Come si vede uno dei soldati nord-africani ferito, che prega con le parole del Corano, viene ammazzato da un soldato tedesco. Intrigantemente, le nazioni musulmane dopo la loro indipendenza cancellarono questa parte dalla storia della Seconda Guerra Mondiale : il fatto che anche loro combatterono contro i giapponesi e i tedeschi . Stessa cosa che in pratica troviamo nell’amnesia che colpì gli irlandesi dopo la prima guerra mondiale, dopo che ottennero l’indipendenza. Fino a poco tempo fa, nessuno aveva trovato il tempo per ricordare i loro uomini che morirono nella battaglia della Somme, a Gallipoli e a Passchendaele con indosso una divisa inglese.

Una giusta nota cinica sul Dunkirk di Nolan l’ha scritta Francois Pédron su Paris Match, che  ricorda correttamente che 18.000 soldati francesi pagarono con la vita la difesa del perimetro di Dunkirk e che 35.000 di loro furono fatti prigionieri e che quasi 140.000 soldati francesi furono salvati a Dunkirk, ma dice anche che non devono essere solo i vincitori a scrivere la storia. Anche i registi scrivono la “storia”, scrive Pedron ed ha ragione. La vera storia delle unità algerine e marocchine deve ancora essere girata e ne verrebbe fuori un dramma terrificante. I tedeschi buttavano carne cruda nelle gabbie in cui erano rinchiusi i prigionieri algerini e africani – per far vedere al cinema come combattevano tra loro per avere qualcosa da mangiare e come se lo strappavano, come animali.

Gli algerini furono massacrati dai nazisti per motivi razziali – e questo, oggi,  fa venire il forte sospetto che hanno ragione certi intellettuali arabi: Hitler, dopo aver sterminato gli ebrei d’Europa e del Medio Oriente, avrebbe rivolto la sua furia contro i loro fratelli semiti-arabi.

Ma, naturalmente, il Gran Mufti di Gerusalemme cercò esilio nella Germania di Hitler e esortò i musulmani ad appoggiare i nazisti, dando modo così a Israele di equiparare, in eterno, gli arabi con la Germania nazista – anche se i morti degli arabi palestinesi giacciono nel cimitero del Commonwealth di El-Alamein, accanto quelli degli ebrei-palestinesi. Come si racconterà questa storia in un  film?

Se si riesce ad umiliare i Francesi in quest’ultimo Dunkirk, quante possibilità ci sono per i musulmani? O per i soldati neri? Non c’è da meravigliarsi che Farage ci abbia spinto a guardare il film di Nolan. Gli inglesi nel 1940 alla fine restarono da soli. C’è voluta un’altra generazione per creare una Europa in cui non ci sarebbe stato più un massacro internazionale, dove avrebbero regnato 72 anni di pace.

E adesso stiamo raccontando Dunkirk di nuovo.

 

Robert Fisk  scrive per the Independent, dove è stato pubblicato questo articolo in originale. 

 

Fonte: https://www.counterpunch.org

Link : “Dunkirk”: a Whitewashed Version of History That Ignores the Bravery of Black and Muslim Soldiers

8.07.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

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