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Addio euro e moneta parallela: il piano per liberarci dalla schiavitù

DI PAOLO BECCHI E GIOVANNI ZIBORDI

liberoquotidiano.it

Una famiglia o un’ impresa per procurarsi più denaro deve lavorare o fatturare di più. Se un privato ha scarsità di soldi deve convincere un altro privato o un ente pubblico a spendere di più. Considerando l’ insieme delle famiglie e delle imprese di un Paese, quando qualcuno incassa di più qualcun altro si ritroverà con meno soldi e quando qualcuno taglia le spese qualcun altro incassa di meno. Come si fa allora a far circolare più denaro nell’economia?

L’ unico modo è che lo Stato, tramite la Banca Centrale e le banche ordinarie, metta in circolo denaro fresco. Le Banche Centrali possono crearlo dal niente senza debito, quelle ordinarie lo creano anche loro, ma sotto forma di debito da restituire. La prova che sia così è il denaro nei conti correnti che aumenta sempre, oggi è di circa 2 mila miliardi in Italia e una generazione fa era intorno a 500 miliardi per cui evidentemente qualcuno lo ha creato.

Se lo Stato però non crea denaro, perché tassa di più di quello che spende e allo stesso tempo le banche tagliano drasticamente il credito, allora l’ economia frana. Questo è proprio quello che è successo in Italia: le tasse sono aumentate, soprattutto grazie a Monti, di circa 40 miliardi e il credito è stato tagliato di circa 180 miliardi. Sono venuti a mancare circa 200 miliardi e la produzione industriale è crollata e ancora oggi è del 20% inferiore ai livelli del 2007. Tagliando il credito alle imprese le banche hanno aggravato la situazione.

FISCAL COMPACT

Sottostare alle regole del Fiscal Compact, come l’ Italia sinora ha fatto, è una strada senza uscita, che aggrava il suo declino. Lo Stato italiano deve invece tornare ad emettere moneta come fanno gli altri Stati indipendenti e se non può farlo tramite Bankitalia (la propria Banca Centrale) deve farlo emettendo una moneta parallela, visto che ritornare alla lira al momento è escluso dalle forze politiche al governo.

Quando si parla di una seconda moneta parallela all’euro – che siano gli accenni alle “AmLire” di Berlusconi, la moneta fiscale di cui parlavano un tempo alcuni economisti vicini a Grillo o i “miniBot” della Lega, i quali sono persino nel contratto di governo, anche se nessuno più ne parla – si incontra subito l’ obiezione che il problema vero in Italia non è la moneta ma l’ inefficienza, lo spreco, la produttività, la corruzione e l’ evasione fiscale. La spiegazione più diffusa è che siamo diventati meno produttivi ed è per questo che non ci possiamo permettere deficit maggiori, come ad esempio i francesi. In Francia hanno tenuto deficit pubblici più alti dei nostri e le banche hanno continuato a creare credito mentre in Italia da dieci anni lo hanno ridotto.

Il debito di famiglie e imprese in Francia è però il 233% del Pil e in Italia il 169%, molto più basso. Anche se si considera il debito pubblico, la Francia ha il 100% del Pil e noi il 133% per cui sommando debito pubblico e privato la Francia è più indebitata di noi. Inoltre l’ Italia continua ad esportare bene ed ha un surplus estero del 2% del Pil, mentre la Francia ha un deficit estero del 2%. E la produzione industriale italiana resta anche oggi maggiore di quella francese. Non sembra quindi che siamo diventati di colpo meno “produttivi” dei francesi.

LE IMPRESE DEL NORD

Il fatto che in Italia ci sia spreco di denaro pubblico e tanti settori della Pa siano inefficienti non impedisce, oggi come venti anni fa, alle Pmi del Nord di esportare e produrre. Quello che le ammazza non è la corruzione ma sono le troppe tasse e il taglio del credito. L’ Italia è penalizzata in Europa perché l’ unico debito che conta è quello pubblico, e non quello privato. Questa regola è stata promossa da Paesi che hanno molto più debito privato, come appunto la Francia. Questa situazione, a noi svantaggiosa, giustifica che si cerchi una soluzione senza aspettare il consenso dell’ Ue e l’ unica soluzione praticabile è quella di creare in Italia una moneta parallela all’euro.

L’idea è essenzialmente quella di emettere agevolazioni fiscali, simili a quelli per le ristrutturazioni edilizie, ma trasferibili e non vincolati ad una attività come rifare una casa. Lo Stato potrebbe emettere una certa quantità di denaro e usarla per ridurre le tasse. L’ ufficio studi di Mediobanca nel 2016 in un suo studio aveva sponsorizzato l’ idea parlando di emettere crediti o agevolazioni fiscali per 40 miliardi. Ogni lavoratore e impresa riceverebbe su una carta di credito ad hoc alcune migliaia di euro di agevolazioni fiscali, utilizzabili con un ritardo di uno o due anni e nel frattempo la gente le userebbe come una sorta di denaro. L’ effetto sarebbe quello di introdurre denaro fresco nell’ economia. Nel “contratto” tra Lega e M5S c’ è la proposta dei “miniBot” che va in questa direzione. Si tratta di emettere Bot che vengono accettati per pagare le tasse con cui saldare i debiti accumulati dalla pubblica amministrazione verso le imprese.

Questa idee, qui solo abbozzate, vanno certo spiegate nel dettaglio. Venerdì 23 novembre a Roma presso l’ Aula dei gruppi parlametari si è svolto un incontro con diversi esperti che ha avuto un grande successo di pubblico. Segno che c’ è la volontà di trovare soluzioni che possano aiutare l’ Italia a difendersi dagli attacchi provenienti da Bruxelles.

 

Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Fonte: www.liberoquotidiano.it

Link: https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13403858/paolo-becchi-addio-euro-moneta-parallela-piano-liberazione-schiavitu-europa-bruxelles.html

24.11.2018

Pubblicato da Davide

12 Commenti

  1. Ah ecco, la soluzione è stampare i soldi del Monopoli, come mai non ci avevamo pensato?seh, vabbè…

  2. Le ammazza l’inefficienza di uno stato che è concentrato su se stesso in altre parole gli statali dai parlamentari all’ultimo bidello devono capire che non sono lì per loro stessi ma per dare un Servizio. Se parlate con uno statale 9/10 vi parlerà di pensione, stipendio e non dei 4/5 caffè al giorno delle 10 sigarette delle 20 telefonate che portano le ore “ lavorate “ a meno della metà. Provate a farlo in Ditta e poi ne parliamo. Questa inefficienza si ripercuote in ultima istanza su chi deve ricevere un servizio che sia il pagamento di una fattura ad un rilascio di un certificato. In altri paesi europei ci invidiano lo stile di vita italiano ma poi ci massacrano sulla efficienza.tutto qui ne più ne meno.

  3. Ormai dovrebbe essere chiaro che ci sono molti modi per far si che lo Stato dia uno stimolo all’economia, posto che lo Stato è l’unico operatore che ha realmente un interesse diffuso (non particolare) a che l’economia progredisca. Potrebbe anche non essere necessario stampare nulla di cartaceo, si potrebbe ad esempio mettere i crediti fiscali su una carta prepagata, oppure, meglio forse di tutte, la soluzione finale: scalare dalle tasse i crediti stabiliti, cosi da avere semplicemente più soldi a disposizione. Questo per chi lavora e ha un reddito, ma, specie dopo anni di crisi, rimane fuori molta parte della popolazione (disoccupati ecc.), alla quale bisogna proprio mettere i soldi a disposizione con strumenti come il reddito di cittadinanza. Chiaro che sono operazioni che urtano frontalmente con la morale persecutoria e antipopolare degli europoidi ora al potere, oltre che naturalmente con gli assurdi limiti di bilancio ora esistenti. Ma se fatte con arguzia, possono essere forse oggetto di trattativa molto meglio di azioni eclatanti come una uscita dall’euro o una italexit radicale, che comunque rimane una opzione ultima inevitabile, in assenza di volontà di confronto soprattutto da parte della burocrazia europea.

  4. Intanto bankitalia è sempre privata,per cui dalla padella si cade nella brace.L’unica soluzione sarebbe legare la moneta all’oro,allora speculazioni non se ne potrebbero più fare,e mandare le monete fiat in pensione.Ma come farebbero poi le banche a sopravvivere e a rubare ai cittadini le loro proprietà?Personalmente soldi della lega e del m5s non ne accetterei mai,perchè basta vedere che personaggi viscidi e ignoranti sono,come del resto tutti gli appartenenti agli altri partiti.Vorrei vedere,un giorno non molto lontano,quando il governo ti dirà che metà o più della tua casa è di sua proprietà,perchè avendo avuto le agevolazioni fiscali,ora che l’europa ce lo chiede,bisogna fare cassa in un modo o nell’altro.I pasti gratis non esistono.Anche prestare soldi a falliti,come de benedetti-provera-berlusconi-benetton-agnelli-montezemolo-non è stata una genialata. Questi sono i grandi imprenditori del nord produttivo,che privatizzano i guadagni e socializzano le perdite.Facile fare così l’imprenditore.Chiunque sarebbe capace.

    • Con tutto il rispetto, non sembra proprio un ragionamento di quelli risolutivi e concludenti. Per prima cosa la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico, il che vuol dire che è soggetta direttamente all’ordinamento statale e può essere nazionalizzata in qualunque momento con apposite leggi e con una valutazione azionaria prestabilita. I privati hanno solo la partecipazione al capitale. Poi non so che argomentazione sia quella di non accettare soldi da lega e m5 come personaggi viscidi, cosa vuol dire lo sa solo lei. Sul fatto che non esistono pasti gratis se ne può discutere, considerato che l’Italia non è certo un paradiso isolato e circondato da un mondo infernale, per cui trattare è d’obbligo. Al limite la patrimoniale potrebbe aversi anche senza che questo governo faccia nulla, anche solo se l’Europa decidesse di chiedere all’Italia il rientro del debito pubblico fino al 60%, cosa giù adesso prevista. Per quanto riguarda prestare soldi a imprenditori che imprendono con i soldi pubblici, non vedo cosa c’entra con quello che dovrebbe fare lo Stato Italiano. Ci faccia sapere.

  5. Esistono due modi di accumulare denaro:
    spendere meno di ciò che si guadagna o, guadagnare di più di ciò che si spende.
    Noi vogliamo continuare a usare il secondo modo, ma purtroppo non è più possibile.

  6. tutte cavolate..non ci libereremo da nulla senza lacrime e sangue e pure dei morti…ogni rivoluzione o affrancamento da usurai porta dolore e morte…e gli italiani non sono pronti,non lo sono mai stati siamo l’unico popolo a non aver mai fatto la rivoluzione…alcuni anni fa in francia il diesel era 1.20 da noi 1,85 ma non c’era nessuno in piazza da noi..oggi a 1.47 i francesi mettono a ferro e fuoco noi siamo a 1.7 nonostante il petrolio sia passato da 75 a 50dollari…pensiamo quando rialzerà….sono di un ‘altra razza e non perdonano ai padroni di tosarli troppo vicino alla pelle fino a far uscire il sangue come avviene da noi coi nostri padroni…

    l’italiano al massimo fa la rivoluzione col voto e manco tanto…ma far la rivoluzione con le regole dei padroni è impossibile infatti il voto popolare è chiaro il parlamento sarebbe sovrano eppure l’UE ci dice che si possono fare la misure che il voto ha chiesto e Mattarella uomo dei padroni ci sanziona il governo blocca Savona all’economia e ogni giorno ci frena..

    l’italiano non è pronto a farsi male o perdere soldi per liberarsi dall’usuraio per aver idea di cosa sia un usuraio si veda quello che presta i soldi all’imprenditore in difficoltà,botte,ricatti,minacce,a volte uccide..quello dell’UE è uguale..

    l’italiano quando capirà che per fare quello che ha chiesto ai partiti deve perdere denari(anche l’uscita dall’euro porterebbe almeno per qualche anno crollo del potere di acquisto) finirà per abbandonare questo governo…il pd sta aspettando proprio quello e si giocherà complice l’UE le elezioni europee proprio sulla paura di perdere i risparmi cosa che l’UE farà sentire realmente agli italiani oltre all’aggiotaggio

    il risultato non è affatto scontato delle elezioni

  7. – Ciao Italia, siamo la BCE e il FMI. Come intendi fermare la crescita del tuo debito e pagarci gli interessi sullo stesso?
    – Ho un piano ambizioso di investimenti produttivi! Abbiamo un sacco di roba da fare… Solo che, ecco… Ci servirebbero ancora soldi, e una dilazione sul piano di rientro degli interessi.
    – Questi non erano gli accordi presi coi premier precedenti, che per salvare le vostre banche, fallite da anni, sono prima entrati nell’euro, spolpando i risparmi degli italiani (Becchi dice un’altra cosa ma lui è appunto Becchi, quindi…), e poi facendo politiche di riduzione della spesa. Se volete altri soldi per la vostra manovra “politico-elettorale” dovete tagliare ancora, e darci a garanzia le vostre stesse banche, dove stanno i risparmi degli italiani. Quindi la Banca d’Italia, a cui noi facciamo finta di prestare i soldi, fa da garante e resta in mano alle banche private, che così noi le pignoriamo se non pagate. O così o adesso la finiamo? Chiaro?
    – Ma insomma, ecco noi, non è giusto… Ho parlato con gli avvocati: va bene.
    – Ecco, brava Italia. E piantala di rompere con ‘ste cialtronate.
    -Ok…

  8. – Parlo con la FEDERAL RESERVE? Buongiorno, sono il pres. degli USA. Senta, avrei bisogno che nel weekend mi stampiate un mille miliardi di dollari.
    – Ehm, ecco noi… Ma è sicuro? Insomma, cosa diranno gli altri paesi del FMI (una 40ina)? E il sistema bancario mondiale? E i nostri creditori di obbligazioni del tesoro?
    – Beh, il giorno che gli altri paesi avranno la capacità di attaccare con bombardieri stealth B2 tutto il pianeta, 20 sottomarini SSBN in navigazione e 12 portaerei nucleari con 100 caccia in navigazione, più 300 navi di vario tipo, 1.000.000 di soldati di cui 250.000 da mandare ovunque in un paio di settimane, e poi non sto a dirle cos’altro… Mi preoccuperò di cosa dicono gli altri. Adesso stampate i dollari.
    – Chiarissimo. Grazie e buon we sig. presidente.
    – A lei.

  9. In Italia non c’è nessuno che abbia le palle di applicare le cose dette da questi economisti e giuristi. Inoltre le nostre Istituzioni sono colme di traditori e venduti che vanno contro gli interessi del popolo italiano. Quindi sistemiamoci il giogo e continuiamo a tirare il carro senza dimenarci troppo, altrimenti ci toccherà prendere anche le frustate!

  10. Articolo eccellente, ma c’è sempre qualcosa che stona: si confonde il credito con la moneta.
    La moneta è un veicolo che serve per trasferire il credito.
    Chi controlla la moneta controlla anche il credito.
    Chi controlla il credito ne sottrae una parte ai contraenti attraverso le tasse o l’usura.

    Se questa sottrazione sono tasse allora servono allo Stato.
    Se questa sottrazione è usura allora alimenta il profitto del sistema bancario-usuraio.

    Il problema grave è che il sistema bancario-usuraio oltre che a controllare il nostro modo di ragionare sulla moneta (“educazione economica” – chiunque si occupi di economia e finanza dimostra di essere un “deformato mentale” se confonde credito e moneta nei suoi ragionamenti), dicevo, controlla i gangli vitali dello Stato in maniera capillare.

    Ergo, scordatevi la moneta parallela.

    Una moneta parallela (chiamatela col nome che vi piace di più) ha il solo scopo di sottrarre profitto all’usura (diretta e/o indiretta) a cui siamo sottoposti da secoli (solo che adesso l’usura è diventata esponenziale e capillare).

    Allora chi si occupa di “educazione economica” deve assolutamente smetterla di confondere moneta e credito, perchè chiunque ne verrà “educato” produrrà ulteriore caos e confusione.

    La soluzione “bestiale” nei confronti degli usurai sarebbe quella di adottare, da parte del governo in carica, una cripto-moneta controllata elettronicamente basata sul codice fiscale ed una credit card.

    Allora si otterrebbe quello che tutti gli onesti vogliono: uno spartiacque tra disonestà ed onestà: una utopia.

    Allora cose vuole la popolazione italiana?

    Coincide con quello che vuole il governo?

    Coincide con quello che vogliono gli usurai?

    La soluzione non è immediata: bisogna rieducare la popolazione e i giovani a capire esattamente cosa è la moneta ed il credito.

    Servono anni.

    PS. insegnare è un mestiere difficile: serve a cambiare la mentalità dell’essere umano, e non è cosa facile quando è già saturo di cavolate.