Covid-19: scusate, correggo!

Sui medici morti si è ripetuta la storia di Pierino e il lupo

 

Scusate, devo parzialmente correggere quanto affermato in un mio recente articolo: che “150 medici morti per Covid-19” sia un mito [i].
In effetti ha tutte le caratteristiche del mito per come è stato rappresentato:

1) Dire “morti PER Covid-19” invece che “morti CON Covid-19” è ingannevole.

2) La Federazione Nazionale Ordini dei Medici (FNOMCEO) ha prestato il fianco, pubblicando il bollettino dei medici/odontoiatri “caduti” nel corso dell’epidemia di Covid-19 [ii].

3) La cifra di 150 è presto divenuta un mantra.

4) Quanto sopra, coperto dai media in maniera tanto melodrammatica quanto superficiale, ha reso assai arduo il compito di chi tentava di capire la vera portata del problema. Anzi, le poche informazioni inizialmente recuperabili avallavano la lettura “mitologica”: l’età assai avanzata (con record a 104 anni) dei medici deceduti; la distribuzione geografica; la reticenza su altre gravi malattie, in particolare negli unici due medici giovani (A.F., 38 anni, è morto PER infarto e G.B, 44 anni, è morto PER complicazioni di impianto valvolare… entrambi CON positività di tamponi che continuano ad essere poco affidabili [iii],[iv],[v]).

Nonostante il miscuglio di paradossi e reticenze, la morte per causa professionale anche di un solo operatore sanitario in corso di epidemia resta grave ed allarmante, così ho protratto le mie ricerche per tre settimane e ora posso riferire quanto segue:

5) Il totale dei medici/odontoiatri morti nel periodo 11/3-15/5 è di 167 (4 in più di quelli inclusi nella lista FNOMCEO). Per 162 di essi ho accertato la provincia di residenza/lavoro. Per 6 pensionati e 7 in attività non ho potuto conoscere l’età. In molti casi ho annotato informazioni accessorie.

6) Per 10 medici è stato possibile attribuire la causa primaria di morte ad altra grave patologia, come chiaramente stabilito dalla vigente convenzione internazionale[vi]. La loro età media era di 65,1 anni (71,1 escludendo i giovani AF e GB sopra menzionati).

7) 76 erano pensionati effettivi, con età media di 77,3 anni.
Per almeno 70 di loro è ragionevolmente estrapolabile quanto accertato dall’ISS mediante revisione di 2848 cartelle cliniche[vii], cioè che avessero almeno un’altra grave patologia soggiacente.

8) 3 medici, in pensione da tempo, avevano accettato la richiesta di rientrare in servizio per aiutare gli ex colleghi nell’emergenza: R.P. di anni 76, infettivologo di Napoli; G.F. di anni 73, MMG di Brescia; V.E. di anni 73, rianimatore di Pavia.

9) 36 medici avevano un’età pensionabile, compresa fra 65 e 75 anni (media 68,3), e continuavano a fornire prestazioni professionali in ambienti sanitari o case di riposo. Colloco costoro, più i tre precedenti, in un “gruppo B” per il quale è ipotizzabile un’estrapolazione analoga a quella suggerita al precedente punto 7, anche se di rilevanza minore, circa la possibile pre-esistenza di gravi patologie.

10) 43 medici, di età compresa fra 49 e 64 anni (media 60,4), erano in servizio a tutti gli effetti. Li colloco in un “gruppo A”, per il quale un’eventuale estrapolazione circa la possibile pre-esistenza di gravi patologie avrebbe rilevanza marginale.

In totale sono 82 i medici che verosimilmente hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 per motivi professionali: 44% medici di medicina generale; 18% ospedalieri (tutti in piccoli ospedali di provincia); 10% odontoiatri; 9% direttori di Case di Cura/Riposo; i rimanenti 16 distribuiti in altre attività genericamente definibili “ambulatoriali”.

La distribuzione per provincia di residenza è analizzata in dettaglio nella tabella seguente. GRUPPO A: medici attivi al di sotto dei 65 anni; GRUPPO B: medici di 65+ anni, attivi; ALTRI: medici effettivamente a riposo. Sono evidenziati in rosso i principali scostamenti per riga o colonna.

 

La distribuzione dei morti per settimana è visibile nel grafico successivo. Sia dalla FNOMCEO che da altre fonti non è sempre riportata la data esatta del decesso. E’ verosimile che il ritardo di comunicazione sia maggiore per i medici che non erano in servizio al momento di ammalarsi di Covid-19.

 

ANNOTAZIONI DI CONTESTO

* 21 febbraio: nel piccolo ospedale di Schiavonia (PD) si registra il primo “morto da Covid-19”: A.T. di anni 78. L’autopsia ha poi stabilito che l’uomo “soffriva di gravi patologie pregresse”[viii].

* 24 febbraio: Pavia e Mantova danno inizio al protocollo per la cura mediante plasma iperimmune. 7/5: ISS e AIFA avviano uno studio randomizzato nazionale. 14/5: audizione del prof. De Donno al Senato[ix].

* 18 marzo: viene pubblicato il primo ampio resoconto cinese sulle trombosi polmonari e sull’appropriatezza della terapia/profilassi con farmaci anticoagulanti[x].

*  Leopoldo Salmaso è specialista in Malattie Infettive e in Sanità Pubblica, già “Esperto MAAEE” in Tanzania.

 

[i]  https://comedonchisciotte.org/falso-mito-sul-covid-19/

[ii]  https://portale.fnomceo.it/elenco-dei-medici-caduti-nel-corso-dellepidemia-di-covid-19/

[iii]  https://www.nature.com/articles/d41587-020-00002-2

[iv]  https://www.telegraph.co.uk/news/2020/03/30/uks-attempt-ramp-coronavirus-testing-hindered-key-components/

[v]  https://www.aljazeera.com/news/2020/05/tanzania-president-questions-coronavirus-kits-animal-test-200503174100809.html

[vi]  https://www.dimdi.de/dynamic/en/classifications/icd/icd-10-who/instruction-manual/

[vii]  https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

[viii]  https://www.polesine24.it/veneto/2020/04/26/news/il-primo-morto-di-coronavirus-non-sarebbe-morto-di-coronavirus-87809/

[ix]  https://www.youtube.com/watch?v=PcVbHpDtpK0

[x] https://www.sforl.org/wp-content/uploads/2020/03/WUHAN-Experience.pdf