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COSA SUCCEDEREBBE SE UNA BOMBA ATOMICA COLPISSE WASHINGTON?

FONTE: Daily Mail Online

Il terrificante rapporto che prevede i danni di un attacco terroristico che potrebbe distruggere la capitale della nazione

Non è certo sorprendente pensare che l’esplosione di una bomba nucleare a Washington causerebbe danni di proporzioni enormi.

Ma questa semplice conclusione non abbia scoraggiato il governo, che ha commissionato un rapporto per stimare l’impatto di un potenziale attacco terroristico sulla Capitale.

Lo studio ha simulato un’esplosione nucleare tra la 16a strada e K Street, il cuore della città, a un paio di isolati dalla Casa Bianca.

I risultati sono tutt’altro che confortanti: le probabilità di sopravvivenza nel raggio di mezzo miglio sono bassissime e la maggior parte degli edifici verrebbero distrutti all’istante, inclusi quelli del governo federale: la Casa Bianca, il Congresso, il Dipartimento del Tesoro, il Palazzo Eisenhower e molti altri lungo la National Mall.

Il mezzo miglio seguente soffrirebbe danni estesi, incendi e feriti gravi; entro le tre miglia, le case subirebbero danni e ci sarebbero feriti di gravità minore.

Ma lo studio – svolto lo scorso anno e intitolato National Capital Region: Key Response Planning Factors for the Aftermath of Nuclear Terrorism [Regione della Capitale Nazionale: Fattori Chiave per Affrontare le Conseguenze del Terrorismo Nucleare, n.d.t.] – suggerisce che il fallout radioattivo potrebbero essere l’aspetto più spaventoso.

Spaventoso: un’immagine del report mostra i danni intorno al punto di detonazione

Soccorso: un’altra immagine mostra il piano di azione
nel caso in cui venga detonata una bomba nucleare

Diffusione: un’altra immagine mostra le diverse ricadute della radioattività
al variare dei mesi

Il rapporto sostiene che, diversamente dalle bombe esplose durante la Guerra Fredda che erano programmate per decimare intere città, gli ordigni più piccoli lascerebbero dei sopravvissuti. Quindi, ci si chiede: cosa dovrebbero affrontare?

La ricerca, pubblicata su Gizmodo, evidenzia che la pioggia radioattiva varierebbe a seconda del periodo dell’anno: ad aprile la zona di Bethesda soffrirebbe l’impatto della polvere, mentre nel resto dell’anno i quartieri più poveri e la Virginia settentrionale ne sarebbero esposti.

Tra le dieci e le venti miglia dall’esplosione l’esposizione alle radiazioni causerebbe nausea e vomito nel giro di qualche ora e, in assenza di cure mediche, morte.

Ma lo studio ha scoperto che per coloro abbastanza vicini al punto di detonazione, dove il tasso di radioattività sarebbe pari a 800 röntgen, la morte sarebbe istantanea in mancanza di un riparo, con o senza intervento medico. La gente non sarebbe in grado di evacuare quest’area in quanto le precipitazioni arriverebbero nell’arco di soli dieci minuti.

Pericolo: più alte sono le barre del grafico, tanto maggiore
sarà la dose di radiazione un’ora dopo la detonazione

Minaccia: un altro grafico mostra le aree di esposizione alle radiazioni.
Le persone nelle aree blue non sopravviverebbero.

Punti di sicurezza: quest’immagine mostra che le stanze sotterranee offrono
una maggiore protezione

Fuori da quest’area molti potrebbero morire anni più tardi, a mano a mano che la radioattività si diffonderà nel paese.

La conclusione del rapporto è preoccupante: “La vastità di un attacco terroristico che comporti un tale colpo potrebbe sopraffare tutti i mezzi per rispondere”.

Lo studio si limita ad offrire consigli per la sopravvivenza, come: “La miglior cosa da fare subito dopo un’esplosione nucleare è trovare riparo nell’edificio più vicino e più protettivo e seguire le istruzioni delle autorità”; “Dopo un inspiegato bagliore, non avvicinarsi alle finestre e restare al riparo per almeno un minuto per evitare di venir feriti da detriti, come vetri rotti“.

Nessuna speranza: il report suggerisce che l’esplosione nucleare nel centro
distruggerebbe completamente il Campidoglio

Suggerisce poi: Bisogna restare al riparo dalle 12 alle 24 ore. In queste ore, l’intensità della pioggia radioattiva andrà di gran lunga diminuendo, permettendo un’evacuazione dalle aree esposte al pericolo delle precipitazioni meno rischiosa”.

Inoltre, il rapporto mostra i diagrammi di alcune case e suggerisce quale tipo di abitazione è migliore per proteggersi dalla contaminazione radioattiva. Le zone peggiori sono fuori casa e in cima ai palazzi, spiega. Gli edifici senza cantina offrono una protezione “lieve” e quelli con cantina sono “adeguati”. I migliori di tutti sono quelli dotati di rifugi antiatomici.

Qui è possibile consultare il rapporto completo.

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Fonte: What would happen if a nuclear bomb hit Washington D.C.?

17.03.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

Pubblicato da supervice

  • porompollo

    ma chi se ne frega di washington

  • fernet

    I giornalisti del Daily Mail non sanno che è già successo due volte per colpa dei loro primi cugini.

  • VeniWeedyVici

    Cosa succede? succede che faccio un festone per 2 settimane di fila, tutti i lettori di CdC invitati!

  • Tonguessy

    offro io

  • ericvonmaan

    Non è che stanno progettando di tirarsela da soli per darla la colpa ai russi e ai cinesi e scatenare la III guerra mondiale???

  • clausneghe

    Ma dai Enrico..
    Questo sarebbe davvero troppo…
    Non credo si tirino una tale mazzata sulle palle!
    Però, a ben pensarci, i folli…

  • vraie

    può essere
    … vuoi vedere che anche il “folle” di Tolosa fa parte del progetto! … il consiglio in caso di esplosione a poche centinaia di metri da noi è:
    fare qualcosa di piacevole…. p.es.: bersi un aperitivo … l’ultimo

  • s_riccardo

    E’ facile lo hanno fatto in piccolo l’11 settembre, prova generale di un attacco Iraniano.
    Quando Obama va in ferie ad Agosto, bisogna stare attenti a quello che succede, poi danno la colpa all’Iran e ta ta …..Bum….. la cosa è fatta. Non ci salva più nessuno.

  • AlbertoConti

    A me non va di scherzare su queste cose. L’articoletto focalizza le conseguenze locali, ma è molto più importante discutere sulle conseguenze globali. E’ chiaro che abbiamo creato un mostro, capace di distruggere l’umanità. E non è la tecnologia, ma l’organizzazione dei popoli, con le loro istituzioni vecchie, fuori dal tempo della tecnologia evoluta. L’esercito, l’intelligence, le forme di governo ipocritamente chiamate democrazie, i media controllati centralmente, l’economia oligarchica di tipo medievale che si nasconde dietro il mito di mercato e di libertà, ecc. ecc. Una montagna di stronzate che rende possibile tutto, anche la nostra stessa ingloriosa fine. Se un pugno di paranoici organizzasse un evento come quello descritto, una società sana non reagirebbe irresponsabilmente, ma quella americana, e neppure la nostra sono società sane. E’ questo il problema reale, il “già accaduto” di oggi, contro il quale bisogna reagire, qui ed ora.

  • sandman972

    Per quel che mi riguarda, quando leggo un articolo di qualsiasi provenienza e ci trovo più di tre verbi al condizionale smetto di leggere. Questo articolo imho non fa eccezione, sensazionalismo allo scopo di mantenere acceso il terrore nelle genti, pura schifezza di propaganda.

  • backtime

    Ma possibile che il massimo che si raccolga su CDC, debbano sempre essere traduzioni da siti americani paranoici?

  • Tonguessy

    non è la tecnologia, ma l’organizzazione dei popoli

    Ci risiamo: la tecnologia, anche quella bellica e nucleare, è buona mentre sono i soliti quattro cattivoni ad abusarne. Quand’è che la finiamo con queste ipotesi fantasiose? La tecnologia nasce a seguito di precise necessità, viene sviluppata a seguito di misurabili volontà e viene applicata come naturale conseguenza dei due punti precedenti. Non nasce per caso e qualcuno (sempre il solito cattivone) se ne appropria indebitamente per rovinare il nostro bel giardino dell’Eden. Una società malata crea tecnologia malata, una società votata alla sopraffazione e non all’armonia genera strumenti tecnologici di sopraffazione. Le due cose vanno di pari passo, essendo la tecnologia un’espressione della volontà umana. In un mondo dove le armi di distruzione di massa sono l’unico deterrente che permette di non fare la fine di Saddam o Gheddafi, quale innocenza può mai vantare la tecnologia?

  • AlbertoConti

    “quale innocenza può mai vantare la tecnologia?” Nessuna, perchè non è un soggetto responsabile, al quale poter attribuire doti morali. “La tecnologia” è fisica applicata, conoscenza della natura impiegata per fini consapevoli. Non è un ipotesi fantasiosa, è la verità lapalissiana. I responsabili siamo noi umani, compresi i 4 cattivoni, e i 4 miliardi di brave persone, che li possono rendere innoqui (o quasi), oppure lasciarsi trascinare dalle loro paranoie, e in questo caso ne sono corresponsabili. Accettare che esistano i “servizi segreti di Stato” è una colpa grave e universale, così come accettare che un pezzo importante della tua economia sia l’industria bellica, chiamandola ipocritamente di “difesa”. Siamo oggi come trogloditi in una nave spaziale, come bambini di 4 anni che giocano con giocattoli “veri”. Possibile che non entri in testa questo semplice concetto a persone intelligenti? O fanno solo finta di essere intelligenti?

  • Tonguessy

    “La tecnologia” è fisica applicata

    Spostare i termini della questione non è rispondere. Quindi andiamo avanti: la fisica applicata è “innocente”? Ma la fisica applicata è solo una parte della fisica. La fisica è “innocente”? Ma la fisica è strettamente legata alla matematica. La matematica è “innocente”? Ma la descrizione matematica dei fenomeni fisici ha solide radici filosofiche, e parte proprio da Cartesio. Ma la filosofia è “innocente”? Porsi domande non mi sembra (ma si sa, faccio finta di essere intelligente) una colpa grave. Grave è la storia della filosofia (da Talete che inventa la trigonometria per aiutare le leties mercantili a valutare la distanza delle navi dal porto di Mileto al citato Cartesio), la storia della matematica vista come possibilità di dominio dell’uomo (Res Cogitans) sulla Natura (Res Extensa), la storia della fisica con quell’infamia che si chiama storia dell’atomica con Einstein che auspica ciò che Oppenheimer riuscirà a far esplodere a Nagasaki ed Hiroshima. E così via. Per chi, finto intelligente come me, ama considerare le umane vicende come effetti deterministici non può che considerare l’intervento della borghesia un manna dal cielo per filosofia, matematica, fisica e tutte le scienze in genere. Economia compresa, con quel fasullo Nobel instituito dalla Banca Svedese che, sappiamo tutti, è la quintessenza della pietas.

  • AlbertoConti

    Se la tecnologia avesse sconfitto la morte potrei anche ricredermi, ma fino a quel momento è semplicemente una protesi dell’uomo per sopravvivere, come gli artigli per l’aquila o il pungiglione per la zanzara. La grande differenza è la possibilità di scelta nell’uso che se ne può fare, un “libero arbitrio” che per limitato che sia fa una differenza enorme. L’attribuire questa responsabilità allo strumento, questo è sì uno spostare i termini della questione. Così come attribuire alla “borghesia” la responsabilità della conoscenza. Molti geni sono ebrei, così come moltissime teste di cazzo. E questo allora cosa significa? Non significa assolutamente nulla, è la domanda stessa ad essere idiota.

  • Tonguessy

    Credere che la funzione sociale della borghesia sia inconsistente significa negare il ruolo che la borghesia ha avuto e sta avendo in ciò che chiami “libero arbitrio” e che in realtà vede il mondo intero scenario di conquiste imperialiste. Oppure dimostrami che società paritarie senza boghesia come i cacciatori-raccoglitori hanno istituito forze e tecnologie imperialiste.
    Poi, sempre che tu lo conceda, farsi delle domande non è mai idiota. Forse è idiota negare il diritto di esistere alle domande setsse. Ma sappiamo che ormai hai già messo buoni e cattivi alla lavagna, e chi non si presta a essere portavoce dello scientismo imperante (e assolutamente neutro, of course) è automaticamente nella colonna dei cattivi. Molto cattivi. Da eliminare. Nemici della Civiltà, dl Progresso, della Modernità. Che schifo.

  • Jor-el

    Perché? Perché? Perché? Perché scrivono articoli così? Cos’hanno intenzione di fare, bombardarci tutti preventivamente? 67 anni fa hanno lanciato due atomiche sul Giappone e da allora vivono nel terrore che qualcuno possa ricambiar loro il bel regalo.

  • StefanoVaj

    La cosa più godibile sono i “consigli”, che ricordano le esercitazioni anti-atomiche degli anni cinquanta con i bambini americani cui insegnavano a nascondersi sotto il banco. :-)))

    Ma naturalmente ora come allora i relativi dividendi in paranoia sono inversamente proporzionali a quelli in sicurezza.