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Che dirò ai miei studenti nel giorno della memoria?

DI FRANCO BERARDI BIFO

alfabeta2.it

Dopo la guerra che Israele scatenò contro la popolazione di Gaza nel 2008, Stefano Nahmad (la cui famiglia subì le persecuzioni naziste) scrisse queste parole: «hai fatto una strage di bambini e hai dato la colpa ai loro genitori dicendo che li hanno usati come scudi. Non so pensare a nulla di più infame […] li hai chiusi ermeticamente in un territorio, e hai iniziato ad ammazzarli con le armi più sofisticate, carri armati indistruttibili, elicotteri avveniristici, rischiarando di notte il cielo come se fosse giorno, per colpirli meglio. Ma 688 morti palestinesi e 4 israeliani non sono una vittoria, sono una sconfitta per te e per l’umanità intera».

La guerra che Israele conduce contro il popolo palestinese non è finita, non finisce mai. Continua ogni giorno, e ogni giorno uccide, distrugge, depreda. Negli ultimi mesi è esplosa una povera Intifada, chiamata l’Intifada dei coltelli. Si manifesta con azioni suicidarie compiute da uomini donne, anziani e giovani che il razzismo quotidiano del gruppo dirigente di Israele ha reso a tal punto disperati da cercare la morte per strada, nel tentativo generalmente fallimentare di accoltellare uno dei superarmati agenti dell’esercito di Israele.

Come ogni anno si avvicina il giorno della Memoria, e come ogni anno mi preparo a parlarne con gli studenti della scuola in cui insegno. Insegno in una scuola serale per lavoratori, in gran parte stranieri. È un ottimo osservatorio per capire quel che accade nel mondo. Qualche anno fa, in occasione di questa ricorrenza, leggemmo brani dal libro Se questo è un uomo di Primo Levi. Avevamo parlato molto della questione ebraica, e della storia del popolo ebreo dalle epoche lontane al ventesimo secolo. Proposi che tutti scrivessero un breve testo sugli argomenti di cui avevamo parlato. Claude D, un ragazzo senegalese di circa venti anni, piuttosto pigro ma dotato di vivacissima intelligenza concluse il suo lavoro con queste parole: «Ogni anno si fanno delle cerimonie per ricordare lo sterminio degli ebrei, ma gli ebrei non sono i soli che hanno subito violenza. Perché ogni anno dobbiamo stare lì a sentire i loro pianti quando altri popoli sono stati ammazzati ugualmente e nessuno se ne preoccupa?». Questa frase mi colpì, e decisi di proporla alla discussione della classe, in cui oltre Claude c’erano cinque italiani due marocchini un peruviano una brasiliana, un somalo, due ragazze romene una ucraina e due russi. L’opinione di Claude era quella di tutti. Sia ben chiaro: nessuno mise in dubbio la verità storica dell’Olocausto, neppure Yassin, un ragazzo marocchino appassionato alla causa palestinese e sempre pronto a criticare con durezza Israele. Tutti avevano seguito con attenzione e partecipazione la lettura delle pagine di Primo Levi. Però tutti mi chiedevano: perché non si fanno cerimonie pubbliche dedicate allo sterminio dei rom, dei pellerossa, o allo sterminio in corso dei palestinesi? Claude a un certo punto uscì fuori con una frase che non potevo contestare: perché nessuno ha pensato a un giorno della memoria dedicato all’olocausto africano? Pensai ai milioni di suoi antenati deportati dagli schiavisti, pensai all’irreparabile danno che questo ha prodotto nella vita dei popoli del golfo d’Africa occidentale, e conclusi il discorso in maniera che a tutti apparve risolutiva (vorrei quasi dire salomonica): «Nel giorno della memoria si ricorda l’Olocausto ebraico perché attraverso questo sacrificio si ricordano tutti gli Olocausti sofferti dai popoli di tutta la terra».

Ammesso che la parola «identità» significhi qualcosa, e non lo credo, per me l’identità non è definita dal sangue e dalla terra, blut und boden come dicono i romantici tedeschi, ma dalle nostre letture, dalla formazione culturale e dalle nostre mutevoli scelte. Perciò io affermo di essere ebreo. Non solo perché ho sempre avuto un interesse fortissimo per le questioni storiche e filosofiche poste dall’ebraismo della diaspora, non solo perché ho letto con passione Isaac Basheevis Singer e Abraham Yehoshua, Amos Oz, Gershom Scholem e Daniel Lindenberg, ma soprattutto perché mi sono sempre identificato profondamente con ciò che definisce l’essenza culturale dell’ebraismo diasporico. Nell’epoca moderna gli ebrei sono stati perseguitati perché portatori della Ragione senza appartenenza. Essi sono l’archetipo della figura moderna dell’intellettuale. Intellettuale è colui che non compie scelte per ragioni di appartenenza, ma per ragioni universali. Gli ebrei, proprio perché la storia ha fatto di loro degli apatridi, hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione della figura moderna dell’intellettuale e hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell’Illuminismo e della laicità, e anche dell’internazionalismo socialista.

Come scrive Singer nelle ultime pagine del suo Meshugah, «la libertà di scelta è strettamente individuale. Due persone insieme hanno meno libertà di scelta di quanto ne abbia una sola, le masse non hanno virtualmente nessuna possibilità di scelta». Per questo io sono ebreo, perché non credo che la libertà stia nell’appartenenza, ma solamente nella singolarità. So bene che nel ventesimo secolo gli ebrei sono stati condotti dalla forza della catastrofe che li ha colpiti, a identificarsi come popolo, a cercare una terra nella quale costituirsi come stato: stato ebraico. È il paradosso dell’identificazione. I nazisti costrinsero un popolo che aveva fatto della libertà individuale il valore supremo ad accettare l’identificazione, la logica di appartenenza e perfino a costruire uno stato confessionale che contraddice le premesse ideologiche che proprio il contributo dell’ebraismo diasporico ha introdotto nella cultura europea.

In Storia di amore e di tenebra scrive Amos Oz: «Mio zio era un europeo consapevole, in un’epoca in cui nessuno in Europa si sentiva ancora europeo a parte i membri della mia famiglia e altri ebrei come loro. Tutti gli altri erano panslavi, pangermanici, o semplicemente patrioti lituani, bulgari, irlandesi slovacchi. Gli unici europei di tutta l’Europa, negli anni venti e trenta, erano gli ebrei. In Jugoslavia c’erano i serbi i croati e i montenegrini, ma anche lì vive una manciata di jugoslavi smaccati, e persino con Stalin ci sono russi e ucraini e uzbeki e ceceni, ma fra tutti vivono anche dei nostri fratelli, membri del popolo sovietico».

Il mio punto di vista sulla questione mediorientale è sempre stato lontano da quello dei nazionalisti arabi. Avrei mai potuto sposare una visione nutrita di autoritarismo e di fascismo? E oggi potrei forse sposare il punto di vista dell’integralismo religioso che pervade la rabbia dei popoli arabi e purtroppo ha infettato anche il popolo palestinese nonostante la sua tradizione di laicismo? Proprio perché non ho mai creduto nel principio identitario non ho mai provato particolare affezione per l’idea di uno stato palestinese. I palestinesi sono stati costretti all’identificazione nazionale dall’aggressione israeliana che dal 1948 in poi si è manifestata in maniera brutale come espulsione fisica degli abitanti delle città, come cacciata delle famiglie dalle loro abitazioni, come espropriazione delle loro terre, come distruzione della loro cultura e dei loro affetti. «Due popoli due stati» é una formula che sancisce una disfatta culturale ed etica, perché contraddice l’idea – profondamente ebraica – secondo cui non esistono popoli, ma individui che scelgono di associarsi. E soprattutto contraddice il principio secondo cui gli stati non possono essere fondati sull’identità, sul sangue e sulla terra, ma debbono essere fondati sulla costituzione, sulla volontà di una maggioranza mutevole, cioè sulla democrazia.

Pur avendo un interesse intenso per l’intreccio di questioni che la storia ebraica passata e recente pone al pensiero, non ho mai scritto su questo argomento neppure quando l’assedio di Betlemme o il massacro di Jenin o l’orribile violenza simbolica compiuta da Sharon nel settembre del 2000 o i bombardamenti criminali dell’estate 2006 provocavano in me la stessa ribellione e lo stesso orrore che provocavano gli attentati islamici di Gerusalemme o di Netanya o gli omicidi casuali di cittadini israeliani provocati dal lancio di razzi Qassam.

Non ho mai scritto nulla (mi dispiace doverlo dire), perché avevo paura. Come ho paura adesso, non lo nascondo. Paura di essere accusato di una colpa che considero ripugnante – l’antisemitismo. So di poter essere accusato di antisemitismo a causa della convinzione, maturata attraverso la lettura dei testi di Avi Shlaim, e di cento altri studiosi in gran parte ebrei, che il sionismo, discutibile nelle sue scelte originarie, si è evoluto come una mostruosità politica. Pur avendo paura non posso però più tacere dopo aver discusso con lo studente Claude.

Per quanto io sappia che il sionismo va compreso nel contesto della persecuzione di cui gli ebrei sono stati vittime per secoli, non posso ignorare che l’ideologia sionista si è evoluta come nazionalismo colonialista, è causa di infinite ingiustizie e sofferenze per il popolo palestinese, e rischia, nel lungo periodo, di rivelarsi un pericolo mortale per lo stesso popolo ebraico.

La violenza sistematica che lo stato di Israele ha scatenato negli ultimi sessant’anni alimenta la bestia antisemita che sta diventando maggioritaria nel subconscio collettivo. Poiché non si può affermare che il nazionalismo sionista è una politica sbagliata che produce effetti criminali senza essere accusati di antisemitismo, molti non lo dicono, ma non possono impedirsi di pensarlo. Dato che non è possibile affermare a viso aperto che uno stato che si definisce ebraico e discrimina i cittadini sulla base dell’appartenenza religiosa è uno stato integralista, allora molti lo tacciono ma non possono impedirsi di pensarlo.

Aprendo la discussione sulle parole dello studente Claude, ho scoperto che gli altri studenti, italiani e marocchini, romeni e peruviani, che pure nel loro svolgimento avevano trattato la questione secondo gli stilemi politicamente corretti, costretti ad approfondire il ragionamento e a far emergere il loro vero sentimento, finivano per identificare il governo colonialista di Israele con il popolo ebraico e quindi a ripercorrere la strada che conduce verso l’antisemitismo. Considerando criminale e arrogante il comportamento dello stato di Israele, identificandosi spontaneamente con il popolo palestinese vittimizzato, finivano inconsapevolmente per riattivare l’antico riflesso anti-ebraico. Proprio la rimozione e il conformismo che si coltivano nel giorno della memoria stanno producendo nel subconscio collettivo un profondo antisemitismo che non si confessa e non si esprime. Perciò credo che occorra liberarsi della rimozione e denunciare il pericolo che il sionismo aggressivo rappresenta soprattutto per il popolo ebraico.

Si avvicina il 27 gennaio, che sarà anche quest’anno il giorno della memoria. Come potrò parlarne agli studenti della mia scuola? Non c’è più Claude, ma ci sono altri ragazzi africani e arabi e slavi ai quali non potrò parlare dell’immane violenza che colpì il popolo ebraico negli anni Quaranta senza riferirmi all’immane violenza che colpisce oggi il popolo palestinese. Se tacessi questo riferimento apparirei loro un ipocrita, perché sanno quel che sta accadendo. E come potrò tacere le analogie tra l’assedio di Gaza e l’assedio del Ghetto di Varsavia? È vero che gli ebrei uccisi nel ghetto di Varsavia nel 1943 furono 58.000 mentre i morti palestinesi sono per il momento solo poche migliaia. Ma come dice Woody Allen i record sono fatti per essere battuti. La logica che ha preparato la ghettizzazione di Gaza (che un cardinale cattolico ha definito «campo di concentramento») non è forse simile a quella che guidò la ghettizzazione degli ebrei di Varsavia? Non vennero forse gli ebrei di Varsavia costretti ad ammassarsi in uno spazio ristretto che divenne in poco tempo un formicaio? Non venne forse costruito intorno a loro un muro di cinta della lunghezza di 17 chilometri di tre metri di altezza esattamente come quello che Israele ha costruito per rinchiudere i palestinesi? Non venne agli ebrei polacchi impedito di uscire dai valichi che erano controllati da posti di blocco militari?

Per motivare la loro aggressione che uccide quotidianamente centinaia di bambini e di donne, i dirigenti politici israeliani denunciano i missili Qassam che in un decennio hanno causato dieci morti (tanti quanti l’aviazione israeliana uccide in mezz’ora). È vero: è terribile, è inaccettabile che il terrorismo di Hamas colpisca la popolazione civile di Israele. Ma questo giustifica forse lo sterminio di un popolo? Giustifica il terrore indiscriminato, la distruzione di una città? Anche gli ebrei di Varsavia usarono pistole, bombe a mano, bottiglie molotov e perfino un mitra per opporsi agli invasori. Armi del tutto inadeguate, come lo sono i razzi Qassam o i coltelli da cucina. Eppure nessuno può condannare la difesa disperata degli ebrei di Varsavia.

Cosa posso dire, dunque, nel giorno della memoria? Dirò che occorre ricordare tutte le vittime del razzismo, quelle di ieri e quelle di oggi. O questo può valermi l’accusa di antisemitismo?

Se qualcuno vuole accusarmi a questo punto non mi fa più paura. Sono stanco di impedirmi di parlare e quasi perfino di pensare ciò che appare ogni giorno più evidente: che il sionismo aggressivo, oltre ad aver portato la guerra e la morte e la devastazione al popolo palestinese, ha stravolto la stessa memoria ebraica fino al punto che nelle caserme israeliane sono state trovate delle svastiche, e fino al punto che cittadini israeliani bellicisti hanno recentemente insultato cittadini israeliani pacifisti con le parole «con voi Hitler avrebbe dovuto finire il suo lavoro».

Proprio dal punto di vista del popolo ebraico il sionismo aggressivo del gruppo dirigente di Israele è un pericolo mortale. La violenza degli insediamenti, la violenza dell’operazione Piombo Fuso del 2008 e dei bombardamenti su Beirut del 2006 è segno di demenza suicida. Israele ha vinto tutte le guerre dei passati sessant’anni e può vincere anche la prossima guerra contro una popolazione disarmata. Ma la lezione che ne ricavano centinaia di milioni di giovani islamici che assistono ogni sera allo sterminio dei palestinesi fa nascere in loro un odio che oggi si manifesta nelle forme del terrorismo islamista. Israele può sconfiggere militarmente Hamas. Può vincere un’altra guerra come ha vinto quelle del 1948 del 1967 e del 1973. Può vincere due guerre tre guerre dieci guerre. Ma ogni sua vittoria estende il fronte dei disperati, il fronte dei terrorizzati che divengono terroristi perché non hanno alcuna alternativa. Ogni sua vittoria approfondisce il solco che separa il popolo ebraico da un miliardo e mezzo di islamici. E siccome nessuna potenza militare può mantenere in eterno la supremazia della forza, i dirigenti sionisti aggressivi dovrebbero sapere che un giorno o l’altro l’odio accumulato può dotarsi di una forza militare superiore, e può scatenarla senza pietà, come senza pietà da anni si manifesta l’odio israeliano contro la popolazione indifesa di Gaza.

Franco Berardi Bifo

Fonte: www.alfabeta2.it

Link: https://www.alfabeta2.it/2016/01/24/memoria-bifo/

24.01.2017

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    “«Due popoli due stati» é una formula che sancisce una disfatta culturale
    ed etica, perché contraddice l’idea – profondamente ebraica – secondo
    cui non esistono popoli, ma individui che scelgono di associarsi.”

    Mi sembra che sia “Bifo” a contraddire la storia millenaria dell’ebraismo.

  • PietroGE

    Questo articolo è una accozzaglia di sciocchezze, luoghi comuni, e menzogne strepitose.

    “.. l’idea – profondamente ebraica – secondo cui non esistono popoli, ma individui..” Da ridere. Certo gli ebrei vorrebbero che gli altri si definissero solo come individui, senza popolo e senza identità allo stessomodo con cui sono favorevoli all’immigrazione ma non a casa loro.

    “per me l’identità non è definita dal sangue e dalla terra, blut und boden come dicono i romantici tedeschi, ma dalle nostre letture, dalla formazione culturale e dalle nostre mutevoli scelte. Perciò io affermo di essere ebreo.” Da ridere a crepapelle. Israele è definito da loro stessi come il Paese degli ebrei definiti come razza e basta. Non si può diventare ebreo come non si può diventare cinese o africano.
    Uno potrebbe proseguire a criticare l’articolo, ad esempio l’alternativa : sionismo invece di antisemitismo ecc. ecc. ma le sciocchezze sono tante e tali che è meglio smettere.
    Quello che Berardi dovrebbe dire ai suoi allievi :
    1.Un popolo che ricorda i morti degli altri ma non i propri è un popolo SERVO.
    2.Un popolo che si fa prescrivere da una lobby straniera a cosa deve credere, pena la galera, non è degno di avere una nazione propria e una propria cultura.
    3.Invece di leggere da Primo Levi si potrebbe cominciare a spiegare il perchè della seconda guerra mondiale e per quanto riguarda l’olocausto leggere da Carlo Mattogno, se proprio vuole approfondire.

    • Lorenzo

      Altra cosa importante: un “individuo” nel contesto giuridico è un’entita che non ha diritti qunado essa non è cosciente, la persona invece che ha consapevolezza di se diviene quindi autocosciente, consapevole della propria natura e di decidere del proprio futuro…
      sotto questo aspetto la frase da te postata credo abbia un valore molto più inquietante.

    • Tizio.8020

      Veramente, in secoli passati è successo esattamente questo: intere popolazioni che “hanno deciso di diventare ebrei”.
      Kazari etc.

  • Rolmas

    Articolo buonista, servile e lecchino. Nessuno darà dell’antisemita a Bifo, non si preoccupi. Anzi, forse gli proporranno un posto di lavoro al Ministero della Propaganda Israeliana.

    • MarioG

      E’ il minimo! Dopo la sviolinata sul vero e nobile spirito ebraico, eletto a emblema della piu’ pura e universale idea di Umanita’!

      “Se qualcuno vuole accusarmi a questo punto non mi fa più paura”

      Quando si dice “essere patetici”…

  • PinoRossi

    Sarei ebreo pure io per gli stessi motivi. Peccato che gli ebrei non ti vogliono se non hai sangue ebraico. Bifo cerca lavoro su un grande quotidiano mi sa.

  • Pyter

    Dopo quattromila anni abbondanti c’è ancora qualche ebreo che cerca di capire cosa vuol dire essere ebreo.
    Sono così schizzinosi che persino il Padreterno non riesce a trovare un Messia in gamba e che non abbia il doppio passaporto.

    • 999

      Guardi che il rabbino della comunità conserva l’albero genealogico di ogni ebreo della comunità.Sulla base di questo viene censita la purezza ossia la classe di appartenenza all’interno della comunità.Sulla base di questo albero vengono organizzati matrimoni e concesse figli e figlie in sposa.Tramite la certificazione del rabbino si ottiene la cittadinanza israeliana.
      Sanno perfettamente chi è ebreo e chi no.

  • Pyter

    Che cosa dovrebbe dire ai suoi studenti? La stessa cosa che uno studente direbbe al suo posto: “Prof non ho studiato”, oppure se si è più scaltri: “Prof, ho studiato da un testo diverso dal suo.”

  • 999

    “…il sionismo va compreso nel contesto della persecuzione di cui gli ebrei sono stati vittime per secoli…”
    Il prof dovrebbe insegnare ai suoi studenti ad inquadrare il significato del termine antisemitismo nel contesto della Educazione Civica.
    Dovrebbe insegnare che per giungere alla Unità nazionale Italiana ossai a quella che impropriamente viene definita Nazione Italiana tutti i Popoli della Penisola Italica sono stati perseguitati,uccisi sterminati deportati e,mischiati dalla Monarchia sabauda.Tutte le minoranze etniche religiose e culturali furono omologate,sottomesse ed uniformate.Tramite la violenza del suo esercito.
    Questo processo è stato necessario per eliminare le molteplici minoranze etniche linguistiche tradizionali e culturali e religiose presenti sul territorio e al fine di Uniformare la lingua,la cultura,la tradizione la legge la religione e la economia e cosituire un Popolo Unitario una società.Lo hanno fatto gli egizi,i babilonesi i romani,lo stato pontificio,i savoia.I nazisti.Ovunque nella storia del mondo fino all’avvento delle democrazie.Tutti questi pretendevano l’assoggettamento dei popoli ad una unica Entità politica che doveva essere considerata in ogni caso superiore a quelle proprie di ogni minoranza.Qualsiasi popolo che non si sottometteva veniva sterminato e/o deportato,cancelato dalla storia.L’antisemitismo è quindi un termine che indica esclusivamente la persecuzione che il Potere Centrale perpetrava nei confronti degli ebrei in quanto essi non riconoscevano la superiorità dell’autorità statale e quindi rifiutavano di assoggettarsi ad essa ed alle sue leggi.Rimanevano cioè distinti e distanti dall’Ordine politico economico Sovrano condiviso dal resto della società ma da questa traevano sostentamento e accumulavano ricchezza.La Nazione israelita è una Monarchia assoluta di origine Patriarcale a differenza di qualunque altra nazione del mondo che non origina da un Padre biologicamente determinato.Il termine antisemitismo si è diffuso assumendo valore negativo dopo il Processo di Norimberga quando cioè si stabili che gli ebrei furono perseguitati dai nazisti esclusivamente a causa della loro razza e non per motivazioni politiche ed economiche di salvaguardia degli interssi “nazionali” del popolo tedesco.

  • Divoll79

    Se l’identita’ non e’ definita dal sangue e dalla terra, di che stiamo a parlare? Lo chieda ai palestinesi, che si vedono portare via ogni giorno ancora un pezzo della loro terra e del loro sangue. Lo chieda a qualunque altro popolo, se la sua terra e i suoi simili, con la loro storia e le loro tradizioni, non rappresentano la sua identita’!
    E poi, asserire che “si ricorda l’Olocausto per ricordare tutti i popoli che hanno subito un genocidio” e’ puro sofismo, respinto, per altro, dagli stessi ebrei.
    L’ennesima sviolinata filo-ebraica.

  • Rolmas

    Agli allievi del prof. basterebbe dire che nella Germania degli anni venti gli ebrei rappresentavano il 2% della popolazione, ma controllavano il 60% dell’economia, la maggior parte dei giornali e la finanza al gran completo. Erano iper rappresentati nella politica, nell’insegnamento universitario e nella magistratura. Più o meno la stessa situazione che c’è oggi negli Stati Uniti, con la sola differenza che ora il controllo è molto più profondo e insidioso. All’epoca la Germania era stremata dalla povertà ed in quel contesto disastrato gli unici ad arricchirsi ancora erano gli ebrei. Gli altri erano sempre più poveri e senza speranza. Tra il 1870 e il 1930 vi erano continue crisi finanziarie generate dalle banche e quindi, a torto o a ragione, riconducibili ai banchieri ebrei. Non so quanto fosse razzista Hitler, ma il suo ministro dell’economia Hjalmar Schacht, artefice del miracolo economico tedesco degli anni trenta, era ebreo e non rinnegò mai di esserlo. Hitler in persona volle decorarlo per i suoi meriti nella ricostruzione della Germania, dove Schacht condusse una vita tranquilla. Forse non è un problema di razza, che in questo caso tra l’altro non c’entra nulla, visto che gli ebrei di sicuro non sono né una razza né un’etnia. Forse si tratta soltanto di un problema di sopravvivenza che o prima o poi induce a ribellarsi anche i popoli più pazienti e pacifici del pianeta.

    • 999

      non sono ne una razza ne una etnia?
      Non credo sia mai sato importante quale sia la realtà ma è importante solo ciò che si crede.Cioè la verità.
      Del resto cosa risponde cristo a pilato quando gli domanda “quale è la verità ?”

      • Rolmas

        Gli ebrei non sono né una razza né un’etnia. Il vincolo che li unisce è religioso e culturale. Molto forte, ma non razziale. La razza ebraica è soltanto un’invenzione.

        • 999

          Vuoi dire che tra un ebreo negro, uno dell’india , uno giapponese ed uno…russo non esistono caratteristiche genetiche ereditarie comuni?
          forse è meglio che aguzzi la vista.

          • Rolmas

            Zuckerberg, Elkann e Bob Dylan ti sembrano fratelli? Forse sei tu che non vedi bene o che ti fai influenzare. Tutti gli studi genetici riguardanti gli ebrei danno gli stessi risultati. Ora vai a dormire che si é fatto tardi per te.

          • 999

            Guardi che il rabbino della comunità conserva l’albero genealogico di
            ogni ebreo della comunità.Sulla base di questo viene censita la purezza
            ossia la classe di appartenenza all’interno della comunità.Sulla base di
            questo albero vengono organizzati matrimoni e concesse figli e figlie
            in sposa.Tramite questo la comunità concede i finanziamenti per intraprendere attività commerciali e sostiene l’attività con tutta la sua influenza.Tramite la certificazione del rabbino si ottiene la
            cittadinanza israeliana.
            Sanno perfettamente chi è ebreo e chi no.

          • Rolmas

            Si, hai ragione. Le cose che dici sono giuste. Ma un albero genealogico non definisce l’appartenenza ad una razza. Gli ebrei azkenaziti (la stragrande maggioranza degli ebrei) sono talmente mischiati con popolazioni europee e turche che il loro dna non ha più nulla o quasi nulla in comune con le originarie popolazioni del medio oriente. C’è anche da considerare che tutta la popolazione dell’impero Cazaro si sono convertiti all’ebraismo e questo ha una incidenza considerevole. Mi dispiace contraddirti, ma non possono essere considerati nemmeno un’etnia. C’è troppo variabilità anche per questo. La razza ebraica è un abbaglio. Gli ebrei sono un gruppo religioso e culturale molto unito e omogeneo. Tutto qui. Nessuna razza e nessuna etnia.

          • vocenellanotte

            Ti chiedo di chiarirmi cosa intendi col/coi tuo/tuoi commento/commenti. Personalmente ritengo che azzardare che l’ebreo possa essere riconosciuto “geneticamente” oltre ad essere scientificamente campato in aria (non è ancora mappato il gene dei negri, rispetto che so a quello dei giapponesi), è pericoloso perché potrebbe giustificare “eliminazioni” ad cappellam. . . . .
            Gli ebrei non sono una razza, non sono un’etnia, non sono un popolo, non sono una cultura, non sono geneticamente diversi (come sopra detto) . . . . . sono solo una comunità autoproclamatasi migliore, eletta, prediletta da Dio, e autoriconoscentesi nell’osservanza di alcune banali prescrizioni del Talmud. Infatti tu stessi affermi che per riconoscersi hanno bisogno di trasmettere informazioni certificate dal rabbino alla propria discendenza.
            In sostanza la comunità ebraica, la cui manifestazione esteriore del sionismo è solo una possibile espressione, adotta le strategie tipiche dei disturbati mentali (mania di persecuzione ad esempio) e di parassitismo sociale (come gli zingari per il parassitismo economico, o i gay per il parassitismo genetico essendo per natura sterili in coppia).

          • 999

            No. Sono io che ti chiedo di spiegarmi che significa “ad cappellam”?

  • antifemminismoragusa

    L’olocausto è un misto di realtà e fantasia, è una leggenda. I documentari sui campi di sterminio li ha fatti hitcock ( che faceva film dell’orrore ) cioè hollywood. Viceversa i tedeschi hanno fatto un film sui rothshit che è stato screditato facendolo considerare un’opera della propaganda nazista quando invece dice la verità. Non ci sono documenti tedeschi dei campi di sterminio, i forni erano pochi per uno sterminio di massa così com’è stato raccontato e molti li hanno fatti dopo a guerra finita, i testimoni infine sono tutti ex detenuti e quindi inattendibili perchè coinvolti emotivamente. Erano campi di lavoro ( c’era scritto pure all’ingresso ), in buona sostanza hitler è stato l’uomo più diffamato della storia perchè ha osato fare nomi e cognomi.

    • Bella di Giorno

      Davvero? Lo vada a dire a chi ha perso la famiglia intera in quei campi e in quei forni. Il suo negazionismo è ignobile. La sua idea di verità è altrettanto schifosa. La sua mala fede, il suo nazismo, la sua pochezza, oltre alla sua logica traballante, sono talmente evidenti che quando parla di “detenuti” li dichiara “quindi inattendibili perchè coinvolti emotivamente”. Avevano un numero tatuato, i “detenuti”. Un numero, non erano più neanche persone. Milioni di numeri, milioni di morti. Chi meglio di coloro che hanno avuto corpo e mente straziati dalla barbarie e sono riusciti a sopravvivere può testimoniare l’orrore? Lei, forse, che si inventa pretesti ridicoli per sminuire l’orrore nazista? Campi di lavoro… ancora questa pagliacciata! In un campo di “lavoro” ci stanno dei lavoratori non dei “detenuti”, che stanno invece in prigioni. La lingua che lei pretende di usare si rivolge contro di lei. Lei che parla di verità dovrebbe vergognarsi delle scemenze che scrive.

      • MarioG

        Chi meglio di una bella di giorno (ma bellissima di notte) puo’ rilevare le “logiche traballanti” altrui?

        “Campi di lavoro… ancora questa pagliacciata! In un campo di “lavoro”
        ci stanno dei lavoratori non dei “detenuti”, che stanno invece in
        prigioni. La lingua che lei pretende di usare si rivolge contro di lei.”

        Da sbellicarsi! Ha dimostrato (linguisticamente…)
        che non esistono campi di lavoro per prigionieri: infatti i detenuti (prigionieri) stanno nelle prigioni e i lavoratori nei campi di lavoro!
        E’ tutto cosi’ … lineare…
        Linerare come la bellezza di giorno, che si prolunga nella bellezza ancor piu’ spiccata della notte…

        Eppure scrivono!

      • MarioG

        Strano, qualcuno s’e’ mangiato il mio commento… copio e incollo di nuovo.

        Chi meglio di una “bella di giorno” (ma “bellissima di notte”) puo’ testimoniare la logica traballante altrui?
        Dunque leggiamo:

        “Campi di lavoro… ancora questa pagliacciata! In un campo di “lavoro”
        ci stanno dei lavoratori non dei “detenuti”, che stanno invece in
        prigioni. La lingua che lei pretende di usare si rivolge contro di lei.”

        !!!

        Da sbellicarsi dalle risa.
        Le metto un “mi piace”!
        Ha dimostrato (linguisticamente…) che non esistono i campi di lavoro per detenuti:
        INFATTI i detenuti, o prigionieri, stanno nelle prigioni, i lavoratori stanno nei campi di lavoro.
        Tutto cosi’…lineare!
        Lineare come la bellezza di giorno, che si prolunga in una ancor piu’ spiccata bellezza di notte!
        Dia retta: torni alle sue maschere di bellezza e ai cetrioli sul visino.

        (Mah! Eppure non si fanno scrupolo di mettere i loro scatti isterici per iscritto)

        • Bella di Giorno

          io posso permettermi di essere bella di giorno, lei non può permettersi neanche di capire una sola parola che scrivo. Mi dispiace per lei. Non è all’altezza.

          • MarioG

            Senta, le chiacchere contano poco. Sono 3 righe, che tutti possono leggere:

            “”Campi di lavoro… ancora questa pagliacciata! In un campo di “lavoro” ci stanno dei lavoratori non dei “detenuti”, che stanno invece in prigioni. La lingua che lei pretende di usare si rivolge contro di lei.”

            Tre righe che la perseguiteranno fino alla morte! (La lingua le si e’ rivoltata contro!)

            Ripeto:

            ” In un campo di “lavoro” ci stanno dei lavoratori non dei “detenuti””

            Io la manderei a fare la dispensatrice di manicure in un LAOGAI!

            :):):)

          • Bella di Giorno

            Infatti, lei continua a mostrare di non essere all’altezza. La lingua dimostra i suoi tranelli inconsci. Se solamente colui avesse scritto “campo di lavoro forzato” avrebbe già lasciato intendere che erano prigioni. Invece no, colui scrive: “Erano campi di lavoro ( c’era scritto pure all’ingresso )”. E c’era scritto, beffardamente: Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi. Liberi di essere schiavi dei nazisti, certo. Ma lei e colui forse non sapete che erano lager, non campi di lavoro VOLONTARIO. Meno male, adesso l’informazione ce l’avete per potere studiare meglio la Storia.
            Difficile mantenere un grado di civiltà con persone come voi… la misoginia che spandete a piene mani e che caratterizza ogni vostra manifestazione è veramente irritante.

          • MarioG

            1) Se solamente colui avesse scritto “campo di lavoro forzato” avrebbe già lasciato intendere che erano prigioni. Invece no, colui scrive: “Erano campi di lavoro ( c’era scritto pure all’ingresso )”.”

            Sa’, io sono veramente in pensiero per le sue unghie laccate. Anche se lo specchio e’ perfettamente liscio, la pressione impressa nei ripetuti tentativi di arrampicamento non va assolutamente presa alla leggera…

            2) “non campi di lavoro VOLONTARIO”

            Fantastico!
            MA DOVE HA SCRITTO, (che dico, dove ha minimamente LASCIATO SOSPETTARE) il signore di Ragusa, che i campi di concentramento erano campi di lavoro VOLONTARIO?

            Qui siamo al ricovero d’urgenza…

            E invece no! C’e’ puzza di trollismo… 🙂 🙂

          • Antonio XV

            È giusto per te che una persona vada in galera per aver scritto libri di storia dove in coscienza e con metodo sostiene tesi diversi dalle tue? Chi non è d’accordo con le cose che dici va in galera? È in questo modo che tutte quelle della tua specie pensano di aver ragione? O mi dai ragione e ti inginocchi, o vai in galera! È così che ragioni? Dillo!

          • Antonio XV

            Cerco di essere più chiaro: a me non interessa il merito della discussione (campi di lavoro e simili), a me interessa il diritto o meno di sostenere una tesi diversa dalla tua… Chi ha poi ragione è questione secondario. Per me è di somma assoluta importanza il diritto di sostenere una tesi la cui verità o falsità può risultare soltanto dal contraddittorio e dalla qualità e forza intrinseca degli argomenti e delle prove… Chi poi dovesse avere torto, non per questo però il carcere, ossia ciò che adesso avviene. Ed è questo per me il male assolutamente certo… L’altro è incerto perché non è stato concesso di poterlo appurare, almeno in una fase iniziale di ricerca… Chi è giunta alla fase finale e si trova per questo in carcere, costringere a ricominciare daccapo, per poi magari finora nuovamente in carcere… In questo modo si costruisce la verità “ufficiale”, che si celebre in tutto l’arco di questo mese, ogni anno, fino a quando peseranno su di noi 130 basi americane…

          • Antonio XV

            Ed aiutaci a salire alla tua altezza!

      • Rolmas

        Qui non ci sono né razzisti né nazisti, ma soltanto persone che stanno commentando un post. Ognuno secondo le proprie conoscenze e convinzioni. I tedeschi deportarono milioni di persone nei campi di lavoro perché non avevano più manodopera per l’agricoltura e l’industria. I loro uomini erano tutti in guerra. Non facevano fare cinque giorni di viaggio in treno ai prigionieri per poi ucciderli. Era gente concreta. Le condizioni di vita dei campi erano disumane e lì morirono milioni di persone. I tedeschi furono invece vittime del Piano Morgenthau che nel dopo guerra, quindi in tempo di pace, fece circa 8 milioni di morti per fame e stenti. La maggior parte erano bambini, donne e vecchi perché i giovani tedeschi rimasero prigionieri fino alla fine degli anni quaranta nei campi di lavoro degli alleati. Morgenthau, invece, era un ricco ebreo. Il suo piano prevedeva la morte di venti milioni di tedeschi. Non aveva scritto il Mein Kampf, ma di sicuro era razzista quanto Hitler se non di più. O no? Anche la Albright è ebrea e considera tuttora giusto che 500.000 bambini irakeni abbiano perso la vita per colpa dell’embargo americano. “Ne valeva la pena, era un prezzo giusto da pagare”, ha detto. Brava anche questa vittima della shoah? Forse lei ha una visione unilaterale e ristretta della storia. Sarebbe meglio ampliarla, prima di accusare gli altri per come la pensano.

        • Bella di Giorno

          Le sue argomentazioni sono esattamente quelle delle persone che lei vorrebbe difendere. Negando l’olocausto e riducendolo a un mero fatto di “sfruttamento del lavoro”, che al mio paese si chiama schiavitù, con tutto ciò che la schiavitù comporta, ossia il valore nullo della vita dello schiavo, lei non fa che rafforzare coloro che invece dell’olocausto furono vittime e testimoni. Non è portando l’esempio degli altri genocidi che il genocidio da parte nazista sminuisce la sua importanza e negarlo è ancora peggio perché a questo punto si potrebbero negare anche gli altri che lei stesso porta come esempio. Poi lei saprà meglio di me che la seconda guerra mondiale fu iniziata proprio da Hitler e che le conseguenze di una guerra mondiale, se si è sconfitti, le paga lo sconfitto. Esattamente come Hitler faceva pagare ai suoi sconfitti, non li premiava, sa… O li sterminava o li riduceva in schiavitù. Forse ignora che cosa ha comportato la seconda guerra mondiale in termini di perdite umane e di distruzioni? Credo che sia troppo difficile da capire per lei. E lei, non io, dimostra che la sua visione della Storia ha un diametro di 10 cm. Ampliarla è un’impresa che non si può neanche pensare di iniziare se non si ha una mente analitica e scevra da pregiudizi. Oltre ad avere, naturalmente, e non mi pare il suo caso, capacità logiche spiccate. E, in ultimo, uno studio accurato dei documenti e delle testimonianze di chi c’era non di chi si inventa, OGGI, presunte beneficenze naziste. Si vergogni.

          • Rolmas

            Bene, ho capito il suo ruolo in questo blog. La pagano bene per offendere? O lo fa gratis?

          • Bella di Giorno

            Vede, caro signore, in realtà chi offende sono i commenti a cui io rispondo. Sono un’offesa alla Storia, alla civiltà e all’intelligenza. E non c’è prezzo che tenga per combattere l’ignoranza. Che vuole, sono un’idealista…

          • WM

            @rolmas:disqus e @disqus_gIn04xvMmZ:disqus, cerchiamo di moderare i toni, per favore. Grazie

          • Bella di Giorno

            grazie moderatore, ma non credo di essere stata io ad avere insultato. Qui mi dicono di tutto solo perché oso rilevare il negazionismo…
            Questo, addirittura:
            999 Bella di Giorno • 30 minuti fa
            Io invece le auguro semplicemente di essere stuprata insieme a sua figlia se la ha.

          • WM

            Quel commento è già stato cancellato, insieme al suo che augurava l’internamento in un campo di concentramento.
            Non ci saranno altri avvisi, o discutete da persone civili o lo farete da un’altra parte.
            Grazie

          • Bella di Giorno

            Ma, a differenza di colui che mi augurava uno stupro insieme a mia figlia, il mio non era un augurio gratuito e volgare, se ricorda bene: era una condizione di prigionia della quale, qualora fosse sopravvissuto, avrebbe potuto forse capire le condizioni in cui i prigionieri coatti si trovano. Infatti era chiarito subito dopo. C’è una bella differenza, credo.

          • WM

            Se è solo per quello, anche da uno stupro si sopravvive e dura molto meno.

            Non per questo si può augurare l’uno o l’altro, perlomeno non qui.
            La questione è chiusa, discutete da persone civili e con rispetto reciproco, non ci saranno altri avvisi, in difetto.

          • Bella di Giorno

            Lei ha mai subito uno stupro?

          • Rolmas

            Forse sono i suoi toni un po’ garbati ed il suo pensiero molto ben allineato e unidirezionale a scaldare gli animi

          • Bella di Giorno

            non credo di essere l’unica ad avere un pensiero unidirezionale, per ciò che lei intende con questo termine… Mi pare che un po’ tutti, qui, abbiate un pensiero unidirezionale, per ciò che lei intende, negando ciò che è accaduto.

          • Antonio XV

            E lei avrebbe una mente analitica? E il senso della storia e della giustizia è che chi perde una guerra ne paga le conseguenze? Il vinto ha sempre torto e il vincitore ha ragione e scrive la storia? Azz!… Credo che il tuo sia uno scherzo e una provocazione consapevole, deliberata… Quanto poi hai “documenti” il punto dolente è proprio questo: se uno ne produce (e se ne producono!) di tali che portano a conclusioni diverse da quelle decretate dai vincitori, lo mettono il galera, per non parlare poi della morte civile. Non credo proprio che una persona di buon senso e libera, non arrivi a comprendere questo… So per certo che esistono finanziatissimi istituti di propaganda per sostenere tesi come le sue, che magari possono essere benissimo frutto della sua libera convinzione, ma ciò non toglie che esistono ricchi istituti di propaganda… che producono appunto le tesi da te sostenute, Sempre negli articoli pubblicati su CDC appare una voce come la tua… Non so è la stessa, con nome mutato, o il frutto di una scuola, di una squadra, ma il fatto è sistematico e ricorrente… L’ho già detto a Davide: ho il sospetto che vogliano giocare qualche brutto tiro a CDC, giusto per farlo chiudere… Sono dei veri professionisti in questo genere di operazione… Noi siamo (e mi ci metto pure io) dei grandi ingenui… inguaribili ingenui…

          • cdcuser

            @antonioxv:disqus
            io quando me ne accorgo, rispondo sempre in questo modo:

            ☺☺☺☺☺☺ (“6” sorrisini)

            era un consiglio che avevo preso dall’utente mincuo.

            Fate attenzione a non cadere nelle “loro” trappole, perché scattano chiusure, denunce, blocchi, ecc … in un batter d’occhio.

      • 999

        Signorina anche oggi se passa per l’Ufficio matricole di qualunque carcere la prima cosa che fanno le stracciano l’identità e le assegnano un numero di identificazione..
        Per lo stato poi qualunque altro cittadin non è altro che un numero.
        Di cosa vuole parlare del tatuaggio forzato?

        • MarioG

          Ma e’ comprensibile.
          Fa parte del repertorio retorico (che non significa necessariamente scorretto!).
          “Trasformati in numeri” e’ una delle locuzioni di ordinanza su questo tema. Deve per forza essere ripetuta e interiorizzata. E cosi’ viene fuori anche a sproposito, producendo effetti indesiderati.

          • Bella di Giorno

            Vede… non mi pare che nessun cittadino tedesco “ariano”, non ebreo, non dissidente politico, non zingaro, non omosessuale, non altro, abbia avuto alcun numero tatuato sul corpo. Ma per lei “trasformati in numeri” acquista un valore da locuzione di ordinanza, negando il valore che aveva nella realtà: una classificazione, un marchio, un elenco da registrare. Le è andata male… E conferma che lei non è in grado di capire una sola parola di ciò che io scrivo, soprattutto perché i suoi mezzi critici e linguistici sono inferiori.

          • MarioG

            1) Ma di nuovo fa finta di non capire. Le si stava solo rispondendo.
            Lei ha detto:

            ” Avevano un numero tatuato, i “detenuti”. Un numero, non erano più neanche persone.”

            Le si e’ detto che il numero tatuato IN SE’ non significa quello che dice lei (o per lo meno non significa nulla di piu’ di quello che significa il numero di matricola di un prigioniero qualsiasi di una prigione qualsiasi).
            Poi lei potra’ sostenere che non erano persone, ma quella e’ una considerazione che va OLTRE il fatto del numero tatuato che ha voluto portare a emblema.

            2) A proposito di “le e’ andata male”:

            “Vede… non mi pare che nessun cittadino tedesco “ariano”, non ebreo,
            non dissidente politico, non zingaro, non omosessuale, non altro, abbia
            avuto alcun numero tatuato sul corpo.”

            LE E’ ANDATA MALISSIMO, Bella: Le SS avevano il numero di matricola tatuato sul braccio!

            Tanto per dire quante figurette… poco simpatiche le fa collezionare la sua agitazione (o il suo lavoro)

          • WM

            L’utente Bella di Giorno è stato bannato, quindi è completamente inutile replicare ai suoi commenti.

          • MarioG

            Allora avevo fiutato giusto riguardo al trollismo!

          • Antonio XV

            Non sapevo…, ma è interessante conoscere la motivazione… A me in effetti non quadrava, ed ho già avvertito altre volte che esistono appositi servizi, gente pagata proprio per fare intrusioni come quelle viste… I livelli sono molteplici e vari… Non è come qui facciamo noi, ognuno è una persona e parla solo per sé, a seconda della sua cultura e istruzione… Quelli sono centri veri e propri, uffici, con gente stipendiata… Se in nostro Paese non fosse esso stesso asservito, andrebbe fatto una inchiesta parlamentare… È un grave attentato alla libertà di pensiero dei cittadini, una minaccia alla democrazia e perfino alla sicurezza nazionale e dello Stato… Con 130 basi americane cosa possiamo aspettarci?

          • Antonio XV

            Ed abbi un poco di pietà, per noi poveri esseri inferiori… Illuminaci! Facci capire… Guidaci tenendoci per mano!

          • Antonio XV

            Anche negli ospedali, dove ero stato per qualche tempo, in decenni passati, ricordo che mi chiamavano con il numero del mio letto… Non mi avevano tatuato il numero sul corpo, ma per gli infermieri era più facile identificarmi con il numero del mio letto (in camere da sei letti e sei numeri) e per tutto il padiglione che aveva qualche centinaio di letti…. Mi sembra che io fossi il numero 58. E nei corridoi mi si chiamava con il numero…

        • Bella di Giorno

          Spero che prima o poi capiti anche a lei una gita in un campo di sterminio come “ospite”. Se sopravvivrà potrà raccontare le sue impressioni a qualche giornalista.

          • 999

            Io invece le auguro semplicemente di essere stuprata insieme a sua figlia se la ha.

      • Antonio XV

        Di grazia, le cose che dici come le sai? Ma non è poi questo il punto quando si parla di “negazionismo”… Forse questa campagna di demonizzazione produrrò alla fine il suo effetto contrario: si verrà a capire che nessuno difende il principio di crudeltà, ma se mai il diritto di poter indagare su tutti i casi di crudeltà denunciati… E quanto più gli anni si allontano dagli eventi storici, tanto più il metodo storico-documentale ed interpretativo è necessario per avere cognizione del passato… In questo modo, rifiutando e criminalizzando il metodo storico (non quello degli accademici che sono una sorta di giornalisti di quelli al servizio della CIA), si fonda soltanto una religione… Ed in effetti, quando si parla di Olocausto, è meglio parlarne come di una nuova religione, non come un fatto storico di cui ci si possa occupare come di un qualsiasi altra fatto storico, anche tragico ed assai tragico…

      • Antonio XV

        “mala fede” di chi? E in cosa? Se qui vige la regola che ci si deve insultare, e la Moderazione ha un bel lavoro da fare, allora se passa il tuo dare della “mala fede” ad altri, di consequenza uno potrebbe imputare a te della “mala fede”: principio di reciprocità. Ed infatti sospetto fortissimamente di te… Che ne dice il moderatore, del cui lavoro ho il massimo rispetto, accetando ogni sua decisione?

        • WM

          Antonio, Bella di Giorno è stata bannata ieri, non sprecarci altro tempo, non serve.

          • Antonio XV

            L’ho detto sopra: non me ne ero accorto. Da quando me ne sono accorto ho smesso di commentare i suoi testi… Infatti, mi stupivo di non trovare le sue repliche… Mi chiamo Antonio, non Maramaldo, quello che uccideva uomini già morti…

      • antifemminismoragusa

        ripigliati invece di ripetere a pappagallo le cose che ti hanno inculcato

    • Divoll79

      Ha fatto oltre 23 milioni di morti in Russia e questo, da solo, basterebbe a condannarlo per l’eternita’.

  • gianni

    Chissà perche’ qui in Italia si e’ dovuto fare una legge che a chi nega l’ olocausto rischia la galera , che strano….

    • Divoll79

      E’ la stessa cosa anche in altri paesi. Si puo’ negare di tutto, ma non questo. Chissa’ perche’.

  • natascia

    Mi basta osservare l’investimento editoriale presente in questi giorni in ogni edicola per chiedermi quale forza, quale potere abbia questa lobby. Libri, dvd, articoli e persone. Questo significa muovere molto, molto denaro. A costo zero? Disponibile in abbondanza? Muovere così tanto denaro per tenere vivo un ricordo ,un dolore ormai condiviso e storicizzato non è necessario. Anzi fa riflettere.

    • Antonio XV

      molto molto denaro… ma non solo denaro… Penso che bisogna ritornare al Tribunale di Norimberga dove fu decretato qualcosa di peggio dello “sterminio”: l’auto-annientamento, il suicidio programmato non solo deile popolazioni vinte e occupate al momento della fine della guerra, ma in perpetuo per tutte le generazioni a venire, che erano chiamate e sono chiamate ogni anno a rinnegare i loro padri e vergognarsi di loro… Tutto questo è stato possibile ed è possibile con un capillare lavaggio del cervello quale mai fascismo, nazismo, comunismo avrebbero potuto concepire e realizzare… È terribile! Terribile! Terribile! Mi sbaglio?

      • natascia

        Le colpe dei padri non ricadono sui figli. Se cosi’ non fosse non ci sarebbe società civile.

  • fastidioso
  • Toussaint

    Tutti i negazionismi sono per qualche verso osceni. Non solo quello dell’Olocausto. Come un’oscenità è pretendere che non se ne parli, considerando chi lo fa colpevole di reato. Detto questo, la mia solidarietà a Bella di Giorno (non commento nemmeno l’espressione “bellissima di notte”, francamente vergognosa). Non perché io sia favorevole alla politica di Israele. Al contrario, mi trovo su posizioni opposte. Però certi commenti fanno il gioco dei filo israeliani.

    Vorrei “attaccare” quel mondo postando questo brano. Leggete bene fra le righe, non c’è bisogno della menzogna o dell’insulto per rimarcare quanto gli ebrei hanno, oltre che subito, anche fatto:

    “”Ciò che la Arendt vide in Eichmann non fu stupidità, ma in realtà leggerezza, una sorta di completa incapacità di elaborare un pensiero critico indipendente. Arendt capì come fosse all’interno di questa leggerezza che il male diventasse banale invece di essere un sinistro, premeditato crimine.

    La “banalità del male”, in quanto tale, è la struttura che permette all’etica di svanire e al cieco conformismo di prendere il sopravvento. In una certa misura, la banalità del male è la cruda obbedienza che, in realtà, allontana la responsabilità dal colpevole e trasforma il genocidio in una operazione meccanica. La comparsa di Eichmann a Gerusalemme, dimostrò come egli non fosse che un ingranaggio minore in una grande macchina.

    Ma ancora di più, la comunità ebraica si infuriò per la tesi della Arendt riguardo a come, in realtà, fosse stata la collaborazione dei Consigli ebraici (Judenräte) a rendere l’Olocausto una tragedia di proporzioni colossali. Essa sosteneva che senza l’assistenza del Judenräte nella registrazione e concentrazione degli Ebrei nei ghetti e, in seguito, senza l’aiuto attivo alle deportazioni nei campi, molti meno ebrei sarebbero periti.

    A tal riguardo, la Arendt ritenne gli Ebrei almeno in parte responsabili della propria distruzione.

    Il punto di vista della Arendt è adesso ben accettato da molti storici, ma, nel 1960 essa stava affrontando la massima forma di avversione ebraica contro l’affermazione di alcuni fatti evidenti””.

    • MarioG

      Signor Tutti-i-santi, l’espressione “bellissima la notte” la puo’ leggere cliccando sull’icona della “bella di giorno”, come secondo nick.
      Come vede, il suo commento “francamente vergognosa” E’ FRANCAMENTE RIDICOLO. Certo che se prende cantonate simili, figuriamoci che spessore possono avere i suoi commenti!
      (Hai voglia citare la Arendt e questo e quello…)

      • Toussaint

        M’inchino alla sua cultura e alla sua educazione. Capisco l’espressione “francamente ridicolo”, è quella che usa sempre la sua fidanzata quando la vede senza mutande. Però scrivere Bella di Notte (e non “ma bella la notte”), significa proprio quello che ho capito io e, credo, molti altri con me. Non traduca Toussaint in “Tutti-i-santi” in tono così aspramente negativo. Non si traduce, è un cognome, quello del liberatore di Haiti dalla schiavitù francese, che mi son dato come nickname. La contraddizione finale che mi attribuisce, credo la veda solo lei. Fra l’altro non si capisce nemmeno quello che vorrebbe dire. Sul mio livello culturale, ho una laurea, un master, parlo 3 lingue, ho fatto 35 anni il dirigente d’azienda e mi fermo qui per non farle pesare troppo tutto il resto. Posso chiederle di finirla qui? Grazie in anticipo e mi scuso con lei e con la redazione per qualche espressione poco felice che potrebbe essermi scappata.

        • MarioG

          Ma ammetta che ha preso una cantonata e la faccia finita! Lei ha attribuito una espressione addirittura vergognosa (non un tantino audace, proprio VERGOGNOSA, come se uno avesse usato un epiteto volgare) ALLA PERSONA SBAGLIATA. Punto. La signora ha deciso di apporre al suo nick “bellissima la notte”, e io l’ho citato. Quello che ha capito lei e’ irrilevante, non fosse altro che per il fatto che dovrebbe poi giustificarsi LEI di quello che ha inteso di fronte alla persona in questione. LA VERGOGNA non c’entra niente. Lasciamola per altre cose. E su questo fnisco pure io.
          Francamente, la presentazione dei titoli (fuori contesto) poteva risparmiarsela: attesta sempre un certo scadimento…
          (quasi quanto la spiritosaggine iniziale, quella sull’affarino ridicolo: ma capisco che ha dovuto ingegnarsi li’ per li’ a partorire una battutina in condizioni di necessita’)
          Sull’ultima cosa, posso non aver capito bene io quello che intendeva dire. Tuttavia, se intendeva dire che e’ osceno il negazionismo e allo stesso tempo e’ osceno vietare il negazionismo, allora CONFERMO che e’ una contraddizione (non logica, va da se’, ma sostanziale.)

          • alessandroparenti

            Scherza coi fanti ma lascia stare i (tutti) santi! Ha troppi titoli di studio; ‘un ce la fai!

          • Toussaint

            ‘un ce la fai, però, è un’espressione che avrebbe dovuto rivolgere a me e non a MarioG. Me lo dice sempre sua sorella quando dimentico la pillola blu (ciò ‘na certa età). Chiedo scusa anche a lei. Già perdonato?

          • alessandroparenti

            “Tutti i negazionismi sono per qualche verso osceni”. Se non si può negare instauriamo la neolingua,aboliamo il no e diciamo solo sì. Nessun problema per mia sorella, un po’ di orgoglio senile fa sorridere, perdonatissimo.

          • Toussaint

            Scrivendo di getto, ammetto di non essermi espresso bene. Per negazionismo, ovvero per tutti i negazionismi, intendevo dire la negazione dell’evidenza (e quindi sono colpevole di un’omissione. Sa, credevo di scrivere un commento, non di passare qualcosa all’eternità). Negare l’olocausto, con il pretesto di svelare la parte “oscura” di quegli avvenimenti, mi sembrava appunto voler negare l’evidenza.

            Mi sembra anche di aver detto che la verità su quel periodo (e quindi non solo sull’olocausto), non è ancora stata scritta. Quindi ben venga chi indaga cercando di svelare, se non tutta, almeno un altro po’ di verità.

            Ma negare l’evidenza mi sembra faccia il gioco di Israele. Ed io sono un tifoso (mi conceda il termine) dei Palestinesi. In una delle prossime occasioni, magari scriverò (ma non a lei) di aver stretto la mano ad Arafat e di essere anche stato ospite nelle case private di qualche esponente della sua Organizzazione (sa quanti viaggi che ho fatto per lavoro, non per politica, da quelle parti? Alloggiavo spesso all’Abou Nawas di Tunisi, che una volta era un po’ il loro QG). I nomi mi perdoni se non glie li faccio, potrei farlo solo in privato e a coloro di cui mi fido.

            L’elenco dei miei titoli, per concludere, l’ho fatto perché ero stato accusato con una certa veemenza di scarsa cultura e di possedere uno scarso “livello”, probabilmente riferito al mio spessore … umano, professionale, culturale … boh! Cos’altro potevo rispondere? Adesso, però, gradirei lei non volesse più intervenire sui miei commenti. Non è la prima volta che interferisce senza alcun costrutto, ma solo per cercare di ferirmi. Ma non è un obbligo, è solo una preghiera. Grazie, anche per avermi perdonato la battuta senile di cui sopra.

          • alessandroparenti

            Ma piantala di fare il piagnone! Io non voglio ferire nessuno. I tuoi titoli ti portano a fare commenti sulle sorelle altrui come un borgataro. E parli degli altri dicendo che intervengono senza costrutto….ma mi faccia il piacere…!

    • Antonio XV

      “Negazionismo” non è termine scientifico, ma solo diffamatorio… I “negazionisti” cosiddetti sono tale perché così vengono chiamati, ma non è il nome che danno a se stessi… Tu ti firmi Toussaint… ne prendo atto. Perché contro la tua volontà dovrei chiamarti Bello di Giorno? Che almeno ad ognuno si riconosca il diritto di darsi un nome, o almeno di accettare quello ricevuto dai propri genitori… Qui invece si vuole mettere alla gogna persone quasi sempre innocue e miti, di nessuna colpa se non quelle di avere convinzioni diverse, suffragate spesso da una vita di studi e ricerche, da quelle che vengono qui imposte per forza… La vera barbarie mi sembra questa, non quella di cui si parla e della quale mi dichiaro tanto più estraneo quanto con più forza si pretenda di imporla alla coscienza libera.

      • Toussaint

        Guardi Antonio, oggi è una giornata che è andata così – contrariamente al mio solito – e senz’altro mi sono espresso male. So benissimo che la storia della II GM, del fascismo e del nazismo, dell’olocausto etc. deve ancora essere scritta. Apprezzo anche lo sforzo di coloro che cercano di scoprire la verità dietro quella ufficiale, senz’altro falsa (io, poi, sono un “complottista” per definizione, magari nell’ottima definizione che ne ha dato Magaldi).

        Volevo solo dire, ripetendo quello che ho già commentato più in basso, che contestare i numeri reali del genocidio è concesso (ho letto qualcosa in merito, ma non abbastanza), ma negare che un genocidio c’è stato mi sembra un’affermazione abnorme, che fa il paio con la negazione del genocidio armeno da parte dei turchi.

        Detto questo, nemmeno me lo sogno di impedire a chi ne è convinto di negarlo. Volevo definire osceno, ed era questo il senso del mio intervento (evidentemente esprimendomi malissimo), sia chi pretende che lei non debba negarlo (l’olocausto), addirittura considerandolo un reato, sia chi pretende di impedire a Bella di Giorno di sostenere che un genocidio c’è stato. Stavolta, mi son fatto capire?

        Non ho mai pensato, per concludere, di affibiare al termine negazionista (riferito all’olocausto) un’accezione addirittura offensiva. Penso semplicemente che coloro che sostengono questa teoria stiano sbagliando (e che stiano facendo il gioco di Israele). Una delle possibili ragioni le ho espresse in un commento più in basso. Secondo me è da altre parti che bisogna indagare. Nei rapporti fra il capitalismo anglosassone e quello tedesco, ad esempio.

        • Antonio XV

          Stiamo facendo uno sforzo reciproco per capirci. E non è sempre facile riuscire ad esprimersi in modo conforme al proprio pensiero e riuscire a non essere fraintesi… Quanto tu scrivi: “ ma negare che un genocidio c’è stato mi sembra un’affermazione abnorme”, spero sia chiaro che io non sogno neppure lontanamente di plaudire a nessun genocidio in qualsiasi epoca della storia… La mia perplessità e obiezione è solo di carattere cognitivo: come sai tu che effettivamente una certa cosa vi è stata di fronte a uno che te la nega? O tu hai tue proprie cognizioni, non per sentito dire o acquisite da una tradizione e ripetizione costante da essere diventate nella tua testa “pregiudizio” congenito, ed allora sei in grado di confutare con argomenti dialettici le altrui “negazioni”, o è l’altro che parla senza dare alcun fondamento alle sue “negazioni”, ed allora è semplicementre “non credibile”, ma io allora non sposterei la cosa sul piano etico, morale con espressioni come osceno, criminale, infame… Questo modo di procedere mi spaventa in ogni campo. Tu hai detto questo, e solo perché hai detto questo, magari in un argomento di storia, letteratura, arte, nulla di personale che possa offendere la suscettibilità del proprio interlocutore in relazione a famiglia, onore, affetti… solo per questo ti vedi criminalizzato. Oltretutto, questo modo di fare produce terrorismo per un verso e conformismo per l’altro: la scienza si arresta e non procede… Restiamo nella sfera animale dove valgono solo gli schemi comporamentali necessari al mantenimento della specie.. Non so se sono riuscito questa a spiegarmi: tengo distinto il piano cognitivo, dal giudizio morale ed etico.

  • Nicolass

    Almeno gli israeliani sono stati salvati dall’oppressione nazista, mentre i palestinesi sono ancora sotto la morsa dei loro aguzzini….non ha senso celebrare il giorno della memoria dimenticandosi di chi vive ancora oppresso.

  • 999

    senti mod la sig rina mi ha augurato di morire in un campo di progionia ed io ho risposto per le rime .
    quindi togli anche il suo augurio

  • fastidioso

    Per il WEB Master :
    E’ stato cancellato il mio post che suggeriva al Prof. Bifo di leggere il Rapporto Leuchter e le dichiarazioni di Benjamin Freedman.
    Posso sapere perchè?
    Grazie!

    • MarioG

      Sa com’e’, i rigori della legge impensieriscono qualcuno…

    • WM

      Certamente, l’ho cancellato io perché non rispettava le regole dei commenti, che prevedono una descrizione del contenuto dei links, come spiegato qui https://comedonchisciotte.org/condizioni-uso/ e qui https://comedonchisciotte.org/faq-domande-frequenti/ e che sarebbe bene che tutti leggessero prima di commentare.

      • 999

        secondo me toppi.

        • WM

          Può darsi, però Fastidioso (che fastidioso non è), ha capito e, come vedi, ha inserito un commento molto più esauriente ed utile alla comprensione di tutti.
          Le regole che abbiamo messo sono una manciata e non servono per censurare ma per sviluppare una discussione più esaustiva e limitare lo spam, costa tanto attenervisi?
          Questi commenti fuori tema saranno cancellati tra poco.
          Grazie

  • PietroGE

    Quando qualcuno accusa un intero popolo di aver commesso il più grande crimine nella storia dell’umanità un minimo di senso di giustizia vorrebbe che si portino le PROVE, e neanche qualche evidenza, no, LE PROVE. La legge contro il negazionismo, che esiste in Italia e altri Paesi è stata introdotta proprio per questo motivo : non ci sono prove. L’indignazione di certi commentatori, i giudizi morali sul regime nazista non sono e non possono essere sostitutivi delle PROVE.
    E già che parla di cose vergognose, non c’è vergogna più grande che andare davanti al giudice e mentire spudoratamente. In questo modo ci si sputtana come persona e come rappresentante di un popolo che avrebbe ragione ad avere un minimo di dignità, e che invece ha trasformato il cosiddetto ‘olocausto’ in una macchina per far soldi e per indurre sensi di colpa non solo nella generazione del nazismo, che ha pagato abbastanza, ma nelle generazioni successive che di colpa non ne hanno alcuna. Alla faccia del razzismo.

    • Antonio XV

      Apprezzo… ma io mio pongo su un piano diverso: riconosco anche il diritto all’errore sul piano scientifico… L’errore si supera con la ricerca, lo studio, non con il carcere… Per un migliaio di anni la concezione tolemaica è stata accettata come corrente spiegazione scientifica… La si è superata e da allora si è anche detto che la ricerca scientifica deve essere sempre libera… Ricerca significa superamento continuo dell’ignoto e dell’errore… Ma se ci si mette di mezzo anche il carcere si cozza contro ciò che si pretende valga in altri campi… Insomma, a me sembre sempre più evidente una tirannia nel campo delle idee… Neppure la religione oggi esercita una pressione così forte… Non vi è più l’Inquisizione che sapevamo, ma qualcosa di ancora più forte ed ancora più sfacciato perché non dovrebbe esistere in quanto totalmente contraria alla Ragione.

  • Rolmas

    Pochi mesi fa è morta la segretaria personale di Hitler. Aveva 103 anni. Alla fatidica domanda: “Lei sapeva dell’olocausto?” Risponde: “Non immaginavo nemmeno, Hitler era ossessionato dalle verbalizzazioni e pretendeva che io scrivessi tutto. Non una parola sullo sterminio degli ebrei, mai”. La stessa risposta la danno tutti gli altri tedeschi. Allora cerchiamo un documento, almeno uno. Magari anche su

    • Dario Giocondi

      L’Olodogma a fini politici ed economici,ecc.. sta funzionando benissimo

  • Rolmas

    su carta di giornale, prima di condannare un intero popolo in eterno.

  • fastidioso

    Mi cospargo il capo di cenere e mi attengo alle regole!

    1988-2008: Il Rapporto Leuchter continua a fare paura!

    “Perciò, le analisi chimiche confermano il fatto che questi locali non vennero mai utilizzati come camere a gas.

    La costruzione di questi locali dimostra ulteriormente che non
    vennero mai utilizzati come camere a gas. Nessuno di questi locali era a
    chiusura ermetica o era provvisto di guarnizioni.

    Conclusione
    Dopo un attento esame dei presunti impianti di esecuzione in Polonia,
    e dei relativi crematori, la sola conclusione che può essere tratta da
    una persona razionale e responsabile è l’assurdità della nozione che
    questi locali potevano funzionare, o che funzionarono in realtà, come
    camere a gas di esecuzione.”

    Per chi vuoi leggerlo tutto, è qui
    http://www.andreacarancini.it/2008/04/1988-2008-il-rapporto-leuchter-continua/

    • MarioG

      La vogliono proprio far lavorare!

      • Pyter

        Mi scusi, signor MarioG, sono un satiro di Charlie Hebdo, ma perché ce l’ha sempre con quella lì, la Bella di forno?

        • MarioG

          Se e’ un satiro di Charlie Hebdo le e’ concesso (quasi) tutto. Basta che non faccia come Satinet. Pare che La Bella si sia bruciata ormai: l’hanno bandita.

      • fastidioso

        e il naufragar m’è dolce in questo mare…
        intendo il discorso di Benjamin Freedman

    • Antonio XV

      Ripeto la mia posizione: non voglio sapere nulla del Rapporto Leuchter e di tutta questa letteratura che so essere vasta. Mi attengo al solo principio che non si può mandare in carcere nessuno per la SOLA colpa di aver scritto libri su questa materia e di essere giunti a conclusioni diverse da quelle ufficiali…

    • Toussaint

      Mi perdoni. Ma scoprire che invece di 6 milioni di ebrei, in realtà ne hanno ammazzato solo 4 (ammesso e non concesso), è un fatto che cambia il giudizio storico sull’olocausto? A me sembra molto più importante l’ammissione dell’ebrea Hannah Arendt (nel mio primo post) che, senza l’aiuto delle organizzazioni ebraiche, la tragedia non avrebbe raggiunto una tale dimensione.

      • MarioG

        Perdoni a sua volta. Ma che senso ha ribaltare la frittata in questo modo?
        Qui si discute se Tizio ha fatto A oppure ha fatto B. Arriva lei e dice: Chissenefrega! Il giudizio storico su Tizio e’ uno e uno solo e non cambia, che abbia fatto A o che abbia fatto B (o anche C, D…)
        In breve: e’ il giudizio storico che stabilisce i fatti (o li rende rilevanti o irrilevanti)
        Lei e’ da premio Nobel (in cumulo col resto dei suoi titoli)!

        P.S. Senza contare che dimostrare che e’ avvenuto B anziche’ A e’ rilevante anche A PRESCINDERE DA TIZIO, cioe’ per il giudizio storico di chi quel fatto A lo ha voluto imporre a ogni costo.

    • MarioG

      Unico appunto agli argomenti tecnici presentati sono le considerazioni sulla esplosivita’ del cianuro di idrogeno. Mi sembra improbabile che la concentrazione biologicamente letale di un gas cosi’ velenoso come il cianuro di idrogeno sia pari o superiore alla concentrazione di innesco.

  • Antonio XV

    Ma per favore! Non riesco a leggere fino in fondo… e non credo di aspettarmi di meglio… Non ho letto gli autori di cui questo Bifo si è cibato, ma ho letto Atzmon, Sand, Pappe… Purtroppo, gennaio, per chi ha uso della ragione, è un mese da stare tappati in casa e non aprir bocca… Un errore mi è parso di ritrovare nella parte iniziale che ho letto: il sentimento di compassione per i palestinesi… Atzmon insegna: non in Palestina che bisogna guardare, ma a casa nostra! Non è Gaza che vengono ammazzati i bambini palestinesi, ma a Roma, in Italia, in Europa… E più non dico!

  • Antonio XV

    Ritorno ancora nella discussione per un ulteriore tentativo di spiegarmi meglio, chiarendo i miei precedenti interventi, che non vogliono essere polemici o irrispettosi per nessuno. Respingo il piano della discussione storiografica, ossia la perlustrazione della vasta letteratura sulla materia, che non ho bisogno di indagare per sostenere la mia tesi. Voglio mantenermi solo sul piano del diritto alla libertà di pensiero in tutte le sue articolazioni. Posto che sia credenza comune che Giulio Cesare sia stato ucciso con 23 pugnalate, non posso mandare in galera un ricercatore il quale sostenga che le pugnalate siano state 21. Se poi nega addirittura l’esistenza storica di Giulio Cesare, non avrà molto credito fra gli storici, ma non potrà essere messo in prigione e neppure in un manicomio se per il resto è assolutamente innocuo per gli altri e per se stesso. Non so se sono riuscito ad esser così più chiaro. Resta poi il vero problema: perché si vuole imporre una verità di Stato e chi è che riesce ad ottenere questo e con quali mezzi e quali sostegni e coperture ci riesce?

  • SanPap

    Prova a dir loro che il dolore rende alcune persone migliori, ne incattivisce altre. E che bisogna provare una profonda pietà per quest’ultime.

  • GioCo

    Come fare? Semplice, basta dire che la violenza di un partito unico bellicista è sempre stata stupida, inutile e costruita per proteggere gli interessi di specifiche cordate di pochi furbi, cooptando la volontà di masse alla causa (che non è mai per l’interesse di chi finisce per combatterla) con trucchi e stratagemmi.

    Fu così per le crociate e per la guerra contro le tribù indigene africane, come quelle delle due Americhe: in tutti i casi sono note defezioni e tradimenti persino tra le fila degli stessi vessati. Il caso simbolo è proprio lo studio dei campi di sterminio dal punto di vista sociale: in situazione di profonda deprivazione (psicologica e fisica) si attivano vari processi mentali da “sindrome di Stoccolma” in massa, per cui il forte che tritura il debole viene eletto come una specie di Dio perché ha il potere effettivo di salvare o condannare chiunque. Accadeva con la nobilità medievale (qualcuno ricorda la storia del “sangue blu”?) e la testa umana non si è evoluta socialmente poi tanto da allora. Nascondiamo questi processi dietro la lucetta azzurrognola della TV che oggi è un immenso schermo al plasma in HD, oppure dietro i social che tanto paiono liberi. Ma il succo è sempre quello: dividere in bianchi e neri, in pro-questo e anti-quello, di modo che gente schiava di una profezia auto-avverante (in questo caso: il mondo odia gli ebrei perchè “la shoah” lo dimostra) possano diventare il braccio armato di altri ebrei più furbi che della shoah molto probabilmente non glene fotte una sega … se non per il potere che gli garantisce stabilmente per un futuro ancora molto lungo.

    Poi si sa, se uno ripete troppo spesso certe panzane finisce che pure lui ci crede. La massima di Goebbels “ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” sfugge ai più che non è diretta solo a chi l’ascolta ma a chiunque.

    Anche chi se la inventa. Questo ce lo ha dimostrato l’esperimento di stanford di Zimbardo.

  • Ronte

    Complimenti per il modo in cui esplica la professione.
    L’articolo è molto interessante perchè coinvolge più fattori. Ed è la ‘memoria’ a trattarli: storia, popoli, etnie, religioni, laicità, democrazia, libertà.
    Ma vista la composizione delle classi alle quali insegna, perchè non rispondere alle domande degli studenti lavoratori proprio partendo dal lavoro? Del resto è il lavoro differenziato e indotto che determina disuguaglianze, sperequazioni, ceti sociali, contraddizioni, leggi e regole, subordinazione, poteri, diaspore, razzismi, guerre.
    Mi permetta poi di dissentire su un punto, allorchè rammentando Singer si scrive che ‘la libertà di scelta è strettamente individuale. Due persone insieme hanno meno libertà di scelta di quanto ne abbia una sola, le masse non hanno virtualmente nessuna possibilità di scelta’. La scelta di cosa e su che cosa? Una scelta non è mai a prescindere se le condizioni date non possono permetterlo. E soltanto una condizione già libera può permettere una scelta individuale…ma quale libertà può esistere se prima non si fonda una vera democrazia, conquistandola? Nessuno la regala. O forse Hitler nella sua scelta individuale non è stato un criminale?
    Finisco con Marx:”Solo quando l’uomo riconosce e organizza come forze sociali le sue ‘forces propres’ allora si compie l’emancipazione umana”.

  • Pallino Pinco

    Fino a quando l’uomo non comprendera’ fino in fondo che siamo tutti uomini a prescindere dalla razza, dal colore della pelle, dagli occhi a mandorla, dalla religione professata, ecc. ecc., ci saranno sempre divisioni, soprusi, abusi, guerre e morti. Utopia? Spero di no!!!

    • 999

      Io quando guardo un essere umano ci vedo solo un tizio che consapevolmente o inconsapevolmente aspira ad eliminarmi in ogni modo.
      Solo per garantire la propria sopravvivenza.
      Ovviamente.

  • Antonio XV

    Testo: «Ammesso che la parola «identità» significhi qualcosa, e non lo credo, per me l’identità non è definita dal sangue e dalla terra… ecc.» – Per quanto io ne so la questione della “identità” se la pongono innanzitutto e soprattutto gli ebrei… Sembra che solo loro abbiano una “identità”: tutti gli altri non ne hanno e se la hanno è cosa di nessuna importanza… Anche qui, se si vogliono seri approfondimenti, bisogna andare a chiederli a Gilad Atzmon, che questo problema della “identità ebraica” lo ha affrontato meglio di chiunque altro…

    • 999

      Non credo esista alcun problema su quale sia l'” identità ebraica”.
      E’ l’identità di coloro che condividono e rispettano le Leggi scritte nella Costituzione, propria, della Nazione ebraica.
      Chi sono gli ebrei?Una Nazione.Cioè hanno una origine Patriarcale quindi biologica quindi etnica,religiosa e Politica.Tutti e tre questi fattori contemporaneamente ed indissolubilmente determinano l’identità ebraica.Indipendentemente se questo sia la Realtà.Questo è ciò in cui essi Credono.Quindi è la Loro Verità.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei
      Una Verità assolutamente Legittima in cui credere ma che altrettanto legittimamente può essere criticata,giudicata e condannata o disprezzata o anche apprezzata.
      Dipende solo attraverso quale cultura, identità e credo si critica una Diversa identità.
      p.s
      per apprezzare .o disprezzare una identità altrui è necessario però possederla una identità personale.

  • Antonio XV

    Testo: «Come ogni anno si avvicina il giorno della Memoria…» Questa legge è stata voluta da Furio Colombo. A votare contro credo sia stato solo il filosofo Lucio Colletti… Sarebbe interessante andare a pescare i dibattiti di quei giorni e tutto il lavoro preparatorio di lobbying per arrivarci… – Tutta la storia, da quando è stata inventata la scrittura, è “memoria” di cose narrate per iscritto… Senza la scrittura la storia non sarebbe possibile. Ma qui andiamo oltre… In pratica, si tratta di una operazione iniziata con il Tribunale di Norimberga è che è una continuazione della guerra con altri mezzi, molti altri mezzi, una guerra permanente che non finisce mai, in questo caso la guerra continua con l’imposizione di un ben precisa e determinata “memoria” e con il divieto penale perfino di interpretare diversamente la stessa ricostruzione imposta dalla legge, che è sbagliata perfino nel suo testo…

  • Primadellesabbie

    Trovo impagabile vedere i nazistoidi invocare…cosa dico, esigere la libertà di pensiero e di espressione (a difesa della ricerca della “vera” verità storica…).

    Foto esplicativa e riassuntiva del concetto [commento annesso per il WM]:

    http://www.tecalibri.info/S/SILVERA-M_libroterapiaC.htm

    • MarioG

      Ancora piu’ impagabile vedere gli alfieri della liberta’ e della tolleranza, i liquidatori dell’orrido totalitarismo, abolire quella stessa liberta’ in nome della medesima

      http://gemellineri.blogspot.it/2007/05/lezioni-di-squadrismo-giudaico.html

      Non faccia il fessacchiotto, su!

      • Primadellesabbie

        Chi critica chi?

        É una questione che dovrebbero porsi, prima di aprire bocca, molte anime belle, in forte incremento (al numero variegato si sono aggiunti i democratici americani, ma non solo) di questi tempi.

        La sua esortazione mi sembra più opportuna se indirizzata ai suoi improvvisati ed interessati ‘cercatori di verità’, affannati in una materia che non é loro molto congeniale.

        • MarioG

          Ma cosa ne sa lei chi e’ interessato (e soprattutto a COSA) e chi no? Parli chiaramente, e dica se chi sostiene QUELLE (e solo quelle..) tesi revisioniste (interessato o meno: cosa cambia?) e’ meritevole di essere rinchiuso o no.
          Forse IMPONGONO a lei quella
          ” ‘vera’ verita’ storica”?
          Accade esattamente l’opposto.
          Questa e’ la situazione.
          Solo che forse perche’ lei e’ “diversamente interessato” (ipotizzo…) le sta bene cosi’. Niente di catastrofico: basta riconoscerlo.Certo e’ infantile (per essere benevoli) schermirsi postando ‘ad cappellam’ quelle immagini dei roghi dei libri. Non c’entrano un fico secco con la questione.

          • Primadellesabbie

            I roghi dei libri, come la persecuzione degli ebrei e di altre etnie e categorie sociali e politiche, sono alcune tra le peculiari manifestazioni che hanno caratterizzato e definito l’atroce pagliacciata che é culminata nella Seconda Guerra Mondiale, le cui smisurate conseguenze sono ancora all’ordine del giorno.

            Che dei sedicenti storici si inventino metodi di ricerca che hanno lo scopo precipuo di trasformare le vittime in colpevoli é una cosa che non merita commenti.

            Nessun ricercatore serio, e questa é la discriminante, si metterebbe nella condizione di farsi strumentalizzare e coinvolgere in dispute antisemite.

          • MarioG

            I metodi di ricerca sono sempre quelli che vengono usati nella normale ricerca storica, eccetto quando vengono sospesi per far posto ad altre considerazioni… Non c’e’ bisogno di inventare nulla.

            D’altronde e’ chiarissimo dalla sua risposta che il suo scopo e’ solo eludere la questione.
            Non fa altro che distribuire (arbitrariamente) scopi abietti a chi porta avanti tesi revisioniste, con cio’ confermando che se ne INFISCHIA del merito, perche’ e’ legittimato da un suo, piu’ nobile, scopo.

            Poi, che (quasi) nessun ricercatore (serio o meno serio) eviti di farsi “coinvolgere” glielo sottoscrivo al cento per cento!

          • PersicusMagus

            Mario è sparita una tua risposta.
            Senza polemica (il riferimento a te era una punzecchiatura non una cattiveria, credimi): nessuno può negare il colonialismo quindi nemmeno voi ma intendevo dire che tu e PietroGe negate che esistano delle “responsabilità” cosí gravi che oggi ci impongono dei doveri “risarcitori” nei confronti di quei paesi.
            Se sei convinto che questo risarcimento dovrebbe esserci (dimmelo tu) allora mi sono sbagliato altrimenti, come credo, avevo messo in luce un aspetto del vostro modo di pensare che corrisponde alla realtà.

            Non sto dicendo che dobbiamo far venire tutti gli immigrati e accoglierli dal primo all’ultimo ma che proprio per evitarlo dovremmo impegnarci per restituire quello che abbiamo rubato con la violenza, sia in termini economici che – soprattutto – in termini culturali e umani.
            Cioè dovremmo renderli in grado di diventare nostri concorrenti che in sostanza significa il famoso “aiutiamoli a casa loro”.

            Sulla persecuzione degli ebrei anche qui nessuno può negare che ci sia stata per cui bisognerebbe tenere conto del fatto che un popolo che ha subito quei crimini orrendi ha anche delle valide ragioni se fa di tutto perché non si ripetano.
            Come dice giustamente quello scrittore ebreo dell’articolo successivo la differenza è fra chi dice “non deve più accadere” e chi dice “non CI deve più accadere”.
            Per questo secondo me una unica giornata della memoria solo ebraica è un errore che ha delle conseguenze.

          • MarioG

            Si’ ho visto che il sistema l’aveva eliminata come spam. Ho provveduto a copincollare la vecchia, con qualche integrazione non tanto conciliante.
            Non ho intezione di allargare il discorso al colonialismo e sulle sue conseguenze in questa sezione (posso dire in una riga che non condivido quel discorso, che conosco, sulla logica resarcitoria) perche’ non mi piace la dispersione.
            Comunque sta di fatto che la sua e’ stata una provocazione, visto che sa benissimo, perche’ ne ha discusso interminabilmente in altre occasioni, cosa si intenda per persecuzione e per “negazione dell’Olocausto”. (Per non parlare del colonialismo).

          • PersicusMagus

            Appunto, tipico del vostro metodo.
            Io uso toni concilianti e tu subito inserisci aggiunte “poco concilianti”.
            Ma vi si conosce già per quello che siete.
            D’altra parte sappiamo chi sono le figure alle quali vi ispirate…
            Il problema che mi interessa invece è che eviti accuratamente di rispondere nel merito. Come mai?
            Intanto come vedi avevo detto il vero riferendomi a quello che pensi del colonialismo e me lo hai confermato quindi non si capisce di cosa chiacchieri con tanta automatica veemenza.
            Secondo, le persecuzioni fisiche e morali ci sono state per cui è perfettamente inutile mettersi a disquisire se c’erano i tatuaggi o se non c’erano etc etc

            Ma con te un discorso razionale senza che tu lo faccia immediatamente scadere in rissa è impossibile.

          • MarioG

            Vedo che anche a lei non fanno piacere gli attacchi.

            Ho lasciato la risposta sostanzialmente com’era, aggiunte o meno, perche’ tale era PRIMA che fosse rimossa (e quindi prima della sua risposta-spiegazione). Non ritengo sia opportuno cancellare quello che uno ha scritto (a meno di casi particolari e di provati equivoci). Dopotutto rispondevo a una provocazione reale (un citrullo di fatto, che nega persecuzioni e colonialismo: e’ questo di cui chiaccheravo con “tanta veemenza”, glielo ho gia’ detto).

            Trova anche in questa spiegazione l’ispirazione di qualche sinistro personaggio?

            Un discorso razionale e’ impossibile non tanto per i toni da rissa, ma per le sistematiche distrazioni.
            (Il “merito” qui e’ il tema dell’articolo, non la storia del mondo)

            Vedo, ad esempio, che ha letto quello scambio sui … tatuaggi (una bella pazienza!). Neanche a farlo apposta, ne ha tratto motivo di polemica PRETESTUOSA: si vede bene che ne rimarcavo, in risposta a quella “signora”, proprio la marginalita’ (Colpa anche mia, che non dovrei rispondere a tutto).

            Ora, queste cose le capisce anche chi non ha familiarita’ con la scrittura di Foucault. Quindi, perche’ insiste con questo metodo?

          • PersicusMagus

            Guarda che fra me e voi l’unico che cerca di conciliare un minimo sono io.
            Non c’è stata provocazione da parte mia perché hai comfermato quello che ti attribuivo e cioè che non pensi che esistano delle responsabilità occidentali nelcolonialismo tali da richiedere un risarcimento.
            Quello ho detto e quello hai ammesso, liberissimo di pensarlo ma è evidente quindi che da parte mia non c,era alcuna provocazione gratuita
            Non ti sai controllare, non sai nemmeno per un attimo abbassare la guardia.

          • MarioG

            Magari si e’ dimenticato. Gliela ricopio:

            “Naturalmente MarioG e PietroGe hanno torto sul merito cioè la
            persecuzione degli ebrei c’è stata davvero…ma come sappiamo secondo
            loro anche il colonialismo non è mai esistito..”

            MarioG (e oso presumere PietroGe) sanno che la persecuzione degli ebrei c’e’ stata e sanno che c’e’ stato il colonialismo. Punto.

            Inoltre so che i MIEI interventi NON la autorizzano ad attribuirmi la cosa che ha scritto in quelle virgolette (non quello che ha cercato di dire dopo)

            QUESTA e’ la provocazione (ognuno giudichera’) e a QUESTO avevo risposto nel modo adeguato. L’ermeneutica di quel che intendeva (forse) dire, l’ha scritta DOPO.

            Glielo (ri)dico in maniera completamente controllata, come vede.

            Penso che questa tediosa questione possa finire qui.

            PS. Di nuovo “voi”. Le faccio notare che e’ da una mezza dozzina di repliche che siamo solo io e lei. Se le interessa, PietroGe ha scritto altro, ma piu sotto…

          • PersicusMagus

            Lol…povero Mario.
            Voi cercare sempre di imbrogliare le carte.
            D’altra parte sappiamo che hai difficoltà col linguaggio infatti non parli mezza lingua straniera.
            Però l’italiano dovresti conoscerlo, no?

            Ti ho specificato per iscritto che intendevo dire che voi non ritenete che il colonialismo comporti delle responsabilità tali da implicare un risarcimento.
            Tu hai comfermato che voi non ritenete necessario il risarcimento.
            Hai comfermato che avevo visto giusto.
            Punto.

            Ma non siete in grado di sostenere una discussione quindi ti lascio l’ultima parola.

          • PersicusMagus

            Naturalmente MarioG e PietroGe hanno torto sul merito cioè la persecuzione degli ebrei c’è stata ma come sappiamo seconod loro anche il colonialismo non è mai esistito.

            Sono però molto perplesso su alcune questioni.

            Perché fare una giornata della memoria per i crimini della Shoa e non per i crimini numericamente molto peggiori?
            Anche perché oltre alla morte e alle torture il colonialismo ha implicato la schiavitù di generazione in generazione e la totale [totale] distruzione della tradizione culturale di una infinità di gruppi ed etnie cosa che nessuno si è mai permesso di fare con gli ebrei nonostante – per esempio il papato a Roma – si avessero tutti i mezzi per realizzarla.
            Non si parla solo di milioni e milioni di neri africani uccisi, torturati, stuprati e schiavizzati di padre in figlio, ci sono pure gli indios sudamericani (sia quelli più progrediti di Messico e Perù che quelli delle foreste che ancora oggi vengono trattati e considerati come animali); ci sono gli aborigeni australiani ridotti a comunità-larva al punto che alcuni gruppi hanno modificato la loro mitologia stabilendo che la vita è diventata sogno e viceversa per cui la unica vera realtà è quella onirico-rituale (il che significa che sinlasciano andare completamente. Vedi “Kurangara, una apocalisse australiana” di Marcello Massenzio allievo di E. De Martino); ci sono le arbitrarie divisioni in Stati inesistenti delle tribú africane che hanno reso la conquista dell’indipendenza peggiore della sottomissione ai bianchi – come nella guerra fra Hutu e Tutsi – provocando negli ultimi trenta anni milioni e milioni di morti solo per colpa degli occidentali.

            Vuoi un esempio molto divertente?
            Quando Mugabe andò al potere era funzionale agli inglesi quindi il fatto che ammazzò immediatamente ventimila (20.000) ‘Ndebele fu accettato serenemante.
            Poi quando decenni dopo, cioè recentemente, Mugabe cominciò a espropriare – NON ad ammazzare – i coloni bianchi è successo il finimondo e tutti a dare addosso al feroce dittatore…

            Non sarebbero da ricordare tutti insieme questi nostri crimini vergognosi di cui oggi fra l’altro ci accingiamo a pagare il salatissimo conto?

            Ma anche una giornata della memoria per quegli uomini, donne e bambini sfruttati in maniera bestiale all’alba della rivoluzione industriale, quelle masse di pacifici contadini che vivevano secondo regole di proprietà mantenuta in comune che furono spossessati del loro sostentamento nel periodo delle enclosures e che andarono a costituire la massa dei miserabili “esercito di riserva del capitale” con tutto il corredo non solo di lavoro da schiavi ma anche di prostituzione femminile e infantile che ovviamente ne derivava…

            E mi meraviglia molto che non siano gli ebrei stessi a pretendere che oltre alla loro giornata ne esistano di altre o meglio che la loro diventi quella di tutti.

            Risultato di questa omissione?
            Vengono fuori i MarioG e i PietroGe…e un giorno cominceranno a fare la voce grossa…
            Insomma temo che da tutte le parti si stiano commettendo degli errori molto gravi.

          • MarioG

            “Naturalmente MarioG e PietroGe hanno torto sul merito cioè la
            persecuzione degli ebrei c’è stata davvero…ma come sappiamo secondo
            loro anche il colonialismo non è mai esistito”

            Complimenti, non dico alla disonesta’, ma vera e propria VIGLIACCHERIA intellettuale.
            Ma (per parlare solo a nome mio) DOVE e QUANDO ho detto che non e’ esistita la “persecuzione” e non e’ esistito “il colonialismo”?
            Do per scontato che ha usato quei termini di proposito.

          • Primadellesabbie

            C’é un sospetto di profonda complicità tra mondo ebraico e cristiano che riguarda l’adozione della Bibbia, l’interpretazione e l’uso di questa interpretazione, (complicità) difficile da definire con precisione per il momento, che emergerebbe, secondo me, dagli studi che sta conducendo Biglino in questi ultimi anni. Questo per il tuo accenno al Papato.

            Il post si riferisce alla giornata della memoria che si presta a speculazioni di ogni tipo, ma io sono intervenuto su un aspetto preciso, ed é l’inqualificabile tentativo, continuamente orchestrato da alcuni esaltati che si sono via via organizzati a questo scopo, di incolpare le vittime, secondo una tradizione di prevaricazione che nel nostro Paese é, da sempre, tollerata ad ogni livello ed ha profonde radici culturali (ricordi la conversazione sui signorotti rinascimentali?).

            Dici:
            “Non sarebbero da ricordare tutti insieme questi nostri crimini vergognosi di cui oggi fra l’altro ci accingiamo a pagare il salatissimo conto?”

            Non so cosa dirti, credo che il senso di questa ricorrenza sia proprio quello di poter cogliere, grazie alla relativa vicinanza temporale, l’enormità del crimine messo in atto da un popolo vicino a noi, al nostro modo di intendere, caduto, per un insieme di circostanze, in balia di forze elementari che la nostra cultura dovrebbe aver imparato a tenere a bada.

    • PietroGE

      È sempre impagabile vedere come la hasbara difende con le unghie e con i denti l’affare del secolo: centinaia di miliardi in riparazioni, sommergibili gratis o quasi, la lobby del Zentralrat der Juden in Deutdchland che decide della politica estera tedesca, e di quella dell’immigrazione, le varie lobby sparse per l’Europa che attaccano ogni forma di razzismo e di nazionalismo quando la politica razzista e nazionalista la fa proprio Israele.
      E quando si criticano i muri e la chiusura all’invasione e gli ebrei sono tutti schierati per l’invasione perché, se hanno un minimo di credibilità non chiedono a Israele di prendersi una quota di immigranti? Per carità! Ti accusano subito di antisemitismo.
      Ma lo sputtanamento sulla discussione in un forum è una cosa minima rispetto alla vergogna di andare a dire il falso di fronte al giudice. Gente che affermava di aver contato 2 milioni e mezzo di morti nelle camere a gas, il numero dei morti che diminuisce ogni dieci anni, le targhe commemorative che vengono cambiate in una notte e dulcis in fundo il più grande storico dell’olocausto, il quale dopo una vita a studiare questo ‘crimine’ tremendo, deve ammettere (dopo varie arrampicate sugli specchi) che lui si era INVENTATO (non uno ma) due ordini scritti di Hitler concernenti l’olocausto. Evidentemente si era accorto che l storia non sarebbe stata credibile senza un ordine di Hitler. Purtroppo per lui è stato scoperto e sputtanato di fronte a tutti e nella seconda edizione del libro sula distruzione degli ebrei europei gli ordini di Hitler sono stati fatti scomparire. Ma perché uno rischia tutta una carriera in questo modo? C’è una sola spiegazione : non ha trovato lo straccio di una prova. Il caso si chiude così. Chi vuole può controllare su internet il verbale del processo contro Ernst Zundel, chiamato ‘false news’.

      • MarioG

        Non conoscevo questa “performance” del piu’ importante storico ufficiale dell’Olocausto! Se ha un link specifico lo metta. Intanto fa un certo effetto questa notiziola accanto alla frase sentenziosa, poco piu’ sotto, del signore primadellesabbie:

        “Nessun ricercatore serio, e questa é la discriminante, si metterebbe
        nella condizione di farsi strumentalizzare e coinvolgere in dispute
        antisemite o di simile livello”.

        • PietroGE

          Raul Hilberg (autore di ‘La distruzione degli Ebrei d’Europa’) di fronte al giudice, messo sotto pressione dall’avvocato di Zundel, Christie, prima ammette che lui non si era mai posto la domanda se l’olocausto fosse accaduto oppure no. Lui era sempre partito dall’ipotesi che fosse accaduto e che il suo compito era svelarne i dettagli e non aveva neanche visitato i campi di concentramento!. Estratto dell’interrogazione :http://ihr.org/books/kulaszka/09hilberg.html
          ……………………………
          In your opinion, asked Christie, was there an order of Adolf Hitler for the extermination of the Jews?
          “That is my opinion, my conclusion,” said Hilberg.
          Well, yesterday, I think you told us you were very sure there was an order, suggested Christie.
          “Yes.”
          Okay. Is that an important order?, asked Christie.
          “I would say so.”
          Is it a specific order?, asked Christie.

          …comincia l’arrampicata sugli specchi
          ………………………….
          Is there a footnote there?, asked Christie.
          “No. This is an introductory passage to a chapter… This is an introductory passage to an eighty page chapter,” said Hilberg.
          I didn’t ask you what it was, said Christie. I asked you if there is a footnote.
          “No, there is no footnote there,” admitted Hilberg. (4-829)
          What order were you referring to?, asked Christie.
          “In this particular case I have elaborated, in my second edition, since there is so much discussion and controversy over the nature of this order. So I could tell you not solely on the basis of what was published here in 1961, if you wish to hear it, but on the basis of all my knowledge to this date, to what I am referring to.”
          What was the order?, repeated Christie.

          continua lo sputtanamento :

          So we don’t have the order?, asked Christie.
          “The order was oral,” said Hilberg, “and all we have are the reflections of Adolf Hitler’s words as described by Jodl. We have, however, the words also of other people who were talking to Adolf Hitler which were more direct and more specific, but those words occurred in different contexts, such as Henry Himmler’s words, and words spoken by other people. In any case, the order was oral.”
          The order was oral, and you don’t know what the exact words were?, asked Christie.

          Inutile continuare.

  • Rolmas

    I nazisti vennero giustiziati il 16 ottobre 1946. Tra le prove “certe” dell’accusa c’erano le saponette fatte col grasso degli ebrei e i paralumi confezionati con pelle umana. Sui paralumi vennero fatte delle analisi verso la fine degli anni quaranta. Erano fatti con pelle di capra. Sulle saponette, invece, non vennero mai fatte delle analisi. Alcune sono tuttora esposte al Palazzo della Pace presso L’Aia, affinché possano vederle i turisti inorriditi. Al di là delle analisi, oggi si sa che fu una bufala messa in giro (pare) dai sovietici. Entrambe le prove, oggi, verrebbero chiamate “fake news”. L’accusa utilizzò addirittura testimonianze di gente già morta, riportate per “sentito dire” da altri, i quali non erano nemmeno presenti al processo e la cui identità non era neanche certa. Voglio ricordare che le sentenze del processo di Norimberga furono inappellabili e che tutte le prove presentate vennero dichiarate certe, incontestabili e inoppugnabili. Una verità per legge, per la prima volta nella storia dell’umanità. Un popolo intero condannato alla visione dei film girati sapientemente da Hitchcock e delle terribili foto dell’olocausto. Molte delle foto, con le tecniche di cui disponiamo oggi, si capisce chiaramente essere state “ritoccate”. Un popolo condannato a vedere in eterno Shindler’s List, il film più razzista e vergognoso che sia mai stato fatto, in cui sono colpevoli, cattivi e senza cuore tutti i tedeschi e non soltanto i loro leader, girato come un documentario, pur essendo una storia in gran parte immaginaria. Ci sono centinaia di milioni di persone che credono ancora oggi alla storia dei paralumi e delle saponette. Ogni anno escono due o tre nuovi film di Hollywood che criminalizzano il popolo tedesco. Sulla base di quali prove? Quelle inconfutabili e incontestabili presentate al processo? Quindi anche le saponette e i paralumi? I revisionisti si dannano l’anima per cercare la verità, ma è inutile, la verità c’è già. E’ scritta nella sentenza del processo. Charlie Hebdo può prendere in giro i nostri terremotati, negare Iddio, prendere per i fondelli cristiani, mussulmani e omossessuali. C’è una sola cosa che non può fare: negare la Shoa. Per concludere riporto una frase di Voltaire: “Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”.