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Cani

DI TONGUESSY

comedonchisciotte.org

Non so voi, ma chi mi piscia sui cerchioni dell’auto appena lavata non lo chiamerei “il mio migliore amico”. Eppure un sacco di persone lo definiscono così. Né sarei in grado di sopportare che una persona presentatami dal mio migliore amico invece di stringermi la mano mi annusasse il culo. Se cercate in rete “il migliore amico dell’uomo” vi saltano fuori 166 milioni di risultati, tutti identici, e con tanto di pedigree scientifico. A Princeton dei ricercatori hanno scoperto che i cani hanno subito mutazioni genetiche rispetto ai lupi loro antenati che negli uomini possono “portare alla cosiddetta sindrome di Williams-Beuren e quindi ad un ritardo mentale abbinato ad un carattere estremamente estroverso”.

Non mi sembra un gran complimento, a essere sincero: rispetto ai lupi sono più scemi e decisamente più inclini al cazzeggio. Non ho mai avuto modo di conoscere da vicino dei lupi, ma di cani ne ho avuti 3, quindi so di cosa stiamo parlando. Un cane ha bisogno di fare delle passeggiate diverse volte al giorno, poi c’è il tempo in coda dal veterinario, quello perso a girovagare per i prati aspettando che lui si decida a farla… Quando esce, non innervosirti se si ferma a sentire qualche odore per molto tempo… insomma, se il tempo è denaro, il cane è un grande spendaccione.

Fin qui mi sembra ancora tutto ragionevole: il cane è un impegno. Talmente grosso che alle volte qualche incosciente giunge al punto di abbandonarlo in tangenziale. Nel versante opposto ci sono persone che vivono in funzione del cane. Certe vecchiette, ad esempio. Incapaci di farsi una vita sociale e inabili al matrimonio si rifugiano nell’accudimento 24/7 della bestiola, succedanea di qualità inespresse nel mondo circostante. L’abbinamento anziana sola/ cane rompicoglioni di piccola taglia è un must della modernità. Fateci caso. Ricordo ancora quei pomeriggi estivi con una canicola che consigliava ogni essere senziente ma non adolescente di barricarsi in casa con le imposte socchiuse: il silenzio era tale da permettermi di pensare agli affaracci miei mentre passeggiavo per raggiungere gli amici. Nel solito posto, posizionato dietro ai balconi socchiusi ad altezza uomo mi attendeva lui. Appena i miei timpani erano nella posizione migliore per essere sfondati iniziava ad abbaiare con quella sua frequenza acuta e stridula. Alle volte c’era il rantolo della vecchia semiaddormentata che consigliava inutilmente il quadrupede di lasciar perdere. Ci cascavo molto spesso perché non sempre c’era la canicola e non sempre passavo per quel posto. Fatto sta che da allora i cani di piccola taglia non li ho mai potuti sopportare. L’alternativa sarebbe imporre l’eutanasia alle zitelle: sparirebbero tutti quei bastardini rabbiosi ed i loro patetici tentativi di ridurre in poltiglia chiunque osi avvicinarsi a loro.

Meritano invece la mia ammirazione (?) per la loro innata vocazione al martirio quelle persone che, vivendo in appartamento e dovendo essere in ufficio di buonora, si alzano all’alba per far fare la passeggiatina quotidiana alla bestia per permetterle di espletare le proprie funzioni corporali. Non è una cagata e via, tutt’altro. La bestia, lo sappiamo bene, vuole prima di tutto annusare se qualche suo simile ha marchiato il SUO territorio (esiste qualcosa che non sia suo?), questione non proprio semplice dato che richiede una minuziosa perizia olfattiva a cui segue la nuova marchiatura e, quando capita, si ferma per defecare.

Il che non succede sempre nel posto migliore. Può piantarsi a terra in mezzo alla ciclabile mentre arrivano dei ciclisti (camionisti e portuali usano, in casi simili, espressioni altrettanto volgari), oppure sul marciapiede mentre stanno passando i vigili urbani. Nel migliore dei casi segue l’insacchettamento della merda, operazione che da sola mi fa pensare se davvero possa essere considerato mio amico che mi obbliga a osservarlo mentre caga per poi raccogliere il tutto. I miei veri amici si arrangiano, io al massimo garantisco loro la carta igienica.

Quando i cani saranno in grado di sedersi sul water e farla lì dentro (non chiedo nemmeno di tirare lo sciacquone) allora ne potremo riparlare. Nel frattempo è scontato che la facciano altrove. Qui si apre uno scenario agghiacciante, dato che non tutti i cani vivono in appartamento. Alcuni vivono in villette con giardino.

Tra l’abbandono in autostrada e la dedizione totale esistono varie sfumature di disinteresse. Una di queste è lasciare il cane libero di fare i suoi bisogni in giardino proprio per evitare di alzarsi all’alba etc. E’ senza dubbio una comodità, ma ha aspetti negativi importanti. Uno di questi è l’olezzo di piscio che avviluppa chi si avvicina alla villetta in questione. I cani delle villette diversamente da quelli delle zitelle, sono di taglia media (quelli delle ville di taglia grande) e fanno i loro bisogni svariate volte al giorno. Tipicamente nella stessa area limitata, che dopo poco inizia a puzzare terribilmente. Ogni tanto piove e il tanfo diminuisce, ma si tratta di poca roba. Ho inutilmente cercato di “istruire” il mio cane a non pisciare metodicamente sotto al portico: niente da fare. Ogni tanto il disgusto ha la meglio sulla sopportazione e prendo la motopompa per pulire tutto.

Come ben sapete il cane non piscia solamente. Le sue deiezioni sono un’autentica chicca in inverno, quando restano perennemente molli grazie alle giornate fredde e umide, riuscendo persino a mettere un bel velo di muffa verde. Imperiture in inverno, le merde con o senza muffa sono la gioia degli amici che vengono a cena e te la portano in casa deliziando le narici a uso aperitivo.

Resta sempre il pericolo di trascinarla dentro in garage, spalmata per benino tra i tasselli degli pneumatici. Quelle macchie marroni a cadenza di circonferenza lasceranno l’inequivocabile fragranza canina all’interno dell’abitazione per parecchio tempo. Ma il top rimane il rasaerba. Nascosta tra le erbacce, la merda aspetta solo che la lama rotante la mischi allo sfalcio, versione da villetta del più classico ventilatore. Poi quando si andrà a svuotare con le mani il contenitore……

Riguardo l’animale in questione si sono creati svariati miti, tipo “sarà il tuo compagno fedele, non tradirà mai la tua fiducia e per lui sarai sempre su un piedistallo.

Ora, mi chiedo cosa avesse mai spinto il mio cane a pisciare sulla mia parte del materasso matrimoniale, evento che auguro di cuore a tutti quelli che pensano che i cani siano “il tuo compagno fedele”. Ho ormai maturato la consapevolezza che, al contrario, i cani abbiano l’inclinazione al comportamento paraculo. Conoscono benissimo ciò che ci piace e ciò che odiamo e quando siamo presenti fanno come piace a noi (non sempre, ma quasi) mentre in nostra assenza fanno gli affaracci loro anche se questo ci causa dispiaceri più o meno grossi. La cagnetta che avevo prima del maschio attuale era un fenomeno in tal senso: agile come un gatto riusciva a scavalcare l’inferriata che separava giardino da orto per entrare e fare i cavoli propri, devastandolo.

Mai che l’abbia fatto in mia presenza. Quando vedevo lo scempio e la fissavo con odio lei si metteva la maschera dell’animale per bene e con gli occhioni grandi pareva dicesse “Lo so che ho combinato un disastro ma tu mi vuoi bene lo stesso, vero?”. Le prima volta magari si, poi l’odio ha avuto il sopravvento, come è facile immaginare. Non è molto diverso il cane attuale: mai visto pisciare sotto al portico eppure la macchia prima e l’olezzo dopo mi dicono che la fa spesso proprio lì. Ricordate la storiella dello scorpione in groppa alla rana che tenta di attraversare lo stagno? Siamo a quei livelli: non ci possono fare niente, è il loro istinto vigliacco e traditore a far si che agiscano a nostra insaputa e contro il nostro volere.

Ci sarebbe poi quel problemuccio chiamato peli. Certi cani sono dei generatori industriali di peli. Ne perdono a ciclo continuo senza peraltro diventare mai glabri come succede a noi umani quando perdiamo i capelli. Ne lasciano così tanti che se non si passa l’aspirapolvere ogni santo giorno si vedono le balle di pelo rotolare come sage bush di certi film western.

Un altro aspetto davvero irritante è il carattere paranoico del presunto nostro migliore amico. Ogni volta che si cucina è piantato lì, ad aspettare che gli arrivi qualcosa di buono. Lo trovo insopportabile come una persona che si mette dietro di noi a leggere il giornale che stiamo sfogliando. Purtroppo se il cane è stato abituato ad essere considerato il nostro migliore amico e quindi uno di famiglia c’è poco da irritarsi: qualcuno gli ha sussurrato che si merita il trattamento di ogni membro, compreso sedersi a tavola con la famiglia.

Un altro aspetto paranoico è la loro ossessione per marcare tutto come proprietà esclusiva loro. “E’ MIO!!”: questo significa pisciare su ogni oggetto che attraversi il loro orizzonte. Poco importa se avete appena acquistato una costosa attrezzatura fotografica e l’abbiate appoggiata delicatamente sullo scalino di casa. Il vostro migliore amico è incurante di quanto sudore e lacrime vi sia costato. Un attimo di disattenzione (il vigliacco non lo farà mai mentre lo osservate) et voilà, l’oggetto diventa olfattivamente suo. Auto nuova appena ritirata dal concessionario? Voilà. Marmi pregiati appoggiati dal marmista che ne porta in casa un solo pezzo alla volta? Voilà. Spesa appoggiata nell’androne? Voilà… Ha un’autentica ossessione per il possesso: tutto deve ruotare attorno al riconoscimento olfattivo.

Sono ormai certo che il cane dei giorni nostri sia il coacervo di diritti pretesi che anima praticamente ogni aspetto della postmodernità. Nessun dovere, solo diritti, comprese la scatolette gluten free per salvaguardarlo dall’asprezza che inevitabilmente la vita ci presenta. No, ci presentava mi correggo. Oggi è tutto un effluvio di diritti pretesi, di minoranze che ci convincono di essere uguali anzi meglio delle maggioranze, di vite vissute nella narrazione imperante di abitare il migliore dei mondi possibili, ovvero nell’infallibilità ed ineluttabilità della postmodernità. Peccato per quel miliardo e mezzo di umani che vivono ancora con meno di 1,25$ al giorno, grosso modo il costo di una scatoletta di cibo per il nostro migliore amico. Si, quel miliardo e mezzo mica è nostro amico, questo ci dice Google. Quindi perché preoccuparsi?

Quanto di dolore e sacrificio la vita comporta è stato accuratamente rimosso, ed anche ai cani viene offerto solo il non plus ultra dell’agio. I cani, salvo le rare eccezioni, non rappresentano più un aiuto nella gestione della famiglia, ma un aggravio a causa del mantenimento di standard di vita altissimi. Aggravio peraltro vissuto quasi come inevitabile. Nascono così ulteriori padroni che determinano orari e impegni a tutta la piccolissima società cui appartengono, senza offrire qualcosa di tangibile in cambio. E non venitemi a parlare di pet therapy: per quanto mi riguarda lo stress a cui mi ha sottoposto il rapporto con il cane mi ha causato danni alla salute non secondari. Certo, se amassi il suo odore di piscio sotto al portico, il pelo che perde e che tappezza la casa, il suo atteggiamento di essere al centro dell’attenzione sempre e comunque, il suo marcare costantemente il territorio ed i suoi atteggiamenti paranoici forse le cose sarebbero andate diversamente.

Purtroppo non concepisco una vita di soli diritti e di mollezze, per me la presenza nella vita non è soltanto pretendere, ma essere consapevoli del proprio ruolo e delle proprie abilità da mettere al servizio di tutti. Oggi che il potere, invece di servizio reso alla collettività, viene identificato con abuso, tutti i parametri sono saltati ed i rapporti anche con gli animali sono viziati da aspetti poco edificanti tanto da una parte (allevamenti intensivi) che dall’altra. Il pet food è diventato un business colossale. Il solo acquisto del marchio Royal Canin, da parte dell’inventore della barretta di cioccolato Mars, è costato la bellezza di 1,5 miliardi di dollari. Questo è stato di gran lunga il più grande investimento consolidato fino ad oggi. Solo con il cibo e gli accessori, l’industria genera un fatturato mondiale di oltre 50 miliari di Euro all’anno, in continuo aumento. Non più pezzi di pane raffermo, solo scatolette gluten free di prelibati bocconcini. Niente più difficoltà, abolite per contratto. Ammesse solo cose meravigliose. Per tutti, specie per le minoranze. Le maggioranze possono cavarsela con meno di 2$ al giorno.

Prima che qualcuno me lo chieda: il cane in casa non è frutto di una mia scelta. Purtroppo ancora una volta la democrazia (unico in famiglia a non volerlo) dimostra che la matematica non è un ente etico e che la maggioranza non necessariamente sceglie per il meglio, ma solo ciò che in quel momento crede più conveniente, salvo poi doversene pentire. Evito la reductio ad hitlerum.

 

Tonguessy

Fonte: https://comedonchisciotte.org/

13.08.2019

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

49 Commenti

  1. a caldo avrei commentato in modo impulsivo poi ho pensato che con i prevenuti non è il caso di ribattere.

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Con questa “canicola” è d’uopo discutere di cani….
    Certo è (però) che questo spropositato accanimento di attenzioni verso ‘sti quadrupedi sta diventando una “insana” morbosità. Perché? Basti pensare che con una minima parte di quello che si spende per cani & gatti e altre bestie si potrebbero sfamare milioni di bambini….
    E basti pensare che la società moderna occidentale sta diventando del tutto “snaturata”, dove si preferisce adottare un animale e porvi tutte le attenzioni e scaricarvi gli istinti materni piuttosto che mettere al mondo figli perché magari una gravidanza fa perdere la linea, produce smagliature, interferisce con la carriera e con il modo di vivere…..
    Eppure nel mio sincero mondo contadino dove ero circondato da tante specie di animali il rapporto con essi era, per così dire, una specie di “ineludibile” simbiosi….. e questo non è che faceva diminuire l’affetto per questi animali, anzi quando si doveva ammazzare un pollo o un altro animale, nessuno in famiglia aveva il coraggio di farlo tanto eravamo affezionati alle bestiole (da qui il detto: “Se vedi un contadino che ammazza un pollo, o è malato il pollo o è malato il contadino!“).
    In conclusione alla triste bisogna ci pensava la decan(a) della famiglia: la imperturbabile, fredda e “terribile” nonnina.
    P. S.: A titolo di mera informazione: con “canicola” s’intende il periodo di maggior caldo dell’anno, corrispondente a quello in cui il Sole ha appena oltrepassato le costellazioni del Cane maggiore e del Cane minore (per l’emisfero boreale tra la fine del mese di luglio e quella del mese di agosto); altresì s’intende il caldo torrido dell’estate.
    Ah!… Toglietemi un dubbio: è meglio avere un amico cane o un cane amico?

  3. Marco Echoes Tramontana

    Hai la mia solidarietà. Mai voluto un cane, ne ho amato uno da piccolo, degli zii dirimpetto a casa, storia lunga.

    Ho una gatta da 11 anni.

  4. Possono stare tranquillamente senza cibo per circa 3 giorni però devono sempre avere l’acqua a disposizione, le femmine sono diverse, le gattare lasciano residui di cibo ovunque, il cane è un impegno per chi non sopporta il genere infatti li ammazzano, li abbandonzno per strada, non li sterilizzano per non spendere soldi e poi non raccolgono le feci che lasciano ovunque. Non inseriscono il microchip per non essere rintracciate-i pertanto dovrebbero prendere un peluche….un animale con le pile inserite però devono tener conto che devono spendere soldi anche per le pile, le fanno partorire per poi abbandonare le cucciolate oppure li ammazzano, non c’è niente di normale perché le persone normali conoscono la prevenzione che è una signora dura che conosce anche l’assicurazione e le vaccinazioni.

  5. Insomma tra cani e democrazia, tra dudu e mister b, tra blondi e Hitler (immancabile), meglio 4 gatti in minoranza

  6. …per la delizia olfattiva degli ospiti hanno anche inventato l’effluvio ” cane bagnato “… da usare al rientro se la passeggiatina e’ disgraziatamente avvenuta con tempo bello…

  7. Malattie del benessere, come la pancetta o il culo grosso. Un po’ ( qualche anno) di sana carestia e si guarisce.

  8. A chi mi dice “il cane e’ il miglior amico dell’uomo” rispodo: guarda che stai sbagliando e’ l’uomo che e’ il miglior amico del cane, a lui concede di fare cose che a se stesso ed ai suoi simili non concederebbe mai di fare! Piuttosto, ci sarebbe un po’ da disquisire invece cosa sia l'”amore” per il proprio cane e anche sul fatto che e’ sopratutto (non solo ma sopratutto) il genere femminile a volere l'”amicizia” di un canide.

  9. Ho letto la prima frase e stop…

  10. Una volta si diceva vita da cani per dire che peggio non si poteva stare o essere trattati, oggi ogni volta che vedo la coppia umano-cane mi chiedo chi abbia una vita migliore l’uno o l’altro?
    Credo che l’umano, ormai, non sia più una specie protetta, ma da soma (non che prima non lo fosse, ma ora…).

  11. Ottimo articolo che condivido. Ma ha dimenticato l’eventualità che il cane ti morda, e non è affatto raro.
    Saluti.

  12. Stavo morendo dal ridere leggendo….. ultimamente la verità mi fa questo effetto!
    Per tutti i “radical animal” non trovo nella descrizione fattuale nessuna falla, perfettamente coerente con gli impegni e le prassi dei canidi in cattività. Forse il narratore però è troppo gentile con gli “amorevoli proprietari”, il nostro amico a 4 zampe è di natura un CACCIATORE da inseguimento e ha come unico scopo nella vita la RIPRODUZIONE…..

    Quindi l’amico umano la prima cosa che fà è STERILIZZARLO, impedendogli la riproduzione, e lo costringe ad una vita sedentaria costellata di passeggiatine! Con meno ipocrisia ho visto trattare i cani da caccia in una fattoria nei pressi, il padrone è un anziano cacciatore che li tiene in un ampio recinto e due volte a settimana (stagione permettendo) li porta a caccia, se provano a disubbidire ad un ordine il disertore si becca una pedata ammonitrice (sempre poco convinta) e torna nei ranghi del branco felice……

    I cani a proposito necessitano di un BRANCO con un capo indiscusso, a volter devono provare a scalare la gerarchia e venir risistemati nel loro ruolo, è il loro istinto, non capendo il linguaggio umano la pedata è un ottimo sistema, se il capofamiglia riconosciuto non riesce a identificarsi chiaramente il rischio è che il “simpatico amico” a morsi tenti di chiarire il suo ruolo ferendo.

    In fondo RISPETTARE un cane è trattarlo da cane e non da umano minorato o, ancora peggio, da sostituto/discarica emotiva delle nostre frustrazioni!

  13. L’ultimo cane che ho avuto è stato una bassotta, credo che non esista scimmia più dispettosa…, mi piacciono i cani, i gatti, gli animali in genere, ma ormai basta…, e tutto quanto hai così simpaticamente enunciato mi conferma nella mia decisione…

  14. Se non si è stati in grado di educare e rapportarsi in maniera corretta con il proprio cane, è ridicolo fare tanti inutili trattati filosofici dopo. Ma che roba è? Se questi son problemi..

  15. preferisco di gran lunga la merda dei cani a quella di un para-intellettuale che non ha di meglio di cui occuparsi

    • Pure io ho un cane ma non me la sono presa, mi sembra un buon pezzo comico su cui riderci sopra.
      Del resto contiene una grossa verità, le centinaia di persone che abbandonano i cani lo fanno proprio perchè non tengono in minima considerazione le riflessioni dell’ autore.
      Se ne rendono conto dopo.

  16. A me, i cani piacciono, quelli degli altri, di mio non ne terrei. Il termine generico che usiamo per loro è “suiro”

  17. Non mi dire che non li hai mai accarezzati o che qualche volta non ti hanno fatto ridere o sorridere invece di incazzare.

  18. Io ho un gatto.

  19. Più che dell’animale in sé credo sia un discorso di contesto visto che l’ambiente urbano risulta piuttosto innaturale ad una bestia, la quale ci si adatta suo malgrado. Quando vivevo in campagna molte delle questioni sollevate dal Tonguessy mi risultavano marginali: spazio per defecare e pisciare il cane ne aveva in abbondanza senza dare problemi; quando dentro casa per qualche ragione cominciava a fare l’invadente, oppure stavo cucinando, lo spedivo fuori a farsi un giro. L’orticello andava recintato, questo sì, ma non me l’ha mai devastato. ‘Bastava’ dargli da mangiare e dedicargli ogni tanto qualche attenzione… non era un compagno tanto impegnativo. Nel periodo dell’accoppiamento fuggiva e andava all’avventura tornando alle volte dopo giorni e a me stava benissimo così. In città visti gli spazi angusti e tutti i fattori che subentrano non mi sogno nemmeno di prendere un cane: non gli farei fare una bella vita e renderei ancora più difficile la mia.

  20. Premesso che di cani ne ho avuti 5 e di gatti almeno una cinquantina,tutti fratelli, figli di una gatta dall’indole troiana, che mi ha fatto compagnia per 17 anni, li svezzavo e poi li regalavo, non ho mai voluto sterilizzarla perchè, credo, non avrebbe gradito.
    Quel che scrive l’autore sarebbe giusto se non avesse un cane, ma se il cane lo prendi è risaputo che piscia anche solo per marcare il torritorio è risaputo che caga, ed è risaputo che abbia a vuoto, specie se di piccola taglia.
    Comunque ha fatto bene a scrivere ciò che ha scritto, anche per ricordare a chi possiede un cane(da non confondere con chi ha un animale da compagnia o ancor meglio da lavoro)che la bestia è bestia, non è capace di amare, il galateo non lo imparerà mai anche se lo vestite e lo trattate come un bambino deficente, Tutto ciò che sà fare è riconoscere e rispettare colui che ritiene essere capo branco, al quale si adatta e gli lecca la mano per averne un pasto gratis.
    Chi veramente ama gli animali, ama il lupo libero (pochi ma buoni) chi ama gli animali non taglia ovaie e palle agli stessi (se non può occuparsi della prole, eviti il possesso di cani e gatti) chi ama veramente gli animali, la sera li chiude fuori casa, anche in pieno inverno ( hanno necessità di mettere su grasso e pelo, i gatti hanno anche necessità di percorrere chilometri, arrampicarsi sugli alberi ed anche di uccidere per mantenere l’equilibrio mentale) sino a meno 20 gradi stanno meglio fuori che dentro una casa/sauna.
    Amare gli animali non significa farli dormire sul divano di casa, dargli da mangiare crocchette (altrimenti caga normale e non pezzi di cemento armato facilmente raccattabili)amare gli animali non è trattarli come bambini, parlarci in lingua umana, amare gli animali è rispettare la loro indole, esigenze, i pregi, ed i difetti, e nelle città, questo non si può fare quasi mai e neppure nelle villa con il pratino all’inglese.

  21. Il mio cane ha letto l’articolo e si è risentito non poco…
    Mi ha fatto notare che con il prezzo di una birra lui ci mangia 2 giorni, quindi pretende che la crociata sia prima diretta contro i bevitori di birra, poi contro i mangiatori di bacche di Goji, poi contro gli indossatori di occhiali da sole, poi contro i telefonatori con smartphone ecc… e solo dopo (mi ha garantito) inizierà a colpevolizzarsi.

  22. Com’era la storia di Dick dei cani che tengono gli uomini solo per farsi lanciare il bastoncino?

  23. Ho 68 anni e da 52 allevo cani e sfamo anche randagi; sacrifici, rinunce, spese, vacanze niente dal 1982! Quando devo scavare una fossa per seppellire un cane mio o non mio muoio anch’io un po’!Ora sono stanchissimo e devo riposarmi ma questa sera tornerò su questo argomento! A proposito! Una bella e brava randagia ha partorito 9 bellissimi cuccioli belli tondi e satolli! Uno lo terrò per me gli altri in canile, poveretti, a meno che non ci siano 8 brave persone che ne adottino uno! Ci spero anche se oggi chi adotta un cucciolo rappresenta una rara avis!!

  24. parole sante. Preferisco i gatti, meno rompicoglioni e più indipendenti.

  25. Articolo divertente che mi ha fatto ridere di gusto, anche se poi rattrista pensare che un miliardo e mezzo di persone deve vivere con un importo inferiore a quello che si spende per l’animale domestico. Questa riflessione, o questo accostamento, rivela che viviamo in un mondo dove regna un’abbondanza spudorata. C’è però un aspetto appena sfiorato dall’autore, un aspetto che forse viene allontanato dalla coscienza e che, quando tende ad emergere, trova espressione solo mediante immagini ridicolizzanti tipo la zitella con il cagnolino: il fatto che l’animale domestico, cane o gatto che sia, dà al suo “padrone” (che brutta parola!) quell’affetto incondizionato che gli umani non sono in grado di dare. E questo è un dramma. Qui il cerchio si chiude: il nostro mondo offre l’abbondanza di beni materiali, ma troppo spesso nega quello che veramente può rendere felici.

  26. Il cane nella nostra società rappresenta – oltre come detto al figlio che non abbiamo o che ci ha giustamente abbandonato – l’alterego del padrone, chiedete a chiunque abbia un cane di descriverlo e vedrete una persona che parla di sé. (Meglio altersuperego forse?) Questo la dice lunga sulla pochezza che ci caratterizza, un tempo un cane era un cane, bestia fedele e un po’ scema, decisamente disgiunta da noi, oggi il cane e’ un’estensione della personalità per cui guai a criticare un cane, fascisti!

    P.S. i guai seri più seri che ho avuto nella vita me li hanno procurati tutti persone che come cane avevano un bassotto( da me sempre considerato uno sfregio un insulto umano alla potenza della natura) sarà il caso.

  27. io invece odio i padroni dei cani, i cani sono degli stronzi perché lo sono i loro padroni
    nei dintorni dove abito ce n’è un’ampia rappresentanza
    c’è una tizia che porta a cagare il cane alle tre di notte, mentre il cane caga lei telefona, appena il cane si allontana lei lo chiama, il cane risponde e tutti i cani cominiano ad abbaiare;
    in questo momento ce n’è uno che sta piangendo da almeno due ore, il padrone lo ha addestrato ad azzannare persone ed animali, ora il padrone è morto e nessuno lo vuole, lo legano ad una catena e se ne vanno, e lui piange per ore; un mostro che piange !
    c’era un coniglietto che era scappato chi sa da dove, veniva nel mio giardino a mangiare il tarassaco e i fiori di camomilla, un giorno mentre innaffiavo il prato ho sentito “piglialo piglialo”: era un tizio che stava aizzando il suo botolo merdoso ad acchiappare il coniglietto; gli ho chiesto che stesse facendo e la riposta di un imbecille quale poteva essere “ma perché è suo ?” se non è di nessuno si può uccidere; ormai è quasi un mese che non lo vedo più e un paio di giorni dopo che era sparito l’ho cercato, non l’ho trovato, ma c’era puzza di animale morto;
    un cane che non fa male a nessuno (cosi mi ha detto il padrone, anzi mi ha detto per l’esattezza: “non fa male a nessuno … si chiama Wendy”, il cane che vola di Peter Pan: il cane do Peter Pan può mai fare male a qualcuno ?) ha staccato di netto un orecchio ad una micetta e l’ha azzoppata in modo permanente
    ecco: odio i padroni dei cani con tutto me stesso perché sono teste di cazzo e rendono teste di cazzo anche i cani

  28. Voglio scrivere anch’io un articolo su CDC. Sui cerchi in lega delle auto magari, o sul calcestruzzo…

  29. divertente.
    il problema dei tempi, uno dei problemi, potrebbe sintetizzarsi in animalizzazione degli umani ed umanizzazione degli animali!
    meditiamo!!

  30. Lol 🙂

    I cani devono fare i cani. Oggi i cani sono trattati come piccoli esseri umani i quali diventano spessissimo capi branco, avendo gli stessi diritti dei padroni, e sovente fanno fuori qualche bambino… Ne ho avuti 3 quando erano utili come allarmi ma oggi mai piú. I gatti sono tutt’altra cosa. I miei due, che ho avuto complessivamente per 30 anni facevano i bisogni in bagno… e facevano rigare dritto il cane.

  31. L’umanizzazione dei cani è un fenomeno stranissimo da studiare approfonditamente.

  32. Raramente ho condiviso completamente un articolo come questa volta, e non per via del nickname che ho scelto: avrei approvato un articolo analogo anche sui gatti e altre specie animali di uso urbano (in campagna è tutta un’altra storia). C’è di buono che l’animale da compagnia, come l’uso dello smartphone, mi permette di valutare la psiche di una persona in modo rapido e sicuro. Sarebbe anche divertente che venisse inventato e reso obbligatorio un traduttore automatico da applicare al collare in modo da rendere pubblico il reale pensiero dei quadrupedi (google non ci sta lavorando?) : emergerebbero informazioni interessanti e, probabilmente, certe decadenti consuetudini verrebbero in breve abbandonate.

  33. Fantastico articolo, l’ironia nel sarcasmo.
    Ed io ho sempre avuto cani , Beagle, alano, dogo argentino, adesso brethon , ma sempre cani trattati da cani e mai umanizzati.
    E forse e questo e il vero dilemma sociale, il cane surroga altro …… qualcosa che non si ha il coraggio di affrontare

  34. Grazie Tonguessy per l’articolo che parlando di cani ci mette davanti all’ipocrisia dei nostri tempi.

    Ho già scritto che possiedo un gatto.
    Ma anche nel mio caso non si tratta di una scelta in quanto è un trovatello che ho raccolto quando era ancora un cucciolo appena svezzato, abbandonato ai bordi di una strada di un paese del Mugello un sabato di fine luglio.
    La certezza che fosse abbandonato e non un gatto di campagna me l’ha fatta il fatto che, a differenza dei randagi, lui cercava il conforto e le attenzioni degli umani.

    Perciò i miei rimorsi per avergli potuto offrire solo una vita chiuso in un appartamento, misera e innaturale, dipendente come un bambino da me umano, rispetto a quella di altri gatti di giardino, sono compensati dal fatto che se non lo avessi raccolto molto probabile sarebbe già morto. Oltre che dal suo grande affetto.

  35. Adoro gli animali! Mi piace vederli scorrazzare liberi, come la loro natura gli impone, non ho, ne ho la pazienza per accudirli, ne la voglia di possederli, ma mai farei loro del male gratuitamente. Sembra comunque che non avere la voglia di possedere, sia sempre stato considerato un grosso difetto. Non li detesto quando trovo lo sporco che lasciano, magari su di una ciclabile immacolata, credo che la colpa sia sempre di un amante degli animali, un po’ distratto.
    Poi ovviamente, nulla di più facile per sentirsi buoni, originali e diversi dalla massa (come la stragrande maggioranza delle persone ci tiene sentirsi) che dichiarare di “amare più gli animali che le persone”.
    Salvo poi lasciarli ore in casa ad abbaiare, disturbando il vicinato e soprattutto, visto che abbaiano infischiandosene del fatto, che , forse, stanno soffrendo.
    Tutto questo non ha nulla a che vedere con chi ama veramente gli animali e sa accudirli, verso i quali va tutta la mia ammirazione e che spero non si sentano offesi.
    Poi va beh…sono mode, ma, quando vedo un cagnolino col cappottino nel cestino di una bicicletta, non posso fare a meno di pensare a cosa potrebbe pensare di lui il suo lontanissimo antenato lupo.

  36. Questo è articolo molto interessante.
    Grazie.
    Oggi come scrivi tu, è pieno di donne in carenza di cazzosio che vivono per i cani, sempre fra le palle. Sia loro che i cani. E non è detto che siano anziane. Dicono che i cani non le giudicano, in realtà semplicemente non le possono contraddire.
    Stanno arrivando anche i maschietti 2.0 che venerano i cani come dei.
    Per me è più divertente che altro.
    Che il cane sia il miglior amico dell’uomo è vero solo nella testa. In realtà è l’animale più pericoloso per l’essere umano.
    Ed è anche paraculo, concordo.
    Il cane inoltre non è fedele all’uomo ma al suo istinto verso chi riconosce come capo branco.
    Per me chi tiene un cane in appartamento è solo egoista perché non è il suo ambiente, il resto sono chiacchiere. Poi i patolosensibili si possono anche offendere, è solo la mia opinione.
    Dove abito io sulle Alpi ghiacciate, c’è una cagna che ormai da mesi gironzola fuori casa, spesso mi aspetta, mi segue. Quando capita qualche volta le do da mangiare, poi se ne va per i fatti suoi ed io per i miei. Non è in corto circuito come quelli da divano, è bella sveglia.
    Eppure hai ragione, oggi le minoranze rompono talmente tanto le palle con la sindrome canina che per farli stare zitti gli dai ragione. Il problema è che poi ci credono.
    Li manteniamo, ci facciamo defecare in casa, pestiamo il loro prodotto interno lordo (feci) nei giardini…
    Che cosa si è disposti a fare per un po’ di attenzione.

  37. STUPENDO. Vorrei averlo scritto io. Aggiungo una cosa: Tutti quei cani tenuti nei giardini delle villette, che se passi lì vicino ti ringhiano e abbaiano addosso pensando che tu sia un ladro o un pericolo. E l’arroganza dei padroni che se ne fregano se il loro cane abbaia 23 ore al giorno su 24, siamo noi nel torto, dobbiamo sopportare e stare zitti perché nulla si può fare, altrimenti vai in galera. Un animale e un padrone del genere sarebbero esseri viventi intelligenti?? La risposta è scontata. Comunque, quello che noto spessissimo anche su questo blog, è che certi articoli superiori sono solo per pochi. Anche questo blog scarseggia di super intelligenze.

  38. Concordo con l’articolo,e aggiungo che,quando una persona,va a trovare un conoscente con un cane,questo appena entrato in casa,il cane o lo lecca,oppure gli annusa le parti intime,cosa di cattivo gusto,e malgrado il proprietario,lo reguardisca ,lui il picccolo dittatore,continua imperterrito.Ogni tanto,quando mi capitano queste cose,penso che lo manderei in Cina,dove sarà servito al ristorante.

  39. Propongo un’aggiunta.
    Oltre al cagnetto di piccola taglia dell’anziana sola, si è sviluppata la consuetudine del cane della ragazza.
    Quelle donne che si presentano nei siti di incontri matrimoniali come “ragazza solare amante degli animali”, senza rendersi conto che, magari, sono zitelle proprio perché dedicano tutto il loro tempo libero al cane, anziché agli umani.
    Quando non sono addirittura perfide proprietarie di un “cane virtuale”, cioè quello che non hanno perché non si vogliono sobbarcare l’incombenza di curarlo, ma che vogliono acquistare quando avranno accalappiato l’uomo, costringendo il marito a occuparsene totalmente mentre loro non muovono un dito.

  40. Walt disney ha finito di rovinare la civiltà occidentale

  41. Esiste al mondo un “Paradiso del Cane” dove l’animale viene davvero “apprezzato”
    nella sua “essenza”: si chiama “Festival di Yulin” e si trova in Cina!
    P.S. I cani sono fastidiosissimi, ma tra il cane e il “canaro”, scelgo il cane senza pensarci un attimo!

  42. Capisco perfettamente le perplessità che possono provocare il “cane da borsetta” e tutto il corredo, ma in molti commenti si sta rasentando un’ignoranza totale non solo del cane anche della storia.
    Il cane è stupido, il cane è inutile, il cane è…
    Il cane così come il cavallo è stato un animale indispensabile per lo sviluppo dell’uomo e in molte occasione e parti del mondo lo è ancora, la pastorizia e parte dell’agricoltura, quindi latte, lana, formaggi, carne, uova ecc… sono state possibili nella maniera in cui sono avvenute solo grazie al cane.
    L’Inghilterra ad esempio ha più debiti con il Border Collie che con Nelson!

    Pensateci la prossima volta che venite a scrivete: “ci vorrebbe un meteorite” – “ci vorrebbe una guerra” – “ci vorrebbe un ritorno alla miseria” – senza il cane in quelle situazioni siete spacciati.

    Se poi ci sono persone che sono totalmente incapaci di gestire un animale in ambito sociale il discorso da affrontare è diverso, nonostante da almeno 20 anni esistono metodi per una convivenza ottimale, le capacità per applicarli sono escluse ai più, ma ciò vale un po’ per tutto, no?
    Non ho mai visto una famiglia con cane indisciplinato e bambini educati.

  43. Se si prende per buona l’antropomorfizzazione del cane, allora è possibile dedurre che il fatto che pisci su un materasso matrimoniale sia indice di gelosia? Lo dico da non competente, non so se i veterinari già studiano psicologia canina comparata.

    Articolo che mi è piaciuto. Era ora, dopo circa tre settimane di seghe governative.

  44. dopo 50 anni con gatti per pietà ho preso un cane che ho chiamato Lapo Alkann, successivamente l’ho ribattezzato Benito perchè t’impone sempre e solo le sue esigenze, forse dovevo castrarlo immediatamente . Dopo questa ormai decennale convivenza ho cominciato ad apprezzare le abitudini culinarie asiatiche, non mangio cani anzi sono quasi vegetariano, ma l’idea che queste bestioline possano sfamare qualcuno mi consola. L’unico vantaggio è che appena qualcuno si avvicina alla casa abbaia quindi fa da vigilantes, Mai più cani in casa mia sono già abbastanza cane io e D…

  45. tanti discorsi… l’unica cosa che mi fa veramente incazzare è il puzzo di piscio e merda che lasciano ste povere bestie nelle città. Tutto il resto sono cazzi dei loro padroni. Ma ci abbiamo messo un secolo a dotarci di fogne per lasciare la merda sottoterra….

  46. Mah di sicuro tra cane ed essere umano si è sviluppato un rapporto simbiotico. Ho visto un documentario che dimostrava come il cane (discendente del lupo europeo/asiatico) facendo la guardia abbia permesso ai membri dei villaggi preistorici di dormire, permettendo l’evoluzione del cervello umano in uno più intelligente che ha bisogno di una fase REM più lunga. Quindi l’uomo come lo conosciamo non esisterebbe senza il cane, saremmo probabilmente anche noi animali che defecano in giro…

  47. Perché se è pubblicato da rosanna, alcune parole riflessive sono maschili? tipo “sono certo” ecc. ?

  48. Che articolo fantastico e che commenti fantastici ! Da tutto ciò si capisce la totale e completa ignoranza di una buona fetta di umanità ! Siamo nel 2019 e l’unico segno di evoluzione da parte dell’uomo è forse che ha perso i peli. Sorrido a leggere il grave problema della merda da raccogliere, del gravoso impegno che io ignorante devo sottostare al per il mio pseudo amico cane. Cari umani dei miei c…..i, sbraitate per una merda di cane mentre vi respirate la merda delle industrie ? L’aumento delle incidenze di cancro e tumori sono dovute alla merda dei cani ? Ma quanto siete ridicoli, mi vergogno di essere un vostro simile in quanto mi ritrovo ad avere degli “amici” che ancora si cibano di cadaveri e poi vanno dal dottore a farsi inculare perchè il colesterolo è alto……Ma il problema sono i cani ed i deficienti che li amano.
    Complimenti gente, continuate così, con critiche gratuite a chi ama la vita, mentre vi fate inculare da tutto il mondo senza reazione. Forza su ! ora a lavorare schiavetti del sistema !!