Campi di concentramento Covid in Australia

Paul Collits

conservativewoman.co.uk

La struttura di quarantena di Howard Springs, a Darwin, allestita per gli Australiani di ritorno da oltre oceano, è stata definita in vari modi. Il governo l’ha denominata, con involontaria ironia, “centro di resilienza nazionale” e “gold standard.” Una definizione più accurata potrebbe essere “centro di quarantena obbligatoria e controllata.”

In altre parole: noi non ci fidiamo del comportamento dei nostri concittadini che rientrano dall’estero, che probabilmente hanno dato un sacco di soldi alle compagnie aeree e non permetteremo a queste persone di farsi un’auto quarantena in un posto di loro scelta. Altri non sono stati così delicati nella descrizione della struttura di Howard Springs, visti i continui resoconti di trattamenti brutali nei confronti degli “internati” che non si comportano correttamente.

Le segnalazioni di maltrattamenti nelle strutture di quarantena australiane non sono una novità. Molti di noi hanno apprezzato il recente video di Katie Hopkins sul nuovo concetto australiano di ospitalità nei confronti dei visitatori. Di sicuro, non lo hanno gradito i vari ministri che l’hanno cacciata dal Paese (al momento penso si trovi in Florida dove gli insofferenti alle normative Covid vengono trattati in maniera leggermente più umana che in queste colonie penali del XXI secolo).

Ci sono anche storie terribili sul fallimento della quarantena di Melbourne del 2020, terminata con una commissione d’inchiesta ma, sfortunatamente, senza nessuna punizione per i responsabili politici e burocratici (l’inchiesta è stata definita un insabbiamento). Questo perché nessuno al governo ha voluto ammettere di aver preso la decisione di assumere delle aziende private per il sistema di sicurezza degli hotel di quarantena. Il contratto era stato assegnato agli amici del famigerato premier dello stato del Victoria, Daniel Andrews, e, successivamente, si era scoperto che, fra i vari problemi, c’era anche quello dei rapporti sessuali [degli adetti alla sorveglianza] con le internate, oltre a violazioni della sicurezza e all’assenza di un vero e proprio addestramento [per il personale].

Le oltre settecento persone morte di Covid a Melbourne durante l’inverno 2020 rappresentano ancora la stragrande maggioranza delle morti in Australia attribuite a questa patologia. Questo succedeva l’anno scorso. Quest’anno, nonostante l’attuale picco nel New South Wales, il numero dei decessi è inferiore e riguarda soprattutto la fascia d’età sopra gli ottanta. Quelle severe norme di quarantena rimangono sempre in vigore, mentre storie agghiaccianti sulle condizioni negli hotel di quarantena vengono diffuse attraverso i social media.

Un “internato” descrive la sua esperienza sul blog cairnsnews.org : “Niente libera uscita, non si esce dalla stanza per 338 ore, per la seconda volta, e sono qui da 11 giorni, un tizio ha completamente distrutto la sua stanza, ci sono bambini che piangono. Credo che questo tizio pensasse di uscire oggi, quando in realtà potrà andarsene solo alle 11.59 di questa notte. Uno diventa matto stando tutto solo. È davvero necessario? Io stesso ho fatto nove test negativi prima che mi venisse negata la quarantena a casa e sono vaccinato. Perchè? Qual è il prezzo della salute mentale dei cittadini del Victoria? A qualcuno importa? Quel tizio è stato minacciato, se non si calma le guardie gli danno il gas” [spray al peperoncino].

Qualcun altro ha commentato su Twitter la struttura di Howard Springs:

I campi di quarantena di Howard Springs in Australia sono per tutte le persone “pericolose” per la società. Circolano segnalazioni di internati (il termine è giusto) a cui viene negato il pasto solo per aver violato regole minori. Lasciate che vi chieda una cosa: questo vi ricorda una parte della nostra storia? Riuscite a vederla?

“Temo si tratti di un campo di concentramento e, se non riesci a capirlo, sei spacciato. Una donna di 33 anni ha fatto i bagagli, ha camminato fino alla recinzione, ha gettato la valigia al di là della rete, ha scavalcato la barriera e se ne è andata, tra lo stupore della gente che la filmava. La polizia l’ha ritrovata 15 minuti dopo e le ha fatto una multa di 4.000 dollari australiani.”

È estremamente difficile arrivare alla fonte di queste segnalazioni, visto che i media e le tv pubbliche non pubblicano mai queste storie o indagano sulle accuse di maltrattamenti, che potrebbero essere viste come un sovvertimento della narrativa ufficiale. Ovviamente non sarà nemmeno possibile trovare queste segnalazioni in un motore di ricerca che, in maniera efficiente, silenzia i dissensi. Quello che possiamo fare è chiederci se le storie sulle strutture di quarantena siano plausibili, tenendo conto di ciò che sappiamo. E noi di cose ne sappiamo.

Sappiamo che:

– nelle strade di Melbourne, la polizia ha sparato proiettili di gomma contro i manifestanti ed ha usato lo spray al peperoncino;

– Shane Patton, Commissario capo della polizia dello stato del Victoria, ha annunciato che sono stati formati due Comandi Covid separati, la cui operativià si estenderà almeno almeno fino alla fine del 2022 e probabilmente oltre, a tempo indeterminato;

– lo stato del Victoria sta costruendo una struttura destinata alla quarantena, come quella nel Queensland (una struttura con 1.000 posti letto nei pressi di un aereoporto vezzosamente denominato “Wellcamp,” ad ovest di Brisbane);

– i residenti dei condomini di Sydney messi sotto lockdown dal NSW Health hanno le consegne di alcool razionate, come parte di una strategia per limitare il numero degli alcolici consumati quotidianamente, cioè sei birre o l’equivalente in vino o superalcolici, ogni bevanda alcolica in eccesso viene confiscata;

– viene usato il coprifuoco per rinchiudere le persone nelle proprie case dopo le 21, sia a Melbourne che a Sydney;

– attivisti come Monica Smit, di Reignite Democracy Australia, vengono arrestati e incarcerati per aver organizzato proteste;

– gli studenti di Sydney sono stati “accompagnati” all’interno di uno stadio controllato dalla polizia per essere vaccinati, con la minaccia che, in caso di rifiuto, non avrebbero potuto sostenere gli esami di maturità;

– un numero enorme di multe è stato emesso per la mancata osservanza di un vasto assortimento di ordinanze sulla sanità pubblica;

– Il governo del NSW sta licenziando gli insegnanti non vaccinati, in uno stato dove la Premier aveva detto che “per quelli di voi che hanno scelto di non vaccinarsi, sappiate che è una vostra scelta, ma non aspettatevi di poter fare tutto quello che fanno i vaccinati, anche se raggiungessimo la soglia dell’80% dei vaccinati” [con la seconda dose];

– guardie armate e soldati pattugliano i complessi residenziali in lockdown alla periferia di Sydney;

– secondo la recente tabella di marcia del NSW per uscire dal lockdown, ai non vaccinati non sarà permesso visitare i vaccinati.

Viste tutte queste palesi violazioni dei diritti umani e del processo democratico, perchè non si dovrebbe credere alle storie che provengono dalle strutture di quarantena? Tenendo conto che la nostra polizia-criminale non ha nessun problema a far vedere come opera in pubblico, niente di tutto quello che fa a porte chiuse dovrebbe sorprenderci. Personalmente, ritengo queste segnalazioni totalmente plausibili.

È del tutto normale per le giornaliste dei mass media, come Claire Lehman di Quillette, deridere e accusare di esagerare le cose chi, in Australia o in America, teme per il nostro futuro o (in maniera del tutto ragionevole) ci paragona ai regimi totalitari, quelli con i campi di concentramento. Secondo il suo punto di vista noi rimaniamo “una nazione che mantiene un orgoglio civile e uno spirito di comunità.”

Le storie vere, quelle delle nostre periferie sotto coprifuoco, delle città fantasma, degli enormi condomini, dove i rinchiusi diventano silenziosamente (o rumorosamente) pazzi e quelle dei terribili campi di quarantena parlano di una nazione totalmente differente da quella immaginata dalla Lehman. Credo che per lei questi sviluppi siano il prezzo da pagare per un tasso di mortalità Covid inferiore a quello di altri Paesi (emisfero nord). Un risultato, per inciso, che non ha nulla a che vedere con i nostri interventi assolutamente non sanitari. Forse la Lehman non è al corrente della corposa letteratura internazionale sulla inutilità medica dei lockdown e delle numerose spiegazioni sul basso tasso di mortalità Covid in Australia.

Il comportamento della classe politica è paragonabile alla violenza domestica e all’abuso. Ha tutte le caratteristiche e le tattiche di un comportamento scorretto, e la paura che viene fatta provare alle vittime il segno più evidente di ciò che sta veramente succedendo. Questo ha provocato in Australia un rapidissimo declino della qualità della vita civile, perchè, citando Daniel Andrews, “solo i vaccinati avranno la possibilità di partecipare all’economia del futuro.” Quello che succede dietro le porte chiuse della quarantena non è altro che uno stato di polizia ormai fuori controllo.

Distruggono la nostra dignità per tenerci al sicuro.

Paul Collits

L’autore vive in Australia
Fonte:conservativewoman.co.uk
Link: https://www.conservativewoman.co.uk/australias-covid-concentration-camps/
16.09.2021
Tradotto da Robin per comedonchisciotte.org

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