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Buffonate, furbizie da poco e tanta, tanta ignoranza

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

A sei settimane dal voto, tutto ciò che la classe politica vomita sono soltanto buffonate: questo è ciò che pensa la maggioranza degli italiani. Non si può dare loro torto, vista la “resurrezione” di un Berlusconi ad occhio e croce cinquantenne o quella di un Renzi che doveva andarsene il giorno dopo la batosta del referendum. Non scordiamo che il governo Gentiloni doveva solo traghettarci, il più velocemente possibile, verso le elezioni…e che Renzi sarebbe tornato a fare l’avvocato. Così raccontava.

Non sono tanto importanti le bufale che ci raccontano: ad esempio, tutti promettono il reddito di cittadinanza, di inclusione o di dignità. Potrete scegliere, per famiglie di quattro persone, fra i 460 euro di Renzi, i 1638 euro dei 5 Stelle o i 1200 euro di Berlusconi. Quale vi piace di più? Sì, se restiamo su questo livello sono proprio buffonate, anche se – ad onor del vero – i 5 Stelle hanno presentato un disegno di legge organico, abbastanza ben fatto ed in tempi non sospetti. Non pagheremo più il canone RAI (Renzi), il bollo auto (Berlusconi), le tasse universitarie (Grasso), eccetera, eccetera.

Molto più importanti sono, invece, le manovre più o meno occulte, ossia quelle che ci fanno capire dove vogliono andare a parare: notiamo che sono solo mosse di avvicinamento, perché nessuno è certo di un risultato che cambia diametralmente con un +/- 3%.

Sulla carta esistono parecchie alleanze possibili (5Stelle-Lega, 5 Stelle-Liberi e Uguali) ma la più gettonata è senz’altro PD-Berlusconi: è collaudata, funziona, ha l’imprimatur europeo. Però non è un’alleanza fra la coalizione di Berlusconi e quella di Renzi, ma di cosa resterà delle due alleanze dopo il voto.

Partiamo dalla Lega.

La Lega ha puntato molto su tre temi: lotta all’immigrazione, abolizione della Riforma Fornero e l’uscita dall’euro.

Sul primo punto non c’è tanto da dire: fa il pari con la lotta all’evasione fiscale, tutti la citano e poi nessuno la attua. L’UE se ne frega se mezza Africa viene in Italia, ma in cambio ci ha dato la possibilità di “sforare” di più sul bilancio, cioè d’indebitarci: i politici si fregano le mani (in un anno elettorale!), i neri bighellonano da una strada all’altra (non c’è lavoro nemmeno per gli italiani!), ma fare più debiti piace, oh, quale bellezza!

Tanto per capirci, il debito pubblico italiano (1), dal 2010 ad oggi, è passato da circa 1.400.000 milioni di euro a circa 2.000.000 di milioni di euro, con un rapporto debito/PIL intorno al 130%: alla faccia della Fornero che, con la sua riforma, “ha salvato l’Italia!”. Ancora un paio di “salvataggi” di quel genere e salterà il tappo, quello che ci tiene a galla. Se non è già saltato e già siamo con l’acqua alle ginocchia, ma nessuno ce lo dice: mantenere la calma è l’imperativo categorico.

Gli altri due punti della Lega, invece, (Fornero ed euro) saltano immediatamente nel momento stesso che si stringe l’alleanza con Berlusconi, lo hanno capito anche molti elettori della Lega, che la stanno abbandonando, ma questo non impressiona la Lega, quella di lotta e quella di governo. Prontamente è stato richiamato in servizio permanente ed effettivo Roberto Maroni, il quale si prepara (alleanza Berlusconi – Renzi) ad essere l’uomo “cerniera” fra la Lega (quella di governo) e l’alleanza di centro destra che gestirà i voti dell’altra Lega, quella di lotta. Come? Berlusconi non è più in grado di governare, lo avete sentito? Biascica, non capisce…insomma…ha 80 anni ed è copiosamente rincitrullito. Mai più si aspettava di dover tornare in campo: ha persino venduto il Milan!

Si tratta proprio di un’armata Brancaleone, tenuta insieme con lo scotch e con promesse di soldi a volontà per tutti, perché anche l’altro “puntello” non sta proprio bene.

Credo che Renzi, all’indomani della batosta referendaria, non ritenesse più di avere un ruolo politico: d’altro canto, con la diaspora interna al partito, unita ad una mancanza totale d’idee che non siano solo vuoti slogan (Job Act, Buonascuola, Salva Italia, Italiariparte, ecc) c’era veramente poca trippa per gatti. Ma anche a lui è arrivata la cartolina-precetto da Bruxelles. Ma sei scemo?!? Torna subito dov’eri e rimettiti a macinare tweet per ogni giorno dell’anno! Ti costruiremo noi l’alleanza giusta, non ti preoccupare!

Il giorno dopo le elezioni, tutti avranno vinto meno Renzi…oddio, non gli costerà niente stappare lo champagne…glielo mandano da Bruxelles, tutto compreso nel prezzo…però non ci crederà nemmeno lui, come dire: abbozzo, vabbè…

Con una maggioranza sbilanciata verso destra, dovrà fare non il protagonista, ma la comparsa: di lusso, certo, ma pur sempre comparsa, come del resto sarà lo stesso Berlusconi, che tengono per le palle con le mille inchieste e con i guai giudiziari nei quali è da sempre impegolato.

Roberto Maroni è la persona giusta per infinocchiare per altri cinque anni gli italiani: pensate, è un ex militante di Democrazia Proletaria ed ex appartenente all’ufficio legale del Banco Ambrosiano, quello di Roberto Calvi!

Ha un ottimo pedigree!

Non vi ha meravigliato che, lanciato com’era per un secondo mandato alla Regione Lombardia (uno dei “piatti” più ricchi d’Italia), abbia precipitosamente mandato all’aria tutto per rispondere “Presente!”? La chiamata deve essere stata una di quelle importanti, alle quali non si può che conformarsi. Una chiamata da Roma? Può essere…a Roma c’è lo IOR, quello in cui Roberto Calvi aveva molti contatti…ma io la vedo più probabile dall’estero, Germania, USA, la city di Londra…chi lo saprà mai? Mica ci mettono la firma!

Potrà governare con una solida (nell’accezione italiana) alleanza fra ciò che resterà del PD, ciò che resterà di Forza Italia, più i soliti illusi da decenni della Lega (è uno dei nostri, eh?) più varie ed eventuali: qui si distinguerà la grande capacità di Berlusconi nel trattare, comprare, perdonare, mettere in riga i riottosi…c’è sempre un Verdini o un De Gregorio che risponde all’appello…ci sono avanzi della P2, resti di Gladio, figli di qualcuno e di brave donne…non è un problema…qui ci sono i soldi, ragazzi, fatevi sotto…

Due parole sui “resti”.

Il “resto” più importante sarà il primo partito italiano, il M5S, fuor di dubbio. E’ un partito che campa sul semplice concetto della “conventio ad excludendum”, ossia sull’isolamento totale da parte degli altri partiti.

Potrà, forse, stipulare una debole alleanza con Liberi ed Uguali, o forse con coloro che fuggiranno dalla Lega, se ci saranno (la corrente di Salvini, ad esempio, se deciderà di restare fra i “duri e puri”, con una riappacificazione con Tosi, ecc), ma sono scenari marginali, senza speranza e senza costrutto.

Liberi e Uguali sconta l’eterna lotta interna ad una sinistra che, in anni lontani, scelse il neo-liberismo come nuova ragion d’essere, e non se n’è più distaccata. Propone d’azzerare le tasse universitarie (cosa di per sé giusta, per carità) senza riflettere che sfornare laureati a tonnellate serve soltanto a fornire una patente per l’emigrazione: nulla che possa cambiare il nostro Paese. Cosa diversa se, insieme alle tasse, ci fosse un piano d’industrializzazione in settori promettenti, ma qui ci si scontra con i diktat delle oligarchie europee e, siccome l’Europa per loro è un “sancta sanctorum”, non c’è nulla da sperare.

Il discorso sull’Europa chiama, inevitabilmente, in causa il primo partito italiano, ossia il M5S.

Da sempre contrario all’euro (e, per molti aspetti, anche all’UE) nelle ultime settimane ha compiuto una “rincorsa al centro” senza precedenti, dal viaggio di Di Maio negli USA alle sue dichiarazioni di fronte all’Insetto. Una rincorsa disperata e senza senso, che è servita solo a confondere i suoi elettori: che senso ha dire che l’euro non è più un problema “giacché l’asse franco-tedesco si è molto indebolito”?

Non riusciamo a comprendere dove Di Maio abbia pescato questa frottola…ma…Di Maio sa dove poggia l’asse franco-tedesco e da quali accordi nacque?

Rinfreschiamogli la memoria.

L’asse franco-tedesco nacque fra Kohl e Miterrand, sul finire degli anni ’80. Le ragioni erano ovvie e convenienti per entrambi: la Francia avrebbe chiuso un occhio sulle enormi spese della Germania per assorbire la ex DDR, mentre la Germania avrebbe accordato alla Francia un cambio molto vantaggioso (cosa che non ebbe l’Italia) nella futura transizione all’euro. Un obiettivo che univa, ulteriormente, le due nazioni fu quello della deindustrializzazione del secondo polo industriale europeo: quello italiano, soprattutto il Nord-Est.

Dopo aver cercato inutilmente una soluzione “jugoslava” – ossia staccarlo dal resto d’Italia (ci lavorò il sen. Miglio con la prima “Lega”) – l’accordo ci fu, tramite un parametro di cambio a noi sfavorevole e l’ingresso, da parte francese, nel grande mercato della distribuzione alimentare. Di chi è oggi Parmalat? Ma non basta: la Vestas (azienda danese) produce pale eoliche, che poi vende in tutto il mondo, nello stabilimento di Taranto (2). La Fiat è anglo-americana (il settore siderurgico è stato assorbito da Thyssen-Krupp), molti oleifici sono diventati spagnoli (con capitali tedeschi), e via discorrendo. Molte di queste cessioni dipendono proprio dal tasso di cambio dell’epoca con l’euro.

Ciliegina sulla torta, Miterrand calò ai tedeschi la famosa spada di Brenno sulla bilancia: come state ad armi nucleari? Guerra persa, vero? Che peccato…noi abbiamo bombe, missili e sottomarini atomici…quando i francesi – sempre negli anni ’80 e ’90 – fecero esperimenti nucleari a Mururoa, nessuno in Europa alzò più di tanto la voce.

Oggi, Di Maio – dopo l’addio inglese all’UE – la Francia è l’unica nazione dell’Unione a possedere armi nucleari. Ancora convinto che l’accordo franco-tedesco è “più debole”? Macron s’è fatto fuori la Le Pen, la Merkel ha fatto una nuova Grosse Koalition con i socialisti…debolissimi, vero?

Se così è, almeno se lei li ritiene “debolissimi”, può fare una prova: andare in Europa e prendere a calcinculo sia la Merkel e sia Macron. Le consiglierei, prima, di leggere con attenzione “L’arte della guerra” di Sun-tzu: sa, è meglio prevenire che dopo leccarsi le ferite…

Inoltre, sta passando una bufala colossale, ossia che non sia possibile indire referendum in materia di politica estera. E’ una stupidaggine smentita dai fatti. Da leggi ben precise (3).

Con la legge costituzionale 3 aprile 1989 n. 2 (4), fu istituito il referendum consultivo o di indirizzo, e gli italiani votarono sul seguente quesito:

“Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità”

Votammo il 18 giugno 1989, e gli italiani si espressero per circa l’88% con un Sì e per circa il 12% con un No. Rivendico, con onore e preveggenza, d’aver fatto parte di quel 12%.

E’ sufficiente che la maggioranza parlamentare (in quel caso il parlamento votò all’unanimità) esprima al Governo l’esigenza di un referendum consultivo (o di indirizzo) e questo lo comunichi al Presidente della Repubblica.

Ora, evidentemente, una parte del Parlamento vede come il fumo negli occhi il solo pensiero di privarsi dell’accozzaglia di mangiapane a tradimento che vanno a fare i parlamentari europei, per una sola ragione: poiché furono trombati alle elezioni italiane. Sono 73 posti d’oro, pagati 24.164 euro, senza contare i rimborsi per viaggi ed affini. Si dovrà lottare: ma, se il primo partito italiano è d’accordo…

Inoltre, ci sono ragioni di ordine giuridico per intavolare una trattativa in tal senso: ciò che approvarono gli italiani, non fu attuato.

Un “Governo responsabile di fronte al Parlamento” non è mai esistito, poiché le posizioni di Commissari (i Ministri) furono avocate dalle Nazioni per nomina separata. In altre parole: i commissari s’accordano sui provvedimenti di legge, e non è richiesta la necessaria approvazione parlamentare.

“Il Parlamento europeo esercita la funzione legislativa dell’Unione europea assieme al Consiglio dell’Unione Europea. Inoltre in alcuni casi stabiliti dai trattati, ha il potere di iniziativa legislativa che generalmente spetta alla Commissione europea.” (5)

Il secondo punto che mai fu realizzato fu “affidare allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea…”: avete mai sentito parlare di una Costituzione Europea? Il Trattato di Lisbona, certo, che non è una Costituzione: perché? Poiché la stesura della Costituzione si scontrò con l’evidenza che le popolazioni (fecero dei sondaggi in vari Paesi) non l’avrebbero approvata. Così, stesero un Trattato e se lo approvarono, se lo giocarono e se lo ballarono da soli.

Ma c’è ancora un vulnus, che inficia completamente quella richiesta referendaria: il Trattato di Maastricht – il vero accordo fondante dell’UE – fu firmato il 7 febbraio 1992, a quasi tre anni dalla pronunziazione referendaria! In pratica, ci fecero votare “al buio”!

Il precedente di quel referendum – e, soprattutto, la legge istitutiva di quel referendum, che è tuttora vigente – dimostra che chiedere alla popolazione una consultazione è pienamente legale e democratico. Detto fra noi, non s’aspettavano che le vicende successive ci avrebbero condotto nella situazione di volercene andare dalla gabbia truffaldina dell’Europa: fecero un clamoroso errore (mai più ripetuto) ma, ripeto, è un precedente importantissimo ed è tuttora vigente, sul quale si può imbastire una trattativa e…perché no? Una protesta popolare.

Perciò, caro Di Maio, come vede d’idee per contrastare le oligarchie imperanti ce ne sono, però…se la sua mossa desiderava richiamare voti dai “moderati” verso il suo partito, avrà effetti veramente minimi e diciamo…di pessimo gusto: a cosa serve “normalizzare” un movimento nato per combattere il malaffare, la corruzione, le energie fossili, il potere dei partiti…quando lo si è ben bene “normalizzato” cosa rimane?

Un contenitore di bon ton e d’idee muffite: se vogliamo veramente salvare (sempre che sia ancora possibile) questo Paese, abbiamo bisogno d’idee fantasiose, rivoluzionarie, al limite della follia. Mai letto Erasmo da Rotterdam?

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2018/01/buffonate-furbizie-da-poco-e-tanta.html

15.01.2018

 

(1) https://www.blia.it/debitopubblico/grafico2012.png

(2) http://www.lastampa.it/2017/05/09/scienza/ambiente/il-caso/a-taranto-nascono-le-pale-eoliche-made-in-italy-VPCfzs8br8DZqk2e4e1i2M/pagina.html

(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_consultivo_del_1989_in_Italia

(4) https://it.wikisource.org/wiki/L.cost._3_aprile_1989,_n._2_-_Indizione_di_un_referendum_di_indirizzo_sul_conferimento_di_un_mandato_costituente_al_Parlamento_europeo_che_sar%C3%A0_eletto_nel_1989

(5) https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo

Pubblicato da Davide

79 Commenti

  1. Con tutti i politici impresentabili che popolano il panorama Italiano(quasi tutti stati al governo)a chi doveva riservare le sue attenzioni e il numero maggiore di righe critiche il nostro Bertani? Ma a Luigi di Maio, naturalmente. Leggevo i passaggi su Renzi e Berlu pensando: ma quando si arriva al dunque? E infatti Bertani ancora una volta non ha deluso, con uno strepitoso finale in crescendo. Veramente imprevedibile,direi.

    • Giuro, ho pensato la stessa cosa. Però mi diverte il fatto che questi giornalisti finti ribelli, pro lega pensando di essere fuori dal coro, salvo scaricarla quando non possono DAVVERO più difenderla, in realtà pubblicano le stesse cose che possiamo leggere su repubblica&co. Prima ti fanno notare le incongruenze tra berlu&salvini – Pd-Leu, poi passano all’attacco con mega pipponi contro i 5stelle. Stesso modus operandi. Bertani non è diverso da un Floris o Sallusti, la sostanza è sempre quella.

      • A me da tempo fa venire in mente un’immagine che devo aver visto da piccolo,probabilmente un cartone animato,dove c’era una volpe o un lupo che si mettevano una pelle di pecora addosso per avvicinare il gregge senza farsi notare. Però spuntavano le orecchie dritte! Come pecora non è molto credibile neanche il nostro, come volpe, poi…

        • Rispondo a te e a ant85, che sostanzialmente ricalcate lo stesso concetto: ossia, il numero delle righe è direttamente proporzionale alla quantità delle critiche avverse. Niente di più falso.
          Sono un ex insegnante – in questo, Rosanna mi capirà – ed ho imparato che è veramente inutile sprecare il proprio tempo con chi non vuole capire perché ha altro per la testa. Ad esempio, soldi, banche, petrolio, affari…e via discorrendo.
          Però, se noti una persona o più persone sulle quali potevi coltivare delle speranze che sbaglia glielo fai notare, ed usi tutte le parole necessarie per farlo. Sputtanare Renzi, Berlusconi, la Lega che s’accascia a Roma appena può, la cosiddetta sinistra che va per la sua strada fin quando il richiamo di casa non la fa tornare indietro…serve a qualcosa? No, lo fanno già da soli.
          Gli errori di quelli a cui tieni, invece, ti fanno male, e ribatti. Oppure ha ragione Di Maio nel dire che l’asse franco-tedesco è in crisi? Tutto qui. Saluti

          • Se veramente coltivi speranze in Di Maio(balle)puoi scrivere a lui. Invece scrivi qui da sempre articoli tesi a screditare lui e il mov5atelle sperando di convincere che non sono all’altezza. Per me sei poco credibile

          • Dai su, sii onesto. Non c’è bisogno di un genio per capire che il tuo reale obiettivo è sput.anare il 5 stelle. Hai escluso dal pippone la lega di Salvini, ovvero il nullafacente eurodeputato che tanto detesta la legge Fornero per poi allearsi con Meloni e Berlusconi, ovvero quelli che l’hanno votata. Concludo scrivendo che almeno Di Maio corre da solo, mentre Salvini garantirà CONSAPEVOLMENTE l’unione tra Berlusconi e Renzi. No, mio caro Bertani, non provare nemmeno a mettere nello stesso calderone M5s e tutti gli altri.

          • Bertani ha solo condiviso un’idea sensata: parlare ai muli ha poco senso, meglio concentrarsi sugli umani. I vostri interventi mettono però in dubbio i confini tra tali categorie.

          • ” I vostri interventi mettono però in dubbio i confini tra tali categorie.”

            Parli per esperienza diretta? Ti senti nel mezzo di queste categorie?

          • Come padre dei muli si sente preso in mezzo sì! Meglio concentrarsi a criticare gli umani.

    • NOn mi sembrano critiche corrosive…

  2. Non credo ci sia bisogno di tante spiegazioni. In realtà tutti questi fanfaroni usano la strategia degli ecclesiatici: Parlare ai poveri ma stare coi ricchi, oppure, predicare bene e razzolare male…Il problema vero sta nel pecorame che li segue…

  3. Analisi basata più su opinioni che su fatti.
    Su quali basi Bertani suppone che Renzi volesse veramente lasciare la politica dopo la sconfitta al referendum costituzionale? Conoscendo il tipo, con la faccia di bronzo che ha, figuriamoci se non avrebbe riprovato a tornare premier!

    • forse pensava, come quasi tutti gli italiani, me compreso, che non arrivasse – IL BUFFONE SBRUFFONE- ad un simile autosputtanamento

      • No, semplicemente pensava d’aver fallito in modo troppo clamoroso per avere ancora delle chances. Invece, a Bruxelles, sono a corto di faccie toste da sbattere in video e l’hanno richiamato all’ordine. Ciao

        • Sono fiorentino quindi Renzi l’ho visto all’opera da molto più tempo che non gli altri italiani. E’ così pieno di boria da non sognare altro che di essere al centro dell’attenzione e così impunito che proverebbe anche a pagare con una banconota da 15 euro.
          Quando fece la campagna elettorale come sindaco, dopo essere stato presidente di provincia, promise che non avrebbe usato la visibilità come primo cittadino di Firenze per fare carriera a livello nazionale e che si sarebbe dedicato solamente alla città. Sosteneva pure che si sarebbe ritirato dalla politica dopo 2 incarichi (presidenza + comune). Abbiamo visto poi com’è andata.

          • “Quando fece la campagna elettorale come sindaco, dopo essere stato presidente di provincia, promise che non avrebbe usato la visibilità come primo cittadino di Firenze per fare carriera a livello nazionale e che si sarebbe dedicato solamente alla città”.
            Un Kazzaro era e un Kazzaro è rimasto.
            Faccio solo notare la data in alto a sinistra: 9 Febbraio 2009, il giorno in cui morì Eluana Englaro. E’ passato tanto tempo da allora ma questo losco figuro è ancora in campo: speriamo davvero che il 4 Marzo, almeno lui, sparisca definitivamente.

            https://www.youtube.com/watch?v=8lbAKz4w7G8

  4. Sinceramente preferisco idee come quelle espresse da Marco Bersani e altri sulla questione debito pubblico: sono stufo di dovermi sentire in colpa ,seppure capisco che i mezzi per risolvere la questione lavoro e la politica sociale ,vanno cercati e adottati; ma non può farlo chi non pensa nemmeno lontanamente che i problemi siano quelli che i cittadini,se intervistati, dichiarano. Non parlano più di sovranità monetaria né di quella territoriale, ed è vero che avranno paura di alzare la voce verso Merkel o Macron , per far valere le nostre ragioni. O forse fanno solo finta, e non hanno nessunissima idea di fare il bene dell’Italia.

  5. Se in parecchi votassimo Forza Nuova, se si é di destra, o i Comunisti di Rizzo, se si é di sinistra, un pó di casino si farebbe di sicuro: sono gli unici due partiti che perorano ancora per un’uscita dall’euro dura e pura, oltre Riscossa Italia di Marco Mori.
    L’ironia del destino? Comunisti e fascisti gli unici difensori rimasti della nostra libertá.

  6. Ci si rifiuta pervicacemente di guardare il vero problema e ci si rifugia nella solita esibizione in cui si criticano tutti, nessuno ha capito una mazza “salvo io”, ora vi dico io come si fa e altre caccefres da supermercato dello stesso genere.

    C’e una sola domanda da farsi:

    “Come mai dopo DIECI ANNI dall’inizio della crisi la gente si rifiuta di voler uscire dall’euro?”

    Eppure tanti hanno spiegato sui loro blog , alla tv, alla radio, perché l’euro ci penalizza, dimostrandolo con dati inconfutabili.

    Sarà tutta colpa dell’immondo media mainstream?
    O forse la gente (che sono sempre gli altri) è troppo stupida?

    O magari qualche colpa ce l’hanno i signorinelli medio borghesi che a un certo punto, nel 2012, si sono lanciati all’avventura sul web?
    Andate a rileggervi i post del professorino, dell’insigne giurista, dell’avvocatuccio e via dicendo e guardate che impressionante sequela di esibizionismi, violenze verbali, totale insipienza politica e ambiguità di tutti i tipi.
    I risultati concreti, dai quali non si scappa, sono che oggi non c’è un singolo partito che dichiari nel suo programma l’uscita dall’euro senza se e senza ma; che la gente se gli dici che vuoi uscire dalla moneta unica semplicemente non ti vota più.
    No, ma la colpa è dei media mainstream, non c’è dubbio.

    PS:
    Fa eccezione Claudio Borghi che è di destra ma è una persona seria.
    Infatti dopo meno di un anno dalle elezioni verrà emarginato o se ne andrà via da solo.

    Nel frattempo l’euro è più forte che mai con buona pace degli irriducibili freschi pirloadoratori.

    • volevo darti un (altro) like ma quando ho letto che Claudio Borghi è una persona seria, il mio mouse s’è rifiutato… sorry about what happened…

      • Borghi chi? Salvini il venduto potrebbe raccomandarlo per diventare la nuova velina di striscia la notizia.

        • @ ant85 e @ Le bateau Ivre

          Su Borghi: vi prego di argomentare. Grazie

          • Argomentare su Borghi su temi quali economia poco mi cala perché è un argomento che, come Alceste, mi spaventa e che ho sempre lasciato volentieri alla competenza di persone molto ma molto più cosmicamente esperte di me; quali ad esempio Mincuo, le cui opinioni – in ogni ambito dello scibile umano – mi hanno sempre arricchito anche quando erano agli antipodi delle mie (davvero una grande, anzi una gigantesca perdita non averlo più qui, su CDC, pagherei per conoscerlo).

            Quanto al nostro Borghi, sarà una questione di percezioni, ma non mi ha mai ispirato manco un’unghia. Il suo atteggiamento da economista – ammetto il mio pregiudizio – mi sembra un misero metodo di colui che cerca (più di Bagnai) nella Lega il solo mezzo, non tanto per avere voce in capitolo ma, per arrivare alla poltrona, difatti…

          • Le bateau Ivre, non puoi mettere in dubbio che Claudio Borghi sia una persona seria, se poi non hai altro da “offrire”, per tua stessa ammissione, che pregiudizi. Io ho imparato, e mi attengo scupolosamente a questa regola, che non si possono fare affermazioni se non si è in grado di supportarle con argomenti o prove (petitio principii).

            Su Mincuo mi trovi d’accordo. Anch’io ho fatto tesoro dei suoi insegnamenti, ma lo capisco, se non interviene più, perché diversi, nuovi, utenti, che non lo hanno conosciuto, ripropongono continuamente le stesse falsità. Ti immagini che noia se Mincuo dovesse ogni volta intervenire per correggere e dire per l’ennesima volta quello che ha già detto e ripetuto?

          • Sarà come dici… ma io non ho criticato (e ne ho anche spiegato il motivo), il nostro, in quanto economista, perciò concedimi continuare a dubitare sulla qualità delle sue intenzioni.

            In contrapposizione al tuo “petitio principi”, che è più apparente che reale, potrei rispondere che – parafrasando Socrate – anche i poeti e gli artisti compongono le loro opere non facendo uso della conoscenza ma per una sorta di inclinazione naturale, per una sorta di chiaroveggenza, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, espressero, ed esprimono, molte cose vere.

            L’incredulità è talvolta il vizio di uno sciocco, e la credulità il difetto di un uomo di spirito (Diderot).

          • Sei liberissimo di dubitare sulla “qualità delle sue intenzioni”, ovviamente. Spero che risulti evidente la differenza fra un’affermazione su un fatto e l’espressione di un’opinione.

            Se mi parli dei poeti e degli artisti, sono ben d’accordo!
            Mi ricordo una famosa frase di Sigmund Freud: “Chiedetelo ai poeti” “Fragt die Dichter”.
            I poeti infatti intuiscono la verità, mentre gli scienziati devono studiare a fondo un fenomeno per carpirne il segreto.

          • Mancano anche a me i giudizi di Mincuo specialmente in qst clima elettorale.
            Forse forse fare un appello a Davide affinchè tentasse di contattarlo?

          • Ma magari!…
            Aldilà delle proprie simpatie e antipatie (e invidie…) qualche “opinione” di Mincuo, anche sporadica, sarebbe per me la più desiderata e auspicabile che CDC possa offrire ai suoi lettori.

            Specie, come sottolineavi, in questo impraticabile “cafarnao” elettorale dove non si sa cosa dia maggior scandalo, se il “bordello” partitico, la complicità dei media mainstream – di ogni genere e ognidove – o l’imperturbabilità della pubblica opinione.

            Mi accodo pertanto più che volentieri al tuo appello per appellarmi ad altri utenti di appellarsi – come te e me – a Davide affinché batta un colpo (che rimbombi quanto un Tuono!…) al destinatario di cui sopra al fine sottoesposto.

            p.s. scusate il giro di “appelli” 🙂

          • Anch’io mi associo all’ “appello”. Sarei più che felice se Mincuo, anche se sporadicamente, si facesse vivo.

            Avrei anche un’altra proposta. Mincuo ha scritto più di 6.000 commenti che ora sono “sepolti” nell’archivio del vecchio sito. Forse mi sbaglio, ma i link di questi commenti, precedentemente memorizzati, non funzionano più.

            Mi rivolgo a Davide: sarebbe possibile chiedere a Mincuo di riunire tutti i suoi commenti o articoli scritti su CDC in un libro o in un E-book?
            Dal mio punto di vista Mincuo ha scritto il meglio di quanto si trova su internet.
            Sarebbe poi sufficiente comunicare dove si può acquistare il suo libro.

          • I commenti esistenti sul vecchio sito sono stati tutti trasferiti integralmente sul nuovo, così come quelli del forum, ma non hanno lo stesso indirizzo che infatti non funziona più, utilizzate il campo cerca.
            Comunque in questo articolo non si tratta di Mincuo, se volete discuterne usate il forum oppure scrivete direttamente alla Redazione.
            Questi commenti fuori tema dovranno essere cancellati.

          • Grazie dell’informazione. Chiedo scusa per il fuori tema.

      • Per carità, meno male che non mi hai linkato niente.
        Se poi il tuo mouse si rifiutasse direttamente di scrivermi dei post sarebbe l’optimum.

    • “Come mai dopo DIECI ANNI dall’inizio della crisi la gente si rifiuta di voler uscire dall’euro?”

      Secondo me semplicemente perché la gente non lo capisce. Con questo non voglio assolutamente dire che la gente é stupida. Fatto è che, per capire cosa significhi avere una moneta che non è la propria, per capirne le implicazioni, è necessaria la capacità di fare un ragionamento astratto (forse anche ad un alto livello di astrazione).
      La stragrande maggioranza delle persone, nella vita di tutti i giorni, ha a che fare con ragionamenti concreti. E’ verissimo che sui diversi blog ci sono state moltissime spiegazioni, questo però non vuol dire che queste sono state comprese.
      Per inciso, la spiegazione migliore è stata quella di Borghi con l’opuscolo “Basta euro”.
      La gente si rifiuta di uscire dall’euro da un lato per mancata comprensione dei meccanismi della moneta unica (riduzione dei salari ad esempio) e dall’altro per lo spauracchio inculcato dai media che associano l’uscita dall’euro con la “svalutazione.”
      Un dato di fatto innegabile però è la corretta percezione della gente che l’euro è una moneta che ha un “valore”, bassa inflazione, possibilità di viaggiare all’estero, ecc.
      Per ultimo una domanda: sei mai riuscito a spiegare “l’euro”, con tutte le sue implicazioni, a qualcuno? Io ci ho provato, ma con esito incerto.

      • Ma il non sono un economista.

        Il problema a mio avviso è un altro: tutti quei signori, il professorino associato di provincia, l’insigne giurista gonfiato come una mongolfiera, l’avvocaticchio, il bracaleonesco gruppetto di sinistra etc tc, ossia quella fauna che per anni si è prodigata nel diffondere una maggiore consapevolezza sul problema dell’Europa, non aveva un minimo di progetto politico se non quello stupidissimo di dire

        “Torniamo agli anni settanta”

        “No euro”

        e indicavano come ideale politico il

        “Torniamo alla Costituzione”

        La gente capisce tutto e ha capito perfettamente che si tratta di borghesume della minkia preoccupato di una sola cosa: mantenere la valorizzazione del proprio capitale di classe inclusa la rigida distinzione sociale che loro stessi pretendono li distanzi dal volgo per il quale intimamente nutrono il più profondo disprezzo.

        Le oligarchie hanno cone capitale di classe il potere sociale al massimo livello, il potere decisionale e solrattutto il potere del denaro (nel senso che lo possiedono ma anche che lo gestiscono).
        La classe media ha un livello di indioendenza di tipo B ossia ha anch’essa un capitale di classe che è la “conoscenza”, la “intellettualità”, la “padronanza del linguaggio” m in posizione subordinata ossia sono le oligarchie CHE DECIDONO COSA CI SI FA DI QUELLA CONOSCENZA.

        In questo passaggio storico le oligarchie, avendo distrutto il lavoro e i sindacati, ritengono di non avere più bisogno di quella classe-cuscinetto che è appunto la classe media colta (intellettuali, professori universitari ma anche professioni liberali cioè medici, commercialisti, ingegneri, avvocati etc).
        La classe media comprende di essere sotto attacco, cerca di reagire e infatti hai visto la nascita dei vari blog di denuncia a partire dal 2011/12.
        Ma non capiscono i poveretti che la loro unica speranza è quella di rivolgersi al popolo SULLA BASE DI UN NUOVO PATTO SOCIALE mentre al contrario si rivolgono sí alla gente ma con l’intenzione di far pesare il proprio capitale di classe (l’intellettualità ossia la conoscenza, la competenza e la padronanza dl linguaggio) CON IL FINE DI RIBADIRE LA DISTANZA DI CLASSE CON IL POPOLO, NON DI ANNULLARLA o di renderla “scalabile”.

        Per questo la gente se ne frega, perché caoisce che chi fino adesso ha portato avanti la proposta “no euro” non èminimamente affidabile.
        Uscire dall’euro funziona solo a determinate condizioni e soprattutto è una soluzione che può essere orientata in senso progressista o conservatore, egualitaria o al suo contrario; e ci vuole coraggio ossia non puoi dire

        “Usciamo dall’euro e poi comandano gli stessi che però avranno capito che devono essere più buoni con noi”

        Se esci dall’euro devo puntare a una vera rivoluzione anche se non è assolutamente necessario che sia cruenta.
        I freschi oni che hanno scritto nei loro blog alla rivoluzione non ci pensano proprio e infatti dichiarano alertamente di volere un ritorno agli anni settanta ossia a quella socialdemocrazia che è stato un esperimento fallito per la sua intrinseca ipocrisia, venuta pienamente alla luce con la caduta del muro di Berlino.

        E bla bla bla bla…

        • Non mi sembra proprio che propendano per un ritorno agli anni 70. Anzi non mi sembra che abbiano un progetto politico. Solo qualche soluzione pratica nel breve e medio termine. Nessuna visione da proporre. Già meglio di tutti gli altri.

          • Come “già meglio”…stai dicendo che non avere un progetto politico è una cosa positiva?
            Non sono d’accordo.
            Sul fatto degli anni settanta: c’è il noto sito bagnaiano “Voci dall’estero” che ha pubblicato un intervento di Barba e Pivetti.
            Barba e Pivetti scrivono testualmente:

            “Chiunque consideri il ripristino della sovranità nazionale in campo monetario e fiscale la condizione del ritorno a un assetto distributivo come quello che precedette la mondializzazione liberista…”… che sono appunto gli anni settanta o se vuoi il trentennio del dopoguerra che culmina negli anni settanta.

            http://vocidallestero.it/2018/01/11/la-risposta-di-barba-e-pivetti-sulleuro/

            Voci dall’estero, bagnaiano, risponde facendo capire che su quel punto è d’accordo.

            Media borghesia socialdemocratica della minkia, perfettamente inutile e destinata a non concludere un piffero.

          • Appunto, già meglio di tutte le altre forze in campo, che hanno solo visioni neoliberali

          • Ma se non hai un progetto politico non sei meglio di chi ne ha uno sbagliato.
            Comunque ragazzi, siete liberissimi di pensarla come vi pare.

        • Tu riporti sempre il discorso sullo stesso terreno: la divisione in classi. E sia. Ti riferisci in modo alquanto dispregiativo al professorino, all’avvocaticchio, al “borghesume” reo di non aver avuto un progetto politico.
          Secondo me sorvoli sul fatto che costoro sono solo una PARTE della classe media e, guarda caso, proprio quella parte che, pur con tutti i difetti possibili, ha fatto informazione. L’altra parte della classe media ha vissuto, ha lavorato, si è svagata nel tempo libero, non ha dedicato una parte del tempo libero allo studio e alla divulgazione.
          Molto probabile quindi che coloro che hanno fatto informazione siano stati in buona fede. Poi si può criticare fin che si vuole.
          Secondo me, chi fa informazione non è per niente legato a quelle categorie del tipo “distinzione sociale”, preservazione della rendita di posizione o simili, per motivi legati all’attività stessa di chi ha la passione di studiare i fenomeni della realtà per poi farne partecipi altri.
          Gli intellettuali da te denigrati en bloc sono proprio quelli che rendono possibile nel resto della classe media, e non solo, la consapevolezza di essere “sotto attacco”.
          Tornando all’euro, ho già sentito parlare di una uscita da destra o da sinistra, ma l’uscita di per sé ha il vantaggio di circoscrivere il raggio d’azione e di vedere “in faccia” i contraenti.

          • Cito amorosamente:

            “Secondo me, chi fa informazione non è per niente legato a quelle categorie del tipo “distinzione sociale” “

            …tesorino dolcissimo… 😀

          • Cara Pfeffer,

            sul problema della distinzione sociale ti linko in pdf gratis il libro più importante e più noto (del 1979)

            https://ia800801.us.archive.org/24/items/PierreBourdieuDistinctionASocialCritiqueOfTheJudgementOfTaste1984/Pierre_Bourdieu_Distinction_A_Social_Critique_of_the_Judgement_of_Taste_1984.pdf

            Sono 630 pagine purtroppo ma è davvero un testo fondamentale.

            Ho trovato una review universitaria austriaca di sedici pagine che ti può dare una idea anche se non so esattamente cosa c’e scritto dato che è in ostrogoto

            http://lithes.uni-graz.at/lithes/beitraege16_14/jurt_bourdieu_distinktion.pdf

            Per cercare di abbreviare un pochino la lettura di Bourdieu puoi considerare di saltare certe parti piene di dati statistici o di spiegazioni metodologiche anche se a occhio e croce passeresti da 630 tutt’al più a 500.
            Se non ti scoraggi vedrai che alla fine scoprirai di aver fatto un bel passo avanti.

            Se hai qualche difficoltà con l’inglese il titolo della traduzione tedesca è “Die feinen Unterschiede”.

          • Penso di aver usato impropriamente la locuzione “distinzione sociale”, che mi sembra di avere ripreso da uno dei tuoi scritti. Ti ringrazio di avermi indicato i testi che mi permetteranno di colmare la mia lacuna.
            Quello che volevo esprimere è che non sono d’accordo sulla tua affermazione “…mentre al contrario si rivolgono sì alla gente … CON IL FINE DI RIBADIRE LA DISTANZA DI CLASSE CON IL POPOLO”.
            Chi fa informazione vera è colui che sveglia le coscienze. Un intellettuale di questo calibro è ad esempio Peter König, il quale ha detto che scopo dell’informazione è di raggiungere una “massa critica”. Da questa poi può sorgere un progetto politico. Se il progetto politico non c’è, significa che la massa critica non è ancora stata realizzata.

          • Non volevo fare il professore che ti indica le lacune da colmare.
            Chiediti come mai se le informazioni che si comunicano sono vere e nell’interesse di chi le recepisce non si ottiene la massa critica.
            Per la potenza dei media mainstream?
            Bisognerebbe capire in cosa consiste questa maggiore legittimità che spinge la gente ad andare addirittura contro i propri interessi.

          • “Chiediti come mai se le informazioni che si comunicano sono vere e nell’interesse di chi le recepisce non si ottiene la massa critica”.

            Il motivo è quellio che Mincuo chiamava “debasement”.

            Anche il prof. Mausfeld, che dovevo salutare da parte tua, parla di questo nelle sue conferenze sul web, conferenze che hanno un enorme successo (mi sembra più di 600.000 visite), il ché significa che c’è grande voglia di apprendere quando l’oratore è capace di mediare con efficacia i contenuti.

            Ma tu parlavi di “borghesume della minkia”, non so a chi ti riferisci, non hai fatto nomi.

            p.s.: Lo so che non volevi “fare il professore”. Sono consapevole dei miei limiti e imparo volentieri cose nuove. Kein Problem!

          • Le mie lacune sono più gravi delle tue, i miei limiti piu angusti e ti ammiro piu di quanto tu ammiri me.
            Avendo con questo espletato le formalità, sulle quali speriamo di non dover tornare, ti prego di osservare che io mi sono chiesto come mai la gente creda alle menzogne che vanno contro il proprio interesse (il che ovviamente significa che qualcuno che li vuole soggiogare gli racconta queste menzogne riuscendo a inibire la loro capacità di giudizio) e tu mi hai risposto che “è il debasement”.
            Cos’è il “debasement”?
            È la procedura mediante la quale si inibisce la capacità di giudizio delle persone fino al punto che gli si può far credere vere delle menzogne contro il loro interesse…

            Che spiegazione è, scusa?
            Hai semplicemente dato un nome inglese alla stessa cosa.

            Come dire:

            “Perché A ha ammazzato B?”
            “Perché gli ha sparato”
            “Sí, ma perché gli ha sparato?”
            “Perché lo voleva ammazzare”

            Non è che significhi molto…

            Ma la cosa carina è che essendo “debasement” solo una parola che descrive qualcosa che tu conoscevi già avresti potuto inventare tu stessa un’altra parola.
            Ma non lo fai.
            Invece aspetti che arrivi qualcuno a cui tu attribuisci il potere di forgiare parole magiche che ritieni esplicative mentre, come si vede in questo caso, sono a malapena descrittive.

            Ossia non hai cercato una conoscenza, hai cercato una parola magica che sancisse un rapporto di dipendenza che TU volevi e a cui magari chi ti ha dato quella parola non pensava minimamente.
            Poi magari arriva il furbacchione e se ne approfitta ma anche se non si tratta di un furbacchione tu dentro di te lo hai investito di poteri terapeutici o magici che dir si voglia.
            Come mai?

            Tieni conto inoltre che questo “debasement”non avviene solamente con la violenza, la minaccia o la coercizione, ossia avvien ANCHE con quei metodi ma su larga scala e dopo l’avvento del cristianesimo diventa molto difficile da mantenere a lungo.
            Il legame di soggiogamento, quello che i maghi rinascimentali chiamavano in latino “vinculum” (*) e in volgare “ligatura” avviene principalmente tramite l’amore sia esso erotico o puramente affettivo come nel caso della madre e del figlio.
            Il che porta molto molto lontano…

            (*) “Vinculum” che per cortesia va pronunciato con l’accento sulla “i” e non sulla prima “u”, grazie.

          • Complimenti! Sei bravissimo quando si tratta di sviare il discorso o di riportarlo nei binari a te cari (la divisione in classi, sic!) o di trovare un espediente per non rispondere quando ti senti con le spalle al muro.
            Vedi, DesEsseintes, puoi fare dell’ironia fin che vuoi, ma non mi scalfisci.

            E veniamo al dunque: non ho parlato di debasement tout court, ma di quello che “Mincuo chiamava debasement”. Mi sembra che ci sia una petite différence, ma non è da tutti cogliere le Raffinessen del pensiero. A questo punto avrei pensato che uno sveglio, dopo che il WM gentilmente ha fatto sapere che i commenti di Mincuo si trovano “utilizzando il campo cerca”, se interessato, facesse una piccola recherche. Il pensiero di Mincuo, quando parlò di “debasement” era ben più articolato e profondo delle sterili definizioni che hai riportato, che non vale neanche la pena di prendere in considerazione.

            Ho soltanto accennato alle tecniche di manipolazione della mente perché è un argomento molto vasto: va ricordato però che si tratta dell’utilizzo di studi scientifici recenti (nel passato vi erano “altre” tecniche, poi, come sai, con l’illuminismo … tu comprends?)

            Ok, DesEsseintes, parlaci un pò del “borghesume della minchia”, però risparmiaci gli appelli della borghesia ad unirsi al proletariato che neanche P.J. Proudhon ha avuto tanta fortuna con questi…

            E soprattutto perché ce l’hai tanto con quei pochi che fanno informazione per innalzare un poco le masse? Sei forse uno di loro e sei qui sotto mentite spoglie? (Originalton DesEsseintes: “..sono tanto carini!” ” …vengo qui (su CDC) per questo”).

          • Purtroppo nell’ultimo post come puoi facilmente verificare non ho minimamente parlato di classi sociali e non ho fatto alcuna ironia.

            Sul debasement se vuoi farmi un riassunto ti ringrazio ma resta il fatto che il problema è capire come funziona e secondo me non funziona da un lato solo sennò non sarebbe efficace.
            Stasera vedo se trovo sul forum.

            Sul borghesume non ho capito cosa devo dire di più di quello che ho detto mille volte.
            Se leggi il portoghese ti indico un paio di libri recenti che spiegano esattamente cosa intendo.

            Sull’innalzamento delle masse tu lo vedi?
            Io no.
            Però vedo tanta informazione alternativa.
            Allora ripeto la domanda alla quale non vuoi rispondere: come mai con tutta questa informazione alternativa le masse non si innalzano e non raggiungono la massa critica?

            “È per il debasement”

            E cos’è il debasement?

            “È quel procedimento che non consente alle masse di innalzarsi e di raggiungere la massa critica”

            Ecco, perfetto.

          • “…nell’ultimo post … non ho fatto alcuna ironia”
            ?
            Ti saluto, DesEsseintes, devo andare a colmare le mie lacune, mi aspettano 650 pagine più una Abhandlung in ostrogoto…außer Gefecht (fuori combattimento) per un po’ di tempo…

          • Ciaoneeee

  7. tanto… fichè si continuerá a cercar di creare un mondo ad immagine e somiglianza di quello vecchio, basato sul debito, sul consumo, sulla produzione di rifiuti e il saccheggio di territori che hanno risorse finite… le cose potranno solo peggiorare.

    • Bisognerebbe prendere in considerazione un cambiamento radicale e pensarci seriamente.

      Una crisi difficile da maneggiare, un vuoto politico mai visto: un’occasione così non andrebbe sprecata.

      Potremmo ritrovarci all’avanguardia.

      • io nel mio piccolo ho provato a cambiare le cose… ho fallito miseramente.

        In un mondo con predatori e prede, nulla potrá cambiare finchè ci sará da mangiare. Quando ce ne sará meno, cominceranno a morire i predatori. Quando sará finito il cibo o quasi, i predatori si mangeranno tra loro.
        Il problema è che i nostri predatori naturali, hanno imparato a creare allevamenti di prede.
        Gli esseri umano oggi sono come mucche o maiali d’allevamento… messi all’ingrasso con mangimi a basso costo altamente inquinati i quali ci fanno ammalare molto velocemente. Ormai dipendiamo da multinazionali che producono cibo e gestiscono la salute umana con l’appoggio dei governi corrotti.

        Non ne usciremo mai… l’economia è basata sulla produzione di malati, l’informazione pure e le stesse prede aiutano e difendono i propri carnefici senza saperlo.

        Un amico oncologo mi disse 10 anni fa.
        Renato, è inutile parlare con la gente e dire come stanno le cose… alla massa interessa solo scopare, mangiare e fare soldi.

  8. Rivendico a mio disonore e demenza (giovanile) di aver votato SI in quello storico referendum. Ma ero giovane, e i giovani normalmente non capiscono una mazza.

  9. L’analisi generale tutto sommato è realistica e credibile, personalmente concordo in gran parte. Anche le critiche a Di Maio, posto che sia in buona fede, ci possono stare, d’altronde il ragazzo è giovane, che diamine, diamogli un minimo di credito. Non avrebbe senso ormai perdere tempo più di tanto a cercare il pelo nell’uovo delle contraddizioni e dei mirabolanti effetti speciali di Renzi, Mister B, la Lega infine legata a se stessa ecc. Meglio sprecare qualche energia ed attenzione con chi potenzialmente è in grado di portare qualcosa di nuovo in un sistema mummificato e sotto scacco da parte dei potentati esteri. Non è facile creare nuove facce tali da garantire consenso in grandi numeri, e il mostro euro-atlantico ormai le brucia con una velocità sempre maggiore. Di Maio, benché candidato del M5S al governo, non è il M5S, se ne avrà la riprova soprattutto dopo le elezioni; per ora, in mezzo ad un mondo fatto di maschere, con quella faccia,quantomeno autentica, può ancora dire ciò che vuole

    • Cit: “Anche le critiche a Di Maio, posto che sia in buona fede, ci possono
      stare, d’altronde il ragazzo è giovane, che diamine, diamogli un minimo
      di credito.”

      Vogliamo parlare dello spot mascherato a “Widiba” ?
      Se racconta fregnacce simili , che vengono sgamate subito, immagina cosa può dire pur di farsi eleggere…

  10. Secondo me è tutta una fregnaccia. Sarei stupito a elezioni avvenute in un governo che non veda la partecipazione di Forza italia e il PD indipendentemente dalle percentuali avute. Ieri pomeriggio ho discusso animatamente con 2 persone che insistevano per il M5S…non capiscono niente! Voteranno 5S perchè, se vincono, taglieranno lo stipendio ai parlamentari…sai che soddisfazione. Nel frattempo SVENDERANNO un altro pò di roba mentre lo 0,1% diventerà ancora più ricco. Boh…io starò a casa o forse voterò casa pound…leggerò il programma.

    • ” Nel frattempo SVENDERANNO un altro pò di roba mentre lo 0,1% diventerà ancora più ricco.”

      Voglio i numeri del lotto. Ti prego. Tu che sei un veggente potresti aiutare l’umanità intera.

      • Mi son dimenticato del soggetto…chi salirà al potere SVENDERA’…(il trend da 30 anni è quello lì) non era riferito necessariamente ai 5S.

  11. Ottimo articolo che richiama Di Maio sulla “retta via” (speriamo che Di Maio lo legga).
    Importante anche l’accenno a quel referendum consultivo del 18 giugno 1989 ove gli italiani furono chiamati ad esprimersi sulla trasformazione della Comunità Europea in una vera Unione, votazione che avvenne, come dice giustamente Bertani “al buio” (senza tutte quelle informazioni che sarebbero state necessarie per rendersi conto di cosa significasse rinunciare ad una parte della propria sovranità nazionale).

    Il fatto che ci sia stato questo referendum apre uno spiraglio verso l’attuarsi di una consultazione popolare che può essere proposta solo dai 5 Stelle.

    Che Di Maio rinsavisca e si ricordi che : Il popolo siamo noi.

    • “Che Di Maio rinsavisca e si ricordi che : Il popolo siamo noi!”
      purtroppo per il M5S il popolo non siamo noi, ma il popolo è solo il blog di grillo.
      Occorre un golpe al M5S perché possa diventare ciò che deve essere. Bisogna emancipare il partito dalla casaleggio eanche da di maio dato che è l’uomo dei grembiulini.

  12. [cito]
    Un contenitore di bon ton e d’idee muffite: se vogliamo veramente
    salvare (sempre che sia ancora possibile) questo Paese, abbiamo bisogno
    d’idee fantasiose, rivoluzionarie, al limite della follia.
    [fine citazione]

    … e poi le segui solo tu? Noi abbiamo bisogno di recuperare il buon senso, non di altra follia del ca%%o. Ne abbiamo fin troppa di follia, creatività e caos, dovremmo aver capito che la rivoluzione è sempre una fregatura colossale! La Russia non ha recuperato il suo status di potenza egemone con una “idea fantasiosa e rivoluzionaria”, ma semplicemente recuperando la sua identità nazionale e la sua radice storica e culturale. In altre parole stampandosi bene in testa che la Sovranità Nazionale non è un giochino e non è in vendita, che è pericoloso per l’umanità giocare con quel concetto a monopoli e che difendere la propria significa obbligatoriamente anche difendere quella altrui, per un banalissimo principio millenario: non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.

    Noi che abbiamo fatto invece? Ci siamo tutti venduti il culo al mercato.

    Inoltre:

    [cito]
    Votammo il 18 giugno 1989, e gli italiani si espressero per circa l’88% con un Sì e per circa il 12% con un No. Rivendico, con onore e preveggenza, d’aver fatto parte di quel 12%.

    [fine citazione]

    Nel giugno del 1989 il paese emergeva da almeno 40 anni di malgoverno politico dovuto all’equilibrio partitico stabilitosi nel dopoguerra per volontà anglofona, tra un ineleggibile PC che faceva terrore al padrone americano -che ci ha invaso, dato che coi soldi inglesi Mussolini socialista ha fatto la rivoluzione fascista- erede della vittoria morale comunista russa sul fascismo e gli scampoli fascisti. Per ciò al governo c’era quel PSI erede di quella “sinistra anglofila e fabiana” da cui parte l’avventura fascista e gli scampoli fascisti, cioè gli eredi di coloro che misero le catene -ideologiche- alle rivendicazioni operaie e le idee marxiste già in Inghilterra nell’800, confermandosi come strategia militare perfetta. Dall’altra parte, la polvere della politica nera rimasta dal secondo dopoguerra con la rappresentanza ridicola (per numeri) missina si sparse come un veleno ovunque per le sedi del governo italiano, di fatto costituendo il nerbo della partitocrazia ingessata “democrazia cristiana + partito socialista” con l’obbiettivo iniziale per niente popolare in Italia di fare la rivoluzione per restaurare il fascismo, poi per fare forse una rivoluzione forse un giorno, poi per godersi la meritata pensione per non avere fatto nessuna ca%%o di rivoluzione (che tanto non ci credeva nessuno, a parte il Vinciguerra).

    Nel 1989 l’informazione ingessata di una partitocrazia ingessata era demandata per lo più dalle reti RAI, reti TV politiche (cioè di propaganda) specchio della partitocrazia di allora. Crolla il muro, si affaccia nel panorama politico la novità Lega e la novità Berlusconi, mani pulite spazza via la DC. Tutti sono felici: eccoti la rivoluzione folle servita su un piatto d’argento, solo che oggi ha una sola portata PolCor uguale per tutti ed è: meravigliose palline di merda ricoperte di fine cioccolato.

    Se lei sapeva qualcosa sull’Europa che oggi la rende orgoglione, porta addosso una responsabilità pesante (ancora di più se allora faceva informazione), dato che l’80% degli Italiani era in baila di quella situazione fondata sul welfare (stato sociale) all’inglese e che i furbi inglesi hanno tradotto in wellfare (benessere) perchè costruito su consolidate strategie economiche di “scambio di favori e corruzione” al fine di addormentare la rivoluzione e renderla innocua per il mercato, nera o rossa era ininfluente dato che “the show must go on” il terzo incomodo (il mercato) doveva essere protetto a tutti i costi, mentre costruiva nemici di plastica e virtuali per fare la guerra mentale hollywoodista al mondo, secondo i famosi 11 principi di Goebbels. Per ciò qualsiasi alternativa quell’Italia del 1989 la avrebbe votata, governo belzebù compreso, perché ne avevano pieni i coglioni della partitocrazia ingessata per volontà americana. Ignoravano che l’Europa, figlia del mercato, sarebbe servita per fottere ancora di più e molto meglio, nell’esatto modello italiota: nord ricco e sud straccione. Solo cambiavano le proporzioni territoriali: il nord era quello italiano nel 1989, oggi è quello europeo.

    • Quando parlo d’idee fantasiose, non intendo voli pindarici, ma molto buon senso. Ad esempio: recuperare le aree agricole abbandonate, per renderle produttive con agricoltura naturale e produzione di biomasse ad uso energetico. La questione dei rifiuti? Basta imporre l’omogeneità negli imballaggi, non carta incollata sulla plastica: il rifiuto nasce dalle procedure d’imballaggio. Energia? Se uno dei costi principali per installare aerogeneratori sono le procedure stesse d’installazione, portiamoli sul posto con i dirigibili. Immigrati? Siamo fermi: tot immigrati sbarcano, tot popolazione europea, tot si suddivide fra tutti, oppure si cercano altre vie. Se l’Europa risponde niet, si chiudono le frontiere marittime, li si riaccompagna gentilmente ai porti di partenza. Visto che a Città di Castello abbiamo l’unica azienda al mondo che produce la miscela che circola nelle centrali termodinamiche, ne vogliamo finalmente costruire qualcuna? I trasporti di questo Paese sono un disastro: obblighiamo i TIR all’imbarco sulle lunghe tratte? Poi è vero, ci sono i “grossi” problemi: l’euro, ad esempio. Si potrebbe anche non uscire dall’euro, ma chiedere in cambio una profonda revisione degli accordi di Maastricht e delle procedure istituzionali europee (vero parlamento, vero governo, basta con i commissari, ecc). Se vuoi, te ne scrivo alcune pagine di queste idee. Le ho definite “pazze” perché un dirigibile sui 20 metri (per osservazione, senza personale a bordo, tutto automatico) costa 21.000 euro. Lo sapevi? Con una spesa di 10 volte, ossia 200.000, cominci a costruire qualcosa di meglio del miglior elicottero in circolazione. Se racconti queste cose, che ti rispondono? Che sei pazzo. Eccola lì. Ciao

  13. Non so se avete notato la bruttezza delle mani della signora che si sta facendo il selfie con B

  14. Vae victis, Brenno incombe come non mai.
    Guai ai vinti e i vinti siamo noi.
    Ricordatevene quando avrete voglia di andare a votare.

    • Lei ha ragione caro snypex! Non posso fare a meno di sottolineare, però, che votare è importante e primario quando il voto è serio ed è espressione di istituzioni serie! Quando così non è, come in questo demente paesaccio in balìa di tutti gli affaristi del pianeta, allora più che il voto necessiterebbero una decina, non di più, di SNIPER! In una settimana cambierebbero molte cose!

      • Ti ringrazio ma purtroppo io non sono normale e non mi posso permettere di essere d’esempio. Esprimo solo le mie opinioni.

  15. Nota di servizio per il moderatore: per cortesia rimuova quella foto! Quelle due amebe dannose suscitano repulsione e conati di vomito! Grazie e buona giornata!!!

  16. Cit.

    “Non pagheremo più il canone RAI (Renzi), il bollo auto (Berlusconi), le tasse universitarie (Grasso), eccetera, eccetera.”

    Tutto vero!
    Questi buffoni ci ridurranno talmente in miseria, che non avremo necessità di quelle cose.
    Senza casa , senza auto e senza scuola, come era ai tempi dei tempi.
    Come puoi pagare cose che non ci sono?

  17. In passato ho criticato Bertani su queste pagine ma qualcuno ora ha il coraggio di dargli torto?
    Ha sampientemente mostrato un realistico e tragico quadro della situazione attuale.

    Possiamo solo rispondergi: è così!

  18. Se ne accorgeranno che l’italia esiste solo quando vedranno le urne vuote…

  19. “Propone d’azzerare le tasse universitarie (cosa di per sé giusta, per carità)”: io invece reputo che azzerare le tasse universitarie sia una proposta demenziale in quanto i ragazzi di famiglia “modesta” già oggi godono di borse di studio che evita loro di pagare le tasse pertanto la sparata di Grasso assomiglia molto alla proposta – poi attuata – di Berlusconi/Renzi di soppressione della tassa sulla Prima Casa. In pratica un favore fatto ai più ricchi (e te pareva!).
    Per il resto nulla da eccepire: il “dietrofront” di Luigi Di Maio serviva ad intercettare proprio qualche voto moderato ma, anche dal mio punto di vista, si tratta di una strategia elettorale assolutamente non condivisibile in quanto per quei 2 voti che, forse, hai guadagnato con questa sparata, ne hai sicuramente persi 3 da parte del tuo elettorato “più duro”. Insomma, un gioco a somma zero anzi, a perdere qualcosa. Detto questo il M5S resta indubbiamente l’unico “Partito” votabile il prossimo 4 Marzo.
    Renzi, Berlusconi, Lega, Grasso… se qualcuno crede ancora a simili figuri evidentemente è ancora più rincitrullito di quanto appaia il biascicante Silvio.

  20. La faccio breve.
    Secondo me il partito che ha il programma più innovativo, meno ipocrita, coerente e fortemente rivoluzionario è la Lega di Salvini e Borghi (riappacificazione con l’europeista rinnegato Tosi è proprio una boutade).
    Il problema è che da soli non ce la faranno mai.
    La Lega ed i 5Stelle sono quelli che hanno più similitudini, ma la base marxista e giustizialista del partito di Grillo ha sempre schifato (in maniera alquanto sospetta) quello di Salvini tacciandolo di xenofobia e razzismo.
    Berlusconi odia Salvini, ma l’accordo fra i due (con in mezzo anche la Meloni) serve unicamente per provare ad andare al Governo.
    Poi ovviamente il boccino passerà in mano a chi prenderà più voti.
    Una scommessa al buio, ma l’unica realisticamente possibile, visto che i 5stelle da soli non vanno da nessuna parte e Di Maio non sembra aspettare altro che abbracciare Renzi.

  21. Suggerisco di richiamare alla serietà
    tutti “questi” Politici impegnati a risolvere i problemi che hanno creato, aggravato
    e non riusciranno a risolvere continuando a lasciarsi fregare i soldi più che
    sufficienti per risolverli (invito a leggere l’introduzione di https://sites.google.com/site/lagrandemascalzonata/).
    Forse è un diritto dell’elettore sapere e del giornalismo informare che, dopo
    il 4 marzo 2018, il nuovo Governo avrà a disposizione da 1.000 a 2.000 miliardi
    una tantum (cioè può dimezzare il Debito pubblico) ed un maggior gettito
    strutturale annuale che vale da 100 a 200 miliardi. Ma con “questi” Politici a
    Palazzo Chigi che rifiutano l’unica cosa possibile senza autorizzazione Ue e
    che la Ue malauguratamente non può imporre, l’unica cosa certa è una manovra
    correttiva, un Def senza dividendi da distribuire e, solo se tutto va bene,
    senza aumento di capitale e senza riduzione generalizzata di tasse (“è il gatto
    che cade sempre in piedi” scaricando il conto sui lavoratori, sui pensionati e su
    chi si affanna per trovare reddito). Cioè non cambia niente! Si può
    ricominciare a dibattere dei problemi di ieri, gli stessi dell’altro ieri, gli
    stessi di sempre.