BlackRock è molto di più di quello che potreste immaginare

Una società d'investimento virtualmente non regolamentata ha oggi più influenza politica e finanziaria della Federal Reserve e della maggior parte dei governi di questo pianeta.

F. William Engdahl
journal-neo.org

Una società d’investimento virtualmente non regolamentata ha oggi più influenza politica e finanziaria della Federal Reserve e della maggior parte dei governi di questo pianeta. Questa azienda è la BlackRock Inc., il più grande gestore patrimoniale del mondo, con ben 9.000 miliardi di dollari in fondi di investimento a livello globale, una somma più che doppia del PIL annuale della Repubblica Federale Tedesca. Questo colosso si trova in cima alla piramide della proprietà corporativa mondiale [occidentale], e di recente, anche di quella cinese. Dal 1988 l’azienda è in grado di controllare, di fatto, la Federal Reserve, la maggior parte delle mega-banche di Wall Street, compresa Goldman Sachs, il Grande Reset del Forum Economico Mondiale di Davos, l’amministrazione Biden e, se non verrà posto un freno, l’intero futuro economico del nostro pianeta. BlackRock è l’epitome di ciò che Mussolini chiamava Corporativismo, dove una casta aziendale non eletta decide il destino di intere popolazioni.

Come la più grande “banca ombra” del mondo eserciti questo enorme potere sull’intero pianeta è un fatto che dovrebbe farci preoccupare. Da quando era stata fondata da Larry Fink nel 1988, BlackRock è riuscita a mettere insieme un particolare software finanziario ed una quantità di beni mai posseduti da nessun’altra entità. Il suo sistema Aladdin di gestione del rischio è uno strumento software in grado di tracciare, analizzare e monitorare operazioni di trading per più di 18 trilioni di dollari di 200 società finanziarie, tra cui la Federal Reserve e le banche centrali europee. “Monitorare” vuol dire anche sapere, come possiamo ben immaginare. BlackRock è stata definita il “coltellino svizzero” finanziario: investitore istituzionale, gestore di capitali, società di private equity e partner governativo globale in un unico prodotto. Eppure, i media mainstream trattano l’azienda come una normale società finanziaria di Wall Street.

C’è un’interfaccia senza soluzione di continuità che collega l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il Grande Reset del Forum Economico Mondiale di Davos e le nascenti politiche economiche dell’amministrazione Biden. Quest’interfaccia si chiama BlackRock.

Il team Biden e BlackRock

Ormai dovrebbe essere chiaro a chiunque abbia voglia di vedere che la persona che sostiene di essere il presidente degli Stati Uniti, il 78enne Joe Biden, non è colui che decide. Ha persino difficoltà a leggere un teleprompter o a rispondere a domande preparate dai media compiacenti senza confondere la Siria con la Libia o se è lui ad essere presidente. Viene microgestito da un gruppo di supervisori per mantenere l'”immagine” coreografata di un presidente, mentre la politica viene portata avanti da altri attori dietro le quinte. Ricorda in modo inquietante il personaggio del giardinere Chance, interpretato da Peter Sellers nel film del 1979, Oltre il Giardino.

Quelli ad essere meno di dominio pubblico sono i personaggi chiave che gestiscono la politica economica per la Biden Inc. Fanno tutti parte di BlackRock. Così come Goldman Sachs aveva gestito la politica economica nelle amministrazioni Obama e Trump, oggi questo ruolo chiave è ricoperto da BlackRock. L’accordo era stato apparentemente siglato nel gennaio 2019, quando Joe Biden, allora candidato alla presidenza e con scarse possibilità di sconfiggere Trump, si era recato a New York per incontrare Larry Fink, che avrebbe detto al Joe tanto amato dalla classe operaia: “sono qui per aiutare.”

Appena eletto presidente, in uno dei suoi primi atti legislativi, Biden aveva nominato Brian Deese direttore del Consiglio Economico Nazionale, carica che spetta al principale consigliere del presidente per la politica economica. Uno dei primi ordini esecutivi presidenziali aveva riguardato l’economia e la politica climatica. Questo non dovrebbe sorprendere, dato che Deese arriva dalla BlackRock di Fink, dove aveva diretto il settore investimenti sostenibili. Prima di entrare in BlackRock, Deese aveva ricoperto importanti incarichi economici sotto Obama e, tra l’altro, aveva rimpiazzato John Podesta come consigliere senior del presidente, lavorando al fianco di Valerie Jarrett. Sotto Obama, Deese aveva avuto un ruolo chiave nella negoziazione degli accordi di Parigi sul riscaldamento globale.

In un posto chiave della politica, come vice segretario al Tesoro alle dirette dipendenze di Janet Yellen, troviamo Adewale “Wally” Adeyemo, nato in Nigeria. Anche Adeyemo proviene da BlackRock, dove, dal 2017 al 2019, dopo aver lasciato l’amministrazione Obama, era stato consigliere senior e capo dello staff del CEO di BlackRock, Larry Fink. I suoi legami personali con Obama sono forti, infatti, nel 2019, lo stesso Obama lo aveva nominato primo presidente della Fondazione Obama.

C’è poi una una terza persona proveniente da BlackRock, per certi aspetti abbastanza insolita, che gestisce la politica economica dell’amministrazione [Biden]. Michael Pyle è consigliere economico senior della vicepresidente, Kamala Harris. È arrivato a Washington dalla posizione di Global Chief Investment Strategist di BlackRock, da cui supervisionava strategie di investimento fondi per circa 9.000 miliardi di dollari. Prima di salire ai massimi livelli di BlackRock, era stato anche nell’amministrazione Obama come consigliere senior del sottosegretario al Tesoro per gli affari internazionali e, nel 2015, era diventato consigliere dell’allora candidata alla presidenza, Hillary Clinton.

Il fatto che tre dei consiglieri economici più influentii dell’amministrazione Biden provengano tutti da BlackRock e, prima ancora, dall’amministrazione Obama, è degno di nota. C’è uno schema ben preciso, che fa capire come a Washington il ruolo di BlackRock sia molto più grande di quello che ci viene detto.

Cos’è BlackRock?

Mai prima d’ora una società finanziaria con tanta influenza sui mercati mondiali era stata così nascosta al controllo pubblico. Non è un caso. Dato che, tecnicamente, non è una banca che fa prestiti bancari o accetta depositi, non ricade sotto la normale supervisione della Federal Reserve, anche se, come la maggior parte delle mega banche, come HSBC o JP MorganChase, compra e vende titoli per profitto. Quando, dopo la crisi del 2008, c’erano state pressioni da parte del Congresso per includere gestori patrimoniali come BlackRock e Vanguard Funds nella legge Dodd-Frank in quanto “istituzioni finanziarie di importanza sistemica” o SIFI, un’enorme sforzo lobbistico di BlackRock aveva posto fine alla minaccia. BlackRock praticamente si scrive le proprie leggi. È “sistemicamente importante” come nessun altro, con la possibile eccezione di Vanguard, che si dice sia anche un importante azionista di BlackRock.

Il fondatore e CEO di BlackRock, Larry Fink, è chiaramente interessato ad accaparrarsi favori a livello globale. Aveva posto l’ex deputato tedesco della CDU, Friederich Merz, a capo della BlackRock tedesca quando sembrava che stesse per succedere alla cancelliera Merkel e aveva assunto l’ex cancelliere dello scacchiere britannico, George Osborne, come “consulente politico.” Fink aveva portato l’ex direttrice dello staff di Hillary Clinton, Cheryl Mills, nel consiglio di BlackRock quando sembrava certo che Hillary si sarebbe insediata alla Casa Bianca.

Ha fatto entrare ex banchieri centrali nel suo consiglio di amministrazione e si è assicurato contratti lucrativi con le istituzioni da loro precedentemente dirette. Stanley Fisher, ex capo della Banca d’Israele, e successivamente vicepresidente della Federal Reserve, è ora consigliere senior di BlackRock. Philipp Hildebrand, ex presidente della Banca Nazionale Svizzera, è vicepresidente di BlackRock, dove supervisiona il BlackRock Investment Institute. Jean Boivin, l’ex vice governatore della Banca del Canada, è capo a livello globale della ricerca presso l’istituto di investimento di BlackRock.

BlackRock e la Fed

Nel marzo 2019 era stato questo ex team della banca centrale di BlackRock a sviluppare un piano di salvataggio “di emergenza” per il presidente della Fed, Jerome Powell, mentre i mercati finanziari sembravano sull’orlo di un altro crollo in stile “crisi Lehman” del 2008. Come “ringraziamento,” il presidente della Fed, Jerome Powell, aveva nominato BlackRock unico gestore di tutti i programmi di acquisto di obbligazioni corporative della Fed, comprese le obbligazioni trattate dalla stessa BlackRock. Conflitto di interessi? Un gruppo di circa 30 ONG aveva scritto al presidente della Fed, Powell: “Dando a BlackRock il pieno controllo di questo programma di acquisto del debito, la Fed… rende BlackRock ancora più importante a livello sistemico per il sistema finanziario. Eppure BlackRock non è soggetta al controllo normativo a cui devono sottostare istituzioni finanziarie di importanza sistemica anche minore.

In un rapporto dettagliato del 2019, un gruppo di ricerca senza scopo di lucro di Washington, il Campaign for Accountability, aveva osservato che “BlackRock, il più grande gestore patrimoniale del mondo, ha implementato una strategia di lobbismo, contributi alle campagne elettorali e assunzioni pilotate volta a combattere la regolamentazione governative, fino a diventare una delle società finanziarie più potenti del mondo.”

Nel marzo 2019, la Fed di New York aveva affidato a BlackRock la gestione del titoli garantiti da ipoteca commerciale e dei suoi acquisti primari e secondari, per un valore di 750 miliardi di dollari, di obbligazioni societarie e di ETF in contratti senza offerta. I giornalisti finanziari statunitensi Pam e Russ Martens, nel 2019, criticando  il torbido salvataggio di Wall Street da parte della Fed avevano osservato: “per la prima volta nella storia, la Fed ha assunto BlackRock per “andare diretta” e acquistare 750 miliardi di dollari in obbligazioni societarie, sia primarie che secondarie, e fondi obbligazionari  ETF (Exchange Traded Funds), un prodotto di cui BlackRock è uno dei maggiori fornitori al mondo.” Avevano continuato: “Come ulteriore beffa, il programma gestito da BlackRock potrà usare 75 miliardi di dollari dei 454 di denaro dei contribuenti per sanare perdite sui propri acquisti di obbligazioni societarie, che includeranno gli stessi ETF di cui la Fed sta consentendo l’acquisto...”

Il capo della Fed, Jerome Powell, e Larry Fink, a quanto pare, si conoscono bene. Anche dopo aver concesso in esclusiva a BlackRock l’assai lucrativo accordo per “andare diretta,” Powell aveva continuato a far gestire a BlackRock circa 25 milioni di dollari di investimenti in titoli privati e personali. I registri pubblici mostrano che, in questo periodo, Powell aveva avuto telefonate confidenziali dirette con il CEO di BlackRock, Fink. Secondo documenti resi pubblici, BlackRock era riuscita, in un anno, a raddoppiare il valore degli investimenti di Powell! Nessun conflitto di interessi?

La vera BlackRock è in Messico

La torbida storia di BlackRock in Messico mostra che i conflitti di interesse e il consolidamento dei legami con le principali agenzie governative non sono limitati solo agli Stati Uniti. Nel novembre 2011, il candidato presidenziale del PRI [Partito Rivoluzionario Istituzionale], Peña Nieto, nel corso della sua campagna elettorale, si era recato a Wall Street, dove aveva incontrato Larry Fink. Dopo la sua vittoria nelle elezioni del 2012, si era consolidata una stretta relazione tra Fink e lo stesso Nieto, caratterizzata da conflitti di interesse, clientelismo e corruzione.

Per assicurarsi che BlackRock fosse dalla parte vincente nel nuovo e corrotto regime di Nieto, Fink aveva fatto entrare nel consiglio di amministrazione di BlackRock Marcos Antonio Slim Domit, 52 anni, il  figlio  miliardario di Carlos Slim, l’uomo più ricco e probabilmente più corrotto del Messico. Marcos Antonio, insieme al fratello Carlos Slim Domit, gestisce oggi l’enorme impero commerciale del padre. Carlos Slim Domit, il figlio maggiore, nel 2015 era stato co-presidente del World Economic Forum Latin America e, attualmente, serve come presidente nel consiglio di amministrazione di America Movil, di cui BlackRock è un importante investitore. Il mondo è veramente piccolo.

Il padre, Carlos Slim, all’epoca nominato da Forbes come persona più ricca del mondo, aveva costruito un impero basato sull’acquisizione della sua azienda favorita, la Telemex (poi America Movil). Nel 1989, l’allora presidente, Carlos Salinas de Gortari, aveva, in effetti, regalato l’impero delle telecomunicazioni a Slim. Salinas era poi fuggito dal Messico con l’accusa di aver rubato più di 10 miliardi di dollari dalle casse dello stato.

Dagli anni ’80, e come per quasi tutte le attività in Messico, il denaro della droga sembrerebbe essere molto importante per l’anziano Carlos Slim, padre del direttore di BlackRock, Marcos Slim. Nel 2015 WikiLeaks aveva diffuso alcune e-mail interne della società di intelligence privata Stratfor. La Stratfor aveva scritto in una e-mail dell’aprile 2011, il periodo in cui BlackRock stava mettendo a punto i suoi piani per il Messico, che un agente speciale della DEA statunitense, William F. Dionne, aveva confermato i legami di Carlos Slim con i cartelli della droga messicani. Stratfor aveva chiesto a Dionne: “Billy, il miliardario MX (messicano) Carlos Slim è legato ai narcos?” Dionne aveva scritto: “In risposta alla tua domanda, il miliardario delle telecomunicazioni MX lo è.” In un paese dove il 44% della popolazione vive in povertà non si diventa l’uomo più ricco del mondo in soli vent’anni vendendo i biscotti dei Boy Scout.

Fink e la PPP messicana

Con Marcos Slim nel consiglio di amministrazione di BlackRock e il nuovo presidente Enrique Nieto Peña come partner messicano di Larry Fink nell’alleanza PublicPrivatePartnership (PPP) da 590 miliardi di dollari, BlackRock, era pronta a raccogliere i frutti. Nel 2013, per coordinare le nuove operazioni messicane, Fink aveva nominato l’ex sottosegretario messicano alle finanze, Gerardo Rodriguez Regordosa, alla direzione della BlackRock Emerging Market Strategy. Poi, nel 2016, Peña Nieto aveva nominato Isaac Volin, allora a capo di BlackRock Messico, a numero 2 di PEMEX [l’azienda petrolifera pubblica messicana] e qui [Volin] aveva contribuito alla corruzione, agli scandali e alla più grande perdita nella storia di PEMEX, 38 miliardi di dollari.

Peña Nieto aveva aperto l’enorme monopolio statale del petrolio di PEMEX agli investitori privati per la prima volta dalla nazionalizzazione dell’azienda, avvenuta negli anni ’30. La prima a beneficiarne era stata la BlackRock di Fink. Nel giro di sette mesi, BlackRock si era assicurata 1 miliardo di dollari in progetti energetici di PEMEX, molti come unico offerente. Durante il mandato di Peña Nieto, uno dei presidenti più controversi e meno popolari, BlackRock aveva prosperato grazie a questi stretti legami. Durante il mandato di Peña Nieto [BlackRock] si era impegnata in progetti infrastrutturali altamente redditizi (e corrotti), tra cui non solo oleodotti, ma anche strade a pedaggio, ospedali, gasdotti e persino prigioni.

In particolare, l'”amico” messicano di BlackRock, Peña Nieto, era “amico” non solo di Carlos Slim, ma anche del capo del famigerato cartello di Sinaloa, “El Chapo” Guzman. Nel 2019, nel corso di una testimonianza in un tribunale di New York, Alex Cifuentes, un signore della droga colombiano che si autodefiniva il “braccio destro di El Chapo,” aveva dichiarato che, nel 2012, subito dopo la sua elezione, Peña Nieto aveva chiesto 250 milioni di dollari al cartello di Sinaloa, per poi accontentarsi di 100 milioni. Possiamo solo immaginare per che cosa.

Larry Fink e il grande reset del WEF

Nel 2019, Larry Fink era entrato nel consiglio del World Economic Forum di Davos, l’organizzazione con sede in Svizzera che, da circa 40 anni, porta avanti un programma di globalizzazione economica. Fink, che è vicino al capo tecnocrate del WEF, Klaus Schwab, fautore del famoso Grande Reset, ha ora la possibilità di usare l’enorme potere di BlackRock per creare quello che potrebbe diventare, se non crolla prima, il più grande schema di Ponzi al mondo: gli investimenti corporativi ESG [Environmental Social and Governance]. Fink, con 9.000 miliardi di dollari di leva finanziaria, sta lavorando al più grande trasferimento di capitali della storia in una truffa conosciuta come ESG Investing. L’agenda per l'”economia sostenibile” delle Nazioni Unite viene portata avanti in silenzio dalle stesse banche globali che avevano creato la crisi finanziaria del 2008. Questa volta stanno preparando il Grande Reset di Klaus Schwab e del WEF reindirizzando centinaia di miliardi, e presto trilioni, di investimenti verso le loro aziende “woke,” accuratamente selezionate, togliendoli a quelle “non ancora risvegliate,” come le società del comparto del petrolio, gas e carbone. Dal 2018, BlackRock è in prima linea per creare una nuova infrastruttura di investimento che sceglie i “vincitori” o i “perdenti” per gli investimenti in base a quanto seriamente l’azienda è impegnata sull’ESG – ambiente, valori sociali e governance.

Per esempio, un’azienda potrà ottenere valutazioni positive in base al suo impegno ad assumere manager e dipendenti diversificati dal punto di vista del genere o a prendere misure per eliminare la propria “impronta” di carbonio, attingendo a fonti di energia verdi o sostenibili, tanto per usare il termine delle Nazioni Unite. Come le aziende possano contribuire ad una governance globale sostenibile è il più vago degli ESG, e potrebbe includere qualsiasi cosa, da donazioni aziendali a Black Lives Matter al sostegno di agenzie delle Nazioni Unite, come l’OMS. Le compagnie petrolifere come ExxonMobil o le aziende del carbone, e questo è chiaro, sono condannate, mentre Fink e soci ora promuovono il loro Grande Reset finanziario o Green New Deal. Questo è il motivo per cui, nel 2019, [Fink] aveva fatto un patto con il [futuro] presidente Biden.

Bisogna sempre seguire i soldi. E possiamo anche aspettarci che il New York Times faccia il tifo per BlackRock e per lo sconvolgimento delle strutture finanziarie mondiali. Dal 2017, BlackRock è il più grande azionista del quotidiano. Carlos Slim era al secondo posto. Carl Icahn, uno spietato acquisitore di asset di Wall Street, una volta, parlando di BlackRock, aveva detto: “un’azienda estremamente pericolosa… Ero solito dire, sapete ragazzi, la mafia ha un codice etico migliore del vostro.

F. William Engdahl

Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2021/06/18/there-is-more-to-blackrock-than-you-might-imagine/
18.06.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

13 Commenti
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PietroGE
Utente CDC
22 Giugno 2021 12:52

Io vorrei capire una cosa : per una società come BlackRock il reato di insider trading è di fatto una barzelletta. Se hanno tutta questa gente nei posti chiave economici è ovvio che sanno in anticipo dove investire con profitto in Borsa. Agli altri rimangono le briciole. In realtà il sistema è una truffa gigantesca un Casinò (e casino) dove si bara e le carte sono truccate. E poi perché non esiste una legge contro i monopoli finanziari visto che ci sarebbe (negli USA) una sui monopoli industriali? La Environmental Social and Governance, un altro slogan vuoto creato apposta per il popolo marionetta di modo che non veda la precarizzazione dilagante e la proletarizzazione del ceto medio. Ecco perché hanno fatto fuori Trump.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
22 Giugno 2021 14:00

Sono i padroni del sistema occidentale, probabilmente del pianeta, o quantomeno BlackRock, assieme ad un gruppo di grandi banche private, di corporations e di fondi d’investimento di simile portata, è al livello più alto che si può scorgere dalla nostra posizione. Quando Fink si fa i suoi giretti in Italia per assicurarsi che i maggiordomi (noti anche come politici) stiano facendo un buon lavoro i vari Renzi & C. si precipitano a riverirlo, come avvenne nel 2014 (con i 5stelle a criticare, prima di mettersi a cuccia). Purtroppo credo che un 70-80% della popolazione – stima ottimistica – non abbia mai sentito nominare questo colosso, per non parlare del suo CEO, un nome che dice qualcosa soltanto a chi è ben informato. Se non si conosce un soggetto economico del calibro di BR, se non si ha idea della vastità delle sue ramificazioni, della sua capacità di condizionare le scelte di qualsiasi governo o istituzione, bè vuol dire che non si ha la benché minima contezza della natura del sistema che ci sta stritolando. In tale scenario di diffusa ignoranza diventa semplice sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle tematiche fondamentali, sfruttando argomenti a caso come varianti delta, BLM, DDL Zan, lotta… Leggi tutto »

mingo
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
22 Giugno 2021 23:29

La massa crede che nella stanza dei bottoni ci siano Letta, Conte, Salvini, Di Maio, i risultati li abbiamo davanti.

Vero anzi verissimo !!!!! E si può dire tranquillamente che i lor signori a malapena servono ai tavoli come camerieri ,ma come di giustamente lei il difficili è farlo capire alla gente là fuori.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  mingo
23 Giugno 2021 0:22

Con alcuni è impossibile, sono corazzati, impermeabili a ragionamenti potenzialmente destabilizzanti, non accettano che la politica su cui hanno fatto affidamento per decenni possa rivelarsi addirittura un bluff totale, un teatrino al servizio di poteri ben superiori. Tale mancata presa di coscienza è deleteria, poiché permette a tutti i Larry Fink di questo pianeta di proseguire pressoché indisturbati la loro opera;
unica concessione al popolino: lo sfogo della farsa elettoral/democratica (per quanto ancora?) in cui i guitti che abbiamo nominato in precedenza, i vari Renzi, Letta, Di Maio, sfoderano interpretazioni da far impallidire Brando, Jack Nicholson e De Niro. Quand’è che il pubblico si stancherà di questa tragicommedia? Temo che parecchi sentano ancora la necessità di esser presi per i fondelli, forse quando si ritroveranno con le pezze al c..o cambieranno idea ma sarà troppo tardi (per loro, noi un salvagente lo possiamo trovare, muovendoci per tempo).

natascia
Utente CDC
22 Giugno 2021 13:47

Ne parlo’ ampiamente in un suo editoriale pure Franco Fracassi . Complimenti all’autore di questo scritto, per lo zelo, la sintesi, la visione planetaria di questa piovra. Immensa , multiforme , incistata apparentemente invincibile. La sua recente forza trae origine dalla abolizione della divisione tra banche commerciali e banche da investimento operata a suo tempo dal clan Clinton. Queste informazioni sono di pubblico dominio e questa non è che una delle tante dimostrazioni della sua forza . Non son tuttavia del tutto pessimista . Ormai altri coltellini svizzeri contrari a piovre troppo invadenti sono in azione, soprattutto nei paesi giovani ed emergenti. L’ Europa, se mai esisti’ è perduta, mi piange il cuore.

danone
Utente CDC
22 Giugno 2021 14:07

Mi aggiungo agli apprezzamenti all’articolo, con una piccola critica però.

L’autore scrive..
Viene microgestito (Biden) da un gruppo di supervisori per mantenere l’”immagine” coreografata di un presidente, mentre la politica viene portata avanti da altri attori dietro le quinte. Ricorda in modo inquietante il personaggio del giardinere Chance, interpretato da Peter Sellers nel film del 1979, Oltre il Giardino.

Un altro poco attento ai dettagli importanti.
Il paragone fra Biden e Chance è assolutamente fuori luogo.
Mi è già capitato di far notare questa cosa a degli amici poco osservatori, ma non voglio rivelare nulla a chi non ha ancora visto il film, che merita.
Andate a vedere l’ultima scena, durante il funerale del Presidente (un occhio anche alla tomba) e ditemi se Biden, pur leggero di cervello, può essere mai in grado di fare quello che fa Chance e poi capite perchè il confronto è improponibile, e perchè affermo..
Avercene di Chance giardinieri.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
22 Giugno 2021 14:45

Esatto Danone…altro che Biden-Chance, il messaggio inquietante che trasmette “Oltre il giardino” è riferito alla mentalità che permea la nostra società, falsa e manipolabile proprio come quella rappresentata da coloro che avevano a che fare con il personaggio di Sellers (“un mondo che è portato a vedere ciò che vuole più che ciò che è“, come recitava una recensione del film).
Poi c’è altra carne al fuoco, il discorso sul potere dei media, evito però di spoilerare e consiglio questo grande film di Ashby.

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
22 Giugno 2021 18:58

Certo ce lo vedo bene Biden a rispondere “Mi rendo conto” nello stesso modo senza capire una fava

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
22 Giugno 2021 20:04

Hai presente Bertoz la scena che intendo?
Biden può starci benissimo come Chance fino all’ultima scena del funerale, ma poi non più, perchè succede qualcosa che cambia tutto, ma non voglio essere più preciso per chi non ha visto il film.
Sebbene sia l’ultimo momento finale, è dirompente nella narrazione.
Ho notato con diverse persone parlando del film, che a molti sfugge questo particolare (compreso a Engdahl evidentemente, se no non avrebbe fatto il paragone), perchè pensano che il film, praticamente finito, termini nel modo prevedibile che si aspettano, e sganciano l’attenzione, ma poi il regista ci mette, proprio alla fine, un particolare che rompe tutto, mentre la voce in sottofondo del celebrante il rito funebre, non del presidente ma di un altro pezzo grosso, recita le ultime parole che chiudono il film..”la vita è uno stato mentale”

Dai te la posto, perchè mi sembra che ti sia sfuggita, ma riguardala solo se hai già visto il film :-))

https://www.youtube.com/watch?v=dmb3CghqNgs

Ultimo aggiornamento 4 mesi fa effettuato da danone
gnorans
Utente CDC
22 Giugno 2021 15:56

Combinazione oggi c’è un’altro pezzo sul blog di Blondet sullo stesso argomento:
https://www.maurizioblondet.it/big-pharma-e-media-hanno-gli-stessi-proprietari/
dove fra l’altro vengono descritte le modalità del controllo che questi fondi di investimento hanno sulla politica, sull’economia e sull’informazione e sono menzionati i grossi nomi che stanno dietro.
L’elite à un insieme compatto di miliardari, cementato da matrimoni e legami familiari, quei legami che nella “plebe” cercano di distruggere.
Il loro grande nemico è la Cina, dove il dispotismo à esercitato ancora direttamente e apertamente dallo Stato.

ducadiGrumello
Utente CDC
Risposta al commento di  gnorans
22 Giugno 2021 17:06

insomma tocca decidere sotto quale dittatura tirare a campare ( peraltro maluccio da quello che sembra di capire…)

illupodeicieli
Utente CDC
23 Giugno 2021 18:59

Ora che lo sappiamo, cosa possiamo fare? Ci va bene così? Possiamo intuire che gente simile, di cui ci parlò facendo nomi e cognomi il buon Paolo Barnard, sa tante cose di noi, compreso se gli si vuole ) come forse si dovrebbe) andare contro. Temo che la cosa si trasformi in un nemico di cui, logicamente, parlare male e che le malefatte diventeranno il solito elenco di cose che si leggeranno o sentiranno in rete: un po’ come per il covid o la sovranità monetaria o il ripristino delle libertà individuali o la costituzione calpestata: risultati? Nessuno. O per meglio dire, le cose rimangono le stesse, con in più nessun scioglimento delle camere, obbligo vaccinale all’orizzonte, mascherine e distanziamento sociale . Però i video in rete di chi denuncia o i post nei siti, quelli ci sono e continuano a esistere: con scarse proposte. Purtroppo.

gnorans
Utente CDC
Risposta al commento di  illupodeicieli
23 Giugno 2021 19:31

Io un po’ di fiducia nella controinformazione ce l’ho, qualche risultato credo che ci sia stato anche in occasione di questa pandemia. Hai visto mai che raggiunta una massa critica si verifichi una esplosione di verità … un po’ di speranza (non il ministro) non va abbandonata.