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Appello a Prodi contro il prestito a pagamento in biblioteca

Oltre 50 chili di firme per non abolire il prestito gratuito in biblioteca.


CONSEGNATE ALLA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA OLTRE 40,000 FIRME CONTRO L’INTRODUZIONE DI UN TICKET SUL PRESTITO DI LIBRI NELLE BIBLIOTECHE PUBBLICHE

BRUXELLES, 20 OTTOBRE

I cittadini europei dovranno pagare un ticket sui libri che le biblioteche danno in prestito?

Per chiedere al Presidente della Commissione europea di riconsiderare le conseguenze di una tale “tassa” in paesi come l’Italia che hanno abitudini di lettura “deboli” e bassi tassi di fruizione bibliotecaria, sono state consegnate a Bruxelles, nella sede della Commissione Ue, le 38.755 firme autografe raccolte in Italia da un appello a lui indirizzato. Il testo della lettera a Prodi era stato redatto e proposto dal gruppo Bibl’aria in collaborazione con il Dr. Marco Marandola, giurista esperto di diritto d’autore, che oggi ha consegnato personalmente i 50 chili di sottoscrizioni a nome di Bibl’aria e degli altri promotori dell’iniziativa.
Una direttiva Ue del 1992 (la 92/100 che regolamenta la complessa materia del diritto d’autore) prevede che le biblioteche pubbliche siano esonerate dal versare compensi per diritti d’autore a seguito del prestito al pubblico di libri e altri documenti – i cui oneri di copyright vengono regolarmente pagati all’acquisto delle copie. Tuttavia tale previsione è stata recepita in modi diversi nei vari paesi, in considerazione delle diverse tradizioni culturali e indici di lettura pubblica.

Paesi come l’Italia, la Spagna e il Portogallo (oltre a tutti i paesi neocomunitari) hanno finora interpretato quell’esonero in modo “letterale” e prevedono la gratuità del prestito bibliotecario. Una normativa, questa, che ha forti radici culturali e riscuote un largo consenso degli utenti e degli autori stessi, i quali sono consapevoli che l’introduzione di una “tassa sul macinato” culturale finirebbe per penalizzare la circolazione delle loro opere, comprese le vendite.

In Italia, per es., una delle più prestigiose case editrici inizierà a breve la pubblicazione di opere in cui sarà specificato che gli autori rinunziano a eventuali diritti economici sui prestiti in biblioteche.

A inizio dell’anno la novità: La Commissione europea, sentito il parere di alcuni esperti, ha ritenuto di chiedere una armonizzazione delle legislazioni nazionali su una interpretazione “autentica” della 92/100 che comporta l’introduzione di un ‘ticket’ sui prestiti in biblioteca, da devolversi a favore degli autori. A sei paesi, tra cui l’Italia, è quindi arrivata l’ingiunzione ad “armonizzarsi” (in termini tecnici è stata avviata una “procedura d’infrazione”). La risposta in Spagna, Italia e Portogallo è stata immediata e ha portato al coagularsi di un movimento contro il “prestito a pagamento” che si è sviluppato come una vera e propria campagna europea di iniziative e adesioni. In Italia la campagna è partita a fine febbraio con un convegno alla Biblioteca di Cologno Monzese cui hanno partecipato, insieme a bibliotecari, scrittori, attori, editori ed altri esponenti della cultura, l’Associazione italiana biblioteche (Aib) e il gruppo Bibl’aria che aveva avviato la mobilitazione. Dal convegno, che si è svolto in teleconferenza con uno contemporaneamente in corso in Spagna, è stato lanciato un appello pubblico al Presidente della Commissione europea Prodi per un suo diretto intervento nella controversa questione dell’applicazione alle biblioteche della direttiva del 1992.

Gli appellanti sollevano un problema che non riguarda solo l’Italia, e chiedono che l’Unione consenta il mantenimento del prestito gratuito. L’introduzione di una tassa sulla lettura — si dice nel documento — non corrisponde a un’idea di Europa della libertà e della promozione della cultura.

La stragrande maggioranza delle biblioteche, pubbliche e no, operano per garantire ai cittadini l’accesso libero e senza limiti allo studio, alla cultura e all’informazione; esercitano una funzione importante nello sviluppo e mantenimento di una società democratica permettendo l’accesso a tutti i cittadini, anche meno abbienti, a una vasta gamma di pensieri, idee e opinioni; aiutano ad acquisire e migliorare le abitudini di lettura, specialmente tra la popolazione infantile e i giovani. Svolgono le loro attività senza finalità di lucro, economiche o commerciali, ricercando come unico beneficio lo sviluppo culturale, educativo e umano dei cittadini che vi si rivolgono, e quindi operano per il miglioramento del livello educativo della società.

Imporre una “tassa sul prestito” – concludono gli appellanti – significherebbe non soltanto attaccare queste funzioni e il diritto all’accesso alla cultura, ma anche minacciare i già scarsi finanziamenti di cui godono le biblioteche per le loro attività.

L’appello a Prodi, redatto da Bibl’aria con la consulenza del Dr. Marco Marandola direttore della rivista “Diritto e cultura” e l’adesione della Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche Miriam Scarabò, ha riscosso un buon successo: 38.755 cittadini lo hanno firmato a mano (raccolta a cura dell’Aib) e altri 1.500 lo hanno sottoscritto su Internet con il sistema elettronico realizzato da Bibl’aria.

Prossimamente verranno pubblicati sui siti “Biblog” (di Bibl’aria: http://biblaria-blog.splinder.com) e “Diritto e cultura” (http://www.dirittoecultura.com) alcune foto scattate in loco e un resoconto dettagliato dell’intera vicenda.

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cs diffuso da Bibl’aria il 21-10-2004

E-mail: [email protected]

Pubblicato da Truman