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A QUANDO LA CAMICIA DI FORZA ?

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

Devo confessare che, quando me lo sono trovato di fronte, sulla soglia, ho trasalito. Non m’aspettavo certo di vederlo comparire, dalle nebbie dei lontani anni ’70, sulla mia porta. Eppure è proprio lui: i capelli alla “Jimi Hendrix” sono diventati una zazzera grigiastra, gli occhi sono cerchiati e le rughe scorrazzano sul viso ma, nel profondo degli occhi, il lampo è il medesimo.
Avevo saputo, da amici comuni, che era partito per il Sudamerica prima del 1980: lo immaginavo oramai nonno nella sua fazenda sul Rio Negro e invece no, era diventato un cercatore di smeraldi sul Rio Urubamba. Si sa, leggere “I fiumi scendevano a Oriente” in gioventù, può fare brutti scherzi.
Nemmeno poi tanto brutti, però, a giudicare dalla fiammante AUDI posteggiata sotto casa.
I convenevoli durano appena un paio di birre, quel tanto che basta per raccontare il lungo viaggio da Manaus fino alla mia porta. Poi, l’elenco di chi se n’è andato: oramai solo per età, non perché “già dottore”, per dirla alla Guccini.
Qualche curiosità da raccontare e, quando si passa alla bottiglia di Calvados, gli occhi cadono sul giornale, quello che ho lasciato abbandonato sul divano.Non è così ingenuo da non sapere che il nostro mondo – quel mondo che immaginava l’Italia un Paese che poteva evolvere verso destini più gradevoli e libertari – non esiste più, e che l’Italia è diventata per metà Berlusconia e per l’altra metà checazzonesò.

Sulla prima pagina, campeggia l’immagine – appena ritoccata dalla modernità – di un milite delle SA in divisa kaki, con sul berretto nero l’Aquila Imperiale e, sulle spalline, lo Schwarze Sonne, il Sole Nero che compone il mosaico, nella “Sala dei Generali”, del pavimento nel castello di Wewelsburg, il famoso “ritrovo” mistico delle SS. Un “nipotino” di Horst Vessel sulla prima pagina di un quotidiano italiano?
La foto lo stupisce: anche in Brasile è giunta l’eco delle “veline” e delle mascalzonate di Berlusconi, ma che mettessimo per strada gente del genere questo no, proprio non se l’aspettava.
Nemmeno io attendevo roba del genere, ma non c’è mai fine al peggio: il discorso scade nei luoghi comuni, fin quando non scende e riparte per Milano.
Appena salito in casa, però, mi casca nuovamente l’occhio sulla foto e mi chiedo se sia proprio così scontato che, fra le varie “Ronde” che si vanno costituendo, qualcuno ne abbia immaginata una d’ispirazione – almeno iconica – nazista. Ha senso? Deve essere proprio un tizio che non vedevo da una vita, che giunge dall’Amazzonia, a farmelo notare?

Ovviamente, tutti prendono le distanze dall’evento e, il Sottosegretario Mantovano (ex AN, ex magistrato), assicura che le ronde non potranno essere l’espressione di forze politiche. Gli risponde, a stretto giro di posta, il Ministro dell’Interno da Pontida: Maroni, assicura che alle “Camicie Verdi” non rinunceranno per nessuna ragione. E, quelle, sono di nome e di fatto la “milizia” della Lega Nord.
Così, avremo per le strade Camicie Verdi e Camicie Nere: le “Camicie Rosse” – anche senza divisa – non si faranno attendere. Potremo così assistere a “ronde” nere e verdi che daranno la caccia a presunti tagliaborse, mentre le ronde rosse, a loro volta, cacceranno camicie verdi e nere. Roba da matti. O no?

Volto la pagina e compare il volto affilato di “Baffino”: D’Alema ci rende edotti sui pericoli di una “scossa”, un “tracollo” o roba del genere. Messaggio in codice: compagni! Tenetevi pronti! Peccato che, i “compagni”, siano soltanto più “compagni di merende” nelle lobby affaristiche.
“Baffino”, però, è il più furbo della nidiata, inutile raccontare frottole: se manda un simile avvertimento in codice, qualcosa deve aver fiutato. Forse un messaggio cifrato, una pergamena dentro ad una bottiglia che è andata ad adagiarsi proprio al mascone del suo incrociatore a vela, quello che – guarda a caso – s’è comprato dopo la guerra del Kosovo? Lui dice che ha fatto un leasing: due miliardi di lire per fare un leasing, ovviamente, li abbiamo tutti. Come no.
Più probabilmente, quel messaggio gli è giunto dai contatti che aveva pazientemente intessuto – quando era Presidente del Consiglio – nella city londinese, nei “templi” dell’alta finanza.

Cosa pensano, nelle lobby finanziarie internazionali di Silvio Berlusconi, ce lo fanno sapere addirittura dalle colonne del “Times”, mica dai tabloid del sabato, quelli che ancora cercano qualche “pilu” di Diana.
Considerano fallito “l’esperimento Berlusconi”, poiché incapace d’essere un vero liberista con le zanne – sempre che simili aggeggi nel Belpaese possano campare a lungo poiché, un Paese che ha il 30% dell’economia sommersa, quale “liberismo” può perseguire? – e “Papi” non è solo impelagato con le sue storie di veline, processi, gite sugli aerei di Stato, festini dionisiaci e quant’altro.
L’uomo di Arcore poggia su una maggioranza numericamente consistente, ma politicamente troppo eterogenea e non bastano più “veline” e minacce per tenere a bada chi sta scomparendo nel nulla (la ex Alleanza Nazionale). Anche chi naviga a gonfie vele (Lega Nord) scalpita, ed aggiunge ogni giorno un tassello alla strategia “bonapartista” che persegue una “secessione lenta”, costruita giorno dopo giorno con qualche legge e tanti messaggi nell’etere, “pizzini” che il Nord, sempre più povero e deindustrializzato, accetta come la manna. Se, poi, il pudding viene da una formazione politica dichiaratamente antieuropeista, chi se ne frega.

Nonostante i numeri parlamentari, D’Alema ha ragione nel definire il governo Berlusconi un malato terminale, poiché i record negativi che va inanellando sul fronte economico sono da brivido: PIL a -5,3%, debito/PIL salito al 115%, disoccupazione al 10%, consumi a -2,4%[1]. Cifre da stramazzare un toro, soprattutto se non si ha una strategia per uscire dall’impasse che – precisiamo – non si riferisce ai frutti della crisi internazionale (che ha colpito meno l’Italia d’altri Paesi, per la ricchezza ancora detenuta dalle famiglie italiane), bensì trae origine dall’incapacità strutturale italiana di ritagliarsi un futuro nell’economia internazionale.
Perdiamo settori di mercato, ma non sappiamo crearne di nuovi né valorizzare l’esistente: e, nonostante i malaugurati “sogni ad occhi aperti” destri/sinistri, nessuna riforma del mercato del lavoro o previdenziale riuscirà a scalfire il pessimo andazzo. Ci vorrebbero ben altri “colpi di reni”, e non certo quelli che progettano nella city.

Volto ancora una pagina e ci sono le dichiarazioni di Gaetano Saya, il “creatore” della futura Guardia Nazionale Italiana. Afferma che sono già duemila i “militi” pronti ad entrare in servizio – moltissimi ex militari – al comando di un ex ufficiale dell’Esercito.
E chi paga?

A suo dire, l’MSI-Destra Nazionale, ovvero il partitucolo che è rimasto dopo la “svolta” di Fiuggi. Un partito che non ha rappresentanza parlamentare né in Italia e né in Europa, e che non ha certo soldi da buttare.
Eh sì, perché “armare” – nel senso marinaresco del termine – duemila persone per mandarle in giro per le strade italiane non è proprio una cosa da nulla. Automobili, radio, telefoni…e poi…saranno proprio tutti “volontari”?
Gaetano Saya è uno di quegli strani tizi che non si sa bene come campano: ovvero, si sa, ma solo se consideriamo che di tipi del genere – diciamo “a mezzo servizio” con gli apparati di polizia e con i servizi segreti – in circolazione ce ne sono parecchi. E non sono proprio degli idealisti, bensì gente che è molto attenta alla pecunia: un bel ritratto del nostro “rondarolo” – compresi i suoi “trascorsi” d’organizzatore di viaggi in Iraq per i contractors (dove Fabrizio Quattrocchi ci lasciò la pelle) – lo hanno tratteggiato su Global Projet, consigliata la lettura[2].

Questo Saya, probabile massone, sembra uno che – per tutta la vita – non ha fatto altro che buttarsi a pesce dove c’era da far soldi organizzando qualcosa di losco, oppure pronto a far da zerbino ai potenti delle lobby militari e finanziarie. Che, questa volta, si sia ricreduto ed abbia deciso di “donarsi alla Patria”? Difficile crederlo.
Ma, anche immaginando che abbia ricevuto il “salarium” del legionario, è difficile ipotizzare che quei soldi siano giunti dall’area del governo: a ben vedere, un tizio come Saya – per Berlusconi & soci – è più una tegola sulla testa che altro. Lui e le sue divise paramilitari, da SA a Camicia Nera in poltrona – dalle foto a Youtube[3] – finiscono per aggiungere altra benzina al fuoco, nell’incendio di un regime da operetta. Noemi, i voli di Stato, Apicella e la sua chitarra, adesso la Patrizia pugliese che afferma d’essere stata “convogliata” a Palazzo Grazioli per il solito rito dionisiaco: ci manca solo un tizio come Saya che – nella sua intervista su Youtube – adula Berlusconi fino al delirio, e la frittata è fatta.
Già, ma chi sta mescolando la frittata?

Volto nuovamente la pagina del giornale – questa volta indietro – e ricompare la smorfia sibillina di “Baffino”: “sc
osse”, lui le definisce, e tutti corrono a credere che D’Alema sapesse qualcosa sulla belloccia pugliese. Dopo tutto il can can di Noemi e di Veronica Lario, che “Baffino” si scomodi per così poco?
In fin dei conti, quando Berlusconi evoca misteriosi intrighi contro di lui ed il suo governo – sempre citato come “volontà degli elettori” – finisce per fare la figura del fesso. Ma come, dopo che ci hai insegnato come si fa a diventare presidente del Consiglio – da Presidente del Milan a Fininvest, da Mediaset a palazzo Chigi, con un percorso che della democrazia ha solo la sopraveste – ti meravigli se qualcuno usa i tuoi stessi mezzi (od equivalenti) per farti la festa?
Dai, non fare l’ingenuo: quella della democrazia parlamentare come rito assoluto valla a raccontare alle Elementari. Ma alle Elementari di qualche paesello sperduto, altrimenti manco quelli ci cascano.

Perché qualcuno si sta scomodando, al fine di mandare a quel paese Berlusconi? Non certo per fare un piacere alla Binetti, a D’Alema o a Di Pietro: i grandi film non si progettano partendo dalle comparse.
Avevamo avvertito per tempo che c’era qualcuno, che aveva lasciato ombrello e bombetta a Londra, pronto ad insediarsi nel Belpaese: per salvarlo, ovviamente.
Ci riferiamo a Mario Draghi[4], del quale avevamo indagato le trame – neppure poi così nascoste – già nel lontanissimo Ottobre del 2007, quando regnava un altro governo e Bush ancora mangiava noccioline nello Studio Ovale. In tempi, veramente, “non sospetti”.
Che l’uomo sia legato a filo doppio alla finanza anglo-americana è un segreto di Pulcinella: chi fa il “relatore” sul Britannia, per illustrare come appropriarsi dell’industria pubblica italiana, non lavora certo per le Dame di San Vincenzo.
Nella sua recente relazione[5], Draghi ha riportato le pessime cifre dell’economia italiana, al punto d’irritare molto Silvio Berlusconi: quella relazione, è quasi un j’accuse.

Il problema è che Berlusconi, già nella legislatura 2001-2006, si dedicò più alla difesa del proprio elettorato – quella fascia di borghesia che ancora possiede ricchezza, all’incirca 1/3 degli italiani, senza considerare il “sommerso”[6] – ma al prezzo di un generale impoverimento del Paese. Ne è un lampante esempio la riduzione delle aliquote fiscali per i redditi medio alti, che ha spostato ricchezza dal “circolante” alla finanza, con pesanti ripercussioni sui consumi interni e, dunque, sulla produzione industriale.
Mario Draghi non è certo un filantropo: come già spiegavamo ne “Le preoccupazioni del Drago”[7], l’assillo dei banchieri è principalmente quello di poter “tosare” regolarmente e con profitto le pecore, ossia la popolazione. Se il sistema va in crisi – ovvero vengono introdotti elementi che lo rendono troppo squilibrato, al punto da mettere “in forse” le future “tose” – paradossalmente, i banchieri s’adoperano per riportare la situazione in equilibrio, ossia “tosare” di più dove c’è abbondanza di lana.
Non ci sarebbe da stupire se Draghi proponesse una maggior differenziazione del prelievo fiscale, per “captare” anche la quota di ricchezza che, approssimativamente, quel terzo d’italiani ancora detiene. Per “tosare” meglio – ossia far rientrare ricchezza da Wall Street a Main Street – è necessario lavorare di più: per questa ragione sono richieste “serie e vigorose riforme” del lavoro e della previdenza. Così, per par condicio, si tosano tutti ed i banchieri contano sempre più balle di lana.
E, qui – in modo assolutamente acritico – incontriamo sulla stessa barricata tanti pappagallini ripetenti, da Casini a Di Pietro, i quali non aspettano altro che il “collasso” per mettersi a servire il Drago.
Quali scelte ha ancora, oggi, Silvio Berlusconi?
A giudicare dal tono del colloquio con Barack Obama alla Casa Bianca, poche. Osservando la mimica facciale del Presidente americano[8] non si notano particolari segni d’empatia: in genere, nei minuti concessi alle telecamere durante questi incontri, i partecipanti si sforzano almeno d’apparire cordiali.
Invece, Barack Obama sembra recitare una requisitoria, mentre Silvio Berlusconi ha più la faccia di uno che ascolta una condanna che quella di un capo di Stato durante un colloquio. Eppure, Obama ha dimostrato in molte occasioni d’essere una persona che sa trovare “canali empatici” di comunicazione.
Anche quel buffetto finale sulla spalla, ha più l’apparenza di un “togliti dai piedi” che quella di un “vai avanti così”. Non c’è, in tutto il colloquio, un solo sorriso: anche le strette di mano sono ammantate da una evidente freddezza.

Non si tratta quindi, come afferma Berlusconi, di un “complotto” contro di lui: questa è politica, baby. Poi, qualcuno preferirà scomodare gli “Illuminati” oppure i think tank di Harvard, ma la sostanza non muta: il giudizio dei potentati internazionali su Silvio Berlusconi, è un evidente pollice verso. Dal Times a Draghi, da Obama alla Merkel.

La “manifestazione” evidente del disagio si sostanzia nelle strane “ronde fasciste” – cosa che, a Londra, serve molto per impressionare la popolazione – e nello stillicidio, oramai quotidiano, di “gole profonde” e di bardi che cantano la medesima canzone: sei inadeguato, lascia.

A questo punto, ad occhio e croce da qui alla fine del 2009, a Berlusconi verranno probabilmente recapitati dei “pizzini”: te ne vai da solo, oppure…
All’uomo di Arcore rimarranno due scelte:

1) Salvare il salvabile, ossia giungere ad un accordo per salvare il suo impero mediatico (ovviamente, “devitalizzato” da personaggi “ingombranti”) per dedicarsi ad un’altra, spinosa questione: il futuro di Mediaset. Mentre “Papi” immagina una divisione 50/50 fra i due figli nati dalla prima moglie, ed i tre avuti dalla Lario, Veronica Lario chiederà una suddivisione paritaria, 20-20-20-20-20 ai cinque figli. Non sfuggirà al lettore che la richiesta dell’attuale moglie, in procinto di divorziare, consegnerebbe la maggioranza della holding nelle mani dei suoi figli. E se Noemi fosse un’altra figlia? Dio, che casino.

2) Non mollare, combattere lo strapotere degli Angli fino alla “ridotta della Valtellina”. Difficile ipotizzare, in questo frangente, cosa potrebbe accadere ma – la Storia insegna – le “ridotte della Valtellina” non sembrano portare bene: si rischia di ritrovarsi soli, con una mano davanti e l’altra dietro, per coprire alla meglio le proprie nudità.

Silvio Berlusconi è uomo d’affari scaltro, e siamo certi che capirà e non si getterà in avventure sconsiderate: porta la camicia nera ed acconsente a qualche saluto romano per compiacere i “bimbi sperduti” della ex Alleanza Nazionale, ma non è certo un Mussolini. Altri tempi ed altra storia.

Chi “servirà il Drago”?
Qui, non c’è che l’imbarazzo della scelta: da Casini a Di Pietro, più un buon numero di “transfughi”, “comprenderanno” la necessità di “mettersi al servizio della Patria” per salvarla dagli scogli incombenti. Un “governo tecnico” d’antica memoria: chissà se Capezzone farà il portavoce anche per Draghi? Lo ha fatto per tutti: è un “portavoce on demand”.

E per noi, cosa riserverà il futuro?
Niente di nuovo, perché – a comandare – saranno soltanto spezzoni differenti del capitalismo internazionale, che si riuniranno in quella che Marx già definì la “sostanziale unitarietà delle borghesie”.
Potremo aspettarci anche qualche elemosina, quel tanto che basta per consentirci di fare la spesa al supermercato ma – già immagino
– “Baffino” e Damiano che chiedono “sacrifici” per rimettere a posto i “disastri” lasciati da Berlusconi.

Le vie per uscire veramente da questa crisi sarebbero altre e bisognerebbe iniziare su due fronti: sfoltire – ma di brutto – la pletora d’inconcludenti politici che occupano le amministrazioni, eliminando parecchi livelli decisionali. In fin dei conti, cinque livelli decisionali – Stato, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane – servono solo a riempire le greppie di quelli che vi siedono.
In seconda battuta, ci sono decine di miliardi d’esborso petrolifero che potrebbero diventare ricchezza per gli italiani, se solo qualcuno iniziasse a captare i miliardi di Watt che ruotano intorno a noi, dall’eolico al solare, dalle biomasse all’idroelettrico.

Ma, questa, sarebbe un’altra storia e – oggi – non siamo in grado d’organizzarci per chiedere un serio cambiamento: ci hanno rubato anche le sedie, altro che riuscire ad infastidirli.

Chissà se, al “Corriere di Manaus”, hanno bisogno di un giornalista per la cronaca? L’amico m’ha lasciato il numero di cellulare…magari chiamo…

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/06/quando-la-camicia-di-forza.html
18.06.2009

Pubblicato da Davide

16 Commenti

  1. quindi siccome obama guarda un po’ storto silvio berlusconi…. non c’è empatia…

    quindi …. obama è buono e silvio è cattivo….

    continuiamo a propagandare la fiction mediatica come verità…. e si continuerà a rafforzare il castello di carta che in realtà dovremmo smascherare

  2. Io credo che tu non abbia capito una “cippa”…

    Non ho letto nessuna considerazione simile a ciò che critichi di un articolo che, come al solito, è molto chiaro, semplice e centra molto bene il punto.

    Rileggilo…

  3. Non mi sono sempre trovata d’accordo con Bertani in passato, ma stavolta direi che un 10 e lode de lo merita! Ha descritto in una frase il nostro bel paese: “L’’Italia è diventata per metà Berlusconia e per l’altra metà checazzonesò”.
    Gli si può dare torto? Ricordo l’ultima puntata di annozero, dove vauro in una vignetta diceva riferendosi alle europee, che ora che l’Europa è diventata più “stronza” (in quanto fascista), ora gli italiani potevano sentirsi più europei…e ha ragione pure vauro!… Entrare nel sito della “Guardia Nazionale Italiana”….fa un pò impressione, il loro statuto recita: “
    promozione e coordinamento di iniziative di responsabilizzazione civica, di moralizzazione e di convivenza tra gli Italiani, anche prestando la propria assistenza ai cittadini…eccc’è molto di più, se andate a vedere…ma a me già questa è sufficiente: “responsabilizzazione civica, di moralizzazione e di convivenzaGli italiani di sicuro hanno molto da imparare in questo senso….ma non certamente da “LORO” Questo video è un’esempio…guardate: ITALIANI BRAVA GENTE [www.youtube.com]

  4. ci ho provato a rileggerlo, continuo a pensare che sia un gran casino questo articolo

    di sicuro almeno quanto il mio commento precedente

    perdonami… sono impulsivo oggi e scrivo senza testa 🙂

  5. Qualcuno sta mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle?
    “esercito nelle strade”… il premier che cerca il potere assoluto (di un dittatore)… il razzismo che avanza, il Nazionalismo della nuova “Guardia Nazionale”… non vi sembra un dejà-vù???
    Che manca? un campo di concentramento dove ogni essere umano deve essere “riconosciuto”?
    Nessun propblema…abbiamo anche quello…non ci facciamo mancare nulla! Adesso però dopo 60 anni lo chiamano “TENDOPOLI” [www.vocidallastrada.com]

  6. Ma che bel taglio di capelli c’ha stò tizio della foto. Chi è il suo stilista?

  7. …qualcuno che tosa le pecore…

  8. non sapevo che alle pecore tosassero anche i coglioni.

  9. Beh, oggi hanno assalito un motoscafo da ricchi con gommone e armi in pugno, a napoli

  10. Non ho letto l’ articolo, sono nauseato, troppa sbobba e tante seghe.
    Mi e’ rimasta impressa la frase; meta’ italiani berlusconiani, e l’ altra meta’ che cazzoneso’.

    Le ronde, se fatte da cittadini culturalmente italiani,
    e non usano il manganello, mi sanno di testimoni di geova,
    impiccioni e lavacervelli ( cercano di farlo),
    sappiano almeno risolvere i problemi delle zone, e non solo , o meglio, senza disciplina o ordine … pubblico, ma facciano trovare lavoro, sussidio, e riconvertano la vita al meglio…..seeee
    non lo fanno chi comanda, figuriamoci loro.

    La piu’ grande boiata delle ronde, e’ che, qualunque persona, puo’ segnalare anomalie o pericoli, che le forze dell’ ordine, sono sempre in arrivo.

  11. Non posso stare senza dire nulla sul filmato italiani brava gente.
    Gli italiani brava gente sono i farabutti della malavita, innan zitutto,
    che paradosso del fatto, vanno far morire propio un emigrato che sbarca il lunario suonando.
    L’ effimero dei soldi uccidono pure l’ arte la morale e la vita.
    E fra questi, ci sono pure i politici, che su altre sponde, governano e macinano leggi, soldi, potere, e merda varia.

    Sto video mi fa triste, ma purtroppo, ce ne vorrebbero di martiri in ogni citta’ e paese, a questo modo, perche’ le coscenze delle persone si risveglino.
    Queste cose mi creano rabbia. Solo quando ci sono innocenti, le persone non possono tacere, e chissa’, che non gli e ele cantino pure in alto.

    Di italiani brava gente, ce ne sono meta’, chiusi e incrostati, e meriterebbero lutti in famiglia, se non propio loro, cosi ci togliamo il pensiero,
    mentre l’ altra meta’, e’ “brava gente”, ma cosi rincolgionita da questa frenetica e incasinata vita,
    che non sanno piu’ cosa dire e cosa fare, perche’ esporsi, sarebbe o una rivoluzione, e questo andrebbe pure bene, significa che c’e’ coscenza,
    o ci sarebbe una faida di cultura bassa e animale, dove le dita partirebbero tutte e dieci,
    verso il prossimo, solo a fatti e a modi di pensare.

    Una grande malattia per non dire piaga sociale, e’ stata la liberalizzazione delle entrate extracomunitarie,
    poiche’, hanno fatto denotare, una incuranza del tessuto sociale, dove,
    tutti dovrebbero collaborare al lavoro, al mantenimento del lavoro in casa propia,
    e qui si, ci dovrebbe essere una catalogazione fascista, del “tutti devono partecipare,
    diplomato o laureato che sia, e sopratutto, per tenere il valore danaro nei limiti della sopravvivenza.
    Ricordiamoci che ora come ora, cosi dicono le statistiche, èiu’ di dieci milioni di famiglie, anzi, diciamo fra i dieci e i quindici milioni di famiglie,
    barcolla con pensieri e disagi ed esaurimenti, sui problemi lavoro e vita, e questo per fattori finanziari.

    Una politica del mantenimento del alvoro come risorsa e servizio e bisogno, non e’ mai stata fatta,
    poiche’ il lavoro e tutto quello che ne consegue, e’ solo oggetto di speculazione, e non un fatto esistenziale e di dignita’.

    Malvivienti i politici, i giornalisti, e tutti quelli che vivono alle spalle e sulle spalle della gente,
    perche’ ottusi e inutili, affinche’ succhiano risorse per la loro vita ipocrita sugli altri.

    Questa e’ la soluzione vera alle risposte delle soluzioni:

    territorio controllato e a servizio di tutti e per tutti, dove la moneta non impedisce il vivere, e il lavoro, sia una dignita’ e una risorsa, e non una fonte di speculazione.

    Gli italiani paghi del gia’ trascorso boom economico, o si sono ritirati, o si sono venduti alla politica, e alle politiche, che mirano sempre di piu’ al globalizzare i soldi e i poteri.
    Solo se i conti tornano, e tu ci sei dentro, esisti, altrimenti, ciao ciao.

    Milioni di immigrati, hanno preso il posto di itlaiani, non perche’ gli italiani sono diventati scavezzacollo,
    ma perche’ si sono rotti di essere trattati da schiavi, e da psicopatici fiscali.
    Gli italiani, e parlo della massa, sono al torchio, chi lavora, e sono trattati da schiavi,
    poiche’ a occhi chiusi, tanto prendono e tanto devono dare, e dare di piu’,
    a chi, fa’ sempre i conti sulle loro tasche. E i motivi sono tanti, ma sempre giusti per loro.
    Gli extracomunitari, il piu’, ha preso lo sfruttamento italiano, e se lo ha fatto propio.
    E chi devia da questa logica, non potendo imprendere, arriva a fare l’ illegale, parlo dell’ itlaliano.
    E se vuoi, fra quasi tutti gli itlaiani, se si puo’, si devia dalla legge, lo si infila al prossimo, e si salvi chi puo’.

    Sentivo giu’ a caserta, sove stazionano da anni, piu’ di 700 immigrati clamdestini, che sono la fucina del lavoro nero, vivono in baracche,e sono piu’ che schiavi, di schiavi di quella parte di brava gente, creata dal nostro sistema.
    Laggiu’, nessuno ci va.

    Io conosco molti extracomunitari, che seppur hanno casa e terre da loro, vengono qui per i soldi, solo per i soldi,
    usufruiscono pure delgi agi che nemmeno gli italiani hanno,
    e parecchi di loro, e dico molti, ce la mettono pure nel culo,
    essendo legalizzati, usufruendo di privilegi di aiuto, e trafficando continuamente con la droga, rincolgionendo gli itlaiani per bene gia’ rincolgioniti, che sono i giovani che hanno ancora danaro da dare a questo sistema di feccia.

    Le carceri sono ancora al collasso, e dico una stronzata, ma il 70 80 per cento, sono extracomunitari.
    Questi li porterei tutti ai berlusconiani e ai leghisti, si baffini e ai socialisti martellati, e a tutti coloro che hanno inoltrato volonta’ e leggi,
    perche’ l’ extracomunitario, e’ una buona schiena, per l’ economia, …. si , quella che non ci serve, quella che fa cassetta e fisco,
    queslla che non e’ servita e non si e’ voluta far servire per educare e mantenere la vita degli itlaiani.

    Ma quando, gli italiani, usciranno dall’ europa, e faranno uscire gli immigrati dall’ italia,
    politicanti compresi?

    Quando si riuscira’ a capire, che le cose si sbrigano in casa, se si vuole essere un paese che si allinea alla logica e al buon senso,
    e che qui da noi, c’e’ e non ci mancherebbe nulla,
    se ci si disintossicasse, di tutte queste metastasi europee-usa-globali e bancarottiere.

    Mah, discorsi strusi, ora come ora, sembrano quelli di nonna papera.

    Se chiunque di voi, riuscisse a isolarsi per qualche tempo, e guardare come vanno le cose, i media, l’ informazione, il ragionamento, i problemi, i discorsi, le troiate della vita politica sociale ecc ecc,
    troverebbe come sia semplice risolvere e vivere bene, e quanto invece sia un gusto incasinarsi, per entrare in un baratro inesauribile, dove tutto confluisce, per forza maggiore, nell’ idiozia della follia.

    Porca la vostra troia di mamma che vi ha partorito, e il maledetto padre vostro che vi ispira continuamente.
    ( non e’ personale tua, ma generale…. il che e’ peggio)

    e poi si, italiani brava gente, volutamente o no, … ma quando mai.
    Eppure la materia c’e’, manca la volonta’, la determinazione, e sopratutto una sana disintossicazione,
    il che e’ impossibile, quando le menti sono ormai logore e fritte, come ce le troviamo oggi come oggi.

    Ogniuno si salvi come puo’. Funche’ non gli capita.

  12. Riguardo al video…io ricordo ancora un’altro episodio…molto significativo accaduto qualche mese fa… ovviamente i media ne hanno parlato poco o niente…perchè nella propaganda sulla sicurezza, una cosa del genere “stona” molto…. Una coppia di anziani veniva massacrata a spranghe da uno psicopatico in un luogo pubblico affollatissimo, tutti guardano nessuno alza un dito…nemmeno per schiacciare un misero tasto di telefonino e chiamare aiuto……..dopo un pò arrivano 2 stranieri…senza pensarci 2 volte si buttano sull’uomo per salvare la coppia, gravemente ferita… è successo in Sicilia se non sbaglio….ai due stranieri volevano prolungare il permesso di soggiorno…ma per cosa? Per aver fatto quello che ogni “uomo” degno di questo nome dovrebbe fare????? Allora a tutti gli italiani che spnp stati a guardare, perchè non dare l’espulsione?

    Per il resto, anch’io credo che un uomo debba avere il diritto e la possibilità di vivere una vita dignitosa a casa sua nella propria terra…Mandiamo tutti a csa loro? Certo….ma per primi devono tornare a casa gli sfruttatori che impoveriscono questa gente defraudandola di qualsiasi risorsa costringendoli ad emigrare… NON ci possiamo lamentare se quasta gente viene qui quando siamo noi che non gli permettiamo di vivere a casa loro….

  13. Grandissimo Bertani.
    Non ci sono parole.

  14. Anche questo e’ vero. Se i paesi cosi detti evoluti, non hanno esportato fabbisogno e cosi detta ricchezza, significa che alla radice il male l’ hanno a casa loro, cioe’ a casa nostra. Sta’ di fatto, che guardando i problemi nostri, il sud, e il nostro modo di fare politica e di imprendere, finendo nella ragnatela del globale e dei vincoli ecc ecc, ci stiamo tirando addosso una situazione che va sempre peggiorando. Loro dalla loro parte, hanno ed avranno certamente i loro mali, fatti sempre da clientelismi di potere. Gheddafi, ci garantira’ petrolio e gas per decenni, ma e’ da quando c’e’ lui che ogni giorno vende e traffica in valuta, e senz’ altro all’ interno del suo paese, terra’ i livelli proporzionali, come li tengono tutti, dai piu’ poveri ai piu’ ricchi, dove la ricchezza, si alza e si abbassa, ma rimane un salvagente galleggiante alla classe che puo’, sotto egemonia della politica. Ricordiamoci, che il normale umano, vive, se chi industrializza e commercia, ci guadagna, e se il sistema prende danaro, adeguando il tutto.
    Il male, e’ che si e’ sempre teso al maggiore guadagno per avere introiti da poter reinvestire, per danaro maggiore, dove, il senso del lecito e del bisogno, e’ diventato un affare e una speculaizone, e non una cosi detta sostenibilita’ della vita.
    Ora non c’e’ piu’ regola, e chi puo’ puo’ e fa’ ancora, e chi rimane tagliato fuori, si arrangia.
    Chi galleggia sempre, non vede assolutamente con obiettivita’, se no solo nella visione di tenere il tutto sempre allo stesso livello e modo.
    Se ritorniamo indietro di 10, 20, 30 anni fa, senza guardare speculaizoni globali, immigrazione e resto, gia’ da noi si era partiti per la meta megalomane del si puo’, continuiamo, tanto il mondo del lavoro e’ fatto per produrre e prendere danaro.
    Se distruggi, non fa nulla, se alteri la vita locale non importa, se fai dipendere tutta l’ organizzazione e continui sulla stessa strada, senza sapere se quando si ferma o si disgrega, se la puoi raccogliere e organizzare, non e’ affare e rendiconto di coscenza.
    E’ per questo che questo mondo e’ diventato cieco, convinto che ci vede, nelle soluzioni che stanno come scontate a dare il peggio.
    E’ un’ ottica, un modo di vedere, che non si ferma, non riflette, non rimedia, non cambia assolutamente.
    E’ come lo struzzo con la testa nel buco. Avanti fino alla fine.
    Chi sta’ in alto, continua, e pensa che l’ unico metro di misura, sia e rimanga questo. Le questioni sociali, sono solo propaganda, rimedi e ripieghi, tanto per farsi la coscenza apposto, quanto basta per poter dire, rieleggimi e non rieleggere l’ altro.
    Io non volgio essere un previdenziato sociale, ne un assistito, volgio lavorare, avere una vita che no nsia un’ agonia, avere il mio tempo, e avere una vita sana. Penso he pure chi sta’ bene, sia fra i piu’ malati psicopatici che esista.
    E non chiamiamola vita , questa, tanto piu’ quella che fanno coloro che vengono qui, o che vivono nei loro posti.
    L’ uomo e’ cretino, e no nlo sa, fin tanto che vive nell’ opulenza del guadagno e del comando, e purtroppo, una folla di persone, volere o volare, pende dalle loro decisioni e dai loro modi.
    E piu’ si legalizza e legifera, e piu’ si mette in evidenza la fragilita’ e l’ instabilita’ di una societa’, che ha perso senso e senno delle cose.
    E ti trovi ancora persone, che fanno batture vecchie di secoli, e hanno un’ ottusita’ che e’ unica, ma purtroppo generale.
    E tutto e’ nella smania della insensibilita’, della non intelligenza, dell’ avarizia, dell’ ingordigia, dell’ egoismo, e della codardia.
    Sai perche’ viviamo ancora? Perche’ siamo attaccati al sistema, e il sistema rispecchia i piu’. Se dovessimo confrontarci quando le cose non ci sono piu’, e si dovesse dimostrare quanto valiamo, ci sarebbe una guerra civile fino ad arrivare a due persone, che sentendosi sole ed inutili, si risparmierebbero la loro fine.
    E questo per dire che, cambiare, costa un’ esistenza di ristagnamento, di comodita’, di appropiazione, di abitudini, quando, chiunque, lasciata questa esistenza, non si portera’ dietro nemmeno la sua convinzione di essere esistito per qualcosa.
    E non dico che la colpa principale sia della gente, ma sopratutto di coloro che, in ogni possibilita’, dalla piu’ piccola alla piu’ grande, non ha mai dato atto alla riflessione della vita, e che, come animali, intelligenti o no, si e’ buttata a capofitto a creare e a incrementare, senza senso e senza intelligenza.
    Oggi come mai, siamo stranieri ogniuno a casa propia, questa e’ la realta’, altroche’ extracomunitari…. questi ci gabbano fra poco, non hanno nulla da rimetterci, noi ci abbiamo gia’ giocato la nostra parte, e pure in deficit, nel senso che, tante cose che abbiamo calpestato, soprafatto, e siamo rimasti incauti, ci porteranno il conto, e sara’ salato.
    Quando la baldoria arriva al culmine, non ci si capisce piu’, e dopo la sbornia, ci troveremo deserti intorno a noi.
    E quello che piu’ mi ramarica, e’ che, non abbiamo nemmno avuto sale quanto basta, per creare delle generazioni per un oggi e per un domani, poiche’ sono succubi e alliene dal reale, e sono solo gli ultimi sgaloppini, quando gli va bene.
    Tutta la vita, anziche’ aver approfittato delle risorse e delle scoperte per alleviare la costrizione umana nella sua fatica, l’ abbiamo fatta diventare una cosa schizzata, informe, incontrollabile, pazzoide.
    Ne parleremo, quando no nci sara’ piu’ posto per le analisi, ma la realta’ si fara’ vedere, dove in altri posti la sentono e vivono da sempre, ma qui da noi, ce la siamo scordata dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla rimascita di un meglio.
    La differenza, e’ che allora erano pure capaci all’ adatamento, ed erano adattati per quella vita, che per molti era quotidiana, ma ora, sara’ tragica vedersela sfilare, senza averne piu capacita’, ne di adattamento, ne di riorganizzazione.
    E’ come un terremoto in tutti i sensi.
    Siamo gia’ rintronati dal boato e dalla scossa potente, in attesa dell’ effetto.

    Preciso, per chi no volesse vederla catastrofica la situazione umana, sopratutto mentalmente;
    Se questo mondo o modo, fosse perfetto, nel modo in cui viviamo, e fosse legale, visto che ne usufruiscono principalmente un quinto dei suoi abitanti, per sarebbe rimasto, avrebbe gia’ passato la sua apocalisse, solo per la sua autodistruzione inferta all’ ambiente.
    Se le medesime possibilita’ che hanno in pochi ora, e che lo stanno distruggendo e mettendo a soqquadro, lo avessero di diritto tutti gli altri stati, a come siamo ora, sarebbe scoppiato gia’ quanche mezzo secolo fa.
    Fate voi, quanto l’ uomo dovrebbe stare tanti passi indietro, ed usare cio’ che ha e che sa’, con parsimonia, con intelligenza, e per i veri e propi bisogni di vivere primari.
    L’ uomo si sente e si e’ sempre sentito padrone delle sue possibilita’, e nel medesimo tempo, si e’ sempre dimostrato insensato, senza sapere mai dove e come e perche’, andra’ a parare al peggio.

  15. no sarebbe la prima volta che rimpiazzano silvio (o all’epoca tangentopoli) con un banchiere, è una tecnica di inculaggio raffinatissima. Lr ronde preoccupano anche me : sono la miccia

  16. Sembra che la gente sia totalmente menefreghista di fronte al dolore e alla sofferenza, la solidarietà è morta… il video riporta un caso analogo a tanti altri… qualche anno fà che lessi di un’immigrata che partoriva su un marciapiede nella più totale indifferenza dei passanti… assistiamo ad episodi anaghi tutti i giorni nelle nostre città… pochi mesi fà l’anziana nonna della mia ragazza è caduta nel centro storico e si è rotta un polso, ha dovuto attendere 20 minuti perchè i nipoti potessero soccorerla chiamati a mezzo telefonino… di tutte le persone che sono passate nessuno si è degnato di aiutarla a rialzarsi o di chiederle se avesse bisogno di aiuto… se non avesse avuto un cellurale quanto tempo sarebbe trascorso? Se la nostra civiltà è arrivata a questo, a ritenere leciti e giusti interventi militari che costano la vita a miglioni di persone, a ritenere giusto che un trentenne debba lavorare da precario e possa perdere il lavoro dall’oggi al domani pittosto che lavorare tutti meno ore senza togliere ogni sostentamento a pochi, vuol dire che è morta la nostra umanità…noi tutti pagheremo e lo stiamo già pagando… le ronde sono solo l’inizzio della fine della nostra “civiltà”.