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A chi e a cosa serve l’astensione? (Riflessioni politicamente scorrette)

DI EUGENIO ORSO

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Si fanno tante polemiche sull’astensione, in prossimità del voto politico del 4 di marzo. Se osi sbeffeggiare chi corre alle urne come un pollo, speranzoso di “cambiare le cose” restandosene dentro la trappola del sistema, ci sono quelli che ti crocefiggono, con annesse palate di merda. Se, al contrario, in un impeto di follia, chiami al voto democratico e alla “partecipazione” la massa informe, ti prendono per scemo, lobotomizzato, coglione di ultima che le beve tutte (non a torto, in tale caso). Quel che conta è la grande confusione che regna nella testolina della gente, che non sa più che pesci pigliare …

I pinocchi sub-politici che promettono tutto e il contrario di tutto, negli spot mirati al target in campagna elettorale, non sembrano così caldi in proposito, al pari di molti dei loro compari furbastri che ancora chiamiamo giornalisti. Solo la mummia coperta di cerone Silvio Berlusconi, uscita dal sarcofago dell’incandidabilità in cui lo aveva costretto l’élite dominante per punirlo, sbraita chiamando alle urne contro il (del tutto ipotetico) pericolo settario cinque stalle, pauperista e giustizialista sempre (s)connesso.

Non andare a votare questa volta, per Silvio in televisione, sarebbe un vero e proprio suicidio, incombendo la ”mannaia” grullina sul paese. Ma andiamo! (a cagare, sottinteso) … Mentre chiama alle urne, come alle armi, i suoi elettori-pollastri, il suddetto propone l’iniquità fiscale della flat tax (Milton Friedman ultraliberista) e un piano di privatizzazioni castranti. Il confronto fra il Cav di lungo corso e i bambocci grulli di Grillo si può leggere soltanto così: un noto imbroglione e piazzista resuscitato, in “servizio” dal 1994, chiama al voto contro imbroglioni nuovi di pacca sempre on-line! O sarà lui, a imbrogliarvi di nuovo in un onusto déjà-vu, o loro, a coglionarvi per la prima volta con esiti imprevedibili.

In generale, però, a parte qualche rituale sermone sul voto democratico che è diritto e dovere, non mi sembra di scorgere una particolare ansia nell’apparato sub-politico e in quello mediatico italiano per una possibile crescita dell’astensione, sempre più di massa. Del resto, questa è la democrazia della sola e della cantonata e così è se vi pare, ma anche se non vi pare!

A Renzi l’astensione di massa gli fa un baffo! Leopolde, slide e cene da mille euro sono più importanti. Non si è preoccupato quando è iniziata la bagarre mediatica sul calo del tesseramento del piddì, da lui segretamente voluto e auspicato per sbatter fuori la plebaglia, i più “sinistri”, quelli che “con l’articolo 18 passa tutto, anche la disoccupazione!” Meglio se votano in pochi, in questo giro di Valzer ai seggi, così il treccartaro fiorentino potrà spedire alle urne la piccola orda di fedelissimi, clientes e millenials (leggi giovinastri figli di papà con la testa di cazzo), sperando di limitare le perdite.

Le cinque stalle piene di escrementi, pronte a governare il paese (per conto troika, pentagono e deep state Usa), non svolgono più la loro primeva funzione di attirare babbei alle urne, onde limitare l’astensione e legittimare il sistema democratico. Se non andranno al governo, in solitaria, si fregeranno del titolo di “primo partito”, con dovizia di seggi e Restitution Day delle diarie, e se lo faranno bastare (Beppe Grullo e formaggio Erede Casaleggio soddisfatti).

Non so cosa pensino della “piaga” dell’astensione elettorale Salvini e Meloni, ma poco m’importa, perché so che sono fottuti in anticipo e il governo lo vedranno col cannocchiale. Forca Italia e Berlusconi, il fantasma politico di Milano 1 (2,3, etc.), gli tireranno il pacco al momento giusto, rompendo l’alleanza elettorale di comodo e andandosene col piddì. Per non dispiacere all’euroburocrate Serge Moscovici, che sorveglia l’Italia come una preda, ed evitare lo Spread a mille paventato dagli avvoltoi di Ficht Ratings. Vatti a fidare degli affiliati al partito popolare europoide! (fotocopia dei socialisti & democratici nel parlamento europide)

Cosa ne pensi a riguardo l’importante e impirlante “partito di repubblica” non lo so proprio, perché la carta igienica, io, la uso per pulirmi il culo …

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Tornando alla massa che fa le bizze e vota sempre meno, razionalizzando un po’ il discorso con meno espressioni colorite, provo a fissare alcuni punti fermi sugli effetti dell’astensione di massa dal voto democratico, nelle democrazie elitiste occidentali ma, in modo particolare, nel nostro malconcio paese:

·        Nel breve periodo, gli effetti politici concreti dell’astensione, in assenza di quorum per la validità del rito elettorale, sono praticamente nulli. Si può vincere in Italia, con questa legge elettorale, anche con il 40% del 10% di votanti a fronte del 90% di astenuti. Come sempre, in culo al popolino! (un’espressione colorita a questo punto ci vuole) Il 90% di astenuti sarebbe soltanto un insieme magmatico e fantasmatico, in assenza di un’opposizione organizzata extra-parlamentare. Con un’astensione dilagante, come ipotizzato, si manifesterebbe un problemino dal punto di vista della legittimazione del sistema – se deve darla almeno formalmente il voto popolare, anche contro i suoi interessi – e ciò significa, se non altro, che (1) le false opposizioni con il sedere sulle sedie del parlamento (come il cinque stalle) non funzionano più tanto bene, (2) le promesse elettorali dei collaborazionisti dell’élite globale non smuovono più le masse ingannandole e (3) si devono inventare giustificazioni (fuorvianti) al fenomeno di non-partecipazione massiva, diverse dal brutto tempo nei giorni/nel giorno del voto.

·        In un periodo di tempo medio/lungo, l’astensione di massa dal rito di voto che connota la democrazia elitista, potrebbe rappresentare una minaccia reale al sistema di potere neocapitalista che si serve della democrazia, sul piano politico, per imporre il dominio assolutista del libero mercato globale. Infatti, nell’ipotesi di prima – 9 su 10 astenuti – diventerà più facile smascherare le false opposizioni, prodotte dal sistema, vanificando gli sforzi per evitare disordini sociali e politici, per attrarre consensi, cioè voti, a beneficio del sistema e per mantenere la “pax sociale” mentre si massacra con le controriforme la popolazione. In tempi più lunghi di anno o due, l’astensione alle stelle potrà manifestare tutta la sua pericolosità, come spiegato nel punto successivo.

·        Sempre nel medio/lungo, quel 90% di diserzione dalle urne ipotizzato – potrebbe bastare, più realisticamente, una percentuale superiore al 50/60% – costituirebbe l’humus per una vera opposizione onde ottenere consenso popolare e, sia pur informalmente, una legittimazione forte che altrimenti non avrebbe. Non è per niente sicuro che ciò accada, essendo l’area dell’astensione variegata, anche dal punto di vista dell’appartenenza sociale e (almeno) parzialmente non cosciente sul piano politico. Sarà compito della nuova opposizione al sistema conquistare il consenso di popolo nell’area dell’astensionismo, che abbiamo supposto sconfinata.

·        Per i singoli, non partecipare alla kermesse elettorale può significare un’affermazione di dignità e di autonomia di pensiero, ma ciò non vale per tutti gli astenuti, naturalmente, per varie ragioni. C’è chi genericamente afferma che lui non fa politica e la politica non gli interessa, mostrando di non aver capito nulla (perché tutto è decisione politica che influisce sulla sua esistenza, anche il mercato e l’economia), o chi ritiene che è inutile il segno sulla scheda elettorale perché, genericamente, “sono tutti ladri”, “tanto non cambia nulla”, e via elencando. Molti, però, hanno compreso, seppur superficialmente, che nessuno rappresenta i loro interessi all’interno del sistema, distaccandosene in attesa di poter farli valere, magari per altre vie.

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Alla luce delle predette considerazioni, si comprende che l’astensione dal voto democratico, elitista e liberale, può non essere un’arma spuntata, priva in ogni circostanza di effetti concreti. Men che meno sancisce il divorzio definitivo fra le masse e la politica, perché data la natura umana, l’uomo non può vivere senza politica e senza far politica, se è vero ciò che affermavano i grandi filosofi, da Aristotele a Costanzo Preve (zόon politikόn, zόon lόgon échon, educazione comunitaria dell’essere sociale, etc.).

Una forte astensione, anche se inferiore a quel 90% ipotizzato (quasi) per assurdo, se non può sancire il divorzio definitivo delle masse dalla politica, sottolinea, nella nostra dimensione storica il distacco delle masse dalla democrazia in mani elitiste e, di conseguenza, dal suo padrino sullo sfondo, il libero mercato della finanza globale.

Il difficile compito futuro di una vera opposizione al sistema, se e quando si presenterà sulla scienza della storia, sarà quello di “meritarsi” il consenso della massa di astenuti, per evitare che questa sia comunque preda dei giochi sistemici, per neutralizzarla/silenziarla definitivamente, o che ceda a mere pulsioni insurrezionali, forse destabilizzanti (lato positivo), ma senza alcun costrutto politico (lato negativo).

L’utilità o l’inutilità dell’astensione di massa dal voto, in sintesi, non è un “a priori”, ma dovrà essere valutata nel medio/lungo periodo sulla base dei cambiamenti sociali e politici che si produrranno, o non si produrranno, determinati anche dall’astensione.

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Infine, preciso che nel primo “step” di questo articoletto, il linguaggio particolarmente greve, turpiloquente, infarcito di espressioni colorite e addirittura insultanti, non ha banalmente lo scopo di far sensazione per aumentare le (eventuali) letture, ma risponde a una precisa necessità. La necessità di contrastare il “politicamente corretto” diffuso dal sistema con ogni mezzo, anzitutto con il linguaggio, per cercare di superare quei tabù che influiscono sul pensiero limitandone l’autonomia e inibendo la facoltà di critica. Si tratta di cominciare a chiamare le cose con il loro nome, per squarciare il velo di interdetti e menzogne che separa i molti dal mondo reale, dalla vera sostanza della politica e della socialità.

Eugenio Orso

Fonte: www.comedonchisciotte.org

26.01.2018

Pubblicato da Davide

153 Commenti

  1. L’astensionismo ha mille facce ed è funzionale al sistema.

  2. Una ragazza, mia amica, quindi molti anni or sono, entrata con il padre in un ristorante rivelatosi pessimo, mentre si sforzava di finire una pietanza pressoché immangiabile si senti ammonire dal genitore: guarda che, pagando, abbiamo acquisito il diritto a mangiare quello che ci portano, non l’obbligo.

    • E vabbè per una volta, ma non è che per tutta la vita ogni volta che ordino in un ristorante mi portano delle schifezze che poi pago pure! Permetti che, non sarà la prima, ma la centesima volta mi girino i cocomeri e chi sia sia il trattore lo prendo a calci nel sedere? 😀

    • Il mi nonno diceva:’
      “Se torni sempre al solito ristorante anche se le pietanze fanno schifo…il menu’non cambia!!”
      .

    • “guarda che, pagando, acquisiamo il diritto a mangiare quello che ci portano, non l’obbligo (di mangiarlo)”.
      Sbagliato. Si paga solo se la roba servita è di qualità non inferiore alla media.

  3. Mi trova completamente d’accordo.
    In ogni caso la dignità della persona sembra non contare in un sistema culturale in cui o trovi per forza qualcuno da votare, oppure sei uno che se ne frega a priori.

    • Puoi ANDARE e NON VOTARE per nessuno. Se non vai sputi semplicemente su un tuo diritto.

      Non capisco, sembra che vi SPORCHIATE a entrare nell’urna… guardate che se VOLETE la rivoluzione potete farla lo stesso, non è che vi fermano se avete votato!!!

      • Infatti il voto nullo (meglio del bianco) è un voto a tutti gli effetti, ma di fatto equivale o quasi all’astensione.

        • Vale più di un’astensione per me. Sei sempre uno che si è preso la briga di andare lì, quindi sei uno che se CONVINTO voterebbe per qualcuno. Se non vai passi per quello che aveva di meglio da fare. Punto.

          Sono sicuro che una maggioranza di schede annullate sarebbe meno strumentalizzabile di una maggioranza di astenuti!

          Il titolo di giornale “la maggioranza degli elettori ha annullato la scheda” avrebbe un peso politico molto diverso dal titolo “la maggioranza degli elettori è rimasta a casa”, non ti pare?

      • Tu per caso ti sporchi se fai ogni mattina la riverenza alla statua di Vittorio Emanuele (o di Cavour o di Garibaldi o di Nino Bixio o…) che si trova nella piazza centrale della tua città? No che non ti sporchi. E allora perché non lo fai?
        Risolvi per caso qualche problema rifiutandoti di fare l’inchino all’effigie dei suddetti personaggi? No che non lo risolvi. E allora perché non ti inchini?
        Hai il sacrosanto diritto, costituzionalmente garantito, di inchinarti di fronte a loro. Perché ti rifiuti di usufruirne?
        Ti costa qualcosa scappellarti di fronte a loro fino a toccare il suolo con la tesa del copricapo? Non ti costa niente, è tutto gratis. E allora perché ti ostini a tenerti il berretto in testa?
        Forse semplicemente perché non ti piace perdere tempo, umiliarti e renderti ridicolo senza che ve ne sia ragione?
        Esatto, è lo stesso motivo per cui da anni non vado più a votare.

      • cenzino fregnaccia pettinicchi

        A volte i, cosi detti, diritti sembrano più che altro prese in giro.

        • Non credere che non capisca cosa dici… ma non votare mi pare il ragionamento di quello che si tagliava gli zebedei per far dispetto alla moglie…

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Non mi permetto di credere nulla, sono certo che capisci. Ora, dopo anni che non voto andrò a votare ma porto rispetto e capisco i nauseati di questo salto della poltrona senza dignità. Tale salto dà credibilità zero al diritto.

          • Li capisco anche io, ma non condivido la loro passività.

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Più che altro è nausea. Stammi bene, Hodoloc.

          • A me il ragionamento di chi va a votare sembra quello di chi ogni tanto faceva una crocetta sugli zebedei pensando di fare piacere alla moglie e che fosse questa la loro funzione.

          • Ho capito ma chi non vota sta dicendo che gli zebedei non servono a niente…

          • No, sta dicendo che non serve a niente usarli per farci una crocetta sopra. Interi popoli nella storia hanno cambiato il proprio destino, senza bisogno di crocette. Non mi risulta che con le crocette sia mai avvenuto altrettanto (ed è probabilmente per questo che sono state introdotte e santificate).

          • E allora non servono nemmeno per NON farci le crocette sopra.
            A che servono, cioè come avresti intenzione di usarli?

          • Apri un libro di storia a una pagina qualsiasi. Com’è che sono sempre avvenuti i grandi cambiamenti? Per caso grazie a branchi di elettori armati di matita copiativa?
            Siamo oggi al punto in cui la lapalissiana evidenza è diventata rivoluzionaria. E la lapalissiana evidenza è che le elezioni non hanno mai cambiato nulla, in nessuna parte del mondo. Al massimo, in alcuni casi, sono state utili a formalizzare una trasformazione già definitasi in base a rapporti di forza (elezioni politiche italiane del 1924, elezioni tedesche del 5 marzo 1933, referendum monarchia-repubblica, ecc.). Sono altri i metodi che determinano il cambiamento e non c’è cosa che renda più impotenti del credere che per cambiare basti il solo impegno necessario a tracciare una X su un pezzo di carta. Le elezioni sono una sagra dell’analfabetismo, dell’incapacità di agire e di pensare, dell’impotenza adottata come forma di pensiero e modello di vita.

          • Ma infatti chi ha detto che basta la X?
            Tu, non io.
            Occorre una partecipazione quotidiana da parte di tutti per informarsi, per verificare l’operato degli eletti e per far sentire la propria voce a tutti i livelli, anche quelli meno “importanti”.
            Poi però vai a votare, sennò è inutile.
            Un invito all’astensione a un popolo già fin troppo scoraggiato non ha mai funzionato come sprone alla rivoluzione, anzi è sempre successo il contrario.

            La partecipazione si costruisce per gradi ma il primissimo passo è convincersi che anche una X può servire, come inizio.
            Come pensi di arrivare alla gente che fa la rivoluzione per le strade se non trovano nemmeno la forza di andare al seggio?

          • Mah, sarà che amo l’ovvio, ma a me sembra inutile l’esatto contrario. Raccogliere dati, ottenere informazioni, controllare l’operato di uomini di potere, creare reti di relazioni, rafforzare la propria influenza a tutti i livelli, ecc. ecc.: il fine ultimo di tutto questo dovrebbe essere quello di fare una bella X su un pezzo di carta? A me sembra il modo migliore di gettare nel cestino tutta la fatica compiuta. E mi vengono in mente cento altri modi di utilizzare in modo più proficuo tutte queste belle cose (ammesso e non concesso che si riesca a ottenerle, naturalmente, ma non è certo per via elettorale che le si otterrà).

          • Scusa, dove ho detto che il fine ultimo è la X?
            Ho detto che se ci si pone l’impegno di informarsi seriamente e di partecipare ognuno al proprio livello allora la X acquista un significato importante.
            Ho aggiunto che se la consapevolezza e la partecipazione sono basse non le aumenti certo dicendo che la X non serve anzi si dovrebbe partire proprio dall’andare al seggio per iniziare il percorso.

            Sugli “altri cento modi” dimmi tu, basta che siano fattibili e efficaci.

          • Te l’ho detto, apri un libro di storia a una pagina a caso e troverai da solo i modi fattibili ed efficaci per utilizzare informazioni, reti di relazioni, ecc. Devo davvero spiegare quello che c’è scritto?
            Non è che coloro che combatterono a fianco di Ottaviano Augusto, Carlo Magno o Mao Zedong abbiano operato le loro trasformazioni politiche a partire da risultati elettorali.
            E anche dietro le trasformazioni operate da personaggi vissuti in epoca di democrazia rappresentativa c’erano dinamiche rispetto alle quali le elezioni non erano che un sistema per giustificare a posteriori una posizione di forza acquisita con metodi “tradizionali”.
            Io penso che la democrazia elettorale sia tanto amata e difesa dalle elite proprio perché ha consentito di far disimparare alle masse quali siano e siano sempre stati gli strumenti e le dinamiche reali delle trasformazioni politiche.
            La X non è né un punto di partenza, né un punto di arrivo: è una deviazione dal percorso (dolosamente disposta) che conduce in un vicolo cieco.

          • Questa idea che la storia precedente è la rappresentazione di leggi immutabili non mi convince.
            I metodi tradizionali oggi funzionano al contrario e cioè arrivi a poterli mettere in atto se costruisci un consenso elettorale.

          • Per coincidenza, a proposito di questo discorso, sto rileggendo proprio adesso il “Manuale di economia politica” di Vilfredo Pareto. Pareto era un intellettuale di statura enorme, animato da un altrettanto enorme disprezzo per il volgo. Essenzialmente, nelle sue argomentazioni, egli sostiene che tutto ciò che insegnano gli esperti (i “professori”) è completamente falso. Tuttavia, afferma Pareto, i professori devono continuare ad insegnare il falso, perché esso è la sola cosa che il popolo può capire. Se il popolo capisse come stanno davvero le cose, il crollo dell’ordine sociale sarebbe pressoché immediato. L’equilibrio sociale, afferma Pareto, richiede l’adesione a mitologie e sentimenti irrazionali. In questo senso, e solo in questo, credo che il rito della crocetta abbia un’importante funzione preservatrice dell’ordine. Quando l’ordine esistente dovrà essere scardinato, ciò non avverrà, io credo, in virtù di una “presa di coscienza” dal basso, ma come sempre in virtù di un’azione “dall’alto” da parte di nuove elite meno credule e più agguerrite. Per cui chiunque abbia voglia di partecipare al rito quinquennale della crocetta, può e deve farlo con la massima serenità. Io ovviamente non partecipo, per puro rispetto verso me stesso, ma non ho nessuna obiezione verso una partecipazione ampia e condivisa. Il rispetto che il resto del popolo ha per se stesso non è di mia competenza e non credo abbia la minima rilevanza storica.

          • Sei un elitista.
            Io no.

          • Più che altro sono un insegnante di storia. Noto che le dinamiche storiche si sono sempre svolte secondo le modalità testé esposte, mentre non vedo alcun segnale che faccia presagire un’improvvisa inversione di tendenza di un meccanismo che è sempre lo stesso da millenni.

          • Gianluca, sei un insegnante di storia ma ce ne sono altri e la pensano in maniera diversa da te.
            Intendo dire, altre persone studiando come te per professione le stesse dinamiche storiche giungono a conclusioni differenti.
            La storia la facciamo noi, non è un gioco che ha delle regole alle quali ci dobbiamo adeguare.

          • Qualunque cosa la facciamo noi. E qualunque cosa possiede caratteri esteriori “malleabili” che possono essere modificati più a meno a piacere, ma anche regole di base “fisiche” sulle quali non ci è possibile intervenire.

          • Cito:

            “ma anche regole di base “fisiche” sulle quali non ci è possibile intervenire.”

            È una petizione di principio che andrebbe dimostrata.
            Ci sono filosofi come ad esempio Gramsci ma anche Giovanni Gentile, e quindi gli idealisti tedeschi, che la vedono in maniera diversa.

          • Concordo su fatto che i metodi migliori per cambiare siano altri, ma per ora qui non mi sembra che qualcuno si muova in quel senso.

        • E’ quello che vogliono farti pensare.
          E’ verissimo che la legge elettorale fa pena, che non ci sono proposte politiche veramente convincenti.
          Ma non mi sembra questo un motivo per arrendersi.

          Io voto perché mi considero persona onorata di questo diritto anche se ha perso gran parte della sua funzione, e perché convinto che non andando verrà usato come scusa per indebolirlo ancora.

      • Certamente che posso farlo. Tra l’altro probabilmente lo farò, ma quello che voglio evidenziare è che posso anche non farlo senza che lei si senta in dovere di farmelo notare, che è esattamente quello di cui parlavo nel messaggio originario.
        In ogni caso quando applico il principio del boicottaggio nei confronti di qualcosa che non mi trova più d’accordo vado tendenzialmente fino in fondo, almeno sullo specifico argomento.
        Un saluto

  4. Io non capisco a cosa serve tutto sto parlare di astensione. Appurato che la democrazia in Italia non c’ è e che è solo un utopia a cosa serve andare a votare? Serve a legittimare il solito 0,1% che fa gli affari propri. Nessuno di noi ha votato l’ Euro, nessuno di noi ha votato l’ immigrazione-invasione di milioni di musulmani o la cultura gender nelle scuole. Nessuno di noi ha votato le bombe NATO in Serbia, Ucraina, Siria e Libia…Di cosa vogliamo parlare? Astensione significa che il voto è truccato SE non nei numeri sicuramente nel significato.

  5. Grullini imbroglioni, cinque stalle piene di merda…povero Orso! Cerca di fare discorsi generali,sempre noiosi,ma lo scopo è sempre lo stesso: mettere tutti nello stesso mazzo per boicottare i cinque stelle,che con quel mazzo non c’entrano,se non altro perchè non sono mai stati al governo e restituiscono un mucchio di milioni(di euro) che potrebbero tranquillamente spendersi. Ma sono bazzecole,come no!

    • Da notare che dal calderone di M€rda si sono salvati soltanto i “martiri” Salvini e Meloni.

      • Fa piacere che me lo fai notare. Da solo non potevo arrivarci perchè non sono riuscito a finire l’articolo.

          • Però scrive Di Maio sul blog

            “3) infine il MoVimento 5 Stelle farà una riflessione politico-economica su 10-15 miliardi di maggiore deficit annuo che comunque, partendo da una base programmatica dell’1,6 di deficit/Pil 2018, ci terrebbe ancora abbondantemente sotto il vetusto e stupido parametro del 3%.”

            Si lava la coscienza chiamandolo vetusto e stupido ma lo vuole rispettare proprio come ha fatto il PD fino adesso.
            Per adesso Salvini ha detto che se sarà necessario è pronto a sforare.

            Mi sembra una marcia indietro.

  6. Bravo Eugenio Orso. Sottoscrivo.

  7. Non in Italia. Storicamente parlando non abbiamo mai fatto una rivoluzione alla francese. Se le cose andranno meglio, bene, altrimenti sarà lo stesso. Gli italiani non si ribelleranno mai e chi potrebbe farlo fugge all’estero.

  8. ” Orso ” il cognome in effetti e’ appropriato.
    Quanto all’astensione e’ ovvio che non viene messo in discussione il diritto ad astenersi, ma altrettanto ovvio e’ il diritto alla critica sulla validita’ etica dell’astensione.
    Nel merito: ” L’utilità o l’inutilità dell’astensione di massa dal voto, in sintesi, non è un “a priori”, ma dovrà essere valutata nel medio/lungo periodo sulla base dei cambiamenti sociali e politici che si produrranno, o non si produrranno, determinati anche dall’astensione.” ovvero , tutto il discorso si rivela una bolla di sapone che fa …. blop

  9. “L’utilità o l’inutilità dell’astensione di massa dal voto, in sintesi, non è un “a priori”

    Secondo me è una asserzione esatta.

    Qui per ‘utilità’ si intende comunque un effetto collettivo di una azione collettiva, come è otare e non otare.

    Mi rivolgo a chi si astiene con coscenza e ripudio formale delle istituzioni, se non in generale, almeno vigenti (lo so vado al target, ma è inutile discutere se andare a votare o meno con chi è convinto di andarci).

    La tesi è questa.

    L’astensione per portare un effetto collettivo può essere invocata formalmente sul piano formale dello Stato, della sua legittimità sul piano del monopolio collettivo.

    La prova che andrebbe sperimentata è un confronto/affronto sul piano giuridico, quindi appunto formale, per constatare quanto sia vero che lo l’imperio delle istituzioni (cioè degli apparati politici e amministrativi) sia legittimo nel suo monopolio sociale, un monopolio che è esclusivo, che esclude qualunque altra “pratica individuale e sociale” che non è attualmente prevista e consentita negli attuali ordinamenti formali.

    Questa situazione può essere utilizzatà da soggetti collettivi che vogliano organizzarsi su qualunque attività colelttiva è ritengono necessario agire come base per la propria vita indiiduale e sociale.

    In pratica, specialmente fra chi nè ha bisogno (chi ne ha coscienza va da sè per volontà), ci si può organizzare in ilbere comunità e associazioni e, laddove non è possibile per mancanza di risorse, ci si prende le risorse non pagando o stornando dalle tasse tasse oppure prendendosi gli immobili e le strutture pubbliche e, auspicabilmente, anche quelle private, in disuso o in parcheggio speculativo del capitale.

    Quando arrivano i gendarmi e si va di fronte al giudice gli sipuò anche dire: noi non riconosciamo la vostra autorità per il motivo che non è democratica, aritmeticamente non è democratica. e lo si può contestare acnhe col 40% di astensione perchè poi a conti fatti si governa con un consenso formale (e atsratto, perchè è una delega in bianco totalmente assurda sul piano logico giuridico) sempre minore del 50%. E tu manco mi puoi giudicare se non in virtù di un artificio astratto e arbitrario.

    A questo punto repressione e carcere. Ma chi sta fuori deve decidere: continuare e aumentare le azioni di esproprio collettivo (che corrisponde automaticamente a una era riappropriazione collettiva di sovranità) e di lotta.

    La storia (del dominio) ci insegna che ad esso stesso ci sono solo due alternative: rivoluzione o guerra civile.

    Il nocciolo giuridico-formale del dominio (o almeno di quel dominio-potere che vuole continuare a governare con un quadro giuridico formale suo) è la guerra civile.

    Lo stato si ripresenta è dice: “Se volete vivere in pace tornate all’ovile, altrimenti sangue, terrore e morte”.

    La Siria e l’Egitto ci insegnano, come vogliono proprio didadtticamente i dominanti, che qualunque riolta e rioluzione, bene che possa volgere per gli insorti, finisce in guerra civile e dittatura peggio di prima.

    Per i padroni la guerra civile è sempre l’ultima spiaggia.

    Saper disinnescare preventivamente la minaccia della guerra civile come liquidazione della rivoluzione è un mistero ancora.

    Purtroppo.

    Aldilà di questo, buona astensione a tutti coloro che intellettualmente e visceralmente, giovani o vecchi non importa, hanno maturato l’odio verso il potere e il dominio sociale.

    Ma può questa tesi rimanere è valida al di fuori di pratiche di esproprio collettivo, di alternative sociali pratiche, autonome e altere dalle istituzioni vigenti, partiti compresi?

    Secondo me no.

    Lasciamo il mercato boario, la riconta delle pecore a chi non ha altro da immaginare in questa vita. Ma può guardarli e sogghignare sotto i nostri baffi solo chi fra noi cerca di essere altro e fare altro che non sia quello proposto e imposto attualmente.

    • Oh! Ecco un commento che approvo in toto, per la capacità di astrarsi dal contesto ormai impastato di retoriche da tifoseria, per l’analisi lucida ed esposta benissimo, al netto dei refusi “smartologici”.

      • Se tu dici che per te è così ti credo.

        Riguardo ai refusi non sono manco smartologici, gli è che scrivere due righe mi prende 20 min. e io ho le mie necessità quotidiane e la mia vita e anche quella di altri intorno. Avevo ricominciato anche a rileggere, ma troppo tempo.

    • Il non voto come delegittimazione democratica dello Stato… ma cosa vi siete fumati?

      Quale autorità dovrebbe decidere che lo Stato è delegittimato dal non voto?
      Questa autorità deve essere riconosciuta da tutti, altrimenti la guerra civile sarà inevitabile, anzi, sarà sacrosanta.

      Ragazzi la fantascienza vi fa male…

      • E’ possibile, ma è molto probabile che a cominciare questa guerra civile sarà, se non “lo” Stato, le sue propaggini, financo il terrorismo o lo stragismo, non certo la gente che, informata e organizzata, si rifiuta semplicemente di partecipare a un sistema disumano per quello straccio di vita che gli rimane da vivere.

        • In ogni Stato ci sono poteri occulti, come i servizi segreti.
          Se non ci fossero, semplicemente quello Stato sarebbe alla mercé dei servizi degli altri. Te lo dico da non militarista convinto.

          • E’ assodato questo, cioè che ogni potere dall’età della pietra a oggi ha usato e sempre userà qualsiasi mezzo per mantenersi tale. La ricerca del potere infatti, a differenza di molti “tifosi” qui in rete e fuori, non è e non può essere il mio obiettivo come singolo.

          • La ricerca del potere è per chi non ha una personalità matura. Chi è maturo si realizza nel dare agli altri, non nel comandare.

          • Eppure qualcuno impone di pagare le tasse, magari non è maturo ma quasi tutti le pagano.

          • Tasse vuol dire tutto e niente. Ci sono sistemi fiscali giusti che hanno lo scopo di redistribuire la ricchezza (intesa non come denaro ma come beni e servizi) e sistemi fiscali ingiusti che hanno solo lo scopo di sottomettere. Quest’ultimo tipo è sicuramente da combattere.

          • Allora armiamoci e parti all’istante! ( Il tono è più che sardonico)

      • “… ma cosa vi siete fumati?”

        La tessera elettorale … tossicissima … puah!

        (comunque la tesi proposta non è rivolta a tutti e non è una soluzione per tutti; comunque tu centri bene un punto cioè porsi il problema delll’autorità … ma questo lo fa un Puigdemont, noi no …scusa noi senza te).

    • Perle ai porci, credimi e già siamo in un forum rispettabilissimo rispetto alla stragrande maggioranza, tu parli di salire una montagna che porta oltre la coltre e le nuvole a rivedere un cielo azzurro o perlomeno respirare un’aria migliore ma la massa vede nubi grige e umidità…e l’ovile per quanto puzzolente e sciroccato e pieno di merda….è pur sempre l’ovile…

  10. “… Sempre nel medio/lungo, quel 90% di diserzione dalle urne ipotizzato – potrebbe bastare, più realisticamente, una percentuale superiore al 50/60% – costituirebbe
    l’humus per una vera opposizione. … … Non è per niente sicuro che ciò accada, essendo l’area dell’astensione variegata, anche dal punto di vista dell’appartenenza sociale e (almeno) parzialmente non cosciente sul piano politico. Sarà compito della nuova opposizione al sistema conquistare il consenso di popolo nell’area dell’astensionismo, che abbiamo supposto sconfinata. …”

    Scusa caro Orso… mi spieghi perché questa messianica Nuova Opposizione che potrebbe sorgere DOMANI potrà avere successo solo se OGGI io non voto per NESSUN ALTRO? Può convincere solo chi non ha mai votato? Vuole solo elettori VERGINI?

    Perché se OGGI voto un partito qualsiasi anche se so che non è il massimo DOMANI non potrò votare per questa evanescente Nuova Opposizione, oppure scegliere sempre DOMANI, come prospetta il nostro amico, la lotta extra parlamentare (se avesse un senso)?

    QUINDI ASTENERSI NON SERVE AD UNA BEATA CIPPA SE NON RINUNCIARE AL DIRITTO DI SCEGLIERE (e passare la domenica al mare come diceva Craxi)!!!

  11. Bravo Eugenio.
    E’ proprio per questo che io non voto.
    “Molti, però, hanno compreso, seppur superficialmente, che nessuno rappresenta i loro interessi all’interno del sistema, distaccandosene in attesa di poter farli valere, magari per altre vie.”
    A tutti i politici da fastidio il non voto.
    Ed è per questo che non voto.
    Da questa prateria di non votanti mi aspetto che nascano le “altre vie” per far valere i nostri interessi.
    E se le altre vie non ci saranno, amen.

    • Da ragazzino mi dicevano “ogni volta che ti tocchi la Madonna piange” e non è servito a convincermi… figuriamoci se mi convince chi dice “ogni volta che non voti un politico piange”.

  12. Cito:

    “Infine, preciso che nel primo “step” di questo articoletto, il linguaggio particolarmente greve, turpiloquente, infarcito di espressioni colorite e addirittura insultanti, non ha banalmente lo scopo di far sensazione per aumentare le (eventuali) letture”

    Ma uno si puo ridurre cosí…

  13. Classica “relazione” del pedagogo mediocre che maneggia il peccato, lo gira, lo rigira, ne osserva compiaciutamente le cirostanze, e spiega l’analisi del male con la frase e il periodo con le quali, nel suo perpetuo oscillare, offre – a credito – un insulso compendio non più degno di un polveroso scribacchino di cronache d’oltretomba; frutto malsano di un’inconfessabile fallimento accresciuto da un quotidiano risentimento.

    Detto ciò, con almeno la scusa di sperare che se andranno al governo saranno meno carogne dei predecessori, tornerò – per la seconda ed ultima volta – a votare M5S, dopodiché, se dimostreranno di essere una accozzaglia di farabutti come gli altri, andrò “oltre” e ri-tornerò a obbedire a questo vecchio “comandamento” di E. Renan: “il suffragio universale è illegittimo, poiché la stupidità non ha il diritto di governare il
    mondo”.

    • Marco Echoes Tramontana

      Sono nella tua stessa situazione psicologica, darò questa seconda possibilità ma poi basta, che la vita è una.
      Sai però che devo evitare di vedere e sentire quel Di Maio, sennò mi passa pure questa ultima voglia.

  14. Chi si astiene dal voto, e lo fà perchè in divergenza con la politica nel suo insieme, ed è contrariato da come fuonzanano le cose in Italia, bene oggi non ha più alibi, finora non votando la riconfermava in toto, quindi non votare è stato sempre l’equivalente di confermare. Oggi il contrario esiste, cambiare totalmente i comportamenti della politica è possibile, quindi niente più alibi si può abbattere questa imponente macchina della corruzione che è la vecchia politica.
    Ormai la vecchia politica ha esaurito tutte le facce da esibire, nessuno le crede più, ed è possibile abbatterla, basta volerlo e votargli contro.
    Fino a ieri, con il 40% di astensioni con il 21% dei voti si governava perchè c’era la possibilità di corrompere e comprare voti, oppure c’era chi partecipava per vendersi poi al vincitore.
    Oggi se votasse contro la vecchia classe il gruppo degli astensionisti, sarebbe la fine della terza repubblica e si cambierebbe finalmente sistema di governo, fine dei tangentisti, fine delle mazzette, fine delle leggi ad personam, finalmente una nuova Italia potrebbe affacciarsi al mondo.

    • Condivido… l’unico dubbio resta per chi votare, dato che non ce n’è uno che sono sicuro non essere manovrato.

      • Semplicissimo, e senza alternative, l’unico che non lega con l’ammucchiata dei ladroni, purtroppo ne abbiamo soltanto uno, e grazie al cielo, altrimenti come prima dell’arrivo potevamo scegliere su chi rubava meno

    • Il presupposto di questo predicozzo è che i 5 Stelle siano la Quarta Repubblica, il sole dell’avvenire, la fine dei tangentisti (locali, quelli globali sguazzano),le leggi ad personam per Berlusconi, etc etc. Mi scusi Patruno, a queste cose credevo poco dopo i 20 anni, ai tempi di Tangentopoli. Ho seguito la “sinistra” per fermare il caimano. Poi ci hanno messo il cetriolo e ho capito. Se la ricorda la “Rete” e le prime trasmissioni di Samarcanda? Ah, i capelli bianchi che fanno… Parlavano proprio come i grullini. Il sole dell’avvenire, e poi si scopre che dietro il collasso della I Repubblica c’era la massomafia internazionale. Ora il nuovo prodotto è lanciato dalla Casaleggio associati. Ma la musica è la stessa: ridurremo il deficit di 40 miliardi togliendo gli sprechi (leggi: il mio stipendio). Credo di aver capito che la “Nuova Italia” è solo un nuovo inganno. Lei a quanto pare non ancora.

    • Questa è divertente, già sentita un miliardo di volte, ma sempre divertente: “Non votare è l’equivalente di confermare”. Ne consegue che se abbiamo un governo di vermi, la colpa è mia che non li ho mai cagati neanche di striscio, mica tua che li hai attivamente legittimati (se non addirittura eletti) col tuo voto. Divertente davvero.

      • Caro Gianluca, è proprio così, sembra assurdo e te lo spiego in maniera semplice, nei condomini in assemblea si vota, però bisogna che almeno in assemblea si raggiunga 80%, altrimenti non non è valido il voto, perchè ?
        Potrebbe accadere che pochi decidano per tutti, quel che accade oggi in Italia, partitini con al massimo 10% delle popolazione comandano.
        Popolazione circa 50.000.000.
        Aventi diritto al voto 40.000.000
        Votanti 24.000.000 ( cioè il 60% vota 40% si astiene )
        divisi in tre gruppi anche se uguali 8.000.000 cadauno
        se alcuni si raggruppano bastano 13.000.000 per la maggioranza che comandano su tutti, ed occupano posti equivalenti a 40.000.000.
        Questo accade oggi, se votasse chi si astiene cioè quei 16.000.000 milioni di Italiani avrebbero da soli la maggioranza ed al governo ci sarebbero loro, quindi basta votare contro chi ci ha governato fino ad oggi, per cambiarli e mandarli a casa, abbiamo due gruppi che alternativamente si sono spartiti governi e ruberie , uno nuovo che si sacrifica si dimezza da solo lo stipendio e predica di smetterla di rubare, è da stupidi non provarci, non dico altro.

        • C’è stato un tempo un cui si era consapevoli del fatto che “la politica nasce dalla canna del fucile”, è agghiacciante vedere oggi tanta gente convinta che essa nasca dagli arzigogoli aritmetici.
          Quei 16 milioni non votano proprio perché non c’è nessuno da mandare a casa e nessuno da instaurare in sua vece. Quale punto della frase “è un gioco truccato” non è ancora chiara?

          • Se non voti pensi che vadano a casa da soli, hanno trovato la pacchia i nostri politici, con un popolo così ignorante.

          • La pacchia l’hanno trovata con i fessacchiotti come te, convinti, attraverso decenni di indottrinamento mediatico, che per “mandare a casa” i governanti sgraditi sia sufficiente mettere una bella crocettina su una scheda, come perfetti analfabeti. In realtà vedi bene che questo è il sistema migliore per tenerli al loro posto per tutta l’eternità: stai mettendo crocette da tutta la vita e loro sono sempre lì e sono sempre peggio. A questo punto anche uno scemo capirebbe che questo metodo serve a garantire e non a insidiare la loro egemonia e che forse è opportuno cambiarlo.

          • Vota, vota, vedrai come vanno a casa… più o meno come ci sono andati negli ultimi 30 anni. Non ci arrivi a capire che finché accetterai di partecipare al loro gioco (truccato), vinceranno sempre loro e tu farai la parte del pollo da spennare?

          • E pensi di “mandarli a casa” tu con le tue crocette? Non ti viene il sospetto che se fosse così facile sarebbero già andati a casa da un pezzo? Invece è tutta la vita che disegni crocette sulle schede, come un piccolo e diligente cittadino democratico, e le cose vanno sempre peggio, nessuno va mai a casa e se lo fa è per lasciare il posto a qualcuno peggiore di lui. A questo punto anche uno scemo capirebbe che bisogna cambiare metodo, che forse tutte le belle ciance sul voto e sulla democrazia ci sono state inculcate al solo scopo di metterci in condizione di non nuocere ai manovratori.

          • Per ottenere un cambiamento con la canna del fucile, puoi far la fine di Pisacane, oppure quella di Garibaldi che era appoggiato da altre forze monetarie esterne, bisogna cambiare tutto affinchè nulla cambi, dal gattopardo, e dopo la rivoluzione fatta dal popolo sulla sua pelle, ritornano i potenti che al popolo lo scanzano, e lo sottomettono nuovamente, anche la rivoluzione francese ci ha insegnato qualcosa.
            L’unico vincitore è stato Masaniello che ha governato con il popolo per tre anni, ed avvelenato dai preti.

          • Garibaldi era sì appoggiato dall’esterno (anche militarmente oltre che monetariamente), ma ciò non toglie che la sua rivoluzione abbia cambiato TUTTO, con buona pace di Tomasi di Lampedusa. Lo stesso vale, su scala ovviamente più ampia, per la Rivoluzione Francese. Le rivoluzioni vere producono cambiamenti e in questo senso sono il motore della storia. L’errore sta nel pensare che una rivoluzione debba produrre non solo un cambiamento, ma anche il paradiso in terra per i poveracci, che debba ribaltare i rapporti di forza, trasformando gli schiavi in dominatori. Questo non è mai accaduto, mai accadrà ed è bene che non accada. Il popolo resta sempre popolo, sottomesso come è nella sua definizione (se non fosse sottomesso sarebbe elite, non popolo). Ciò non toglie che le rivoluzioni siano indispensabili per mantenere in moto la storia e per togliere, di tanto in tanto, un po’ di sudiciume dalla società. Se per muoversi si aspetta che ci sia in gioco il Paradiso, allora non ci si muove più.

  15. Bagnai intanto rinsavisce, meno male… 😀

    Per il professore di Pescara il M5S non è più un gatekeeper!!!

    La clamorosa notizia sull’Huffington post

    http://www.huffingtonpost.it/2018/01/25/di-maio-disponibile-a-modificare-il-programma-in-caso-di-convergenze_a_23343095/

    Vedrai che se i risultati saranno buoni si alleeranno come chiunque dotato di un minimo di buon senso si augurava da un pezzo.
    Bagnai ci ha messo un po’ di più di altri a capirlo ma meglio tardi che mai.

    E alla conferenza stampa di presentaziome della sua candidatura non si parlava più di uscita unilaterale…EFFETTUATA DI NASCOSTO IL VENERDÍ SERA…(ridicolo solo a pensarlo)…
    Perchè il professore anche se non lo diceva HA SEMPRE SAPUTO che

    1) se esci senza dire niente a nessuno il venerdí sera bloccando i conti correnti degli italiani, il lunedí ti appendono a testa in giù a Piazzale Loreto

    2) a che serve farlo il venerdí sera se appena i sondaggi indicassero che il partito che vuole l’uscita potrebbe vincere partirebbero in contemporanea il bank run e lo spread?
    Quindi si esce solamente o in maniera concordata o se nasce un cartello di alleanze fra alcuni paesi importanti dell’unione.

    Il professore se gli dicevi queste cose un paio di anni fa smadonnava come una arpia.
    Oggi invece abbassa la crestina e si comporta da bravo piccino.

    Non è scemo, tutto sommato. 😀

    Adesso speriamo che si dia da fare e che dimostri che oltre a saper starnazzare sul blog è capace di sostenere un confronto duro contro quelli che lui stesso ha sempre indicato come i NEMICI da abbattere.

    • Io comunque questa fantomatica intervista concessa da Bagnai a La Stampa, non la trovo.
      Mi puzza di fake news dell’Huffington…

  16. Come c’è il diritto al voto esiste anche il diritto al non voto.
    Mi sembra lapalissiano.
    Se nessuno mi rappresenta, se nessuno mi è simpatico, ohibò non vedo perchè dovrei perdere tempo per votare delle persone che tutto sommato mi stanno sul capzo, per un motivo o per l’altro.
    Credo che a questo giro non voterò, l’ultima volta ho crocettato il 5 stelle ma ora sono deluso… però,forse forse se mi viene la matta stavolta la crocetta la darei a Giulietto, pur sapendo che finirà in una bolla di sapone, il mio voto.

    • Anche io ho votato 5 stelle e…mi hanno deluso,sai? Quei cattivoni hanno rifiutato la generosa offerta del povero buon Bersani, che gli aveva magnanimamente proposto di appoggiare un suo governo pur senza poter contare una cippa. Che ingrati!

  17. La ricetta astensionista proposta da Orso rischia di essere più lunga degli stessi effetti promessi dalle mirabolanti riforme piddine.
    Non possiamo permetterci il rischio di aspettare così a lungo…
    Per evitare problemi con B.basta votare l’altra parte del cdx.

  18. Articolo che lascia il tempo che trova.
    Comunque Orso stia tranquillo: essendo le Politiche le Elezioni “più importanti” – al di là del fatto che poi servano a qualcosa oppure no – l’Astensione non supererà il 30% (che comunque sarebbe già un Record in Italia).
    Nel 2013 votò il 75,19%: le Nuove Generazioni, a differenza di quelle più vecchie, sono generalmente più fredde riguardo l’esercizio del voto, ma tenendo conto dell’importanza della tornata elettorale – la televisione batterà il chiodo notte e giorno fino al 4 Marzo – credo che un ulteriore calo del 5% sarebbe già un risultato ottimo per i fanatici dell’Astensionismo come Eugenio Orso. Pertanto si rilassi perché il 90% d’astensione non lo vedrà neanche fra 500 anni.

  19. Nel voto le masse hanno la parola..e l’individualità si annulla nel collettivo..
    Chi sente il richiamo della massa andrà a votare..mentre chi si riconosce individuo starà a casa..che lui non potrà cambiare nulla se non evitare la fatica di andare al seggio..
    La società ha bisogno dei due tipi..che altrimenti sarebbe totalitaria o non esisterebbe affatto.
    Per cui qualsiasi cosa facciate..è giusta e nel medesimo tempo sbagliata..

    Abituarsi alle contraddizioni è del saggio..mentre lo stolto ricercando il giusto trova sempre lo sbagliato..

  20. Se voti “SÌ “, voti per il Sistema. Se voti “NO”, voti per il Sistema. Se non voti, il Sistema voterà per te. Ma almeno non avrà avuto il TUO voto!!!
    Dignità!

    • E tu( impersonale) magari sarai stato un’ora in più a letto, magari con la* tua* compagna* ( o quella di un’altro**?) e sicuramente non avrai perso tempo a recarti all’urna.
      * Tutte queste desinenze sono da intendersi neutrali, tipo templum in latino, per evitare disguidi… Generici insomma!
      ** Questa nota è in via di redazione…

    • Giusto!
      E se un giorno qualcuno ti rimprovererà di averlo preso in “quel posto” lo stesso potrai sempre rispondergli che però non eri consenziente! E che pertanto la tua “Dignità” non non t’è stata scalfita manco per un millimetro, ma anzi… è ancora più integra e vergine che pria.

  21. La storia lo stabilisce, non io. Tu invece che aspetti a prendere le armi e partire? Magari ti raggiungiamo poi.

  22. Bravo Eugenio, concordo pienamente, chi legittima un infame tavolo truccato non si lamenti se poi perde tutto. La maggiorparte della gente è talmente intontita dalla propaganda e dalla menzogna che CREDE che un sistema marcio, predatorio, illusorio, elitista possa dare risultati positivi e diversi da quelli che fin’ora si sono visti.
    La maggiorparte della gente non si rende conto di parlare di determinati argomenti solo e solamente a comando, quando lo dicono le televisioni e i fake media, non si rendono nemmeno conto che è IMPOSSIBILE senza un controllo sistemico che ci sia un coro unanime di voci di presunti esperti su circa ogni argomento….semplici considerazioni, elementari considerazioni agli occhi di un bambino vengono SISTEMATICAMENTE coperto da considerazioni capziose e da una prolissa narrativa fosca e incoerente. I ladri sono anche bugiardi dice un sempreverde adagio popolare, oggi gli esperti direbbero che la vita non è quella di un tempo quindi la verità è relativa, però pretendono che le leggi abbiano valore assoluto a meno che non vadano a discapito di qualcuno di interessante che sostiene la grande farsa politica….

    E poi c’è lo spauracchio delle bombe, della guerra dello spread delle malattie….i buoni pastori che accompagnano le pecorelle ogni tanto fanno correre i cani in mezzo al gregge e il gregge come previsto si sposta più in là… poi inizia a brucare, pascolare, pisolare fino alla prossima tosatura e al prossimo spauracchio….tutto molto lineare e dimostrabile, adesso il pastore chiama all’ovile le pecorelle e per farlo promette cibo e caldo e così le pecorelle si recano in buona parte all’ovile e a lui basta così….

    Non c’è propro nessuna differenza tra l’umanità nel suo insieme e un gregge belante di pecore, quindi queste ipotesi di astensione del 90% sono discorsi da pecore nere, minoranze che non preoccupano anzi che hanno la loro funzione agli occhi del pastore.
    Infatti il solo fatto di suscitare un misto di interesse e repulsione le rende semplicemente singolari e diverse per definizione, cosa sia giusto fare le pecorelle lo sanno bene, sanno che la loro zona di confort si trova all’ovile come dice il pastore, e come sanno anche i cani…le pecore nere possono anche stare distanti da quello che si deve fare.

    • Stavo per scrivere la stessa metafora, per altro scontata se si hanno degli occhi appena lucidi. Può sembrare una visione pessimista, ma forse no, forse rimanendo “lucidi”, con gli occhi, quindi la mente e il cuore, si può, ancora, per il momento, gridare quello che si vede chiaro e tondo, gridarlo nel pieno della ragione, fino al limite del Trattamento Sanitario Obbligatorio, perchè senza dissenso, senza un minimo di disobbedienza e di fede che al di là del recinto non è vero che nessun umano è mai andato quella è una storia per pecore, staremmo ancora cercare tuberi attorno ad una savana sempre più inospitale. L’umano si contraddistingue per l’illimitatezza dei suoi confini evolutivi, celebrali e tecnologici, software e hardware… Ogni limite, ogni solco scavato per delimitare comprime le forze vitali di ogni genere e non può che prospettare una rinascita, sempre che gli umani rimangano dei mammiferi a sangue caldo.

      • Ammetto che non è ne originale ne particolarmente ricercato quello che ho scritto, però è terribilmente calzante da essere il must dei must nel libro dei libri….cioè la verità più macroscopica in assoluto è scritta da millenni a caratteri cubitali e viene comunque ignorata dalla maggior parte, il che le permette di ripetersi in varie forme. Poi i corollari che ne derivano sono a volte singolari ma sostanzialmente seguendo un determinato “frame” permettono alla storia di ripetersi mai esattamente allo stesso modo ma conservando una morale che rimane quasi indelebile, hai voglia a favellare di modernità e progresso. Il progresso umano consisterebbe appunto nel fare la cosa più difficile, non solo non votare, ma abbandonare pastore, ovile e cani….vorrei proprio vedere chi non ha il coraggio di chiamare questo con il suo vero nome PROGRESSO.

    • Non ho capito bene l’ ultima parte ma condivido tutto il resto al 100%. E’ esattamente così.

    • Hai dimenticato le pecore che denigrano quelle nere. I poveri beoti che continuano a belare perché votare è importante e la Cosa Giusta da Fare, forse sono il peggior/miglior prodotto del pastore.

  23. Che si voti o meno, se la cosiddetta “sinistra” dovesse vincere avremmo sicuramente altre centinaia o migliaia di gommoni di immigrati che sbarcherebbero dopo essere stati gentilmente rifocillati a nostre spese e portati sulle coste italiane dalle navi di soros e company.
    Che si voti o meno, lo stesso accadrebbe se dovesse vincere l’ala peggiore del centro destra, cioè quella dell’uomo plastificato che risponde al nome di Berlusconi.
    Insomma, pur da convinto astensionista, penso però che se si vuole almeno cercare di mettere un freno all’invasione di immigrati forse questa volta è meglio votare chi sembra essere contrario ai flussi migratori.
    Non è che io sia innamorato della Lega o dei Fd’I ma mi sembra che sul problema specifico siano i più credibili.

    • Esatto! Votare farà lo stesso effetto di una formica che prova a fermare un elefante… ma è sempre meglio di non provarci neanche.

  24. IO ho già dichiarato ad ogni occasione che NON vado a votare: non incito altri ad imitarmi né offendo chi va a votare. Io per me ho semplicemente deciso che NON vado a votare, almeno per questa volta… Non ho nessun motivo valido per votare, e respingo decisamente l’argomento del votare turandosi il naso… Molto meglio, se non si è convinti di poter votare il meglio, non votare affatto… Tra l’altro, penso che non votando, non si incrementa per nulla il menefreghismo, ma si aumenta la base di un pensiero politico volto al superamente di un sistema ormai improponibile e causa di tutti i nostri mali, destinati ad aggravarsi.

  25. Secondo me, ai tempi, si è fatto scendere l’età per il voto fino ai diciottenni per responsabilizzarli e far sì che non si facessero più le seghe. Questo, sempre secondo me ha portato a che i preti non considerino più un peccato la sega, ma piuttosto il non andare a votare. Me lo ha confermato il parroco del mio paese (se non voti sono due ave maria, un padre nostro, un vaccino a scelta e l’obbligo di due ore al giorno di tv2000): la cosa funziona sia dal punto di vista letterale che per metafora. Dal punto di vista pratico letterale se vedi per cinque minuti una che parla di obbligo di vaccini con quella faccia sei spronato più a recarti alle urne che a pregare Onan, mentre dal punto di vista metaforico una volta che ti trovi nella cabina dei mondi alternativi paralleli del Doctor Who, stai facendo tutte e due le cose. Il rischio quindi è che metaforicamente chi vota allo stesso tempo non cresca (nel senso della coscienza).

  26. L’ astensionismo non è mica una ideologia, ma semplicemente una posizione in un particolare momento politico, in questo, a mio avviso, è meglio non andare a votare e lasciare a quattro gatti i ludi cartacei. Specialmente considerando il sofisticatissimo meccanismo del Movimento Cinquestelle. Fare fallire tutta questa operazione e portare a livelli inediti l’astensionismo, sarebbe un duro colpo per il sistema. Ma non accadrà, purtroppo.

  27. Possiamo noi votare per uscire da U.E., N.A.T.O., O.N.U.,F.M.I. ? NO!
    Possiamo noi votare per staccare dall’Italia la Padania, il Veneto, la Sicilia, la Sardegna o il Tirolo meridionale? NO!
    Possiamo noi votare per avere una repubblica presidenziale con un parlamento unicamerale? NO!
    Possiamo noi votare per sopprimere i Comuni con meno di 5000 abitanti? NO!
    Possiamo noi votare per ripristinare la pena di morte? NO!
    Possiamo noi votare per sopprimere l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato e la Guardia di finanza facendone una unica polizia? NO!
    Possiamo noi votare per … NO…

    • Sante parole…almeno una parte le condivido espressamente…specie sulla Nato…e sulle sette od otto polizie diverse che ci rendono ridicoli: e consentono ad una superpolizia segreta di controllarci extracostituzionalmente ( come su questo sito ). Confido tuttavia, a differenza degli interventi precedenti, sull’opera misteriosa e redentrice di quello che i cristiani chiamano Spirito Santo…e sulla dignità di uomini liberi proprio nel dire NO.

  28. Il voto è un diritto, non un dovere e le democrazie più compiute (USA) sono proprio quelle dove la partecipazione al voto è più bassa. Questo era il pensiero ieri di Pannella, padre della Bonino e nonno della Boldrini, il profeta transnazionale del politicamente corretto della sinistra dei nostri giorni ed oggi è il pensiero del simpatico Orso (Preve sarebbe stato davvero d’accordo con lui?). L’astensionismo al 90% ci porterà definitivamente in EU, anzi ci porterà direttamente gli Euroinomani a governare in casa nostra. Sarà veramente una bella rivoluzione popolare!

  29. Propongo un non voto organizzato. Se si disertano le urne senza fare altro diranno che non si era interessati, o che si tratta di disamorati dalla politica “da recuperare” (massima ipocrisia).

    Se invece tutti quelli che non vogliono votare perchè sono consapevoli che tra il marcio e la muffa non c’è niente di edibile si unissero e ne facessero un atto politico, avrebbe un altro significato.

    L’unico atto politico facile che riesco a concepire è rimandare la tessera elettorale al Presidente con una bella letterina con raccomandata RR che spiega perchè non è proprio possibile farsi rappresentare da questa gente, togliendoli così la legittimità.

    https://uploads.disquscdn.com/images/812184dbb23b7c94bd3bbfbfe50d2a8e10f57d90263200995190f26cfc7cce64.jpg

    Per non violare la legge elettorale la Presidenza deve rimandare le tessere elettorali ai legittimi intestatari. Chi lo ha fatto in passato (come protesta contro le liste bloccate) si è visto riconsegnare la tessera da un paio di carabinieri (e pure in tempo per
    votare, se avesse cambiato idea nel frattempo, cosa fattibile comunque
    chiedendo un duplicato il giorno del voto, la legge lo permette a chiunque non sia più in possesso della tessera, per qualsiasi ragione ).

    Se qualche centinaia di migliaia di “disamorati” procedessero in questo modo genererebbero un tale movimento da non poterlo nascondere in un trafiletto di enultima pagina, e sarebbe la protesta più forte mai messa in atto da un elettorato.

    Poi per evitare troppi “taglietti” alle statistiche (stile stima ufficiale dei manifestanti rilasciata dalla prefettura), registrare il numero della raccomandata in un sito web permetterebbe di avere i numeri reali degli aderenti allo sciopero del voto.
    Non serve organizzazione, è decentralizzato, ognuno può attuarlo da sè (del resto non si può fare diversamente per non rischiare di violare la legge elettorale).

    Qualcuno ha altre idee per trasformare l’astensionismo in un atto politico forte?

    • Meglio un annullamento di massa. Farebbe notizia ed è più facile. Ognuno disegni quello che vuole sulla scheda, la fantasia al potere. Ad esempio il simbolo della fertilità che spesso si trova nei bagni maschili.

      • Notizia? Non lo saprebbe nessuno o finirebbe nascosto come al solito. Solo gli scrutatori lo vedrebbero e non ci sono mezzi per contarlo.
        Le schede vengono sigillate nei sacchi alla fine dello spoglio e mai più riaperte (salvo improbabili riconteggi).

      • L’annullamento è una tecnica di broglio. Non funziona.

  30. Parecchi dimenticano che questo Paese, in cui mi ostino a vivere considerandolo ancora GRANDE nella sua cultura e nella sua storia, ebbene ha avuto per secoli più guerre civili di ogni altro. L’ultima 70 anni fa ed ha lasciato segni indelebili ancora oggi. Peraltro la chiesa cattolica, custode di una falsa ‘religio’ ammantata come laido sepolcro da buonismi di facciata, finalmente non è più seguita come prima: era l’unica barriera ideologica alla violenza. Oggi a prendere la via dell’azione diretta serve solo un po’ di casino internazionale. E basta: non ci sono più remore di sorta. Chi vorrà morire difendendo Montecitorio ed i suoi malfattori ? O Palazzo Madama con i suoi commessi strapagati per leccare il deretano alla casta ? Od il Quirinale con la mummia sicula che recita sermoni filogiudaici dimenticando che fu lui ad ordinare ai nostri bombardieri di andare su Belgrado a compiere la nefanda opera distruttiva ? Cosa ci avevano fatto i serbi ? Nulla come nulla avevano fatto all’Italia fascista che allora procedette ad una pulizia etinica che nessuno ricorda oggi: specie i millantatori di credito umanistico.
    Di fronte a questi esempi come pensate che questo sistema possa reggere ? Che legittimità morale ha ? Nessuna. Ed è la LEGITTIMITA’ MORALE che sostiene i regimi, non il voto delle urne.

  31. Uno comincia a leggere un articolo del genere pieno di belle speranze e poi… e poi niente di nuovo, se non forse scoprire che gli italiani possono al massimo astenersi, piuttosto che fare le rivoluzioni vere. Nel medio e lungo periodo poi potrebbe persino succedere che il 90% di astensione non serve più, perché magari ci sarà un governo 5 stelle-lega con ministri dell’economia Bagnai e borghi alle politiche monetarie. Ma noi il problema lo abbiamo tra un mese e, nell’imminenza, meglio fare un calderone unico dove cuocere soprattutto il M5S, perchè gli altri arrivano già cotti di loro. Comincia a diventare veramente detestabile questa corsa a chi affossa di più e meglio qualunque velleità di partecipazione politica della gente, un conto è vedere questo atteggiamento fra gente che commenta qui dentro, in fondo un commento rimane una scorreggia nell’universo, per citare quel tale, un conto è vedere tutti questi paladini dell’informazione alternativa che si danno da fare per stroncare ogni velleità di partecipazione, cosa che ormai nemmeno i media e i giornaloni sprecano più tempo a fare. Ormai il sistema ha delegato alla informazione alternativa il mantra “lasciate ogni speranza o voi che entrate” nella cabina elettorale. Fra tutti i complottisti, non si trova un cane che dica votate qualsiasi cosa, ma partecipate perché magari la prima cosa che la gente dovrà fare, per riacquistare un pò di dignità, è riappropriarsi della politica.

  32. Propongo un non voto organizzato. Se si disertano le urne senza fare altro diranno che non si era interessati, o che si tratta di disamorati dalla politica “da recuperare” (massima ipocrisia).

    Se invece tutti quelli che non vogliono votare perchè sono consapevoli che tra il marcio e la muffa non c’è niente di edibile si unissero e ne facessero un atto politico, avrebbe un altro significato.

    L’unico atto politico facile che riesco a concepire è rimandare la tessera elettorale al Presidente con una bella letterina con raccomandata AR che spiega perchè non è proprio possibile farsi rappresentare da questa gente, togliendoli così la legittimità.

    Per non violare la legge elettorale la Presidenza deve rimandare le tessere elettorali ai
    legittimi intestatari. Chi lo ha fatto in passato (come protesta contro le liste bloccate) si è visto riconsegnare la tessera da un paio di carabinieri (e pure in tempo per votare, se avesse cambiato idea nel frattempo, cosa fattibile comunque chiedendo un duplicato il giorno del voto, la legge lo permette a chiunque non sia più in possesso della tessera, per qualsiasi ragione ).

    Se qualche centinaia di migliaia di “disamorati” procedessero in questo modo genererebbero un tale movimento da non poterlo nascondere in un trafiletto di penultima pagina tra gli annunci commerciali, e sarebbe la protesta più forte mai messa in atto da un elettorato (disobbedienza civile a parte).

    Poi per evitare troppi “taglietti” alle statistiche (stile stima ufficiale dei manifestanti rilasciata dalla prefettura), registrare il numero della raccomandata in un sito web permetterebbe di avere i numeri reali degli aderenti allo sciopero del voto.
    Non serve organizzazione, è decentralizzato, ognuno può attuarlo da sè (del resto non si può fare diversamente per non rischiare di violare la legge elettorale).

    Qualcuno ha altre idee per trasformare l’astensionismo in un atto politico forte?

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  33. Ma questo è serio o sogna il 90% non si raggiungerà mai! tutti gli statali e forze armate(proprio oggi gli anno rinnovato il contratto strano vero)andranno sempre a votare , mettiamoci una buona parte di pensionati e lecca-culo abbiamo un probabile 40%.Quindi quel 90% è di perse irraggiungibile , al massimo potrebbe andare a votare il 60% delle persone con un 35-40% di astenuti, cifra alta ma che non spaventerà nessuno(no ha spaventato un 51% di astenuti in Sicilia figurati queste ipotetiche cifre).
    Vorrei aggiungere un pensiero queste elezioni sono il più grosso bivio storico della nazione dalla sua unità, con questo voto si deciderà se l’Italia rimarrà nel cappio europeo come fino ad esso morendoci o mandare un segnale di discontinuità per liberarcene ,temo che la prima ipotesi sia ala più probabile purtroppo e al quel punto alle persone non rimarrebbe altro che abbandonare questo paese perché ,dal 5 marzo in poi si capirà che la rotta non si potrà più raddrizzare mai più, ed il cappio sara sempre più stretto e non potremmo più toglierlo uccidendo lentamente il paese.

    • Il 90% di astensionismo è semplicemente impensabile, oltreché improponibile, per il semplice motivo che qualunque sistema di potere, anche il più marcio e corrotto, ha un suo seguito, una sua base di consenso che difficilmente, in via approssimata, scenderà mai sotto almeno 1/3 della popolazione. Molto, ma molto prima di arrivare al 90% di astensionismo dalla politica, qualunque comunità avrà già raggiunto il punto di rottura per altre vie, ovvero guerre civili, disgregazioni territoriali, rivoluzioni più o meno colorate, guerre vere ecc. Chi vaneggia di questi scenari sta, più o meno consapevolmente, sviando il discorso rispetto a quello che si può fare ora e subito, considerando la realtà dei fatti.

  34. Indubbiamente le scelte che facciamo ogni giorno contano più del voto… perché l’azione vale più delle questioni di principio.

    Non votare però è una resa, una resa davanti al sopruso di chi da anni fa di tutto perché il voto conti sempre meno.
    Primo Levi, quando era prigioniero ad Auschwitz, incontrò un conoscente al lavatoio che a differenza di tutti gli altri non aveva perso l’abitudine di lavarsi. Allora gli chiese perché lo facesse, e il conoscente gli ricordò che smettere di lavarsi equivale a cominciare a morire.

    Chi non vota è già morto dentro come cittadino.

    • Inutile ribadire che, dal mio punto di vista, è il votare che comporta una resa, poiché significa arrendersi ad interagire con la realtà politica attraverso uno strumento che è studiato apposta per non intaccarla.
      Aggiungo che il morire come “cittadini”, per rinascere come individui e come uomini, è proprio l’esercizio che mi sento di consigliare a tutti.

      • Vedo che in te la mentalità dell’individualismo materialista di stampo liberal ha attecchito in profondità, e mi dispiace.

        Il vero risveglio si ha accettando che non siamo individui e che le azioni che compiamo per questioni di principio hanno solo la conseguenza di alimentare l’Ego, la divisione tra noi e il resto dell’umanità.

        • Non ho ben capito che cosa c’entri col discorso l’individualismo, né perché esso sarebbe una cosa cattiva (il voto non è individuale?), né perché esso dovrebbe essere “liberal” anziché una condizione ontologica di fatto, osservabile e sperimentabile da chiunque in ogni momento.
          Quello che invece mi sembra di riscontrare, se posso permettermi questa riflessione, è una maggior propensione di chi vota a ragionare per astrazioni e finalismi idealistici anziché a partire dal dato concreto osservabile. Credo che il segreto del meccanismo infernale della democrazia elettorale, il nocciolo del congegno con cui mantiene le masse nella più assoluta impotenza, stia soprattutto in questo: spingere gli individui a ragionare partendo da “ciò che si vorrebbe che fosse”, anziché da “ciò che è”, vanificando in tal modo ogni possibilità di intervento concreto sull’esistente.
          Il trucco sta, insomma, nel farci sentire “cittadini” (condizione artificiale e astratta, crogiolandoci nella quale siamo impossibilitati a muoverci) anziché uomini (condizione di fatto che è la base del nostro agire).

          • Mi viene in mente il solito discorso che faceva Pareto: definiva il miglioramento di una società in termini di benessere come quella trasformazione che fa sì che “almeno uno stia meglio e nessuno stia peggio”. Ma in realtà si trattava di una condizione astratta, impossibile da verificarsi nella realtà. Nella realtà, infatti, non esiste una trasformazione che porti vantaggio a qualcuno, senza far stare peggio qualcun altro. Penso che Pareto lo sapesse benissimo e infatti questa sua definizione di “miglioramento sociale” non era altro che un astuto espediente per mantenere un eterno status quo e rendere ogni cambiamento impossibile (come era nella sua indole). Penso che il rito del voto e le mitologie che gli stanno dietro abbiano esattamente la stessa finalità.

          • Il mio ragionamento sull’individualismo nasce dalla filosofia orientale, normale che non sia compreso da chi è nato e cresciuto immerso nella cultura materialista occidentale.
            Mi trovi d’accordo nel constatare che molti votano per ideologia, dando il voto ad un certo partito solo perché si autoetichettano di destra o di sinistra. Questo rientra nel modo di ragionare “per principio” di cui ti parlavo e che è un autolimitarsi stupido.
            Comunque ci sono molti che non votano per principio ma per egoismo. Pensa a chi ha votato PD per gli 80 euro di Renzi o Forza Italia per pagare meno tasse.
            Purtroppo gran parte degli italiani o sono ideologizzati o sono dei paraculo egoisti, ecco perché è difficile che dalle elezioni esca un vincitore veramente interessato a fare riforme per il bene comune.

            Ti ringrazio per lo scambio d’idee e ti auguro una buon weekend.

  35. un’astensione del 90% potrebbe gettare le basi per una rivoluzione…
    …”colorata”

  36. Che cosa vuol dire che “le rivoluzioni hanno sempre fatto una brutta fine”? Tutto ha una fine, “brutta” o “bella” dipende dal punto di vista di ciascun gruppo e di ciascun individuo. Ogni rivoluzione produce comunque una trasformazione, e la trasformazione è un bene in sé, perché tiene in movimento la storia, le impedisce di cristallizzarsi in in una forma che si vorrebbe “compiuta e immutabile” (quale è il cadavere putrefatto che oggi chiamiamo “sistema democratico”). Il movimento è vita e la vita, dal mio punto di vista, è in ogni caso preferibile al suo contrario.
    Il tuo punto di vista è molto simile a quello di Pareto: per definire una società che si evolve nel senso di un maggior benessere, egli affermava che ciò si ottiene “quando almeno un individuo sta meglio e nessun altro sta peggio”. Ma gli fu giustamente obiettato che questa condizione è possibile solo in astratto: nella realtà nessuna innovazione rende contenti TUTTI, c’è sempre qualcuno che ne trae vantaggio e qualcuno che sta peggio. Questo non significa che una trasformazione qualsiasi, perfino non guidata, non sia comunque meglio della stasi eterna. Certo, provare a guidarla sarebbe meglio, ma per farlo bisognerebbe smettere di “essere guidati” da antiche fandonie come il diritto di voto…

    • Visto sotto questa luce, sono sostanzialmente d’accordo su tutta la linea, soprattutto quando affermi che “ Ogni rivoluzione produce comunque una trasformazione, e la trasformazione è un bene in sé, perché tiene in movimento la storia, le impedisce di cristallizzarsi in in una forma che si vorrebbe “compiuta e immutabile” (quale è il cadavere putrefatto che oggi chiamiamo “sistema democratico”). Il movimento è vita e la vita, dal mio punto di vista, è in ogni caso preferibile al suo contrario”.

      Credo che il movimento sia uno dei bisogni primordiali dello spirito umano, inteso come essere vasto, immenso, complicato, per poter contemplare, allo stesso grado dell’armonia, l’idea dell’infinito e finito, bello e brutto, vita e morte, storia e destino.

      In relazione al “cadavere putrefatto che oggi chiamiamo “sistema democratico”, penso che non sia mai stato altro che il paravento della più assoluta, più strisciante, più sconfinata dittatura che al “buon cittadino” progressista e votante potesse capitare. La più gigantesca e grottesca presa per il culo della storia!

      Cit. “…Questo non significa che una trasformazione qualsiasi, perfino non guidata, non sia comunque meglio della stasi eterna. Certo, provare a guidarla sarebbe meglio, ma per farlo bisognerebbe smettere di “essere guidati” da antiche fandonie come il diritto di voto…”

      A mio modesto avviso, la democrazia rappresentativa è in crisi perché ha perduto i grandi sistemi ideologici messi a punto fra il XVIII e XX secolo; e la politica non è una forma eterna e tanto meno è una forma definitiva la democrazia, almeno nei termini in cui la nostra società l’ha sperimentata finora.

      Infatti, l’unico barlume che ancora vi intravvedo per la sua sopravvivenza è quello del suo superamento/mutamento a favore di quella “diretta”.
      Viceversa la questione rimane aperta: la moderna civiltà del progresso governata dalla dittatura “democratica”, riuscirà a sopravvivere oppure, un giorno non molto lontano, ci sarà la fine della civiltà?

  37. Diciamo che l’astensionismo rappresenta l’apologia della democrazia. Finalmente la ggente conta qualcosa.

    • Potrebbe essere vero se un partito proponesse lo sciopero del voto: ovvero, non ci presentiamo alle elezioni perchè sono una truffa collettiva a favore di un sistema privo di legittimità politica e morale, con candidati miserabili ed ignoranti come degli asini ( a comando ), con delle segreterie use a metodi mafiosi per meglio vendere i voti alla cupola internazionale, con figure istituzionali ridicole, complici e abiette nella loro veste di garanti unicamente del loro potere…ecc. ecc.
      Hai voglia…!

      • Non puoi però negare che l’astensionismo è il fine ultimo delle elite globaliste. Meno legittimi sono i governi *eletti* più legittime sono le politiche transnazionali.
        L’autore e altri come lui sono (a loro insaputa?) soldati della quinta colonna globalista.

        • Sta bene, ma il gatto rientra dalla finestra: eleggi persone che COSTITUISCONO UNA OPPOSIZIONE FIANCHEGGIATRICE. Guarda i 5 Stelle e la loro deriva con Di Majo. Guarda la Lega tenuta per gli zebedei da Berlusconi ( hanno bisogno di soldi freschi per pagare i debiti pregressi come da recente sentenza ). Guarda Fozza Itaglia come va a Bruxelles per pararsi il c. Guarda un po’ tutti e dimmi…

        • Ammesso e non concesso che queste famose “elite globaliste” esistano e che abbiano un “fine ultimo”, questo fine non può che essere quello di tenere in pugno le masse. E il modo migliore di tenere in pugno le masse è di mantenerle nell’impotenza più assoluta, ma dotandole di strumenti fittizi d’intervento con cui possano crogiolarsi nell’illusione di contare qualcosa. E’ solo a questo che servono le elezioni, se esse potessero davvero modificare qualcosa le avrebbero già abolite e nessuno che io veda intorno a me avrebbe osato ribellarsi. Non tu di certo.

  38. Ti dò completamente ragione. Tuttavia, l’astensione avrebbe un senso ‘politico’ SE ogni votazioni che non superasse un certo quorum fosse ex lege nulla. Oggi anche l’1% dei voti validi vale a costituire un Parlamento valido. Follia. E con l’offerta politica attuale anche il 99% dei voti validi NON servirebbe a costituire un Parlamento valido sotto l’aspetto della legittimità morale e delle capacità necessarie. Dunque hai ragione. Il voto non serve a nulla. Il resto è un esercizio di coscienza.
    P.S:: l’esimio pres.della rep. bananiera non ha mosso un dito a sottolineare la carenza di legittimità democratica di una assemblea come quella siciliana eletta solo dal poco più del 40% dei voti validi. A lui andava e va bene così. Noi eleggiamo individui SCELTI dalla supercasta: valvassini e valvassori.

  39. Articolo con argomentazioni INUTILI. Mi fa sorridere l’enorme INGENUITA’ che pervadono tutti quei ragionamento. Ma l’autore ha mai posto uno uno sguardo fuori dall’Italia. Negli Usa l’astensionismo è abnorme e i politici non si fanno tanti problemi. Astensionismo che sta crescendo anche in UK e in altre nazioni senza colpo ferire ai potenti.
    Quanta ingenuità.

  40. I 5 stelle sono l’altra faccia del sistema….magari e’vero , magari non cambia nulla…siccome alla prova dei fatti, al governoo non ci sono mai stati , detta affermazione per quanto possibile rimane ipotetica.
    Pensate se per assurdo, dico per assurdo, invece fossero davvero quello che dicono …..sarebbe un’occasione persa per cambiare.
    Leviamoci questo dubbio mandiamoli al governo e vediamo quello che combinano, male ma male che vada…..non cambia nulla!

    • É esattamente lo stesso medesimo ragionamento che circolava quando Berlusconi si é messo in mente di presentarsi (scendere diceva lui) in politica, rinforzato dall’osservazione che, essendo ricco, non avrebbe rubato.

      Purtroppo sappiamo come é andata.

      Non dico di non votare questi o quelli, ma almeno troviamo altri pretesti!

      • Grazie di aver rafforzato il mio ragionamento. Se i 5 stelle non sono quello che dicono non cambia nulla perche’ci riciucciamo il B.

        • Leggo: “riciucciamo”, ti informo che fortunatamente, per adesso, la Treccani dice ancora così:
          “La tua ricerca per riciucciare non ha prodotto risultati in nessun documento”.

          “Non cambia nulla”: per te deve essere molto importante perché lo scrivi tre volte, quindi siamo a posto.

          Inoltre comunichi di aver “…rafforzato il mio ragionamento…”.

          Meglio di così! Contento?

          Ho comunicato una constatazione, non ambivo a questi traguardi.

          • Di bene in meglio , oltre ad aver confermato la validitá del mio ragionamento, mi ha corretto anche la grammatica…non só piu’come ringraziarla!!

    • L’idea potrebbe essere buona a patto che il m5s raggiungesse almeno il 51% dei voti…ma credo che questo sia pura fantasia.
      Probabilmente diventerà il primo partito ma questo non sarà sufficiente … e quindi? Quindi, ammesso e non concesso che riceva l’incarico di governo, per forza di cose dovrebbe, formalmente o meno, allearsi con qualcun altro…escluso che qualche “cespuglio” della sinistra sarebbe sufficiente a fargli avere la maggioranza, il m5s sarebbe costretto o a rinunciare al governo oppure ad allearsi col PD (escludo che riuscirebbe ad allearsi con la lega o con lo stesso Berlusconi).
      Morale della favola? il 5s sarebbe risucchiato in una logica che castrerebbe tutte o quasi tutte le sue eventuali velleità (pseudo) rivoluzionarie.
      Inutile, quindi, votare il 5s … Amen!

      • Se tutti seguono il suo ragionamento ci risorbiamo coloro che hanno distrutto e disastrato l’italia negli ultimi 20 anni..se tutti seguono il mio di ragionamento il M5S va al potere e vediamo quello che combinano..Amen!!

        • Forse non ci siamo capiti…il mio ragionamento è che per il m5s è impossibile vincere al punto di poter andare da solo al governo e, quindi, sarebbe costretto quanto meno ad annacquare parecchio il suo programma oppure dovrebbe rinunciare al governo. Da qui la considerazione che, votare il m5s per metterlo alla prova, servirebbe a poco o niente. Votando invece la coalizione di centro-destra e, soprattutto, votando quella parte della coalizione a destra di forza italia, è possibile che questa congrega di destra-centro ottenga la maggioranza utile per un governo…governo dal quale credo ci si possa attendere quantomeno un atteggiamento meno condiscendente e suicida riguardo al problema dei migranti e un atteggiamento più risoluto riguardo ai vincoli europei. Capisco che votare una coalizione in cui c’è quell’infido di Berlusconi richiede uno stomaco forte e per alcuni potrebbe essere una scelta troppo indigesta…in tal caso allora non rimarrebbe altra scelta che astenersi…ma, sebbene da decenni io sia un convinto astensionista, in questa occasione non mi sentirei di praticare una scelta astensionistica.

  41. Eccola qua questa è la nostra rivoluzione, sparare a zero su astensionisti e votanti, litigare addirittura! Astenersi o andare a votare, per l’ottantanove( 89%) di noi comuni mortali è UGUALE.
    Capisco il senso di frustrazione. Ma urge canalizzarlo in altro modo, non diamo in pasto al lupo quel poco di dignità umana che ci è rimasta.

  42. L’astensione non è un’azione antisistema, ma anzi perpetua il Potere nelle mani di chi già ce l’ha oggi. Un articolo che incita al non esercizio della Democrazia, è tutto un Programma. In Italia c’è l’alternativa, non c’è quindi nessuna necessità di astenersi. Anche perchè questo è l’ultimo treno per il Cambiamento. Gli Italiani non ne avranno un altro!

  43. La guerra civile è un orizzonte prossimo e paventato se continua ad aumentare il disagio sociale all’interno di questa organizzazione verticistica ma è anche uno spauracchio promosso da chi detiene risorse economiche ed interessi particolari sufficenti, per esempio dopo l’elezione di Trump sembra che molte proteste siano state foraggiate, non parliamo delle varie primavere…cose risapute. La vita umana fuori da questa selva di regole e burocrazia dissennata e fonte di forte disagio sociale(molti si ammazzano per debiti e/o per crisi esistenziali gravi causate da un sistema psicotico) credo che troverebbe maggior vantaggio nella promozione di relazioni costruttive e leali piuttosto che azioni deprecabili di prevaricazione. Ogni individuo normalmente si indigna quando vede che vengono manomesse le strutture di interesse pubblico, non perchè le regole della burocrazia lo impongono ma semplicemente perchè si riconosce che la mancanza di un’opera di interesse pubblico crea svantaggi, quindi la guerra civile lascia il tempo che trova e non può essere un modus vivendi ma potrebbe essere un passaggio necessario. Io fin’ora non ho parlato di alcun tipo di organizzazione sociale in particolare perchè credo che persino l’Anarchia nel 2018 potrebbe essere migliore dell’attuale regime capitalista, ma l’Anarchia è un obiettivo ambizioso, non è caos ne mancanza di regole e richiede inanzitutto buone fonti informative diffuse, non si costruisce nulla sulla menzogna, per questo non vado a votare, non posso riporre alcuna fiducia nei falsi e nei cialtroni perchè ai miei occhi porrteranno sempre le peggiori conseguenze, il potere va tolto dalle mani degli imbonitori e di chi si fa i propri interessi nella veste di autorità pubblica…
    Un salutone

  44. Questa la dovete leggere, si tratta di una critica radicale (e fondamentale), di Barnard, al sistema elettorale vigente, l’uovo di Colombo (é breve):

    http://www.libreidee.org/2018/01/barnard-dovete-lasciarci-votare-la-casella-nessuno-di-voi/

  45. Un Presidente della Repubblica, di fronte ad un “ipotetico” astensionismo del 60/70% (non oso sognare oltre) non potrebbe decidere per una nuova elezione a seguito di una riforma elettorale degna?