Home / ComeDonChisciotte / SOLO PER CHI E' LA DECRESCITA FELICE ?
13797-thumb.jpg

SOLO PER CHI E' LA DECRESCITA FELICE ?

DI MAURIZIO PALLANTE

facebook.com

Lettera a Matteo Renzi Sulla decrescita

Illustrissimo signor Presidente del Consiglio,

Ho letto una sintesi del discorso che ha pronunciato il 16 settembre alla Camera e per deformazione professionale sono rimasto colpito dal passaggio in cui ha parlato in termini critici della decrescita felice. So che non si rivolgeva al sottoscritto, che non conta nulla, ma allusivamente a qualcuno che ha un rilevante peso politico e a volte ha parlato di decrescita seppure episodicamente e in modo non approfondito.

Mi stupisce che Lei, così istruito e brillante, continui a confondere il concetto di decrescita col concetto di recessione. Eppure nei libri di economia è scritto chiaramente che una crisi economica come quella che stiamo vivendo da 8 anni, caratterizzata da una diminuzione generalizzata e incontrollata di tutta la produzione di merci, si chiama recessione. Di decrescita, nei libri di economia non si parla, tutt’al più si legge la locuzione crescita negativa, come dire, per analogia, che una persona anziana ha una gioventù negativa. A differenza della recessione, la decrescita è la riduzione controllata e guidata della produzione di merci che non servono a nulla o, peggio ancora, creano danni.

Per fare un esempio, nelle case italiane, che sono mal coibentate, si disperdono i due terzi dell’energia che si utilizza per riscaldarle. Se invece di sostenere genericamente la domanda regalando dei soldi nel tentativo di rimettere in moto l’economia, o di finanziare grandi opere che servono solo a devastare il nostro paese e a far guadagnare soldi a chi le realizza, Lei e i Suoi illustri collaboratori aveste sostenuto la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente, non solo si sarebbe rimessa in moto la produzione e si sarebbero creati molti posti di lavoro, ma questi posti di lavoro avrebbero risanato l’aria riducendo le emissioni di CO2 e si sarebbero pagati da sé con i risparmi economici che consentono di avere, senza accrescere il debito pubblico. Tutti questi vantaggi si sarebbero ottenuti, pensi un po’, con una riduzione selettiva, con una decrescita dei consumi di energia che si spreca, che non serve cioè a riscaldare le case. Potrei farle molti altri esempi di tecnologie più avanzate di quelle attualmente in uso che consento di ottenere gli stessi risultati.

Detto questo, nel momento in cui il botto della ripartenza, di cui Lei ha sproloquiato col sottotono che La contraddistingue, era quello di un tonfo e, invece della crescita strepitosa dello 0,8 per cento annunciata, il 2014 farà registrare una riduzione del – 04 per cento (ma negli ultimi anni le previsioni si sono sempre rivelate sopravvalutate), Lei si permette di dire nel Suo discorso alla camera che: «la decrescita è felice solo per chi non ha mai visto in faccia un cassintergrato, non ha mai visto un imprenditore andare in banca e vedersi respingere una richiesta di fido, non ha sentito lo strano odore di una fabbrica chiusa».

Chi deve abbassare gli occhi davanti a un cassintegrato e a un imprenditore cui è stata respinta in banca una richiesta di fido è Lei, sono i Suoi illustri collaboratori e i Suoi illustri predecessori, perché sulla crescita avete fatto solo delle grandi chiacchiere – a Lei sulle chiacchiere non La batte nessuno – ma, pur avendo le leve del potere ed essendo convinti che la crescita sia la soluzione dei loro problemi, non siete stati capaci di far ripartire l’economia.

Sono sette anni che dichiarate di vedere la luce in fondo al tunnel e quando i fatti regolarmente vi hanno smentito, avete avuto la faccia tosta di ripetere che se l’economia non era ancora ripartita come avevate previsto, prevedevate che sarebbe comunque ripartita nei prossimi mesi. Ho preparato un elenco delle vostre chiacchiere a vuoto e se il giornale che ospita questa mia lettera aperta, mi concederà lo spazio, le richiamerò alla memoria collettiva. Mi permetta inoltre di aggiungere che strani odori non ne ho mai sentiti provenire dalle fabbriche chiuse, ma solo da alcune fabbriche aperte dove, per far crescere la produttività non si è avuto nessuno scrupolo a utilizzare processi produttivi che hanno avvelenato non solo l’aria, ma anche i suoli e il ciclo dell’acqua. Ma facevano crescere il prodotto interno lordo, e tanto bastava.

Io credo, illustre Presidente del Consiglio, che il progresso non consista nel produrre sempre di più, ma nel produrre bene, nella capacità di sviluppare tecnologie più evolute che ci consentono di accrescere l’efficienza dei processi produttivi, cioè di ridurre progressivamente il consumo di materie prime e l’impatto ambientale dei processi produttivi. Meno e meglio.

A uno che si dichiara cattolico ed è cresciuto tra gli scout, non dovrebbe essere necessario ricordare queste semplici regole di vita.

A uno, che pur avendo avuto questa formazione, gongola perché il prodotto interno lordo cresce se si inseriscono nel suo calcolo la prostituzione, il contrabbando e la droga, suggerisco di ricordare alle forze dell’ordine che ogni carico di droga sequestrato comporta una decrescita selettiva ed è una stilettata al suo cuore generoso nei confronti dei cassintegrati e degli imprenditori che si vedono rifiutare un mutuo.

Maurizio Pallante

Fonte: www.facebook.com

19.09.2014

Pubblicato da Davide

  • Gil_Grissom

    Non si riesce a capire come mai il discorso decrescita( o recessione) riguardi solo i paesi che adottano l’Euro: gli Stati Uniti hanno superato la recessione e crescono di oltre il 4 per cento annuo, la Cina cresce a tassi spaventosi di anno in anno, il Giappone, pur con un debito pubblico molto superiore al nostro ma sovrano, cresce a tassi accettabili, il Canada pure. Forse questo euro non e’ stao poi una trovata cosi’ geniale e andrebbe un attimino rivisto e riconsiderato, ma solo forse.

  • rebel69

    Va de retro satana

  • clausneghe

    Certo che dare dell’"istruito" ad un paesano ignorante com’è quel mollaccione sovrappeso fiorentino non è un grande inizio. Lui che non ha mai lavorato in vita sua, sproloquia di cassintegrati (di disoccupati manco parla) quando sappiamo che è proprio lui, il democristiano scout mezzo massone, che ubbidendo ai suoi padroni globalisti-satanisti concorre ad aumentarne il numero in maniera impressionante. Questo personaggio a dispetto dei suoi 40 anni è vecchio, vecchissimo. Non ha idee e quelle che ha non sono sue.

    E’ un prodotto televisivo, un imbonitore per fiere paesane dove accalappia gonzi che gli danno la crocetta. Dovrebbe vergognarsi lo zoccolo duro del PD, quello che proviene  dal comunismo mai realizzato ma sempre sperato, quello del "sol dell’avvenir", di avere un Capo così.
    Piddini, mandatelo via, fate una cosa giusta, una volta nella vita… (ma è una battuta, so che non lo faranno, stupidi e ignavi come sono).
  • rebel69

    In questi anni non ho perso una puntata dei vari tolk sció quindi te li dico io con cognizione di causa i problemi del Italia.I politici che ruba, le ferie dei magistrati, i stragnieri e più di ogni altra cosa, che non c’è stati i controlli,cioè prima un caffè costava 1000 lire e dopo 1€.Quindi se non sai le cose…salle.

  • Detrollatore

    Peccato per le solite balle cioduefobiche dei decrescitisti. Per il resto gli antidecrescitisti mi ricordano tutti Renzi…lavativi…

  • Georgejefferson

    Restrutturazione intelligente a parita di saldo finanziario e’ buono,ma non occupa i circa 6 milioni di disoccupati,a meno che obbligare al part time gli occupati a meta del salario attuale.

    Per farlo buono o cattivo che sia si necessita di un forte potere statale sovrano simil socialista che mandi

    letteralmente a quel paese tutte le istituzioni internazionali e loro vincoli di decisione autonoma.

    Se invece non si vuole questo ma occupare ugualmente il Pil deve crescere,anche se si tratterebbe di un pil "buono",come quello della restrutturazione intelligente.

    Non lo sa Pallante queste cose?Non lo sa che l’obbligatorieta della legge sui consumi e’ un dirigismo pianificato?

  • Georgejefferson

    Oppure c’e’ la piu saggia via di mezzo,intesa come incentivi alla ecocompatibilita,e tasse verso gli sprechi inquinanti.Ma per questo hai bisogno di spendere provvisoriamente

    a deficit e non e’ permesso,poi puo servire a poco con l’euro,perche esso rende piu convenienti i beni esteri e quelli non li puoi controllare,e siamo punto a capo.

    Non le sa queste cose Pallante?

  • Fedeledellacroce

    Quindi se non sai le cose….salle
    Grande Rebel

  • Coilli

    Con l’euro lo stipendio si è già dimezzato, ora bisogna dimezzare le ore lavorative e raddoppiare gli occupati. Semplicissimo.

  • paolodegregorio

    caro Pallante,

    condivido la sua lettera.
    Aggiungerei la decrescita dell’orario di lavoro.
    Per prima cosa, e nella situazione attuale,  consentire ad un lavoratore di suddividere il suo orario con un’altra persona e cioè  ad esempio un padre fa 4 ore e il figlio le altre 4 ore
    Poi la diminuzione generalizzata dell’orario di lavoro, come obiettivo strategico per ridurre o  azzerare la disoccupazione, magari passando prima da 6 ore per arrivare a 4 ore di lavoro per tutti.
    Oggi assistiamo all’assurdità della disoccupazione record e degli occupati che fanno gli straordinari, che vanno immediatamente proibiti.
  • paolodegregorio

    Chiaramente questo obiettivo può essere portato avanti solo con un referendum propositivo, perchè i partiti non hanno in programma il benessere dei cittadini.

    Un sistema che manda al lavoro i vecchi e che ha raggiunto livelli del 40% di disoccupazione giovanile, oltre che immorale, è un sistema capitalista fallito.
  • alsalto
    Secondo me forse e’ una questione di abbinamenti cromatici sbagliati tra i vari tagli delle banconote. Ma solo forse anch’io.

  • alsalto

    Sticazzi, ho fatto leggere il commento a Latouche e m’ha raccato addosso sto vecchio dimmm

  • Zret

    Giusto!

  • italy4d

    La decrescita di cui parla Pallante è un concetto serio, ridotto a folclore da questa banda di delinquenti che sta portando indietro le condizioni di vita delle persone. La nostra società è strutturata in modo folle, e una diversa distribuzione di lavoro e tempo libero avrebbe fenomenali effetti sulla vita delle persone. Lavorare la metà prendendo un pochino meno di stipendio sarebbe possibile, ma lavorare la metà guadagnando la metà si chiama minijob e porta a fare la fame. 

    Lorsignori conoscono bene la piramide dei bisogni di Maslow e sanno che, se sei impegnato a sopravvivere, non pensi più a migliorare la tua "qualità della vita". La decrescita felice li costringerebbe a rivedere i loro profitti e i loro diktat, la decrescita e basta, invece, i loro profitti lì aumenta.
    Per questo avremo solo decrescita, cioè REGRESSO, che è il termine esatto
  • Ercole

    Lunica decrescita che noto è quella di tanti soggetti che parlano senza cognizione di causa ,bisogna ripensare il metodo di analisi degli assunti dell’economia di Marxiana memoria altrimenti si parla del nulla.

  • Gil_Grissom

    Aggiungerei anche Berlusconi il grande male dell’Italia: infatti hai visto che appena e’ stato eliminato lui la disoccupazione e’ sparita, il pil e’ tornato a crescere, le fabbriche riaprono e la corruzione e’ sparita.

  • Gil_Grissom

    Chi e’ Latouche?

  • Gil_Grissom

    C’e’ sempre da apprendere da quest’uomo. I suoi commenti sui gay sono sempre molto sagaci. 

  • Fedeledellacroce

    Mi riferivo allo "stile letterario" piuttosto che al contenuto.
    Non conosco le idee di rebel sui gay.

  • Fedeledellacroce

    Finalmente commenti intelligenti e coerenti con la situazione attuale.

  • Gil_Grissom

    A volte la forma diviene sostanza come nel caso del nostro dotto interlocutore: comunque in un post di qualche tempo fa scrisse che gli omosessuali sono la distruzione del progetto di Dio, una posizione da vero progressista.

  • Roma

    Pallante, comincia te a fare la decrescita! Dicci un pò fenomeno, con che macchina giri?
    Io giro con una 600 di 11 anni fa, cosa cazzo devo decrescere io???? Devo girare a piedi mentre tu, come minimo giri con un SUV da 30k neuri? Così vai in giro a riempirti la bocca delle stronzate sulla tua decrescita di sta minchia?

  • Teopratico

    Serge Latouche. Quello che ha scritto "La scommessa della decrescita" (2009) e "Il tempo della decrescita, Introduzione alla frugalità felice" (2010). Ma forse la tua era una domanda ironica.

  • rebel69

    Scusa Gil,non ricordo di aver mai scritto commenti del genere, anche se devo ammettere che qualche volta scrivo commenti al rientro di cene innaffiate con abbondante vino.Non ho nulla contro i gay mentre con Dio,due chiarimenti glieli chiederei.Non sono una cima in grammatica tanto è vero che a volte sbaglio le acca, ma nel commento ero volutamente ignorante, almeno più del solito.

  • Gil_Grissom

    Non lo era affatto, confesso la mia totale ignoranza sul personaggio.

  • Gil_Grissom

    Infatti non ho mai scritto che sei ignorante, si vedeva che volevi solo burlarti del sottoscritto e la burla, se ben fatta come in questo caso, risulta sempre gradevole. 

  • rebel69

    Ho riletto il tuo commento e sono d’accordo con te, ma hai frainteso la mia risposta.Volevo solo fare una parodia del Italiano medio che su imput dei mezzi d’informazione mainstream ed in barba alla realtà (per l’appunto ero volutamente ignorante, ma non ho faticato troppo:)da la colpa delle sventura dell’Italia a tutto e tutti tranne che alla vera causa, cioè l’euro.Mi volevo prendere gioco di codeste persone non certo di te.

  • Teopratico

    Le date si riferivano alle traduzioni italiane di mia conoscenza (elèuthera), per tutto il resto penso ci sia wikipedia…

  • Gil_Grissom

    Meglio cosi’, tanto piu’ che sull’euro siamo perfettamenti concordi, indipendentemente dalle nostre ideologie o posizioni politiche.

  • Teopratico

    La penso come Roma, ed è anche giusto esprimerlo come fa lui, anche se io non riesco, terra, terra, com’è il livello del discorso. A partire da Latouche ( chi era costui Gil Grissom?) e tutto il discorso della decrescita, per quanto condivisibile personalmente, puzza per forza di conservatorismo se fatto da chi viaggia in berlina con l’autista per capirci. E’ inevitabile, e questo discorso lo allargherei all’insieme del Movimento 5 Stelle, a partire dalle capocce. Certo non parlo delle buffonate ciclistiche di Marino o Renzi, ma un cazzo di esempio in tema di stili di vita, prima di aprir bocca, bisogna pur darlo diamine. (Parlo naturalmente non riferendomi direttamente a Pallante, che non conosco, nè la persona, nè l’impatto ambientale del suo stile di vita.)

  • alsalto

    Non e’ per disilludervo ma Latouche e’ il mio meticcio maschio di 5 anni a pelo lungo.

  • makkia

    Enunciato sano:
    Il mio PC con Windows Xp è vecchio e lento. Ricomprarlo costa. Ci installo Linux et voilà che va come un treno. Altri 5 anni di vita almeno.

    Teoria generale estrapolata:
    Fotti il capitale e il consumismo! Installa Linux e non ricomprerai MAI PIU’ un computer. Se tutti facessimo così (seguono magnifiche sorti, e progressive, sol dell’avvenire, crollo dell’impero USA, ecc)

    Realtà di massima:
    Installo Linux SE sono abbastanza informatizzato, non ho esigenze lavorative (ma anche hobbistiche) di software particolari, o se devo solo gironzolare su internet e leggere la posta elettronica. Altrimenti è un bagno di sangue.

    Analisi:
    Linux è una ficata ma non è per tutti. Potrebbero usarlo molte più persone e sarebbe cosa buona e giusta, ma non si pubblicizza bene e la stessa comunità Linux sembra più interessata ad acquistare proseliti informatizzati (= accoliti fedeli) che ad attirare gli "utOnti".
    Comunque, anche nella migliore delle ipotesi (realistiche), non sostituirebbe mai del tutto i produttori di software professionali, al massimo si ritaglierebbe fette di mercato sempre più ampie… perché non spingere su questo invece di proporlo come panacea universale dell’informatica?

    Con la decrescita felice succede la stessa cosa: le idee di base sono sanissime, ma alcune proiezioni dicono che potrebbe sostenere circa 16 milioni di italiani… gli altri 40 che ne facciamo?
    Ben vengano studi, ricerche e riflessioni su un mondo meno sregolato del nostro, ma niente "religioni", grazie.
    E ogni tanto quattro conti seri bisogna pur farli.