Home / Cinema / L’ULTIMO GUERRE STELLARI E’ UNA PARABOLA APOLOGETICA DELL’IMPERO USA
15886-thumb.jpg

L’ULTIMO GUERRE STELLARI E’ UNA PARABOLA APOLOGETICA DELL’IMPERO USA

DI

counterpunch.org

Praticamente qualsiasi cosa nell’ultimo Guerre stellari non ha senso, almeno a livello di coerenza logica. La trama fa buchi da tutte le parti. Nonostante ciò i fan di vecchia data di Star Wars non hanno problemi a “sospendere l’incredulità” per provare l’ebbrezza della regressione infantile. Me stesso incluso. Tuttavia nell’America di oggi, dominata dall’immagine, dove si vendono guerre o elezioni come fossero dentifricio, credo che la “sospensione dell’incredulità” sia un fatto quotidiano.

La gente desidera credere e l’industria culturale produce narrative di “guerra pura” per soddisfare un insaziabile appetito di violenza, precisamente ciò che Guerre stellari ci offre, soltanto che stavolta, desidero sostenere, è stato tutto rovesciato per funzionare al servizio di un impero realmente esistente: l’Impero Americano.

Non voglio spingermi a sostenere che il “Risveglio della forza” sia stato concepito intenzionalmente come pezzo di propaganda imperiale a sostegno delle guerre USA, ma è difficile non legare i puntini con la storia di razzismo e xenofobia di Disney, la totale assenza di una definizione politica del Lato Oscuro (a parte un vago nichilismo stile ISIS) ed il modo in cui i “buoni” sono sempre innocenti assaliti da una forza malvagia che odia la loro libertà. Il Lato Oscuro nel “Risveglio della forza” viene ricostituito nella guisa di un ordine antagonista che si da senza mezzi termini al terrore di massa per distruggere la Repubblica (Democrazia).

Per riconoscere qualcosa di positivo, gli attori nel ruolo di Ren, Rey, Finn e Poe sono eccezionali. L’uso attenuato di CGI (Computer-generated imagery) è un plus e la fotografia dei paesaggi e i set del Primo Ordine sono impressionanti. Ed hanno girato su 35mm!

In generale sono un grandissimo appassionato di fantascienza, ma sono certamente più interessato a storie più profonde, radicalmente socio-economico-politiche, come quelle, ad esempio, di Iain Banks o di Kim Stanley Robinson. Guerre stellari è un film per bambini, ma non riesco ad evitare di vederlo come cinico alla luce del clima politico attuale. E’ un film reazionario nel senso che rafforza e alimenta i miti contemporanei sull’infinita “lotta al terrorismo”.

“Il risveglio della forza” è bizzarramente post-post-moderno, nel senso che evita deliberatamente ogni scetticismo ed abbraccia una sorta di inconsapevolezza speranzosa. Il primo Guerre stellari fu girato negli anni ’70 all’indomani di un massiccio capovolgimento politico-sociale. Gli USA avevano appena perso la loro prima guerra dopo una invasione del Vietnam del tutto illegale ed immorale. L’argomento corruzione era alla ribalta con il Watergate e la Commissione Church.

E’ facile identificare il primo Guerre Stellari con un messaggio ribelle di lotta ad un sistema ingiusto. Gli stormtroopers venivano visti da alcuni come le SS di Hitler e da altri come dei poliziotti antisommossa che manganellano in testa gli studenti, a seconda delle prospettive. Oggi, dopo 14 anni di guerra permanente neo-con contro gli stati indipendenti del Medio Oriente il contesto è del tutto ridefinito.

Il Terrorismo ha rimpiazzato il Comunismo come “minaccia esistenziale agli USA”. Un ottimo strumento propagandistico per finanziare grassissimi budgets militari, invasioni illegali, omicidi illegali, spionaggio illegale, incarcerazioni illegali e fare a brandelli la Costituzione pezzo dopo pezzo. I veri pianificatori di guerra non considerano il “terrorismo” come minaccia nemmeno per un secondo, nei termini di potenziale pericolo per il potere Statale.

Attori non-statali come Al Quaeda o l’ISIS non uccidono nemmeno una frazione delle loro controparti statali. Il terrorismo di Stato su scala industriale come quello condotto dagli USA in Iraq ed in Libia ha ucciso innocenti a milioni. E la definizione di terrorismo è: uso della violenza contro civili per favorire una causa politica. Definizione che si applica allo stesso modo ai terroristi al dettaglio (non statali) e ai grossisti (Stati).

Nell’ultimo Guerre stellari è chiaro che il Primo Ordine non punta a conquistare il potere Statale, a differenza delle precedenti controparti: Darth Vader e l’imperatore. Il loro obiettivo è la distruzione totale, il dominio totale e l’obbedienza totale, minacce esistenziali, letteralmente, del primo ordine. Sono l’incarnazione cinematografica dell’idea di terroristi.

Seguendo il film si può vedere come il mondo contorto del 2015 potrebbe reinterpretare i ribelli del primo film come soldati USA che combattono “fascisti” che non rappresentano nessuna politica oltre che totale nichilismo (cioè l’ISIS). In questo nuovo film è infatti, interessante notare, come apprendiamo che gli Stormtroopers sono prelevati da bambini e indottrinati ad un solo valore: obbedienza. In un momento rivelatore il Capitano Phasma chiede a Finn: “Chi ti ha dato il permesso di toglierti l’elmetto?”. Sono riferimenti piuttosto espliciti a una realtà a stampo ISIS: rapimento, obbedienza, anti-individualismo (Va bene, si può dire lo stesso dell’esercito USA, a parte che lì il rapimento ha metodi economici).

L’esplicita assenza di politica nel lato oscuro, nichilismo a parte, lo rende ancora più attuale politicamente. Mi colpisce come la classica maniera Disney: storie semplici basate sul Bene contrapposto al Male. Se il Guerre stellari originali era un fine commentario politico, e credo lo fosse, il nuovo Star wars ne è l’antitesi, ed in quanto tale si rivela soprattutto attraverso ciò che è omesso.

Per quanto i precedenti capitoli di Guerre stellari siano stati criticati, George Lucas si premurava di spiegare, ad esempio, come l’Imperatore era salito al potere, non mancando in sottili rimandi alla follia dell’amministrazione George W. Bush. Anakin diceva “se non sei con me allora sei contro di me”. Col pretesto di esser stato attaccato (un attacco false-flag) l’Imperatore chiedeva al Senato pieni poteri, accompagnati da una riduzione delle libertà (praticamente il Patriot Act). Possiamo scordarci riferimenti simili nel film a targa Disney/J.J. Abrams.

E nonostante ciò il film non è altro che un remake completo dell’originale del 1977, riconfezionato su basi scadenti e senza una singola idea originale, alla maniera di un simulacro di Baudrillard, fedele riflessione della propaganda moderna che capovolge il mondo descrivendo aggressori come innocenti vittime della presunta malvagità di qualcun altro.

In altre parole, i cittadini USA sono sempre le vittime innocenti che rappresentano verità e giustizia ed il loro Govermo è benevolo e pieno di buone intenzioni. Oggi, la narrativa dominante è che l’ISIS si è materializzato dal nulla, non ha a che vedere con l’invasione USA dell’Iraq o con il quadro più vasto delle politiche mediorientali.

Per ogni osservatore razionale si tratta di menzogne, per uno storico competente è una manipolazione decennale il cui inizio si può rintracciare nel colpo di Stato CIA contro il Governo democraticamente eletto di Mossadeq in Iran, nella politica di destabilizzazione del Medio Oriente perseguita dagli Stati Uniti per 6 decadi, destabilizzazione mirata specialmente agli Stati che hanno scelto un destino autonomo dall’egemone USA. Senza nemmeno bisogno di spingersi a ricordare il supporto ai Mujahedeen ed Al Quaeda in Afghanistan.

In maniera analoga, i ribelli del “risveglio della forza” sono vittime innocenti che reagiscono a un Male esterno di enorme portata. Solo che oggi il grande Male non sono Stati fascisti che ambiscono al dominio mondiale. Sono i “banditi nichilisti che ci attaccano perchè odiano la nostra libertà”TM.

Sia il pubblico di Star Wars che il pubblico Americano in genere tendono naturalmente ad identificarsi con il lato buono della Forza, ma a differenza di aver bisogno di un Luke Skywalker come leggendario salvatore del film, a noi basta garantire al Pentagono un budget di 600 miliardi di miliardi di dollari l’anno per dominare il Mondo, con tutte le migliori intenzioni, ovvio.

Tracciamo qualche parallelo tra quest’ultimo e l’episodio 4, di cui non è che un reimpacchettamento:

1 Rey = Luke

2 Finn = Leia

3 Ren = Darth Vader

4 Death Star = Planet weapon (sul serio, ancora?)

5 Jakku = Tatooine

6 Nuova scena del bar = la vecchia scena del bar

7 Il mentore, Obi Wan, muore = il mentore Han Solo, muore

8 I ribelli si riuniscono prima dell’attacco a death star = i ribelli si riuniscono prima di attaccare planet weapon (scena perfettamente identica)

9 R2D2 trasporta un messaggio = BB-8 trasporta un messaggio (una mappa che in questo caso non ha assolutamente nessun senso)

10 I ribelli sono sottofinanziati = i ribelli sono sottofinanziati (e come è possibile non è dato intendere, dal momento che l’ultima volta avevano VINTO)

E potremmo continuare…

Diamo uno sguardo più ravvicinato ad elementi della trama:

Penso che Luke abbia mollato a causa del senso di colpa per aver addestrato Ren, il quale ha tradito ed è passato al Lato Oscuro, e quindi si autoesilia in qualche luogo lontano? Mi sembra una mossa balorda per l’eroe originale. Nemmeno Obi Wan era stato così codardo. Almeno è rimasto in contatto con Luke mentre lui cresceva.

Quindi c’è un puzzle che è una mappa digitale (perchè sembra un puzzle, che senso ha?) che qualcuno ha creato per identificare la posizione di Luke anche se lo stesso Luke non desidera farsi trovare ed ha smesso di addestrare Jedi. Allora perchè Luke è visto come una minaccia dal Primo Ordine? Non ha fatto altro che mettersi la coda in mezzo alle gambe e fuggire. Si autocolpevolizza per aver creato involontariamente il caos e scappa via? Che cosa vogliono, inintenzionalmente, dire gli autori del film?

E chi ha disegnato la mappa? Non faceva prima a mandare la posizione in codice cifrato direttamente ai ribelli? Non poteva semplicemente rivelare il segreto a un paio di compagni, o è morto restando il solo depositario del segreto? Se la missione era così importante come mai il tizio era da solo? Ed in ogni caso come fa una mappa digitale a finire spezzettata come un puzzle? Mah.

Ok facciamo che Luke ha creato la mappa e l’ha fatta a pezzi di proposito con R2D2. Ma qual è il punto, che senso ha disegnare una mappa? Non fai prima semplicemente a fare sapere dove stai andando? A mandare qualche email criptata? Mah.

E com’è questo Primo Ordine in ogni caso? Sembrano dei nazisti ma si comportano più come una sorta di ISIS planetario. Ed in ogni caso, come hanno fatto esattamente i precedenti ribelli a giocarsi una vittoria così duramente ottenuta? Dopo aver messo mano su navi, tecnologie e armi in abbondanza? Dobbiamo pensare che la Repubblica sia così debole da essere incapace di disarmare i suoi nemici?

E gli autori vogliono davvero far pensare che il Generale Leia e Luke erano così incompetenti da non accorgersi che dei nazisti/isis si stavano propagando in mezzo a loro? Forse la Repubblica ha invaso la versione Guerre Stellari del Medio Oriente ed ha così piantato i semi per l’emergere del Primo Ordine? Dov’erano gli antifascisti, in ogni caso?

Non è necessariamente un problema di JJ Abrams quanto sia invece un lascito della superficialità originaria dell’idea di lato oscuro e lato buono della forza, una dicotomia così semplicistica che non offre molto spazio per cucire dettagli. Star Wars è un mondo essenzialmente fondamentalista. Ma per spezzare una lancia a favore di Lucas, lui aveva tentato di spiegarne il contesto politico. Chiaramente a JJ Abrams e alla Disney non gliene è invece, potuto fregare di meno.

Se Ren è stato addestrato da Luke non c’è modo che Rey o Finn possano essere stati in grado di tenergli testa un attimo nel loro duello finale con le spade laser. Nemmeno un secondo, considerati i superpoteri che Ren aveva precedentemente sfoggiato, come fermare una cannonata laser a mezz’aria o spingere un tipo dall’altro lato della stanza usando la Forza. Coerentemente al mondo Star Wars, i Jedi hanno bisogno di addestramento e non c’è modo in cui Rey e men che mai Finn, possano sopravvivere all’incontro. E’ uno scherzo. Ma forse c’è una spiegazione per gli autori: Luke Skywalker è il peggior insegnante di sempre nella storia degli Jedi.

L’Universo Star Wars deve avere seri problemi pedagogici se tutti i figli finiscono per passare al lato oscuro. Come hanno fatto Leia, Solo e Luke ha lasciare un simile casino? Sembra chiaro che Rey e Ren sono cugini, che Rey è la figlia di Luke, quindi perchè lui la abbandona? Facciamo pure che non lo sia, ma è pur sempre uno Jedi e zio di Ren? Lascerebbe il nipote da solo nei guai? Mah.

In generale gli Imperi non distruggono i paesi che conquistano ed è proprio ciò che li rende Imperi. Conquistano territori per estrarne le risorse, ciò che gli USA hanno fatto assicurandosi l’egemonia in Medio Oriente. Anche l’ISIS conquista territorio, ruba il petrolio e lo vende alla Turchia! Che motivo avrebbe il Primo Ordine di distruggere i pianeti che intende conquistare? E’ fin troppo nichilista come intenzione. Quali sono le intenzioni politiche del Primo Ordine? Solo nichilismo? Questo è il punto saliente in cui il Primo Ordine è paragonato all’ISIS.

Cosa intendono fare? All’apparenza non sono razzisti (Finn) né misogini (hanno donne in ruoli di comando) e nonostante questo conquistano solo per distruggere? Che senso ha? I nemici più temuti sono quelli intelligenti, questi sono macchiette. Almeno il vecchio Imperatore era un ex Senatore che si è ritagliato furbescamente un potere dittatoriale. Questo ha senso.

Ricordiamo quando il Primo Ordine distrugge il pianeta originario della Repubblica e tutto fa pensare che siano nello stesso sistema solare dei ribelli? Vediamo il cannone a raggi solari rosso che distrugge pianeti dal pianeta base dei ribelli. Come è possibile? Sono passati trent’anni dal primo Star Wars e c’è stato grande sviluppo nella accuratezza della fantascienza, in particolare nella coscienza della distanza tra stelle.

Solo io ho notato la ripetizione della scena di Mr Fishhead che parla degli scudi? Un altro pessimo copia e incolla. Ma specialmente, ci mettono 60 secondi a decidere come colpire il Planet Weapon. Patetico, impossibile da prendere per realistico nemmeno per un bambino di 8 anni. Come è possibile prendere decisioni chiare e rapide su un attacco contro un’arma di cui non sapevano nulla? Almeno con Death Star vi erano dei piani rubati studiati a lungo per scovare una debolezza. Abbastanza credibile, nell’ultimo film la credibilità non è presa in considerazione.

Ad esempio Solo e Chewy si ritrovano per caso esattamente dove ci sono anche Finn e Rey, esattamente stesso luogo nello stesso momento. Niente di impossibile nel mondo di Star Wars, ma comunque del tutto improbabile. Almeno potevano sforzarsi di inserire qualche elemento nella trama che gli dasse una parvenza di plausibilità. Solo sostiene che hanno seguito la nave spaziale, ma per quanto, trent’anni?

Come può essere che i ribelli guidati dal Generale Leia siano così sprovvisti e privi di armamenti? Ma non avevano vinto? Hanno sconfitto l’Impero con l’aiuto di Darth Vader, mi sembra logico che debbano essere avvantaggiati dal punto di vista delle risorse, no? Ma chissà come invece le carte buone sono passate in qualche modo inspiegabile tutte dal lato della forza oscura. Ok, se serve a far funzionare la storia sia, ma occorre almeno tentare di spiegarlo in qualche modo.

La “sospensione dell’incredulità” va benissimo, specie in un film sullo spazio e tutto, ma così mi sembra veramente eccessivo.

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2015/12/21/why-star-wars-the-force-awakens-is-a-parable-that-supports-us-empire/

21.12.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

Pubblicato da Davide

  • gigio
  • GioCo

    Non sono ancora riuscito a trovare qualcuno che ne parlasse bene di sto film. Non che mi interessi qualcosa, da decenni il decadimento del cinema è un precipitare in caduta libera verso il collasso della narrazione.

    Da quanto si è capito che la colonizzazione dei cuori e delle menti è più efficace se si usano frattaglie ad ca%%um di rappresentazioni, il più possibile senza nesso (dove però l’assenza narrativa è studiata per ottenere una manipolazione dell’immaginario collettivo) la sceneggiatura è diventata del tutto secondaria rispetto la fotografia. Il kubrickkone l’aveva capito prima degli altri lupi hollywoodiani, che le rappresentazioni fanno la storia voluta se si lasciano i buchi giusti nella testa delle persone, di modo che si facciano i trip mentali giusti. Come per la musica, più degli accordi condano le pause perché fissano il ritmo. Il ritmo è frequenza che modula il logos rappresentativo. Per ciò noi sentiamo sempre la stessa stucchevole ca%%o di composizione sonora in certi momenti, tipo quelli che sottolinano la paura o l’ansia. Il tutto viene condito con eplosioni, che poi sono flash di luce che hanno la stessa funzione del pendolino di un ipnoterapista: ti fanno scendere più profondamente nello stato del "felice beota".

  • Jor-el

    No sono mai stato un fan di Star Wars, anche se ho visto tutti i film (per motivi di lavoro, più che altro). Questo Episodio VII, primo della Sequel Trilogy, somiglia al pilota di una serie TV. Stabilisce il set, elenca i personaggi, spiega i rapporti che li legano, semina attesa per le puntate successive. Avevano detto che la Disney avrebbe  concesso totale libertà a JJ Abrams , be’, non l’ha fatto, il business era troppo grosso. 

    L’unico ingrediente della premiata ricetta che manca (piuttosto clamorosamente) è l’umorismo. Tutti gli episodi di Star Wars avevano la loro buona dose di gag e di personaggi umoristici, con molti personaggi il cui ruolo era essenzialmente quello di alleggerire il baraccone con un po’ di risate. Ne "Il ritorno della Forza" non fanno ridere neppure i robot. L’ho trovato un po’ incredibile, come se la Disney e Abrams non avessero riflettuto bene su un elemento importante. 
    Oppure sono io che sono rimasto indietro.
    Che la forza sia con loro!
  • giannis

    concordo , io sono 5 anni che non riesco piu’ a vedere film americani violenti , polizieschi o tipo star war , siamo una società fatta di cazzate

  • sandrez