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L'AUTOMOBILE ? E' MORTA

DI VINCE LEWIS

vincelewis.net

Nella foto sopra si vedono solo alcune migliaia su decina di migliaia di auto non vendute, a Sheerness, Regno Unito. Prova a cercare su Google maps, Sheerness, Regno Unito. Guarda verso la costa orientale, tra il fiume Tamigi e il Medway, a sinistra della A249.

Esistono centinaia di posti come questo nel mondo e la pila di auto parcheggiate non fa che crescere di giorno in giorno.

Houston, abbiamo un problema! Nessuno sta comprando macchine nuove! Beh, qualcuno ancora sì, ma non nella stessa misura di un tempo. Milioni di auto nuove non vendute rimangono parcheggiate da qualche parte nel mondo. Lì, ferme, deteriorandosi lentamente senza ricevere alcuna manutenzione.

Sotto, l’immagine di un parcheggio immenso a Swindow, Regno unito, con migliaia di migliaia di macchine invendute e nessun acquirente in vista! I produttori sono costretti ad acquistare sempre più terreno per parcheggiare le auto fuori dalla linea di produzione.

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Anche questo è uno degli effetti della recessione economica che continua ad asserragliare il mondo. Le file di auto si fanno sempre più vaste e ogni anno i produttori non fanno che comprare acri e acri di terreno dove parcheggiarle.

Nota: le immagini che stiamo mostrando rappresentano sola una piccola proporzione. La vastità del problema è impressionante, pensa a quante case automobilistiche esistano sul pianeta, e quanti parcheggi come questo ognuno di essa abbia. Difficile immaginarlo, eppure queste immagine non sono state editate al computer. La parte peggiore è che il numero di auto non vendute aumenta di giorno in giorno.

È come un’epidemia che si estende a macchia d’olio e a meno che non vegano acquirenti dallo spazio, questi immensi parcheggi si vedono pure da lì, la questione non verrà risolta nel futuro immediato.

Sotto è mostrato uno squarcio delle 57.000 (in crescita) auto che attendono di essere consegnate ad un acquirente a Port of Baltimore, Maryland, USA. Dai un’occhiata su Google Mappe, cerca un parcheggio infinito a sud della Broening Hwy. Non passa inosservato!
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Una soluzione per liberarsene, hai certamente pensato, potrebbe essere svalutare il loro prezzo. Semplice, eppure le case automobilistiche non rinunceranno neppure al centesimo del loro prezzo iniziale.

Sotto è mostrata un’immagine di una pista di test della Nissan a Sunderland, Regno Unito. La pista non viene più usata per i test. La ragione? Nissan ha scelto di parcheggiarvi le sue auto non vendute.
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E la pista non basta a contenerle tutte. Nissan ha di fatti acquisito i terreni adiacenti alla pista e alla sua fabbrica. Un enorme lotto di auto è ben visibile da Google Mappe, e non è il parcheggio riservato ai dipendenti!
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Nessuna delle immagini che stiamo mostrando su questa pagina sono foto aeree di semplici parcheggi di centri commerciali, cinema multiplex, stadi, ecc.. ma solo spiane immense di automobili nuove fiammanti rimaste invendute.

L’industria automobilistica non può certo smettere di produrre nuovi modelli: centinaia di fabbriche verrebbero chiuse e decine di migliaia di loro dipendenti si ritroverebbero dall’oggi al domani senza lavoro e avrebbe terribili ripercussioni sul già fragile equilibrio economico mondiale. Ma oltre alle fabbriche dove le auto vengono assemblate, che succederebbe all’intera industria metallurgica che produce buona parte dei componenti delle auto? Gli effetti sarebbero catastrofici.

Sotto è mostrata una piccola area di un parcheggio gigantesco in Spagna, dove decina di migliaia di automobili sono immobili a prendere il sole tutto il giorno.
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Altre migliaia sono accatastate al porto di Valencia, sempre in Spagna. Sono auto che aspettano di essere esportate e altre che sono state importate ma ancora senza acquirenti.
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Decina di migliaia di veicoli vengono ancora prodotti ogni settimana ma appena una piccola parte viene venduta.

Qui sotto un’altra immagina di migliaia di macchine non vendute parcheggiate su una pista d’atterraggio vicino San Pietroburgo, Russia. Sono state importate dall’Europa e adesso parcheggiate e lasciate ad arrugginire. A causa di ciò, l’aeroporto non può più usare quella pista per il suo scopo originale.
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Il ciclo “compro, uso, compro, uso” è stato ormai spezzato. Oggi il consumatore cerca di sfruttare il più a lungo possibile il suo acquisto. Sotto, altre migliaia di auto invendute parcheggiate in una pista d’atterraggio in disuso a Upper Heyford, Bicester, Oxfordshire. Hanno letteralmente esaurito lo spazio dove parcheggiarle.
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Un’altra decina di macchine sono parcheggiate al Royal Portbury Docks, Avonmouth, vicino Bistrol, Regno Unito. Se si fa un zoom sulla zona con Google Maps, non si vedrà altro che macchine invendute per centinaia di metri. Praticamente ogni singolo spazio della zona è stato occupato da un’autovettura.
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Fai un zoom indietro sotto la stessa area, in Avonmouth. Ogni spazio grigio che si vede sono lotti di macchine non vendute. Qualcuno vuol provare ad indovinare quante siano?
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Viene stimato che nel mondo esistano circa 10 miliardi di auto, praticamente più della stessa popolazione mondiale.

Sotto un altro migliaio di auto parcheggiate, stavolta della Citroen a Corby, Northamptonshire, Inghilterra. E ogni giorno ne arrivano delle altre dalla Francia senza una successiva destinazione.

Ricordiamo che si tratta di macchine nuove di fabbrica, con i contatori che segnano forse appena il tratto di strada dalle fabbriche a queste rimesse. Questa immagine da Google Mappe è proprio del maggio 2014, nei pressi di Corby, Northamptonshire.
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Fabbricare nuove macchine va contro ogni logica, logistica ed economia ma la produzione continua, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana…

Sotto è mostrata un’altra immagine recente (Aprile 2014) del porto di Civitavecchia. Ognuno di quei puntini è una Peugeot nuova di fabbrica che ogni giorno raccoglie polvere e magari un po’ di brezza marina.
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Sotto ancora, tutte carine e sbrilluccicose, rosse, bianche, nere, argento, viola, blu, insomma auto nuove fiammanti di tutti i colori dell’arcobaleno. Fanno un bel mosaico. Magari è questa la fine che faranno: arte urbana surreale dell’era della produzione meccanizzata.
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L’economia avverte chiaramente che queste auto rimarranno invendute. Ma per quanto durerà questo ciclo? Dove verranno parcheggiate se a momenti non abbiamo più spazio neppure in strada per guidarle?

Sotto, ancora il porto di Valencia, in una suggestiva composizione di colori.
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I tempi in cui una famiglia avrebbe potuto acquistare una nuova auto ogni paio di anni, adesso sono andati.

Il risultato sono immagini come quelle proposte.
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Potremmo dire che queste macchine sono lasciate ad arrugginire. E più passano i giorni trascorsi in delle rimesse meno saranno le chance che verranno acquistate. Dopo mesi e mesi sotto qualsiasi condizioni climatica queste auto andranno in detrimento.

Nell’immagine sotto le automobili coprono l’intero orizzonte. Che svenderle sia l’unica soluzione radicale? Chissà se presto non inizino a regalarle con le confezioni dei cereali.
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Quando un’automobile è lasciata inattiva, l’olio presente nelle parti interne del motore si deposita lentamente sul fondo della coppa dell’olio, iniziando un processo corrosivo che potrebbe danneggiare il motore stesso.

La corrosione a freddo, per esempio, avviene quando la condensazione fa estendere i cilindri e si inizia a formare la ruggine al loro interno. Il motore a quel punto s’ingolferà e avrà bisogna di assistenza meccanica per ripartire. Anche i pneumatici inizieranno a perdere aria e la batteria si sarà scaricata. La lista potrebbe continuare ancora.
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Maggiore è il tempo trascorso in rimessa peggiori saranno le conseguenze. Ma allora qual è la soluzione al problema?

Le case automobilistiche continuano a produrre nuovi modelli con le ultime tecnologie a bordo. Accade quindi che il consumatore finale preferisca comprare l’ultimo modello e non quello dell’anno precedente. Per i vecchi modelli a questo punto le alternative restano poche: essere smantellate e rottamate, riciclando le sue parti meccaniche.ed.

Alcuni marchi hanno già spostato la produzione in Cina, General Motors e Cadillac né sono un esempio tra i tanti. Le macchine qui prodotte vengono poi caricate in containers e scaricati nei porti di tutto il mondo. Gli USA, per favorire la produzione interna, ne ha limitato l’importazione. La conseguenza immediata è che centinaia di migliaia di automobili americane nuove di fabbrica si trovano ora parcheggiate in China. Nessuno in Cina può permettersi di acquistarle e bisognerà attendere che l’economia mondiale migliori perché queste automobili vengano vendute… e potrebbe richiedere diverse generazioni.

Versione originale:

Fonte: www.vincelewis.net
Link: http://www.vincelewis.net/unsoldcars.html
19.05.2014
Versione italiana:
Fonte: www.incredibilia.it
Link; http://www.incredibilia.it/dove-finiscono-auto-invendute/
20.05.2014

Pubblicato da Davide

  • uomospeciale

    Beh!, non si poteva di certo continuare con l’andazzo che si era tenuto fino alla fine del 2004-2006, quando in  pratica si cambiavano, o addirittura si  rottamavano auto con appena tre quattro anni di vita, quindi praticamente nuove.

    E alla fine l’hanno capito un po’ tutti che l’automobile è solo un assegno in bianco sul quale ogni mese lo stato ci scrive sopra quello che vuole.
    Quindi se possibile se ne fa a meno.
    Ma se proprio è indispensabile, allora  è meglio limitare i danni tenendosi la vecchia auto finché non schiatta del tutto.
    La mia ha 13 anni e 350 mila chilometri…..
    Quindi mi spiace per i vari azionisti Fiat,  Mercedes, Volkswagen,  ecc ecc ecc
    Ma penso che la terrò ancora un pò…..Dopotutto a 13 anni è ancora una bambina.

  • cardisem

    Ho sentito un discorso, in apparenza informato, dove si sosteneva che una macchina dopo 7/8 anni è da cambiare, perché la manutenzione costa più di una macchina nuova.
    La mia prima e unica macchina, che ho dovuto comprare avendone proprio bisogno, ha nove anni, la uso relativamente poco, ma va bene e non intendo cambiarla finché non sarà pericolosa per la sicurezza delle persone trasportate.

    Il mio problema è un’altro e lo sto sperimentando in questi giorni.
    Una macchina, se esiste e quando esiste, va poi parcheggiata quando è ferma.

    Mi sto scontrando con degli ecologisti arrabbiati e direi stupidi che se la prendono con la macchina in quanto tale, e con la macchina dei poveracci che ne hanno bisogno, non con quella dei ricchi che non hanno né problemi di parcheggio né problemi di rinnovo della loro vettura.

    Io capisco che debba esservi una politica nuovo del trasporto e della mobilità, magari inventando e producendo su larga scala non già l’auto elettrica, ma il teletrasporto, come si vede in certi film di fantascienza. Ma finché la gente è costretta a usare una macchina per spostarsi, trovo veramente una grande cattiveria talune posizioni che non sto qui a illustrare.

    È chiaro che la gente non compra più le vetture di cui sopra non per una scelta ecologica, ma perché non ha i soldi per potersela permettere. Trovo veramente e stranamente contro ogni logica di mercato – il famoso mercato – il non vendere a prezzi stracciate le macchine di cui sopra, e comtemporaneamente non averne ridotto la produzione…

    Qui qualcosa non quadra… I conti non mi tornano…

  • Ercole

    E’ L’ESEMPIO LAMPANTE CHE QUESTO SISTEMA SOCIALE BASATO SUL PROFITTO STA DIMOSTRANDO TUTTI I SUOI LIMITI E CHE SIAMO DI FRONTE A UNA CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE DI MERCI :vi è un solo modo per uscire dalla crisi  capitalista guerra o rivoluzione noi internazionalisti ci stiamo adoperando per la RIVOLUZIONE.

  • albsorio

    Ma una domanda, questi continuano a fare auto perche sono dei coglioni oppure voi non avete capito che in Italia ci sono 36milioni di auto circolanti, di cui 10milioni dei catorci, il problema è che la gente non ha più i soldi per il cibo e il riscaldamento, ne consegue che rimandano l’acquisto dell’auto.

    Se noi consideriamo tutto, bollo, assicurazione, carburante, manutenzione e AMMORTAMENTO è chiaro che pochi possono oggi comprare un’auto nuova, basta un incentivo statale e vedi quante auto restano nei parcheggi.
    Per i padroni invece sarebbe da capire quanto sia producente de localizzare distruggendo i propri mercati, voglio dire che tu puoi andare in Marocco a fare la Dacia ma poi i disoccupati non la comprano neanche a 5000 Euro, perche non hanno soldi per le cose essenziali figuriamoci per l’auto.
  • Tonguessy

    Si chiama curva asintotica e definisce la crescita di una caratteristica fino ad arrivare alla funzione data. La stessa identica curva si rileva nel mercato immobiliare. Le cause possono essere, come scrive qualche commentatore, il costo elevato del mezzo nuovo, la buona funzionalità di quello vecchio, la mancanza di soldi e via dicendo. Ma anche eliminando questi fenomeni dubito che la curva asintotica possa variare. Sicuramente (grazie a drogaggi come gli incentivi statali) si può solo spostare un po’ più in la il limite. Ma il limite di "saturazione" rimane.

    Guardiamo la cosa da un’altra prospettiva: perchè credete che nell’attuale lotta fratricida tra capitalismo industriale e capitalismo speculativa stia avendo la meglio quest’ultimo? Perchè è riuscito a portare gli Stati dalla loro parte. Tutti quei finanziamenti statali che hanno fatto espandere la Fiat negli anni d’oro dell’industria manifatturiera adesso sono rivolti, ad esempio, verso MPS o altre banche. E’ inevitabile che la curva asintotica, nel momento in cui nessuno Stato sta seriamente pensando a salvare le industrie nazionali (ma solo le banche) produca quelle situazioni illustrate in questo articolo.
    Insomma: questa è la meritata fine della "civiltà delle macchine". Attendo con pazienza (?!) la fine della "civiltà delle banche". 
  • oriundo2006

    Hai ragione. Di primo acchito ho pensato che erano PEGNI/IPOTECHE ‘semoventi’ per i crediti bancari, materiale lì apposta a fronte degli immobilizzi finanziari per fabbriche semi-fallite ed impossibilitate a restituire in moneta contante i capitali prestati. A mio avviso ci nascondono una cosa sola: il sistema capitalistico privato è fallito. Saluti

  • brumbrum

    Ritorniamo ai ciuchi

  • sickboy

    E’ 40 anni che in occidente le industrie automobilistiche sono tenute su con iniezioni dei più disparati tipi di droghe (di solito vanno sotto il nome di incentivi). Troppi interessi, troppo lobbying, troppo indotto. Questo è il risultato, un mercato completamente insostenibile. Sono semplicemente finiti i soldi.

    Non avessero drogato l’industry ci sarebbero, e già da molto tempo, molte meno auto in circolazione. E molti più mezzi alternativi. Credo. Amen
  • Mattanza

    Mi sa che ne vedremo delle belle (eufemisticamente),d’altronde il sistema di una auto a persona, propugnato dal sistema capitalista faceva schifo già da tempo, ci promisero che saremmo potuti andare dove volevamo quando volevamo e…ci siamo trovati tutti imbottigliati per andare al mare, per tornare dal lavoro….che ridicolo sistema inefficente e dannoso per tutti.

  • Notturno

    Uno dei post più stupefacenti che io abbia letto di recente.

    Non ne
    sapevo nulla…. è pazzeschissimo!!!

    Sono davvero sconvolto.

  • Notturno

    Ma scusate la mia ingenuità…. ma alle case produttrici non converrebbe
    venderle o svenderle???

    Perché non lo fanno???? Non ci
    rimettono??

    E poi, scusate ancora la mia dabbenaggine, ma questa non è la
    prova provata del fatto che il "mercato" non esiste?

  • brumbrum

    esiste lo schiavismo
    gente robotomizzata intenta a produrre merda da riciclare
    i prezzi dei "beni" calcolati in base alle latitudini
    l’importante è tenere le masse occupate a produrre roba inutile per muoversi inutilmente come degli zombi

  • riefelis

    La crisi dell’auto è drammatica e in futuro (già ora) creerà inondazioni di lacrime e sangue, questo foto però sono una vecchia bufala nella quale è caduto anch eil buon Grillo.

    http://www.butac.it/le-auto-non-vendute/