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GLI STATI UNITI: L'INDISPENSABILE NAZIONE (CHE BOMBARDA)

DI PEPE ESCOBAR
atimes.com

“Yes We Scan”. “Yes We Drone”. E “Yes We Bomb” [dal famoso “Yes We Can” della prima campagna elettorale di Obama. Lett.: Si noi scrutiamo. Si noi impieghiamo i droni. E si noi bombardiamo, ndt].

La guerra lampo della propaganda della Casa Bianca per propinare al Congresso americano l’impiego dei missili Tomahawk in Siria ha già raggiunto il massimo grado di manipolazione pre-bellica – gentilmente concessa dai media statunitensi.

E certamente, tutti i paralleli che possono essere fatti con il conflitto in Iraq sono diventati evidenti quando il segretario di stato americano John Kerry ha pontificato che Bashar al-Assad “adesso può essere aggiunto alla lista di Adolf Hitler e Saddam Hussein” in qualità di mostro cattivo. Perché il cambogiano Pol Pot non è mai menzionato ?

Ma certo, perché gli Stati Uniti lo appoggiavano.Ogni arbusto trasportato dal vento nel deserto del Nevada conosce chi non sta più nella pelle per la guerra in Siria; vasti settori dell’industria militare; Israele; la dinastia saudita; il “socialista” Francois Hollande in Francia, il quale ha delle polluzioni notturne pensando all’accordo Sykes-Picot [patto anglo-francese del 1916 per il controllo di parti della Siria e dell’Iraq, ndt]. Praticamente, nessuno sta influenzando il Congresso per non andare in guerra.

E tutto il frenetico lavoro di persuasione delle lobby potrebbe risultare superfluo; il premio Nobel per la pace nonché possibile artefice della Guerra Barack Obama ha già lasciato intendere – vincolando se stesso irriducibilmente con un “ho deciso che gli Stati Uniti dovrebbero intervenire militarmente” – che è determinato ad attaccare la Siria noncurante di quello che potrebbe decidere il Congresso.



“La linea rossa” che Obama si è autoimposto, è un virus mutante; da “un colpo di avvertimento” è diventato “uno schiaffo sulla mano” e adesso pare che sia un “decido io sulle bombe”. Le speculazioni sulle motivazioni reali sono infondate. Il suo “tentativo estremo” [in Ing. “Hail Mary Pass”, “passaggio dell’Ave Maria”: nel football Americano, tentativo estremo di recuperare punti a fine partita, ndt] di ricorrere ad un Congresso estremamente impopolare traboccante di mormoni parentati potrebbe essere un grido d’aiuto (salvatemi dalla mia stupida “linea rossa”); o – considerando gli imperialisti umanitari alla Susan Rice di cui si circonda, è maledettamente intenzionato ad entrare in un altro conflitto per l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) e la dinastia saudita sotto la bandiera “delle ragioni di alta morale”. Parte della manipolazione si basa sul fatto che “Israele deve essere protetto”. Ma Israele è già abbondantemente protetto da un Congresso americano (1) controllato a distanza dall’AIPAC.



E riguardo alle prove ?

I francesi tanto detestati in passato [in Ing. “cheese-eating surrender monkeys”, trad. It. “scimmie arrendevoli mangia-formaggio”, ndt] stanno facendo la loro parte, appoggiando con entusiasmo le prove fornite dalla Casa Bianca con una dubbia presentazione delle proprie, che si basano maggiormente su un’analisi dei video pubblicati su Youtube (2).

Perfino Fox News ha ammesso che le prove elettroniche degli Stati Uniti provengono da 8200 unità delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) – la loro versione dell’NSA. In questo caso, l’ex ambasciatore britannico Craig Murray ha smascherato in maniera convincente l’imbroglio delle informazioni intercettate da Israele.



La più allarmante controprova alla manipolazione della Casa Bianca rimane il servizio per Mint Press News dell’inviato Dale Gavlak, in Ghouta, Damasco, i cui residenti anti-Assad ribadivano che “dei ribelli hanno ricevuto armi chimiche per mezzo del capo dell’Intelligence saudita, il principe Bandar bin Sultan, e che erano responsabili di aver condotto l’attacco con il gas.

 Ho avuto un colpo appena ho letto questo servizio – perché stavo proprio sottolineando il ruolo di Bandar Bush come mente diabolica dietro la strategia della nuova guerra in Siria (vedi “Bandar Bush, ‘liberator’ of Syria”, [Bandar Bush, ‘liberatore’ della Siria, ndt], Asia Times Online, 13 Agosto 2013).



Inoltre c’è il fatto che alcuni commando dell’esercito siriano, il 24 Agosto, durante un blitz a Damasco fra i cunicoli del quartiere periferico Jobar occupato dai ribelli, si sono impadroniti di un deposito dove erano stipati agenti chimici richiesti per preparare “il sarin artigianale”. Il commando stesso è stato colpito da alcuni agenti chimici nervini e hanno spedito campioni per le analisi in Russia. Questa prova è certamente parte della perizia per cui il presidente Vladimir Putin ritiene che la Casa Bianca non sia per niente convincente.



Il 27 Agosto, Saleh Muslim, capo del Partito dell’Unione Democratica Curda (PYD), ha riferito a Reuters che l’attacco aveva l’obiettivo d’incastrare Assad”. E nel caso in cui gli ispettori ONU avessero scoperto che l’avevano sferrato i “ribelli”, “tutti l’avrebbero dimenticato”. E quindi: “puniranno gli emiri del Qatar o il re dell’Arabia Saudita, o Mr Erdogan di Turchia?



In poche parole, non importa come è successo, i cittadini locali a Ghouta hanno detto che l’autore è Jabhat al-Nusra; e i curdi siriani credono che questo sia stata una montatura per incastrare Damasco.

 A questo punto, ogni avvocato che si rispetti chiederebbe cui bono? Per quale ragione Assad avrebbe dovuto attraversare la “linea rossa” e lanciare un attacco con armi chimiche nel giorno in cui sono arrivati a Damasco gli ispettori ONU, a soli 15 chilometri dal loro hotel?



Questi sono gli stessi Stati Uniti che hanno fatto bere al mondo intero la storia di un mucchio di arabi inesperti armati di taglierini che hanno dirottato aerei di linea trasformandoli in missili nel bel mezzo dello spazio aereo più protetto al mondo, in nome di una diabolica organizzazione transnazionale. 



Così adesso questa stessa organizzazione diabolica non è in grado di lanciare un attacco con armi chimiche rudimentali tramite razzi fai da te – uno scenario che ho già delineato anche prima del servizio di Gavlak (4). Quindi questa sarebbe un’adunanza di ribelli che si dilettano con armi chimiche.

Inoltre, verso la fine di Maggio, le forze di sicurezza turche avevano già trovato il gas sarin nelle mani degli irriducibili jihadisti di Jabhat al-Nusra.



Allora perché non chiederlo a Bandar Bush?

Dobbiamo andare indietro nel tempo, a quel fatidico incontro a Mosca, quasi quattro settimane fa, tra Putin e Bandar Bush (5).




Bandar è stato piuttosto sfacciato nel dire a Putin che lui avrebbe protetto i giochi olimpici invernali del 2014 a Sochi. Ed è stato piuttosto sfacciato nel dire che lui controlla tutti i jihadisti ceceni dal Caucaso alla Siria. Loro non aspettano altro che un cenno dei sauditi per attaccare il cuore della Russia.



Ha addirittura telegrafato la sua prossima mossa; “non c’è via d’uscita dall’opzione militare, perché è l’unica soluzione disponibile al momento, visto che le trattative diplomatiche sono finite in stallo. Crediamo che la seconda conferenza di Ginevra sarà davvero difficile in virtù di questa situazione che sta infuriando”.



Questo è un mostruoso eufemismo – perché i sauditi non hanno mai voluto in primo luogo la conferenza di Ginevra. Sull’ultra-settaria agenda della dinastia saudita di fomentare la divisione fra sciiti e sunniti ovunque nel mondo arabo, l’unica cosa che conta è rompere l’alleanza tra Iran, Siria e Hezbollah con tutti i mezzi necessari.



La montatura du jour della dinastia saudita si basa sulla convinzione che il mondo deve “prevenire un’aggressione contro il popolo siriano”. Ma se “il popolo siriano” accetta di essere bombardato dagli Stati Uniti, anche i sauditi saranno d’accordo (6).



Paragonata a queste assurdità, la reazione in Iraq di Muqtada al-Sadr rappresenta la voce della ragione. Muqtada appoggia “i ribelli” in Siria – diversamente dalla maggior parte degli Sciiti in Iraq; in realtà lui appoggia l’opposizione non armata, ribadendo che la migliore delle soluzioni sarebbe indire nuove e libere elezioni. Lui rigetta il settarismo – fomentato dai sauditi. E siccome sa benissimo cosa significhi un’ occupazione militare americana, rigetta anche qualsiasi impiego di missili.



L’alleanza strategica tra Bandar Bush e l’AIPAC non farà prigionieri pur di ottenere questa guerra. In Israele, Obama sarà disprezzato per il suo “tradimento e per la sua codardia” nei riguardi “dell’asse del male”. La valanga della diplomazia israeliana si concentrerà sulla minaccia di attaccare l’Iran unilateralmente se gli Stati Uniti decideranno di non intervenire in Siria. In effetti il Congresso voterebbe per entrambe le soluzioni. Il loro QI collettivo potrà essere anche del tipo sub-mormonico, ma qualcuno potrebbe essere portato a concludere che il solo modo di “punire” il governo di Assad è costringere gli Stati Uniti a fare il lavoro sporco con l’aviazione militare per la miriade di “ribelli” e certamente per i “jihadisti” – nel modo in cui hanno debitamente approfittato l’Alleanza Nord Atlantica in Afghanistan, i curdi peshmerga in Iraq e i mercenari anti-Gheddafi in Libia.



Quindi, in poche parole, abbiamo la nazione indispensabile che ha ricoperto interamente il Vietnam del Nord con il napalm e l’agente arancione [erbicida letale usato in Vietnam da parte degli Stati Uniti, ndt], che ha innaffiato Fallujah con il fosforo bianco e vaste zone dell’Iraq con l’uranio impoverito scatenando attacchi “limitati” e “cinetici” contro un paese che non ha aggredito né gli Stati Uniti, né i suoi alleati e tutto basato su prove estremamente deboli e agendo di conseguenza per “motivi di alta morale”.



Chiunque voglia credere alle manipolazioni della Casa Bianca, secondo le quali saranno soltanto pochi tomahawk a colpire qualche desertica caserma militare, dovrebbe prendersi in affitto un appartamento nel paese delle meraviglie. La bozza che sta circolando in Campidoglio è decisamente allarmante (7).



Anche se questo dovesse risultare un attacco di tipo “limitato” e “cinetico”, perpetuerà soltanto il caos. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov lo ha definito “caos controllato”. Non proprio; l’impero del caos è ora totalmente fuori controllo.

Pepe Escobar
Fonte: www.atimes.com/
Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-01-030913.html
3.09.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GEMMITA01

NOTE:

1. White House to Congress: Help protect Israel, Politico, September 2, 2013.
2. Le document des services de renseignement sur l’attaque chimique syrienne, Liberation, September 2, 2013.
3. Israeli intelligence first confirmed Assad regime behind alleged chemical attack, Fox News, August 28, 2013.
4. ‘War on chemical weapons’: Obama traps himself into Syrian combat, Russia Today, August 28, 2013.
5. Russian President, Saudi Spy Chief Discussed Syria, Egypt, Al Monitor, August 21, 2013.
6. Arab states urge action against Syrian government, Reuters, September 2, 2013.
7. President Obama’s draft legislation regarding the Syrian conflict, Washington Post, September 1, 2013.

Pubblicato da Davide

  • ericvonmaan

    Grande Escobar, che ultimamente si può anche ascoltare spesso in diretta su Russia Today (uno dei pochi canali TV non allineati). Una cosa sola: tradurre non significa usare google traduttore e poi “aggiustare un po’ ” ma rendere con uno stile accettabile! Ultimamente le traduzioni sono veramente di pessimo livello.

  • Allarmerosso

    Grande …. Aspettavo un suo articolo e quando li vedo pubblicati sono contentissimo di leggerli. Diffondo per i poveri zucconi ehm… no non lui era proprio un aggettivo ….

  • lucamartinelli

    Si, articolo interessante. Intanto noi che non abbiamo nessun potere che facciamo? Potremmo boicottare gli yankee, non comperando nulla che abbia a che fare con il paese dei cow-boys criminali.