Vincere la guerra

Vincere la guerra

Nestor Halak per Comedonchisciotte.org

La guerra in Ucraina va avanti oramai da un anno e mezzo e si è rivelata per quello che sono tutte le guerre: una grande carneficina su una scala che non si vedeva almeno dalla guerra del Vietnam. La guerra è stata fortemente voluta da chi detiene il potere in America mentre l’amministrazione russa ha fatto quanto ha potuto prima per evitarla, poi per limitarla il più possibile, come si vede senza risultati apprezzabili. Già il fatto che la guerra sia in corso è un successo per il potere americano, ma questo non significa che sia un completo successo, né che non possa andare a finire in un disastro.

Abbiamo fatto, letto, visto, sentito in proposito molte considerazioni differenti e spesso contrastanti sia sui motivi che hanno portato alla guerra, sia sui perché è stata poi condotta in una maniera o nell’altra, a questo punto degli eventi ci chiediamo, quali potrebbero essere le mosse successive per uscirne vincitori. Vediamo prima il punto di vista americano, dico americano e non occidentale in generale poiché in questo momento la volontà dell’ “occidente collettivo” si riduce in pratica alla volontà dell’amministrazione americana in quanto la politica estera europea (e per la verità anche quella interna), non ha nessun grado di autonomia: a tutti gli effetti pratici l’Europa è interamente dipendente dalle decisioni di Washington.

Che opzioni hanno gli americani?

Primo, far proseguire il conflitto. Gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse a che la guerra continui. Anche se al momento le speranze di una rapida destabilizzazione dello stato russo non si sono concretizzate, possono sempre farlo insistendo quanto basta e soprattutto la guerra è fonte di grandi guadagni per la cosiddetta “palude” di Washington, cioè per tutti coloro che vivono (e vivono bene) attorno ai senatori, ai congressisti, ai governanti e ai grandi funzionari statali. Il sistema di governo americano si regge sostanzialmente sul denaro dei lobbisti, dei “portatori di interessi”, dei “donatori”, che foraggiano la politica in cambio di provvedimenti favorevoli alle varie cause particolari, cioè, detto in altre parole, sulla corruzione generalizzata e legalizzata dei pretesi “rappresentanti del popolo”.

Chiaramente la necessità di rimpiazzare le armi consumate ad un tasso rapidissimo in Ucraina assicura a questi personaggi che un fiume di soldi continui a pervenire nelle loro tasche da parte dei grandi produttori: chi si sognerebbe mai di fare qualcosa per interromperlo? Bisogna anzi conservarselo gelosamente. Potete scommettere che l’interesse del paese in generale non è una priorità.

Continuare la guerra indefinitamente comporta però anche dei rischi, il principale dei quali è un cedimento catastrofico dell’esercito ucraino che già oggi sembra essere tutt’altro che in buona salute. Questo comporterebbe una piena vittoria militare russa con ripercussioni a breve termine (l’unico lasso di tempo che queste persone riescono a prendere in considerazione) imprevedibili, sia mondiali che interne, che potrebbero portare ad una loro rapida destituzione. Gli ucraini hanno davvero la possibilità di reggere ancora a lungo?

Secondo, trattare. L’opzione meno rischiosa sarebbe senz’altro quella di congelare il conflitto sulle linee attuali con una sorta di armistizio rimandando a trattative da protrarsi nel tempo la sistemazione definitiva. Nel frattempo ciò che rimane dell’Ucraina (che è ancora una gran parte), resta un vassallo di Washington che si può usare, riarmare e forse anche proclamare ufficialmente paese Nato con squilli di tromba, gagliardetti e bandiere. Naturalmente, di fatto, paese Nato lo è già, ma una proclamazione ufficiale, oltre ad apparire una vittoria americana, renderebbe ai russi più difficile un’eventuale ripresa della guerra. Se poi non fosse possibile giungere ad un compromesso esattamente in questi termini, si può sempre cercare di strappare ai russi altre concessioni, dopo tutto si sono sempre mostrati molto disponibili al dialogo e quello che chiedevano a Minsk e successivamente ad Istambul era giusto il minimo possibile. E poi, per il governo Usa, un trattato non impegna più di tanto, si può sempre violare. Gli accordi di Minsk dimostrano che i russi si possono prendere per i fondelli abbastanza facilmente. Il problema è che stavolta potrebbero non volerne più sapere, ma anche in questo caso si potrebbe sempre rispondere con un gran baccano di propaganda urlando a squarciagola “i russi non vogliono trattare, vogliono solo la guerra, sono mostri assetati di sangue, mentre noi, la grande terra dei giusti, per pura compassione e spirito umanitario facciamo il possibile per fermare la carneficina!” Che gli estremisti ucraini, per quanto pazzi, possano opporsi, è da escludere: senza il fiume di aiuti occidentali cadrebbero in ventiquattrore. Mi pare che per gli americani la trattativa non comporti perdite, solo possibili guadagni.

Terzo, rilanciare. Se gli ucraini da soli proprio non ce la fanno a sostenere più a lungo il conflitto, si potrebbe aiutarli, costruire un altro esercito da mandare incontro ai russi. Per esempio lasciare che i polacchi occupino l’Ucraina occidentale per “motivi umanitari” assicurandosi così una zona cuscinetto; per gli stessi motivi i moldavi potrebbero occupare la Transnistria e un contingente Nato potrebbe stanziarsi ad Odessa e si potrebbe assicurare a tutte queste zone una copertura aerea che al momento è assente: d’altra parte se ci sono armi in cui la Nato è più forte si tratta proprio della Marina e dell’aviazione. Ciò potrebbe spostare la guerra esclusivamente all’est dell’ucraina, dove abitano le popolazioni russofone. Alla fine cosa volete che gli importi agli americani dei polacchi o dei rumeni? Meno di nulla.

Ma naturalmente anche questa soluzione ha i suoi pericoli: i russi potrebbero non rispettare affatto le zone ucraine occupate e bombardarle e abbattere gli aerei Nato e colpire gli aeroporti esteri dai quali dovrebbero necessariamente partire. Potrebbero attaccare le truppe occidentali a Odessa o a L’Vov e in questo caso anche i cadaveri dei militari americani potrebbero cominciare ad arrivare a Washington e ciò potrebbe avere gravi ripercussioni interne: anche in questo caso la classe al potere rischierebbe di perdere il posto. Inoltre c’è il rischio evidente di avere una guerra generalizzata, magari nucleare in Europa e anche oltre. Il potere è una gran cosa, ma a che serve da morti?

E’ certo che i russi non volevano una guerra, soprattutto una guerra sulla propria terra (ancora una volta!) per di più con popolazioni affini. Ma ci sono stati trascinati dentro a forza e ora la guerra devono vincerla, pena il ritorno alla situazione di impotenza degli anni novanta o anche peggio. Abbiamo visto che il primo tentativo, quello dell’intimidazione seguita dal negoziato, non è riuscito, ma d’altra parte il paese ha retto perfettamente all’assalto occidentale. Allo stato attuale, quale potrebbe essere la strategia migliore per uscirne vittoriosi?

Anche per i russi, mi pare le opzioni principali sono tre, ciascuna delle quali comporta sia vantaggi che pericoli.

Primo continuare la guerra di logoramento. Dopo la distruzione dell’aviazione e la prima occupazione di grandi territori ucraini con poche truppe e il fallimento della seguente fase negoziale, l’esercito russo si è ritirato di molto, conservando solo quei territori indispensabili per mantenere il ponte di terra con la Crimea e difendibili con le poche forze a disposizione. La fase iniziale è stata una scommessa piuttosto azzardata, specie tenendo conto dello stile più che prudente a cui ci avevano abituati. Da allora è iniziata una guerra dichiaratamente di logoramento che dura ancora oggi, ma nel frattempo l’esercito russo si è grandemente rafforzato nel numero e al momento dispone di molte riserve.

Continuare così, attendere che il decimato esercito ucraino crolli, sembrerebbe l’opzione più prudente e sicura, ma evidentemente l’Ucraina in sé sarebbe già stata “logorata” da tempo se non fosse completamente sostenuta dagli americani e se questi riusciranno in qualche modo a mantenerla in piedi, magari inviando nuova carne da cannone da altri paesi e inventandosi nuove provocazioni, la guerra continuerà ancora a lungo e pare improbabile riuscire a logorare tutto l’occidente sul lungo periodo. E nel frattempo l’economia e la società russe, reggeranno? In questo senso le sconsiderate “controffensive” ucraine paiono aiutare la strategia russa, ma saranno sufficienti?

Secondo trattare. L’amministrazione russa si è sempre mostrata pienamente disposta alla trattativa offrendo condizioni più che accettabili dalla controparte: ovviamente è molto più conveniente fare delle concessioni che impegnarsi in una guerra dall’esito sempre dubbio e nella quale, comunque vada, ci saranno immense distruzioni e migliaia di morti, non in America, ma in Russia. Ovvio che conviene più trattare che combattere. Ma la controparte non combatte in America, non sono i soldati americani a morire, che incentivi ha a trattare quando ritiene di poter raggiungere pienamente i propri obbiettivi con altri mezzi e a spese altrui? D’altra parte, stante che l’obbiettivo finale è la distruzione della Russia, è difficile trovarsi d’accordo con gli stessi russi, o no? Perciò i patti, che peraltro ci sono già stati fin dal 2014, sono solo trucchetti di bassa lega a scopo dilatorio. In questa situazione pare francamente inutile puntare ad una soluzione negoziale … a meno che non si abbiano i mezzi per imporla.

Terzo andare all’offensiva. Cioè porre fine alla guerra con uno sforzo militare intenso, ma limitato nel tempo profittando della superiorità attuale e delle condizioni non certo brillanti dell’esercito ucraino fortemente indebolito da un anno e mezzo di sforzi. Si potrebbe ad esempio attaccare dal nord e tagliare Kiev dal confine polacco prendendo la città e ponendo con ciò fine all’attuale regime e/o occupare la regione di Odessa impedendo l’accesso al mare di ciò che resta dell’Ucraina e/o sfondare le linee ucraine ad ovest del Donbass. O qualunque manovra con i medesimi effetti che gli esperti militari ritengano fattibile e con buone probabilità di riuscita. In questo modo si aggirerebbero i rischi di tenuta socio economica sul lungo periodo e si ripristinerebbe velocemente la sicurezza della Russia dando un colpo probabilmente mortale all’egemonia statunitense.

Ma naturalmente anche questa opzione presenta i suoi lati negativi: in guerra mai nulla è certo e l’operazione potrebbe non riuscire provocando una catastrofe, oppure potrebbe indurre gli americani ad intervenire direttamente con gli ovvi rischi di escalation nucleare e non è certo questo che Putin vuole. In ogni caso una grande offensiva produrrebbe un enorme numero di caduti russi concentrati in un breve periodo di tempo. Inoltre la presa di gran parte del territorio ucraino imporrebbe il conseguente obbligo di governarlo, compito affatto facile ed economicamente gravoso forse quanto la continuazione del conflitto a lungo termine.

Queste mi paiono le maggiori opzioni possibili per i due schieramenti, al momento la Russia, guidata dal prudente Putin, mi pare orientata, come peraltro a suo tempo ha apertamente dichiarato, a continuare nell’attuale guerra di logoramento attendendo il crollo dell’esercito ucraino, e, tutto sommato l’occidente, pur guidato dagli irresponsabili Neocon americani, pare d’accordo, solo che si aspetta che i logoramento riguardi i russi. Certo si possono fare ragionamenti e previsioni in proposito, ma che restano appunto previsioni, ben lontane dall’essere certezza.

Dovremo ancora attendere anni per arrivare all’epilogo o la situazione è già sul punto di precipitare? E voi, come vincereste la guerra?

Commenti (38)

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Mostra commenti 38 caricati
    1. mazzam 27 agosto 2023

      e chi lo sa come si vince.
      poi dipende dal gioco.

      ad esempio in ogame si vince utilizzando tutte le armi in una botta sola. spiani tutto quel che trovi, arraffi tutto quel che puoi, limiti il più possibile le perdite e ti addormenti contento.

      negli scacchi Carlsen invece ci va lento, pare niente e invece sei già aggrovigliato nelle spire di un pitone dal quale non ci si può liberare. e morta lì. ed è così da 15 anni.

      qui si scontra un'aquila e un orso.
      L'una veloce, sorvolante, attaccante per forza e dal nido nascosto, tesa per necessità agli affari altrui, l'altro enorme e grufolante, dimentico di tutto tranne che del proprio territorio nel quale si sazia, attaccante se deve e nel caso devastante, teso per natura e abbondanza agli affari propri.

      l'aquila contro un'orso altro non può che dar fastidio anche in combutta con i mille fagiani che gli fanno la ola, ma se l'orso, caso voglia, le scoprisse il nido decidendo che è un buon pasto... direi che per un bel po' il mondo girerebbe tranquillo.

      ... sperem.

    1. Cleon XIII 27 agosto 2023

      Vi pregherei di cercare con google questa stringa: "Basi militari USA nel mondo, mappa" e, subito dopo, quest'altra: "Basi militari russe nel mondo, mappa".

      E fate il confronto. E' devastante. Da una parte centinaia, migliaia di presidi in ogni angolo del globo, con alcuni paesi, molti paesi (fra cui il nostro) che sono, in pratica, nient'altro che grandi basi USA di cui i governi sono solo gli inservienti. Dall'altra parte c'è forse una dozzina di puntini rossi, tutti circondati da forze soverchianti. Ci troviamo di fronte alla più vasta, potente, spietata forma di oppressione violenta mai apparsa sulla Terra, oggi dispiegata oltre il massimo concepibile. L'unica forza che si oppone ancora a questa pistola puntata alla tempia di un'umanità indifesa è il deterrente nucleare della Federazione Russa, ereditato dall'Unione Sovietica.

    2. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Sì, quel che scrivi è sicuramente vero: negli ultimi 30 anni il potere geopolitico americano è rimasto quasi incontrastato,infatti la relativa autonomia di cui godeva l'Europa è stata ridotta a zero.
      Mi pare, comunque, che la situazione sia in corso di rapido cambiamento e che gli Stati Uniti, pur continuando ad essere i più forti, siano in chiara difficoltà su molti piani, anche sul quello interno, se devono ricorrere a brogli per mantenere saldo il potere.
      La loro supremazia relativa avrebbe potuto durare ancora a lungo, ma mi pare che l'attuale amministrazione sia sostanzialmente irresponsabile e stia facendo il passo più lungo della gamba: continuano a mettere la Russia con le spalle al muro e non penso che riusciranno a sconfiggerla sul piano militare convenzionale e anche se ci riuscissero c'è sempre l'arsenale nucleare che ricordavi: per neutralizzarlo dovrebbero riuscire di nuovo ad insediare a Mosca un governo fantoccio. Ma oramai mi pare improbabile in uno scenario dove il loro prestigio è in declino e molti paesi già rigidamente controllati gli stanno sfuggendo.

    3. Cleon XIII 28 agosto 2023

      Certo. Ma io intendevo sottolineare l'estrema pericolosità di una macchina militare che, da sola, è capace di influenzare persino l'economia di svariati paesi. Ogni base militare si trova al centro di affari legali e illegali di tutti i tipo, dalla speculazione immobiliare al contrabbando, dal traffico di droga all'immigrazione irregolare e, via via, fino al più piccolo spaccio di hot dog. Quando lessi per la prima volta Gomorra, e ancora no era chiaro chi fosse Saviano e perchè l'avesse scritto, immediatamente mi suonò sospetto che, raccontando tanti episodi strappa-indignazione su quel che succedeva in Campania, non fosse MAI menzionata nemmeno una volta quella che era, all'epoca, la più grande base USA/NATO del Mediterraneo (e forse del mondo), quando basta osservare su una carta geografica la costellazione di basi militari che dall'Afghanistan e dal Pakistan arriva, passando per Ucraina e Kossovo, in Italia. E' attraverso quel canale che passa il grosso della droga, a livello mondiale. Ma è solo un esempio. Lasciando perdere gli intrallazzi, i reati, l'affarismo e l'evasione fiscale, una parte dei paesi dell'ONU è, di fatto, occupata militarmente. Ogni singola decisione politica è influenzata da questa intimidazione.
      Anche e forse soprattutto nella sua decadenza, quel complesso militare, per il solo fatto di esistere, è la più grave minaccia che l'umanità si sia mai trovata di fronte.

    1. ws 27 agosto 2023

      Certo , come mostrano 23 anni di "fatti" Putin è "prudente" ma altrettanto certamente non è " scemo" e "il minimo" che accetterebbe sarebbe la stessa "offerta" di 18 mesi fa : fuori la NATO da l' ucraina ( e tutto il resto è "negoziabile").
      Quindi semplicemente : la russia continuerà a demolire la NATO-Ucraina in attesa che "qualcuno" a kiev "rinsavisca" ,e la russia non farà alcuna "offensiva" ma nemmeno permetterà nessuno ingresso UFFICIALE di truppe NATO in ucraina.
      La "palla" da 15 mesi è nel campo "americano" è sta a loro decidere fino a che livello "scalarla" o "chiuderla", ma in questo secondo caso non ci sarà mai una terza "Minsk".
      E "my two cents" che gli USA la "scaleranno" nella illusione di poter "lasciare il tavolo in tempo e con le tasche piene "

    2. afrances 27 agosto 2023

      "Interessante"

    1. Arian Van Heisen 27 agosto 2023

      C'è qualcosa di strano in questa guerra o operazione, incomprensibile ?
      perchè non attaccano Kiev con l' aviazione anche solo per avvertimento
      sebbene gli Ucro attacchino via Droni Mosca e territorio Russo ?
      tutta la Vicenda Wagner è una sceneggiata o dimostra che i Russi sono dei dilettanti ?

      Come finire la guerra ?
      se volessero veramente, i Russi la farebbero finita in 48 ore attaccando Kiev con l' aviazione
      perchè non lo fanno ?
      o è un teatrino, o ci sono obbiettivi di medio termine sconosciuti ora.

      Arian

    2. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Domande legittime alle quali esistono solo risposte dubbie e parziali.
      Una cosa evidentemente incomprensibile è stata fino a poco tempo fa il "corridoio del grano"ucraino (con importazione di armi e uso a fini militari annessi), senza che fossero parimente sollevate le sanzioni sui prodotti agricoli russi.
      Il presidente Putin sostiene che questa non è una guerra, ma un'operazione militare speciale con obbiettivi e mezzi limitati.E Putin, compatibilmente con l'essere un capo di stato, tende a dire il vero.
      Certo che le centinaia di migliaia di morti che già ci sono stati non sembrano poi così "limitati".
      Forse tutto si regge sul filo del rasoio tra la doverosa volontà di difendere il proprio paese e il timore di scatenare una guerra totale. Oppure la forza militare disponibile non è poi così irresistibile.
      La mia impressione è che i russi stiano adesso aspettando il crollo dell'esercito ucraino che forse non è lontano.

    1. Jimbo 27 agosto 2023

      Piaccia o non piaccia le carte le dà l'Egemone che detta pure le regole del gioco.
      Fintanto che sará cosí i russi si troveranno a rintuzzare gli attacchi.
      Potranno riguadagnare parte dei propri oblast, poi dovranno combattere per l'Ossezia, per qualche "Stan", poi per il Niger, poi per qualche altro paese africano, poi verrá il turno della Bielorussia.
      L'Egemone continuerá ad appiccare incendi ai confini e non solo con i suoi migliaia di piromani e la Russia continuerá a spegnere gli incendi.

    2. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Certo, è possibile, non è la previsione che farei io, ma è possibile.
      Prima o poi tutto finisce.

    3. Jimbo 27 agosto 2023

      Certo, tutto finisce e anche il conflitto ucraino ma i russi non devono a mio modesto parere continuare ad inseguire i fronti aperti dagli uccidentali.
      Devono porre fine a tutto questo.
      Con i Brics si è iniziato ad anticipare finalmente.
      Se verrá implementato potrá finire anche la questione Ucraina così come ci sono però buone possibilitá che finisca con i grandi botti su larga scala.

    1. gnorans 27 agosto 2023

      L'obiettivo USA "distruzione delle Russia" mi pare un po' troppo ambizioso poichè comporta una risposta nucleare.
      Invece l'obiettivo "distruzione dell'Europa" sta avendo pieno successo.
      La speranza è che la recente crescita dei BRICS costituisca una alternativa simile o superiore a quella costituita dall'ex URSS e che quindi gli USA perdano un po' dell'attuale strapotere sui loro vassalli.

    2. ric 27 agosto 2023

      l' europa e' gia nelle mani USA. ci e' voluto del tempo...Uomini sbagliati messi al posto giusto e VOILA ! che commissione europea comanda su " ordinazione " d'oltreoceano

    3. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Mi pare troppo ambizioso anche a me, ma tant'è. Naturalmente per distruzione della Russia intendo distruzione come potenza sovrana e indipendente (e come tale concorrente).
      L'Europa (o i suoi vari stati), è già distrutta da tempo come potenza sovrana e indipendente.

    1. Gio 27 agosto 2023

      Una sola bomba, ma buona, su Kiev? A me questa storia dei poveri ucraini vittime del nazigolpista col prurito al naso inizia a stancare e poi considero che incenerirne qualche centomila come fecero i "democratici" ameriCani in Giappone nella seconda guerra mondiale potrebbe essere una conseguenza non desiderata ma valutabile.

    2. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Uhm, forse hai tendenze "democratiche" anche tu.In ogni caso un'atomica su Kiev non mi pare un'idea troppo scaltra. Come se gli americani decidessero di piazzare una bella bomba su Montreal.

    3. ric 27 agosto 2023

      fammi sognare !!

    1. Jimbo 27 agosto 2023

      Alle due domande di Halak rispondo:
      1) la fine la possono determinare solo gli anglo-americani, e per ora vogliono continuare, poi ci saranno le elezioni.. chissá; si, la situazione puó precipitare ma lo decideranno sempre gli angloamericani.
      Il pallino é nelle mani dell'Egemone;
      2) fossi la Russia farei di tutto per NON vincere la guerra. Stabilizzerei il fronte (anche se é dura e sará dura, vedasi Rabotino...), non attaccherei Odessa, figuriamoci Kiev. Cercherei di rintuzzare gli attacchi e proverei qualche sortita verso nord dove sembra ci sia piú margine.
      Cioé quello che stanno facendo.
      Mai infastidire troppo chi sgancia atomiche.
      Non puoi vincere una guerra se la chiami Operazione.

    2. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Non è strano voler non vincere una guerra? Avere una guerra in casa non mi pare poi un gran divertimento.

    3. Jimbo 27 agosto 2023

      Non mi sembra strano.
      Dipende dagli obiettivi.
      Si puó rispondere ma cercando di pensare un pó putinianamente:
      se per esempio mi interessano "solo" i 4 oblast mi concentrerei su quelli, poi ... non voglio perdere gli aerei, ...nemmeno un numero spropositato di uomini, ... non posso infastidire troppo l'Egemone; non mi sembra che i russi abbiano possibilitá di vincere, o almeno avrebbero la possibilitá ma implica troppi rischi e svantaggi.
      Penso che l'importante per i russi (e noi) sia finirla 'sta guerra, non vincerla.
      Sono due cose diverse.

    4. ric 27 agosto 2023

      diversamente dai porci yankees che l' hanno sempre fatta in casa d'altri .

    5. Jimbo 27 agosto 2023

      Questo É il punto principale.
      Il loro enorme vantaggio.
      Per ridurre la loro capacitá di espansione, l'unico modo di Russia e Cina é sconfinare.
      Appiccando incendi sotto casa.
      É rischiosissimo ma va fatto.
      In caso contrario, l'Egemone finirá con l'Ucraina ma inizierá in Oriente, continuerá altrove.
      Sempre a suo piacimento.

    6. Nestor Halak 27 agosto 2023

      Probabilmente facciamo un pò di confusione semantica. Ogni guerra ha degli obbiettivi politici, conseguire quegli obbiettivi è vincere la guerra.
      Obbiettivo russo dichiarato è proteggere la popolazione russa, demilitarizzare, neutralizzare e denazificare l'Ucraina, in altre parole impedire che l'Ucraina diventi colonia militare Nato o americana che è la stessa cosa.
      Vincerà la guerra se riuscirà a raggiungere questi obbiettivi.

    7. Jimbo 27 agosto 2023

      Se gli obiettivi sono quelli, i russi non stanno vincendo e non possono vincere.

    8. sbregaverse 27 agosto 2023

      Nestorione dopo la BOMBA
      nulla è come prima.

    1. Cangrande1965 26 agosto 2023

      Ma ancora non si è capito che questa "guerra" è tutta una farsa (con morti veri), preparata da decenni (ribadisco: decenni) dai soliti nasoni ???

      E che i vertici russi sono COMPLICI della solita "cupola" ???

      Ormai l'infinità di indizi e supposizioni, sono diventati prove.

    2. nicolass 27 agosto 2023

      ahahahahahahahahah ho riso di gusto ... grazie a quando la prossima barzelletta?

    3. IlContadino 27 agosto 2023

      Già, pare di seguire "la corsa alla luna" degli anni sessanta.
      A noi è toccata la saga "espansione della NATO", va' a capire come e quando si concluderà. A giudicare dall' andazzo, da qunato si dà credito a 'sti qui che bisticciano per ogni cosa, nel corso dei secoli, direi che molto probabilmente non ne vedremo la fine.

    4. Nestor Halak 27 agosto 2023

      No, effettivamente non si è ancora capito. Spiegaci meglio su cosa basi questa convinzione.

    1. Kajros 26 agosto 2023

      Denazificare e de-natoficare l'europa stracciona barconara mangia grilli (poveretti) amante di sigle astruse lgtbq-qwerty , rob de matt! Ma basta! Amnche oggi propaganda nato ue sui giornaletti main stream italioidi , i peggiori quotidiano . net , tgcom e ilriformista , come al solito tutti giornaletti digitali aggiornati da stalker digitali nazi ukros...un caloroso SU-KA!

    1. BrunoWald 26 agosto 2023

      Eh si, per avere pace con giustizia si sarebbe dovuto vincere. Peccato che molti italioti, già allora, si adoperarono nel senso opposto.

      E non è vero che non imparano mai niente dalla Storia: non appena gli USA cominceranno ad affondare, vedrai con quale agile balzo approderanno sul ponte del vincitore.

    2. warheit 27 agosto 2023

      sì, continua a spiegarglielo che tanto il senso viene sempre stravolto in favore della narrativa corrente,
      quello che mi domando ora è questo:
      all'epoca poterono balzare dalla parte dei vincitori, fatti salvi i resistenti soldati della r.s.i., poi successivamente l'esito finale della guerra portò all'inizio della repubblica che purtroppo tutti noi conosciamo, ma la guerra coinvolgeva l'Italia in modo diretto, adesso con questa che non ci tiene dentro direttamente, pure mettendo caso che passino occasionalmente dalla parte degli eventuali vincenti (fossero anche i russi), come pretenderebbero di glorificarsi dinanzi all'evidenza di una astuta partecipazione solo in funzione della propaganda?
      su queste basi quali premesse costruiranno?
      nel '45 il referendum e poi la costituzione e ora?
      secondo me se entreranno in conflitto altri stati ne vedremo delle belle, troppo comodo per ora così per i signori del governo stare solo da una parte.

    1. clausneghe 26 agosto 2023

      E voi come vincereste la guerra, chiede il buon Nestor H.
      Io non resisto ad un'esca del genere e vi spiego su cosa punterei ora per risolvere questa guerra.
      Oggi abbiamo a disposizione un tipo di arma relativamente nuova e dalle potenzialità enormi, non ancora sfruttate adeguatamente.
      Parlo dei Droni FPV che sono in sintesi piccoli quadricotteri elettrici muniti di carica esplosiva con sensore di prossimità, fotocamera e con un raggio di azione di pochi kilometri ma molto veloci e soprattutto facili e precisi da guidare sul bersaglio grazie al particolare visore per realtà virtuale che indossa l'operatore.
      Questi aggeggi che la F.R. sta producendo in grande serie anche con tecnologia stampante 3D costano pochissimo, molto meno di un ATGM e potenzialmente parimenti letali.
      Inoltre si stanno delineando vere e proprie tecniche di utilizzo quali per esempio usare Droni come ripetitori per lavorare oltre l'orizzonte oppure antenne remote per proteggere l'operatore o ancora dotarli di termocamera per la visione notturna.
      Questa arma, secondo me è veramente rivoluzionaria, paragonabile all'esordio delle armi da fuoco nell'epoca degli archi e delle spade.
      La cosa stupefacente è che per la prima volta abbiamo una volontà umana, quella dell'operatore che può essere anche in carrozzina, unita alla visione vera del bersaglio ravvicinata fino a pochi metri, quando scoppia la carica di esplosivo ad alto potenziale.
      In pratica è come gettarsi sul nemico ed esplodere uccidendolo.

    2. Nestor Halak 27 agosto 2023

      In effetti i droni stanno diventando sempre più importanti: questo conflitto ce lo insegna.

    3. clausneghe 27 agosto 2023

      E' vero. Mi scuso per il commento incompleto, volevo chiarire meglio il concetto di arma rivoluzionaria che se usata in modo appropriato, tipo 10.000 operatori che agiscono insieme alla ricerca e distruzione di target operando in modalità sciame, possono davvero ribaltare l'esercito Ucraino..
      Quasi nessun fantaccino in trincea la scampa se è sotto attacco di FPV
      e nemmeno i carri possono nulla, vengono bruciati come colpiti da un ATGM ma spendendo molto molto meno.
      Cordialità Claus

    4. Cachafaz 27 agosto 2023

      Si era letto che in Russia esistono (mi pare) 70 produttori di droni ed infatti e' stato dato ordine di intensificare al massimo la produzione, onde attaccare con sciami di 300 droni. In questo momento i russi stanno appunto dotando i t-90 di un nuovo sistema anti drone, ovviamente sono ad impulsi elttromagnetici; e quindi poi la'vversario adotta le sue contromisure. ecc. Hai fatto bene ad introdurre il fattore droni. In fatti penso che i russi nel futuro (nel 2024 comunque), quando ukro ed uccidente saranno ancora piu' esausti, per attaccare aspetteranno il momento in cui avranno superiorita' di droni, cioe' riusciranno a contenere quelli del nemico.

    1. warheit 26 agosto 2023

      per il mio modesto punto di vista,
      la via che più probabilmente verrà perseguita in generale dalle due parti, è un misto della prima e della seconda delle opzioni, lato americani, indicate dall'autore dell'articolo,
      fermo restando una possibile e folle opzione in cui la guerra prenderebbe una piega più distruttiva del dovuto e di quanto non lo sia già stata, facendo coinvolgere diversi stati ed allargandosi oltre i confini delle due parti contendenti.

    1. Bertozzi 26 agosto 2023

      Elogio del condizionale, il modo verbale più inutile che esista; più utile comunque di questo sproloquio.

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