VE LO RIPETO ANCORA UNA VOLTA: NON CI SARA' VIOLENZA (MI PRESENTO: IO SONO MEMEO)

VE LO RIPETO ANCORA UNA VOLTA: NON CI SARA' VIOLENZA (MI PRESENTO: IO SONO MEMEO)

DI FUNNYKING

rischiocalcolato.it

Purtroppo ricevo ancora decine di mail, a cui, lo confesso ho smesso di rispondere, che prospettano la soluzione violenta alla deriva greca in cui si è incamminata l’Italia.

Lo scrivo qui, e spero debba essere per l’ultima volta: non ci sarà violenza.

Ci sono e ci saranno ancora singoli episodi, la maggior parte suicidii e al massimo qualche isolatissimo caso di violenza organizzata alla quale i media sussidiati daranno il massimo rilievo possibile.

L’esempio classico è rappresentato dai quattro gatti conosciuti sotto il nome di NO-TAV. Ecco quella è e rimarrà LA violenza organizzata italiana:

  • lontana dal palazzo
  • con capacità limitate a pochi danni a cose e persone
  • ottima per essere strumentalizzata a fini politici, ad esempio arrestare Grillo, Casaleggio (o chiunque altro) quando verrà bene.

Il lavoro sotto-traccia per fare apparire i no-TAV come “pericolosi” eversori è cominciato da tempo e nelle ultime settimane abbiamo avuto nell’ordine:

  • La lettera di appoggio di sedicenti BR in carcere
  • La gaffe del candidato presidente della repubblica del M5S.

Dunque mi dispiace, ma no. Niente ritorno agli anni di piombo, niente ritorno a fenomeni violenti organizzati che possano davvero sfidare (e mettere paura per la loro incolumità) politici, burocrati o boiardi di Stato.

Ci sarebbe poi l’argomento decisivo: avete guardato le teste dei NO-TAV?

Sono bianche, troppo bianche. Mi dispiace l’Italia è un paese di vecchi, gente con figli e troppi anni per prendere una P38 in mano. E i “figli” sono nati in Europa e non solo in Italia. I “figli” quelli migliori, a loro non importa nulla dell’Italia. Perchè dovrebbero visto il futuro che i loro “padri” gli hanno servito. Dunque i migliori usano l’Europa, usano il trattato di Schengen, con una semplice carta di identità vanno via. Magari imparano le basi di una professione qui a spese dei “padri”, poi fanno ciao ciao con la manina.

Quelli che rimangono, per la maggior parte o riescono ad ereditare un mestiere dal papà o sono carne da call center, da lavoro sottopagato e demansionato. E sarebbero questi i nuovi Brigatisti?

Ma dai, per favore. Guardate questa foto, simbolo degli anni di piombo:

Quello che vedete è il sig. Giuseppe Memeo a Milano in via de Amicis il 14 Maggio 1977, e aveva 18 anni quando brandiva la sua pistola. il sig. Memeo metteva una paura del diavolo a politici, burocrati e boiardi di Stato.

Ora ditemi: conoscete anche solo un diciottenne che, oggi, anche potenzialmente farebbe la stessa cosa di Memeo?

Quindi ancora una volta ve lo ripeto: mi dispiace non ci sarà nessun Memeo che farà il lavoro sporco per voi. I Memeo di oggi, fanno la valigia e vanno a pagare tasse e contributi ai Tedeschi, agli Svizzeri, agli Austriaci e ad altre comunità di persone che ancora rispettano la libertà degli individui. I Memeo di oggi fanno al meglio del loro minimo, i Memeo di oggi non sperano che qualcuno si sporchi le mani per loro.

A proposito, mi presento: io sono Memeo

Quindi smettetela di perdere tempo a scrivermi mail idiote, e diventate Memeo anche voi. Non è necessario avere 18 anni.

FunnyKing

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/ve-lo-ripeto-ancora-una-volta-non-ci-sara-violenza-mi-presento-io-sono-memeo.html

5.10.2013

Commenti (72)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Quantum 8 ottobre 2013

      Professore lei ha mai visto una conferenza di Sir. Ken Robinson uno dei maggiori esperti di educazione e puericoltura del mondo?

      Vada su TED o su Youtube e inserisca Sir Ken Robinson. Resterà sbalordito nel capire che i danni ai giovani oltre che dai mass media con la cultura dell''Esistenza improntata sul consumo e sul commercio e la cultura della visibilità massmediatica, provengono proprio dalla scuola.

      Non dalla scuola in quanto insegnanti, ma dalla scuola come programmazione ministeriale.
      La scuola odierna è stata progettata in epoca illuminista, con accento sull'individualismo e la creazione di specializzazione funzionale al ruolo dell'individuo nella società industriale.
      La scuola oggi forma solo ingranaggi della macchina produttiva industriale. Non è generalista, non individua le attitudini del soggetto e aiuta a coltivarle. Non è collaborativa.

      Sulla collaborazione vorrei soffermarmi un attimo. Perché è assolutamente senza senso che una prerogativa dell'essere sociale chiamato "uomo", cioè quella di collaborare nel trovare soluzioni a problemi o sviluppare idee in maniera condivisa con l'apporto della genialità dei singoli individui, a scuola diventi tabù e tassativamente vietato. Esempio lampante i compiti in classe. Copiare, parlare, collaborare è vietato.
      Mi stupisco quindi della sua critica all'edonismo, l'individualità esaltata, e lo scarso livello intellettivo di individui che sono stati progettati dalla natura e dall'evoluzione tribale prima e delle civiltà organizzate dopo, alla collaborazione, ora si trovino completamente tagliati fuori da questo concetto e questa attitudine, trasformati in individui apatici, dai ragionamenti sconnessi e senza più memoria e coscienza collettiva basata sull'evoluzione comune. Ma facili vittime della programmazione massmediatica perché non collaborando, non sviluppando senso critico comune, sono vittime della trasformazione in macchine da lavoro e consumo.

      Nei video "stupid americans" che trova su Youtube, c'è un chiaro esempio di come gente comune fermata per strada alla domanda di semplice geografica su dove si trovi l'Iraq puntino la bandierina su Australia o Brasile mostrando assoluta ignoranza di geografia e quindi anche distacco dagli eventi che stanno portando la loro nazione a bombardare quei paesi che loro neppure sanno dove stanno.
      Negli stessi video però si mostra come alla domanda "cosa è al-Qaida?" rispondano con prontezza e ripetendo la manfrina ripetuta fino alla nausea dai mass media per programmare le memorie e le coscienze di questi individui.

      Professore non sto accusando lei di questo stato di cose. Ma indubbiamente voi avete la colpa di non avere ancora preso coscienza di essere voi stessi un ingranaggio di questo sistema. Non vi rendete conto che con il vostro ripetere pedissequamente, diligentemente, programmi ministeriali prefabbricati dalle elite dominanti, non state formando individui interconnessi, in evoluzione, che si confrontano, trovano soluzioni a problemi e crescono socialmente e spiritualmente.
      Ma semplici lavoratori specializzati che come cinesini seguono il ruolo preimpostato durante l'educazione e funzionale all'industrialismo moderno. Schiavi da fare lavorare per l'arricchimento, la crescita, il potere di neofeudatari mercantili che hanno il potere di dettare i programmi ministeriali del mondo dell'educazione statale.

      Non c'è un figlio di un industriale, un banchiere, un aristocratico, che frequenti una scuola statale. Hanno ben altre istituzioni, con programmi studiati in maniera differente, per la creazione di futuri padroni, ed aggiungerei psicopatici come i loro genitori.

    1. totalrec 7 ottobre 2013

      Certo. Quindi? Il problema - non so se lo si è capito - è che, di questa violenza, esercitata dagli attuali dominanti globali (Stati Uniti), l'Italia è attualmente oggetto passivo, non certo attore.

      (GF)

    1. mimmogranoduro 7 ottobre 2013

      secondo lei quello che viviamo oggi non è forse una forma di violenza,se voliamo anche piu brutale di quella esercitata con le armi,che cambierà irrimediabilmente l'assetto geopolitico mondiale?

    1. mimmogranoduro 7 ottobre 2013

      Permettetemi una domanda-pensate veramente,che tutto ciò,che accadè negli anni 70,BR compreso,non fossero dei cunei inseriti artificiosamente nel tessuto sociale italiano,mandandolo in tilt, proprio per impedire a questo paese di avere una rivoluzione democratica seria?il tradimento del PCI quanti dollari costò?

    1. totalrec 7 ottobre 2013

      Ma infatti i sommovimenti politici ci furono; e quanti, e di che dimensioni! Solo che, appunto, era l'impostazione teorica erronea che non consentì agli antagonisti di allora di comprendere ciò che stava accadendo e di indirizzare la propria azione in modo efficace. Le istanze rivoluzionarie, già fondate su un'analisi assai traballante della situazione internazionale, vennero poi progressivamente annacquate da minchiate socialeggianti senza capo né coda (il divorzio, il femminismo, l'aborto, ecc.), poi tradite dal voltafaccia del PCI (prevedibilissimo), infine umiliate dalla deboscia intellettiva irrimediabile dei settantasettini, fino a produrre l'idiozia di massa di cui ancora oggi paghiamo lo scotto. La mia non è una critica verso quei movimenti, visto che ragionare da posteri ed emettere ardue sentenze è sì doveroso, ma anche troppo facile. Voglio solo dire che senza una teoria politica in grado di inquadrare efficacemente gli eventi internazionali, centinaia di treni possono passare sotto il nostro naso e noi non saremo in grado di prenderne neppure uno.

      (GF)

    1. radisol 7 ottobre 2013

      "Se si tiene pronta la mente con l'esercizio e il ragionamento, ogni sommovimento politico internazionale (e nei prossimi anni ne avremo a iosa) è fonte di notevoli opportunità." ... Era quello che si pensava a metà dei settanta, non tanto nel 1977 quando una serie di processi, in primis il palese "tradimento" in Italia del Pci, erano ormai passati .... gli Usa sconfitti in Vietnam, i fascismi europei che erano caduti tutti insieme come un castello di carte, la crisi petrolifera seguita alla guerra nel Kippur che aveva rimesso in discussione il consumismo dilagante .... tutte le nazioni africane che si erano liberate in pochi mesi dei vecchi colonialismi ... ed in Italia una classe operaia, in gran parte di origine meridionale, che aveva "incendiato" le metropoli del Nord ... ed una Dc profondamente in crisi per gli scandali e perchè superata, vedi vicenda divorzio, nella sua logica clientelar/bacchettona da una certa emancipazione culturale della "società civile", anche cattolica, di allora ... Un gruppetto marxista-leninista, dopo il referendum sul divorzio, produsse roboanti manifesti che dicevano "Povero ma emancipato, un popolo giusto per la rivoluzione" .... e noi ci avevamo creduto ... poi il Pci, in nome dell'unità nazionale e del compromesso storico, si vendette tutto .... il 1977 fu un esplosione di rabbia rispetto a questo ... finì male e non poteva essere diversamente .... ma di questo si trattava ... e le colpe di tutto sono ben chiare ... e non sono certo dei Memeo di turno e dei "lumpenproletariat" di periferia come lui ...

    1. totalrec 7 ottobre 2013

      Pantos ha scritto:


      egregio GF, ma se lei anela ad un colpo di stato da parte di servizi e generali deviati (cosa che mi auguro anch'io ogni santo giorno in cui vedo gli arei nato spruzzarci immondizia dal fine ancora indefinito) o comunque infedeli vorrei chiederLe: 1) come pensa che noi poveri cristi potremmo incidere in cotali alti obiettivi contromilitari? 2) e con chi dovrebbero allearsi i suddetti golpisti per evitare di essere bombardati all'istante da qualche altro aereo israeliano?


      Se "incidere" significa affrettare gli eventi, allora noi poveri cristi possiamo fare ben poco. Perché vi sia una trasformazione politica, occorre: 1) che certi processi storici giungano a maturazione; e 2) che ci si trovi, al momento opportuno, in un punto geopoliticamente sensibile al prodursi di una trasformazione (questo punto potrebbe essere l'Italia, ma anche no).

      Il processo storico che deve giungere a maturazione è l'indebolimento della potenza attualmente dominante (Stati Uniti) tale da lasciare spazio a nuovi attori geopolitici in grado di competere con essa ed eventualmente di attenuarne l'influenza. Si tratta di un processo storicamente ciclico in cui si passa dal monocentrismo (trionfo apparente della potenza dominante, che si monta la testa credendo di essere la "fine della storia"), al multipolarismo (la fase attualmente delineantesi, in cui si nota che la storia, ma guarda che strano, non è finita e nuove potenze regionali iniziano ad imporsi) e infine al policentrismo (le nuove potenze si trovano su un piano di parità con la ex potenza monocentrica). Dal policentrismo si esce con uno o più conflitti, dai quali emerge una nuova potenza dominante (che potrebbe anche essere la stessa della fase precedente) e il ciclo ricomincia.

      Quello che a noi interessa è l'attuale delinearsi della fase multipolare, nella quale anche attori apparentemente di secondo piano, purché abbiano una solida preparazione politica e una conoscenza diretta e concreta degli ambienti di potere in cui si prendono le decisioni che incidono sulla partita, possono piazzare le loro carte per ottenere vantaggi tattici e strategici. Ciò che noi poveri cristi possiamo fare è essere pronti per il momento in cui la fase multipolare giungerà a perfezionamento. Pronti soprattutto culturalmente, dotandoci di una teoria interpretativa degli eventi politici internazionali che sia quanto più possibile solida e "scientifica". Ma non solo: anche una preparazione militare di qualche rilievo schifo non farebbe, anche se adesso sembra impossibile pensarla alle nostre latitudini. Vero è anche che attualmente non si vede in Italia una sola personalità che sia in grado, dandosi l'occasione, di approfittarne con intelligenza. Ma nel momento in cui gli spazi geopolitici aprono spiragli in cui inserirsi, se si possiede la giusta impostazione mentale, i Cavour, i Napoleone e perfino i Lenin e i Mussolini a volte saltano fuori letteralmente dal nulla. Quanto alle alleanze, esse si faranno con chi persegue gli stessi obiettivi e si decideranno al momento opportuno. Sulle alleanze non bisogna mai essere moralmente schizzinosi: per fare un esempio limite, esistono fazioni politiche tanto in Israele che negli stessi USA, le quali, pur di perseguire i loro fini di potere, potrebbero essere pronte ad "allinearsi" con certi interessi nazionalistici italiani (perché è il ripristino di una sovranità nazionale, a mio avviso, l'obiettivo cui bisogna tendere). In questo caso, occorrerà dotarsi di pelo sullo stomaco e accettare appoggi e finanziamenti dove li si trova. L'importante non è con chi si fanno le alleanze: è invece la capacità strategica dei giocatori, che devono esser capaci di sfruttarle per i propri fini e poi smarcarsene al momento opportuno. Tutti i grandi uomini politici della storia hanno agito in questo modo per conseguire le proprie conquiste. Il difficile sarà trovare grandi uomini politici in questo letamaio, ma come dicevo, mai disperare. Se si tiene pronta la mente con l'esercizio e il ragionamento, ogni sommovimento politico internazionale (e nei prossimi anni ne avremo a iosa) è fonte di notevoli opportunità.

      (GF)

    1. pantos 6 ottobre 2013

      egregio GF, ma se lei anela ad un colpo di stato da parte di servizi e generali deviati (cosa che mi auguro anch'io ogni santo giorno in cui vedo gli arei nato spruzzarci immondizia dal fine ancora indefinito) o comunque infedeli vorrei chiederLe: 1) come pensa che noi poveri cristi potremmo incidere in cotali alti obiettivi contromilitari? 2) e con chi dovrebbero allearsi i suddetti golpisti per evitare di essere bombardati all'istante da qualche altro aereo israeliano?

    1. pantos 6 ottobre 2013

      non stimo la violenza verbale di Gianluca Freda come la sua imponente cultura, ma mi sento di dover dire a fafrnik che non vedo come gli adolescenti dovrebbero essere diversamente da come sono se i genitori sono come lei, come uno, cioè, che sposta il livello della discussione sul proprio conto in banca e che si vanta pure di mandarli a scuola privata con rette ciclopiche.

    1. Truman 6 ottobre 2013

      Ho il sospetto che il succo dell'articolo sia nell'invito a fare al meglio il proprio minimo. E' un link che rimanda ad un precedente articolo ed esprime una proposta strategica (a dire la verità mi ricorda qualcosa di Bifo).
      Comunque sarebbe il caso di lasciar perdere le polemiche personali e discutere di cosa fare.

    1. totalrec 6 ottobre 2013

      Allora,questo cazzo di Memeo,che cosa avrebbe fatto per meritarsi più rispetto e considerazione dei giovani d'oggi?

      A suo credito: l'aver avuto ben chiaro che non esiste cambiamento politico, né piccolo né grande, che possa prescindere dalla violenza. Qualunque azione che non richieda una qualche dose di violenza, non produrrà trasformazioni politiche apprezzabili o anche solo rilevabili.


      A suo discredito: aver dimenticato (o forse non aver mai capito, visto che già tra le bande di periferia del '77 il rincitrullimento era galoppante) che la violenza è condizione necessaria, ma per nulla sufficiente.

      Una volta erano considerazioni lapalissiane e in fondo lo sono anche oggi. Solo che il blaterare ormai trentennale sui "diritti" e sulla "non-violenza" ha reso semolino ciò che un tempo ribolliva vigorosamente nelle teste delle giovani generazioni.

      (GF)

    1. mimmogranoduro 6 ottobre 2013

      Allora,questo cazzo di Memeo,che cosa avrebbe fatto per meritarsi più rispetto e considerazione dei giovani d'oggi?

    1. radisol 6 ottobre 2013

      " ...contando sull'appoggio di un mondo comunista che era, già all'epoca, in fase di crisi avanzata e nell'imminenza di un definitivo smantellamento." .... Questo proprio no ... sulla natura socialimperialistica dell'Urss e dei suoi satelliti europei e quindi sull'impossibilità di ricevere "aiuto" da quella parte ... c'era fin dal 1968 la massima chiarezza ... solo Feltrinelli e pochissimi altri, per lo più ex partigiani "secchiani" che furono comunque all'origine del lottarmatismo italico, si facevano ancora illusioni in quel senso ... ma nel movimento no, nessuno guardava a Mosca .... l'errore fu un altro, quello sulla natura del Pci .... che veniva sì considerato "revisionista" ma anche comunque un baluardo "democratico" che andava riportato, con la pressione dal basso, alla retta via .... invece non era così ... ma lo si capì con chiarezza estrema solo nel 1976/77 .... ed indubbiamente fu la fine ....

    1. Fernesto 6 ottobre 2013

      Poi la comicità involontaria ha anche il suo rovescio della medaglia : è un pò tarda ... Josef Mengele , stavo scherzando : l'ordine è una stronzata , non è importante ... e per te che sia così è anche una botta di culo : sei un somaro , ma insegni comunque

    1. totalrec 6 ottobre 2013

      L'ordine è importante ..


      Anche l'uso della punteggiatura. Se sei un moccioso delle medie, studiala. Se sei già fuori dall'istruzione obbligatoria, iscriviti a un corso.

      (GF)

    1. Georgejefferson 6 ottobre 2013

      Vero

    1. Georgejefferson 6 ottobre 2013

      Infatti,non saro' mai un vero rivoluzionario da tastiera.

    1. totalrec 6 ottobre 2013

      Quel che chi inneggia (anche giustamente) alle P38 dovrebbe capire prima di impugnarle, è che dietro ogni atto di violenza c'è sempre una mente che lo guida.


      Purtroppo è assai raro che tale mente sia quella del portatore della violenza stessa. E' successo in alcuni casi, dando luogo ad alcune delle grandi rivoluzioni della storia (compresi il 1917 russo e il 1922 italiano), ma ripeto, è molto raro che succeda.


      Più spesso, è il cervello di una terza parte a gestire la violenza e a guidarla verso i suoi scopi politici.


      Quindi, se il fine non è semplicemente quello di "fare casino", bensì quello di controllare e gestire in proprio una transizione politica attraverso gli strumenti che ad essa si rendono necessari (violenza e repressione compresi), occorre, prima di metter mano alle armi, possedere una solida "teoria", vale a dire una comprensione di massima delle meccaniche con cui gli eventi politici si producono e si sviluppano, tanto a livello locale quanto globale. E questa "comprensione" non deve essere puramente "ideologica", ma fondata sulla conoscenza empirica dei dati; vale a dire, sul contatto concreto e quotidiano con gli ambienti di potere da cui scaturiscono le decisioni che incidono sulla politica internazionale.

      Non basta quindi, per far paura al potere, un cretino con una pistola. Occorre che chi la impugna possieda la conoscenza e i contatti per utilizzarla al momento e nel modo opportuno, colpendo chirurgicamente obiettivi sensibili, nell'ambito di una strategia concertata con altri variegati ambienti di potere (i quali non permetteranno certo ad un pistolero, o anche a mille, di intralciare i loro piani operando per conto proprio e vanno dunque coinvolti attraverso appositi accordi).

      Per farla breve, non sono le P38 a far paura al potere, ma il progetto che c'è dietro di esse, quando tale progetto è forte, perché elaborato da ambienti forti o con essi concertato.


      Laddove manchi dietro il revolver tale opera preparatoria d'intelligenza teorica e concertazione tra poteri, non sarà il cervello del proprietario del revolver stesso, ma quello di altri, a decidere della traiettoria dei proiettili. E' quello che accadde con la galassia di gruppuscoli antagonisti dei primi anni '70 (del '77 non parlo nemmeno, perché lì eravamo già allo sbraco più totale), i quali, peraltro, non erano del tutto sprovveduti o acefali come i giovinastri odierni; semplicemente, avevano completamente frainteso, nella loro impostazione teorica, la situazione internazionale, contando sull'appoggio di un mondo comunista che era, già all'epoca, in fase di crisi avanzata e nell'imminenza di un definitivo smantellamento.

      (GF)

    1. Fernesto 6 ottobre 2013

      :-DD però sei simpatico , devo ammetterlo . Un nazista di merda , ma simpatico . Tra l'altro la comicità involontaria appare sempre geniale . Comunque , mi raccomando : sempre perfettino e pettinato . L'ordine è importante .. :-D

    1. totalrec 6 ottobre 2013

      Certo che quando dicevi di essere un esperto di frasi sgrammaticate non scherzavi... :-D

      (GF)

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