Un giovane ci scrive: “Ecco perché non mi vaccino”

AVVISO PER I LETTORI: Abbiamo cambiato il nostro indirizzo Telegram. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale ufficiale Telegram .

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un giovane di 26 anni che espone le ragioni per le quali non intende sottoporsi alla vaccinazione anti Covid.

Buona lettura.

Spett. Redazione,

quelli che spiegherò di seguito sono solo i MIEI motivi, quelli che hanno portato ME a mantenere la mia posizione e non hanno pretesa alcuna.
Esponendo i concetti mi limiterò a dare qualche accenno, ma invito i lettori ad approfondire gli argomenti.

Più volte negli ultimi mesi mi è stato chiesto da persone a me care il motivo per cui non mi vaccino. Lo scopo di questo articolo è essenzialmente rispondere a queste persone e informare loro che quanto viene loro detto dalla scienza non corrisponde sempre a verità, e che anche agli stessi medici manca un’informazione scientificamente corretta.

I motivi che mi portano ad avere questa posizione oggi sono essenzialmente 4:

1. La medicina che viene insegnata nelle università e praticata negli ospedali del Mondo Occidentale si basa in parte su conoscenze e ipotesi errate; di conseguenza la visione comunemente accettata di malattia non è corretta.
2. Le vere cause della diminuzione delle malattie infettive non sono le vaccinazioni, ma le migliorate condizioni di vita delle persone.
3. La PROPAGANDA e la CATTIVA INFORMAZIONE SUI DANNI DEL VACCINO. Quello che i media e i medici fanno in Italia da un anno e mezzo, non è giornalismo, non è Scienza, è propaganda.
4. Per me è arrivato il momento di fare scelte coraggiose.

…e per spiegarli in modo completo devo cominciare a dire che già ben prima del 2020 mi sono spinto verso una nuova visione della realtà ponendomi una serie lunghissima di domande a cui ho cercato risposte. Senza la necessità di un guru o di tre lauree ho potuto comprendere che noi uomini e donne conduciamo uno stile di vita alterato e questo ci porta ad ammalarci: ma invece di cambiare modo di vivere e avere una consapevolezza di noi stessi e delle risorse che abbiamo a disposizione, ricorriamo alla chimica per curarci e poter proseguire indisturbati in una condotta alterata (in un ambiente che ci ammala costantemente).

La medicina moderna occidentale, anche detta allopatica, si basa sulla soppressione del sintomo e non sulla cura e rimozione della causa della malattia. Questa visione materialista della salute ha portato molti benefici in termini di ‘qualità della sofferenza’ (cioè una generale riduzione) a scapito però di una maggior quantità e diffusione nella popolazione della stessa, perché, appunto, non si sono volute individuare le cause originali. Il numero di persone malate oggigiorno credo sia inutile ricordarlo.

Mi chiedo se il lettore si sia mai soffermato a domandarsi:

PERCHÉ CI AMMALIAMO? Ma soprattutto: COS’È LA SALUTE?

“La salute è la condizione normale degli esseri umani. La salute è l’espressione costante della vita animale (e organica), sempre quando le condizioni naturali degli animali non vengono alterate. La salute è il risultato del funzionamento naturale di tutti i nostri organi. La malattia non è MAI il risultato di un normale funzionamento. La salute è la normalità e la malattia è la variazione di questa normalità e rappresenta uno sforzo, da parte dell’organismo, per superare o distruggere le condizioni avverse imposte. La malattia è sempre la conseguenza di un disturbo nelle condizioni di vita naturale e animale. Tutto ciò che la natura vuole e può ricevere dall’uomo in condizioni di malattia è l’eliminazione delle cause dei disturbi.” (1)

Ippocrate dice : “se vuoi veramente la salute, sopprimi le cause della tua malattia, smettendo con le abitudini errate”.

“Il nostro corpo è forte o debole a seconda della quantità di energia che possediamo. L’uomo o la donna indeboliti non possono avere una funzione fisiologica normale. Ma come diminuisce la nostra energia?
Una vita insana comporta un indebolimento della nostra energia, produce debolezza nell’efficienza delle funzioni, ostacola il processo di eliminazione dei detriti cellulari e ritiene una parte di questi detriti nel corpo, che accumulandosi producono ostruzioni. […]
La professione medica non si è trovata mai d’accordo nell’accettare queste teorie come l’origine della malattia” (2)

Quando ci guardiamo intorno e vediamo le abitudini dell’uomo di oggi, e le paragoniamo con quelle che dovrebbero essere, non ci meravigliamo della situazione in cui versa l’umanità.

Ecco dunque introdotto il primo punto:

1. La medicina che viene insegnata nelle università e praticata negli ospedali del Mondo Occidentale si basa in parte su conoscenze e ipotesi errate; di conseguenza la visione comunemente accettata di malattia non è corretta.

“A sentire i medici, ancor oggi, le malattie vecchie e nuove rimangono un vero e proprio mistero. Esistono centinaia di trattati in cui sono descritti per filo e per segno tutti i passaggi per cui la malattia segue un preciso decorso ma, ciononostante, quando si domanda al medico perché sia comparsa la malattia non sanno risponderci o, nel migliore dei casi, ipotizzano e sciorinano motivazioni più che banali: “avrà preso freddo, signora…” (come se il freddo lo prendesse solo chi si ammala).

Se per esempio 100 persone facessero una passeggiata in pieno inverno e “prendessero freddo”, non tutte si troverebbero il giorno dopo a letto con la febbre; e neanche se stessero a contatto con dei malati in un reparto di malattie infettive si ammalerebbero tutte. Perché queste differenze a parità di esposizione? Perché la ricerca scientifica, le università, gli enti governativi sanitari, i politici, i medici tutti non investono denari, risorse organizzative, convegni, studi controllati e comparati per scoprire questo motivo? […] A cause uguali, dovrebbero sempre corrispondere effetti uguali. Se ci cadesse un pianoforte in testa avremmo gli stessi effetti che avrebbe chiunque altro al nostro posto. Di fatto ci troviamo difronte a un dilemma: o la malattia è generata dalla sorte, oppure dobbiamo ammettere che la visione comunemente accettata non è corretta.” (3)

Noi normalmente consideriamo gli agenti esterni e influenti come le cause delle malattie, quando questi sono solo le cause contribuenti secondarie.

Infatti la teoria dei germi, teoria su cui ancora oggi si basa la medicina moderna, sembra sia stata ritrattata dallo stesso Pasteur perché tutti gli esperimenti portarono alle conclusioni che fossero le condizioni interne del corpo (il “terreno”) a essere determinanti per la generazione della malattia e non i germi.

“I germi non possono rappresentare un punto di appoggio di un corpo sano, infatti per la loro genesi è necessario un “terreno favorevole”. La persona che presenta una grande resistenza fisica è immune da germi. […] Abbiamo anche un tipo di individui che sono immuni a una malattia pur portando dentro di sé o su di sé i germi di questa, potendola attaccare agli altri. Questi fatti dimostrano l’esistenza di un’immunità naturale. Perché sprecare tanto tempo e tanti sforzi nel cercare dei mezzi di immunità artificiale quando l’immunità naturale è possibile? Se i germi non agiscono in un corpo sano, perché non coltiviamo la salute come prevenzione alla malattia?” (4)

“La vera prevenzione di fatto non può essere farmacologica, perché per definizione i farmaci sono sintomatici (intesi a combattere i sintomi). Non esiste un farmaco che sia capace di colpire la causa prima della malattia.
Se scopriamo come l’organismo di certi soggetti si difende in modo naturale dalle infezioni potremmo trasferire a tutti gli organismi queste capacità e non aver più bisogno, o molto meno di farmaci antibatterici e vaccini.
Ma, ahimè, ecco il probabile motivo della mancata ricerca: il rischio di far crollare i fondamenti ideologici e filosofi (!) della Medicina Moderna Occidentale basata essenzialmente sull’uso dei farmaci.

Invece di cercare in tutti i modi di sostituirsi ai meccanismi difensivi del nostro organismo (che ha ampiamente dimostrato di essere più saggio e complesso di quello che noi possiamo anche lontanamente immaginare) perché non facciamo ogni sforzo per cercare di potenziarli? Purtroppo la prevenzione prevede per lo più che la gente modifichi il proprio comportamento. E Questo non è facile da fare.” (5)

“Se poi a questo aggiungiamo che ci sono spinte economiche che manipolano l’informazione, il quadro si fa preoccupante. Uno degli elementi principali di disinformazione è la continua paura che le “autorità scientifiche” cercano di inculcare attraverso (le loro affermazioni)”. (6)

Ma arriviamo al punto:

“La primaria tutela della salute personale e sociale si fa essenzialmente e più efficientemente in ambito preventivo insegnando alle persone un corretto modo di vivere. E non mi sembra che sia questo oggi l’obiettivo primario dei governi. Quindi dato che il nostro organismo normalmente ha in sé le risorse per mantenere o ripristinare un certo grado di equilibrio biologico, dato che non esiste un farmaco capace di colpire la causa prima della patologia,
dato che l’approccio farmacologico è di per se stesso sintomatico-soppressivo é ovvio che una vera Prevenzione Primaria non può essere basata sui farmaci (i vaccini sono farmaci), ma prima di tutto su un corretto stile di vita (igiene alimentare, psicologica, socio-culturale, ecc) e di azioni di salvaguardia e di bonifica dell’ambiente ove l’individuo vive.” (7)

Tutto questo è in contrasto con la realtà in cui viviamo. Ripeto, non mi sembra che l’insegnamento di un corretto stile di vita alle persone sia oggi l’obiettivo primario dei governi.

Strano se pensiamo che gli studiosi di questo campo (epidemiologi) affermano che la grande diminuzione delle malattie infettive, e in particolare delle malattie epidemiche del passato, è stata ottenuta grazie al miglioramento delle condizioni sociali, igieniche, ambientali e alimentari della popolazione dei paesi che oggi chiamiamo “industrializzati”.

Ecco introdotto il secondo motivo:

2. Le vere cause della diminuzione delle malattie infettive non sono le vaccinazioni, ma le migliorate condizioni di vita delle persone.

“Molti dicono che, grazie solo alle campagne di vaccinazione di massa, nei nostri paesi industrializzati alcune patologie infettive sono scomparse. Questo non è vero, ma è quanto la gente crede a causa di credenze vetuste e di una informazione sanitaria errata e in parte manipolata anche da interessi economici. […]
Dagli anni ‘20-‘40 del XX secolo ad oggi la realtà personale, familiare e sociale è completamente cambiata e il calo delle patologie infettive è avvenuto ben prima che iniziassero ad essere disponibili i vaccini.
[…] Infatti, gli epidemiologi, studiando attentamente le curve relative ai tassi di mortalità delle varie patologie infettive, si sono resi conto in modo non discutibile che le curve sono andate calando ben prima dell’introduzione dei vaccini.
Consideriamo ad esempio la mortalità che è un dato più sicuro (e indubbiamente più importante).
[…] L’andamento della mortalità complessiva della popolazione statunitense a partire dal 1900 […] evidenzia un calo drastico della mortalità per le 11 più comuni malattie infettive, senza alcun particolare intervento sanitario mirato. […]

La Figura 47 illustra infatti la mortalità per morbillo, scarlattina, tifo, pertosse e difterite negli USA dal 1900 al 1965. È evidente come ben prima dell’era antibiotica (anni 1939-1940) la mortalità è andata drasticamente riducendosi ed è quindi palese che anche l’incidenza delle medesime malattie era andata calando indipendentemente da un trattamento medico specifico ed efficace.

Figura 47 – Mortalità per morbillo, scarlattina, tifo, pertosse, e difterite negli USA dal 1900 al 1965

 

Dal grafico si evidenzia anche che, oltre all’aumento della mortalità in concomitanza con la prima guerra mondiale del 1915-18, l’introduzione della vaccinazione antidifterica del decennio del 1920 non ha minimamente scalfito la curva di mortalità. Quindi, la difterite, una patologia che metteva milioni di vittime, è quasi scomparsa senza poter dare il merito alla vaccinazione. […]

I medesimi concetti vengono esposti anche da 4 grafici molto espressivi (Figura 49) che illustrano lo stesso decremento della mortalità di 4 patologie molto frequenti nei primi decenni del XX secolo: morbillo, scarlattina, tubercolosi e tifo. Qui si vede chiaramente come vaccini e antibiotici sono stati introdotti quando l’incidenza della mortalità per le suddette 4 patologie infettive era nettamente calata.

Figura 49 – Decremento della mortalità per morbillo, scarlattina, tubercolosi e tifo (su 1.000 abitanti) negli USA dal 1900 al 1975

 

Altri esempi:

La lebbra, che ha mietuto tante vittime nel Medioevo, era frequente quando le persone erano costrette a vivere all’interno di città fortificate e calò drasticamente nel momento in cui si uscì dalla città e si cominciò a coltivare la terra e ad avere più spazio a disposizione. La peste, invece, […] era frequente quando la gente viveva in baracche di fango e paglia e dormiva per terra o in mezzo al fieno, mentre diminuì quando si iniziò ad avere disponibili abitazioni di pietra e dormire su letti.
[…] Pertanto, diversamente da quello che viene raccontato dai mass-media e dalla maggior parte delle Organizzazioni Sanitarie, oggi molti Ricercatori affermano che la scomparsa delle grandi epidemie del passato, più che dai vaccini, è stata determinata dal miglioramento delle condizioni igienico-alimentari. Ciò è dimostrato dai dati epidemiologici e di queste malattie che indicano un calo numerico chiaramente iniziato già prima che si avviassero le campagne di vaccinazione e manifestatosi in modo simile anche tra la popolazione dei paesi europei che non era stata vaccinata. […]

I medici che sostengono che sono state le vaccinazioni a ridurre drasticamente l’incidenza delle malattie infettive e la loro mortalità (…) in realtà non hanno fatto altro che sfruttare il “treno in piena corsa” delle malattie infettive in regresso grazie alle migliorate condizioni igieniche e alimentari. I medici vaccinatori, perciò, si prendono un marito che non hanno.
[…] Oltre a ciò, se anche ipotizzassimo che i vaccini hanno ridotto le patologie infettive, cosa è accaduto per quelle verso cui non si può vaccinare? Come si comportano i loro tassi di incidenza?

Un classico e comune esempio ci può venire dal tifo che, come la poliomielite, si trasmette attraverso cibo e acqua infetti e che è scomparso senza una vaccinazione di massa.

Nel famoso libro di Farmacologia Clinica, Laurence e Bennet scrivono: “ È stato sottolineato che più che alla terapia medica, e alle migliorate condizioni di vita che va attribuito il ruolo decisivo dell’imponente declino della mortalità per malattie infettive negli ultimi 100 anni. È vero peraltro che i maggiori cambiamenti in alcuni settori della medicina sono il risultato di uno sviluppo socio economico piuttosto che dell’applicazione delle tecniche mediche.“

Anche i CDC statunitensi attribuiscono il grande successo nella lotta alle malattie infettive, più che alle vaccinazioni pediatriche, ad un’azione “basata sui miglioramenti dei servizi igienici e dello stile di vita, sulla nutrizione più sana ivi inclusa la potabilizzazione delle acque[…].”

In 150 cinquant’anni, in Italia, sono stati compiuti immensi progressi nella lotta alla povertà, nell’alfabetizzazione delle donne – che ha significativamente inciso sulla morbilità e la mia mortalità dei bambini – nell’assistenza sanitaria, nella lotta contro malattie che sembravano incurabili”. Tutte queste affermazioni sono state ampiamente dimostrato e della ricerca scientifica e sono condivisibili da qualsiasi persona che usi un po’ di buon senso però (ancora una volta) non pare che il miglioramento dell’alimentazione dell’assistenza sanitaria dell’ambiente e della cultura delle della popolazione siano oggi gli obiettivi primari di molti governi, spese tra i paesi poveri.

Nonostante queste evidenze, si continua ad attribuire ogni merito ai vaccini. (Ma) tutto questo discorso (invece ci porta a) pensare che è metodologicamente scorretta la posizione di chi attribuisce prevalentemente ai vaccini il ruolo di “Salvatore dell’Umanità”, (come) è altrettanto scorretto pensare che ci sarebbe un sicuro ritorno alle terribili epidemie del passato qualora vi fosse un calo della copertura vaccinale. Non dimentichiamo che la peste, il colera, la malaria, la febbre tifoide, la sifilide, la lebbra, la tubercolosi e al giorno d’oggi anche l’ebola sono malattie scomparse, o quasi, nella civiltà industrializzata ben prima della disponibilità dei vaccini o senza di loro.” (8)

Il terzo punto non può che essere :

3. LA PROPAGANDA: LA CATTIVA INFORMAZIONE SUI DANNI DEL VACCINO.
Quello che i media e i medici fanno in Italia da un anno e mezzo, non è giornalismo, non è Scienza, è propaganda !

“Noi medici siamo diventati funzionari esecutori di linee guida, di protocolli diagnostici e terapeutici, definiti e codificati da gruppi ristretti di autorità mediche Accademiche… Abbiamo dimenticato che la Medicina non è solo una Scienza, ma un’Arte. …non viene preso in considerazione, e pertanto non è oggetto di ricerca e sperimentazione, alcun trattamento che non sia farmacologico o chirurgico […]

Interessante è (quest’)analisi che il Dr. Luciano Proietti, […] ha fatto in considerazione di quella che lui definisce “la crescente sfiducia di una parte della popolazione in grande aumento, nei confronti delle Autorità Sanitarie.
(Infatti) la gente ha perso fiducia nei medici ed è stanca di come viene curata, perché il medico dedica troppo poco tempo al paziente durante le visite e troppo spesso non visita più ma si limita a prescrivere essenzialmente farmaci”. (9)

Ma andiamo in ordine.

Verso la fine dell’ottocento, dopo la rivoluzione industriale che aveva dato grande slancio all’economia e alla società, […] Le industrie alimentari e farmaceutiche iniziarono a sostenere l’idea che il corpo umano avesse bisogno di cibi iper-proteici per stare in buona salute e di medicine per curare l’insorgenza di malattie. Tutte cose che loro vendevano a caro prezzo. Nacquero associazioni mediche e di vigilanza alimentare farmacologica, […] Vennero fondate riviste e finanziate le università a patto che venissero insegnate e divulgate solo le informazioni che incrementavano il business. Non importa che fossero vere: l’importante era far vendere i prodotti e le medicine. […] Tramite le università e i mass media viene propagandato solo il punto di vista di queste aziende, ormai multinazionali, e chiunque cerchi di far trapelare informazioni che lo contraddicano viene sistematicamente deriso e, se continua, fortemente attaccato e anche processato. Tutti i medici che divulgano informazioni che contrastano con il modello di sanità ufficiale, vengono radiati dall’albo e viene vietata loro la pratica della professione, pena il carcere! Ma se avessero davvero ragione loro, allora non ci sarebbe bisogno di nessun tipo di associazione o legge: la semplice osservazione dei fatti, l’esperienza e i risultati di tutte le ricerche di tutto il mondo parlerebbero da soli. Come giustificare allora le loro azioni?”. (10)

La crescita del rifiuto delle vaccinazioni testimonia una crisi di credibilità delle nostre istituzioni sanitarie. Il fenomeno non è nuovo e pensare di affrontarlo silenziando il dissenso con la coercizione è miope e pericoloso. Vanno affrontate le ragioni del rifiuto e quelle della crisi di autorevolezza. Non contribuiscono certamente a migliorare il clima e i comportamenti dei massimi responsabili sanitari del paese. Sarebbe auspicabile che le massime autorità sanitarie del nostro paese fossero i portatori delle migliori informazioni disponibili. Invece si comportano apertamente come tifosi, sostenitori a priori delle proprie tesi e denigratori delle persone che espongono argomenti critici. Il metodo scientifico si fregia di essere, innanzitutto, verificabile. Le sue conclusioni sono solo provvisorie e il progresso delle conoscenze si nutre sia delle prove a sostegno sia di quelle contrarie.” (11)

Ma qual è lo stato dell’informazione sui danni del vaccino?

Si sa: “Le vaccinazioni di solito vengono psicologicamente e legalmente imposte facendo leva sulla paura di ipotetiche situazioni nel caso non si accetti la vaccinazione e i dubbiosi vengono definiti irresponsabili, incoscienti e pericolosi, facendo leva sui sensi di colpa. E va detto che, nel caso i pazienti segnalino una ipotetica reazione avversa al vaccino, il loro rilievo o non viene considerato o viene minimizzato oppure viene decisamente negata ogni relazione casuale.

Il personale sanitario dei Servizi vaccinali fornisce informazioni di parte, esclusivamente a favore dei vaccini e non segnala le reazioni avverse che si manifestano sui pazienti, reazioni che in genere sminuiscono o non danno ascolto.

Purtroppo a tutto ciò va aggiunto che, se una volta esisteva un decreto legislativo che prevedeva l’arresto fino a 6 mesi e un’ammenda fino a 10 milioni delle vecchie lire per i medici che omettevano le segnalazioni, ora nessuno rischia più nulla, perché, con la riforma della farmacovigilanza voluta dall’ex ministro della salute Girolamo Sirchia, è stata cancellata ogni sanzione per i medici che omettono le segnalazioni di evento avverso dopo somministrazione di farmaci o vaccini.” (12)

Poi ancora: Google e i social media, in particolare Facebook, censurano e nascondono tutte le notizie che alimentano i dubbi sui vaccini a prescindere dalla veridicità o meno di quello che viene affermato. Questa è una censura, come ha affermato lo stesso Zuckerberg, fatta con lo scopo di impedire agli utenti la lettura di ERRATI CONSIGLI MEDICI perché “è importante che la gente si vaccini”, anche se questo vuol dire censurare le notizie sui danni, anche se questo vuol dire oscurare delle notizie vere.

Quindi, come si può pensare che non ci sia una condizione sfavorevole per far emergere eventuali bilanci negativi della pratica vaccinale?

Sono oggi immensamente felice che tutti i riflettori sono puntati sulla salute e sulle autorità sanitarie; sono sempre immensamente felice quando il sapere medico viene messo in discussione. Questo, se viene colto, potrebbe essere l’inizio di una grande miglioramento, di una Vera Scienza, intrapresa con Buonsenso e Semplicità, in una società più attenta e consapevole.

Eccoci arrivati al quarto ed ultimo punto:

4. Per me è arrivato il momento di fare scelte coraggiose.

Negli anni precedenti al 2020 ho iniziato a realizzare che molto di quel che definisce le basi della nostra vita è falso. In quegli anni ho pregato che la popolazione di cui faccio parte potesse iniziare a prendere consapevolezza di questo e intraprendere un cambio di direzione nel suo andamento, del suo stile di vita. Mi domandavo come si potessero ristabilire le basi delle nostre conoscenze e della nostra vita in generale, non la vedevo impossibile ma guardandomi intorno e vivendo la vita sociale, la vedevo davvero difficile, o almeno – un possibile cambio di prospettiva generale – lo vedevo davvero molto lontano dal nostro tempo. Negli anni precedenti al 2020 il pavimento sotto i miei piedi è tremato, si è crepato, è crollato e questo ha contribuito al cambio di prospettiva, a nuove conoscenze. La vita insieme agli altri è diventata un po’ più scomoda così volevo che tremasse il pavimento sotto i piedi di tutti, che iniziassero a crollare le certezze di tutti, sapevo che il momento di qualcosa di grande era arrivato ma non credevo questo momento fosse così vicino. La battaglia contro il virus che abbiamo iniziato nel 2020 si è dimostrata da subito, per me, l’occasione per mettere in discussione tutto il marcio e il falso che finalmente ha iniziato ad essere più visibile, l’occasione per portare le mie azioni a un livello successivo.

Sapete che da amante del beneficio del dubbio e del pensiero critico, anch’io continuo a mettere in discussione le mie convinzioni. Mi domando, ma sarà giusto quello che stiamo facendo? Avranno ragione gli altri? Così ho provato ad analizzare i fatti in maniera imparziale e ora, dopo due anni di menzogne, di omissioni, di incompetenze, di propaganda, di abusi di potere, di insulti, di vessazioni, di ricatti, di minacce, di ingiustizie, è arrivato il momento di fare SCELTE CORAGGIOSE. È arrivato il momento di andare oltre le parole e la teoria. È arrivato il momento di guardarsi allo specchio e fare i conti con se stessi una volta per tutte, per decidere se vogliamo essere padroni del nostro destino o burattini nelle mani di quattro miserevoli ciarlatani.” (13)

Per la maggior parte non vaccinarsi equivale a rinunciare a vivere ma per me è l’opportunità di vivere a pieno delle mie possibilità, assumendomi le responsabilità e i rischi.

“Chi ha scelto di non vaccinarsi si è ritrovato in poco tempo con i suoi diritti azzerati e la sua opinione non conta più. Anche il suo status sociale è drasticamente cambiato trasformandosi in un cittadino di serie B. I non vaccinati sono arrabbiati e nutrono una forte repulsione nei confronti delle istituzioni, che viene alimentata sempre più da intimazioni e frasi di odio che si sentono costantemente rivolgere. Non solo dallo stato e dai media ma a volte anche dalle persone che gli sono più vicine.” (14)

Qualsiasi restrizione immotivata (il non vaccinato contagia quanto un vaccinato) a un determinato gruppo di persone colpevoli solo di aver preso una decisione personale sul proprio corpo è da condannare sempre e comunque!

Per non parlare di una delle cose più cretine in assoluto che si sentono dire in questi tempi : “io credo nella scienza”. Se la scienza fosse una questione di credo si chiamerebbe religione.

Nella scienza, la critica non è sinonimo di denigrazione. Criticare significa ricercare la verità”, dice Claude Bernard.

La scienza va messa in discussione per amore della verità, perché non è essa stessa verità, ma soltanto perenne ricerca della verità”, dice Karl Popper.

Forse non superfluo, a questo punto, ricordare che anche il razzismo all’epoca dei nazisti fosse giustificato, presentato e persino insegnato con un linguaggio scientifico.

Non posso far finta che tutto questo sia accettabile.

In questi giorni il mio maestro mi ha detto: “Prima si combattono le lotte interiori, si crea una visione pacifica della mente, si pacifica la mente e poi si agisce fuori! Altrimenti sono solo chiacchiere!”

Per me è il momento di rimboccarmi le maniche, assumermi responsabilità e rischi e trasformare le mie azioni in una lotta concreta.

Gandhi dice che: “talvolta la non-collaborazione non-violenta diventa un dovere tanto quanto la collaborazione. Nessuno è tenuto a collaborare alla propria rovina e al proprio asservimento.
La disobbedienza civile è un diritto intrinseco del cittadino. Che non osi rinunciarvi, se non vuole cessare di essere un uomo. La disobbedienza civile non è mai seguita dall’anarchia.

Reprimere la disubbidienza civile è cercare di imprigionare la coscienza.”(15)

Tale forma mentis prevede un’estrema disciplina […] che comprende prima di tutto un estremo rispetto nei confronti degli altri esseri viventi e della società nel quale vivo.”(16)

Grazie a tutti per l’attenzione e per lo spazio che mi avete dedicato.

 

Rocco Quaglia

NOTE

(1) Dott. Herbert M. Shelton, Introduzione all’Igiene Naturale, Società Editrice Igiene Naturale S.r.l., 1986, p 17, 18, 25.

(2) Ivi, p 46, 47, 48, 50.

(3) Luca Speranza e Silvio Sciurba, Fruttali – Attivare le capacità innate del corpo per migliorare benessere e salute con buonsenso e semplicità, Edizioni Il Punto D’Incontro, p 17, 18, 19.

(4) Dott. Herbert M. Shelton, Introduzione all’Igiene Naturale, Società Editrice Igiene Naturale S.r.l., 1986, p 50, 51.

(5) Roberto Gava, Le Vaccinazioni Pediatriche, Salus Infirmorum s.a.s., Quarta edizione, luglio 2008, p 37.

(6) Luca Speranza e Silvio Sciurba, Fruttali – Attivare le capacità innate del corpo per migliorare benessere e salute con buonsenso e semplicità, Edizioni Il Punto D’Incontro, p 47

(7) Roberto Gava, Le Vaccinazioni Pediatriche, Salus Infirmorum s.a.s., Quarta edizione, luglio 2008, p 65,66.

(8) Ivi, p 696, 697, 698, 699, 704, 705, 706, 707, 708, 709.

(9) Ivi, p 886, 889

(10) Luca Speranza e Silvio Sciurba, Fruttali – Attivare le capacità innate del corpo per migliorare benessere e salute con buonsenso e semplicità, Edizioni Il Punto D’Incontro, p 56, 57, 58.

(11) Roberto Gava, Le Vaccinazioni Pediatriche, Salus Infirmorum s.a.s., Quarta edizione, luglio 2008, p 677

(12) Ivi, 678, 683

(13) Matteo Gracis, via Instagram, 20 dicembre 2021.

(14) liberta.schiavitu, via Instagram, 30 gennaio 2021.

(15) M.K. Gandhi, Antiche come le montagne, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 1987, p 187.

(16) Matteo Gracis, via Instagram, 21 agosto 2021.

 

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
14 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
14
0
È il momento di condividere le tue opinionix