Donald Trump ha fatto irruzione nella realtà parallela della rete, come da tempo annunciato, inaugurando il suo nuovo social network dall'ambizioso nome di "Truth" ("Verità"). Da più parti si inneggia alla riconquista della libertà di parola stuprata dal totalitarismo globalista di Facebook, Youtube e Twitter, sottolineando come la app sia la più scaricata negli Stati Uniti, ma omettendo, con lo spirito proprio dei tifosi acritici, di affrontare alcune questioni spinose. Intanto, "Truth" è scaricabile dal sito della Apple, e ciò rappresenta una contraddizione gigantesca, considerando che l'impresa nasce in opposizione ai colossi "big tech" e proprio in virtù del fatto ormai acclarato che possono "spegnere" le voci del dissenso in qualunque momento: non si capisce perché ciò non possa accadere anche in quest'occasione. Inoltre, lo spirito del creatore non pare orientato verso la tutela della libertà di espressione, ma verso il business: il digitale è la terra promessa del capitalismo di quarta generazione e Trump, dopo essersi fatto la fama di difensore dell'economia "reale" in contrapposizione a quella "virtuale" e finanziaria, si adegua, forse tardivamente, all'andazzo della Storia. Va pur detto, poi, che di social più o meno "alternativi" ne esistono già a bizzeffe, sono cresciuti parecchio in questi ultimi due anni e dietro alcuni di essi non vi sono (o non vi erano, almeno) multinazionali, fondi di investimento o cordate finanziarie. Insomma, potrebbe venirne fuori un Facebook "sovranista" che occupa le sue nicchie di mercato, provando ad intaccare il monopolio del pensiero unico global-covidista. Un po' poco per abusare, ancora una volta, della parola (un tempo sacra) "rivoluzione".
Un Facebook "sovranista"
Commenti (2)
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Se vuoi avere una App per smartphone non è che hai molta scelta, Android che passa per il Google play store e iOs di Apple.
Stessa cosa per i tablet.
Strategicamente, un social solo per browser non sembra una grande idea per come la gente, soprattutto i giovani, è abituata a usare gli smartcosi.
Non escluderei che google che ha kickato Trump fuori da Youtube sia ostile ad ospitare sul suo store la App Truth; non ho trovato conferme in rete ma mi sembra una possibilità da tenere in considerazione.
IOs ha comunque un miliardo circa di dispositivi come platea, non è poca cosa per iniziare. D'accordo che anche Apple sia una Big Tech, quindi impicciona per definizione, ma non campa di pubblicità come fanno essenzialmente Google e Facebook e può permettersi politiche di privacy più rispettose del cliente. Potendo scegliere..
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oxalidaceae 23 febbraio 2022
Da più parti si inneggia alla riconquista della libertà di parola stuprata dal totalitarismo globalista di Facebook, Youtube e Twitter [...]
Ci stiamo quasi per credere che sarà un social sbandierante il vessillo della sovranità popolare. Certo.
Ehhh se si inneggia! Si inneggia alla solita mannaia affilata.
Chiediamolo al famoso conduttore anche se un filino fanatico Stew Peters.
https://t.me/s/stewpeters/12912