Un Facebook “sovranista”

AVVISO PER I LETTORI: ComeDonChisciotte continua a subire la censura delle multinazionali del web: Facebook ha chiuso definitivamente la nostra pagina a dicembre 2021, Youtube ha sospeso il nostro canale per 4 volte nell'ultimo anno, Twitter ci ha sospeso il profilo una volta e mandato ulteriori avvertimenti di sospensione definitiva. Per adesso sembra che Telegram non segua le stesse logiche dei colossi Big Tech, per cui abbiamo deciso di aprire i nostri canali e gruppi. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale Telegram.

Donald Trump ha fatto irruzione nella realtà parallela della rete, come da tempo annunciato, inaugurando il suo nuovo social network dall’ambizioso nome di “Truth” (“Verità”). Da più parti si inneggia alla riconquista della libertà di parola stuprata dal totalitarismo globalista di Facebook, Youtube e Twitter, sottolineando come la app sia la più scaricata negli Stati Uniti, ma omettendo, con lo spirito proprio dei tifosi acritici, di affrontare alcune questioni spinose. Intanto, “Truth” è scaricabile dal sito della Apple, e ciò rappresenta una contraddizione gigantesca, considerando che l’impresa nasce in opposizione ai colossi “big tech” e proprio in virtù del fatto ormai acclarato che possono “spegnere” le voci del dissenso in qualunque momento: non si capisce perché ciò non possa accadere anche in quest’occasione. Inoltre, lo spirito del creatore non pare orientato verso la tutela della libertà di espressione, ma verso il business: il digitale è la terra promessa del capitalismo di quarta generazione e Trump, dopo essersi fatto la fama di difensore dell’economia “reale” in contrapposizione a quella “virtuale” e finanziaria,  si adegua, forse tardivamente, all’andazzo della Storia. Va pur detto, poi, che di social più o meno “alternativi” ne esistono già a bizzeffe, sono cresciuti parecchio in questi ultimi due anni e dietro alcuni di essi non vi sono (o non vi erano, almeno) multinazionali, fondi di investimento o cordate finanziarie. Insomma, potrebbe venirne fuori un Facebook “sovranista”   che occupa le sue nicchie di mercato, provando ad intaccare il monopolio del pensiero unico global-covidista. Un po’ poco per abusare, ancora una volta, della parola (un tempo sacra) “rivoluzione”.

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