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Un budget senza Russia: l’incubo dell’Impero

DI FRED REED

informationclearinghouse.info

Penso che questa folle isteria circa la Russia debba finire. Probabilmente però ciò non accadrà. Per ragioni di politica interna ed imperialista Washington e New York stanno di nuovo manipolando l’opinione pubblica statunitense verso la guerra.  Tutto ciò è stupido, ingiustificato e pericoloso.

La stupidità verso la Russia è, ovviamente, parte delle mosse dell’establishment per liberarsi di Trump. Sì, l’uomo è imprevedibile, contraddittorio, impulsivo, persegue la maggior parte delle promesse elettorali e potrebbe non essere qualificato per fare il Presidente – ma non per questo Washington e New York si vogliono sbarazzare di lui. Si tratta di soldi e potere, come tutto negli USA. Wall Street, il Pentagono, i Neocon e l’Impero sono quelli che governano negli Stati Uniti. Trump ha messo in pericolo la loro ciotola di riso.

Analizziamo:

Ha minacciato di tagliare gli F-35, un colpo terribile per Lockheed-Martin e relativo indotto; di portare via le truppe dalla Corea del Sud, un duro colpo per l’Impero; di porre fine alle guerre, un colpo all’Impero e all’industria bellica che grazie ad esso si arricchisce; di togliere le truppe da Okinawa, azzoppando l’impero nell’Oceano Pacifico; iniziare una guerra commerciale con la Cina mettendo un dazio del 45% sulle merci provenienti da essa, minacciando le multinazionali statunitensi che là posseggono stabilimenti; di scacciare gli immigrati illegali, un’importante fonte di manodopera a basso costo. Ha definito la NATO “obsoleta”, quando lasciarla sarebbe l’estrema unzione per l’Impero; ha minacciato di stabilire relazioni cordiali con la Russia, quando la mancanza di un nemico europeo renderebbe la NATO ancora più inutile.

Quindi New York e i suoi fedeli a Washington hanno travestito di nuovo la Russia da uomo nero per spaventare gli zotici, ovvero la maggior parte dell’opinione pubblica. Soldi. Potere. Impero.

Che senso c’è – a parte soldi e potere? La Russia è una nazione con un’economia zoppa popolata da 145 milioni di persone, meno della metà dell’Europa e molto meno della metà degli USA. L’economia russa è una piccola frazione delle economie europee e statunitensi. Non è sul piede di guerra. Non sta muovendo le proprie forze per organizzare un’invasione. Non si sta mobilitando. Per i satelliti e per l’NSA tutto ciò dovrebbe essere evidente come la lebbra sulla vincitrice di un concorso di bellezza. L’Establishment sarebbe terrorizzato se ci fosse il minimo sentore di guerra. Tutto è una messa in scena.

Spesso vedo l’accusa che la Russia abbia “truccato” le macchine per votare in modo da far vincere Trump. La maggior parte di coloro i quali si agitano per questo, non ha la minima idea di cosa si stia parlando. Hacking per la maggior parte della gente significa una scena da film, con un genietto che digita su un laptop e penetra NORAD. Si tratta di una minaccia senza contenuto. A questi io direi:

Se non sai programmare in linguaggio assembly, non sai come funziona un computer. Se non conosci TCP/IP dal DHCP, non sai come funziona internet. Se non sai distinguere un attacco del dizionario da uno stack overflow, non hai la benchè minima idea di cosa sia l’hacking. Se non hai cercato di capire come funzionano le diverse macchine per il voto per vedere come potrebbero essere truccate, probabilmente dovresti iniziare a fare collezione di francobolli.

Tutto questo è orchestrato. Così come le provocazioni a Putin. Il suo peccato è ovviamente non inchinarsi di fronte a Washington. Lo stesso peccato che macchia Iran, Cina, Cuba e Korea del Nord.

L’inganno è spesso semplice. Di tanto in tanto si vedono titoli di giornale roboanti: BOMBARDIERI RUSSI VOLANO AL LARGO DELLA COSTA STATUNITENSE! O la costa di qualcun altro. Recentemente era una NAVE SPIA! Il “bombardiere” di solito è un Tu-95 Bear (definizione NATO), un vecchio velivolo a 4 motori a propulsione, ma ancora un buon aereo, trasformato in aereo da ricognizione. L’idea che Mosca spedirebbe un catorcio a bombardare gli USA è piuttosto stupida – o meglio, nulla lo è abbastanza.

TU-95
Bombardiere TU-95, inaugurato nel 1952

Poi c’è l’affermazione che la Russia abbia fatto un attacco informatico ai danni del DNC ed abbia passato le email rubate a Wikileaks. Ciò è possibile, ma come potremmo saperlo? (Diffondere la notizia non sarebbe una dichiarazione a favore della popolazione votante?) Da notare che molte persone sarebbero state incentivate a farlo, dagli insider democratici e tutti quelli che avrebbero guadagnato da una sconfitta di Hillary o dalla vittoria di Trump, ai responsabili di campagna di Trump stesso, a tutti i freelancer che si divertono anche solo a mettere zizzania. Forse lo 0,1% della popolazione, certamente non me, ha la capacità e i modi, anche solo per tirare a caso.

Se credete alle agenzie di intelligence che ci hanno mentito su Vietnam ed Iraq, e che sembrano coinvolte in macchinazioni anti-Trump, siete i cittadini perfetti per l’Establishment. Per questioni politiche, precisamente quelle ostili a Trump, direbbero qualsiasi cosa per ottenere i propri propositi, forse anche la verità. Se vi sembra una sparata riflettete:

Nel 1964 la CIA stava facendo svariati attacchi contro il nord del Vietnam, senza ammetterlo. Due imbarcazioni dell’intelligence, la Maddox e la Turner Joy, sostennero di essere state attaccate. Non era vero e anche se fosse stato vero non sarebbe stato irragionevole, visto che gli USA stavano infiltrando squadre di sabotatori. Il risultato, e l’intenzione iniziale, era di aizzare lo stato in guerre che avrebbero devastato tre paesi e causato milioni di morti. Funzionò.

Persino dopo l’11 settembre, il Governo, sotto le spoglie delle agenzie di intelligence, aveva lasciato deliberatamente che la popolazione credesse che l’Iraq stava ammassando armi di distruzione di massa, per far sì che l’esercito attaccasse, per il bene dell’industria del petrolio, di Israele e delle lobby imperialiste. Era insensato e Washington avrebbe dovuto saperlo. A quel tempo l’Iraq era probabilmente l’asset più desiderato del mondo. Il risultato ottenuto è stato quello di distruzione di un paese innocente e il casino sanguinolento che una volta chiamavamo Medio Oriente, il quale, è da notare, non aveva nulla a che fare con gli interessi degli USA e con le condizioni della popolazione statunitense.

Tutte le guerre sono per il beneficio di altri. Pensate che avreste dei vantaggi da una guerra contro la Russia? La Cina? L’infinito mattatoio in Afghanistan migliora la vostra vita? Vi sentireste più sicuri se la NATO – burattino armato di Washington – avesse delle basi in Montenegro? Dov’è il Montenegro?

Si gioca allo stesso gioco con la Russia. Quasi ogni giorno leggiamo che Washington sta mandando truppe in Polonia, Bulgaria e Norvegia per opporsi ai Russi, i quali non stanno facendo nulla che meriti uno scontro.

“Gli USA mandano 1.000 uomini in Polonia per ‘disincentivare la Russia'”

Disincentivarla a far cosa?

Stamane: “La Germania manderà carri armati ai confini con la Russia”.

Una recente mossa era stata mandare forze navali nel Mar Nero, che non dovrebbe essere una preoccupazione statunitense. Cosa dovrebbero fare di preciso quelle truppe? Hanno qualche altra utilità oltre al consumo del paese? Devono attaccare qualcuno, difendere qualcosa minacciato da qualcuno, cosa devono impedire ai Russi di fare?

La Russia non sta per invadere l’Europa e Washington lo sa benissimo, quindi perchè schiera le proprie truppe alle frontiere? Se ci sarà una guerra esplicita, l’avrà cominciata Washington. Attaccare la Russia con  forse inferiori, e comunque in ogni caso, è un’idea più folle di quanto Washington potrebbe essere capace. Si spera che l’Europa non permetta agli USA di fare quello che fanno di solito, far combattere ad altri le proprie battaglie fuori dai propri confini nazionali.

Il pericolo di far giocare questi pallidi Neocon di New York con le forze armate è un rischio calcolato, divertimento per dei Napoleone da strapazzo, che potrebbe avere serie conseguenze. Se Washington sposta forze navali nelle acque russe del Mar Nero, i Russi si sentiranno costretti a seguire le imbarcazioni con le forze aeree. Un errore dopo l’altro e poi uno abbatte un velivolo dell’altro. La parte lesa si sente in diritto di contrattaccare. Incomincia uno scontro militare. In acque chiuse ai confini russi, la flotta USA non vincerebbe. Washington si sentirebbe in diritto  di difendere il proprio ego espandendo la guerra. L’ego ferito è di importanza capitale per chi detiene il potere.

Non c’è modo di tenere sotto controllo questi pazzi. Mandano l’esercito dove vogliono, attaccano chiunque vogliano e noi lo leggiamo dopo che il fatto è accaduto. Per fortuna dovremmo avere un governo costituzionale.

Ma io sogno.

 

Fred Reed, mercenario da tastiera con un passato disorganizzato, ha lavorato per Army Times, The Washingtonian, Soldier of Fortune, Federal Computer Week e il Washington Times.

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/46547.htm
25.02.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da fa_ranco

  • Toussaint

    Voglio essere ottimista. Queste vicende dimostrano che la presidenza Trump non sarà di sola facciata. C’è una seria possibilità di cambiamento e, assieme a questa, il rischio di una risposta scomposta da parte dei neocon. Possiamo contare sulla determinazione di Trump e sulla freddezza dei russi. Non è poco (anche considerando la progressiva presa di coscienza del popolo delle ragioni che hanno generato la drammatica situazione in cui versa).

    • robespierre

      Mah, speriamo. Di fatto finora Trump ha dovuto rimuovere un generale presunto filo-russo e con un altro del suo entourage, pure lui (sembra) filo-russo pare abbia diversi problemi per via dei mass media, il tutto al di la’ di ulteriori truppe e armi locate ai confini della Russia.

  • rocks

    Trump o non Trump è una semplice questione di spazi vitali. La Russia vuole dei cuscinetti intorno a se e nelle zone di più facile penetrazione da fuori verso il suo territorio. Attualmente riesce a difendersi bene con la presenza di cittadini di origine russa nelle zone ex-USSR o ex-patto di Varsavia. Putin e i russi sanno bene di non poter andare ad uno scontro. Idem per gli Europei. Probabilmente gli USA si sentono sicuri di questo e agiscono sfacciatamente, sapendo anche di poter controllare l’opinione pubblica (la maggioranza). Il fatto comunque di non essere riusciti a pilotare le proprie elezioni ha destato scandalo planetario e scatenato una guerra alle “fake news”. In effetti forse qualcuno ha capito che l’interventismo degli ultimi decenni non funziona da leva economica, per primo forse l’hanno capito gli elettori. Per lo meno mi piace pensare che sia così e che sia minoritario l’odio per gli immigrati.

    Riguardo la Cina la question è simile, va però detto che imporre dazi alla Cina e nel frattempo abbandonare Okinawa sono azioni contraddittorie che potrebbero portare tensioni a livello regionale, fra Cina e Giappone, per esempio. La Cina si sta dotando di una flotta e se riesce ad avere libero accesso e uscita da questo mare (Okinawa adesso rende difficile farlo), può permettersi di essere più “aggressiva” con i vicini che godono dell’ombrello americano.

    In fondo i grossi imperi sono tutti uguali, guardano lontano e cercano di tenere i nemici più lontani possibile.