Un biochip impiantabile della DARPA per la diagnosi del COVID-19 potrebbe essere messo in commercio già nel 2021

Raul Diego
mintpressnews.com

La scoperta scientifica più significativa dopo quella della forza di gravità è rimasta nascosta in bella vista per quasi un decennio e il suo potenziale distruttivo per l’umanità è talmente vasto che la più grande macchina da guerra del pianeta ha immediatamente dispiegato tutte le proprie risorse per impossessarsene e controllarla, finanziandone la ricerca e lo sviluppo attraverso agenzie come il National Institutes of Health (NIH), la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) e HHS ‘BARDA.

La rivoluzionaria scoperta era stata realizzata nel 2010, per puro caso, da uno scienziato canadese di nome Derek Rossi. L’attualmente in pensione ex-professore di Harvard aveva affermato in un’intervista al National Post di aver scoperto un modo per “riprogrammare” le molecole che trasportano le istruzioni genetiche per lo sviluppo delle cellule umane e delle altre forme di vita biologica.

Queste molecole sono denominate “acidi ribonucleici messaggeri” o mRNA e la possibilità di modificare le istruzioni da esse codificate, così da poter sintetizzare qualsiasi tipo di sostanza all’interno di un organismo biologico, in Occidente ha cambiato radicalmente il corso della medicina e della scienza, anche se nessuno se ne è ancora accorto. Come dice lo stesso Rossi: “La vera e importante scoperta è che ora è possibile utilizzare l’mRNA e, se lo si introduce all’interno della cellula, allora è possibile fargli sintetizzare qualsiasi tipo di proteina, ed è questa la cosa importante.”

Così importante che, nel 2014, Rossi era stato in grado di andare in pensione dopo che Moderna Inc., la società da lui fondata insieme al fondo private equity Flagship Pioneering per sfruttare questa scoperta, aveva ricevuto quasi mezzo miliardo di dollari in sovvenzioni federali per iniziare a sviluppare vaccini utilizzando proprio questo tipo di tecnologia. Non più affiliato a Moderna, partecipazioni azionarie a parte, Rossi sta solo “guardando gli eventi a distanza” e,  se rassomigliasse anche solo vagamente a quell’affettuoso “buon padre di famiglia” che vorrebbe sembrare, dovrebbe esserne inorridito.

Biologia a controllo remoto

Già nel 2006, DARPA stava cercando il modo per identificare i patogeni virali delle vie respiratorie superiori attraverso il suo programma Predicting Health and Disease (PHD), che aveva portato alla creazione da parte dell’agenzia del Biological Technologies Office (BTO), com’era stato riferito da Whitney Webb in un articolo dello scorso maggio apparso su The Last American Vagabond. Nel 2014, il BTO di DARPA aveva lanciato il programma “In Vivo Nanoplatforms” (IVN), che studiava le nanotecnologie impiantabili e aveva contribuito allo sviluppo dell’”idrogel.”

L’idrogel è una nanotecnologia di cui l’inventore si era subito vantato, affermando che “se dovesse essere messa in commercio con l’approvazione della FDA, i consumatori potrebbero richiedere l’inserimento sotto cute di questi sensori, in modo che misurino i loro livelli di glucosio, ossigeno e lattato.” Questo materiale, simile a quello delle lenti a contatto, viene introdotto sottocute per mezzo di uno speciale iniettore e può inviare segnali digitali all’infrarosso attraverso una rete wireless, come il 5G.

Un penny affiancato ad un modello in idrogel a forma di alveolo polmonare stampato in 3D nel laboratorio BRC di Houston della Rice University. Melissa Phillip, Houston Chronicle tramite AP

 

Una volta inserito il chip  all’interno del corpo, le cellule umane sono in balia di qualsiasi programma venga trasferito all’mRNA tramite questo substrato ed una cosa del genere apre infinite, spaventose possibilità. È forse il primo vero passo verso il transumanesimo completo, una “filosofia” in voga presso molti personaggi potenti e influenti, come Ray Kurzweil ed Eric Schmidt di Google e i cui fautori vedono la fusione tra tecnologia e biologia come una conseguenza inevitabile del progresso umano.

L’azienda privata appositamente creata per la commercializzazione di questa tecnologia che permette di controllare i processi biologici a distanza e apre le porte alla potenziale manipolazione delle nostre risposte biologiche e, in definitiva, della nostra intera esistenza, si chiama Profusa Inc. e le sue operazioni sono finanziate con milioni dollari dal NIH e dalla DARPA. A marzo 2020, l’azienda si era silenziosamente introdotta nell’affollato mercato del COVID-19, quando aveva annunciato di aver messo a punto un biochip iniettabile per la diagnosi di alcune malattie respiratorie virali, tra cui il COVID-19.

Una consociata totalmente sotto controllo

Nel luglio scorso, era stato pubblicato sul New England Journal of Medicine un rapporto preliminare finanziato dal NIAID di Fauci e dal NIH su un vaccino mRNA per il SARS-CoV-2, rapporto in cui si affermava che il vaccino mRNA-1273, fornito da Moderna per lo studio, “aveva indotto immunitarie anti-SARS-CoV-2 in tutti i partecipanti e non erano stati identificati problemi di sicurezza limitanti lo studio,” auspicando inoltre “un ulteriore sviluppo di questo vaccino.”

Un mese prima, il NIH aveva rivendicato una partecipazione congiunta nello sviluppo del vaccino mRNA per il COVID-19 di Moderna, citando un contratto firmato nel dicembre 2019, in base al quale i “futuri vaccini mRNA contro il coronavirus saranno sviluppati da entrambe le parti e rimarranno di proprietà comune.” Moderna contesta la posizione del governo federale, affermando che la società “ha un ampio patrimonio di proprietà intellettuali, sia proprie che in licenza” e che “non è a conoscenza di alcuna proprietà intellettuale che le impedirebbe di commercializzare i propri futuri prodotti, incluso l’mRNA-1273.”

Un poster per l’arruolamento dei volontari che dovranno prendere parte ad uno studio sul vaccino contro il COVID-19 condotto da NIH e Moderna Inc., 27 luglio 2020, Binghamton, N.Y. Hans Pennink, AP

 

L’unico ostacolo è il sistema di somministrazione (secondo Moderna attualmente in fase di sviluppo) che probabilmente non otterrà l’approvazione della FDA prima del’limmissione sul mercato della tecnologia idrogel, sviluppata dalla DARPA  federale in tandem con la tecnologia a sensori di luce finanziata da DARPA-Profusa, che dovrebbe ricevere un’autorizzazione rapida da parte della Food and Drug Administration entro l’inizio del 2021 e che, molto probabilmente, verrà utilizzata per la somministrazione di un vaccino contro il coronavirus in grado di, letteralmente, modificare  il nostro DNA.

Inoltre, il Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS), sta attualmente indagando sulle domande di brevetto depositate da Moderna, sostenendo che l’azienda avrebbe taciuto il “sostegno da parte del governo federale” nelle sue domande di brevetto per i vaccini contro il COVID, come invece richiesto dalla legge. Questo cavillo potrebbe portare il governo federale a possedere una partecipazione del 100% nel vaccino mRNA-1273.

Raul Diego

Fonte: mintpressnews.com
Link: https://www.mintpressnews.com/darpa-covid-19-vaccine-implant-mrna/271287/
17.09.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org