Tirare la coda al drago potrebbe scatenare un conflitto con la Cina

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Larry Johnson
sonar21.com

Il simbolo della Cina è il “Drago.” Da qui il titolo. Le prossime due settimane potrebbero essere quelle più pericolose nella storia degli Stati Uniti, perché sembra che Joe Biden e la sua sprovveduta squadra di sicurezza nazionale stiano procedendo a tentoni verso una resa dei conti con la Cina, con il rischio di una guerra.

Il governo cinese ora rifiuta la Politica di una sola Cina, che è stata il fondamento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina per 43 anni. Il CSIS riassume bene la situazione:

Quando nel 1979 gli Stati Uniti avevano riconosciuto la Repubblica Popolare Cinese (RPC) e parimenti privata del riconoscimento la Repubblica di Cina (ROC), avevano dichiarato che il governo della Repubblica Popolare Cinese era “l’unico governo legale della Cina.” Unico, nel senso che la RPC era ed è l’unica Cina, senza considerare la ROC come entità sovrana separata.

Gli Stati Uniti, tuttavia, non avevano ceduto alle richieste cinesi di riconoscere la sovranità cinese su Taiwan (che è il nome usato dagli Stati Uniti da quando avevano scelto di non riconoscere la ROC). Washington aveva invece riconosciuto la posizione cinese secondo cui Taiwan fa parte della Cina. Per ragioni geopolitiche, sia gli Stati Uniti che la RPC erano disposti a procedere con il riconoscimento diplomatico, nonostante le loro divergenze sulla questione.

I Cinesi sono ora irremovibili nella loro rivendicazione di sovranità su Taiwan. Non importa più che Washington minacci azioni se la Cina compirà passi per imporre la sua “sovranità,” la Cina ha intenzione di dimostrare la propria sovranità. Un modo per farlo è quello di impedire a Nancy Pelosi e a qualsiasi altro politico di Washington DC di volare a Taiwan e di mettere piede in “territorio cinese” senza il permesso di Pechino.

Gli Stati Uniti non hanno un’ambasciata a Taiwan. Hanno un consolato, che è subordinato all’ambasciata statunitense di Pechino. In altre parole, qualsiasi visita ufficiale di un funzionario statunitense [a Taiwan] deve essere autorizzata dalla Cina. Capito?

Ciò che rende la situazione attuale così pericolosa è che il comandante delle forze statunitensi nella regione indo-pacifica (alias INDOPACCOM) ha ordinato al Gruppa da Battaglia della Ronald Reagan di recarsi nel Mar Cinese Meridionale come “dimostrazione di forza.” Si tratta di un atto deliberato per dimostrare ai Cinesi che non hanno alcuna sovranità su questo territorio.

La reazione cinese a questa provocazione è allarmante:

In un post sui social media che venerdì ha raccolto migliaia di “like” l’esercito cinese ha esortato i cittadini a “prepararsi alla guerra,” secondo quanto riportato dal Global Times, organo statale.

I funzionari cinesi hanno lanciato chiari avvertimenti di un possibile conflitto nel caso in cui la presidente della Camera Nancy Pelosi dovesse mantenere l’intenzione di visitare Taiwan in agosto, promettendo una risposta “energica.” Nel giro di 12 ore, il post dell’80° Gruppo d’armata dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) cinese ha ricevuto oltre 300.000 pollici in su sulla piattaforma di social media cinese Weibo, “in sintonia con l’alto morale dei soldati cinesi,” ha dichiarato Global Times.

“Dobbiamo tenere a mente la responsabilità fondamentale di prepararci alla guerra e affrontare il viaggio con un esercito forte,” ha scritto l’80° Gruppo d’armate in un commento che ha ricevuto 8.000 like, secondo il Global Times.

Il portavoce del Ministero della Difesa cinese è stato insolitamente schietto nel descrivere la reazione della Cina:

Martedi, il portavoce del Ministero della Difesa cinese, Tan Kefei, ha dichiarato che una visita a Taiwan della signora Pelosi “violerebbe gravemente” il principio dell’Unicità della Cina e “metterebbe in serio pericolo la sovranità e l’integrità territoriale della Cina.”

Anche se i funzionari cinesi non hanno dato per certa una guerra totale con gli Stati Uniti a causa del viaggio della Pelosi a Taiwan, Kefei ha affermato che “le forze armate cinesi non resteranno mai inerti e prenderanno certamente misure forti e risolute per contrastare qualsiasi interferenza da parte di forze esterne e tentativi secessionisti per l’”indipendenza di Taiwan” e difendere fermamente la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Cina.”

Cosa può fare la Cina, oltre ad imporre una “no fly zone” su Taiwan? La Cina ha i missili ipersonici.

La Cina possiede il più grande e diversificato arsenale missilistico del mondo. Dalla fine della Guerra Fredda, Pechino ha rapidamente modernizzato la sua forza missilistica, passando da un piccolo arsenale di missili balistici lenti e imprecisi ad una formidabile forza di missili balistici e da crociera a guida di precisione, droni suicidi e, più recentemente, armi ipersoniche.

Il dispiegamento di armi ipersoniche da parte della Cina ha attirato una notevole attenzione, e per una buona ragione. Le armi ipersoniche combinano le velocità estreme dei missili balistici con la manovrabilità e il volo a bassa quota dei missili da crociera, mettendo a dura prova i tradizionali mezzi di allarme e difesa.

I missili ipersonici possono affondare una portaerei statunitense. Nessuna delle navi del Gruppo da Battaglia della Ronald Reagan ha difese tali da poter contrastare un missile ipersonico. In altre parole, la Cina può affondare una o più navi di quella Task Force, se gli Stati Uniti si avventurano nello Stretto di Taiwan.

Tutto questo avviene mentre la Cina affronta una grave crisi economica interna: il crollo del mercato immobiliare:

La crisi del mercato immobiliare cinese, esemplificata lo scorso novembre dal default di Evergrande, il costruttore immobiliare più indebitato del Paese, si sta allargando. Minaccia un calo significativo della crescita economica in un contesto in cui il governo sta lottando per far fronte agli effetti della pandemia COVID.

Nelle ultime settimane si è sviluppato un boicottaggio da parte degli acquirenti di case, che si rifiutano di continuare a pagare gli appartamenti acquistati ma ancora in costruzione.

Un metodo collaudato nella storia che i governi utilizzano per distrarre il malcontento interno è quello di concentrare l’attenzione del pubblico su una minaccia straniera.

Se consideriamo tutti questi fattori, ci troviamo di fronte ad una situazione estremamente instabile, in cui la Cina potrebbe benissimo usare la forza militare per respingere un nemico “esterno.” Mi rendo conto che molti esponenti della politica estera statunitense puntano sul fatto che la Cina farà marcia indietro. Io questa scommessa non la farei.

Larry Johnson

Fonte: sonar21.com
Link: https://sonar21.com/will-tweaking-the-dragons-tail-ignite-a-terrible-fire/
29.07.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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