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The New York Times: Volker è stato messo in imbarazzo e si è dimesso

fondsk.ru

“Venerdì 27 settembre, il Rappresentante Speciale del Dipartimento di Stato USA per l’Ucraina Kurt Volker si è dimesso improvvisamente. Non ha spiegato pubblicamente le ragioni di tale sua decisione, ma una fonte d’informazione ha affermato che Volker era giunto alla conclusione che, tenendo conto degli eventi degli ultimi giorni, non poteva più adempiere efficacemente alle sue mansioni”, riferisce uno dei più famosi quotidiani statunitensi, chiarendo che questa è la prima dimissione associata allo scandalo, scoppiato a causa di una conversazione telefonica tra i Presidenti, di Stati Uniti e Ucraina.

La pubblicazione ricorda che Volker, ex Ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO, era il Rappresentante Speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, tra le cui mansioni rientrava il coordinamento dell’assistenza a questo Paese nella risoluzione del suo conflitto armato contro i separatisti. Era tra quei funzionari del governo che sono stati messi in imbarazzo, a causa del desiderio di Trump di trovare materiale compromettente sui democratici. Un anonimo funzionario dell’intelligence, che ha presentato un esposto, ha definito Volker uno di quei funzionari che hanno cercato di “ridurre i danni”, prestando alla parte ucraina consulenza su come trattare con [Rudolph] Giuliani (n.d.T. avvocato di Trump).

«Volker ha favorito la rapida conoscenza di Giuliani con il nuovo governo ucraino, agendo non per ordine di Trump o Pompeo, ma su richiesta degli Ucraini, che erano allarmati perché Giuliani era alla ricerca di informazioni su Biden e altri democratici e ha definito alti funzionari ucraini”nemici del Presidente”», scrive l’autore dell’articolo Peter Baker, corrispondente speciale per The York Times in merito alla Casa Bianca. È interessante sapere quali “Ucraini” erano “allarmati” – era forse Poroshenko con la sua camarilla(1)?

Volker ha organizzato un incontro di Giuliani con Andrej Ermak, Consigliere di Volodymyr Zelenskij, che ha avuto luogo a Madrid il 2 agosto. Oggi Giuliani assicura che a tutti i suoi incontri con i rappresentanti del nuovo governo ucraino è stato dato avvio da parte del Dipartimento di Stato.

Tuttavia, il Dipartimento di Stato non ha risposto alla richiesta di The New York Times di rilasciare una dichiarazione in merito alla dimissione di Volker.

Ma è stato Volker a passare gran parte dell’anno, cercando di stabilire un contatto tra Trump e Zelenskij, affinché si fosse dato sostegno al governo ucraino eletto ad aprile, ricorda Baker.

«[Volker] Ha convinto l’amministrazione Trump che Zelenskij è un degno riformatore degli accordi e una figura seria, il che è forse l’ultima possibilità per l’Ucraina per ristabilirsi sullo sfondo dell’aggressione russa. Questo è stato un compito estremamente difficile, dato il sincero disprezzo di Trump per gli Ucraini. “Sono tutti corrotti e hanno cercato di annientarmi”, ha detto Trump durante un incontro privato della scorsa primavera», osserva The New York Times.

L’autore difende chiaramente Kurt Volker, elencando tutti i suoi meriti, si dice che proprio Volker lavorasse giorni e notti per organizzare un incontro tra i due Presidenti. E del fatto che questo incontro fosse continuamente rinviato, erano colpevoli gli assistenti di Trump, così come lo stesso Trump, che si rifiutava di andare in Polonia, dove avrebbe potuto incontrare Zelenskij. In generale, si può trarre la conclusione che il colpevole per la dimissione di Volker sia il Presidente degli Stati Uniti.

Dopo le dimissioni di Volker, a Trump non rimarranno funzionari di alto rango che ben s’intendessero “della natura della contrapposizione tra Ucraina e Russia”, non c’è nemmeno un Ambasciatore presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Kiev, dopo la dimissione di Marie Yovanovitch. Soprattutto se si considera che l’amministrazione presidenziale americana ha già perso il Consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton, il Consigliere Speciale per gli Affari Europei Fiona Hill e il Direttore dell’Intelligence Nazionale Dan Coates. Ma tutti si sono schierati dalla parte dell’Ucraina e hanno cercato di difendere i suoi interessi, afferma The New York Times.

Si ritiene che l’autore dell’articolo sia con tutto il cuore attratto da quelle figure della politica americana che hanno lasciato il Presidente degli Stati Uniti – chi si è dimesso volontariamente e, per quanto riguarda Marie Yovanovitch, Trump era estremamente insoddisfatto delle sue attività in relazione all’interferenza dell’Ucraina nelle elezioni presidenziali statunitensi. Per quanto riguarda Kurt Volker, che si presume “ben si intenda” del conflitto in Ucraina (che il giornale nomina ostinatamente “contrapposizione con la Russia”), la sua attività di Rappresentante Speciale è stata un fallimento,a proposito della risoluzione della situazione. Le malelingue hanno persino iniziato a insinuare che abbia fatto pressioni per gli interessi delle compagnie che riforniscono di armi l’Ucraina.

 

Fonte: https://www.fondsk.ru/

Link: https://www.fondsk.ru/news/2019/09/30/the-new-york-times-volker-popal-v-nelovkoe-polozhenie-i-podal-v-otstavku-49133.html

 

30.09.2019

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

Nota a cura del traduttore

  • Una camarilla (pronuncia: camariglia) è un gruppo di persone che hanno influenza su esponenti politici e che la usano per scopi di vantaggio personale. Per molti aspetti si tratta di un concetto assimilabile a quello di lobby, sebbene se ne distingua per la prevalenza di un fattore comune più prettamente politico, che lega fra loro gli aderenti, anziché economico.

Il termine deriva dalla lingua spagnola, in cui indica una piccola camera ed è duplicemente usato sia nell’accezione di piccolo parlamento sia per indicare il vano adibito a studiolo di un re (in questo senso, a indicarne la frequentazione)[…].

Tuttora è usato per indicare supposti informali raggruppamenti di occulta influenza politica.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Camarilla

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

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