Sull’astensionismo

DI TONGUESSY

comedonchisciotte.org

Per poter capire ciò che intendo esporre, occorre prima illustrare con un breve preambolo le differenze tra sistemi lineari e non-lineari. Per semplicità ho estratto alcune frasi dal bel libro divulgativo di Paul Davies  “The Cosmic Blueprint”.

Un sistema lineare è quello in cui causa ed effetto sono messi in relazione in modo proporzionale: un elastico sottoposto ad una certa forza si estende, e con una forza doppia si estende il doppio. In linea generale in un sistema lineare l’intero è semplicemente la somma delle parti che lo costituiscono.
Viceversa in un sistema non-lineare l’intero rappresenta qualcosa di enormemente superiore alla somma delle parti e non può essere analizzato come nei sistemi lineari. Inoltre le sue proprietà risultanti possono essere inaspettate, impreviste, complicate e impossibili da trattare matematicamente. E’ facile mostrare come la natura sia per principio tanto deterministica quanto casuale. Nella pratica, comunque, il determinismo è un mito. Nelle parole di Joseph Ford: “i sistemi non-caotici sono rari come i denti di una gallina. Il determinismo regna solo in pochi domini; al di fuori di questo piccolo paradiso dell’ordine si snoda il vasto ed inesplorato territorio selvaggio del caos”.

Nella realtà il nostro universo non è un sistema meccanico lineare di tipo Newtoniano: è un sistema caotico. Il futuro è sconosciuto ed in principio inconoscibile. Nessuna intelligenza finita, non importa quanto potente, è in grado di sapere in anticipo quali forme o sistemi nuovi nasceranno in futuro.

Questo è quanto sostiene Paul Davies e non è riferibile unicamente all’ambiente della “hard science” qual’è la fisica, ma trova infiniti campi di applicazioni. Anche in politica. Basti pensare alla improvvisa fine della DC, alla impensabile nemesi del PCI diventato il magma neoliberista del PD, alla subitanea morte di PSI, PSDI, PLI, MSI etc. alla fulminea nascita della Lega o più recentemente del M5S (senza citare i molti embrioni politici tra cui spiccano oggi i movimenti sovranisti).
E’ un ambiente caotico con sprazzi di linearità, non viceversa. In politica come in natura le cose evolvono per cambiamenti improvvisi che non lasciano molto spazio a previsioni. Esistono però parametri che fanno capire di essere in prossimità di un evento caotico. Dice Davies che i sistemi in equilibrio non hanno fluttuazioni ma quando il sistema è forzato lontano dal suo punto di equilibrio allora raggiunge un punto critico conosciuto come punto di biforcazione: il sistema diventa instabile e sta per essere sottoposto ad un cambiamento improvviso.

Fu proprio grazie all’analisi incrociata di alcuni parametri che E. Todd riuscì a prevedere il crollo dell’ex URSS così come ha recentemente previsto il crollo degli USA: la società si posiziona in un punto distante dal suo equilibrio e la biforcazione la sposta rapidamente in un nuovo quadrante.
Gli fa eco Johan Galtung, il sociologo candidato al Premio Nobel per la Pace e conosciuto come ‘il padre fondatore’ della disciplina accademica “Studi per la pace e sui conflitti”. Ha previsto in modo dettagliato, grazie alla “sinergia delle contraddizioni sincronizzate” (il modello a fondamento delle sue previsioni) molti eventi importanti a livello mondiale tra i quali, oltre al declino dell’Impero Sovietico, la rivoluzione iraniana del 1978, la protesta di piazza Tienanmen avvenuta in Cina nel 1989, le crisi economiche del 1987, 2008 e 2011, e anche gli attacchi dell’11 settembre. Aveva previsto il crollo dell’impero USA per il 2025, ma grazie a Bush ci sarà un anticipo di 5 anni. Adesso con Trump ci sarà un ulteriore anticipo.
Il suo modello funziona così: più le contraddizioni aumentano, maggiore è la probabilità che causeranno una crisi sociale che potrebbe sovvertire l’ordine esistente.[1]

Ricapitolando: all’interno di un ambiente apparentemente lineare ma sostanzialmente caotico come quello politico esistono parametri che permettono di identificare l’allontanamento dal punto di equilibrio e l’avvicinamento di una biforcazione. Un esempio: novembre 1989 svolta della Bolognina che porterà allo scioglimento del PCI. Dicembre 1989: nasce ufficialmente la Lega Nord. L’astensionismo storico (1948-1976) si attesta attorno al 10% ma sale a quasi il doppio nel periodo 1988-1991. [2]
Ancora: la UE nasce nel 1993 e contemporaneamente è aumentato l’astensionismo al punto che “fra i paesi membri originari dell’Unione a 12 (che costituiscono una buona base di confronto, per la loro struttura istituzionale e politica più omogenea nel periodo considerato), neanche uno oggi mostra tassi di partecipazione alle elezioni parlamentari confrontabili con quelli che si registravano negli anni ‘60-’70”.[3]
E’ a mio avviso ipotizzabile che l’astensionismo possa essere un importante parametro che permette di capire quanto il sistema sia vicino al suo equilibrio o al contrario quanto sia prossimo ad una biforcazione.

Tra le cause che determinano l’allontanamento dai seggi elettorali gioca sicuramente una parte dominante la mancanza di chiarezza delle offerte politiche. Se negli anno d’oro della partecipazione  al voto esisteva una netta distinzione tra le forze operanti (destra, sinistra e centro), oggi viceversa esiste un movimento trasversale che si appella al né destra né sinistra in qualità di proposta innovativa ma che, stando a quanto dicono le statistiche, non riesce a convincere. Al crollo delle ideologie può far seguito l’entusiasmo per il pensiero debole, destinato però a trasformarsi in rapido disincanto; basti pensare alla Ostalgie che colpisce i tedeschi della ex-DDR. Nella società dello spettacolo anche le secolarizzazioni seguono i ritmi televisivi, ed il nuovo che avanza diventa già vecchio dopo poche puntate senza neanche avere mai riscosso picchi interessanti di auditel.

L’Italia ha impiegato davvero poco per uscire dalle devastazioni della guerra e diventare una Nazione industriale di prima fascia, garantendosi nel frattempo spazi sociali di tutto rispetto. I portavoce e  garanti delle diverse istanze sedevano tra i banchi delle Camere, suddivisi tra destra e sinistra così come la tradizione della Rivoluzione francese aveva insegnato. Con l’arrivo della banda del né-né finisce la semantica politica che aveva contraddistinto ideologicamente la seconda metà del secolo scorso, trascinando verso il baratro anche le percentuali bulgare di partecipazione elettorale. Viene instaurata così la “democrazia dei rimasugli” (postdemocrazia) dove non contano più i grandi numeri che caratterizzavano le precedenti tornate, ma si assiste al patetico conteggio delle rimanenze, ovvero di quello che resta della vecchia democrazia partecipata.

Qui si alza la voce imperiosa di chi sostiene che questo è un buon motivo per andare a votare: non importa cosa voti, ma vota. NON IMPORTA? Questa è, in ultima analisi, il succo della politica del né-né: se la cifra della postmodernità è l’indifferenziato, allora è giusto votare indifferenziato, dimostrando di essere in linea con i tempi. O tempora o mores…una croce a caso e subito dopo una passeggiata per un centro commerciale a vedere gli ultimi modelli di smartphone. Il problema è che non funziona. Il voto né-né rappresenta una risicata maggioranza (per il momento) che sta portando la democrazia al di fuori della zona di equilibrio e trascinandola furiosamente verso la biforcazione di cui sopra.

L’ipotetico evento non-lineare potrebbe quindi essere strettamente legato all’astensionismo. Prendiamo le elezioni tedesche durante la repubblica di Weimar: la partecipazione nel 1919 fu dell’83% ed ebbe come risultato una coalizione poco stabile al punto che l’anno successivo le elezioni vennero ripetute e l’affluenza fu del 79% con un netto calo percentuale dei socialdemocratici ed un cospicuo avanzamento dei partiti di sinistra. Ma la Germania è ancora governata dalla coalizione di centro. Notate la progressione: 1924 -77.4%, 1928-75.6%, 1930-82%. Cos’era successo? Negli anni 20 nonostante la costante progressione dei partiti di sinistra, la coalizione rimaneva saldamente in mano ai socialdemocratici mentre le condizioni economiche e sociali non miglioravano. Quindi l’affluenza segnava un vistoso calo. Poi entra in scena il NSDAP, il partito di Hitler, che sa catalizzare le speranze. Ecco che aumentano le percentuali di partecipazione al voto. Sappiamo poi com’è andata a finire.

Fatte le debite differenze (e scongiuri) oggi in Italia parrebbe esserci una situazione analoga, con il M5S capace di catalizzare l’attenzione dei delusi. Ma è veramente così? Vediamo la progressione dei votanti: 1994-86.3%, 1996-82,8%, 2001-81,3%, 2006- 81,2%, 2008-78,1%, 2013-72,2%. Con il recente 27.8%  gli astensionisti dimostrano di essere la più cospicua forza politica italiana, peraltro in continua ascesa. Nelle ultime amministrative (2017) segnavano un clamoroso 54%, il che lascia supporre che neanche alle prossime politiche ci sarà quell’aumento di interesse popolare verso il voto che guidò l’ascesa di Hitler (mi perdonino i pentastellati per i continui paralleli), anche se ci sono punti di somiglianza storica: la crisi, la stanchezza verso una classe politica che non sa fronteggiarla adeguatamente, la presunta volontà di superare il dualismo destra-sinistra collocandosi dalla parte del popolo, l’uso del populismo come arte antisistema e via elencando. Con queste percentuali la biforcazione si fa sempre più vicina: il bacino dei “delusi” si fa sempre più grande e questo non può che allontanare la democrazia dal suo stato di equilibrio. Manca però (a mio avviso) l’elemento catartico. Manca Hitler mentre abbondano i neoliberisti-europeisti. I numeri dicono questo.

Il sistema Italia non ha apparentemente capito che scagliandosi contro gli astensionisti o trasformando il dibattito politico in caciara o in proclami indifferenziati (il né-né,  l’a-ideologico, il trasversale etc.) sta segando il ramo su cui è seduto: l’unico metodo per allontanare l’imminente biforcazione  è rappresentato dal sostanziale aumento delle quote di partecipazione al voto. Il che vuol dire dotare di significato i programmi politici. Gli italiani pare abbiano capito molto bene il caos che regna e se ne stanno a debita distanza ad osservare l’indefessa attività delle seghe.
“Siamo in un mondo virtualmente banalizzato, neutralizzato, dove per una sorta di terrore preventivo niente può più aver luogo” scriveva J. Baudrillard sintetizzando splendidamente il senso del né-né.[4]

A questo punto ritornare ad un equilibrio democratico può avvenire se e solo se l’offerta politica diventa interessante per i votanti. Viceversa proseguendo con l’attuale banalizzazione del né-né le percentuali di astensione sono destinate ad aumentare, rendendo di fatto la democrazia un vuoto esercizio retorico foriero di sorti imprevedibili. Demos si riferisce al popolo, non ad una percentuale minoritaria. Le ultime amministrative non possono essere definite democratiche, ma oligarchiche: un sistema politico dove una minoranza (46%) suddivisa in rissose ed irrisorie percentuali decide le sorti della cittadinanza non mi pare possa essere definita democrazia.

L’indifferenziato postmoderno oltre alla politica colpisce anche la semantica, rendendo caotici anche i concetti più semplici quali democrazia e oligarchia. La politica diventa apolitica, i politici sono ormai apolidi difensori di una nazione senza più confini e degli interessi internazionali, il senso stesso di democrazia sprofonda nei lugubri meandri della oligarchia al grido di “ordo ab chao” massonico.
Alla biforcazione voi dove andrete? A destra o a sinistra?

Il caos è solo ordine che attende di essere decifrato (José Saramago)

Tonguessy

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.02.2018

 

NOTE

[1]https://motherboard.vice.com/it/article/jpj77x/declino-usa-causa-trump-johan-galtung
[2]http://www.mentepolitica.it/articolo/lanalisi-del-sabato-amarcord-il-voto-nelle-sette-regioni-1968-1992/505
[3]https://www.eumetramr.com/it/la-crescita-dell%E2%80%99astensione-nell%E2%80%99indifferenza-dei-partiti
[4] J. Baudrillard “L’agonia del potere”

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Teopratico
21 Febbraio 2018 , 0:30 0:30

Molto interessante e piacevole, come sempre.

Holodoc
21 Febbraio 2018 , 3:05 3:05

Basterebbe regalare una ricarica per il cellulare a chi va al seggio per vedere tornare i votanti alle percentuali bulgare!

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Holodoc
22 Febbraio 2018 , 0:35 0:35

Perché suggerisci?

Hanno smesso ieri di distribuire una scarpa a ciascun elettore e l’altra a vittoria verificata, ci mettono nulla a ricominciare, mezzo tatuaggio subito e il resto a cose fatte.

Davvero hai questa percezione? Stiamo messi proprio bene.

snypex
snypex
21 Febbraio 2018 , 6:25 6:25

E se l’obiettivo è proprio questo: “ordo ab chao”?

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 10:11 10:11

L’intento di chi ha introdotto quella dizione era genuino, non evocava certo un caos indotto al fine di trasformarlo in occasione di profitto per qualcuno, e considerata assieme all’invito a ‘radunare ciò che é sparso’ può fornire un quadro delle finalità e dello spirito nel quale sono stati concepiti.

Quando ero giovane, man mano che mi rendevo conto dei guasti che intaccavano ogni aspetto del contesto nel quale viviamo, mi era nato il sospetto/timore, che ora é una certezza, che le strutture più utili alla ricerca della verità fossero anche, e necessariamente, le più fragili, pur conservando la loro efficacia se utilizzate correttamente, nel giusto modo.

PS – L’articolo é interessante, nonostante l’insistente brivido provocato dal portarmi a percorrere un aspro crinale aperto sulla voragine scientifica, e le applicazioni che si lasciano intravvedere tra le nebbie misericordiose.

Camillo
21 Febbraio 2018 , 8:00 8:00

Quindi, secondo Johan Galtung, ci aspettano “problemi” ad ovest entro i prossimi 2 / 4 anni; oltre ad avere una probabile crisi in casa, annunciata dall’astensionismo. A quanto credo di capire, l’astensionismo non sarebbe la malattia, ma, il termometro che indica la febbre. E la febbre pare che stia salendo. Allora, mi chiedo, chi sono gli astensionisti? La facile risposta é: persone che hanno perduto la fiducia nella politica e nello stato. La domanda consequenziale é: perché hanno perso fiducia? Forse perché hanno visto crollare il loro mondo di certezze e sicurezza; forse perché sono stufi di sentirsi trattati come una mandria di buoi; forse perché, alla luce dei fatti, si sono dovuti rendere conto che in realtá alcuni di quelli che consideravano i loro “rappresentanti” sono, invece, intrallazzatori. Se non criminali passati in giudicato. Quello che vorrei, oggi, io é sicurezza, in senso estremamente lato, per i miei figli e nipoti. Quando ero adolescente tutti avrebbero scommesso sul fatto che io sarei “stato meglio”dei miei genitori e molto meglio dei miei nonni. Chi accetterebbe la stessa scommessa oggi? Non sará proprio questa incertezza totale sul futuro a spingere all’astensionismo? Secondo il concetto: non si puó fare piú nulla, lasciami… Leggi tutto »

Capablanca
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 18:39 18:39

“…la vittoria di Trump dimostra che è in atto una feroce lotta tra bande di capitalisti, con un tentativo di rimettere in alta priorità gli investimenti produttivi…”
Non è la prima volta che leggo un’interpretazione di questo tipo, ma devo dire che resto sempre un po’ perplesso di fronte a questa, a mio avviso abbastanza fantomatica, contrapposizione fra capitale finanziario e capitale produttivo al giorno d’oggi.
Questo perché, se si guarda l’azionariato di tutte le più grandi multinazionali mondiali del settore “produttivo” si vede che sono tutte regolarmente controllate dai big del “capitalismo finanziario”. Che poi sono sempre gli stessi, in primis i tre big hedge funds (Vanguard, Blackrock, State Street), più tutta una serie di altri fondi ed ovviamente i grandi colossi bancari mondiali (a loro volta controllati sempre dai medesimi fondi).
Insomma non riesco a capire dove possa collocarsi un’elite che sostenga il recupero del primato da parte del “capitalismo produttivo” nell’economia, visto che anche questo “settore produttivo” è oramai, e già da un bel po’, completamente controllato dai big del “capitalismo finanziario”.
P.S.: perdonatemi l’utilizzo di una terminologia un po’ terra terra…

cdcuser
Reply to  Capablanca
21 Febbraio 2018 , 19:16 19:16

Infatti, riporto di seguito una riflessione: L’ex stratega di Trump, Steve Bannon, [quello che quando fu “silurato” l’huffington post pubblicò in prima pagina “GOY BYE”, nota mia] con poche parole chiare, spiegò, qualche tempo fa, come stavano le cose tra gli Usa e gli alleati: “In questo momento quello che mi preoccupa è che troppi dei nostri alleati sono dei protettorati, la NATO e l’Unione Europea, so che a molti non piace, ma sono protettorati degli Stati Uniti. La Corea del Sud è un protettorato degli Stati Uniti, il Giappone è un protettorato degli Stati Uniti e gli Stati Uniti non si possono permettere più questo”……………………………… Le frasi di Bannon dimostrano però che alcuni gruppi emergenti statunitensi hanno compreso la necessità di un cambiamento nelle relazioni con i vassalli, perché i rapporti di forza globali stanno lentamente metamorfosando. Perseverare con i precedenti schemi unipolari espone gli Usa a dei pericoli gravi, laddove venissero a mancare energie e programmi, per la conservazione ostinata dello statu quo. I democratici e i necon, soprattutto, non vogliono accettare la realtà e si preparano a schiantarsi contro il muro delle loro sicumere. Prevenire le mosse altrui, invece, riconfigurando il proprio spazio egemonico, in funzione dei… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  Capablanca
21 Febbraio 2018 , 21:45 21:45

Le cose diventano più chiare se consideri almeno due aspetti:
1-il puritanesimo preferisce il nazionalismo alla globalizzazione per motivi religiosi e storici
2-la biforcazione (ne sono consapevoli anche parecchi utenti di CDC oltre a Todd e Galtung) è una spina nei fianchi delle elites che stanno goffamente tentando di evitare.

Se sommi questi due fattori puoi comprendere come ci sia una differenza tra il Deep State e Trump ed i think tank WASP.

Poi possiamo anche essere d’accordo sul fatto che entrambi gli schieramenti stazionino nella stanza dei bottoni e si fanno i dispetti per avere più bottoni con cui giocare.

Camillo
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 19:54 19:54

Mi limito alle “soluzioni”; la parte economica la subisco ma, ho pochi mezzi per elaborarla.
Se si prospetta una crisi USA per il 2025, o prima, penso siano necessarie “strutture”sufficientemente stabili per sostenerla
Un “normale padre di famiglia” potrebbe voler barattare la sua libertá a cambio della sicurezza per i suoi figli e del pane in tavola. Piú Europa, molta piú di oggi.
Un “pensatore” potrebbe voler combattere per la propria libertá; anche a costo di sofferenze. Uscita dall’Europa
Nulla di meglio che prendere coscienza della situazione e rispondere alla sua domanda con un voto; che da politico potrebbe trasformarsi in referendario.
Sfortunatamente, come scritto, la maggior parte dei rappresentanti politici / partiti continuano a confonderci con falsi scopi e promesse. Non si sono resi conto della attuale contingenza? Oppure, ne sono perfettamente a conoscenza, ma, devono seguire i programmi dei loro padroni?
Per finire (e finire davvero), gli italiani, confusi dai giochi di prestigio, non vedranno le due crisi futuribili, non voteranno per scegliere una soluzione ed arriveremo al 2025, o prima, totalmente impreparati. Come sono arrivati a destino i galli di Renzo.

Annibale Mantovan
Reply to  Camillo
21 Febbraio 2018 , 9:20 9:20

Secondo me quelli che propugnano più Europa, ammesso che siano in buona fede, sono degli ILLUSI, ILLUSI, ILLUSI. Tu lo vedi un tedesco pagar le tasse per un napoletano? …soltanto se lo imbrogli. E Tu lo vedi un napoletano pagar le tasse per un lituano? io penso …nemmeno se piglia una botta in testa. Questa è l’ Europa. Tuttavia non è detto che si deve per forza far la guerra ai tedeschi o ai lituani, ci si può tranquillamente convivere come da sempre, loro di là e noi di quà, ma se vuoi metterti insieme per forza loro ti metteranno dentro un LAGER! Da come la vedo io questa Europa e sopratutto la moneta unica sono nate in qualche ufficio CIA nel deep state americano in funzione militare anti Russia, anti Cina e per supportare in qualche maniera il dollaro (perchè l’ Euro non è mai diventato un petroeuro?) ma fin dagli anni ’90 tutte le persone di buon senso sapevano che il sistema EURO non poteva durare. E’ un progetto che non ci appartiene. Sull’ astensione come indicatore per la deriva democratica…la democrazia non c’ è adesso. Tutta la Seconda Repubblica non è democratica. Se ci ragioniamo un pochino… Leggi tutto »

Camillo
Reply to  Annibale Mantovan
21 Febbraio 2018 , 19:58 19:58

No, non li vedo. Ma, é una possibilitá.
L’altra é l’uscita
La terza, rimanere esattamente come siamo oggi, é la peggiore.

gix
21 Febbraio 2018 , 8:35 8:35

Molto opportuna l’attenzione al caos, come elemento determinante dell’equilibrio, anche se il caos, questo caos in particolare, è funzionale a questo sistema. Ma continua a mancare la risposta ad alcuni interrogativi fondamentali. Perché uno oggi dovrebbe astenersi dal voto, con quali prospettive concrete e con quali speranze che questo porti ad uno spostamento degli equilibri del sistema. Qui non si discute delle ragioni morali dell’astensionismo, su quelle possiamo essere tutti più o meno d’accordo. Quello che la discussione dovrebbe affrontare sono le prospettive reali dell’astensionismo, come movimento perturbatore dell’equilibrio. Non abbiamo ancora ascoltato nessuno che sia in grado di dire che l’astensionismo è un “partito” alternativo e riformatore del sistema, anche perché probabilmente non esiste una risposta in questo senso. Sociologi e studiosi che sviscerano le cause di questi atteggiamenti della società non riescono mai a dare risposte produttive sulle convenienze, su come governare tali fenomeni e soprattutto sul dopo. Aspetto sempre.

gix
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 10:09 10:09

Prendo atto e non ho nulla da obiettare a livello di pregiudizio su quanto dici. Semplicemente rilevo che il caos, benché perenne, assume caratteristiche diverse a seconda del contesto temporale e anche territoriale, per cui, entro certi limiti, alcune previsioni sulla opportunità o meno di certi atteggiamenti, si potrebbero tentare. Inoltre devo dire che non mi convince molto la presunta certezza della caduta dell’impero USA, oltretutto inconsapevole di essere sull’orlo del baratro. Può essere più ragionevole l’ipotesi di un ridimensionamento, che l’impero non vuole accettare, ma, per il momento, sembra abbastanza evidente che stia sfruttando il caos come una opportunità: il giorno che si delineano con chiarezza gli schieramenti, allora si che potrebbero essere guai per gli USA. Ma queste ultime naturalmente sono ipotesi tutte da verificare.

ndr60
ndr60
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 10:48 10:48

Caro Tonguessy, non so se Trump sarà il Romolo Augustolo della situazione, però di una cosa sono sicuro: visto che (secondo gli statunitensi) il benessere degli USA non è negoziabile, qualcosa faranno. Temo che la biforcazione di cui sopra avrà la forma di un fungo radioattivo.

Franz-CVM
21 Febbraio 2018 , 9:28 9:28

Solo par ringraziarti dell’articolo. Mi si sta aprendo un mondo, e sto andando a cercare gli autori che tu citi, perché da tempo mi interesso anch’io di cose simili. Devo rileggere bene per sviluppare un ragionamento, ma se devo dire un’impressione a caldo, non sono così sicuro che il caos “non governato” sia così ignoto a coloro che del caos sono in molti casi la causa consapevole… È vero che il fenomeno non è tra quelli voluti, ma non penso che non se ne siano accorti … Certo poi cercheranno di affrontare il problema a modo loro, e questo aggraverà il problema. Nell’immediato vedo anch’io un bivio che concettualmente passa dalla scelta su più Europa o meno Europa, e pure io penso che l’Europa, quella vera che c’è, porterà sicuramente alla rovina, (quella sognata dagli europeisti platonici non esiste) e quindi tanto vale provare l’incerto, che poi così incerto non è. In questo caso il punto sta nelle reazioni che una tale scelta di un paese importante come noi possa provocare nel sistema complesso in cui siamo inseriti… E qui torniamo al caos non prevedibile. L’ideale sarebbe proporti una cena e discutere liberamente… Ma temo che tu non abiti a… Leggi tutto »

Pimander
Pimander
21 Febbraio 2018 , 9:37 9:37

Articolo interessante che pero’ non tiene conto di una variabile fondamentale: il comportamento disomogeneo del fattore umano.
Se il fattore umano fosse composto da politici che vedono TUTTI INDISTINTAMENTE il proprio incarico come servizio nell’interesse generale, probabilmente l’analisi avrebbe un senso.
Purtroppo, il fattore umano non e’ omogeneo nel comportamento ed il risultato e’ LINEARE: le scelte sono inutili (nel senso di indifferenziate) e e per questo la gente non va a votare, il Sistema non si avvicna alla biforcazione e la rassegnazione alla spremitura – che PERO’ ti lascia due pani – vince sulla sollevazione civile.
Non arriveranno mai alla sottrazione di meta’ dell’ultimo pane.

Pimander
Pimander
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 10:40 10:40

Il punto e’ proprio questo: Von Hayek vs Todd e Galtung.
Trovo che i compagnucci di merende che ci governano conoscano bene Von Hayek e il loro problema sia come massimizzare il proprio tornaconto senza varcare la soglia oltre la quale gli avvenimenti non riescono piu’ ad addomesticarli. Soglia che in Italia e’ piuttosto alta visto che tal Renzi e tal Berlusconi riescono ancora a dettare le proprie condizioni dopo aver fatto spregio di ogni possibile virtu’ umana. Di Maio non ha avuto abbastanza tempo, limitandosi, per ora, al massacro della sola grammatica Italiana.
Todd e Galtung non hanno minimamente tenuto in conto le dissonanze cognitive e l’assenza di memoria storica degli Italiani…nessun caos e’ vicino.

PietroGE
21 Febbraio 2018 , 9:56 9:56

-Mah, io lascerei stare considerazioni sulla Termodinamica dei sistemi lontani dall’equilibrio perchè danno l’impressione, sbagliata, che la storia sia prevedibile più o meno quantitativamente. Non è così, e non solo per quel che riguarda la storia, nanche il mercato azionario è prevedibile come non lo è nessun sistema complesso che manifesta un comportamento caotico, e sono tanti. Solo la ‘psicostoria’ di Asimov nella sua trilogia della Fondazione poteva prevedere con precisione gli eventi storici, e quelli erano romanzi di fantascienza. -La svolta in politica della fine degli anni ’80 è stata causata dalla caduta del muro di Berlino e dalla sensazione che l’URSS stava per implodere. Un evento storico di portata mondiale, un ‘tana libera tutti’ per la politica italiana che ha ovviamente generato le conseguenze che tutti sappiamo. -L’astensionismo, giustamente, nasce dal tramonto dell’ideologia del dopoguerra : il sol dell’avvenire da una parte e il sistema democratico a economia liberale dall’altro. Non c’è più un concetto preciso che possa far presa sull’elettorato e la globalizzazione, che cominciava allora, contribuiva alla confusione. Il ritorno al privato ne è stata la conseguenza. – Negli ultimi anni, però, l’ideologia buttata fuori di casa dalla porta è ritornata dalla finestra con l’internazionalismo immigrazionista,… Leggi tutto »

PietroGE
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 11:15 11:15

-Dico che le previsioni si basano sul qualitativo : vedo nubi nere all’orizzonte e prevedo temporale o qualcosa di peggio. I valori dei parametri li lascerei stare. Anche il ‘gut feeling’ produce risultati veri, ciò non significa che fa parte del metodo scientifico, i risultati devono essere riproducibili. E se le previsioni matematiche fossero attendibili la gente avrebbe già fatto i soldi prevedendo il futuro dei valori di Borsa.
-Il ritorno al privato, che è in sostanza l’astensionismo verificabile dagli inizi degli anni ’90, è la conseguenza del crollo delle vecchie ideologie del dopoguerra. Le nuove non si sono ancora affermate.
-Il dumping salariale è solo una delle conseguenze economiche del più vasto programma di globalizzazione, diventato ideologia, rappresentato, ad esempio, in Italia dalla Bonino e dai suoi sponsor, più il Pd. Altre componenti, non meno essenziali della nuova ideologia sono l’abolizione dei confini, della sovranità nazionale, del concetto di popolo e di identità a favore dell’individualismo e l’immigrazione di massa come fenomeno inevitabile.
Quest’ultimo processo sta provocando nuove dinamiche sociali che prima o poi si ripercuoteranno massicciamente nel voto.

Denisio
Denisio
21 Febbraio 2018 , 10:16 10:16

Mi fa piacere che l’argomento venga discusso portando ad una riflessione ampia che è la cosa che manca sul resto dei canali informativi, si punta sempre l’attenzione sui volti sui personalismi, sui programmi come se gli stessi stessero facendo un contratto con gli elettori, ma questa è solo una copertina, un’immagine di un tempo che non c’è più. Rimane comunque da comprendere che questo sistema di voto, di democrazia “rappresentativa” non è un sistema complesso ed ignoto come la natura e i sistemi complessi dell’ecosistema che ancora ci ospita ma un banale sistema autoreferenziale che la maggior parte di chi sa programmare una macchina, un software etc…può comprendere suddividendolo in parti, in sottogruppi i quali sono fondamentalmente interconessi all’economia dandole una AUTORITA’ che francamente è incomprensibile se non si va a fondo nella struttura del sistema capitalista. Si parla di tecnocrati che essendo al di fuori dell’interesse particolare dello stato, portano avanti tutto un tipo di interesse che si scontra con i cosidetti diritti sociali e che abbraccia determinate ideologie e promuove determinati diritti civili che la cittadinanza si sente in obbligo non solo di accettare ma di posporre al proprio sistema di valori classico. Non mi sto inventando nulla,… Leggi tutto »

Denisio
Denisio
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 15:20 15:20

Speriamo che dopo il grippaggio si inizi ad andare a piedi per iniziare a ri-contemplare la macchina umana e il suo ambiente.Amen.

gorwelll
gorwelll
21 Febbraio 2018 , 10:56 10:56

“Il caos è solo ordine che attende di essere decifrato (José Saramago)” Concordo con Saramago. Questo significa che il caos è soggettivo. L’universo è un sistema caotico “per noi e adesso” che non siamo in grado di decifrarlo. Quindi in assoluto l’universo è ordine in attesa che noi saremoin grado di decifrarlo, o che comunque adesso non siamo (se non a pezzi) in grado di decifrare. fatta questa premessa: l’astensionismo è causato da vari fattori: intanto dovremmo ricordarci cosa stiamo guardando, ovvero un breve lasso temporale in cui il voto diventa universale, rispetto alla storia umana. https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_universale quindi il calo di votanti lo potremmo restringere al periodo post WW2. Quindi all’inizio di un cambio di paradigma il fermento popolare è alto e va via via scemando. Credo questo avvenga sia per la “comodità” raggiunta e il conseguente disinteressamento alla cosa politica. Certi diritti e un certo stile di vita sembra ai più (me ne accorgo in conversazioni con chicchessia) una cosa normale, universale ed eterna. Pochi si rendono conto che welfare, posto fisso, pensione, comodità, libertà etc. sono recenti. Pochi si rendono conto che non solo sono recenti ma anche cose precarie e in via di estinzione. E qui veniamo… Leggi tutto »

Marco Echoes Tramontana
Reply to  gorwelll
21 Febbraio 2018 , 11:11 11:11

“dunque non è usando uno strumento depotenziato che si riconquista la potenza.”
Azz alla fine mi aspetto un quindi… e invece la metafora si ferma qui.

gorwelll
gorwelll
Reply to  Marco Echoes Tramontana
21 Febbraio 2018 , 11:23 11:23

quindi cosa? se cominciano a vendere pallottole di gommapiuma, credi di poter fare la rivoluzione con le pistole?

vorresti una soluzione da me?
Il primo passo è la consapeavolezza.
Quando la massa critica capirà che le pallottole sono di gommapiuma non si rivolgerà piu alle pistole per la rivoluzione e si penserà ad altro.
Fino a che uno dice che non servono e gli altri gli danno del matto e comprano le pistole…che soluzione vuoi che ti dia?

non è l’assenza di soluzioni che spinge la gente a comprare ancora le pistole giocattolo, ma solo l’ignoranza sulle pistole.
Ed è questo che impedisce la nascita di soluzioni alternative.

purtroppo il potere è abile nella manipolazione e pochi si accorgono dell’imbroglio e continueranno a comprare pistole fino a che il potere darà loro le spade di gommapiuma…
eheheheh

Giulio Larosa
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 13:01 13:01

veramente io ho pensato l’esatto contrario, votero M5S per aumentare questa biforcazione. M5S fara’ e subira’ una guerra senza esclusione di colpi da parte di chi regge questo sistema infame ovvero la triade malefica finanza, cooperative magistratura le tre cannoniere del PD e della UE. Rafforzando M5S questa guerra corrodera’ ulteriormente le tre componenti e le indebolira’. Inoltre avremo un governo necessariamente debole e pieno di contradizioni. In questo contesto di scontri intestini e di debolezza possiamo far nascere il nuovo che e’ gia’ latente. Per quanto mi riguarda si tratta di un movimento nazionale per le Duesicilie che unendosi a quello padano portera’ ad una ridefinizione territoriale e politica di tutta l’ Italia (che diventera’ una espressione geografica o poco piu’) e alla nascita di nazioni fortemente identitarie e quindi NATURALMENTE anti UE come le nazioni dell’ Est.

Pandroid
21 Febbraio 2018 , 12:11 12:11

Molto interessante il parallelo tra sistemi lineari e non, ed in un certo senso è molto romantica l’idea dell’astensione (ovviamente suggellata da una precisa scelta politico/sociale) come non linearità del sistema. Purtroppo nonostante gli elevati numeri l’astensione è come dice lei ancora considerata come la peste, quasi tutti i nostri conoscenti si indignano quando farai presente le tue intenzioni, ripetendo frasi preimpostate da decenni di propaganda, che certamente tutti conoscete. I motivi per cui mi asterrò sono molteplici: -Non sono rappresentato, se non forse e non completamente da partitini di estrema sinistra; -Non sono più disposto a sostenere uno schieramento per poi vederlo mutare dopo 2 giorni in qualcosa di totalmente diverso; -In generale tutto si riduce al terzo ed ultimo motivo, che abbraccia anche i primi due. Il sistema è come dice lei molto complesso, ma ci sono delle costanti che si ripetono (potere, controllo, economia etc etc) e che hanno la funzione primaria di permettere al sistema di autoadattarsi ad oltranza, superando così ogni scoglio. In tale ferma convinzione io non credo assolutamente che questo possa essere modificato dall’interno, tra l’altro tramite le stesse armi che ci ha fornito il sistema stesso, e anzi che l’unica arma che… Leggi tutto »

Giulio Larosa
Reply to  Pandroid
21 Febbraio 2018 , 13:10 13:10

quello che manca all’analisi e’ che si da per scontato che se voti allora ti aspetti qualcosa di positivo da chi voti. NO. Io invece voto perche’ voglio aumentare le frizioni e gli scontri tra i vari componenti politici e quindi aumentare la crisi del sistema. L’astensione puo’ invece portare ad un governo ultra minoritario nel paese ma non nel parlamento che fara’ senza alcun problema ogni dettato della UE e stringera’ il cappio’ in modo letale sullla societa’. Pensate all’esercito comune che altro non e’ che la polizia non piu’ radicata sul territorio o l’imposizione di certi programmi educativi o il pignoramento istantaneo dei beni o mille altre belle cosine che bollono nella pentola degli europeisti e che tardano perche’ non hanno a disposizione abbastanza forza anche nei parlamenti.

Oscarrafffone
21 Febbraio 2018 , 12:18 12:18

Chi non vota non conta, e lo prende sempre nel lato (B) basta osservare le varie offerta dei candidati, (corruzione dei votanti ) per capire gli interessi in gioco, chi vota tizio e per prendere ciò che offre, chi non vota lo fà perchè gli piace prenderlo nel lato (B).
Mi sembra una cinseguaenza logica

Truman
21 Febbraio 2018 , 12:23 12:23

Alcuni di questi discorsi li avevo affrontati anni fa nell’articolo “Gestire il caos” (https://comedonchisciotte.org/gestire-il-caos/). A parte ciò, può essere utile fare alcune precisazioni sui sistemi non lineari: 1) Non necessariamente il sistema non lineare è più complesso di quello lineare. La non-linearità di tipo isteresi nel suo funzionamento di base può essere descritta in modo molto semplice (è la logica del termostato dello scaldabagno elettrico). Per descrivere il dettaglio serve però considerare l’energia del sistema e questo è un aspetto spesso trascurato, in molte non-linearità sono presenti elementi di energia (accumulata). 2) Molti sistemi che vengono raccontati come lineari non sono per niente lineari, il loro comportamento è abbastanza lineare solo in un range (un intervallo) abbastanza limitato. Al di fuori di questo range il comportamento del sistema è fortemente non-lineare. (Un caso di scuola di sistema non-lineare usato in modo lineare è il transistor usato come amplificatore. Ma il transistor può essere usato anche per costruire un distorsore, o semplicemente un interruttore.). Chi è prudente sa distinguere un comportamento lineare da un sistema lineare. Invece chi descrive un sistema come lineare solitamente sta parlando anche di se stesso e del suo punto di osservazione. Questo è un caso molto… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Truman
21 Febbraio 2018 , 12:30 12:30

Siamo sicuri che il sistema lineare esista davvero?

PS – Verifica il link all’articolo che suggerisci (che credo di ricordare) che come tutti i link, ultimamente, rinvia al frontespizio.

Truman
Reply to  Primadellesabbie
21 Febbraio 2018 , 14:18 14:18

Si, nel mondo materiale tutti i sistemi sono in definitiva non lineari, o almeno non me ne torna in mente nessuno che sia “davvero” lineare.
Per i link ho il sospetto che disqus crei qualche problema. Qui due miei articoli sul tema:

– comedonchisciotte.org/gestire-il-caos/

– comedonchisciotte.org/capitalismo-caos-e-disordine/

Per ottenere il link occorre premettere http:// oppure https://

AlbertoConti
21 Febbraio 2018 , 12:35 12:35

Nel pollaio s’era intrufolata una volpe. Dopo un po’ arrivarono anche i parenti della volpe, per semplice ricongiungimento familiare, e così ci furono più candidati da presentare alle elezioni democratiche. Le galline soffrivano sempre più, ed allora si presentò un armadillo, promettendo di essere diverso dalle volpi. Nei panni di una gallina vi sareste astenuti dal votare, nella speranza di incrinare il sistema? Tra CLN e scelta ideologica c’è ancora una certa differenza.

Federico Colossi
Federico Colossi
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 16:40 16:40

Libertà è una gallina ben armata che contesta il voto… parafrasando Benjamin Franklin.

Marco Maria Siviero
Marco Maria Siviero
21 Febbraio 2018 , 14:08 14:08

Perché andare a dx o sx e non sperare di fare saltare il banco? Forse quello che ci vuole è proprio riconoscere che l’oligarchia rissosa è semplicemente delegittimata e il sistema non è più sostenibile ne accettabile. Avete terrore del caos successivo ad un astensionismo di massa?
Ma in fondo “Il caos è solo ordine che attende di essere decifrato” come suggerisce José Saramago e forse è l’occasione per esprimere una nuova forma di civiltà che rivede i principi aggreganti che non si basano su obblighi da trattati e false promesse da programmi farlocchi, ma nascono da un’idea di “uomo” e “umanità” che può e deve ancora essere scritta!
“NON VOTARE” può essere allora l’inizio di un’idea!

Rosanna
21 Febbraio 2018 , 15:14 15:14

L’articolo è molto interessante, soprattutto dal punto di vista storico, pecca però in alcuni passaggi di qualche incertezza valutativa. Per esempio il confronto M5S/Nazismo non regge per vari motivi, ma soprattutto non tiene conto delle dinamiche storico politico tecnologiche completamente mutate, direi quasi del tutto stravolte tra la seconda parte del ‘900 e questo inizio di terzo millennio, visto che oggi esistono tecnologie che permettono un controllo globale da parte del potere. Quindi non serve più il carcere ideale progettato nel 1791 da Jeremy Bentham, il panottico, in cui un unico sorvegliante poteva osservare tutti i soggetti di una istituzione carceraria senza permettere a questi di capire se fossero in quel momento controllati o no, una sorta di Grande Fratello alla Orwell, al contrario l’attuale struttura sociale non segue più il modello della fabbrica fordista (panottica appunto), quanto quello di un centro commerciale, in cui si applica la strategia della sorveglianza seduttiva, passata dai “pochi che guardano tutti”, alla fase “tutti guardano alcuni” (sinottica). Mentre si è riposto il controllo sociale nella “scatola degli attrezzi”, la coercizione viene esercitata attraverso la seduzione, il consumismo, la pubblicità (che Pasolini aveva definito il vero fascismo), cui si aggiunge la politica spettacolo di… Leggi tutto »

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Reply to  Tonguessy
21 Febbraio 2018 , 17:40 17:40

Siamo fuori dall’equilibrio democratico, se mai è esistito, su questo sono d’accordo, ma credo ci vorranno decenni prima che si possa realizzare un’altra parvenza di democrazia, del resto anche Socrate, ne La Repubblica di Platone, aveva detto che ogni forma di governo, da un inizio positivo, cade nella corruzione. E lui ne sapeva un sacco.

Federico Colossi
Federico Colossi
21 Febbraio 2018 , 15:20 15:20

Il voto non conta in un unico contesto: Quando sono tutti uguali. Sembrerà banale ma questo è il caposaldo, dal che deriva che non si vota perché non si ha rappresentanza. La differenza dell’offerta politica di oggi rispetto al passato è evidente, e come sottolineato nell’articolo rispecchia le percentuali alte di astensionismo di oggi. I partiti del passato offrivano unitamente all’ideologia sottostante, anche, ma sopratutto, un sistema, un modello di società che li differenziava l’uno dall’altro e in forte contrasto tra loro. Così come votare PCI significava un modello di società comunista che contestava il capitalismo e l’atlantismo; la DC con la sua società cattolica così come il MSI con la sua società delle corporazioni. Oggi tutto questo non esiste più, tutti i partiti indistintamente, chi rinnegando, chi franza o spagna purché se magna, chi perché si è trasformato in una ong e chi con il movimentismo mette milioni di voti nel freezer, accettano e sono promotori nonché prosecutori inconsapevoli o meno, di questo sistema neoliberista universale senza metterlo in discussione, tutti quanti sono incapaci di offrire alternative strutturali per mancanza di coraggio, volontà e di idee venute a mancare dopo aver distrutto le ideologie, il vero motore e fattore… Leggi tutto »

Paco Gutierrez Cabarettista
Paco Gutierrez Cabarettista
21 Febbraio 2018 , 15:49 15:49

Oggi le decisioni finali le prendono le mega burocrazie (Consiglio di Stato , Consulta ecc,) il cittadino italiano in quanto tale ha un potere decisionale prossimo allo zero.
In Italia prima si fa il decreto legge poi il dibattito.
Oggi col “rosatellum” se voto una lista appartenente a uno schieramento e questa non supera lo sbarramento il mio voto passa alla lista di maggioranza. Tipo voto la Bonino .Se lei non passa il 3% il mio voto passa in automatico a Renzi.

Questo decreto legge non mi sembra il risultato di una impescrutabile dinamica cosmogonica quanto l’ultimo tetativo degli irriducibili
a mantenere delle cariche anche con un esiguo numero di votanti favorevoli, anzi la ricetta funzionera’ meglio proprio se a votare non ci andra’ un cane.
.Da qui il compito fondamentale del “mainstream ” di propinarci quotidianamente il messaggio “tanto sono tutti farabutti o incapaci” ma chi cavolo vuoi andre a votare..
Intanto dietro le quinte si prepara ad uscire alla ribalta il nuovo “salvatore” “garante” ..ecc ecc.

La biforcazione del 4 marzo in Italia la si potra’ giudicare forse cosi’ Gli italiani pensano ancora coveniente farsi prendere per i fondelli oppure no?

Vamos a la Muerte
Vamos a la Muerte
21 Febbraio 2018 , 16:21 16:21

Alcune cifre sono leggermente diverse: nel 2008 voto l’80,5% e nel 2013 il 75,2% ma trattasi esclusivamente di precisazioni. La sostanza non cambia.
Articolo davvero interessante e gradevole oltre che condivisibile.
Il M5S, con le sue giravolte sull’Euro, ha contribuito largamente ad anestetizzarsi da solo: a suo vantaggio gioca il fatto che, se guardiamo i suoi principali competitori, c’è davvero di che rabbrividire… Ma questo, ovviamente, non basta a far aumentare la percentuale dei votanti che comunque, secondo me, non sarà molto lontana da quella del 2013 in quanto per il Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016 votò il 68,5% degli aventi diritto. Tenendo conto che si trattava di un referendum, una percentuale davvero di tutto rispetto. Ma staremo a vedere.

vocenellanotte
vocenellanotte
21 Febbraio 2018 , 20:37 20:37

Come dicevo oggi ai miei nipoti il percorso non sarà verso la formazione politica che mi rappresenta, in quanto il percorso di conoscenza è di per sé irto e pericoloso e con molta probabilità mi fermo ben prima del traguardo, totalmente smarrito. Piuttosto deve essere a ritroso, per esclusione. Quando arrivi al punto di partenza e non trovi più nessuno, rimane a te la scelta se astenerti oppure no.

GioCo
21 Febbraio 2018 , 21:44 21:44

[cito] Adesso con Trump ci sarà un ulteriore anticipo. [fine citazione] “Trump verrà rieletto”. Fine previsione. Ma aspettate a saltarmi addosso se ora come ora siete anti-trumpisti. Non ho mai caldeggiato per l’elezione di Trump anche se non lo facevo certo per le superiori simpatie che nutro per la Clinton. Tutto il contrario. Ero (e sono convinto) che un cambio rappresentato da uno come Trump arriva troppo presto e questo costruisce una serie di conseguenze brutalmente peggiori. Lo vediamo adesso con la consegna praticamente cieca del governo americano in mano sionista e non certo perché sia stato diverso fin’ora: la politica “tiepida” dell’appoggio americano, era innestata in una necessaria indipendenza decisionale del governo statunitense che ora come ora non c’è più: il servilismo è “ultra-stato”, un fenomeno politico nuovo che in futuro penso gli storici studieranno a lungo. L’ultra-stato (un neologismo che uso per capirci) è uno Stato Nazionale Sovrano potente che ha un forte autonomia di governo, ma la usa unidirezionalmente per servire gli interessi (ma dovremmo dire “i capricci politici”) del governo politico di un altro Stato Sovrano, anche a completo scapito dei propri interessi e per nessun’altro motivo che una cieca e immotivata fede che “sia giusto… Leggi tutto »