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Stanno tornando i forconi ?

DI MASSIMO BORDIN

micidial.it

Non ho mai troppo simpatizzato per il movimento dei forconi perchè mi è sempre sembrato scarsamente interclassista, interessato soprattutto a difendere il popolo delle partite Iva (magari mi sbaglio eh? ma al clou della loro protesta, nel 2014, ebbi nettamente questa sensazione). L’incapacità dei Forconi di interloquire con i dipendenti salariati e con la galassia di sindacati non mi è mai piaciuto e, spesso, l’ho trovato anche sospetto. Tuttavia, occorre riconoscere che quel movimento ha capito qualcosa che altri movimenti di protesta in Italia non hanno mai capito: non si può ottenere un cambiamento drastico ed un ripristino di vera legalità, senza l’aiuto (anche) dei militari; della parte più attiva, razionale e popolare delle forze armate, naturalmente. Fu così nel 1789. Fu così nel 1905 (Corazzata Potemkin). Fu così nel 1917 e in tante altre occasioni.

Questo video – che è diventato virale su facebook – la dice lunga. E’ un generale dei carabinieri che parla. Parole durissime.

 

Massimo Bordin

Fonte: http://micidial.it

Link: http://micidial.it/2017/06/stanno-tornando-i-forconi-video-imperdibile/

3.06.2017

 

Pubblicato da Davide

  • cedric

    Al buon Antonio Pappalardo è apparso in sogno lo spettro del generale De Lorenzo, pare che gli abbia detto
    a me è andata male per quei traditori dell’Espresso, riprovaci tu e magari ti va meglio, e poi adesso le guardie forestali sono diventate carabinieri, così non cambiano idea come con Iunio Valerio Borghese.
    Ogni vent’anni torna la voglia di golpe, manco fosse una cometa….

    • cavallo pazzo

      Va bene tutto, ma le Jaguar usate di una decina d’anni fa te le tirano appresso..

  • DesEsseintes

    Lo sto dicendo e ripetendo da anni, almeno dall’estate del 2012, che arriverà questo momento. Le classi sociali privilegiate ma subalterne alla élite (la borghesia medio alta) comprendono con larghissimo e ingiustificato ritardo che le oligarchie dopo aver distrutto il sindacato e i diritti del lavoro non hanno più bisogno di loro e che quindi sono partite all’attacco del loro ricchissimo patrimonio privato e di prestigio sociale (quello delle classi medie).
    Comprendendo di essere in pericolo la media borghesia e in generale le élite “locali”, ossia le classi dirigenti legate a un territorio e distinte dalla élite apolide, sono costrette ad andare dal popolo a chiedere aiuto.
    Nel filmato ci sono solo chiacchiere preliminari, dimostrative, solo l’annuncio nemmeno dell’antipasto ma dell’aperitivo.
    Il punto cruciale è che devono offrire qualcosa in cambio ossia devono essere disposte a perdere una parte del loro privilegio sulle classi a loro inferiori, quelle dei piccolissimi imprenditori, piccoli proprietari e quelle dei lavoratori, precari e disoccupati.
    Nuovi criteri di distribuzione della ricchezza, nuovi rapporti sociali e di lavoro, maggiore partecipazione per tutti al momento della decisione politica cioè democrazia progressivamente diretta.
    Chi lo capisce prima vince.

    E’ inevitabile, abbiamo superato il punto in cui era possibile ricucire da quasi venti anni, forse prima.

    Solo che mi aspettavo tempi più rapidi e soprattutto una maggiore presa di coscienza popolare che invece non esiste proprio, c’è solo malcontento molto accentuato che si
    sostanzia in proteste e proposte di un livello meno che primordiale.

    Ormai però le cose sono in moto, non c’è più tempo per fermare tutto e tentare di dare un indirizzo razionale.
    Il cambiamento epocale avverrà attraversando una fase di conflittualità che sarà molto prolungata e diffusa sia sul piano sociale che su quello geopolitico.
    Molti di noi ne vedranno l’inizio ma non la fine.

    • natascia

      Capisce anche lei che un fronte comune è il vero emico che le oligarchie finanziarie hanno gia’ riconosciuto e non possono accettare. Su questo si gioca la sopravvivenza stessa delle nostre società occidentali . Sono già in atto troppe iniziative letali contro questo nascente fronte comune. Disinformazione ,ingegneria sociale, burocrazia criminale, governi illegali. Le monete alternative stanno già lavorando contro questi fondi monetari, solo la consapevolezza può tagliarne la testa.

      • DesEsseintes

        Ah non lo dica a me…non sa quante volte ho pronunciato la “bestemmia” di dire che fascismo e comunismo hanno un nemico comune (le oligarchie apolidi) molto peggiore di quanto essi lo siano reciprocamente. E che quindi dovrebbero…”unirsi”…contro il nemico comune…in conversazioni, a riunioni sindacali o di qualche organizzazione politica…
        Diciamo che le reazioni non erano proprio entusiaste.
        Voglio dire che se è vero che le élite sono cattivissime è anche vero che noi non siamo dei fulmini di guerra in termini di capacità di adattare la nostra strategia al particolare momento storico.
        I motivi per i quali destra e sinistra sono cosí reticenti a dialogare sarebbero tanto interessanti però sono cose di cui proprio non si può parlare.

        • Paolo

          E’ verissimo il popolo è sempre diviso e autolesionista, l’interesse rende le intelligenti e super potenti Elites sempre unite e coese .

    • Gino2

      Quello che ci aspettiamo noi se lo aspettano le elite che stanno guidando questo storico cambio di paradigma. Il cambio epocale sta avvenendo senza che possiamo farci nulla. La strategia usata viene da lontano nel tempo ed è molto articolata. I mezzi usati sono inimmaginabili. La trasformazione subirà delle accelerazioni violente quando saremo noi stessi a chiederle e quindi saremo pronti ad accettare certi cambi che imposti sarebbero meno accettati. Più aumentano le crisi e le tensioni e più diventano acute, meglio accetteremo delle soluzioni che saranno pronti a darci perchè non aspettano altro che darcele.
      Le proteste “reali” sono in ogni caso represse e la macchina della repressione è ben oliata e sa fare oltremodo bene il suo mestiere. E lo sta gia facendo………….

      • natascia

        Devo riconoscere che la macchina ben oleata lavora anche per menti interposte tipo la sua .

        • Gino2

          Dovresti riconoscere che lavora molto meglio in chi ti da false speranze e falsi obbiettivi da raggiungere non in chi ti dice le cose come stanno.
          Se non conosci il nemico e la sua strategia non vincerai mai.
          Ed essere assolutamente onesti nell’attribuire al nemico le sue capacità e mezzi è la strada per capire come vincere.
          Se ti vuoi crogiolare tra manifestazioni, monete alternative, movimenti politici, democrazia diretta etc per illuderti e dunque non vedere bene le cose…accomodati pure. Sei nella maggioranza! auguri!

    • Tonguessy

      I tempi più rapidi auspicati sono nella realtà stati diluiti dall’ingresso perentorio del digitale. Ad ogni spostamento tecnologico importante corrisponde un periodo di adattamento sociale. Il fatto è che il digitale è nato proprio per creare lo spazio necessario e sufficiente alla messa a punto e all’implementazione delle nuove regole sociali. La middle class (specialmente i piccoli e medi imprenditori) si è quindi resa conto troppo tardi del cambiamento in atto, presi com’erano dai nuovi gadget che richiedevano attenzioni speciali, facendo loro credere che tutto fosse come prima, solo meglio. L’ingresso in area euro con relativo programma di deindustrializzazione fu quindi salutato come un nuovo e migliore periodo di pace e prosperità, non come l’inizio della dittatura di banche e finanza tramite, appunto, la digitalizzazione dei trasferimenti (HFT). Ci stiamo avviando verso la società cashless, dove quel tipo di struttura sociale verrà preceduta da implementazioni tecnologiche che renderanno ancora più ricche banche e gruppi finanziari mentre verranno ridotti i margini per tutti gli altri. Il tutto mentre ci illuderanno di eliminare l’evasione fiscale (tranne quella di banche e finanza) e di garantire un più equo futuro per tutti. E’ una manovra a tenaglia ben congegnata: mentre la tecnologia favorisce il capitale, la propaganda fa credere che favorirà i cittadini. Lo scopo è di rallentare l’inevitabile presa di coscienza.

      • DesEsseintes

        Ma infatti le cose sono un po’ più complesse di come le racconto io che illustro una tendenza (la presa di coscienza e la collettivizzazione “positiva”) certamente nei fatti ma che ha come controparte la tendenza opposta alla centralizzazione sempre più spinta.
        La collettivizzazione è stabile, individuo e gruppo si trovano in un rapporto equilibrato che però tende alla staticità.
        La centralizzazione è dinamica – ossia prevede sotto alcuni aspetti il “progresso” – ma dal punto di vista sociale è instabile, i rapporti fra i gruppi devono necessariamente essere disarmonici e, a mio avviso, prevede rigorosamente una forte componente di infelicità individuale (ossia queste negatività che l’individuo si sforza di compensare finiscono per rendere la “centralizzazione del potere” il vero e unico soggetto della società in barba alla favoletta dell’ “individualismo”).

        Come giustamente osservi tu però, è subentrato un fattore del tutto nuovo e cioè lo sviluppo tecnologico.
        Di conseguenza schematizzando gli esiti possono essere due: o la collettivizzazione (quella “buona” che si fonda su una diffusa presa di coscienza quindi non una generale “massificazione”) o una estrema centralizzazione del potere che arriverà a una definitiva e insuperabile cristallizzazione dei rapporti di classe.
        L’esclusione o la rigida selezione nell’accesso alle tecnologie più moderne, alle cure biomediche che promettono aspettative e qualità di vita drammaticamente superiori a quelle biologiche, alla lunga renderanno le differenze di classe sociale qualcosa di assimilabile a delle differenze evolutive fra specie diverse.
        L’evoluzione procedeva in maniera impersonale e la tecnologia la rende un processo sempre più volontario.

        Parlo di cose che sono state dette e scritte, l’ultimo per esempio è Attali.

        Ho l’impressione che siano partiti troppo presto e comunque la storia non è scritta in anticipo, dipende da noi.
        Se ci svegliamo possiamo vincere.

  • gianluca2

    Un superstatale che guida la rivoluzione. Più che un bagno di sangue sarà un bagno al mare.

    • Truman

      Di solito quando il cambiamento politico è attuato dalle Forze Armate si parla di golpe (o colpo di Stato, o termini analoghi), non di rivoluzione.

      • gianluca2

        Non vedo Forze Armate nel video, solo uno statalone pasciuto.

    • cavallo pazzo

      Giusto, privatizziamo le forze armate!

  • Annibale Mantovan

    Io mi sto convincendo che la rivoluzione non ci sarà mai. Il popolo di per se non è mai violento, almeno quello italiano che per prima cosa è CRISTIANO. Guardo con sospetto anche alla storia, ai suoi periodici movimenti popolari. Mi domando se erano veramente popolari o se anche ai tempi c’ era chi finanziava per “primavere colorate”. Quanto al movimento dei forconi slegato dalle buste paga…beh…i salariati da sempre fanno gli interessi dei padroni…quelli veri!

  • PietroGE

    Più che opposizione organizzata questo mi sembra un ribellismo spicciolo e superficiale. La gente che veramente vorrebbe pianificare il superamento di questa democrazia, anzi di questo fantasma di democrazia corrotta e mafiosa, sta ben attento a non parlare in questo modo in pubblico. Chi abbaia in questo modo normalmente non morde. Il problema dello sgretolamento della democrazia italiana però esiste e come! Il Paese è da tempo sull’orlo della bancarotta e la classe media sospetta, giustamente dico io, che a pagare il conto sarà proprio lei. Il primo partito italiano nato da un vaffa contro i ‘potenti’ è votato da gente che non ne può più e che è disposta a votare per chiunque perché non ha più una appartenenza identitaria verso qualche ideologia. Parlare di situazione pre rivoluzionaria mi sembra una esagerazione, però l’erosione della democrazia sta assumendo dimensioni sempre più profonde.

  • Un bell’amo per far uscire allo scoperto qualche ingenuo. Le cose si fanno e non si dicono. E niente social. Pizzini.

    • DesEsseintes

      Sí però è un generale.
      Ai primi tempi dei forconi ci avevano messo un balordo infiltrato a fare quelle cose, non uno ai vertici delle forze armate.
      Forse percepiscono che la situazione si sta complicando.

    • Mario Poillucci

      Le cose si fanno ma, a volte, si dicono pure perchè, come recitava il titolo di un episodio di M.A.S.H. se ricordo bene, qualche volta si sente arrivare!!

  • Mario Poillucci

    Il problema consiste nel fatto che, laddove si concentra e si coagula una notevole massa di persone, si infiltrano sempre e comunque provocatori, spioni, persone molto ambigue e nefaste come ai tempi delle c.d. ”Brigate Rosse” nelle quali si contavano più sbirracci ed altra brutta gentaccia che veri rivoluzionari! Certo il numero, la consistenza sono importanti ma come è possibile estromettere a pedate nei testicoli (ammesso e non concesso che li abbiamo) i sicari del viminale ed altre brutture analoghe da santissime lotte per la democrazia e la giustizia? Abbiamo permesso a banchieri, speculatori, lobby, massoni ed altro fetore analogo di riprendersi, tramare, ordire inganni, creare finti terrorismi quando gli unici terroristi sono i poteri che capiscono e sbavano solo sul denaro e si servono di infimi politicastri vili, incapaci, corrotti, futili siccome facilmente spendibili, in vendita, ambiziosi senza meriti e qualità, disposti a tutto pur di apparire e spacciarsi da politici e governanti! Uno schifo indicibile ed un fetore insostenibile! Temo non resti che ”l’iniziativa privata” per rimuoverli uno dopo l’altro in vario modo!! Se quella feccia immonda e mascalzona non vive nel terrore non verrà mai ridimensionata!

  • Gino2

    Dovete dire a Bordin che Antonio Pappalardo è stato messo in congedo il 26 giugno 2006.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pappalardo

  • Ronte

    Sig. Bordin, lasci perdere quelle date storiche.
    La piccola borghesia: padroncini del trasporto, dell’agricoltura, del commercio, dell’artigianato, differenziati al loro interno, si trovano ad aver a che fare con la crisi del mercato, l’usura delle banche, l’aumento delle tasse a vantaggio del capitale finanziario che provoca il loro impoverimento. Da questo brodo sociale ne scaturisce un movimento reazionario con a capo personcine che arrivano da ambienti fascistoidi, leghisti, militari. E per contaminazione si aggregano persino gruppi di studenti e disoccupati.
    Ulteriore testimonianza del vuoto lasciato dall’arretratezza dei lavoratori e dal fallimento delle BUROCRAZIE sindacali, figli del famigerato RIFORMISMO politico.

    • DesEsseintes

      “Fallimento delle burocrazie sindacali…”

      “Fallimento” per modo di dire…si sono venduti apertamente che è un po’ diverso…
      Ma la colpa è anche dei lavoratori cioè di tutta quella larghissima fascia di dipendenti che a partire dagli anni sessanta settanta fino alla metà dei novanta si era trovata ad aver raggiunto delle condizioni contrattuali che se paragonate a quelle che si sono verificate storicamente possono essere definite solamente come “favolose”.

      Questa gentucola, dopo secoli improvvisamente detentrice di “benessere garantito”, si è subito immedesimata nella classe a lei appena superiore e cioè quella della bassa borghesia dei piccoli proprietari, piccolissimi imprenditori e di conseguenza

      1) ha tradito gli ideali di lotta concentrandosi esclusivamente sull’obiettivo prioritario tipico della piccola borghesia che tradizionalmente è “conservare la rendita di posizione” e il resto vada a remengo

      2) si sono talmente immedesimati in questa fittizia e ridicola ascesa sociale che hanno iniziato a considerare come pericolosi nemici i precari e i disoccupati, come se fossero una classe sociale differente a loro antagonista

      3) la cosa addirittura pazzesca è che si sono convinti di aver raggiunto quel “benessere garantito” per effettivi meriti loro, cioè di essere “indispensabili”.
      Già sono ridicoli i professionisti di alto livello quando lo pensano, dato che la forza del loro ruolo di classe dipende dalla loro collocazione intermedia fra dominanti e subalterni ossia da un grado seppure minimo di potenziale antagonismo al “potere” – che invece dimenticano completamente auto persuadendosi che i subalterni siano la vera minaccia da tenere a bada.
      Ma poi se lo dice un volgarissimo dipendente perfettamente sostituibile la cosa diventa ridicola…eppure non se ne rendono conto.

      Le classi subalterne nonostante siano sottoposte a un violento processo di “omogeneizzazione” ancora non riescono a elaborare una coscienza comune in quanto “subordinati” e continuano a pensare in termini di una competitività fra ceti sociali che favorisce solo chi si trova al vertice.

  • Tizio.8020

    Sono anni che l’ex Generale ripete le stesse cose, passasse ai fatti sarebbe meglio.

    • Antonello S.

      E’ vero. Pappalardo è conosciutissimo negli ambienti ed in alcuni salotti televisivi, per i suoi “show”.
      Logorroico…

  • Se questi forconi volessero abolire certi meccanismi, ormai automatici ( lo dice il computer), come il blocco del c/c per debiti verso il fisco, o fossero ,invece, a favore dell’accesso al credito per le pmi e i privati,le famiglie, sarei dalla loro parte: come di chiunque vuole ,subito, queste cose che, ricordiamo, viaggiano insieme alla sovranità monetaria e territoriale. Nessun partito o movimento, mi pare anche i forconi, ha in programma quanto ho scritto sopra, a parte forse la sovranità monetaria e la difesa dei confini, temi cari a Lega e Fdi.

  • Tizio.8020

    Ecco, ora siamo ufficialmente in Dittatura: Mattarella ha firmato il decreto sulle vaccinazioni obbligatorie!
    Nemmeno i fascisti erano arrivati a tanto!

  • Tipheus

    Non vi fidate di questo signore, lo conosco bene.
    Se va bene è un infiltrato dei servizi, o chissà cosa ha in mente. Non è vera rivoluzione, questo è sicuro.