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SONO LE ARMI – MA TUTTI SAPPIAMO CHE NON SONO PROPRIO LE ARMI

DI MICHAEL MOOORE
commondreams.org

Fin da quando Caino perse la testa e colpì a morte Abele, ci sono sempre stati degli umani che, per un motivo o per l’altro, perdono il senno temporaneamente o stabilmente e commettono indicibili atti di violenza. L’Imperatore Romano Tiberio che nel primo secolo a.C. si divertiva a buttare le vittime giù dalle rocce dentro il mare dell’Isola di Capri. Gilles de Rais, un cavaliere medievale francese e alleato di Giovanna d’Arco, un giorno perse la testa e uccise centinaia di bambini. Pochi decenni dopo Vlad l’Impalatore, che ispirò la figura di Dracula, uccideva la gente in Transilvania nei più disparati modi orribili.

Nella foto: James Holmes l’autore della strage di Denver
Ai giorni nostri, quasi ogni nazione ha il suo psicopatico o due che commettono uccisioni di massa, a prescindere dalla severità o meno delle diverse leggi sulla detenzione d’armi: l’anno scorso in Norvegia il maniaco sulla supremazia dei bianchi, la scorsa domenica, lo sterminatore di scolari a Dunblane, Scozia, il killer al Politecnico di Montreal, l’eccidio a Erfurt, in Germania…l’elenco appare infinito.

E ora la sparatoria di Aurora lo scorso venerdì. Ci sono sempre stati i folli e sempre ci saranno.

Ma ecco qual è la differenza tra il resto del mondo e noi: noi abbiamo DUE AURORA CHE AVVENGONO OGNI SINGOLO GIORNO DI OGNI SINGOLO ANNO! Almeno 24 americani al giorno (8-9,000 l’anno) sono uccisi da persone armate – senza contare quelli uccisi accidentalmente da armi da fuoco o quelli che si tolgono la vita con un’arma da fuoco. Contiamo anche quelli e raggiungiamo la cifra di oltre 25,000 persone.

Questo significa che gli Stati Uniti sono responsabili di oltre l’80% di tutte le morti con arma da fuoco nei 23 paesi più ricchi messi insieme. Considerando che gli abitanti di questi paesi, in quanto esseri umani, non sono né migliori e né peggiori d noi, allora. . . perché noi?

Sia i Conservatori sia i Liberali in America hanno dei fermi principi riguardo al “perché“ di questo problema. E il motivo per cui nessuno di loro riesce a trovare una giusta soluzione è che: entrambi hanno ragione a metà.

La destra crede che i Padri Fondatori, per un qualche mandato divino, gli abbiano garantito l’assoluto diritto di possedere tutte le armi da fuoco che vogliono. Sono lì a ricordarci incessantemente che non è la pistola che spara da sola: “Le pistole non uccidono la gente, è la gente che uccide la gente”.

Ovviamente, sanno di essere intellettualmente disonesti (se mi è concesso il termine) quando parlano così riguardo al Secondo emendamento, poiché sanno che chi ha scritto la Costituzione voleva solo fare in modo che si potesse organizzarsi velocemente un “esercito” raccogliendo agricoltori e commercianti, in caso i Britannici avessero deciso di tornare indietro e fare danni.

Hanno ragione a metà quando dicono che “Le pistole non uccidono la gente”. Cambierei solo in parte questo slogan per dire tutta la verità: “Le pistole non uccidono la gente. Gli Americani uccidono la gente”.

Poichè siamo gli unici nel mondo moderno a fare questa cosa “in massa”. Sentirete fior di argomentazioni e teorie sulle ragioni di questi avvenimenti da parte di Americani che tutto fanno tranne che affrontare quello che c’è davvero dietro a queste uccisioni.

Diranno che la colpa è dei film e dei videogiochi violenti. Ultimamente ho controllato: i film e i videogiochi in Giappone sono MOLTO più violenti dei nostri – eppure di solito meno di venti persone l’anno vengono uccise con armi da fuoco – nel 2006 addirittura solo due!

Altri diranno che la colpa è delle separazioni e dei divorzi nelle famiglie. Mi spiace dover sfatare quest’argomento ma nel Regno Unito c’è lo stesso numero di famiglie separate o divorziate – eppure nel Regno Unito ci sono meno di 40 uccisioni con arma da fuoco l’anno.

Gente come me dirà che questo è il risultato della tradizione storica americana dove l’uomo è sempre stato armato: “Indiani e cowboy”, “Prima spara e poi fai domande”. E mentre è vero che il genocidio di massa degli americani nativi fu un gran brutto modello su cui fondare una nazione, penso che si possa dire che non siamo gli unici con un passato violento o con un debole per il genocidio. Ciao, Germania! Sì, parlo di te e della tua storia, dagli Unni ai Nazisti, con una marcata propensione ai massacri (proprio come i Giapponesi e gli Inglesi che dominarono il mondo per centinaia di anni e di certo non piantando margherite).

Eppure in Germania, una nazione di 80 milioni di persone, ci sono solo circa 200 omicidi con arma da fuoco l’anno.

Quindi, questi paesi (e molti altri) sono proprio come noi – ad eccezione del fatto che qui molta più gente “crede in Dio” e “va a messa la Domenica” di qualunque altro paese occidentale.
I miei compatrioti liberali vi diranno: se solo avessimo meno armi, ci sarebbero meno uccisioni. E , matematicamente, questo non fa una piega.

Se ci fosse meno arsenico nella fornitura idrica, si ucciderebbero meno persone. E poi alla fin fine, uccidono di più le calorie, il fumo, i reality in Tv… E se avessimo leggi più severe sulla detenzione d’armi che proibissero le armi automatiche e semi-automatiche e vietassero la vendita di enormi caricatori capaci di contenere milioni di proiettili, beh. . . allora sì che nessuno potrebbe sparare a così tante persone in così pochi minuti, come è accaduto ad Aurora.

Ma c’e’ anche un altro problema. Ci sono tantissime armi da fuoco in Canada (soprattutto fucili da caccia) – eppure in Canada muoiono per armi da fuoco non più di 200 persone l’anno. Per vicinanza geografica, la cultura canadese è molto simile a quella nostra – i bambini giocano con gli stessi videogiochi e guardano gli stessi programmi in televisione, eppure non crescono con la voglia di spararsi addosso. La Svizzera è al terzo posto nella classifica mondiale di numero di armi pro-capite, ma ha un bassissimo tasso di uccisioni con armi da fuoco.
Allora: perche’ noi?

Mi posi questa domanda dieci anni fa nel mio film ‘Bowling for Columbine,’ e questa settimana non ho molto altro da dire poiché sento di aver già detto tutto dieci anni fa – e pare che non sia servito a molto nonostante la natura premonitrice del mio film.

Questo è quello che dissi allora e che dico ancora oggi:

1.Noi Americani siamo dei killer incredibilmente abili. Noi crediamo che l’uccidere fa parte dei nostri compiti. Tre quarti dei nostri stati applica la pena di morte, anche se gli stati con il minor numero di omicidi sono quelli in cui non si applicano pene capitali.

Le nostre uccisioni non sono solo storiche (il massacro degli indiani e degli schiavi e i massacri generali durante la guerra “civile”). Sono il modo attuale in cui risolviamo i problemi quando abbiamo paura.

In politica estera pratichiamo l’invasione. Sì, è vero, c’e’ l’Iraq e l’Afghanistan – ma noi siamo stati invasori fin da quando abbiamo conquistato il “selvaggio west” e ora siamo così attaccati a questo ruolo che non sappiamo più dove invadere (Bin Laden non si nascondeva in Afghanistan, era in Pakistan) o perché invadere (Saddam non aveva neanche un’arma da distruzione di massa e niente a che fare con il 9/11). Mandiamo le nostre classi sociali più umili in giro a uccidere, mentre il resto di noi che non ha nessun familiare lì a combattere non dedica neanche un minuto di alcun giorno a pensare ai massacri che stanno avvenendo. E ora mandiamo in giro a uccidere aerei senza pilota, aerei che sono controllati da uomini comodamente seduti in stanze con aria condizionata della periferia di Las Vegas. Tutto questo è follia.

2. Siamo un popolo che si spaventa facilmente ed è facile manipolarci con la paura. Di cosa abbiamo così paura da farci tenere 300 milioni di armi nelle nostre case?

Cosa può farci del male?

Perché la maggior parte di queste armi sono nelle case delle periferie urbane e delle zone agricole?

Forse dovremmo sistemare i nostri problemi razziali e di povertà (noi, primo paese industrializzato) e poi forse riusciremo a sentirci meno frustrati, spaventati, arrabbiati al punto da aprire il cassetto ed estrarre la pistola.
Forse riusciremmo a prenderci cura l’uno dell’altro (Ecco un esempio di quello che ho appena detto).

Ecco, sono questi i miei pensieri sulla vicenda Aurora e sul paese violento di cui sono cittadino. Come ho detto prima l’ho già detto chiaro e forte qui se voleste guardarlo o condividerlo gratuitamente con altri. Ciò che ci manca, amici miei, è il coraggio e una soluzione. Io voglio provarci, e spero lo facciate anche voi.

Michael Moore è un attivista, autore e regista cinematografico. Se volete saperne di più consultate il suo sito internet MichaelMoore.com

Fonte: www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/view/2012/07/25-2
25.07.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Sbagliato, il vero problema è che ad affrontare il tema della violenza armata negli USA c’è solamente qualcuno stupidotto e superficiale come M.Moore, che oggi si lancia anche in un tentativo di condire con riferimenti storici la sua vuota denuncia. Ci sarà pure qualche motivo se le lobby delle armi lo lasciano parlare senza premere il grilletto….

  • Tao

    La domanda più importante sollevata dalla recente strage in Colorado resta senza risposta da parte dei mass media: che il fattore scatenante queste tragedie terribili non sia da ricercare nelle condizioni sociali negli Stati Uniti?

    Nella tarda serata del 19 luglio, ad Aurora, Denver – Colorado, amanti del cinema avevano preso posto per visionare un film “evento” – il tipo di spettacolo la cui apertura alle proiezioni di mezzanotte è preceduta da annunci di “tutto esaurito” dagli studi di Hollywood.

    “The Dark Knight Rises – Il ritorno del Cavaliere Oscuro” è il conclusivo film di una serie basata su fumetti di Batman.

    Il protagonista è un “vigilante” miliardario, il cui obiettivo primario è quello di “pulire” le strade di un’area metropolitana dai criminali, che per la maggior parte commettono crimini, quando se ne presenta l’opportunità. Nel qual caso, egli contrasta maestri del crimine dagli strani nomi e dai bizzarri vestiti, motivati da oscure logiche.
    I sopravvissuti hanno riferito che, venti minuti dopo l’inizio del film, un giovane vestito con un completo equipaggiamento tattico – elmetto con maschera antigas, giubbotto anti-proiettile, gambali, protezioni collari ed inguinali – scagliava bombe lacrimogene e iniziava a sparare sulla folla.

    La polizia di Aurora afferma che il giovane ha cercato di fuggire da una porta sul retro, ma è stato subito catturato nel parcheggio. I poliziotti hanno identificato il presunto sparatore, come James Holmes, di 24 anni.

    Nella confusione iniziale, la gente pensava che Holmes fosse un figurante per fare scena a sostegno della proiezione. Ma le urla di coloro che venivano colpiti gettavano nel panico gli altri per ciò che stava accadendo. Da quanto viene riferito, nel complesso venivano colpite 70 persone, 12 venivano uccise, la più giovane una bimba di sei anni. Una dozzina di feriti rimangono in condizioni critiche.
    Holmes ha fatto la sua prima apparizione in tribunale il 23 luglio; accuse formali verranno depositate il 30 luglio.

    I sopravvissuti hanno raccontato di grandi atti di eroismo. Familiari, amici e del tutto sconosciuti hanno fatto scudo con il proprio corpo e hanno guidato fuori dal teatro altre persone, mentre Holmes sparava a caso, prima con un fucile d’assalto AR-15, che è una versione compatta di un M-16, e poi con un fucile a pompa calibro 12 e con due pistole semi-automatiche Glock calibro 40. Egli ha riferito di avere acquistato tutto questo armamentario in un periodo di alcuni mesi prima, in preparazione del massacro.

    Perché Holmes non viene definito un terrorista?

    Holmes è cresciuto in un ambiente della classe medio – alta di San Diego, California, educato da un padre scienziato informatico / matematico e da una madre infermiera.

    Secondo la polizia, aveva predisposto trappole esplosive nel suo appartamento di Aurora e aveva lasciato la sua porta non chiusa a chiave. Se fossero scattate le trappole collegate in una rete intricata, avrebbero potuto scatenare un massacro nell’edificio e nel vicino “Anschutz Medical Campus” dell’Università del Colorado.

    I media sono stati prudenti a non usare il termine “terrorista”, perché “non ci sono abbastanza informazioni per motivarlo.”

    Sarebbero stati tanto riservati, se il sospetto fosse stato un Musulmano?
    E se Holmes fosse stato una persona di colore, un “Negro”?

    Non sarebbe stato senza mezzi termini etichettato come delinquente, membro di una banda o terrorista, a prescindere da quante informazioni la polizia avesse in suo possesso?

    Sull’onda dell’uragano Katrina, le persone che si erano arrampicate sui tetti per sopravvivere sono state etichettate come criminali e saccheggiatori.

    I mezzi di comunicazione continuamente riportavano false storie di omicidi e stupri di massa, zelanti nel far credere il peggio nel descrivere il popolo dei Neri.

    Se Holmes avesse avuto un nome islamico, o anche africano o del Sud-est asiatico, avrebbe potuto impunemente acquistare e immagazzinare grandi quantità di munizioni, quattro armi tra cui un fucile d’assalto, equipaggiamento tattico, acceleranti e fuochi d’artificio largamente commerciati? Se fosse stato un ben noto affiliato ad un gruppo progressista o di sinistra infiltrato o spiato da parte delle autorità, il suo appartamento non sarebbe stato segnalato e la polizia non vi avrebbe fatto irruzione?

    Qualunque motivazione personale il tiratore abbia potuto avere, al momento si tratta solo di congetture.

    Tuttavia, il massacro di persone in una sala cinematografica è un atto di terrorismo, e le poche parole che avrebbe pronunciato con la pretesa di essere il personaggio Joker in “Batman” hanno dimostrato che di ciò era del tutto consapevole.

    Holmes può soffrire di allucinazioni, che derivano da una malattia mentale. Ma la sua progettazione, l’acquisto di armi, giubbotto antiproiettile tattico, migliaia di colpi e sostanze chimiche, e altri componenti per fabbricare bombe e gli altri dispositivi trovati nel suo appartamento mostrano un bel po’ di calcolo. Tuttavia, la malattia mentale e la capacità di progettare un piano non si escludono a vicenda.
    Comunque, l’etichetta di malato mentale, o, talvolta, di genio, di studente eccellente, ecc., sono i soliti luoghi comuni espressi ogni volta che un individuo “normale” o una persona “ del quotidiano”, che non proviene da una comunità oppressa, commette un crimine come questo massacro.

    Violenza & alienazione capitalista
    Questo evento deve essere analizzato nel contesto della cultura a tutto tondo della guerra e della violenza che attraversa l’intera storia degli Stati Uniti, e che è stata perpetrata contro i più oppressi e vulnerabili.
    La violenza è parte integrante di questo sistema capitalistico, basato sullo sfruttamento dei lavoratori e sul super-sfruttamento degli oppressi su scala nazionale.

    Questa consuetudine radicata, che è generalmente accettata come usuale o non eclatante, sgorga da come la ricchezza di questa società è stata dapprima acquisita e poi conservata.

    La classe dominante nella società usamericana è stata storicamente bianca. Così, Holmes, a prima vista è “normale”, senza motivazioni politiche comprensibili, e così il termine “terrorista” non gli viene assegnato.

    Invece, è classificato come un solitario, un disadattato o socialmente scomodo, il che comunque denota che in nessun modo questo tipo di crimini violenti può essere giustificato o avvalorato dalla società nel suo complesso. Tuttavia, allo stesso tempo questi termini trascurano la glorificazione della violenza negli Stati Uniti e gli effetti del complesso militar-industriale sulla cultura.

    Karl Marx ha scritto che in regime capitalista i lavoratori devono vendere la loro forza-lavoro per un salario come parte di un processo produttivo imposto dai padroni, lasciando il lavoratore alienato dal prodotto. Non esiste alcuna soddisfazione nel prodotto finale, perché il motivo principale per lavorare è quello di guadagnare un salario per sostenere se stessi e le persone che si hanno a carico.

    Nel corso del tempo, i lavoratori non solo sono alienati da quello che producono, ma sono in concorrenza tra loro per i posti di lavoro – che ora stanno diventando sempre più scarsi.

    Spesso, questo influenza le persone nelle loro relazioni, le une contro le altre, e contribuisce allo sviluppo di alcune malattie mentali e di stati di ansia. Più sviluppato è un paese, in particolare quello che è transitato all’interno di una fase imperialista, più cresce la decadenza della società, e con essa la prevalenza della malattia sociale.

    È stato a pochi chilometri da Aurora che è avvenuto un incidente simile, nel 1999 alla Columbine High School. In particolare, due adolescenti avevano voluto rendere omaggio al compleanno di Hitler e avevano sposato convinzioni razziste, da ultra-destra, che li avevano indotti a sparare e ad uccidere altri studenti.

    Una cultura guerrafondaia & militarista

    La maggior parte del Colorado è stata sottratta al Messico dopo una guerra violentissima.

    Si tratta di uno stato militarizzato in cui “Rocky Flats”, il famigerato impianto del governo degli Stati Uniti, ha prodotto armi chimiche e nucleari per 40 anni. E perfino ha ospitato la Dow Chemical per la produzione del napalm.

    Il Colorado è la patria degli appaltatori per la difesa, come la Lockheed Martin e i diversi impianti della Northrop Grumman, ospita il North American Aerospace Defense Command (Comando di difesa aerospaziale del Nord America), l’Air Force Academy (Accademia dell’aviazione militare), e una delle divisioni di fanteria più grandi e tecnologicamente avanzate, la Quarta Divisione Fanteria con sede a Fort Carson.

    Prima di diventare uno Stato, il Colorado è stato il luogo del massacro di Sand Creek del 1864, dove furono massacrati centinaia di Cheyenne e Arapahoe dalla milizia del Territorio di Colorado, che terrorizzò gli indigeni al punto da costringerli ad abbandonare le loro terre.
    E sempre qui, la Guardia Nazionale e i sicari della società alle dipendenze della Colorado Fuel & Iron Co. di proprietà di Rockfeller hanno massacrato due dozzine di minatori in sciopero e loro familiari a Ludlow, nel 1914.

    San Diego, in California, dove Holmes è cresciuto, è una zona militare con una grande base navale vicino al confine con il Messico.

    Il trascurare l’influenza sulla mentalità della gente del complesso militar-industriale e della storia di conquista degli Stati Uniti non avrebbe fatto cogliere il fattore essenziale della vicenda.

    Gli Stati Uniti sono stati fondati sulla violenza e sul genocidio. I principali Stati colonialisti si sono ritagliati la terra che non apparteneva a loro. Hanno condotto una battaglia che è ancora in corso contro gli abitanti originari, così come contro il popolo dei Neri e dei Latinos /as in generale e contro altri popoli oppressi che non appartengono alla nazionalità dominante.

    Mantenere lo status quo è stato un affare violento. Gli USA sono stati costantemente in guerra sin dal loro inizio. I media mainstream giustificano questo con lo sciovinismo e la glorificazione della macchina militare degli Stati Uniti. Il bilancio militare degli Stati Uniti supera di gran lunga quello del resto del mondo nel suo complesso.

    La costante esaltazione della violenza nei film, negli spot pubblicitari e nei videogiochi, oltre al fatto che gli Stati Uniti sono stati apertamente impegnati in una condizione bellica nell’ultimo decennio, penetrano nella psiche.

    Soldati americani hanno massacrato almeno 16 abitanti di villaggi in Afghanistan giusto pochi mesi fa, molti dei quali donne e bambini. Questi massacri sono all’ordine del giorno durante un’occupazione. Ogni giorno, famiglie intere vengono incenerite dalle bombe.

    Questo è il contesto in cui è avvenuta l’uccisione di massa in Colorado, dove, come nella maggior parte degli Stati Uniti, è così facile l’acquisto on-line di armi, di equipaggiamento tattico, di scorte notevoli di munizioni e di altri materiali.

    Nessuna famiglia dovrebbe sperimentare tanto orrore. La gente dovrebbe essere indignata, e le vittime e i loro familiari hanno diritto alla giustizia. Ma la giustizia non è servita per rendere questo un incidente isolato e non ha tenuto conto della cornice storica, culturale e sociale in cui l’avvenimento deve essere inquadrato.

    James Holmes può essere malato di mente. Ciò non dovrebbe riflettersi su coloro che, pur soffrendo di malattia mentale, mai farebbero del male ad un’altra persona. Nemmeno, si dovrebbe supporre che la malattia mentale sia una scusa per riuscire a non andare in prigione.

    Malattia mentale & società corrotta

    Julie Fry, un’assistente procuratore legale di Brooklyn, NY, ha dichiarato:

    “La malattia mentale non è generalmente ben compresa e valutata del tutto all’interno del sistema della giustizia penale. In effetti, le prigioni sono diventate essenzialmente magazzini (N.d.tr.: sarebbe meglio definire le carceri discariche di umanità!) di persone con malattie mentali, mentre i servizi sociali e le reti sanitarie deputate al trattamento di queste malattie sono stati smantellati sistematicamente attraverso tagli di bilancio negli ultimi decenni.
    Lungi dallo sfruttare questo come scusa per evitare il carcere, le persone con malattie mentali in genere ricevono un trattamento peggiore in carcere e hanno la probabilità di ricevere condanne più lunghe rispetto alle altre persone.”

    Solo una società corrotta rifiuta di fornire alla gente l’aiuto e i servizi di cui ha bisogno.

    La controversia che gli incidenti come questo accadono a causa della prevalenza delle armi è carica di problemi. È ovvio che troppo spesso la destra si fa campione dei diritti alle armi da fuoco, e coloro che hanno soldi, e sono politicamente arretrati, hanno accesso a costruirsi grosse scorte di armi.

    Tuttavia, rivoluzionari e progressisti del calibro dei “Deacons for Defense” e del “Black Panther Party” sono stati in grado di contrapporsi al Klan (Ku Klux Klan è il nome utilizzato da numerose organizzazioni statunitensi, di stampo terroristico, a contenuti razzisti e che propugnano la superiorità della razza bianca) e alla polizia razzista essendo in grado di acquistare armi. Mentre le persone di colore sono prese di mira dalla polizia e a loro viene negato il diritto all’autodifesa, non possiamo cedere il monopolio della forza alla polizia e all’esercito, che mantengono lo status quo di una società fondata sullo sfruttamento.
    Le vittime e i loro familiari meritano giustizia, ma alla fine la giustizia sarà assicurata solo quando le origini e le cause dei crimini come questo verranno affrontate e le ragioni su cui si fonda una società che glorifica e giustifica la violenza verranno sradicate.

    Larry Hales, che ha compiuto studi di scrittura creativa, non ha completato l’intero periodo di ferma nei paracadutisti dell’82.esimo Aviotrasportato, visto che si era accorto che tra lui e il militarismo degli Stati Uniti esisteva una relazione incompatibile.
    Ha vissuto ad Aurora e a Denver, Colorado, dove ha guidato lotte contro la brutalità della polizia e dopo molti sforzi è riuscito a controbattere il tentativo della polizia di incastrarlo con false accuse. Nel 2009 si è trasferito nella zona di New York, dove ha assunto il ruolo di organizzatore nazionale nelle mobilitazioni contro i tagli di bilancio, per abbassare le tasse scolastiche degli studenti e contro le uccisioni messe in atto dalla polizia.
    Egli pubblica regolarmente nel giornale di informazioni “World Workers”.s

    Fonte: http://www.workers.org
    Link: http://www.workers.org/2012/07/24/behind-colorado-massacre/

    24.07.2012

    Traduzione a cura di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

  • Jor-el

    Su una cosa Moore ha ragione al 100%: la paura. Gli americani sono un popolo terrorizzato. Sono educati ad avere paura. Pensate che nelle case, sulle corde delle tende, ci sono piccole etichette che avvertono che un bambino potrebbe accidentalmente impiccarsi. Nei locali pubblici, in prossimità del minimo scalino che un vistoso cartello che dice “Watch your steps”. La polizia è particolarmente brutale e ama intervenire in modo arbitrario. Non si tratta di abusi, è una politica portata avanti scientemente: la gente (soprattutto i non bianchi) deve vivere in apprensione, aspettandosi in ogni momento di essere fermata, ammanettata, perquisita e malmenata. Tutto questo (e molto altro) l’ho sperimentato in prima persona negli Anni 90. Dopo il 2001 le cose sono, ovviamente peggiorate. il fatti con l’11/9 le classi al potere hanno tentato di esorcizzare definitivamente l’incubo che dagli anni ’60 visita i loro sonni agitati (i criminali non dormono mai bene): l’insurrezione.

  • Jor-el

    Scusate, in questo periodo ha delle difficoltà ad usare la tastiera. Vorrei correggere gli strafalcioni, ma non si può 🙁 . Prometto che d’ora in poi, se interverrò, mi preparerò il testo prima. Scusate ancora.

  • Tonguessy

    Hmm…..non sono sicuro che ti scusiamo. Fa molto caldo per tutti.;)

  • misunderestimated

    Quegli avvisi che trovi stampigliati sulle porte e sui muri, quei cartelli piazzati sui pavimenti appena lavati che avvertono “caution – wet floor” sono solo espedienti irrinunciabili adottati da lavoratori, titolari e proprietari per difendersi da eventuali infortuni di persone terze, nel paese che fonda le proprie libertà su cause legali e lauti risarcimenti a carico delle compagnie assicurative (basti pensare alle ipocrite cause di ex fumatori contro le majors del tabacco). Pensa che in USA esistono studi legali che si occupano solo delle vittime di “dog biting” provocate dal randagismo diffuso che si registra in alcune aree degli States, controlla pure sulla rete.

  • Fedeledellacroce

    Bell’articolo.
    Grazie per la pubblicazione.

  • albsorio

    Mi chiedevo perchè gli Stati reprimono l’atto violento non autorizzato e non la cultura della violenza? Perchè ne hanno bisogno, quel coglione coi capelli rossi doveva solo farsi arruolare dai blak waters o dall’esercito e farsi mandare in qualche cloaca ad ammazzare per conto dell1%. In Siria si sarebbe trovato bene come portatore di democrazia. Qui la lista dei migliori 10 cecchini con tanto di medaglie…

    http://fabryunitech.blogspot.it/2012/01/top-ten-sniper.html

  • nuvolenelcielo

    il tipo joker era un drogato da prescription drugs, farmaci da ricetta. di cui faceva abuso e sovradossaggio regolare per mantenersi in uno stato alterato. il problema di farmaci droghe pesanti prescritti con allegria per qualsiasi scempiaggine è ben più grave di quello delle armi. (e chiunque sia intenzionato a fare una strage le armi se le trova comunque al mercato nero) . (in Svizzera la gente si tiene a casa le armi del servizio militare…)

  • andyconti

    Ci sono casi in cui opinionisti che denunciano sono seguiti da un pubblico sufficiente per cui ostacolarli significherebbe fargli troppa propaganda. I riferimenti storici Moore li ha fatti per risaltare la situazione presente e credo che abbia azzaccato nell’individuare la causa del problema nell’intrinseca paura che gli statunitensi hanno nella vita in generale, sono un popolo insicuro e anche complessato in quanto consapevoli che il loro benessere e’ sovradimensionato rispetto alle capacita’ produttive, basato sull’esaltazione del consumismo e sul colonialismo di cui si rendono protagonisti in tutto il mondo. Ovviamente e’ una questione ampia e nessuno ha la verita’ in tasca al 100%. Siamo interessati al tuo contributo.

  • Kerkyreo

    La domanda che uno dovrebbe porsi e’: Come mai un individuo che assume pesanti psicofarmaci e antidepressivi ha la possibilita’ di detenere armi?
    Segui i soldi e troverai le risposte!!!

  • bluerik3

    Bellissima analisi

  • Jor-el

    Certo. Vicino a dove abitavo io, a Los Angeles, c’era un grosso supermercato popolare, Pioneers. Nel parcheggio, stavano facendo dei lavori e, naturalmente, era pieno zeppo di transenne, nastri nero/gialli e cartelli su cartelli DANGER e KEEP OUT. Una notte, un ubriaco è entrato nel cantiere, ha scavalcato le transenne, ha strappato i nastri, si è buttato nello scavo e si è rotto una gamba. Ha fatto causa al supermercato e ha… vinto! Pensa che un mio amico – un italiano – si era fatto prendere dall’andazzo e si era messo a fare causa a tutti anche lui. Compagnie elettriche, aziende comunali… Per un po’ ci ha vissuto! Poi è passato alle armi acquistate per corrispondenza. Ha cominciato con un vecchio fucile ad avancarica da collezione per poi ritrovarsi, dopo qualche mese, con due mitra, una glock, una berretta e non so quant’altro. La domenica andava a sparare in collina sopra lo stadio del baseball, dove c’era un rottamaio. Ci conobbe un altro scoppiato che si esercitava con una mitragliatrice pesante, di quelle con le munizioni a nastro. Però, anche all’interno del business delle cause legali, la componente della paura c’è, è reale. Quando vivi là per un po’ la percepisci nettamente. Nascono e crescono immersi nell’ossessione del rischio e della mancanza di sicurezza, con la paranoia degli incendi, degli incidenti domestici, dei ladri, della polizia, della miseria, delle malattie, delle multe per eccesso di velocità, del poter perdere la casa e il lavoro in qualsiasi momento… Camminando per strada, spesso ho avuto la netta sensazione che qualcuno vicino a me potesse sbroccare, perdere il controllo. Ai miei amici, che mi chiedevano com’erano gli americani, rispondevo che quando sei con loro, pieni di psicofarmaci come sono, bisogna evitare di fare movimenti bruschi 😉 Ma la cosa più assurda è che gli americani vivono in questo posto meraviglioso (l’America è davvero bella!) e ricchissimo, con una densità di popolazione media irrisoria. Potrebbero godersela ed essere felici tutti, e invece… Hanno la popolazione carceraria di gran lunga più alta del mondo (vorrà ben dir qualcosa, no?), roba che URSS, Cina e Saddam messi insieme non se la sono mai sognata, vivono nel terrore armati fino ai denti ma completamente succubi del potere costituito, sono degli sradicati, vivono isolati, senza legami famigliari né amici (la famiglia americana dei film è uno stereotipo che non esiste più – se mai è esistito – da molti anni), sentendosi circondati da nemici o concorrenti. E sono costantemente bombardati da un messaggio univoco: “QUESTO E’ IL SISTEMA MIGLIORE POSSIBILE, LA MAGGIOR CONQUISTA DELLA STORIA UMANA; TUTTO IL MONDO CI AMA E VUOLE DIVENTARE COME NOI”. E invece il sistema americano ha qualcosa di paradossalmente simile al comunismo sovietico.

  • polidoro

    Michel Moore ? Simpatico ma scrive cazzate (scusate l’espressione).
    Già dal “cappello” siamo messi male:

    Abele e Caino, cosa c’entra una favola ? Giusto per cominciare dall’INIZIO ? che scemenza !

    Gilles de Rais ? La storia è complessa e non è la stupidaggine accennata da Moore.

    Vlad l’impalatore ? MA scherziamo ? ” uccideva la gente in Transilvania nei più disparati modi orribili.”

    Altra Grossa Cazzata. intanto i “disparati modi” erano uno: l’impalatura. E lo aveva imparato dai Turchi, presso cui era stato prigioniero e che odiava e che impalò in gran numero. Furono loro, i Turchi, a chiamarlo Impalatore.

    Insomma: troppe infantili o fraudolente stronzate per iniziare un discorso. Poi qualcosa sarà anche giusto ma con questi presupposti (un inizio con “storielle inventate” ) come si fa ad ascoltarlo ?

    Le armi sono un problema ma, nel caso Holmes, non sono Il Problema

  • Mattanza

    Cmnq,presentare una analisi dove tra le vittime da arma da fuoco metti i suicidi…dai,e’ demente,non si puo’ cosi’ sperare di essere convincete.

  • mariomonti

    Ok MICHAEL we got your point but perché scomodare la storia? Tiberio e primo secolo avanti cristo non vanno insieme…

  • albsorio
  • andyconti

    Vero, pero’ per conto mio analizzo la questione dal punto di vista psicologico degli yankees piu’ che sulla presenza di armi. Ho vissuto nella provincia americana e mi sarei suicidato anch’io se non fossi scappato dopo un mese. Non che nella metropoli mi sia sentito molto meglio.

  • albsorio
  • lanzo

    Solo due commenti:
    1) Moore sostiene correttamente che in GB le morti per armi da fuoco sono solo 40 (grazie al cavolo, l’intera popolazione e’ stata di fatto disarmata) non dice pero’ quante morti per accoltellamento avvengano e non dice che la possibilita’ che malfattori entrino in casa (ma lui probabilmente vive in una qualche gated community, con guardie armate, e’ molto superiore alla media americana e che l’essere aggrediti per strada e’ anche abbastanza frequente.
    2) Gli statunitensi sono litigiosissimi e molto portati a fare causa se ti fai male mica c’e’ il servizio sanitario che ti cura aggratis, grazie ad un sistema giudiziario abbastanza rapido e studi legali disposti a portare avanti la causa anche senza pretendere anticipi ma venendo ricompensati facendo a meta’ dell’indennizzo ottenuto, per cui quasi tutti i produttori di qualsiasi cosa (dalla scala al martello alla sega) o gli esercenti appongono le famose scritte di avvertenza, lo fanno per tutelarsi legalmente, non perche’ gli americani siano terrorizzati dalle cordicelle delle tende.

  • Allarmerosso

    La verità è che siete una nazione di esaltati frustrati superficiali viziati razzisti irrispettosi ed arroganti. Fin da piccoli vi insegnano che potete essere i migliori solo se gli altri sono peggiori , il concetto di competizione a tutti i costi vi sta distruggendo. Siete una non nazione senza storia se non di morte distruzione guerra e forza bruta. Non chiederti perchè in Europa queste cose non succedono o ne succede 1 ogni 10 anni. Qui d anoi c’è ancora un briciolo di umanità di senso del gruppo ancora si impara ad essere forti grazie agli altri all’unione , al se stai bene tu starò bene pure io ….secoli e secoli di storia che anche qui VOI state distruggendo facendola dimenticare alle nuove generazioni.

  • Jor-el

    Be’, ad essere pignoli, qualcosuccia è successa pure da noi, negli ultimi mesi…

  • terzaposizione

    Alcuni testimoni affermano che Holmes non era solo
    Gli artificeri hanno impiegato 2gg. per disinnescare le trppole explosive a casa del giovane geno delle neuroscienze; non male per uno che non ha fatto il Berretto Verde, oppure negli USA sono tutti bombaroli hi-tech.
    D’altronde prendeva psicofarmaci, lo stesso del dott.House, quindi niente è impossibile ai “fattoni” con ricetta.
    Il padre di Holmes, Robert scienziato informatico-matematico? Falsomagro Mooore raccontala giusta : Robert Holmes è l’inventore di un algoritmo per speculazioni High-Trading lavora per una delle principali banche d’affari e dovrà testimoniare contro le Banche per lo scandalo dei tassi truccati, in particolare il suo algoritmo traccia dove sono finiti miliardi persi dai conti bancari.
    Che coincidenza, meno male che non siamo Gomblottisti.

  • WarezSan

    E tu pensi d’essere migliore di lui?

    Se semplicemente un’anonimo fra tanti che si diverte a trollare dietro una tastiera sfogando i suoi fallimenti personali nella vita reale.