Sogni imperiali

Sogni imperiali

Mettiamo che io sia al governo dello stato più potente del mondo, uno stato scelto da Dio come terra dì eccezione abitato da un popolo eletto col destino manifesto di comandare tutti gli altri moralmente e intellettualmente inferiori, mettiamo che abbia questa sacra e gloriosa missione, ma debba superare la resistenza di certe forze diaboliche e infedeli che dai loro shitholes con oscena e blasfema pervicacia invece di riconoscersi inferiori, idolatrarmi e cercare di imitarmi e bere coca cola, vogliano trattare come fossero pari e decidere del loro futuro, cosa posso fare per averne ragione?

Non posso combatterli direttamente, solo col bastone, il mio esercito è sì il più formidabile di tutti i tempi, ma funziona bene solo nelle rappresentazioni di guerra, quando si segue il copione, nella realtà più prosaica, riesce a malapena a vincere contro nazioncelle secondarie e praticamente disarmate: la Russia è il doppio di me come territorio, ha un’economia che posso far sembrare piccola solo truccando le cifre, ha troppi abitanti, un esercito troppo forte che sarebbe anche capace di spararmi davvero, per distruggerla occorre suddividerla ancora, farla proprio a pezzetti e poi ragionarci con calma. La Cina è grande quanto me, ma ha un’economia che è il doppio, una capacità di produzione di cinque volte, una popolazione di quattro volte, un popolo obbediente che se lo porti a combattere, combatte davvero. Come me li darà nelle mani questi demoni il Dio degli eserciti?

Fortunatamente sono stato accorto in passato e ho preparato il terreno. Dopo il suicidio dell’Impero del Male sono riuscito a prendere in giro quell’idiota del loro ultimo “segretario”, e a forza di miliardi a costruire da una costola stessa della Russia una perfetta Antirussia e adesso posso costringerla a combattere contro la madrepatria in una splendida guerra civile. Per di più l’Ucraina non può essere presa con una blitzkrieg: è troppo grande, troppo popolosa, troppo armata (lo so bene perché l’ho armata io), talmente stupida da essere pronta a combattere per me molto più di quanto farebbero i miei stessi cittadini così che la guerra può durare a lungo, finché si sfiancano. E’ stato un ottimo investimento.

Nel frattempo posso distruggere la Russia impedendole di commerciare, di esportare, di importare, di cambiare valute, posso persino rubargli i soldi depositati qui da me. Posso scatenargli contro i miei cagnolini europei, quegli utili idioti che tengo in pugno attraverso la Nato, la UE e le loro oligarchie corrotte. In questo modo posso indebolire anche loro che, per combattere l’Impero del Male, avevo lasciato crescere troppo e diventare ricchi. Anche loro combatteranno per me e anche loro ne usciranno con le ossa rotte. Se non basta gli faccio scoppiare qualche problema nei Balcani a mezzo dei miei adoratori sul posto, o in Armenia magari. Ma io ne resto maestosamente fuori, vendo loro le armi per sterminarsi, sbraito come un pazzo, ma me ne sto in disparte qua nella mia isola americana che rimarrà intatta.

E quando si saranno scannati ben bene tra loro, allora potrò scendere di nuovo dal cielo come un salvatore. Basterà poca forza, basterà agitare un poco il randello atomico.

Coi cinesi, faccio lo stesso. Anche per loro, con la mia lungimiranza e l’aiuto di Dio e di Chiang Kai Shek ho coltivato un’Anticina fin dal 49 proprio sulla porta di casa: anche per loro basterà agitargli l’esca sotto il naso e la ingoieranno intera, come ha fatto lo scacchista del Cremlino.

Sono o non sono un genio? Faccio combattere i russi coi russi, i cinesi coi cinesi. Barbari contro barbari, musi gialli contro musi gialli. E gli europei mi danno un mano mentre sto liquidando anche loro.

Come l’Ucraina, anche Taiwan non si presta affatto ad una blitzkrieg: è un’isola, neanche io che ho la flotta più grande del mondo ce la farei (per la verità non ce la farei neppure con l'Ucraina). Certo, non c’è paragone con la Cina continentale, ma i cinesi non sono marinai, ci vorrà tempo, forse anni per rompere questa noce, nel frattempo i commerci che hanno arricchito i cinesi saranno rovinati e io venderò armi, strombazzerò da Hollywood, dalla terra della libertà, me ne starò in seconda fila, mentre i miei nemici si ammazzeranno tra loro. Che soddisfazione, che bellezza! Che perfezione da artista! Sono io, non i musi gialli, che me ne sto sulla riva ad aspettare i loro cadaveri passare! Intatto! Democratico! Sostenibile! Rispettoso dei diritti umani! Benestante! Distante!

Mettiamo invece che io sia, il governo della Cina. Mettiamo che una gatta pelosa mi faccia il solletico sotto il naso con la coda per indurmi a mangiare Taiwan. Il mio collega giocatore di scacchi si è infilato mani e piedi nella guerra; certo avrà i suoi progetti, certo avrà i suoi metodi , certo saprà come uscirne, magari non poteva fare diversamente. Di fatto per adesso sta uccidendo gente che parla russo, non inglese. Ma io sono l’erede di Lao Tze, di Confucio, della saggezza cinese, non posso fare di più? Se azzanno Taiwan la divorerò prima o poi, ma ci vorrà molto tempo e mi spezzerò qualche dente, mentre il mio nemico, che non è Taiwan, sbraiterà, manderà armi, ma sostanzialmente starà a guardare e a ridere di me che uccido altri cinesi. Che importa a lui di Taiwan? Che gli importa dei cinesi o degli ucraini, ci guarderà morire con piacere, ritirerà la mano dopo aver scagliato il sasso.

D’altra parte, lo ammetto, ho già parlato troppo per essere un antico saggio: non dicevano i padri che finché non la pronunci, sei tu il padrone della parola, ma dopo sei il suo schiavo? Se non rispondo alla provocazione, se non faccio nulla dopo aver minacciato fuoco e fiamme, perdo la faccia e questa è una cosa che un cinese non può fare.

Mettiamo che invece di caricare la muleta che mi agitano davanti come uno stupido toro, carichi direttamente il torero: passerei la palla a lui, in questo caso dovrebbe fare lui qualcosa, dovrebbe intervenire in prima persona, non far combattere gli altri per se. Taiwan non è l’Ucraina, da sola non si muoverà mai. Non c’è fretta, senza il suo protettore, a suo tempo cadrà come una pera matura.

Dice il saggio: mai combattere sul campo che il nemico ti indica! L’importante è colpirlo personalmente, direttamente, dove fa male, non colpire gli schiavi che alleva apposta come carne da macello. Sarebbe ora di finirla di bombardare città in Asia o in Europa. Se devi proprio colpire una città in Asia, che sia San Francisco. Se proprio devi proprio colpire una città in Europa, che sia New York.

Commenti (45)

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Mostra commenti 45 caricati
    1. alessandroparenti 9 agosto 2022

      Non ha senso bombardare New York o San Francisco, anche se potrebbe anche funzionare. Se veramente al mond o comandano 20 miliardari o famiglie di miliardari bisogna colpire loro. Ci sono i mezzi,i missili possono colpire ovunque. Si può anche dare un ultimatum prima di agire. La debolezza del potere occidentale è questa. Sono venti contro tutti. La Russia e la Cina hanno 150 milioni e 1,5 miliardi di persone. Non le neutralizzi uccidendone o ricattandone venti. E i cittadini Usa non hanno interessi contrapposti al resto del mondo, la collaborazione gioverebbe anche a loro. Basterebbe che i venti si rassegnassero e smettessero di dirgli il contrario. Troppa gente sta morendo per la paura di Russia e Cina di colpire o minacciare seriamente i mandanti.

    2. BrunoWald 9 agosto 2022

      Hai colto perfettamente il nocciolo della questione. Eliminarli sarebbe sicuramente difficile, ma non credo impossibile; il fatto che ciò non sia avvenuto, e probabilmente non avverrà mai suggerisce alcune cose. Anzitutto, la loro posizione si basa su secoli di accorto lavoro. Hanno i loro uomini infiltrati a tutti i livelli, in tutti i paesi. Una capacità di corruzione e ricatto pressoché illimitata. E penso che quegli statisti ai quali molti affidano le loro speranze non abbiano alcuna intenzione di affrontarli sul serio. Al massimo, di negoziare. Dubito che avranno successo, perché quelli pretendono obbedienza, e basta.

    1. Martin 9 agosto 2022

      L'unico che aveva iniziato ad invertire la rotta guerrafondaia (Siria, Libia, colpo di stato in Ucraina del 2014) ed interventista negli affari interni di decine di Paesi e' stato Donald Trump, ma meglio diffondere teorie ultra anti sistema che nascondono tale evidente verita', specie nel forte rischio che vinca le prossime elezioni Usa.
      Per fare solo un esempio, ancora nessuno nel nostro Paese si azzarda a scrivere che la spallata finale contro Berlusconi nel 2011 venne da Obama, e che il signor Renzi si prese il PD e poi la Presidenza del Consiglio grazie al dichiarato appoggio di Obama.
      D'Alema e company lo sanno benissimo, ma non parlano ovviamente.

    1. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      È chiamato il 'sogno anericano' perché devi essere addormentato per crederci.

      Non è mia, non ricordo chi...

      Allora, tutti a nanna o narcotizzati o...

    1. natascia 9 agosto 2022

      Ottima analisi del guidatore di un treno ormai deragliato. Il suo piccolo clone è qui a Roma. Un guidatore pieno di certezze, di soddisfazioni e di calcoli sbagliati sui quali non cede al minimo dubbio. La granitica fede nei suoi progetti è il biglietto da visita di questi pazzi alla guida. Ci consoli il fatto che essi non scenderanno.

    1. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      Gli italiani in particolare, ma in generale gli europei, contestano agli USA la mancanza di 'cultura'.

      A cosa abbiamo rinunciato e rinunciamo per difendere questa nostra cultura?

      Voglio dire, se la cultura che innalziamo così tanto in alto in cielo come una reliquia, che sbandieriamo a più non posso come uno scudo, di cui ci riempiamo la bocca come cibo salvifico, ci ha accompagnato a diventare quello che siamo, ovvero servi, occupati, indebitati, infestati, inconcludenti, controllati...a che cosa di grazia ci è servita?

      A farci almeno capire quanto siamo parolai ed inetti e presuntuosi? A metterci di fronte alle nostre debolezze ed irrazionalità?
      Lo spero ma non ne ho le minime evidenze.

      Non ci è servita, la cultura, e forse è stata un impaccio e non da poco. Ci sono consigliere più sagge della cultura.

      Si potrebbe obiettare che la cultura è venuta a mancare di morte lentissima, così lenta che quasi quasi non ce ne siamo accorti. Così, giorno per giorno, ma inesorabilmente. Come se questa morte non fosse il risultato di quello che abbiamo fatto e non fatto, di quanto abbiamo tollerato, di quanto ce ne siamo fregati, e forse di tutte queste parole che abbiamo detto e continuiamo a dire.

      Ed abbiamo anche la spudoratezza di lamentarci dei risultati raggiunti.

      Detto questo, continuo a preferire il quasi nulla che siamo. Il modello alternanativo è anche peggio.

    2. IlContadino 9 agosto 2022

      Mi porti alla mente sensazioni vissute in Australia. Con estrema sintesi: in Australia esiste il vero australiano, colui che ha i nonni nati in Australia, c'è poi l'australiano, che ha i genitori nati in Australia, poi c'è il senza nome, nato in Australia da genitori immigrati, tutti gli altri, non pervenuti.
      Il vero australiano, la persona che più rappresenta il paese, è come un albero senza radici, manca di una parte, avere il nonno nato in loco non è minimamente sufficiente a sviluppare le radici, questa cosa la si nota, quando parli con un vero australiano avverti questa strana sensazione, senti che le tue radici non entrano in contatto con le sue, non le incontri.
      Saprai che gli alberi del bosco sono tutti in contatto tra loro grazie all'apparato radicale, il bosco è come un unico grande essere legato alle radici, senza radici nessun bosco.

    3. Martin 9 agosto 2022

      Questa storia della mancanza di cultura degli USA non e' mai stata in piedi, ed e' solo una forma di snobismo (complessato) europeo.
      Gli Usa hanno eccome una cultura, politica, letteraria e scientifica, fin dal 1700. Non e' su quello che vanno colpiti, ma sull'ideologia arrogante e narcisista del "manifest destiny", che e' in realta' solo il risultato della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.

    4. Fantine 9 agosto 2022

      Caro Abs,
      forse bisogna intendersi sul concetto di "cultura".
      Tralasciamo quello riferito a un determinato popolo, parliamo della cultura riferita al singolo essere umano.
      "Cultura" viene dal latino "coltivare".
      L'uomo colto è colui che "coltiva" se stesso verso la conoscenza.
      Alla base vi è apertura mentale, spirito critico, attitudine ad approfondire e a non restare in superficie, tempo e non fretta, volontà, pazienza e grande umiltà (non nel senso ipocrita di cui ci si riempie la bocca, ma nel senso più autentico di voler imparare, conoscere, comprendere, ritenendo di non sapere ciò che si vuole "apprendere").*
      La persona colta la riconosci dalla serenità e dalla generosità.
      Mi viene in mente un detto cinese secondo il quale il "volere desiderio" è delle anime normali, il "volere volontà" delle anime forti.
      E mi viene in mente uno degli insegnamenti di mio padre: che il sapere non è fatto in compartimenti stagni.
      E io aggiungo: poi c'è "l'intelligenza" che lega.

      * PS: dimenticavo: la "passione", nel senso letterale. Torno sempre al cuore e al sentire, lo so.

    5. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      Si Martin, concordo.
      Ho solo approfittato del 'sentir comune' per ritornare su un valore di fondo (le radici di cui parla Contadino).

    6. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      Non hai affatto torto. Avevo scritto 'cultura' tra virgolette per fare riferimento a quella intesa correntemente, ovvero quella che non ti fa parlare solo di trivia.
      Il significato che tu correttamente attribuisci alla cultura come sviluppo del sé trascende quello delle genti, delle lingue, delle nazioni, della storia, delle tradizioni.
      È un fatto intimo.

    7. Fantine 9 agosto 2022

      E' un fatto intimo.

      Sì, ma non solo.
      L'uomo è comunque inserito in un contesto.
      Il punto, almeno a mio parere, è che oggi della "nostra" cultura - e mi riferisco a quella italiana/europea e alla parte migliore di quella cultura - sembra rimasto molto poco.
      Da ragazza ho divorato Seneca: le epistulae ad Lucilium, il de brevitate vitae, il de tranquillitate animi.
      Ero ammirata da Demostene.
      C'è gente che ancora oggi non ha raggiunto quel livello di "conoscenza" che essi avevano allora!
      E poi la filosofia, la matematica, la musica (classica), l'arte.
      Ora metto da parte, solo per limitarmi a quell'aspetto della "cultura" di cui voglio parlare nel nostro discorso, tutti i soprusi, gli abomini e le nefandezze compiute nei secoli nella nostra cara Europa e al di fuori di essa (e, mi permetto di dire, da cristiana quale sono, persino da coloro che si professavano fratelli in Cristo). Gli uomini restano gli uomini. E l'umanità ne ha fatta di strada, nel bene e nel male, sbagliando e sorprendendo nella nobiltà d'animo di cui alcuni sono stati capaci, nonostante tutto.
      Ebbene, con sincerità, io amo molto la nostra cultura.
      Ne ho un profondo senso di appartenenza.
      Il che non mi impedisce di guardare anche altrove e al di fuori di essa. Del resto, come ho già detto, ho sempre constatato la bontà dell'insegnamento di mio padre, circa il sapere, che non è fatto in compartimenti stagni (e che è tale al di là delle singole culture).
      E quando si scorge ciò che unisce gli esseri umani, oltre le latitudini, le culture, che sono ricchezza, quando non sono sopraffazione dei singoli, lasciano l'animo più bello.

    8. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      Si, l'animo più bello: voglio credere con tutte le mie forze che questo basti o che sia almeno sufficiente sul piatto della bilancia della vita.
      Tuttavia, non ci hanno evitato il baratro.

      C'è da rimboccarsi le maniche. continuare a darci dentro e molto probabilmente c'è anche da badare un poco di più al sodo.

    9. CptHook 9 agosto 2022

      Dissento...

    10. Fantine 9 agosto 2022

      Hai ragione, caro saggio Abs.
      C'è da rimboccarsi le maniche e sicuramente badare anche un po' di più al sodo.
      Ps: non ci hanno evitato il baratro, perché l'abbiamo calpestata e abbandonata e abbiamo preferito la mediocrità e la superficialità nelle cose. Quasi in tutte le cose.
      Ma l'uomo ha grandi risorse. Sempre ;)

    11. Primadellesabbie 10 agosto 2022

      Qualche anno fa fecero un'inchiesta, girando con un mappamondo fisico e chiedendo ai passanti di indicare il loro Paese, gli USA, una percentuale stratosferica, dopo aver esaminato l'oggetto metteva il dito senza esitazione sull'Eurasia (perché è più grande).

      La mancanza di cultura non starà in piedi, ma questo è.

    1. Primadellesabbie 8 agosto 2022

      Sogni imperiali, che soggetto irresistibile!

      "...Io non insuperbisco, né mi vanto: non ho ragione alcuna di insuperbire, perché compio il mio dovere di sovrano e non considero nessun uomo superiore a me.

      Siete voi, piuttosto, i superbi: voi, schiavi, che vi arrogate la dignità pastorale e regale e insegnate, proibite e comandate..."

      Dalla prima lettera di Ivan IV, il Terribile, al suo favorito, principe Kurbskij, che lo ha tradito.

    2. CptHook 9 agosto 2022

      Bella citazione..., grazie...

    1. gianB 8 agosto 2022

      Innanzitutto non c'è più la Russia da una parte e la Cina dall'altra, ma bensì Russia e Cina insieme, che peraltro si stanno portando dietro una buona parte del pianeta.
      Poi questi due antagonisti in realtà sanno che debbono attendere e aspettare di vedere la vera faccia del grande burattinaio, la vera faccia della Chimera, non la faccia un po' folle ed un po' demente che sta mostrando ora, ma bensì la faccia seria di chi è certo di quello che vuole e quello che farà. La faccia del MAGA. Solo allora capiranno quali sono le scelte da fare e le decisioni da prendere. Insieme naturalmente, perché sanno che solo insieme potranno vincere le falsità della grande Megera, abile nel mutare le proprie sembianze.

    2. Nestor Halak 8 agosto 2022

      Vero, il crescente avvicinamento tra Russia e Cina è un grave effetto avverso dell'attuale strategia americana.A quanto pare pensano di poterlo fronteggiare efficacemente, il che, mi pare decisamente imprudente.

    3. gianB 9 agosto 2022

      Come ti ho detto in altre occasioni, il fronteggiare l'asse Russia-Cina non é una opzione per gli US, é una necessitá esistenziale (della nazione e del sistema economico occidentale).
      Trasponendo su un altro piano, ma ben interconnesso, é come il nietzschiano concetto della "morte di Dio", non é una scelta, una possibilitá, bensí una nesessitá esistenziale (pur all'interno di un paradosso). Se connettiamo i due piani, il tutto diviene un percorso chiaro, inevitabile.

    1. Lestaat 8 agosto 2022

      Bella rappresentazione Halak.
      A chiunque interpreti la tua metafora con una guerra militare agli USA consiglio invece un minimo di riflessione prima di esprimere una opinione perché evidentemente incapaci di capire una metafora tanto semplice come quella espressa nell'articolo. Prendere coscienza dei propri limiti è un passo verso la saggezza.

    2. buddyboy 8 agosto 2022

      Eppure io ci avevo riflettuto...,sei proprio sicuro che sia una metafora ? Perché sai, in tutto quello che c'è scritto, aldilà appunto dell'opzione "lancio di mortaretti" , non ho trovato nulla che la Cina già non stia facendo..e da tempo...

    3. Nestor Halak 8 agosto 2022

      Francamente non mi pare che la Cina stia da tempo lottando alla morte con gli Stati Uniti, ma al contrario che stia da sempre cercando un modus vivendi. Come del resto ha fatto la Russia, almeno fino allo scorso febbraio.
      Sono gli americani a cercare la rissa.

    4. buddyboy 9 agosto 2022

      Proprio perché sono gli americani a cercare la rissa e non da oggi (e non vi è alcun dubbio a riguardo), pensi che la Cina, sostanzialmente, non ufficialmente, non sia coinvolta anch'essa da Febbraio assieme alla Russia?? Come avrebbe potuto la Russia, pensare di poter sostenere lo scontro dal punto di vista delle conseguenze economiche, senza la "garanzia" ( fondamentale ) di un continuità ed ulteriore sviluppo nel partenariato con la Cina ? Se la Cina avesse accettato di imporre sanzioni ed isolare la Russia, gli Yankees avrebbero mandato la Pelosi a Taiwan o avrebbero invitato Xi a farlo con "comodo" ??
      Più che altro sarebbe difficile pensare il contrario e che Xi se ne sia stato fino ad oggi con le mani in mano..
      Leggo sempre con interesse i tuoi pezzi ed i tuoi commenti, e questo scritto l'ho trovato sopra le righe, sia positivamente nella prima parte, così come un poco azzardato nella parte conclusiva....

    5. Nestor Halak 9 agosto 2022

      Ogni critica è legittima Buddy e magari hai ragione tu, ma provo a rispondere.
      Tra Cina e Russia esisteva certo un'intesa prima della guerra, ma era un intesa fino ad un certo punto, così come esisteva un'intesa con gli Usa, ma era un intesa fino ad un certo punto. Certo che se a Xi gli tocchi Taiwan, il tuo grado di inimicizia con lui è destinato a salire così come il grado di amicizia di lui con la Russia.
      Insomma, le potenze non sono tutte da una parte o tutte dall'altra, ma sono qua e la fino ad un certo punto ed in modo variabile a seconda degli eventi.
      Per fare solo un esempio: di chi è amica la Turchia? E fino a che punto?
      La parte conclusiva non vuole suggerire che la Cina dovrebbe attaccare New York militarmente, attualmente è impossibile, ma che non dovrebbe attaccare militarmente altri cinesi, quelli di Taiwan perchè altrimenti saranno solo cinesi a morire. Sicuramente la Cina ha altre leve per far male agli Usa che non ha usato finora. Che le usi.
      Una nota sulla mentalità che corre al mondo: anche per i nemici dell'America, bombardare New York resta impensabile. Mentre bombardare Donetsk, città russa, è fattibilissimo.
      Ecco, tanto per cominciare, questa mentalità deve cambiare: gli Usa non sono intoccabili, occorre toccare loro, non Taiwan.

    6. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      Se la Cina agisse militarmente contro Taiwan, non sarebbe dissimile dall'Ucraina in tema di comportamenti. Non penso che faccia una mossa del genere in mancanza di un 'casus belli' eclatante. Inoltre ha lasciato che la Pelosi e la scorta atterrassero e partissero indisturbati.

      Qualche protesta interna c'è stata, protesta che reclamava qualche cosa di più tangibile contro gli USA ed alleati. (anche se alcuni si sono dissociati). Però il buon senso ha prevalso. Niente guerra civile.
      Parafrasando quindi WS 'molto rumore per nulla'.

      Quando (non è se ma solo quando) la Cina rimetterà le mani su Taiwan lo farà senza colpo ferire. Pazienza e pazienza e lavoro sotto sotto.i tempi loro sono tempi lunghi, ma arrivano.

    7. buddyboy 9 agosto 2022

      ..".Le potenze non sono tutte da una parte...," certo Nestor, in "superficie" ed ufficialmente, perche viviamo in un mondo estremamente interconnesso ed interdipendente, ma proprio per questo, dobbiamo osservare ogni singolare azione ed accadimento, in questa nostra realtà " ogni ( piccola) scelta nega inequivocabilmente il suo contrario".
      Fare l'embargo sulla sabbia a Taiwan pensi sia qualcosa di così inconsistente..?? Ha fatto più male agli Yankees, questo "pizzicotto" , che decine e decine di miliardi di armamenti forniti agli Ucraini e distrutti dai Russi.

    8. buddyboy 9 agosto 2022

      In meno di dieci anni è molto probabile che Taiwan non varrà più nemmeno " una messa"...Pensare che la Cina faccia una simile mossa, sempre parafrasando WS, direi che per Pelosa & C., sia più il "sogno di una notte di mezza estate"...

    9. buddyboy 9 agosto 2022

      Correggo centinaia e centinaia di milioni

    10. CptHook 9 agosto 2022

      Per la precisione, un "sogno bagnato"...

    1. buddyboy 8 agosto 2022

      Quando Xi Jinping deciderà di depopolare la Cina , andrà sicuramente in pellegrinaggio da questo saggio...

    1. Eugiorso 8 agosto 2022

      Spero che quelli che desiderano nella distruzione degli stati uniti e li odiano crescano di numero esponezialmente, in Italia e in Europa, ma credo che la distruzione degli usa sia possibile solo dall'interno, per l'esplodere improvviso (e spero molto sanguinoso) delle contraddizioni interne ... Le armi nucleari impediscono una guerra convenzionale per eliminare il tumore rappresentato dagli usa.
      Non resta che sperare nei trump, nei bannon, nella classe media depauperata, nel proletariato bianco e simili, ma non nella loro vittoria - che a noi non importa - ma nella loro capacità di arrivare allo scontro duro e destabilizzante con biden. i demokrat, i neocon, l'élite, i woke, le culatte e altri degenerati. Non me ne potrebbe fregar di meno di chi vince, anzi, se accadrà spero che non vinca nessuno rapidamente e che lo scontro si estenda e si aggravi fino alla guerra civile.

      Cari saluti

    2. Nestor Halak 8 agosto 2022

      Devo dire che io non sono tra quelli che desiderano la distruzione degli USA, mi accontenterei che non se ne andassero in giro per il mondo ad esportare la bombocrazia: forse una buona lezione potrebbe servire allo scopo.

    3. Hidalgo 8 agosto 2022

      Io sì, invece. È crollata Roma, non vedo perché non debba essere scaraventata nella polvere Washington.

      Sono nati con la violenza, l'inganno ed il sotterfugio. Auguro loro di finire nella stessa ed identica maniera. Sono un cancro. Ne hanno, di peccati da espiare. Che li scontino tutti. E in fretta.

    4. Fantine 9 agosto 2022

      A proposito del "portare la democrazia... boom!"

    5. absitiniuriaverbis 9 agosto 2022

      Nestor, a domanda, risposta:
      - quali sono i paesi liberi?
      + quelli occupati dagli USA

    6. Balabiott 9 agosto 2022

      Negli USA ci vorrebbe una guerra civile 2.0...Scatenata, a mo' di karma, da una 'rivoluzione colorata'.. Chi può, peró, farla detonare?.. dei Sharp o Soros 'esogeni' o forze antisistema interne agli Stati Uniti (una specie di 'anti deep state')?..

    1. assurbanipall 8 agosto 2022

      Maledetti, maledetti, maledetti. Voglio vederli umili (nel senso etimologico del termine: prostràti per terra).

    1. logos 8 agosto 2022

      Trovo il suo articolo una perla (come spesso accade). Anche perché semplificare ulteriormente non è possibile, ed oggi più che mai, è vitale che il messaggio passi.
      Cordialmente
      L.

    2. Nestor Halak 8 agosto 2022

      Grazie tante, mi piace la semplicità, purtroppo le cose sono spesso molto complesse ed è facile perdersi nei particolari e non capire più lo schema generale.

    1. jeints 8 agosto 2022

      Mi ricorda «attacco a Hollywood» con John Belushi. Attaccare N.Y.? Lo voleva fare Mussolini. Per piacere, le analisi geopolitiche sono una cosa seria.

    2. Nestor Halak 8 agosto 2022

      Ah, quant'è vero. Dovrei prenderla con più serietà. Tant'è vero che il nostro paese, per la geopolitica e la diplomazia si è affidato ad uno specialista serio e preparato come il dottor Di Maio.
      Devo dire che il bombardamento di New York non va preso troppo alla lettera, ma come un auspicio a non partire a testa bassa nei tempi e nei modi indicati dal nemico, ma a colpirlo piuttosto più direttamente dove e quando non se lo aspetta.
      Per quanto, non che c'entri nulla, ma mi pare che New York sia già stata bombardata.
      Gli americani sostengono da una specie di Spectre islamica con sede in un piccolo e poverissimo paese del terzo mondo usando una ventina di scalzacani barbuti che non erano propriamente dei top gun. Chissà che i cinesi non potrebbero fare di più!
      Il film, però, era molto carino: ricordo che andai a vederlo quando usci.
      Mi pare che quei pasticcioni dei giapponesi si fossero persi col sottomarino, ma per fortuna trovarono una piccola bussola nella sorpresa delle patatine.

    3. Primadellesabbie 8 agosto 2022

      Non occorreva attaccare NY, bastava che avesse accettato di patteggiare la restituzione dei debiti contratti per la WWI, come gli era stato suggerito per lettera da ambienti finanziari vicini alla Casa Bianca.

      (Ci saremmo risparmiati la WWII e oggi non saremmo una colonia).

      Ma a noi piace essere guidati da cogl..ni selezionati con cura e dei quali andiamo orgogliosi.

    4. BrunoWald 9 agosto 2022

      "come gli era stato suggerito per lettera da ambienti finanziari vicini alla Casa Bianca."

      Quando si dice un consiglio da amico!
      (O la famosa proposta che non si può rifiutare?)

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