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Sesso e ’68: Il Movimento Liberal rivoluzionò la ‘sessualità’ … ma a che costo?

DI SLAVOJ ZIZEK

rt.com

E’ passato mezzo secolo dagli eventi del maggio 1968 a Parigi (e non solo a Parigi) che hanno lanciato un movimento liberal guidato da una gioventù che cambiò il mondo. Quindi, sarebbe il momento buono per riflettere su cosa accomuna e cosa divide la liberazione sessuale e il femminismo degli anni ’60 dalle campagne di protesta dei giorni nostri, dalla  LGBT  a #MeToo.

All’indomani del ’68, la stampa “progressista” francese pubblicò tutta una serie di petizioni che chiedevano la depenalizzazione della pedofilia, sostenendo che in questo modo si poteva abolire la frontiera artificiale, culturalmente ristretta  e opprimente, che teneva separati i bambini dagli adulti, estendendo il diritto di usare liberamente il proprio corpo anche ai bambini. Dicevano che solo forze oscure “reazionarie” e “oppressive” potevano opporsi a questa misura e tra i firmatari figuravano figure culturali iconiche come Sartre, de Beauvoir, Derrida, Barthes, Foucault, Aragon, Guattari, Deleuze e Lyotard.

© Chris Robbins / Global Look Press
Comunque oggi, la pedofilia è percepita come uno dei peggiori reati criminali immaginabili e, anziché difenderla in nome del progresso anti-cattolico, è per lo più associata al lato oscuro della stessa Chiesa cattolica. Il che significa che combattere contro la pedofilia è oggi un compito progressista diretto contro le forze reazionarie.

E la vittima più bizzarra di questo cambiamento è stato il politico Daniel Cohn-Bendit, che vive ancora nel vecchio spirito degli anni ’60, che ha recentemente raccontato, in un’intervista, che durante la sua gioventù, quando lavorava in un asilo, faceva regolarmente dei giochetti di masturbazione con le bambine.

Subito dopo, con sua somma sorpresa, si è trovato ad affrontare una reazione violenta e tanta gente che chiedeva di cacciarlo fuori dal parlamento europeo e di denunciarlo.

Cambiano i Costumi

Il gap che separa la liberazione sessuale del ’68 dalla lotta per l’emancipazione sessuale di oggi traspare chiaramente in un recente scambio polemico tra Germaine Greer e alcune femministe che hanno reagito criticamente alle sue critiche che riguardavano #MeToo. Il loro punto saliente era il fatto che, mentre la tesi principale della Greer – che le donne dovrebbero liberarsi sessualmente dal dominio maschile e condurre una vita sessuale attiva senza fare le vittime – era valida negli anni ’60, ai tempi del movimento della liberazione sessuale, oggi la situazione è diversa.

E quello che è successo, nel frattempo, è che l’emancipazione sessuale delle donne (cioè la loro capacità di condurre liberamente sia una vita sociale che una vita sessuale attiva)  è stata mercificata. Mentre è vero affermare che le donne non sono più percepite come oggetti passivi del desiderio maschile, bisogna anche dire che la loro stessa attività sessuale ora è vista (dagli occhi dei maschi) come una loro permanente  disponibilità ad una interazione sessuale.

In queste nuove circostanze, affermare con forza NO non è considerato un semplice atto di auto-vittimizzazione della donna, perché implica un rifiuto di questa nuova forma di soggettivazione sessuale delle donne, che richiede non solo di sottomettersi passivamente al dominio sessuale maschile, ma anche di agire come se, anche loro, lo  volessero attivamente .

Di chi è la Colpa?

Benché ci sia un forte elemento di verità in queste argomentazioni, si deve comunque ammettere quanto sia problematico voler ancorare delle rivendicazioni politiche ad uno status di vittimismo. Del resto non è caratteristica fondamentale della soggettività di oggi la strana combinazione di un soggetto libero che si ritiene, in ultima analisi, responsabile del proprio destino e di un soggetto che basa la propria tesi su uno status di vittima delle circostanze, che sono al di fuori del suo controllo? Ogni contatto con un altro essere umano è vissuto come una potenziale minaccia – se l’altro fuma, se mi lancia uno sguardo avido, basta questo per farmi male – questa logica della  vittimizzazione oggi è universalizzata, e va ben oltre i normali casi di molestie sessuali o razziste.

Ad esempio, pensiamo al fiorente settore finanziario che si occupa delle richieste di risarcimento. Questa tesi del soggetto, che si ritiene vittima irresponsabile,  arriva all’estrema prospettiva del Narcisismo: ogni incontro con l’Altro appare come una potenziale minaccia per l’equilibrio precario del soggetto stesso. Il paradosso è che, nell’attuale forma predominante della individualità, l’affermazione egocentrica del soggetto psicologico si sovrappone paradossalmente alla percezione di se stessi come vittime delle circostanze.

I Miliardari  ‘di Sinistra’

Non si può restare nel sospetto che la sinistra della cultura del Politically Correct  della sinistra stia diventando tanto fanatica da difendere “il progresso” e da sostenere  tutte le nuove battaglie contro  le “apartheid” sessiste e culturali, pur di nascondere  di essersi ormai pienamente immersa nel capitalismo globale. E’ questo è lo spazio in cui  si incontrano la  LGBT + e #MeToo da una parte e  Tim Cook e Bill Gates dall’altra.

Come siamo arrivati ​​a questo punto?  Come hanno notato molti conservatori (e questo è proprio il punto), i nostri tempi sono segnati dalla progressiva disintegrazione di una rete di frontiere condivise, sulle quali poggia quella che George Orwell definì deliberatamente la “decenza comune”.

Oggi questi standard vengono liquidati come un giogo che subordina la libertà individuale a forme sociali organiche proto-fasciste. In una situazione di questo tipo, la visione liberale delle leggi minimaliste (che non dovrebbero regolare troppo la vita sociale ma solo impedire che gli individui non travalichino i propri spazi – o che non  “aggrediscano”) si trasforma in una esplosione di norme legali e morali e in un processo senza fine di dispute legali e morali, che viene etichettato come “lotta contro tutte le forme di discriminazione”.

Se non esistono costumi condivisi che bastino ad influenzare-modificando la legge, basta solo il fatto che qualcuno “infastidisca” un altro soggetto, per far  sorge una nuova domanda:  Chi – in assenza di queste usanze-costumi-mores condivisi – deciderà cosa si deve considerare  “molestia”?

Dopotutto, in Francia abbiamo visto associazioni di persone obese che chiedono che vengano bloccate tutte le campagne pubbliche contro l’obesità e a favore di sane abitudini alimentari, perché queste campagne compromettono l’autostima delle persone obese. Nel frattempo, i militanti del “Veggie Pride” condannano lo “specismo” dei mangiatori di carne (che in questo modo discriminano gli animali, privilegiando gli umani – e questa per loro è una forma particolarmente schifosa di “fascismo”) e chiedono che la “vegetofobia” sia trattata come una sottospecie della xenofobia e sia dichiarata reato. E così via e così via, fino a che forse un giorno parleremo anche di cose come l’incesto-matrimonio, l’omicidio consensuale e il cannibalismo.

Tana Libera Tutti

Ora il vero problema è l’evidente discrezionalità delle regole che cambiano sempre. Prendiamo la sessualità infantile: da una parte qualcuno può sostenere che criminalizzarla sia una discriminazione ingiustificata, ma dall’altra si può anche sostenere che i minori devono essere protetti dalle molestie sessuali da parte degli adulti.

E potremmo anche andare avanti: le stesse persone che predicano la legalizzazione delle droghe leggere di solito sostengono il divieto di fumare nei luoghi pubblici; e le stesse persone che protestano contro l’abuso patriarcale dei bambini piccoli nelle nostre società, si preoccupano quando qualcuno condanna gente di culture straniere che vive tra di noi e che fa esattamente la stessa cosa ( come i Rom che non mandano i bambini a scuola), giustificando questo comportamento come un caso di interferenza in altri “modi di vivere”.

È dunque per ragioni strutturali necessarie che questa “lotta contro la discriminazione” è un processo infinito che posticipa all’infinito il suo punto di arrivo, una società liberata da tutti i pregiudizi morali che, come diceva Jean-Claude Michea, “sarebbe, proprio per essere arrivata a questo punto, una società condannata a vedere reati in tutto e ovunque.”

 

Slavoj Žižek  è un cultural philosopher e senior researcher all’  Institute for Sociology and Philosophy dell’Università di  Lubiana, Global Distinguished Professor di Tedesco  alla  New York University, e international director del Birkbeck Institute for the Humanities dell’ Università di Londra.

Fonte: https://www.rt.com

Link: https://www.rt.com/op-ed/418238-sexual-revolution-metoo-harassment/

08.02.2018

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

26 Commenti

  1. Ma per carità, basta con questa menzogna della rivoluzione sessuale! Se c’è stata ha riguardato esclusivamente lo sdoganamento dell’atto sessuale solo come argomento di discussione o come oggetto di strategie pubblicitarie. La figa si paga, e non parlo delle mignotte, parlo di quella infinitamente più cara delle donne “rispettabili” e si è sempre pagata, questa finta rivoluzione è servita solo ad alzarne artificiosamente il prezzo. Sfido chiunque a farsi l’amante senza cacciare una lira… Io ho 42 anni, non c’ero, ma secondo me mio nonno chiavava più di me, a prezzo inferiore e con molta piú soddisfazione!

    • Detta così è po’ forte, ma è stupido, come vuole la morale odierna, ignorare che uomini e donne sono organicamente differenti e quindi, con ovvie sfumature da persona a persona, vivono la sessualità in maniera diversa.

      L’uomo da una donna che trova attraente chiede semplicemente la sua presenza accanto, la donna non si accontenta di questo. Nessuna donna si innamorerà mai di un uomo solo perché è bello o simpatico. Perché una donna si innamori l’uomo deve farle sentire che le sarà di appoggio nel realizzare i suoi progetti di vita.

      Ovviamente questo richiede all’uomo un corteggiamento “attivo”, atto a dimostrare quanto sopra. Se l’uomo delle caverne doveva dimostrare la sua forza e generosità regalando una lepre da lui cacciata o una pelle di lupo alla sua bella, l’uomo di oggi regala una cena in un buon ristorante o un oggetto di valore, oppure può offrirsi di risolvere alla donna un problema che la affligge.

      Ignorare questa VERITA’ significa inevitabilmente arrivare a degli equivoci.
      Ad esempio, ci sono uomini che credono che basti ripetere ad una donna ogni volta che la vedono quanto sia bella, o raccontarle una barzelletta divertente o parlare di interessi comuni per farla innamorare.
      E ci sono donne che invece credono che ogni uomo che, con trucchi ben sperimentati, si dimostra disposto a risolvere i suoi problemi sia veramente innamorato di loro.

      • Secondo me il tuo ragionamento non tiene conto del fatto che l’innamoramento è irrazionale e si basa in gran parte su dinamiche inconsce.

        • Ho mai parlato di dinamiche conscie?
          Al contrario, conosco molte donne innamorate di uomini che le hanno conquistate illudendole con false promesse e che, pur essendo conscie della cosa, continuano ad essere innamorate.

          Leggiti qualche trattato sugli psicopatici e il loro potere di seduzione e poi se ne riparla.

          • Il tuo ragionamento non è sbagliato in sé, ma parla di qualcosa d’altro, non di innamoramento.
            Prendiamo ad esempio la frase “Perché una donna si innamori l’uomo deve farle sentire che le sarà di appoggio nel realizzare i suoi progetti di vita”. Se sostituisci “si innamori” con “acconsenta ad un rapporto duraturo con…”, l’affermazione sarebbe corretta. L’innamoramento è altro e lo ritrovi esemplificato nei detti popolari “al cuor non si comanda” o “l’amore è cieco”, senza scomodare la psicoanalisi che parla di “pulsione”. Di due innamorati si parla anche di “folie a deux”, rende bene l’idea. Alcuni parlano di “bufera ormonale”. L’innamoramento dura però solo pochi mesi e non è la base per un legame duraturo. Anche il substrato ormonale è diverso nell’innamoramento e nella fase successiva ad esso, se il rapporo continua. La mia critica si riferiva solo all’uso del termine. Forse mi sbaglio, ma non credo che si possa “far innamorare qualcuno”, come mi sembra che tu sostenga, al contrario, “la scintilla” scatta per meccanismi del tutto al di fuori dei nostri comportamenti consci.

          • Quella che descrivi tu pare più una cotta adolescenziale. Io parlo di persone adulte.

            E, insisto, approfondisci l’argomento della seduzione:
            https://contattozero.com/tag/la-seduzione-del-narcisista-perverso/

          • Stai parlando di comportamenti patologici nei quali la vittima ha, presumibilmente, tratti di personalità complementari a quelli del carnefice. Non escludo che, in forma attenuata, meccanismi di questo tipo siano in atto anche in persone integrate.

            Io ho descritto quello che si intende per innamoramento, uno stato psicofisico ben definito sotto molti aspetti, emotivi, comportamentali e ormonali.

            Se per te vale un’altra definizione o ti diletta relegare quanto da me descritto nel mondo delle “soap opera”, liberissimo di farlo.

            Però lasciamelo dire, capisco la riconoscenza di una donna delle caverne davanti a una lepre cacciata, ne andava della sopravvivenza fisica, ma fare un paragone con la donna di oggi davanti a un oggetto di valore o l’offerta di una cena…non so, mi sembra che l’immagine della donna ne esca un pó svilita. Si vede che l’ideologia mercantilista si è insinuata negli interstizi dei rapporti umani.

          • Io vedo invece che l’oscurantismo cristiano prima, che eleva l’uomo al di sopra delle altre creature, e la logica cartesiana poi, che tende a separare l’intelletto dal cervello in cui viene generato, hanno condizionato al punto la nostra cultura da far credere che noi siamo differenti dagli uomini delle caverne.

            Chiedi ad una qualsiasi tua amica emancipata se considerano svilente e antiquato farsi offrire una cena da un uomo o farsi aprire lo sportello dell’auto prima di salire…

          • Anche assumendo l’identità del corredo genetico fra gli esseri umani di oggi e quelli dell’età della pietra, il paragone da te fatto non regge, in quanto la selvaggina serviva alla sopravvivenza in un contesto di necessità, mentre la cena serve ad accattivarsi le simpatie in un contesto ludico. Se non sei d’accordo, mi arrendo. Uno a zero per te 🙂

          • Piano piano ti avvicini… quello del cibo è solo un esempio. Anche se una donna è economicamente autosufficiente avrà comunque dei bisogni insoddisfatti, e l’uomo che saprà soddisfarli avrà la chiave del suo cuore.

            Una volta conoscevo una ragazza che aveva problemi relazionali con sua madre che le gravavano addosso come un peso.
            Un collega di lavoro iniziò a mostrarsi interessato a lei, anche se lei non ne era affatto attratta, anzi, mi confidò che fisicamente le faceva ribrezzo.
            Lui riuscì comunque a convincerla ad uscire e lei le parlò di sua madre.
            Parlandole lui riuscì a farle accettare il fatto che non tutto nella vita può andare come vogliamo e che non doveva sentirsi in colpa od incolpare la madre del cattivo rapporto.
            Dopo un po’ di tempo questa amica mi disse che stavano insieme e che era felice perché lui le aveva dato la serenità che non aveva mai avuto.

            È così che funzionano le donne. Se riesci a capire cosa manca loro hai la chiave per il loro cuore.

  2. E’ incredibile che si faccia confusione fino a questo punto tra un movimento spontaneo di emancipazione coordinato politicamente con le lotte di liberazione sociale che ha contraddistinto le fasi di migliore avanzamento civile in Europa con la politica di manipolazione e di destrutturazione delle sovranità, anche biologiche e sessuali, che sono portate avanti oggi dalle agenzie del nuovo ordine mondiale. Ma l’articolista è un incapace in buona fede o è un provocatore infiltrato sionista?

    • Infatti. Oggi si ragiona sulla diffamazione del Sessantotto, mentre se ne nasconde la realtà: il Sessantotto fu innanzitutto un movimento di rivolta sociale in cui le lotte operaie per il salario e l’orario di lavoro si saldarono con le mobilitazioni degli studenti contro la guerra del Vietnam. Il Potere tremò, questa è la realtà, perchè quando le fabbriche sono occupate, le scuole sono occupate e operai e studenti si organizzano insieme per il Potere sono guai seri. Di fronte a questo movimento fu scatenata un’immane controffensiva in cui il Potere mise in campo tutta la sua forza: repressione + infiltrazione ideologica. Nelle assemblee, nelle riunioni politiche che si tenevano nelle scuole e nelle fabbriche in lotta non si parlava certo di “liberazione sessuale” o di legalizzazione della marjuana, questi discorsi venivano portati avanti sulla stampa underground (riviste come “Re Nudo” e “Stampa Alternativa”), che era una parte molto marginale del movimento. All’inizio quei contenuti furono amplificati dalla stampa mainstream allo scopo di terrorizzare la maggioranza silenziosa e benpensante, ma poi il Potere capì che il ceto medio era molto sensibile alle tematiche riguardanti il costume e i diritti civili e cominciò un’accurata operazione di recupero ideologico (accompagnata sempre da una severa bastonatura degli operai e degli studenti più esagitati). Furono create case editrici ad hoc, specializzate nel propagandare la valenza prettamente commerciale dei contenuti “rivoluzionari” e si creò un’immagine del Sessantotto molto distante dalla realtà operaia che ne aveva acceso la miccia. Il recupera funzionò egregiamente negli USA e in Francia, in Italia il Potere ebbe serie difficoltà. Mentre il ’68 degli operai e degli studenti nel resto del mondo durò qualche mese, in Italia si protrasse per 10 lunghi anni.

      • Infatti, si critica il ’68 studentesco, dimenticando che subito dopo venne il ’69 operaio con l’autunno caldo e tutto quello che successe in seguito in termini di conquiste sociali: anche quello un “movimento borghese”? E oltre alla repressione e all’infiltrazione ideologica, che tu dici, non scordiamoci la diffusione scientifica dell’eroina, come era già successo negli USA contro le Black Panthers.

        • Esattamente. L’Operazione Blumoon non fu un’allucinazione complottista, ma un’iniziativa della CIA in coordinamento con i servizi segreti di tutti i paesi, ci sono prove circostanziate che non si possono negare, tanto che è riconosciuta anche dall’informazione mainstream.. Tutto cominciò con la prima guerra in Afghanistan. La CIA riforniva i guerriglieri anticomunisti e in cambio riceveva ingenti quantitativi di oppio che venivano lavorati in Pakistan. Trasformata in eroina, la droga raggiungeva le piazze dei paesi occidentali attraverso passaggi sicuri, le basi militari USA e NATO. la vendita al dettaglio era affidata alle organizzazioni criminali locali (in Italia ai cosiddetti “calabresi”. Anche oggi è in corso una nuova Operazione Blumoon, contro l’Iran, in cui la diffusione dell’eroina ha toccato livelli paragonabili a quelli dell’Italia negli Anni 1980. La provenienza della droga è la stessa, gli obiettivi sono diversi.

          • Ma anche prima, l’oppio coltivato nel sud est asiatico durante la guerra del Vietnam, sia nel triangolo d’oro dagli eredi del Kuomintang sia anche in coltivazioni autonome, veniva raffinato in loco a cura della stessa Cia, e poi spedito come eroina negli USA tramite aerei militari e lì spacciato soprattutto nei ghetti. Tutta la filiera è descritta splendidamente nella saga di J. Ellroy “American Tabloid”

      • Bombe di destra ed esecuzioni di sinistra… per nascondere il vero nemico che stava al centro. Fascisti contro comunisti… il “divide et impera” che funziona anche oggi…

        • Esatto. Come i combattimenti dei cani, prima li menano e poi gli fanno vedere il nemico. E chi organizza fa soldi -:)

  3. Il ’68 è un tipico esempio di quanto all’uomo piace chiacchierare…. E di quanto rimane invischiato nelle sue chiacchiere…”rivoluzione, sociologia, società, uomo, donna, sesso,…. ” che bei paroloni… Come riempiono bene la bocca…
    Parlare senza neanche avere chiaro quello di cui si parla…. È per questo che dopo 50 anni dal mitico 68 ci ritroviamo in una perversa confusione…

  4. Caro Slavoj, il femminismo, qui da noi, ha avuto due fasi: prima e dopo il cappotto da alpino (anche a letto), data la vostra storia, lì da voi a Lubiana, le due fasi potrebbero essersi invertite, prima il cappotto e poi adesso la lingerie provocante.

    Ecco spiegata la confusione che stai facendo. O siete a corto di lavoro all’Istituto di Sociologia?

  5. La scoperta del sesso è servita per evitare la conoscenza del corpo

    • Diciamo che la sua repressione è servita come mezzo di controllo delle masse… di rimbalzo ora la sua esaltazione viene sfruttata esattamente per lo stesso scopo!

  6. L’indubbia ‘regressione’ del valore ludico e spontaneo del sesso e’ dovuto all’AIDS. Questa e’ stata la causa scatenante il cambiamento culturale di valore dell’atto: prima ’emancipatorio’ e dunque da farsi liberamente con chiunque, senza eccessivi problemi, anzi da consentirne la pratica anche senza vero esplicito consenso in quanto atto sommamente ‘naturale’, oggi presuntamente atto in potenza letale e pertanto da circondarsi di cautele, prove di consenso inoppugnabili, remore e mistificazioni che invitano a tenere le distanze specie tra uomo e donna ( stranamente questo non accade pero’ per il mondo gayo…). Insomma oggi l’atto uomo/donna e’ denegato di valore, ridotto a merce scambiabile nel mercato del sesso, privato di connessioni con il resto della vita ‘produttiva’, molto pubblicizzato ed assai poco liberamente agito. Eros e’ caduto in rimozione, verrebbe da dire, guardando ad esempio come le subrettes dei tanti film porcelli si siano rapidamente convertite a vestali di opere pie rinnegando il loro passato ‘libertario’.
    Il mio pensiero e’ che si deve investire tutto il possibile per debellare questa sindrome per LIBERARE ENERGIE POSITIVE e specie la ‘sinistra’ dovrebbe avere questo compito, non facile ma neppure impossibile: a sentire i luminari della materia il solo problema e’ che mancano i fondi. Possibile in un mondo ricco come il nostro ? Evidentemente c’e’ dell’ altro, molto altro …

  7. Come sempre si fa un gran parlare di un argomento, la sessualità in funzione di normarla, semplificarla, renderla accettabile, salvo poi avvicinarsi ad essa e scoprire che la si era sottovalutata e che accettare di pretendere di raggiungere una accettazione o una repulsione del fenomeno è alquanto ridicolo e inutile. Allora ci si dovrebbe chiedere perchè si fa questo sforzo? Perchè la società dovrebbe decidere se la libertà dei costumi oppure le etichette che si danno sono corrette o meno? secondo me una buona parte della responsabilità nel nostro sistema riguarda il lato normativo, la giurisprudenza deve avere dei punti fermi per poter esprimere ciò che è giusto o no e la politica fa ricadere sotto forma di simboli e slogan ciò che vuole per ottenere l’effetto che desidera (gender, adozioni, unioni etc…) Tutto questo salvo poi appunto creare dei paradossi come quelli elencati nell’articolo che aiutano gli spiriti allegri e buontemponi a cavalcare la logica che pretenderebbe di imbrigliare i sentimenti e l’animo umano per un proprio vantaggio vendicativo, veniale etc…
    Attenzione, con questo ragionamento non voglio affatto dire che non serva riflettere su ciò che è giusto o meno giusto, su ciò che sarebbe meglio fare o che potrebbe o dovrebbe essere fatto anche se mal giudicato etc…tutto questo sforzo fa parte da sempre della crescita della vita interiore e ha dei ritmi personali, ha dei ritmi e lignaggi culturali ed un eccessiva focalizzazione su questi temi per renderli “normali” attraverso l’istruzione mirata fin da giovane età con le teorie gender etc… temo che porti al rilento e fossilizzazione ciò che invece ė dinamico come i rapporti personali e la normalizzazione è causa di stupidi stereotipi e di stupide persone e le mode fossilizzano creando tabù che talvolta rendono paurosi e preconcetti o frustrati e depressi, con disturbi bipolari…
    Magie del capitalismo anche queste.

  8. “All’indomani del ’68, la stampa “progressista” francese pubblicò tutta una serie di petizioni che chiedevano la depenalizzazione della pedofilia; dicevano che solo forze oscure “reazionarie” e “oppressive” potevano opporsi a questa misura e tra i firmatari figuravano figure culturali iconiche come Sartre, de Beauvoir, Derrida, Barthes, Foucault, Aragon, Guattari, Deleuze e Lyotard”: e questi cosiddetti “intellettuali” oggi vengono considerati dei classici! E’ proprio vero che simili intellettualoidi da strapazzo sono resi “Grandi” soltanto dalla Morte ma soprattutto, dal Tempo trascorso dalla loro Morte perché, se fossero dei contemporanei, la gente intelligente li spernacchierebbe come meritano.
    L’articolo è assolutamente condivisibile mettendo in risalto la miseria di tutto questo pseudomovimento “antidiscriminazione” (si fa per dire) i cui partecipanti ripetono a pappagallo le fesserie dei Padroni del Discorso che puntano sui cosiddetti “diritti individuali” per nascondere alla gente la contemporanea distruzione dei ben più importanti “Diritti Collettivi”.
    Buonanotte Mondo

  9. Il discredito del sessantotto torna perfettamente funzionale al potere, che vuole cancellare la storia, secondo il metodo orwelliano, così da ricordarlo solo per l’aspetto più ripugnante menzionato da Slavoj Žižek. Invece non si dovrebbe trascurare che il sessantotto fece le uniche riforme sociali del dopoguerra, proprio quelle che oggi vengono smantellate dal turbocapitalismo renziano: statuto dei lavoratori (art.18 cancellato), legge sul divorzio, legge sull’aborto, riforma del diritto di famiglia, riforma degli organi collegiali della scuola. Slavoj Zizek poi è il tipico filosofo postmoderno, idolo di giornali, università e case editrici, dotato di sfrontatezza intellettuale, oggi il suo obiettivo è confondere le consuete argomentazioni razionali per ricoprire il tutto della nebbia dell’incertezza, per rilanciare l’idea che la vera rivoluzione deve ancora venire, come fosse un ebreo che sta aspettando l’arrivo del messia. Zizek è lo Tsipras della filosofia, vezzeggiato dai festival più conosciuti, editorialista per le testate di quel sistema che lui disprezza, è l’intellettuale dell’avanguardia europea. Tutto si confonde per Zizek: il populismo e il terrorismo, il burkini e il topless, Clinton e Trump, Le Pen e Macron, gli xenofobi e i migranti «Sono tutti volti dello stesso nemico, aspetti della stessa contraddizione’del capitalismo globale». In questo caso descrive un solo aspetto del ’68, la rivoluzione sessuale, e per di più ne coglie il lato più scabroso e disgustoso. Il ’68 invece fu ben altra cosa, in pratica un anno che durò un decennio, ad accendere la miccia furono gli universitari, quando nell’autunno del ’67 iniziarono le occupazioni degli atenei nelle principali città del centro nord. La rivoluzione prendeva di mira la connotazione classista del sistema dell’istruzione, denunciata dall’esplosivo “Lettera a una professoressa” di Don Milani. La critica del movimento studentesco si rivolse con violenza contro il sistema capitalistico consumista, che mercificava gli esseri umani, alla pari degli oggetti della produzione industriale. Il Pci guardò prima con sospetto, poi con aperta ostilità al movimento, perché rifiutava di riconoscere la sua leadership. Poi la protesta arrivò anche nelle grandi fabbriche del nord, così nacque una sorta di stretta connivenza politica tra studenti e operai, un fatto del tutto inedito, mai avvenuto nella storia. Nel maggio del ’69 alla Fiat scoppiò una serie di scioperi spontanei, proclamati al di fuori del controllo sindacale, che paralizzò la produzione per oltre 50 giorni. Artefici gli operai meno qualificati, spesso immigrati dal sud, e lo scontro fu così radicale che gli operai torinesi affrontarono per 24 ore la polizia. Poi l’autunno caldo segnava il momento di massimo scontro sociale nell’Italia del tempo, quando gli operai ripudiavano la diversificazione delle qualifiche e chiedevano che il salario fosse svincolato dalla produttività. Finché il capitale si riorganizzò per fermare l’ondata di scioperi e diede inizio alla strategia della tensione, quando il 12 dicembre a Milano una bomba uccise 12 persone nella Banca nazionale dell’agricoltura. Il sogno era finito in un bagno di sangue e cominciavano gli anni di piombo.

  10. Pasolini disse che i veri proletari nel ’68 erano i poliziotti ed aveva in buona parte ragione. Il ’68 è stato anche la fusione fra due patologie: la sinistra ed il femminismo. Esistono solo perché esiste il loro opposto. Infatti, oggi siamo nell’era dei patolosensibili, nipoti del ’68. Prima di parlare di liberazione bisogna accettare il fatto che chi è schiavo lo è per scelta, sia personale che collettiva. Le donne si sono liberate dal silenzio delle mura domestiche ed hanno avuto la possibilità di avere anche loro libertà di parola. Questa è stata la loro rovina. Gli uomini continueranno a fare quello che hanno sempre fatto, ovvero dare ragione alle donne quando gli fa comodo. E questa mania di difendere le minoranza è una estensione della patologia di femminisinistra che si esprime con il vittimismo, la caratteristica degli incapaci. Quando parlo con le donne sento dire spesso che il dominio maschile non piace, poi sotto le coperte le cose cambiano alla velocità della luce. Quanta ipocrisia inutile in alcuni commenti. Buon divertimento