“SCIENZAH” E SPIRITISMO

Agostino Gemelli contro il Positivismo di Marco Ezechia Lombroso

Di Loreto Giovannone per ComeDonChisciotte.org

Padre Agostino Gemelli: Psicologo italiano (Milano 1878 – ivi 1959). Francescano; fondatore (1921) e rettore dell’Università cattolica del Sacro Cuore (Milano); presidente dal 1936 della Pontificia accademia delle scienze […] i suoi studi più importanti riguardano la psicologia sperimentale (né fondò e diresse il laboratorio presso l’Università Cattolica). Nei suoi studi scientifici nel campo della psicologia sperimentale approfondì i problemi relativi alla percezione e alla personalità. (1)

Il libro Le dottrine moderne della delinquenza: Con questo titolo, edito a Firenze per Libreria Editrice Fiorentina, nel 1908 uscì l’opera del padre Agostino Gemelli. Nel primo capitolo padre Gemelli chiarì l’errore fondamentale degli “alienisti” dell’epoca, secondo cui lo studio della patologia fu usato [per fini politici] al di fuori degli stretti ambiti clinici. L’autore cita Enrico Morselli (antropologo, alienista lombrosiano, oggi diremmo “psichiatra”): “La dottrina della degenerazione saltellò temerariamente fuori dai cancelli della clinica e portata nel giornalismo quotidiano, nella critica letteraria, nelle aule della giustizia divenne, purtroppo un mezzo di divulgazione della dottrina antropologica della delinquenza fra le persone profane della scienza…”. Afferma Gemelli che le conseguenze non potevano non essere gravi e l’uso distorto del vocabolo “degenerazione”, usato e abusato da Lombroso, creava arbitrio e preconcetti a servizio di teorie dubbie e paradossali.

Sugli errori di metodo delle teorie di Lombroso, padre Gemelli è perentorio, e sempre citando Morselli, è ancora più negativo:

La cosa è giunta a tal punto che… tutti noi alienisti… peccammo durante un certo numero di anni per esagerata confidenza nella dottrina della “degenerazione”, tanto che finimmo per porre questo fattore interno… a fondamento e a criterio quasi esclusivo delle nostre classificazioni e definizioni delle malattie ed anomalie mentali. E il male andò tant’oltre che la dottrina della degenerazione divenne il perno di altre dottrine non meno famose e non meno accarezzate dal pubblico grossolano”.

Secondo padre Gemelli, le teorie dubbie e paradossali trovano facile via nella ignoranza del pubblico grossolano fino al punto che la “degenerazione” viene infiltrata nell’insegnamento (cita Marchesini, scolaro di Ardigò):

“la cosiddetta pedagogia scientifica prescinde dai fondamenti etici della scienza dell’educazione”.

Il punto di vista scientifico di Gemelli sull’antropologia criminale:

Cesare Lombroso [Marco Ezechia Lombroso], attorno al quale si strinsero numerosi italiani, fu il padre di questa nuova scienza. Ben presto però fra i numerosi scolari dello psichiatra torinese (nato a Verona da famiglia sefardita), si notò uno spirito d’insurrezione e la teoria del «Maestro», dilagando per i piani d’Italia, si divise in ruscelli, in torrenti e in fiumi che intesero assumere fisionomia propria e autonomia di mezzi d’indagine. Gemelli indicò i protagonisti della scissione in Garofalo, Ferri, Morselli, Sergi, Brugia, i metodi lacunosi e approssimativi di Lombroso furono considerati subito privi di valenza scientifica. Lombroso, nella introduzione della quarta edizione de L’uomo delinquente, e delle sue teorie, annotava l’insieme di 55 studiosi della materia, che secondo lui, additò e spesso colmò le troppe lacune del mio primo disegno e ne fissava le pratiche applicazioni giuridiche. Ma la più grave delle lacune, oltre la reale mancanza di scientificità è proprio l’assenza di un organico collegamento con la fisiologia della cui lacuna era consapevole, da cui la sua esigenza di completarne lo studio anatomico, ed iniziarne il fisiologico. A riprova dell’incoerenza di ragionamenti Lombroso trovava paradossale rigoglìo di salute in individui malati spesso fino dalla nascita”.

La sconclusionata incostanza del ragionamento continua: “E così ho potuto dimostrare che in essi, la infermità si associava all’atavismo, compiendo quella fusione fra i due concetti del delinquente nato e del pazzo morale… ma che non potevasi ammettere con sicurezza”. Di fronte ad un vuoto di conoscenza Lombroso associa l’infermità, non provata da nessuna indagine clinica, all’atavismo e al pazzo morale. Gemelli profondo assertore del metodo scientifico mise in risalto la assoluta nullità delle teorie lombrosiane “poiché nelle varie opere dell’alienista torinese è molto facile cogliere una mutazione continua tale che, confrontando le conclusioni poste successivamente, riesce quasi impossibile identificare le prime con le ultime; anzi le ultime sono di frequente la negazione delle prime”.

La devianza della scuola di Lombroso e l’errore metodologico: Nella prefazione, Gemelli nota due errori fondamentali. “Il primo è l’autoreferenzialità che la scuola in tutte le forme che essa ha, mano a mano assunto si vorrebbe fosse l’unica fonte di conoscenza, perchè il “metodo positivo” è il solo che deve guidare alla spiegazione dei fatti”.

Il secondo, fondamentale per capire la deriva intrapresa, è il giudizio definitivo di Gemelli: “La Scuola si è messa allo studio del delinquente nelle sue manifestazioni. Infatti mentre la vecchia criminologia si era limitata a studiare il delitto lasciando nell’ombra l’uomo delinquente, l’antropologia criminale invece, seguendo l’esempio luminoso che le avevano dato tutte le scienze biologiche, mediche e fisiche, introdusse in questo studio i metodi sperimentali, si valse ampiamente dei progressi che queste scienze avevano compiuto per questa via e, avanti di studiare il delitto, studiò l’uomo che il delitto ha commesso. Con questa mira l’antropologia criminale si è messa alla ricerca dei caratteri anatomici, fisiologici e psichici del delinquente. Ma, in questo studio, che potrebbe essere fecondo di importanti risultati, essa ha smarrita la via. Anche qui si è commesso il grossolano errore di confondere lo studio delle condizioni della delinquenza con lo studio delle cause”.

In questo punto fondamentale Gemelli coglie l’aberrazione delle teorie di Lombroso che aveva inventato l’inesistente rapporto tra fossetta occipitale e comportamento delinquente, associando la diversità della forma cranica ai comportamenti di pericolosità sociale e inferiorità del tipo mediterraneo. Una falsa invenzione voluta, reiterata, veicolata dal regime liberale unitario che proiettò sul “nemico” politico, gli insorgenti al nuovo ordine sabaudo, i cosiddetti “briganti”, le inesistenti qualità delinquenziali. Gli insorgenti, organizzati in vere e proprie brigate, che condussero una guerriglia armata contro l’esercito invasore, vennero “degradati” a briganti, delinquenti comuni.

Per gli ex abitanti del Regno delle due Sicilie, la propaganda – di giornali e libri – per perseguitare gli oppositori politici ed annientarli con l’ausilio ideologico della discriminante razziale, usò il termine “distruggere il brigantaggio”.

"SCIENZAH" E SPIRITISMO

Padre Gemelli criticò le dottrine criminali positiviste e le derive devianti con lo spostare l’indagine dai delitti “all’uomo delinquente”, il soggetto che compie il delitto. Grossolani errori di metodo, di impostazione scientifica, gretta concezione fuori dai fondamenti etici, questa fu la sostanziosa critica di padre Gemelli alle idee dubbie e paradossali di Lombroso ed alla mancanza di fondamenti etici nel modo di procedere, oggi universalmente riconosciuta come pseudoscienza o falsa scienza.

Per Gemelli il tipo criminale non esiste, perciò già anni prima, Lombroso fu abbandonato dalla comunità scientifica alle sue sedute spiritiche con la famosa medium Esapia Palladino.

Dopo soli trent’anni dalla disunità italica, la piccola borghesia aveva invaso tutti gli apparati della nuova monarchia sabauda dalla Savoia francese, causando disastri inenarrabili razziando le casse con ruberie degli stati preunitari, furti, malaffare, crisi economiche e sociali.

Solo per fare due esempi, la crisi spaventosa del 1882 con anche un focolaio di colera mostrò una brillante incursione nell’Italia minoritaria e anticonformista di fine Ottocento: repubblicana, massonica, laica, positivista, percorsa da imbalsamatori, da fautori della cremazione e da costruttori di mausolei. La pseudo scienza “positivista” di Marco Ezechia Lombroso naufragò nelle sedute spiritiche: “In un altro articolo parlerò dei fenomeni prodotti dai medium e molto in particolare di Eusapia Paladino, che era la medium di cui Lombroso si serviva per le sue esperienze, che ho avuto l’onore di frequentare a Napoli”.(1)

"SCIENZAH" E SPIRITISMO
Eusapia Palladino di Minervino Murge, raffigurata con la stella a cinque punte rovesciata di casa Savoia

Il prof. E. Chiaia attestò che Manuel Otero Acevedo, un ricercatore internazionale di fenomeni spiritualisti di fine ‘800, invitò Lombroso ad un confronto sul campo, ma Lombroso si sottrasse e Acevedo reagì così:

Data l’impossibilità per me e lui di incontrarci, partii per questo Napoli la settimana successiva, e l’unico rammarico che riportai dall’Italia fu che un’eminenza come il professor Lombroso non avrebbe avuto il coraggio e l’indipendenza di carattere necessari per studiare materie importanti come queste e stare di fronte ad accademici che le rifiutano senza conoscerle” (2).

La crisi economica del 1882 portò ad un profondo impoverimento sociale, le conseguenze non tardarono ad arrivare sotto forma di morbo asiatico. Durante l’epidemia del 1884-87, le province italiane che vennero colpite furono 44, solo in tre di queste si trattò di un’epidemia: Cuneo con 1.655 morti, Genova con 1.438 morti e Napoli che invece ne contò 7.994 pagando l’ennesimo contributo di vite umane frutto della disunità nazionale mano militari; fucilazioni, baionettate ed impoverimento conseguente di quello che era stato l’ex Regno delle due Sicilie con la creazione della sub colonia al sud.

La fine della pseudoscienza lombrosiana fu sancita da Paolo Mantegazza che, dopo il 1880, cancellò e radiò Lombroso da quello che in quel tempo era l’elenco ufficiale degli antropologi italici.

Tuttavia, persiste ancora oggi nella società italica l’ideologia lombrosiana disseminata in diversi ambienti, non ultimo nella formazione delle forze di polizia, in alcuni ambienti della letteratura gialla, ma soprattutto nelle fiction televisive dove il morboso, il torbido, l’orrido, il sanguinario trovano i vasti campi coltivati dello spiritismo e dell’occulto.

Di Loreto Giovannone per ComeDonChisciotte.org

Loreto Giovannone. Studioso di storia alla ricerca dell’identità culturale e geografica delle origini. Studioso dei documenti amministrativi e ufficiali dell’Unità d’Italia conservati negli Archivi di Stato. Scopritore della prima deportazione di Stato di civili del Sud Italia nei lager del centro nord. La prima deportazione in Europa attuata dallo Stato italiano dal 1863, circa settanta anni prima del nazismo. Scrittore, articolista di argomenti storici con la predilezione della multidisciplinarietà di scuola francese. Convinto assertore che la Storia è la politica del passato.

NOTE

https://www.elpasajero.com/ventolera/vallelombrosopaladino.html

(*) = http://www.treccani.it/enciclopedia/agostino-gemelli/

1 = (Valle-Inclán, «Psiquismo», Obras Completas , II, 2002: 1429).

2 = (Otero Acevedo, «Los Fantasmas» IX, Heraldo de Madrid , 16-VIII-1891: 1)

Articolo del 17.12. 2015 rivisto e modificato in aprile 2023

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