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SANTORO, SEI PRONTO PER UN’ALTRA TV ?

DI GIULIETTO CHIESA
megachipdue.info

Tra le molte cose giuste e vere che Santoro ha detto nella sua autodifesa di fronte al pubblico di Annozero e ai lettori del Fatto» del 22 maggio, « c’è qualche importante “interstizio” su cui riflettere. Interstizi, tuttavia, rivelatori. Credo inoltre di avere titolo per replicare anch’io alle sue parole, nella mia qualità di autore di una lettera l (inviata al «Manifesto» e al «Fatto», ma che solo il «Fatto» ha pubblicato ) in cui, in sostanza, invitavo Santoro, e tutti coloro che lo hanno sostenuto nella sua battaglia per una televisione migliore, a prendere atto che la battaglia interna alla televisione berlusconiana non era più praticabile e che bisognava dichiarargli guerra dall’esterno, trasformando Raiperunanotte una tantum in Raiperunanotte tutti i giorni.

Ci fu un grande silenzio, a sinistra. Anche Santoro tacque. Infatti la mia proposta era stata già fatta un anno prima, con il lancio di Pandora TV, che era stato ignorato da tutte le forze democratiche, i movimenti, i partiti semidefunti della sinistra.

Adesso Santoro scrive, testualmente, che «Raiperunanotte insegna che, se il contenuto è forte, i contenitori si trovano, e con ascolti da grande tv generalista. Senza che nessuno ti possa bloccare o condizionare. La sfida è trasferire l’esperienza di quella serata unica nelle forme più efficaci per fare di Raiperunanotte qualcosa di non episodico, stabile».

È esattamente la mia proposta. A Santoro dico soltanto una cosa (ma la dico anche a tutti gl’intellettuali, agli uomini di spettacolo che hanno traccheggiato in tutti questi anni, e la dico anch’io, come Santoro, ai direttori dei grandi giornali di opposizione, come «la Repubblica» e «il Manifesto», e non parliamo de «l’Unità» perché altrimenti ci viene da piangere): perché non l’avete detto, e fatto, prima?

E dico a Santoro: per ragioni storiche perfettamente chiare tu sei l’unico che può capitanare questa squadra di combattimento, l’unico che può trascinare ascolti da grande tv generalista, perché sappiamo che anche il pubblico democratico conosce solo questa televisione “progressista” – la tua – tutta interna, come forma, alla tv che manipola, ma (ed è tuo merito), molto esterna come contenuti al mainstream mentitore.

Perché non lo fai?

Hai dichiarato guerra, dagli schermi della televisione del nemico. Non tutta la tua dichiarazione di guerra ci è piaciuta, ma la sostanza sì, ci è piaciuta. Adesso dichiarala tutti i giorni: dal di fuori. Puoi farlo. Ti sosterremo come possiamo. I soldi si troveranno perché milioni di persone, in Italia, vogliono sapere di più e di diverso. Basta chiederglieli e dare loro, in cambio, un pezzo di verità. Naturalmente purché non si continui a stare dentro un teatrino, con gli stessi rituali, le stesse facce della politica della casta, magari esposte sapientemente (come sai ben fare) al ludibrio della loro stessa esibita sconcezza.

Ovvio che l’obiettivo dovrà essere la riconquista democratica della tv pubblica, non la creazione di un nuovo canale privato multimediale.

E qui sono già entrato negl’interstizi cui ho accennato sopra. Sono almeno due. Ti dipingi troppo ingenuo (e ingenuo non sei) quando dici che aspettavi dal Partito Democratico, dai suoi membri nel Consiglio di Amministrazione, dai suoi deputati nella cosiddetta Commissione Parlamentare di Vigilanza, un qualche segnale di soccorso.

Suvvia! Non hai visto tu stesso, in questi anni, come quella gente ha tenuto bordone a Berlusconi, gli ha lasciato tutto in mano?

Hai atteso, certo non invano, perché hai rafforzato la tua posizione di gladiatore isolato dentro un cerchio di nemici. Il pubblico te ne è grato. Io anche. Ma tu ci devi, adesso, una parte della tua popolarità.

Adesso dici che «è il momento di liberarsi dei grandi gruppi editoriali e di fare da soli». Anch’io lo penso. Da anni penso che l’emergenza informativa e democratica si è trasformata in un attacco campale alla democrazia. Fallo, facciamolo. Ci sono decine di giornalisti, di uomini di cultura, direi il fior fiore del giornalismo italiano che ancora resiste, che non aspetterebbero altro; che, se vedessero alzarsi una bandiera, una decente, darebbero non una ma tutte e due le mani per sostenerla.

Solo che, fuori dalla gabbia, il compito è ben più difficile. Questo è l’altro interstizio. Tu parli di “pubblico”. È una parola che non si attaglia al compito. Gli spettatori di Raiperunanotte tutti i giorni, non sono più un “pubblico”, sono cittadini. E lo studio non può essere quello di una tv generalista.

Avrai bisogno di quei cittadini per costruire una piattaforma multimediale capace di raggiungere milioni di occhi e orecchie. Il palcoscenico, lo studio, sarà la democrazia. La ricerca di cui parli, giustamente, prevede che anche tu debba cambiare professione. Il tempo lo richiede. Ma non si tratta di rinunciare al giornalismo, tanto meno al giornalismo di battaglia.

Questo non è ciò che occorre. Occorre capire – e tu lo sai bene – che non c’è più una politica e una democrazia senza la televisione. E un’altra televisione significa un’altra politica.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachipdue.info/
Link: http://www.megachipdue.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/3761-santoro-sei-pronto-per-unaltra-tv.html
22.05.2010

VEDI ANCHE: MICHELE, DALLA TRINCEA ALL’ INCASSO

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    conosco il tentativo, apprezzabile, di Chiesa di dar vita a una Tv alternativa. Infatti ci ha provato con Pandora Tv. Mi sembra che il risultato sia mancato. Ho scritto a Giulietto Chiesa che a mio avviso si poteva far meglio, nel senso che una Tv su scala nazionale esisterebbe gia’: si tratta di Reta A, di proprieta’ del gruppo editoriale “L’Espresso”. Non nascondo che, a parte Chiesa, mi sembra strano che “L’Espresso” non ci abbia pensato. Non vorrei che il mancato pensiero fosse la conferma a quanto sostengo da anni; che maggioranza e opposizione siano le due facce della stessa medaglia, cioe’ un inganno per i cittadini. comunque aspetto la risposta di Chiesa. Saluti a tutti.

  • wld

    Cordialissimo Luca Martinelli, leggo sempre volentieri i Suoi commenti, ma credo che l’unica via d’uscita dal controllo mediatico sia solo quello di spegnere la TV per sempre, con stima, wlady . http://www.youtube.com/watch?v=5TLkR-164I4&feature=player_embedded#!

  • Firenze137

    Sono un ammiratore di Santoro e lo stimo oltre che sul piano professionale anche su quello .. ‘artistico’. Secondo me ha un suo carisma che ‘fa la differenza’ nel confronto con altre trasmissioni giornalistiche.

    Però non credo che le sue ‘buone intenzioni’ di una informazione democratica avranno successo. Qui lo dico e qui lo nego, perchè vorrei con tutte le mie forze che si attuasse un cambiamento.

    Ma nella comunicazione c’è sempre un trasmittente ed un ricevente. Quindi la TV ( tx) ed il Pubblico (rx) Non ho alcuna fiducia nel ricevente. Per esperienza personale di comitati di protesta e simili, so che che quando la ..’situazione’ diventa ‘democratica’, ( tutte le regole rispettate.. tutto organizzato.. tutte anime belle) la gente se ne disinteressa perchè ha molta più attrattiva, fascino, ..direi satanico coinvolgimento, il male. Oppure della situazione democratica ne approfittano uno o più ‘furbetti’ che o per iniziativa propria (invidia.. protervia e simii) o per incarico ricevuto da forze esterne cercano di infiltrarsi per.. distruggere. E’ amaro ma è così.

    Spero comunque e davvero di sbagliarmi e faccio un milione di ‘in bocca al lupo’ a Santoro.

  • lucamartinelli

    Capisco, amico mio, è una tentazione che mi ha colto piu’ volte nel corso degli anni, quella di spegnere tutto. Ma credo che sia controproducente. Non mi accorgerei nemmeno degli inganni quotidiani che il potere mi rifilerebbe. Penso quindi che occorra un sistema informativo democratico, nel senso piu’ vero del termine. Forse è un sogno, lo ammetto. La disparita’ di forze tra noi e “loro” è spropositata, e non molleranno tanto facilmente. Ho visto il video che mi ha indicato. Perfettamente d’accordo. Mi permetto ora io di indicargliene un altro. Vada sul sito di Paolo Franceschetti e trovera’, navigando, una imperdibile conferenza di Solange Manfredi sulle tecniche di comunicazione. ricambio le cordialita’.

  • torno_subito

    concordo con Luca Martinelli, sinistra e destra sono due facce della stessa medaglia, concorrono a mantenere lo status quo, macché, al deterioramento costante della qualità della democrazia italiana ridotta a simulacro. spegnere per sempre la tv sarebbe l’ideale ma non è realistico, come dire blocchiamo l’effetto serra smettendo di bruciare combustibili fossili ORA subito ADESSO.
    L’idea di Giulietto Chiesa è l’unica realizzabile AFFIANCARE energie alternative sostenibili e rinnovabili a quelle mortifere attuali sperando in una graduale e copmpleta sostituzione sul medio lungo periodo. Una selezione naturale fatta direttamente dal pubblico. Michele Santoro, forte del suo pubblico misurabile semplicemente soppesando costo qualità e quantità di inserzioni pubblicitarie che vanno in onda durante il suo programma, potrebbe creare un programma nuovo di approfondimento simile ma diverso da samarcanda annozero ecc, e tutti noi che guardiamo solo annozero, report e qualche volta quando siamo di ottimo umore ballaro (senz’accento) non faremmo altro che seguirlo ovunque lui potrà/vorrà andare. L’unico mio dubbio è sugli inserzionisti se avranno il coraggio fuori dal recinto calmierato di Raiset, con i Luttazzi e gli altri grilli parlanti attualmente censurati, di farsi avanti con la stessa disponibilità.

  • AldoVincent

    Ahimè, Giulietto Chiesa, splendido sognatore, se la Storia insegna che le grandi religioni nascono da irrefrenabili eresie, purtroppo non è la stessa cosa nel sistema multimediale, dove si può uscire da un cerchio “magico” solamente entrando in un altro cerchio “magico”.

    Santoro è Santoro anche per il mezzo che maneggia, senza il quale potrà fare il conduttore ma non il Santoro di una volta. Ne faranno le spese Travaglio, Vauro e compagnia cantante, che hanno succhiato a Santoro popolarità e danè (secondo la mia modesta opinione, nemmeno IL FATTO esisterebbe senza Santoro)..

    Quindi non illudiamoci. Non sono i condottieri virtuali che mancano.
    Manca la Cultura…

    Con affetto e immutato rispetto
    Aldo Vincent

  • helios

    Suvvia! Non hai visto tu stesso, in questi anni, come quella gente ha tenuto bordone a Berlusconi, gli ha lasciato tutto in mano?………………………………………………………………………… praticamente gli hanno lasciato le mani libere per prendersi tutto quello che poteva prendere con una superficialità da paura per un paese normale. Ne saranno stati consapevoli oppure è avevano l’attenuante che non sapevano quanto facevano?

    Hai atteso, certo non invano, perché hai rafforzato la tua posizione di gladiatore isolato dentro un cerchio di nemici. Il pubblico te ne è grato. Io anche. Ma tu ci devi, adesso, una parte della tua popolarità. ……………………… il cerchio di nemici era tale oppure litigavano la mattina e andavano a pranzo la sera? ….un quesito ‘gelatinoso’ nel ‘verminaio’ quotidiano di uno stato sempre più di bananas e sempre meno libero.

  • LAZZARETTI

    Elementare Watson!!!
    Spegnete la TV.
    Ma perche’ continuiamo a parlare di Santoro?
    Gia’ 2-3 articoli in 3 giorni.
    Caro Davide, Urge soluzione !!!!
    Dei Santoro, dei Travaglio non abbiamo bisogno,
    sono loro che hanno bisogno dei nostri soldi.
    Altro abbiamo da fare..

  • victorserge

    spegnere la tv può essere un opzione valida, ma non risolverebbe il problema della libertà di informazione.
    la libertà d’informazione dipende sempre dall’onestà intellettuale dell’informatore e per definizione un informatore è sempre di parte.
    non esiste una via di uscita; l’unica cosa che si potrebbe fare sarebbe quella di imparare a guardare la tv, a leggere i giornali, ad imparare come vengono costruite le notizie.
    insomma chi volesse davvero imparare ad informarsi dovrebbe cominciare a studiare veramente.
    cosa non facile.
    e infine c’è sempre una vecchia regola che vale sempre: chi legge, guarda la tv o ascolta la radio vuole sempre che si trovino le notizie che egli stesso vuole che si trovino; l’informazione non è dunque un veicolo di informazione, è da sempre un veicolo di propaganda.
    faccio una domanda: che differenza di contenuto può esserci tra un lettore della pravda brazneviana ed il wall street journal?
    pensate di poterci trovare rispettivamente degli articoli anticomunisti o articoli anticapitalistici?

    la libertà d’informazione è dunque la libertà di poter essere di parte, dalla parte che ognuno di noi ritiene essere quella giusta.
    con un calcio nel sedere al diritto del lettore di essere informato sulla verità dei fatti e dei, ovviamente, retroscena.

  • Ricky

    Bravo LAZZARETTI, questi non hanno ancora capito che Santoro é un uomo di potere, funzionale al Potere, e che con questo troverá sempre un accordo.
    Sta provando a tenere i piedi in due scarpe, non vuole piú essere dipendente della RAI ma continuare come “esterno” producendo per essa e per eventuali “altri soggetti” i suoi programmi, ergo: finché RAI mi garantisce milioni di euro di entrate, chi me lo fa fare di giocare all’informazione alternativa e indipendente?
    Hai ragione: spegnamo la TV, non abbiamo bisogno di giornalisti cosí.

  • anonimomatremendo

    Democrazia,pubblico,palcoscenici,cittadini,televisione…c´é proprio tutto il kit del buon imbonitore da fiera.Buon divertimento.

    “Questo non è ciò che occorre. Occorre capire – e tu lo sai bene – che non c’è più una politica e una democrazia senza la televisione. E un’altra televisione significa un’altra politica.”

    Sembrano il gatto e la volpe che stanno trescando qualcosa di losco.

    Quali mirabolanti nuovi prodotti vorranno rifilare al pubblico-cittadino-popolo-sovrano?Ce la faranno i nostri eroi a sconfiggere la concorrenza?Lo scopriremo alla prossima puntata.E adesso,consigli per gli acquisti.Buona notte.

  • LAZZARETTI

    Vedevo ANNO ZERO fino a 1 anno fa.Poi mi sono accorto che lo spirito
    della trasmissione stava diventando piu’ quello dell’audience che dell’informazione (e’ lo stesso SANTORO a dire che lo SHARE e’ alto).
    E purtroppo ne hanno risentito anche i contenuti.
    Purtroppo questo ha generato in me un certo fastidio.
    Anche perche’ qui si rileva l’altra casta, tanto per par condicio.
    A me sembra che per noi arrabbiati e indignati, queste trasmissioni,
    sono piu’ terapeutiche che altro.
    Togliere REPORT, ANNOZERO, BALLARO’ e’ come togliere la consolazione
    attraverso il tubo catodico, che nonostante il WEB, resta la presa piu’ diretta
    e calda di vivere il dissenso.
    Per noi che viviamo questo sito il problema e’ soprattutto emotivo.
    E comunque in tempi in cui ricerchiamo principi e coerenza,
    la musica dei SANTORO, TRAVAGLIO, GRILLO ecc.ra, esce dai binari
    della nostra ricerca.
    Al di la’ dei fatti che loro illustrano, costoro sono dei pessimi esempi di
    coerenza, e come mercenari markettari, non li vedremo mai
    richiarsela in una contestazione simil-Grecia.
    Ripeto, per noi sono solo terapia.
    E’ ora di volgere lo sguardo altrove.

  • kitiaram

    Tipo dove? Facile sputare sentenze e non dare soluzioni!

  • victorserge

    soluzioni?
    ma perché deve essere proprio la gente comune a dare soluzioni a problemi che altri hanno creato?
    la soluzione, se esiste, sta appunto nel volgere lo sguardo altrove, significa comprendere che tutto ciò che gira intorno all’informazione è contaminato dall’esigenza del profitto, dell’audience, cioè tutto tranne che la volontà reale di fare quello che la gente si aspetta che l’informazione faccia, cioè informare.

    alla gente piace essere informati, sapere quello che un comune cittadino non può conoscere per ovvie ragioni; il giornalista è quella figura che dovrebbe mettere al corrente di quello che accade, soprattutto dietro le quinte e le apparenze di un mondo, quello politico e mediatico, che è diventato un giocattolino nelle mani dei mercati finananziari.

    al giorno d’oggi vale un paradosso: coloro che ne sanno di meno, ne sanno di più.
    perché? perché hanno consapevolmente compreso che il circo mediatico è ormai diventato il serbatoio di un consenso, al momento irreversibile, dei mercati finanziari:
    questo sistema, senza l’appoggio dei media sarebbe destinato a fallire e fallirebbe se ognuno di noi avesse il coraggio di volgere lo sguardo dall’altra parte.