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RAGAZZI DAI 14 ai 18, PER SALVARVI: THE MOLISE KID…

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Quella che segue non è una battuta, è la mia esperienza di una vita intera, e da qui si parte, kids. Il seguito sarà un po’ una ‘montagna russa’, ma alla fine un filo di speranza c’è.

Postulato 1: In qualsiasi Paese del mondo, se una mela cade da un albero e picchia sulla testa di chi sta sotto, è per il principio di Gravità di Newton. Se succede in Italia, è perché l’albero è uno stronzo.

Questa è l’esatta descrizione di dove siete nati, ed è di vitale importanza che lo capiate subito dai 14 anni in su, ma non oltre i 18. E’ immensamente difficile per chi è nato dentro una realtà saperla vedere con distacco, vi capisco. Mi ricordo quando ero in Germania e sti tedeschi volevano fare i bonaccioni: facevano pena a un morto, sembravano dei piloni della luce nella nebbia padana. Ma non c’era verso che si rendessero conto che la gag non è, né mai sarà, il loro sport.

Gli italiani sono generalmente vili, servili, corrotti e corruttibili all’impossibile, detestano pensare, adorano fanaticamente le cose di provincia, le ‘parrocchiette’ e le ‘mafiette’, le cordate, la questua della raccomandazione, il furbetto. E gli italiani generalmente – questo vi punirà più di ogni altra cosa in sto Paese – ricompensano sempre la mediocrità, sempre, recidivamente, geneticamente, spietatamente. E fidatevi, i pollitalici sono così da 2.500 anni esatti.

Allora, kids, nel drammatico dibattito che sto aprendo sul mondo del lavoro che vi sta arrivando addosso con le super TECH & AI già pronte, con gli altissimi Skills (capacità e dotazioni personali) che esso già richiede, il secondo Postulato è questo:

Postulato 2: In un Paese che vi costringe come prima cosa in assoluto a imparare l’arte delle cordate, e che ferocemente punisce l’eccellenza a favore della mediocrità del ‘buon parrocchiano’, un giovane che voglia tentare d’inventarsi un futuro anche senza un Dottorato ad Harvard, ma con creatività e inventiva, dove cazzo va?

Fermi a leggere. Fermi! Io dovrei copincollare il paragrafo sopra 800 volte qui sotto. Non posso, rileggetelo voi 800 volte, perché qui sta il punto di tutto per voi, kids.

La faccio chiara e breve. E’ oggi evidentissimo (per tutti gli abitanti del Pianeta salvo gli Italians) che esattamente come accadde negli anni ’60 con il Boom Economico – quando divenne ovvio che il diploma destinava alla bottega o alla fabbrica, mentre la dote superiore della laurea portava stipendi d’oro (nell’economia d’allora erano d’oro), è stra-evidente, dicevo, che di nuovo oggi con il Global delle super TECH & AI che divora quarti di Pianeta ogni anno, ai giovani che sperano in posizioni remunerative (soldi e/o autostima) sono richieste doti superiori. Quindi: o un Dottorato con anche informatica non oltre i 24-26 anni; oppure un’inventiva geniale zuppa di creatività e idee coraggiose, cioè la ‘Vision’, ma sempre da giovani. Questo perché è oggi chiarissimo (per tutti gli abitanti del Pianeta salvo gli Italians) che là fuori ci sono eserciti di cinesi, indiani, pakistani, giapponesi, americani, tutti 20enni con super Dottorati o super idee, che spazzeranno via qualsiasi giovane italiano ambizioso ma ignaro fra meno di un decennio.

Bad news, eh? Ma quanto ho appena scritto, attenti kids, spalanca però delle possibilità. Cioè ho detto, se rileggete bene i grassetti, che oggi anche un ragazzino che vive in Molise e non ha i soldi per studiare all’Università Normale di Pisa, ha comunque una chance di emergere nel mondo delle super TECH & AI con il solo estro, coraggio e inventiva, con la ‘Vision’ (e di questo ci sono prove autorevoli ai vertici mondiali del lavoro). Sotto due esempi, ma…

… ma qui cala la scure del pollitalico Boia: io ho appena affermato che siete nati nel Paese che più di ogni altro al mondo punisce proprio l’estro, il coraggio e l’eccellenza inventiva.

Andiamo al sodo di due esempi alla portata del nostro kid di 20 anni residente a Isernia in Molise, figlio di Franco il barista e di Elena infermiera a domicilio. Il primo esempio è mio ed è ipotetico, il secondo è americano ed è già esistente, ma entrambi richiedono le doti specificate sopra e un ambiente sociale sciolto.

Il nostro Molise-kid un giorno pensa: “Cazzo, ogni volta che mi fermano i Carabinieri o Polizia non so mai come comportarmi. Magari mi sembra che mi facciano delle storie, booo? Non ricordo esattamente cosa dice il codice della strada sullo spessore del battistrada: sono davvero in multa o questi vanno a spanne? Mi chiedo se possono davvero guardarmi nel baule senza un mandato di perquisizione. O se sono obbligato a scendere, o quando posso rifiutarmi. Oppure cosa dice la legge se mi beccano in auto a trombare, eh!… O ancora se ho il diritto di chiedere subito perché mi hanno fermato, o di avere i loro dati identificativi se ci litigo per qualcosa. Se loro hanno davvero il diritto di non rispondere quando chiedo cosa stanno controllando e perché. In effetti non ho un’idea di quali siano i miei diritti o doveri in una data situazione. Cazzo, ste cose sono importanti, ma chi le sa? E ogni volta sto lì a chiedermele“. Ok.

Il Molise-kid pensa che sarebbe utile avere una App sul cellulare che ti dà all’istante queste risposte, così si eviterebbero miliardi di scazzi inutili con le Forze dell’Ordine ogni giorno e ogni notte in Italia, e tanta ansia in meno soprattutto nei ragazzini appena patentati. Ok, fonda una Startup a Isernia, anche in casa. Chiama un paio d’amici che capiscono di software, abbozzano qualcosa, e poi a caccia di fondi con sta idea. Trovano un gruzzoletto, e per prima cosa pagano un giovane avvocato che gli estragga dai Codici Penale, Civile et Strada i 200 quesiti più comuni/frequenti per il cittadino incensurato sulle strade italiane. Fanno la App, inizia a piacere… e come è già accaduto migliaia di volte negli ultimi 10 anni in altri Paesi, finiscono col venderla a tutt’Italia. Bang… Il Molise-Kid aveva la licenza liceale, sapeva nulla di computers, ma ha avuto un’idea, ha avuto coraggio, ha rischiato e ci ha messo l’energia innovativa. Oggi è presidente di una Startup di successo in Molise.

Ma siamo in Italia, e questo che segue è il vero film: mamma e papà a casa lo stressano pesante con “Pensa piuttosto a lavorare, valà!”; poi non esistono Venture Capitalists italiani col coraggio di scommettere neppure 5.000 euro nelle idee dei ragazzi; poi ci si mette lo Shhhh…tato, coi suoi tempi da glaciazione perché oddio, il trombone giurista obietta, il Ministero degli Interni frigna, e poi all’Arma st’idea, mmm, no… Poi il Molise-kid non ha contatti, non conosce le ‘persone giuste’, e se mai inizia ad aver un ‘successino’ deve poi venire a patti, eh, bimbo lo sai come funziona in Regione, e anche alla banca del tuo primo prestito sostanzioso, ci vogliono le cordate, devi essere il ‘buon parrocchiano’, bla, bla, l’Italia.

Il secondo esempio viene dagli USA. Un qualunque-kid pochi anni fa prese in mano il suo casco da football americano che non usava da tempo, e lo segò in due. Che cazzone eh? direte voi. No. Sto kid fece la pensata della sua vita: “E se sto casco fosse più sicuro mettendo la parte antishock all’esterno invece che all’interno?“. Che cazzone eh? direte voi. No. La Startup fondata con st’idea è oggi fra le 10 più innovative Startup del 2017, si chiama VICIS, è di Seattle, e il suo casco da football americano Zero1 è arrivato quest’anno alla NFL sulla testa di 100 campioni top. Immaginate il resto. Il qualunque-kid che ha avuto il coraggio di girare per mesi a tentar di vendere la sua intuizione innovativa alla VICIS, a costo di sembrare un deficiente, era al primo anno di college e disoccupato, oggi è…

Allora kids, nel vostro futuro le possibilità ci sono, e la great news è che ci sono anche per un Molise-kid col papà barista e la mamma infermiera. Ovvio, non dico per tutti tutti, ma per molti di voi sì, e quelli lasciati fuori magri finiscono poi a lavorare per il Molise-kid, perché no? Poi è ovvio che quello che può arrivare alla Normale di Pisa a 17 anni, e finire con un Dottorato in tasca appena dopo i 26, bè, quello sappiamo… Ma sia per i primi che peri secondi, davvero, il dramma è sto cazzo di Paese e la sua gente, kids. Capire questo è fondamentale, se no voi giovanissimi e strepitosi volti ingenui vi farete un culo da assassini per poi trovarvi spiaccicati contro il Partito, la cordata, il corrotto, i mediocri ma padroni, e anche lo Shhh…tato. E quindi, Barnard?

Quindi dovete crescere insegnando quanto sopra ai vostri genitori, leggetegli questo articolo 2 volte al giorno, prima cosa, e che si facciano sentire per il vostro bene. Poi iniziate subito a pensare che se proprio di cordate dovete morire, almeno pescatele nel mondo internazionale, che oggi col Web si raggiunge in un attimo, cioè l’universo delle Start up, dei piccoli investitori, o di altri giovani free-lance che vi possono vendere servizi a poco per le vostre idee. Ma kids, learn English! right now, any way you can. Almeno quello, e non oltre i 16 anni. Compreso tutto? Vi è ben chiaro?

Ok, io sono qui per voi. Play it cool.

 

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2022

15.02.2018

Pubblicato da Davide

60 Commenti

  1. Marco Echoes Tramontana

    Che ansia da prestazione che m’ha messo e ce ne ho 40…

    • Allora mettiti il cuore in pace…per P.B. non vali più niente. Per lui ora hanno senso di esistere solo gli under venti in stile Big Bang Theory. Tutti gli altri saranno sepolti da Skynet…
      Cosa non darei per un nuovo evento Carrington….

      • Il problema non è “se avverrà”, ma “quando”.
        La frequenza media dei grossi flare è ” 1 ogni 150 anni”.
        Siamo già in ritardo…

    • Io 46, forse PB ha bisogno di un colf (un autista no che alla nostra età già cala la vista).

  2. Quasi commovente, per certi versi, lo sforzo di trovare uno stimolo per il giovane molisano. Ancora più tenerezza fa l’incitamento ad avere una idea buona, in un mare di idee che non arrivano nemmeno alla dignità di essere considerate tali. E poi ammettiamolo, ci vuole un gran Kulo ad azzeccare l’idea giusta al momento giusto. Quanti danni ha fatto il darwinismo, e continua a farne. Quanta evoluzione sprecata in miliardi di esseri umani che non sono capaci di avere una idea che sia una, degna di rispetto e bastevole per vivere.

  3. Barnard ma che ci credo davvero ai ragazzini americani che fanno soldi mettendo su ditta nel garage di papà (o di mammà come Bill Gates)? Ma non l’hai ancora capito che si tratta di PROPAGANDA per rendere digeribile al popolo americano la loro iniqua società? Credi anche tu nella favolina del “volere è potere”? Non hai ancora capito che dietro ad ogni “self made man” di successo amerregano ci sono le giuste genealogie, le giuste amicizie altolocate, agenzie di marketing e spesso i soldi di CIA e NSA?
    Ti raccontano ogni giorno la storia di chi ha successo ma nessuno parla mai dei milioni di yankee finiti in rovina per “inseguire i propri sogni”.

    Vai a votare Renzi e lasciaci stare, facci il piacere.

    • “Volere é potere” = un mantra.
      Il “Self made man” = il nuovo guru visionario.
      La biografia (su blu ray) del self made man = una agiografia.
      La mega azienda hi-tech in cui tutti desiderano entrare = la setta
      Il regolamento aziendale = il ritualismo
      Le cerimonie di benvenuto dei nuovi assunti = il battesimo
      Fare carriera nella mega azienda hi-tech = il paradiso
      La scatola di cartone nelle mani = l’inferno.
      Non è più “propaganda” …è diventata quasi una religione.

    • Se volere è potere, volare è potare?

    • Sergej Brin, fondatore di Google Alphabet, non era un morto di fame fuggito dall’URSS poverissimo che è andato avanti a furia di borse di studio. I suoi genitori erano due matematici che già nell’Unione Sovietica si occupavano di computer in un programma governativo. Due tecnici della classe dirigente. Chissà perché sono fuggiti negli USA (era il 1979, appena eletto Reagan) e, soprattutto, chi li ha fatti fuggire. Brin, arrivato in America, aveva sei anni e i suoi lo hanno subito iscritto in una scuola privata, una di quelle del Metodo Montessori (cercate su Internet e date un occhio alle rette). Larry Page, il suo socio, era figlio di un professore universitario di scienze informatiche, il primo negli USA, ha frequentato la stessa università in cui insegna il padre. Sua madre è un’esperta di database, consulente per iBM e Oracle. Il garage in cui i due “morti di fame” hanno fondato Google è più grande e bello di casa mia, senza parlare della villa di cui fa parte. E poi, sti due supergeni, che caXXo hanno inventato di così strabiliante? Gli occhialetti VR, i Google Glass , sono stati un floppone, la versione consumer è stata ritirata subito, sostituita con una versione business. Altro bagno di sangue. Quei “rivoluzionari” aggeggi “super TECH” ora li chiamano “glassholes”, dove “assholes” significa “buchi.di.culo”. Hanno inventato Android. Be’ proprio inventato loro no, diciamo che sono stati dei loro dipendenti. Android è un porting linux per processori AMR, un progetto open source preso e modificato. Tutto il resto l’hanno comprato, comprese le mappe e Google Earth. Ah, dimenticavo, Google, il famoso motore di ricerca. I servizi segreti USA sono sempre stati molto vicini a quei due…

      • In realtà Android lo hanno comprato già bell’e fatto… come fece Bill Gates con MS-DOS…

        • Mica ti possono raccontare che per fare i soldi bisogna già averne. Comunque avete dimenticato di citare il “genio” Zuckerberg, altro “self-made-man” con le idee altrui.

          • Pronto con Zuckerberg : figlio di un dentista e di una psichiatra, dimostrò un precoce interesse per i computer al che i genitori assunsero un “precettore privato” per insegnargli informatica e programmazione. Come tutti i figli di ricchi frequentò una scuola secondaria molto esclusiva e, ottenuto il diploma, Harward. Qui, nell’università che prepara la classe dirigente USA, Mark creò una versione digitale di una cosa che in Italia effettivamente non c’è, uno di quei libri con le foto degli studenti. Idea carina. Nel 2005 succede una cosa un po’ misteriosa. Perché il fondo venture capital Accel Partners elargisce 12,7 milioni di dollari (DODICI MILIONI E SETTECENTOMILA DOLLARI) al curatore di un sito web accessibile solo agli studenti Ivy League? Non è un po’ strano? E perché quando il sito (finalmente aperto a tutte le altre università) cominciò a crescere rifiutò le offerte di Yaooh e MTV e preferì rimanere con un debito di 12,7 milioni sul groppone? Risposta: nel 2006 salta fuori che Zuck l’idea non l’aveva avuta lui, ma l’aveva rubata. Come lui stesso ammise più tardi. Nel 2009 Facebook annuncia di essere per la prima volta in attivo.Ogni disputa legale fu chiusa nel 2011 con un risarcimento di 65 milioni di dollari. Nel 2012, con l’ingresso di Facebook in borsa, la compagnia comincia a rastrellare miliardi di dollari. Queste cose sono scritte in tutte le biografie, quello che mi chiedo è… Come Facebook cominciò a far profitti con al sua attività? Quali servizi vende, se tutto è gratis? Possibile che Zuck abbia trovato sulla sua strada soltanto generosi finanziatori? Certo, quando fai su miliardi con la borsa, dopo i soldi li fai con i soldi, ma è davvero così facile? In definitiva Zuckerberg ha rubato l’idea di Facebook e, con i soldi della IPO ha comprato Instagram, Whatsapp e Oculus VR e diverse altre compagnie. Com’è possibile? E se i social network sono così profittevoli, perché non ce ne sono anche in Europa?

    • E soprattuto per ogni garage di successo, ce ne sono 999.999 che bruciano i risparmi della nonna ritrovandosi più pezzenti di prima. E’ la forma moderna di lotteria, non basta più comprare un biglietto, devi pure farti un culo così gratis per anni.

      • Il mito americano si basa sulla stessa truffa dei venditori di vitamine contro il cancro.

        Hai mai letto la loro pubblicità? Dice: “mia zia aveva un tumore, ha preso queste vitamine ed è guarita”.
        Può anche essere vero che la zia è guarita, con tanto di certificato medico a supporto, ma questo non ne fa una prova scientifica perché un singolo caso non fornisce prova di causalità. È la solita mezza verità usata per truffarti. La verità intera probabilmente sarebbe: “mia zia è guarita prendendo le vitamine ma altre 1000 persone no”.

        E allora si capirebbe che quelle vitamine sono del tutto ininfluenti sul decorso della malattia.

        Comunque anche usando il metodo scientifico non è detto che il rapporto causa-effetto sia sempre chiaro.

        Ad esempio, se si facesse uno studio su delle ragazze adolescenti, verrebbe fuori che quelle che praticano ginnastica ritmica sono più sane della media. Questo dato lo puoi interpretare in 2 modi:
        – la ginnastica fa bene alla salute.
        – chi è sano è facilitato nel fare ginnastica.
        Le 2 interpretazioni sono del tutto opposte, però solo la prima è comunemente accettata.

        Eppure, seguendo la mia nipotina che pratica questo sport, ho visto che anno dopo anno c’è una selezione tra le ragazzine. Tra le piccole trovi ragazze di tutti i tipi, alte, basse, magre, robuste… tra quelle più grandicelle vedi solo ragazze slanciate. E il culone non te lo toglie certo la ginnastica!

        • Eh si è proprio così che ci prendono per il culone. Il bello è che ci cascano tutti con un entusiasmo da tso. Basta farsi un giro su Linkedin, la clinica pischiatrica online. comunque, tutto questo dimostra che la app iCulone fatta da mia zia nel garage dove pratica ginnastica ritmica, grazie alle vitamine è stato comprato da Google a un miliardo di miliardi! Hai ragione! Ci mettiamo in società?

  4. Bon, dopo aver spiegato ai ragazzi dai 24 ai 26 come salvarsi, ora Barnard passa ai 14/18enni. Nel prossimo articolo si rivolgerà ai bimbi tra i 6 e i 10 anni.

    Mi raccomando: a 10 anni obbligatoria laurea in fisica quantistica.

    • Ma soprattutto…si può pensare di offrire ai nostri giovani una società basata sulla continua competizione, su chi è più veloce ad innovare, su chi riesce a trasformarsi da nerd in cigno?
      Mi sono sempre illuso che l’evoluzione dell’uomo sarebbe stata quella di vivere un esistenza di pace e di cultura, lavorando di meno per dedicare il proprio tempo all’arricchimento personale.
      Ora scopro che proprio il fautore della MMT (l’economia salva popoli) si sbraga per indicarci come essere più competitivi e produttivi nel futuro, per tenere a bada i cinesi e tutto il terzo mondo che avanza.
      Sono io che esagero o qualcun’altro nota questa contraddizione?

      • Non sei l’unico a notarla, e non è certo una peculiarità del delirante articolista di cui sopra. Ormai è una religione di massa.

        • Il problema è che il delirante articolista di cui sopra ha passato l’intera esistenza a sbattere contro i muri del sistema, rinunciando a molte cose per questo (in primis alla sua salute mentale). Quindi fa ancora più strano leggere questa svolta, marcata specie negli ultimi articoli, dalla parte di Melkor 😉

          • Probabilmente proietta se stesso.

          • Boh, io lo leggo da anni a mo’ di puro svago, perché al netto di tutto ne apprezzo la prosa graffiante, ma non mi è mai sembrato così antisistema. Per quel che ricordo ha sempre ragionato in termini di lavoro, crescita, produzione eccetera senza mai considerare la sfera spirituale dell’esistenza. Quindi dipende molto da cosa uno identifica col famigerato “sistema”; per come lo vedo io, anche applicando le sue idee economiche ci si rimane dentro fin sopra i capelli.
            La svolta pro-Melkor l’ho notata anch’io, ma l’ho letta in chiave psichiatrica più che politica =)

          • Sono d’accordo. PB è un riformista radicale, individualista e affascinato dalle figure eroiche. Il suo modello è il giornalista d’assalto americano. Non c’è nulla di male in questo, per carità, nella sua categoria è fra i migliori, ma di politica non capisce assolutamente nulla. La sua pretesa di provocare cambiamenti politici evitando accuratamente ogni ragionamento politico è… tipicamente anglosassone.

      • Io. Sono molto deluso. C’erano dei segni premonitori, tipo la sua posizione contro il Reddito di Cittadinanza, l’ammirazione per il mondo anglosassone e il rabbioso razzismo nei confronti degli italiani e della gente comune.

  5. Se l’intelligenza e l’inventiva è quella del successo del denaro, la seconda parte è coerente. Se l’italiano medio è “solo” quello che la cultura latina può creare, allora da 2500 anni non abbiamo (come Italiani) creato nulla di buono: se questo è vero anche la prima parte è coerente.

    In verità la massa di ragazzini che si occupa di computer è già stata rarefatta da un oculata operazione di ingegnerizzazione degli “stili di vita”. Così viene cercata l’idea ma non il genio. Anche per fare barzellette ci vogliono creatività e inventiva, ma non ci fai la cappella sistina con quelle capacità ed è di “cappelle sistine” di cui abbiamo urgente bisogno, per rifare dalle fondamenta questo sistema sociale ed economico. Certamente oggi il problema è fare successo e questo significa crearsi quelle opportunità economiche che ci mettano a riparo dalla grama condizione del presente. Ma è come tentare di spegnere un incendio con la benzina semplicemente perché non c’è altro: se poi l’incendio non lo spegni, Barnard giustamente ti può solo dire “metti più benzina”. Io ci tengo a ricordare che il genio italiano rimane. Due esempi per tutti: l’inventore dello Z80, nonché padre di tutta la moderna elettronica integrata, senza cui non avremmo il nostro amato telefonino su cui far girare ste “app”, un ignoto (da noi) ingegnere italiano, tale “Federico Faggin” (classe 1941, VERO BARNARD?!). Non un cinese, un italiano. L’altro perfetto ignoto e un signore che ci ha permesso di vedere i film su Youtube. Tale Leonardo Chiariglione (classe 1943, VERO BARNARD?!) che ha inventato gli standard MPEG nonchè la tecnica di compressione digitale che permette a flussi massicci di dati audio e video tecnicamente incomprimibili prima di risparmiare banda. Tra l’altro (nota a margine per i complottisti dell’ultimo minuto, siccome è una tecnica distruttiva, quando vediamo le immagini digitali parzialmente decomporsi creando “mostri” è per i ritardi di calcolo nella ricostruzione dell’immagine compressa secondo i principi MPEG).

    Quindi forse il problema non è dire ai ragazzi che vivono in un paese anormale, ma dargli la scuola che avevamo con la riforma Gentile… o no?

    • Non per contraddirti, faccio notare che il padre di Federico Faggin era una persona di rara cultura (ha tradotto Plotino), e non solo Federico ne ha beneficiato, poi nei suoi inizi c’é stata l’Olivetti dei tempi d’oro. L’ambiente ha la sua importanza e oggi, Gentile o no, a forza di semplificare e uniformare, la situazione é lì, a disposizione di chi voglia vederla.

      • Eh, ma prima avevamo Industriali della caratura di Adriano Olivetti, adesso…Elkan!

        • É difficile provare sicurezza per quello che si pensa se l’ambiente che ti circonda non ti fornisce conferma e non ti consente di specchiarti in qualche cosa di solido e ben inserito nella cultura.

          É per questo che, alcuni secoli addietro, é stato inventato Oxford, ad esempio, che di sicurezza ne fornisce ancora e, a volte, anche troppa.

          • Vero.
            Difficile anche convincere un ragazzo a studiare tanto per poi… far che?; specialmente quando vede che basta rispondere ad un “quiz” e si guadagna molto più che a lavorare…
            L’esempio che la nostra società sta fornedndo è “truccato”.
            Vedi che ai posti di comando non vengfono messe persone “preparate” , ma semplici raccomandati.
            Ai “vecchi tempi” , a gente come la Kienge, la Fedeli (!) la Boldrini, la Carfagna… avrebbero al massimo fatto servire a tavola.
            Forse.
            Adesso? Ministri!

        • No ! Laaaaaaapooooo

  6. Il principio non è sbagliato.
    Ma, onestamente, “quante” persone possono avere un’idea rivoluzionaria, e riuscire a metterla in pratica?
    Una su 1 milione?
    Tutti gli altri che fanno…si attaccano?
    Non sarebbe meglio trovare soluzioni che consentano non dico a tuti, ma alla maggioranza, di campare pur senza obbligatoriamente essere dei geni?
    E ce ne sarebbero di cose da fare.

    Rileggete il libro di Levi (Carlo, non Primo) “Cristo si è fermato ad Eboli”: parla della vita di m. che conducevano gli abitanti poveri della Basilicata, un territorio in cui ad ogni grossa pioggia la fiumana spazzava via paesi e persone, i cui abitanti morivano perchè non potevano permettersi di acquistare il chinino.

    A metà anni ’30, il Governo Italiano invece di sistemare il territorio che già era suo (nella fattispecie la Basilicata), si preoccupò di invadere un Paese in Africa, addirittura di là dal canale di Suez.
    Spesero miliardi dell’epoca, ammazzarono migliaia di persone, e dopo meno di 5 anni già avevano perso quel Paese…
    Ecco, noi invece di preoccuparci di riuscire a coltivare la nostra terra, di sistemare i nostri fiumi, di curare i nostri boschi, mettere in sicurezza le nostre case, restaurare i monumenti….ci stiamo preoccupando di creare delle “APP”.

  7. Io gli direi: “ragazzino, fai quello che ti piace e fregatene. Sei finito in un manicomio, fai attenzione che questi pazzi fanno ammalare anche te.”

  8. Va bene tutto eh, ma è risaputo che il molise non esista.

  9. Se potessi dare un consiglio ai giovanissimi nell’intento di giovare a ciascuno e a tutti, sarebbe quello di essere molto attenti alla dignità degli altri, salvaguardarla, promuoverla quando gli interessati non siano stati educati in quel senso.

    Mi sembra che la pittoresca, ma realistica, introduzione di Barnard abbia bisogno di questa aggiunta: una gran parte, del guaio che stiamo passando, é dovuto al disprezzo reciproco, a cominciare dalla massiccia delocalizzazione delle imprese per finire con l’incapacità di coalizzarsi per invertire la rotta.

    • Lei, come me, pare essere un lettore di Barnard.
      Piccola curiosità. Come si pone, dal punto di vista ideologico, con quanto scrive nell’ultimo articolo:”Dai tempi degli hunters & gatherers di 80.000 anni fa, alle App di Huawei o Google, le TECH non sono fermabili. Ma tutto, davvero tutto, se lo si vuole, può essere umanizzato e portato anche nell’Interesse Pubblico. Fondamentale però è starci al passo e solo poi agire contro gli eccessi. Chi rimane fuori da ignorante a filosofeggiare, crepa da tonto. Ok kids?” ?

      • A proposito dell’ultima affermazione mi sembra utile ricordare “La volpe e l’uva”, tenendo presente che l’uva, nel nostro caso é un prodotto molto moderno e che quindi ci sono volpi che hanno maturato la meditata convinzione di poter vivere realmente meglio senza quell’uva. Certo le prime rischiano concretamente di crepare da tonte.

        Nel periodo riportato, il Nostro afferma che queste tecnologie non sono “fermabili”, e questo lo prendo per buono (anche se nella storia umana la perdita di conoscenze, e relativo ritorno al via, é ricorrente), poi parla di “umanizzato” e di “Interesse Pubblico”, concetti che richiederebbero di essere definiti meglio, in funzione del rispetto o meno dell’individualità.

        Dopo molte perplessità, credo di aver imparato a capire, degli articoli di Barnard, ciò che mi interessa.

        • Intanto ti ringrazio della risposta. Il punto su cui sono drasticamente in disaccordo non è tanto sul concetto che la tecnologia non è fermabile, cosa che credo anche io, ma sul modo di rapportarsi a questa certezza. Io penso che per sovvertire situazioni radicali servono idee e comportamenti altrettanto radicali, e che “provare a cambiare le cose dall’interno” sia semplicemente l’ammettere una sconfitta totale su tutti i fronti.
          Detto questo, ovviamente Barnard non è il dogma della verità, ma solo una delle tante voci che mi servono per farmi un quadro generale, cosa purtroppo necessaria per potersi muovere.

      • Scusate l’intrusione, ma è la solita teoria dei 300 spartani: il Vero Potere dispone di risorse illimitate e dei migliori cervelli del pianeta al lavoro 24 ore al giorno 7 giorni su 7 per mettercelo in quel posto. L’unica speranza per batterli è raccogliere un’élite di almeno 300 cervelli di prim’ordine che lavori allo stesso livello del Vero Potere… però buoni, dalla nostra parte. Con questa idea Paolo, come Diogene, ha girato il mondo alla ricerca di Veri Uomini, ed non ne ha trovato nemmeno uno. Quelli che, per un attimo lo avevano illuso, si sono rivelati dei miserabli. Ora è solo.
        Questo succede non quando si è dei genii incompresi avanti 100 anni, ma quando non si crede nel popolo e lo si disprezza. Quando si pensa che il 98% degli uomini e delle donne sono un branco di bovini, contro un 2% di Veri Uomini e Vere Donne. Ci vuole, invece, molta umiltà e bisogna sempre mettersi al livello del popolo, perché nelle nostre vene scorre lo stesso sangue, perché condividiamo tutti le stesse aspirazioni e soffriamo per le stesse ingiustizie. bisogna aprirsi alla ggente, capire perché è quello che è. Possiamo andare avanti decenni ad analizzare il Vero Potere da tutte le parti, ma se non capiamo nulla del popolo, se ci sfugge il perché dei comportamenti che si diffondono come malattie fra le persone, se non ci sentiamo parte del popolo e, perciò, stragrande maggioranza, allora saremo sempre soli, piccoli e impotenti. E non ci resterà nient’altro da fare che ammirare l’enorme, invincibile forza del Vero Potere.
        Ci pensate mai, voi? Se sono così forti e invincibili, se la gente è così amorfa e complice, perché mai spenderebbero tanto in denaro e lavoro per tenerci buoni? Perché temono così tanto il popolo?

        • Guarda, su questo sfondi una porta aperta. Io non credo decisamente alla teoria dei 300 spartani, perchè ogni volta che l’uomo si trova in posizioni di controllo e di potere subisce dei meccanismi psicologici che lo portano spesso dalla parte sbagliata (esistono molteplici esperimenti sociali che indicano tale tendenza). Senza contare la molto più terrena corruzione/pressione che può essere esercitata su un numero più ristretto di individui. Proprio per questo passo la mia vita ad essere offeso e umiliato dalla mia cerchia di persone, per le mie scelte e le mie idee, nella speranza che servano da esempio. Penso che solo dal basso possa succedere qualcosa, lo credo fermamente. Però fino ad oggi ho visto gli articoli di Barnard dal punto di vista puro e semplice del “questa è la merda con cui avete a che fare, auguri”, e continuo a vederli così. Negli ultimi l’aspetto che te sottolinei è emerso molto più chiaramente, oppure io fino ad oggi non ero ancora pronto per cambiare idea, chi lo sa.
          In ogni caso ringrazio anche te di risposte e considerazioni.
          Un saluto

  10. Io smetterei di pubblicare questo terrorismo contro i giovani, è fuorviante. Apparte che non si capisce cosa possa saperne un sessantenne della fantomatica “tech bla bla”, ma poi sto mantra razzista/darwinista che pone sti cinesi & asiatici come i prossimi dominatori delle vette delle aziende e di tutto è esagerato. ” Da qui a un decennio” lo leggevo ventanni fa. “gli ingegneri saranno tutti cinesi e indiani bla bla”, non mi risulta proprio, specie in Italia. Poi sta menata dell’età: come se a ventiquattro anni finisse il mondo.

    Oltretutto, a un molisano o a generazioni che verosimilmente ereditano terreni, attività e altro, sarebbe meglio consigliarli di investire su quello che si ha, piuttosto che sognare un app d’uso mondiale o qualche altra amenità, se non si vuol studiare. O di seguire la propria strada indipendentemente dagli indiani, che fanno paura soprattuto a Barnard o a chi ne fa un mito. Certo, se si vuole aprire un kebab, magari ci sarà concorrenza….

    E per il giovane di “isernia ambizioso che vuol studiare”, per la cronaca, se si è ammessi alla normale di pisa si ha vitto e alloggio e studi gratuiti, ci può andare chiunque mantenga i voti richiesti e passi l’ammissione. Semmai costa un università normale, non La Normale. Quindi semmai fatevi ammettere, che è sempre più facile che inventare l’app da un milione di dollari, dove onestamente credo davvero poco nella meritocrazia. E’ noto difatti che i vari fb e amazon etc sono totalmente manipolati dai governi, e non c’entra niente l’idea geniale.

    E infine, è meglio la provincia della città, certamente.

    Quindi: boh?

  11. E qui, culturalmente, la mia strada e quella di PB si dividono. La mia lotta non è a fianco dei più bravi, dei più creativi, dei più intelligenti. E io sono creativo e intelligente. Io non mi batto per una società che aiuti i migliori a emergere, perché sono quelli che ne hanno meno bisogno. Io mi batto per la dignità di quelli che creativi non sono e, magari, nemmeno tanto intelligenti. Io ho sempre lottato per gli ultimi. Perché è ora di finirla, il mondo non può continuare ad essere un campo di battaglia. Io non sono per inventare nuovi lavori (lo dico io, che il mio lavoro me lo sono inventato), io dico che se la tecnologia può consentirci di non lavorare, allora bisogna che quei creativi anziché avviare startup per fare concorrenza ai cinesi, si inventino un mondo in cui il lavoro non è più al centro della vita, in cui l’istruzione non serva più a trovare un lavoro, ma alla crescita spirituale di ciascun individuo. Perché insegnare ai ragazzini a spremersi le meningi per diventare imprenditori, per tener in piedi il capitalismo? Perché propinargli una fiaba da psicopatici, la versione techno del sogno americano, quella del genietto di 16 anni che fonda in un garage la compagnia più potente del mondo? E PB davvero ci crede? Sono perplesso.

    • Concordo con te, e ho sempre difeso Barnard nelle sue posizioni “estreme e folli”. Non riesco però a capire dove stia andando a parare

      • Si è accorto di aver pisciato fuori dal vaso e tenta un recupero in extremis. E, alla fine, si scopre. La frase che hai riportato, Pandroid, è la sintesi del Barnard-pensiero: ” Fondamentale però è starci al passo e solo poi agire contro gli eccessi”. Il Capitalismo non è male, è solo un po’ eccessivo. Bisogna starci dentro per migliorarlo. OK, Paolo, hai scoperto il PD!

    • Si chiama passione……intelligenza e creatività servono ma non sono determinati, la passione può tranquillamente sostituirli, lo studio dovrebbe essere funzionale alla propria passione, i soldi basta che arrivi il minimo indispensabile per continuare ad alimentare la passione…………se con tanta passione e culo (indispensabile sempre) il genietto di 16 anni fonda la compagnia più potente del mondo buon per lui…..ma lo scopo dovrebbe essere vivere e lavorare con soddisfazione, per essere felici non serve divenire il numero uno o ricchi sfondati.

    • Barnard ha perso la poca lucidità che gli rimaneva. Probabilmente è nel mezzo di una crisi e proietta il suo senso di fallimento. Umano troppo umano. Molto lucido il tuo commento, lo condivido in pieno, e sono nella stessa condizione, io che il lavoro me lo sono inventato.

  12. Con la consapevolezza che non tutti ne avranno la possibilità…….ma se dovessi dare un consiglio ad un giovane sarebbe lo stesso che ho dato ai miei figli quando erano ragazzi, non pensate al guadagno al successo ed alle vision alla Barnard……..ma divertitevi, giocate e trombate (la vita è breve e la giovinezza è un’attimo)…e quando dovrete entrare nel mondo del lavoro, se possibile giocate ancora trasformando un hobby una passione in lavoro.
    In merito alla moda di autoflagellarsi tutta italiana, di cui Barnad è portatore “sano”…..non esprimo giudizio (anche se l’ho già fatto) da Italiano, nonostante tutto, non ho vissuto malaccio e mi rattristerebbe molto morire Tedesco/Svizzero.

    • Ah sì: avendone le possibilità, farei così anch’io…

      • Tu la possibilità ce l’hai, non mentire a te stesso…….ho iniziato a lavorare a 12 anni e non per pagare i miei capricci, ma per contribuire al mantenimento della famiglia che ne aveva bisogno, già quel primo lavoro è diventata una passione (elettronica)…….a 18 anni ho perso mio padre ( tumore guadagnato in una fonderia) eppure ho sempre giocato con le mie passioni e sebbene abbia sempre lavorato, ho passato una vita giocando con i miei hobby……lavorare è un obbligo, trasformarlo in un gioco spetta a te.

        • Hai sbagliato bersaglio…
          Vado per i 49, non sono un bimbo.
          Appunto perchè nella vita mi son dovuto comprare tutto lavorando, ti dico “avendone le possibilità, farei così anche io”.
          Puoi “giocare, divertirti e trombare” SE hai il culo al caldo.
          Se devi lavorare per campare, tranquillo che hai altre priorità.
          Il mondo del lavoro è sempre stato una fregatura.
          In proporzione prendevo di più a 12 anni facendo volantinaggio che a 48 facendo l’artigiano…
          Chi l’ha mai avuto un “contratto a tempi indeterminato” ?

          • Scusami ti facevi più giovane, sarà per il nik ?………comunque il “consiglio” era per i nostri ragazzi…….a 49 anni certamente la possibilità e quasi del tutto estinta…..nel mio caso, io ne ho 61, ei fù siccome………….ormai è assai più meglio pensare alla badante ed alla marca migliore di pannoloni

          • Ai figli ho cercato di insegnare ad apprezzare le persone per quello che sono, non per gli oggetti che possiedono.
            Il nonno, che viene da una famiglia di braccianti, gli ha spiegato che “loro sono paritti da zero, ed hanno potuto conquistarsi tutto”, mentre i ragazzi di oggi possono solo stare peggio (di come stavamo noi).

  13. Vorrei porre una domanda a Barnard, parzialmente fuori tema ma, ogni volta che lo leggo mi chiedo come la pensi al proposito:

    Paolo, astraendoci dalla direzione imboccata e dal punto al quale siamo arrivati, ritieni che l’applicazione e lo sviluppo della tecnologia informatica, in tutte le sue applicazioni, porti inevitabilmente alla perdita della riservatezza, al Grande Fratello, o possa espandersi e progredire qualitativamente anche nel rispetto di una effettiva privacy?

  14. queste di barnard sembrano le parole del presidente francese macron, quando in campagna elettorale(primavera 2016) invitava i giovani a creare delle start-up….
    e in Italia due decenni fa si invogliava a creare le partite iva…imprenditori di se stessi si diceva..poi stiamo vedendo come è andata a finire:TUTTI PRECARI…
    per carità, usare la testa per creare è fondamentale, MA NON TUTTI POSSONO DIVENTARE BILL GATES e company…
    piuttosto, a proposito del molise si dovrebbero concentrare su quello che dispongono:
    eccellenti prodotti agricoli,il turismo il mare..le tremiti,IDEALI PER APRIRE CASINO,NIGHT E ROBE SPENNA RICCHI…..o puntare sul turismo “geriatrico”…

    idea..anche se non sono piu un kids:
    perché non inventiamo una star-up che per esempio faccia evitare di dire minchiate ?
    una app che,per esempio mentre barnard sta digitando sui tasti lo blocca se gli scappano delle minkiate…
    (ultimamente barnard sta diventando irrecuperabile)…

  15. Ma questo è impazzito, sembra di sentire parlare Elon Musk e i peggio psicopatici di Linkedin… andasse lui a fare lo schiavo IT e la lotteria delle startup.

  16. L’ennesimo articolo inutile e sensazionalista di Barnard.

  17. mario michele d'onofrio

    scusate, ma non si può fare in modo che, SEMPLICEMENTE, i carabinieri non rompano le palle? questa mi sembra l’apologia dell”invenzione del lavoro’ nel senso di coloro che dicono che se il lavoro non c’è bisogna inventarselo. siccome i carabinieri ti fermano per strada ad capocchiam, il ragazzo molisano [perché molisano, poi?] dovrebbe inventare un’applicazione che ‘salva la vita’ messa a repentaglio non dal caso ma artificiosamente. Mi sembra l’attualizzazione del proposito paradossale di Keynes: impiegare operai che scavino buche per poi riempirle

  18. Bernardo purtroppo usa lo stesso linguaggio del potere odierno, è veramente ricoperto (direi quasi manipolato inconsapevolmente) degli stessi slogan e dello stesso linguaggio edonista-scientifico giovanile in voga ora…
    Ci siamo giocati anche il Bernardo ahime…il grande Maurizio Blondet disse una volt a in una delle sue conferenze questa frase qua: “forse ve lo siete dimenticati ma anche gli stupidotti hanno il diritto di campare e comprarsi il pane”. Ecco ..è inutile leggere chi non parte da questo semplice presuposto.

  19. Comunque confermo che nel mercato dell’IT l’esperienza è mal vista. Uno sviluppatore con 25 anni di curriculum è guardato con sospetto, preferiscono ragazzini che non battono ciglio nel dover spendere 12 ore davanti a uno schermo. Anche se sono pippe. Tanto oggi nulla è fatto per durare e funzionare bene, ma solo per accaparrare hype ed essere venduto a un gigante in breve tempo, oppure per fregare soldi a investitori accecati dalla cupidigia. Quindi, tanto vale accroccare qualcosa di fragile rapidamente, piuttosto che costruire un sistema ben fatto. Il Kali Yuga mangia pure se stesso…

    • l’IT italiana sono 30 anni che si regge sulle spalle di studenti universitari che si pagano gli studi lavorando a notula. Quasi nessuno nato dopo il 1965 è riuscito a campare facendo il programmatore puro. Il software, quando non è commissionato in Cina o in India, viene sviluppato da ingegneri meccanici, biomedici o delle telecomunicazioni diventati programmatori per necessità.