QUESTI SONO PRONTI A TUTTO PER “I SOLDI”. ANCHE ALLA GUERRA CIVILE

DI MAURIZIO BLONDET

rischiocalcolato.it

I titoli di questi giornali sono una cosa seria. Anzi grave. Mostrano che il blocco sociale meridionale, che vive sprecando denaro pubblico a miliardi, è pronto a tutto  contro il Nord, la sua vacca che munge.  E’ pronto a commissariare le Regioni che hanno votato il referendum. E’ pronto a mandare la polizia nei palazzi regionali. Stanno gridando infatti che è quella deghli italiani che li pagano è  “secessione”. Anzi, “indipendenza!”.

Titoli irresponsabili.

 

 

 

Titoli irresponsabili.

 

 

 

 

 

Questo  dei Parassiti è il gruppo sociale più potente in Italia, avendo in mano gli apparati pubblici di repressione e, come vediamo, i media di telecomunicazione. E’ il  più determinato, e sa precisamente cosa vuole:

 

Prima che “comunista”, romanesco. Vive di Grano Padano.

Per contro, gli elettorati del Nord non hanno né la stessa consapevolezza né la stessa decisione a difendere i loro diritti.

Il risultato del referendum nelle due Regioni è una vittoria moderata, che avrà effetti minimi o nulli.   Una sconfitta sarebbe però stata un disastro  più enorme e definitivo, seppellendo ogni speranza di perequazione fiscale: il  Blocco  dei Parassiti se ne sarebbe impadronito come una propria vittoria,    e avrebbe stretto le viti della persecuzione fiscale con cui strangola le attività produttive-  gli statali hanno verso  il Nord l’atteggiamento mentale di  essere la forza d’occupazione di un Paese straniero –   avrebbe preteso la testa dei governatori,  e l’avrebbe  chiamata come un trionfo dello “stato unitario”. I Parassiti   che difendono lo Stato Unitario, su cui i Napoletani sputano (quando  gli fa comodo si risentono Borbonici),  e il potere siculo è tanto estraneo da volersi autogovernare con lo “statuto speciale”, è ridicolo. La secessione è una realtà psicologica e spirituale proprio nelle Regioni del Sud: non provano nessuna solidarietà col Nord che paga le loro casette abusive,  i loro forestali pregiudicati mafiosi, i loro “governanti regionali” che si ritagliano stipendi milionari.  ma vogliono la loro Secessione pagata a pié di lista.

La Lombardia s’è confermata espressione geografica,  senza storia,  incapace di capire la vera posta in gioco. Il Veneto ha mostrato una eccezionale coscienza politica,  si vede  che  ha avuto una Repubblica Serenissima per secoli, una coscienza nazionale, una capitale. La  controprova è che in Lombardia la città che ha votato a maggioranza per l’autonomia è Bergamo, che è appartenuta alla Serenissima. E’ bello vedere che la storia conta. I napoletani che quando gli fa comodo vogliono essere borbonici, dovrebbero  imparare dai Veneti, chiedere loro come hanno fatto, da  zona sottosviluppata e della miseria, senza alcuna Cassa del Mezzogiorno, a diventare una delle  Regioni del benessere. Invece, sono già pronti  a fare la guerra civile.  Come mostra il titolo de El Mattino de Nàpule.

I soldi sono del Sud.

Bisogna che i Veneti ne siano coscienti. Gli faranno pagare e caro la loro identità.

 

Maurizio Blondet

Fonte: https://www.rischiocalcolato.it

Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/questi-sono-pronti-a-tutto-per-i-soldi-anche-alla-guerra-civile.html

24.10.2017

 

L’articolo QUESTI SONO PRONTI A TUTTO PER “I SOLDI”. ANCHE ALLA GUERRA CIVILE. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

83 Comments
  1. An 19th century man says

    Vogliamo fare il federalismo fiscale e balle varie? Per me meridionale va benissimo! Però facciamo anche il federalismo finanziario, stabiliamo che i risparmi di me residente a San Gennaro Vesuviano vengano prestati esclusivamente nella provincia o nella regione di residenza del risparmiatore, diciamo per esempio all’azienda di Torre del Greco. Non come oggi che tutti i risparmi dei cittadini del sud vengono reinvestiti quasi esclusivamente al Nord, ovvero nel luogo di provenienza di pressoché tutti gli istituti bancari italiani. I depositi bancari sono un vero e proprio gettito fiscale privato su base volontaria, riregolamentare va bene, ma chiudere l’ultima presa d’aria al già anossico Sud senza aprirne un’altra mi sa di vera e propria colonizzazione.

    1. MarioG says

      Ma cosa c’entra il reinvestimento dei soldi dei risparmiatori, col problema del flusso del denaro estratto con la leva fiscale? Un investimento non è mica una sottrazione.
      Comunque, come dice Blondet, ho paura che di quelli d’accordo come lei sul federalismo fiscale non ne troverà tanti al suo fianco, soprattutto nel settore del pubblico “impiego”.
      Guardi lo scatenamento sulla rassegna stampa contro i veneti e lombardi che vanno a prendersi “i soldi del sud”!

      1. fastidioso says

        “Ma cosa c’entra il reinvestimento dei soldi dei risparmiatori,..”

        …e allora voglio un MOSE anche in Calabria , okkkeeeeeeeeeeeiiiiiii ?
        …e allora voglio un EXPO anche Palermo , okkkeeeeeeeeeeeiiiiiii ?
        ….
        …e allora voglio una TAV anche Matera , okkkeeeeeeeeeeeiiiiiii ?
        ….

        1. MarioG says

          okkkeeeeeeeeee, è come dice il gironalista del mattino: è il nord che spolpa le risorse economiche del sud.
          Il sud trasferisce ogni anno circa 100 mld di euro di “solidarietà” economica al nord! Tutto il resto è un’assurda pantomima per capovolgere la realtà.

        2. A 19th century man says

          Un traforo stradale del Fréjus anche a Napoli…
          okkkeeeeeeeeeeeiiiiiii ?

    2. Rolmas says

      No, per lei non va benissimo il federalismo fiscale. Per lei va benissimo il centralismo fiscale e i soldi a pioggia sul meridione.

  2. riefelis says

    Blondet in questo articolo è statte semplicemente volgare e disgustoso. Tutte le argomentazioni sono intrise di strereotipi ed elementi concettualmente ridicoli.

    1. MarioG says

      Eccolo, puntuale!

      “Il nord al voto per prendere i soldi del sud”.

      Lei legge un titolo di articolo del genere … e il ridicolo è Blondet? Pensi ad arginare la sua propria propensione verso il medesimo pericolo

  3. riefelis says

    Al di là delle ridicole argomentazioni di Blondet, che non fanno testo, per me appare veramente ingiusto assegnare lo sttauto spesciale a regioni come la Sicilia. Non solo i siciliani ne hanno abusato in modo irresponsabile ma non sussistono più le ragioni storiche che hanno determinato tale confiurazione.

    1. Tipheus says

      La invito a vedere il mio commento sotto.
      Quanto alle ragioni storiche, ce ne sono a iosa: il fallimento dell’annessione all’Italia, 1000 anni circa di stato proprio (848-1849, “Regno”, non “ducato” o qualcosa del genere), la storia di Nazione propria dall’Antichità fino al 1860, interessi sistematicamente contrapposti a quelli italiani, e così via. Abbiamo compiuto 200 anni da quando abbiamo sciolto lo Stato di Sicilia nel 1816 (poi riapparso per 18 mesi nel 1848/49 e per qualche mese, per finta, sotto occupazione garibaldina nel 1860).
      E abbiamo la disoccupazione giovanile al 60 %. Non le sembra una buona ragione per non farsi più governare da Roma? Davvero crede che l’Italia campi la Sicilia?
      A proposito, le do una notizia. Lo Statuto siciliano è applicato solo dal lato delle spese, nel senso che in gran parte se le pagano i Siciliani.
      Dal lato dell’autonomia legislativa, delle entrate e di tutto il resto, è carta straccia.
      Mai attuato. La Sicilia è “speciale” al contrario: ha meno autonomia delle altre regioni.
      Se vuole le spiego perché. Ma siccome quello che dice lei, “lo dicono in TV”, sarà certamente vero.

  4. ton1957 says

    Eh…ma però…a me sta cosa della secessione, non mi dispiace affatto…….ma quando sarà padania o patagonia (non ho ancora ben inteso) ce lo possiamo fare un muro alla Trump tra il Piemonte e la Lombardia per tenere fuori i messicani/Veneti….o questi pensano di poter risalire il Po coi gommoni ed invaderci di nuovo come in passato…………..vebbè in cambio, con le catapulte, siamo disposti a darci un pò di beni di prima necessità, pane e pasta (tanto quella la producono al sud) ma sia ben chiaro….eventuali alluvioni marittime e terremoti….stavolta se li pagano loro (l’ultima volta ci son costati più di tutti i terremoti d’italia messi insieme) c’è da ammettere, che il meridione del nord, s’è sviluppato benino coi soldi italiani…..ora recessa o recesso……..non ricordo più come si desinenzia.

    1. Rolmas says

      Non è corretto canzonare o prendere in giro chi non la pensa come lei. E’ un metodo che utilizzano tutti i mezzi di informazione mainstream per affossare le voci fuori del coro. E’ spiacevole che anche in un sito di questo tipo ci siano persone che si avvalgono di questi sistemi.
      C’è modo e modo per esporre le proprie idee senza utilizzare quelli del regime.

      1. ton1957 says

        decide lei cos’è corretto e cosa no o mi lascia la libertà di scrivere ciò che più mi aggrada ?…………..l’ironia, tanto abusata nei riguardi dei maridionali, non è accettabile sui Veneti/leghisti ?….ma mi facci il piacere.

        1. Rolmas says

          Lei ha dei problemi.Grandi. Scriva quello che vuole. Si sfoghi pure

          1. ton1957 says

            Grazie per la gentile concessione.

          2. A 19th century man says

            Lei ha dei problemi grandi. Lo ha detto Sigmund Freud…

          3. Rolmas says

            Anche lei ha problemi grandi. Paura che Lombardia e Veneto se ne vadano per conto loro. Paura di rimanere col cu…o per terra. Paura che la pioggia estiva non porti più i miliardi. Lo ha detto Ciriaco De Mita.

      2. A 19th century man says

        È il metodo che usano anche i polentoni del ca**o per canzonare i meridionali, adesso non facciamo i sottili. Stanno a fare casino da trent’anni loro, la secessione e str****te varie, ma quand’è che se ne vanno veramente a*****ulo? Parlano del Sud senza conoscerlo da quello che vedono per televisione, non hanno capito che ogni fabbrica ha bisogno della discarica e politicamente si è deciso che il nord fosse la prima e il Sud la seconda. Voglio vedere senza di noi, dovranno ca**re vicino a dove mangiano.

        1. Rolmas says

          E a lei chi gliel’ha detto che io sono del nord? Forse perché ho osato criticare l’arpionismo e l’abusivismo del meridione? E questo le dà il diritto di offendere? Lei è fuori, completamente. Si faccia curare. E’ per colpa delle persone come lei che poi alla fine ha ragione Blondet.

          1. Huber says

            Sì capiva dal fatto che ha preso subito parte, se poi sta giocando è un’altro discorso…(Credo che probabilmente lei sia del sud ma per qualche motivo ora è al nord, lei ha lo stesso atteggiamento di un mio caro amico che lavora nell’esercito a Milano la moglie è una meridionalissima capo reparto ! Lui promuoveva il referendum con i msg su whatsapp su un gruppo chiamato “salentini”…nessuno ha risposto, non perché siamo contrari ma perché non ci tocca più di tanto) volevo dire, leggo su cdc da 10 anni credo (io i problemi ce li ho con le date e i nomi di persona) e ho capito che mai le cose sono quelle che sembrano! Con tutto il rispetto per blondet, ma non è che lui ha la verità in tasca, poi è di parte…capisco poco di economia, però non credo si possa ridurre tutta la storia di questa nazione (ancora?)chiamata Italia al sud che ruba al nord! daaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiìi
            Ps: secessione ! Ora!

          2. Rolmas says

            Il problema del nord non è il sud e io non sono d’accordo con Blondet. Ho già letto altre volte suoi interventi di questo tipo e so come la pensa. Rispetto il suo modo di vedere le cose. La lega nord ha dimostrato “sul campo” che il problema non è il sud. Milioni di meridionali che lavorano al nord e in giro per il mondo hanno dimostrato che il problema non è il sud. Sta di fatto che il sud non riesce a schiodarsi da questa situazione di arretratezzaa e sono immobilizzati dall’assistenzialismo, che ora stenta a trovare le risorse. Il buon senso dice che lo sviluppo del meridione è la carta vincente dell’Italia. Nella realtà questo sviluppo non si fa strada. Le bellezze archeologiche, storiche, paesaggistiche del sud sono senza paragoni. Non ci sono posti al mondo belli quanto la Sicilia o che possano offrire più della Sicilia in termini culturali. Il Museo Nazionale di Napoli non ha paragoni, Paestum è ineguagliabile, non parliamo di Pompei ed Ercolano e di tutto il resto. Chi deve sfruttare queste risorse? Perché non vengono sfruttate?

    2. runblade says

      Almeno prima di scrivere che i veneti vennero ad “invadervi” le ricordo che siamo stati gli ultimi ad essere annessi all’italia nel 1866 con il plebiscito farlocco.
      E’ più probabile che alcuni soldati dei savoia fossero meridionali…

      1. ton1957 says

        Si, in effetti siete adusi al farlocchismo, plebiscito farlocco, forse, per essere annessi (non c’ero e non posso esserne certo) e referendum farlocco di certo per uscirne.
        In quanto all’invasione mi riferivo ad epoche più recenti (dopoguerra) ed alla emigrazione Veneta verso regioni e paesi più ricchi, dove molti Veneti sono venuti a “rubare” il lavoro.
        P.s. tra l’altro ho molta stima per quegli emigrati poveri e Veneti, brava gente e gran lavoratori……molto meno per la nuova generazione neo arricchita, arrogante e senza memoria, che oggi vuole staccarsi dall’Italia

        1. VanderZande says

          L’ invasione dei Veneti nel dopoguerra? Fatti vedere da uno bravo, che questi sintomi non preannunciano niente di buono. E ti hanno invaso e ricche citta’ del sud, scommetto, dove hanno rubato il lavoro a voi. Guarda. Mi fermo qui.

          1. ton1957 says

            Io invece ti consiglio anche uno scarso, ma soprattutto uno che ti traduca lo scritto italiano in dialetto veneto……….perchè mi pare che con l’italiano hai qualche problemino……chi ha parlato di città del sud ? Liguria. Piemonte, Toscana, ed Emilia Romagna…..i tuoi antenati, ancora viventi, ci sono emigrati o ci andavano saltuariamente a cercare il lavoro che nel veneto scarseggiava…….prima di rispondere fatti tradurre quello che ho scritto da qualcuno che pensa in italiano….così lo capisci anche tu che pensi in veneto e poi cerchi di tradurre…..e salutami il Trota.

          2. VanderZande says

            Sei sempre piu’ ridicolo. Comunque, se veramente pensi che i Veneti siano”emigrati” al di fuori dei confini del Veneto per andare a rubare i lavori ai poveri emiliani toscani liguri piemontesi, sembrerebbe che TU consideri il Veneto uno Stato estero rispetto all’ Italia. Le cose, nella vita reale funzionano in modo molto diverso rispetto al tuo universo parallelo. I miei nonni e bisnonni, e sono solo quelli di cui so qualcosa, si sono mossi verso il Veneto da Piemonte, Val D’Aosta, Lombardia, Emilia e Friuli, ed alcuni altri si sono spostati dal Veneto per varie ragioni in regioni limitrofe. Solo a uno come te poteva venire in mente di definire una cosa del genere Emigrazione. Dalle tue parti probabilmente avete le radici attaccate alla terra del paesello.
            L’unica verita’ e’ che ci odiate perche’ siamo usciti da una condizione di estrema poverta’ facendo affidamento solo sulla nostra capacita’ di lavorare sodo. Un mio caro amico suole ripetere: La compassione te la danno gratis, l’invidia te la devi meritare.
            Tu non meriti altro che compassione.

          3. VanderZande says

            Ah. Ho capito. Mi era saltata la elle e a causa del tuo razzismo hai voluto credere che non sapessi scrivere in italiano. Pardon. Avrei dovuto capire che ti saresti attaccato anche agli errori di battitura. Capita, quando non si hanno altri argomenti.

        2. runblade says

          E comunque la Fiat in Veneto non si è fatta alcun stabilimento coi soldi degli italiani (socializzatori di perdite ma privatizzatori di guadagni)…Non a caso gli Agnelli storici soggiornavano in pianta stabile sugli scranni parlamentari. Ma per fortuna alcuni parti per l’automotive germanico gliele forniamo…Ah per questo creare PIL vendendo all’estero (o compatrioti europei) questo va bene; alla fine della fiera aiuta a rimpunguare le casse statali…

  5. highlander says

    …basta leggere alcuni commenti ed è facile capire perchè c’è un’Italia allo sfascio governata tra colpi di stato e dittatura. AUGURI di cuore a tutti per gli anni a venire! XXX XX

  6. Annibale Mantovan says

    Guerra civile? Francamente io non vedo nessun Lombardo, nessun Piemontese e così nessun Ligure, Toscano, Emiliano, Laziale, Umbro, Marchigiano, Campano o Siciliano e tanto meno nessun Sardo disposto a combattere contro i Veneti per lo stato italiano. Voi vedete qualcuno a rischiare la pelle? Se mai vi sarà chichessia ad usare violenza egli sarà un mercenario pagato dai servizi segreti deviati. Buona giornata a tutti.

    1. VanderZande says

      E col mercenario ci faremo la grigliata con la polenta.

  7. Rolmas says

    Due precisazioni per la Redazione:
    1. la fonte è http://www.maurizioblondet.it (non rischiocalcolato.it)
    2. la foto è fuorviante (molto). Sembra che siano Zaia, Salvini e Maroni ad essere pronti a tutto per i soldi, mentre invece non è questo quello che intende dire Blondet nel suo articolo. E infatti, non è questa la foto originale del post.

    1. Le bateau Ivre says

      io penso invece che foto (originale o no) e titolo sono azzeccatissimi poiché è l’autore dell’articolo a sbagliare l’oggetto-soggetto nella fattispecie.

      1. Rolmas says

        E’ stata una scorrettezza verso l’autore dell’articolo, Maurizio Blondet. Non era necessaria. Comunque lei il suo pensiero lo poteva esprimere e avrebbe sicuramente riscosso molti consensi. Invece così….

        1. Le bateau Ivre says

          Al di là di qualsiasi faziosità nord vs sud o viceversa, è la storia “cristallina” dei soggetti in oggetto che esprimono tutto. Nondimeno ci sono autori che si fabbricano gli odi come le ammirazioni, avventatamente (e in questo Blondet è un campione). E’ una bella imprudenza: Una freccia inviata avventatamente può rivelarsi un deplorevole infortunio, senza contare che, a destra o a sinistra, può ferire uno dei testimoni dello scontro.

  8. DesEsseintes says

    Qui dentro è lo specchio del mondo, non è che si hanno “ideali”, ognuno “ce l’ha con qualcuno” sul quale proietta la colpa della propria situazione.
    C’è chi ce l’ha con gli immigrati, chi con i meridionali, con i comunisti, con i fascisti, con i populisti, con i globalisti, gli statali, gli ebrei, i musulmani.

    Eppure anche in queste disastrose condizioni qualche sprovveduto parla di 99% contro l’1%.

    1. gianluca2 says

      Le care vecchie proiezioni …
      Sono tutti pecoroni: proiettano.

    2. uomoselvatico70 uomoselvatico7 says

      io non ce l’ho con nessuno invece.
      A parte tutti quelli che respirano.

    3. Gino2 says

      una cosa non esclude l’altra

  9. Pimander says

    “””Questo dei Parassiti è il gruppo sociale più potente in Italia, avendo in mano gli apparati pubblici di repressione e, come vediamo, i media di telecomunicazione. E’ il più determinato, e sa precisamente cosa vuole:”””
    Esatto e sbagliato allo stesso tempo.
    La politica non esita ad allearsi con il nemico di poco fa se ci sono in ballo soldi.
    Non sono soldi del sud quelli che spariscono se viene l’autonomia Lombardo Veneta, ma diminuisce il gruzzolo che i politici romani si possono spartire.
    Esempio ne sia la condanna dell’ex Minsitro alle Infrastrutture Altero Matteoli riguardo al progetto Mose, certamente NON fatto coi soldi dei Veneti….
    Nulla di piu’ semplice che utilizzare i media asserviti all’attuale regime mitizzando un malumore del sud CHE NON ESISTE.

    1. DesEsseintes says

      Sono d’accordo ma lascia perdere il “romana” che la disgrazia di questa città è stata quella di dover fare da capitale a voi.

  10. uomoselvatico70 uomoselvatico7 says

    Tanto si consumeranno le piramidi, si spegneranno tutte le stelle del cielo, ed il tempo stesso cesserà di scorrere prima che in Italia cambi realmente qualche cosa .
    Milioni di persone hanno votato i vari referendum, con percentuali del 94%,96% …
    Cosa è cambiato?
    Niente.
    Volete tenervi in tasca la maggior parte dei soldi che faticosamente guadagnate?
    Trasferitevi alle Canarie che fate molto prima.

  11. gix says

    Un articolo del genere ci farà litigare per almeno 200 commenti, quindi, da un certo punto di vista, è perfetto

  12. Rolmas says

    Qualche giorno fa ho letto su CDC un sacco di interventi a favore della autodeterminazione dei popoli. C’era gente che si strappava i capelli per la Catalogna indipendente, e l’avrebbe riconosciuta in men che non si dica. Sembrava che si trattasse di una nazione storica, oppressa dal fascismo spagnolo, e che la sua indipendenza fosse una manna dal cielo per scardinare lo strapotere della finanza globalista e mondialista, per combattere i poteri forti che attanagliano l’Occidente. Oggi si parla di autonomia. Si parla della Repubblica Veneta, una repubblica vera, millenaria, una repubblica che ha fatto la storia, molto più significativa della Repubblica Italiana. Dove sono tutti questi grandi indipendentisti? Non li trovo più nel sito. Nemmeno uno. Che non abbia ragione Blondet?
    A proposito, io non credo nella disgregazione degli stati nazionali. Credo però che il potere vada avvicinato al popolo, per essere meglio controllato. Quindi credo nell’autonomia. Della Sicilia, della Sardegna, del Veneto, del Friuli, ecc. ecc.

    1. Pimander says

      “Credo però che il potere vada avvicinato al popolo, per essere meglio controllato.””
      E da chi di grazia? dal popolo stesso? E secondo Lei, chi esercita il potere potra’ mai consentire di farsi controllare? Non le basta la presa per i fondelli contenuta nell’art. 1 dove si dice che la sovranita’ appartiene al popolo… e via coglionando???
      ….ussignur…..

      1. TdP says

        Ci vuole un re..un monarca o un capo assoluto..possessore di tutto..
        Solo a questa condizione ci sarà vigilanza affinché il governo faccia i suoi interessi che coincidono con quelli del popolo..in quanto nessuno che possieda qualche cosa ama vederla andare in malora..

        Ogni tanto però potrebbe esserci un monarca balordo..ma è un rischio che non si può evitare..non essendoci altre vere soluzioni allo strapotere delle lobby che lavorano solo per i propri personalissimi interessi fregandosene del bene collettivo..

        Anche nelle fiabe c’è sempre un re che comanda..e le fiabe la sanno lunga…

      2. Rolmas says

        Ci sono cinque miliardi di persone che credono in Dio. Non vedo il perché io non possa credere in un potere più diffuso, più vicino alla gente, quindi più controllabile dal popolo e meno dalle elite.
        Ussignur!

    2. natascia says

      Triste la condizione di chi anela al buon governo dei luoghi e delle persone , ancora presente nei manufatti negli organi amministrativi e negli animi. Quando intorno non si vede che cialtronaggine e sciatteria, più deleterie della corruzione stessa , si cerca di tornare a dare un senso alla vita sociale e questo è stato un timido tentativo pubblico di rigovernare l’amata Itaca-

  13. Pyter says

    Questa storia è ridicola, non di per sé, ma calata nel teatrino in cui si svolge.
    E’ come se Edmond Dantes discutesse di autonomia carceraria all’interno dell’isola di Montecristo in mano ai privati.
    Bisognerebbe prima discutere dell’autonomia dell’isola e poi uscire dalla cella oppure, meglio, scappare come ha fatto Dantes e poi semmai una volta autonomi “discutere” con i carcerieri complottisti.

  14. fastidioso says

    Riporto un commento nell’articolo originale di Blondet:
    “…Maroni (voto elettronico) la prima cosa che ha detto e stata “ora
    vogliamo il voto elettronico anche alle politiche” dell autonomia non
    gliene importa nulla del voto elettronico molto, questa e la posta in
    gioco. da repubblica “Per consentire il voto elettronico, il governatore
    della Lombardia aveva firmato un contratto da 23 milioni di euro per
    l’acquisto di 24mila tablet (che saranno poi ceduti alle scuole), dalla
    Smartmatic, uno dei principali operatori mondiali nel settore del voto
    elettronico. Si tratta di una società venezuelana oggetto, tra l’aktro,
    delle attenzioni dell’intelligence Usa in occasione del voto in Delaware
    nel 2004 per sospetto di frodi, come si evince da un file di Wikileaks”
    … se poi andiamo a vedere guarda a caso la Smartmatic e legata a soci
    di Soros…https: //
    l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.occhidellaguerra.it%2Fle-mani-di-soros-sulle-elezioni-usa%2F&h=ATPnK83XQu_3LQJ0aR22JkmUkfy2YCyqbyp9fdrLC4f80XvB1KJ6cIG2XLNIORxZM597nxUT9-hxuu8S5HbBbpgO23MmhAH1gmtgwS8VmnwVYL03mpT2jMVDQa3jxpLvrw
    ; per votare si o no bastava un palottoliere ma hanno voluto imporci, e
    sanno loro perche, questo sistema…”

    Senza citare che Zaia la prima cosa che ha detto è stata ” vogliamo tenerci i nostri soldi ”

    1. Rolmas says

      Certo che se vai a pescare le notizie da Repubblica per poi postarle qui, vuol dire che sei alla frutta. Le prossime notizie cercale magari sull’Ansa e postale come verità assoluta. Oppure vai a commentare sul sito dell’Ansa

      1. fastidioso says

        Non sapevo dei milioncini spaesi per acquistare i tablet “che poi saranno consegnati alle scole”. Com’è buono maroni !!!!!!!!!!!!!!!!!

        Apropo’ di scuole e tablet…
        http://www.lastampa.it/2011/10/25/cultura/scuola/silicon-valley-nelle-nostre-aulel-elettronica-e-bandita-BK1uP45FfcHjgqUVzkmjSN/pagina.html

        1. Annibale Manstretta says

          E’ stata un’ideona dei FiveStars a ci il consiglio regionale lombardo non ha saputo dire di “no”

    2. Divoll79 says

      Maroni, se ha detto questo, o e’ un imbe-lle, o ha progetti di cui non sappiamo nulla. Il voto elettronico e’ un gravissimo rischio per la democrazia perche’ e’ facilmente manipolabile. Solo il cartaceo puo’ difendere l’elettore dai brogli (relativamente). E dobbiamo esigere di conservare questo sistema.

      1. fastidioso says

        Io non ho seguito gli esiti del referendum nè la modalità di voto.
        Ma sempre che abbiano votato con i tablet, qualcuno si è chiesto se è legittimo ?
        E se è legittimo c’è stato un controllo sulla regolarità del voto e del rispettivo riscontro?

        1. yakoviev says

          Credo che il referendum regionale, in quanto consultivo, possa essere disciplinato, nelle modalità di voto, autonomamente dalla Regione stessa. Quanto alla regolarità del voto, non credo ci fosse molto interesse a manipolarlo in questa occasione: la maggioranza degli elettori non ha votato e la registrazione dei votanti prescinde dall’ “elettronica”. Il problema della manipolazione, a mio parere, sussisterebbe però in caso di elezioni “vere” con questo sistema, soprattutto perchè il dato, una volta “inviato” non è più ricontrollabile. Col cartaceo anche se qualche funzionari prezzolato manipola i dati in sede di immissione nel cervellone del Ministero, si possono sempre ricontare le schede (a volte è successo in seguito a ricorsi o situazioni strane), col “voto elettronico” no.

          1. pincopallo says

            “Col cartaceo …, si possono sempre
            ricontare le schede”

            Infatti !!!

  15. Rolmas says

    A Napoli c’è stato un periodo in cui si vendeva tre volte lo stesso appartamento a tre acquirenti diversi perché l’ufficio del registro aveva tempi biblici per registrare le compravendite. Una truffa, complici anche i notai. Le banche non finanziavano nemmeno su garanzia ipotecaria perché non si riusciva a capire se un immobile era già gravato da ipoteca o meno. Le assicurazioni, sempre in quella zona, costano cinque volte tanto rispetto al nord perché anche in quel frangente le truffe sono una costante. Il patrimonio immobiliare del sud è in gran parte abusivo e non risponde a nessuna regola costruttiva. Ciò che i siciliani hanno fatto in Sicilia, rovinando centinaia di km di costa, è semplicemente vergognoso. Costruire una casa al nord costa tre volte tanto (paga IVA, paga qui, paga là, tutto con fattura).
    Certo, piangiamo il morto. Lo facciamo tutti, ma bisognerebbe anche prendere coscienza di quelli che sono i problemi. E non va bene nemmeno nascondersi dietro un dito.

    1. A 19th century man says

      Hai detto una serie di castronerie cui è difficile controbattere. Comunque se anche fosse i media le magagne del nord le nascondono, salvo poi scoprire, dalla sera alla mattina, che al nord intere città poggiano sui rifiuti radioattivi..

      1. Rolmas says

        Castronerie? No caro amico, non sono castronerie. E’ la verità. E non c’è nulla di più offensivo della verità. Fa proprio male, la verità.

        1. A 19th century man says

          È arrivato Sigmund Freud/Siddharta Gautama…

  16. ws says

    Articolo e commenti mi confermano che lo stato italiano è corroso fino al midollo e che quando “si alzerà il vento” si spezzerà come un grissino. Altro che catalogna !

  17. agendone says

    Il Veneto ha una propria identità storica, la Lombardia non è nemmeno un’espressione geografica come dice Blondet. Geograficamente è solo una porzione di pianura padana e arco alpino. Trattasi di un ente amministrativo e basta.

  18. Dar56 says

    La solita guerra tra poveri, anzi tra idioti. Il nord contro il sud e il sud contro il nord… e nessuno che si gira a guardare chi li stampa i soldi e ce lo mette in quel posto a tutti quanti.
    Complimenti per l’intelligenza, continuate a fare il loro gioco!

    1. paolfili says

      Io penso invece che ci siano delle cose possiamo desiderare.
      Ed altre cose che si possono chiedere.
      La “gestione della stampa dei soldi” è tra le prime.
      Chiedere di responsabilizzare (magari peggiorando i risultati finali) chi VIVE i luoghi mi sembra appartenere alle seconde.

  19. SanPap says

    1866
    L’Austria è in guerra con la Prussia. La guerra è scoppiata in seguito all’acuirsi dell’annosa
    competizione tra la casa regnante in Prussia, gli Hohenzollern, e la casa
    regnante in Austria, gli Asburgo; causa contingente il cancelliere dell’impero
    prussiano Otto von Bismarck vuole riunificare la Germania, ma non sono di secondaria
    importanza gli stili di vita dei due schieramenti, ad es. i prussiani sono protestanti,
    gli austriaci cattolici
    L’imperatore della Prussia è Guglielmo I, quello dell’Austria Francesco Giuseppe;
    alleati della Prussia alcuni stati tedeschi e il regno d’Italia a guida Sabauda;
    alleati dell’Austria altri stati tedeschi, il Veneto non era autonomo e faceva parte
    dell’impero austriaco, il Friuli era considerato come facente parte del Veneto.

    La guerra fu breve, durò sette settimane, e fu detta (tra i vari nomi) la “guerra dei fratelli”
    perché fu combattuta da tedeschi contro tedeschi e da italiani (del regno d’Italia) contro italiani (dell’Impero Austriaco, e quindi Veneti).

    La Prussia ebbe ben presto la meglio sugli Austriaci, ma gli Austriaci sconfissero i sabaudi a Custoza e a Lissa. Più precisamente i Veneti sconfissero i Sabaudi.

    I sabaudi quando videro che l’Austria era in difficoltà, trattarono il loro abbandono dell’alleanza con i Prussiani, chiedendo in cambio il Veneto. Gli austriaci accettarono e i sabaudi uscirono dall’alleanza.
    L’Austria perse comunque la guerra, ma per sottolineare che i sabaudi non si erano conquistati il Veneto con le armi, chiesero a Napoleone III di operate come “mediatore”: cedettero a lui il Veneto con la clausola che lui lo avrebbe a sua volta ceduto ai sabaudi se, chiamati i Veneti a consultazione popolare, questi avessero accettata l’annessione.

    Naturalmente i sabaudi non rispettarono i patti, li rispettarono solo formalmente: non diedero a Napoleone III il tempo di organizzare la consultazione; entrarono in Veneto e la organizzarono loro, e quindi prepararono le liste dei votanti: fecero votare in massa i soldati dell’esercito sabaudo.
    A questa annessione associarono in modo altrettanto truffaldino l’annessione della Lombardia (anche qui votarono i soldati sabaudi)

    Se aggiungiamo la conquista del regno delle Due Sicilie da parte di mille sfigati – Il Regno delle Due Sicilie aveva la flotta navale più potente del Mediterraneo, più potente di quella francese e di quella spagnola, e gli sfigati sono arrivati in Sicilia mediante alcune navi commerciali attraversando tutto il mediterraneo senza incontrare problemi; aveva un esercito ben addestrato con armi moderne e gli sfigati, sbarcati in Sicilia, sono risaliti per mezza Italia senza incontrare praticamente resistenza; ti chiedi allora come sia
    stato possibile; poi vieni a sapere che Rothschild aveva aperto una banca a Napoli poco tempo prima che l’avventura garibaldina iniziasse e che l’aveva chiusa appena finita, e quindi aveva avuta la possibilità di corrompere chi volesse; che Ippolito Nievo, a cui era stato affidato il compito di tenere traccia della copertura finanziaria della spedizione, è affondato con la sua nave e tutti i suoi documenti compresi quelli di possibili e probabili corruzioni, in circostanze misteriose; – qualche sospetto che le cose non ti siano state raccontate esattamente come sono avvenute ti viene.

    Insomma una unità d’Italia ottenuta con la violenza e le frodi, senza la partecipazione di popoli coinvolti, proprio come si sta cercando di arrivare all’unita d’Europa. Non per niente dietro ad entrambi ci sono gli stessi circoli.

    1. DesEsseintes says

      Sì ma come spieghi che i generali e ammiragli napoletani si sono fatti corrompere col denaro?
      Non so se ci si rende conto della enormità…un alto ufficiale che si vende al nemico…se si dice che il Regno era solido non ricordo precedenti simili…

      In Der Rosenkavalier di Richard Strauss – del 1911 cioè ben mezzo secolo dopo… – una dama dà un un incarico al suo giovane spasimante, gli chiede se si può fidare e lui risponde “Starò fermo al mio posto. Non sono mica un generale napoletano!”

      Non riesco a immaginare altro se non uno Stato che non poteva essere in condizioni di grandissima coesione.
      Anche i sostenitori del revisionismo risorgimentale osservano che l’aristocrazia tipicamente se ne fregava rimanendo tutta a Napoli vicino alla corte e che la borghesia era stata distrutta dalle repressioni del periodo rivoluzionario.

      1. Huber says

        La conquista di Napoli? Chiedi a Liborio Romano…

        1. SanPap says

          Liborio Romano ?
          Santo subito
          http://www.salogentis.it/2009/02/16/liborio-romano-un-meridionalista-ante-litteram/

          Sorvoliamo
          http://www.treccani.it/enciclopedia/liborio-romano/

          Un fijo de ‘na mignotta
          https://it.wikipedia.org/wiki/Liborio_Romano

          in fin dei conti sono passati solo 150 anni, come possiamo pretendere un giudizio sereno

      2. SanPap says

        Le spade dei samurai e le pasta per le torte rustiche, la mille sfoglie, sono ottenute con la stessa tecnica: piegando su se stesso l’acciaio e martellandolo, piegando su se stessa la pasta separando gli strati con il burro; con il primo sistema gli strati si rafforzano uno con l’altro, dando all’acciaio una particolare durezza, rigidità e fragilità; con il secondo gli strati rimangono separati, la pasta è quasi inconsistente, vola via con il vento.
        Agli italiani è mancato il forgiatore, non è mancato chi li imburrati per un tango secolare.

        Non conoscevo Der Rosenkavalier, interessante.

    2. pincopallo says

      “che Ippolito Nievo, …, è affondato con la
      sua nave e tutti i suoi documenti…”
      Questo particolare non lo conoscevo, dove lo trovo ?

      p.s.
      Propongo di stampare qesto post – succinto ma esaustivo – sui nuovi libri di Storia delle scuole medie!

      1. SanPap says

        Umberto Eco narra il fatto, romanzandolo, nel suo “Il cimitero di Praga”

        “Ippolito si imbarcò sul vapore “Elettrico” a Napoli il 15 febbraio del 1861 e giunse a Palermo tre giorni dopo. Verso la fine del mese, dopo aver raccolto una imponente documentazione cartacea che stivò in sei capienti casse, si imbarcò sul vapore “Ercole” per far ritorno a Napoli. Sulla nave, al comando del capitano Michele Mancino, vi erano 63 marinai, 12 passeggeri e 233 tonnellate di merci. Nella notte tra il 4 e il 5 marzo, giunti quasi in vista dell’isola di Capri e, quindi, molto vicini alla meta, la nave improvvisamente si inabissò. Non ci fu alcun superstite. Si trattò, in effetti, di una strana circostanza in quanto quella notte il nave era piatto come una tavola e ottime le condizioni atmosferiche. Forse quella vecchia carretta aveva avuto un cedimento strutturale. O forse no. Stanislao Nievo, pronipote di Ippolito, parecchi anni dopo, parlò senza mezzi termini di affondamento provocato da una esplosione. L’Ercole, insomma, fu fatto saltare in aria e sprofondare negli abissi marini proprio per distruggere prove lampanti di situazioni poco lecite e compromettenti. Ma per chi? Per Garibaldi o per i suoi amici/nemici di Torino? ”
        da Associazione due Sicilie

        Se vuoi leggere qualcosa in proposito e molto ben documentato, prova con
        Nicola Zitara – L’unità d’Italia: nascita di una colonia (1^ edizione: 1971)
        oppure L’invenzione del mezzogiorno – Una storia finanziaria (sempre di Zitara – 1^ edizione: 2011) Sono un po’ difficili da trovare, il primo l’ho recuperato in un fondo di libri riguardanti il Mezzogiorno che veniva aperto solo su richiesta), non so se li hanno ripubblicati; l’editore è Jaca Book

  20. Tipheus says

    Blondet è piacevole da leggere, ma quando parla di Sud è analfabeta funzionale. Non so se provare altro sentimento che la pena per tanta approssimazione.
    La storia dei “parassiti” non si può proprio leggere. Davvero, ma davvero, pensa che ci sia una “questione settentrionale” in questo paese? Davvero non capisce che l’austerità, le tasse, etc. non vengono da Sud ma da Nord? Ma vada a studiare allora. Mi scoccia pure partire dall’ABC.
    Però una cosa voglio dirla, in difesa della Sicilia. Che non può continuare ad essere capro espiatorio di colpe non sue. Mi sembra che contro di essa si stia facendo un grande atto di bullismo, come nelle peggiori scuole medie quando si prende di mira quello un po’ sfigato, fino a farlo arrivare quasi al suicidio, tanto non lo difende nessuno.
    E allora un po’ di numeri.
    Prima “cazzata”: il numero dei dipendenti. In Sicilia molti dipendenti sono regionali perché le funzioni sono state passate dallo Stato alla Regione. Il numero di dipendenti pubblici pro-capite della Sicilia è DODICESIMA, su VENTI regioni, sotto la metà delle altre.
    Seconda “cazzata”: i forestali. Non si sa, 20.000 o giù di lì. E allora, non sono “forestali” se non di nome. Si occupano di manutenzione del territorio che in altre regione è data in appalto a operatori privati, sono equivalenti a 6.000 a tempo pieno perché sono stagionali e soprattutto, colpo di scena, se la pagano i Siciliani con la loro IRPEF. Non lo sapevate? Ebbene, sapevatelo. A un certo punto “cazzi loro”.
    Terza “cazzata”: si tengono il 100 % dell’IRPEF. Non è vero da non si sa più quanti decenni. Lo Stato prima ha passato le funzioni alla Regione, e poi si è ripreso il gettito (circa il 40 % dell’IRPEF, col 60 % fanno tutto il resto). Crocetta poi ha chiuso un accordo con Renzi in cui, se lo Stato abbassa la rapina dal 40 al 30, in cambio di niente per la Regione. si può tenere per sempre il 30 % in barba a quello che c’è scritto nello Statuto (oltre al 50 % dell’IVA, al cento per cento delle accise petrolifere, da sole circa 5 miliardi l’anno, pari a un terzo dell’intero bilancio regionale, etc.).
    Quarta “cazzata”: i Trasferimenti dello Stato, il residuo fiscale, etc.
    I residui fiscali sono calcolati sulla sede legale delle imprese. Ad esempio, per i CPT il reddito prodotto da Unicredit per le filiali ex banco Sicilia, risultano prodotte in Lombardia (avete capito come arrivano a 52 miliardi?), ma se la Sicilia fosse uno stato indipendente, quei redditi sarebbero regolarmente tassati in Sicilia come redditi di filiali estere. Lo Stato “conta” come trasferimenti i tributi devoluti: cioè la stessa IRPEF e IVA raccolta in Sicilia e restituita (in parte come visto sopra) alla Regione. Bella forza che il residuo sballa.
    E ancora: lo Stato non fa più da decenni alcun trasferimento alla Regione, se non uno solo, di circa 2 miliardi l’anno, con i quali paga un quarto della spesa sanitaria corrente (l’altro quarto lo Stato la paga…. con l’IRAP raccolta in Sicilia) e l’altra metà è a totale carico della Regione. A fronte di questo, però, trattiene 1,3 miliardi di contributo al risanamento della finanza pubblica erariale, il secondo in assoluto dopo la Lombardia, e il primo pro capite, pari a circa il quadruplo di quello che pagano tutte le altre regioni.
    Quinta “cazzata”: gli sprechi nella sanità, i falsi invalidi: date un’occhiata ai conti pubblici territoriali. La Sicilia è penultima per spesa sanitaria pro capite e per spesa sociale pro capite. Forse per i “lombardo-veneti” devono morire tutti: come gli indiani, un siciliano “buono” è un siciliano “morto”.
    Potrei continuare ma mi fermo qui.
    E’ ora di finirla con queste cazzate, è ora di finirla di appoggiare i mafiosi che, per conto dei partiti italiani, governano l’ultima colonia del XXI secolo, ed è ora di avviare civilmente all’indipendenza un’antica nazione in catene.
    Altro che i deliri di Blondet.
    Al quale ricorderei che, da quando esiste l’Italia, si è creata una “Questione meridionale”, non una “Questione settentrionale”.

    1. Tipheus says

      Sesta “cazzata: ma lo Stato spende per …. Ok, lo Stato in Sicilia ha la polizia e gli stipendi dei prof. Per tutto il resto, dalla motorizzazione civile, ai musei, ai forestali, agli ispettori del lavoro, al sostegno finanziario agli enti locali, ai porti, alle camere di commercio, se le paga (malamente) la Regione, con quel po’ di tasse che lo Stato le lascia.

    2. Pyter says

      Si, Blondet è sempre molto piacevole da leggere e oltremodo informato e acuto in certi casi; sbrocca il più delle volte davanti a un “ebreo” e a un “meridionale”.
      Chissà, può darsi che storicamente ci sia qualche affinità tra queste due etnie, qualcosa che Blondet sa e noi no.
      E’ possibile che il processo a Gesù e Barabba sia avvenuto in un bunker di Palermo o a Taormina ai Giardini Naxos?

      1. Tipheus says

        Pare che la legione che era di stanza in Palestina non fosse di cittadini romani, ma di associati con la cittadinanza latina (di serie B), la Legio Fretensis, cioè la “Legione dello Stretto” (indovinate quale stretto).
        Se così fosse, Ponzio Pilato, era un romano a capo di legionari siculi.
        Che sia questo il problema? Però dalle Scritture in fondo Ponzio ne esce benino, anche se la “Passione” si deve ai suoi. Ma c’era pure il centurione buono, che io ricordi.
        Oppure è dovuto al fatto che nel 1494, o giù di lì, quando Ferdinando II espulse gli Ebrei dal Regno di Sicilia, il Parlamento di Sicilia votò una mozione per chiedere (inutilmente) al sovrano di fare marcia indietro, visto che erano il 10 % della popolazione e avevano il sistema commerciale isolano nelle mani, che non funzionava poi così male. E così pure fece il Consiglio Civico di Palermo. Poi furono cacciati, ma la popolazione non diminuì del 10 %, segno che molti, quasi tutti, si convertirono (non so quanto di cuore) al Cristianesimo e rimasero lì, confondendosi con gli altri Siciliani.
        Da approfondire. Ma certo Blondet questo non lo sa. Gli stanno antipatici e basta.

        1. pincopallo says

          oh signur !!!!!!!!
          Marrani in Sicilia ?

  21. Gino2 says

    fra qualche anno la penserete in molti cosi.
    E “loro” ve lo daranno! State tranquilli che ve lo daranno!
    Poi non lamentatevi però che “si stava meglio quando si stava peggio”.
    Fate sempre così del resto…….

  22. pianista says

    … E GUERRA SIA!! 🙂

  23. Anonimo says

    Ma non si sono prese le armi quando si poteva, ora non c’è li vedo proprio. I giovani di oggi me li immagino a fare la rivoluzione armati di iPhone tatuati come i maori marciare compatti contro …. si ma contro chi, se stessi al massimo.

  24. Mario Poillucci says

    Ma sig. Blondet mi meraviglio di lei! Ma ha visto che facce? Sono lì solo per quello che lei rimprovera, solo e soltanto per EL DINERO! Bombaroli, insurrezionalisti, veri rivoluzionari (non ex BR siccome tutti o quasi tutti sbirri infiltrati) a raccolta ak47 alla mano e pronto a ”sfogarsi”!!

  25. highlander says

    Tranquilli !! :))
    La guerra civile in Italia potrebbe avvenire solo per cose serie, ad esempio nel caso venga bloccato il campionato di calcio o cose simili ! Non certo per quisquilie come queste !
    Del resto ci sono già le TV in prima serata per sfogare gli animi italioti, non basta ?!
    AUGURI !

    1. fabtravel.altervista.org says

      Verissimo. L’ultimo assalto a una caserma di polizia è avvenuto dopo roma-lazio

Comments are closed.