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QUELLE IMMAGINI CHE GLI STATI UNITI NON VOGLIONO VEDIATE (PARTE II)

Il genocidio del popolo iracheno

Appello alla comunità mondiale perché si mobiliti per la pace in Iraq

La montagna di cadaveri di bambini, donne ed uomini iracheni assassinati ogni giorno in Iraq dall”esercito degli Stati Uniti sta aumentando vertiginosamente. Nel nostro precedente reportage fotografico abbiamo presentato il costo umano negli Stati Uniti di questa guerra barbara ed illegale che lamministrazione Bush ha scatenato impunemente in Iraq per il petrolio. L’Iraq è un paese devastato, la cui unica colpa è di avere moltissimo petrolio.Le foto che mostriamo di seguito sono le meno scioccanti che possiamo presentare, perché sarebbe impudico ed inumano dover mostrare in immagini la carneficina di questa guerra allucinante. Ma come arrestare questa mostruosità e barbarie? Come svegliare le coscienza e organizzarsi per raggiungere la pace in Iraq? Come fare perché le Nazioni Unite assumano maggiori iniziative? Solamente con la nostra indignazione. Per questo motivo, Red Voltaire e l’agenzia IPI lanciano un appello a tutti i cittadini del mondo di buona volontà perché inizino a protestare pacificamente nelle strade contro questa guerra selvaggia.

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Una bambina irachena urla disperata e sconsolata vicino al cadavere di suo padre dopo una sparatoria dei marine nord-americani.

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Questa famiglia piange la morte di tre dei propri parenti. Un padre, suo figlio adolescente e un altro famigliare viaggiavano in auto per Baghdad quando sono passati vicino ad un edificio occupato dai marine. […] I soldati hanno aperto il fuoco e ucciso i tre passeggeri.
Sequenza di foto: AP/Carolyn Cole, Los Angeles Time

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Bambini iracheni morti per i bombardamenti nord-americani giaciono in una bara.

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Zeinab Hazed, una bambina di nove anni, distesa nella sua branda presso l”ospedale di Bassora, in Iraq. La bambina ha perso una gamba durante i bombardamenti della coalizione anglo-statunitense.

Foto AP / Dan Chung, Pool

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Ibtihal Jassem ha perso una gamba per via dei bombardamenti nord-americani. Nella foto vediamo il momento in cui suo zio la solleva con la gamba distrutta.

Foto AP/Nabil El Jourana.

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Ibtihal Jassem è una bambina di nove anni, seduta vicino alla sua casa distrutta dai bombardieri statunitensi vicino la città di Bassora, due giorni dopo l”inizio della guerra in Iraq. Ibtihal Jassem non ha perso solo la gamba, ma anche 9 membri della sua famiglia. E stata salvata da suo zio Jaber Jouda, che lha trovata viva tra le macerie della sua casa. Iraq, 22 marzo 2003.

Foto AP/Hussein Malla

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La bambina Ibtihal Jassem ha perso tutto.

Foto AP/Hussein Malla

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Un dottore afghano del centro ortopedico della Croce Rossa aiuta Sayed Musa, di 12 anni, ad utilizzare la sua nuova gamba ortopedica. Kabul, giugno 2004.

Foto AP/Emilio Morenatti

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Un padre disperato cerca di salvare suo figlio.

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Soldati dell”esercito statunitense arrestano un uomo che ha perso la sua gamba ortopedica. 16 aprile 2003.

Foto AP/David Guttenfelder.

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Il massacro di Hilla, vicino a Babilonia, Iraq. Un uomo piange per i suoi famigliari morti.

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Najem Khalaf vicino al cadavere di sua figlia Nadia, 33 anni, morta per un missile nord-americano.

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Nel momento della preghiera, si vedono le gambe ortopediche di un cittadino afghano che ha camminato sopra una mina. Afghanistan, ottobre 2004.

(Foto AP/Emilio Morenatti)

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Fahim, 15 anni, seduto con le sue stampelle, spera in una clinica ortopedica. Afghanistan, giugno 2004.

Foto AP/The Star Tribune, Stormi Greener.

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Abbas Kissim di 26 anni tenta di calmare suo figlio Hussein Bassin di 10 anni nellospedale di Hillah, 80 kilometri a sud di Baghdad, il 2 aprile 2003. Sono stati feriti da un attacco aereo nord-americano.

Foto AP/Jerome Delay.

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Faheema Jassim Khalaf è una ragazzina di 15 anni, qui distesa sotto una coperta vicino ai membri della sua famiglia. In un secondo Faheema Jassim Khalaf ha perso sua madre, i suoi due fratelli e metà di una gamba a causa di un attacco dellesercito statunitense. Nord di Baghdad, 18 giugno 2003.
Foto AP/Hamza Hendawi.

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Rasha Muhamed Jazem, una bambina di 7 anni, seduta a sinistra, è stata ferita da un’esplosione. Iraq, 7 maggio 2003.

Foto AP/Elizabeth Dalziel.

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Rasha Muhamed Jazem mostra il suo volto ferito.

Foto AP/Elizabeth Dalziel.

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La morte dei suoi parenti è stata troppo per questa ragazza irachena, che cade distrutta alla vista dei corpi di tre uomini uccisi dai marine in una via di Baghdad.

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Un bambino ferito per le bombe nord-americane nelle braccia di suo padre.

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Sotto lo sguardo del nonno, il piccolo Mohammaed Mahdi, che ha perso la gamba per una mina nascosta, è accudito dalla Croce Rossa. Kabul 9 agosto 2004.

Foto AP/Emilio Morenatti.

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Bambini davanti alla loro casa distrutta dai pesanti bombardamenti nord-americani, Baghdad.

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Un bambino iracheno sofferente in un ospedale per le sue ferite causate dai pesanti bombardamenti nord-americani.

Agenzia IPI
Fonte: http://www.voltairenet.org/article136851.html
Link: http://www.voltairenet.org/article136851.html
20.02.2006

Traduzione dallo spagnolo di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

VEDI ANCHE: QUELLE IMMAGINI CHE GLI STATI UNITI NON VOGLIONO VEDIATE (PARTE I)

Pubblicato da God

2 Commenti

  1. Diffondere le notizie anche come queste , serve per far capire il dramma della guerra , cosa sia il "lavoro" come dice Bush , più esattamente il macello  di esseri umani da parte delle forze di occupazione.

  2. Ecco un primo piccolo passo da fare per far si che tutti conoscano il genocidio degli irakeni:

    FIRMATE PER QUESTA PETIZIONE! [invierno_en_bagdad.ilcannocchiale.it]