Pensieri in libertà su un crocefisso senza croce

Pensieri in libertà su un crocefisso senza croce

Pochi giorni fa mi sono casualmente trovato ad entrare (ma forse dovrei confessare che ci sono stato portato quasi per mano) nella chiesa parrocchiale di Nuestra Senora del Carmen, in quel di Los Cristianos a Tenerife ed è lì che è stata scattata la foto che trovate nel titolo, quel crocefisso che, stranamente, ha suscitato in questo vecchio reprobo una serie di riflessioni. Probabilmente questo fatto sorprenderà non poco quelli che mi conoscono bene e sanno che non vado molto d’accordo con la religione, che sono un inguaribile scettico, niente affatto legato al Cristianesimo e a qualsiasi forma e manifestazione di religione o culto organizzato, un materialista edonista la cui conoscenza della storia della filosofia si è fermata a Socrate e al suo metodo di insegnamento basato sull’ironia e la maieutica, che diceva di aver appreso da Fenarete, sua madre, una levatrice. Dal Cristianesimo del catechismo della mia infanzia ho tratto pochi principi, fondamentalmente il non fare ad altri quello che non piacerebbe fosse fatto a me e che, nella mia vita fino ad oggi, ho poi ampliato nel [tentare di] fare per gli altri quello che mi avrebbe fatto piacere fosse fatto per me.

Il Cristo che io amo è l'umanissimo protagonista del racconto “L’uomo che era morto” di D.H. Lawrence, l’uomo risorto che “inizia a riaversi dal sonno della morte e ad osservare il mondo attorno a sé con sguardo nuovo e partecipe. Egli diviene consapevole che la vera risurrezione è l'essere rinato alla vita del corpo, abiura la vita passata e la sua astratta predicazione, che ora gli appare come l'espressione di una sconfinata e innaturale volontà di potenza” (cit.ne da IBS Libri).

Tutta questa premessa per dire che credo a molto poco, se non al fatto che, se mai scopriremo qualcosa, questo avverrà solo dopo che avremo deposto questo corpo…, cioè (riadattando Lucio Battisti) “lo scopriremo solo morendo” e, aggiungo con De André, “non maleditemi, non serve a niente, tanto all’inferno ci sarò già” anche se, sempre nelle parole di questo meraviglioso poeta, “l’inferno esiste solo per chi ne ha paura”. E, forse, proprio questo è il nocciolo della mia personale filosofia. Per il resto, la mia visione della divinità è decisamente cinica, è quella del Wendell P. Bloyd di di Spoon River immortalato nelle parole del blasfemo di De André: “dal momento che Inverno mi convinse che Dio / non sarebbe arrossito rubandomi il mio”. Lo vediamo succedere tutti i giorni e anche io contribuisco spesso a darne notizia su queste pagine.

iglesia_del_carmen

Dicevo, quindi, che in quella luminosa chiesetta dalle linee così nitide, pulite e di ampio respiro, ho scoperto questo meraviglioso crocefisso che mi ha profondamente turbato per l’allegoria che ho visto in esso: questo Cristo che, deposta la croce, sembra volare finalmente libero dal Male, dal Dolore, dal peso dell’esistenza e della sua non facile missione sulla Terra, e pure ancora sono tornato a De André, “non si può dire che sia servito a molto / perché il male dalla terra non fu tolto”.

Ecco, vorrei concentrarmi proprio su questo, sull’abbandonare quella croce del male e del dolore che ci accompagnano per tutta la vita e, soprattutto e più amaramente che sul nostro male e sul nostro dolore, sul dolore e la sofferenza delle persone che amiamo, la croce più pesante che dobbiamo portare, la più insopportabile, per la quale non esiste conforto perché ci mette di fronte alla nostra impotenza, alla nostra incapacità di fare per loro quello che vorremmo fosse fatto per noi. Questo credo sia il personale inferno privato di ciascuno di noi, quella croce che ci cade sulle spalle, che ci sbatte in faccia la consapevolezza del nostro limite umano perché non riusciamo ad impedire la “loro” sofferenza, il "loro" dolore. Quella croce che, quando infine cade dalle “loro” spalle accresce il peso di quella che noi continuiamo a portare, il nostro senso di inadeguatezza, di pochezza e, forsanche, ci mette di fronte alla nostra presunzione, sciogliendo ancora una volta la cera delle nostre ali di Icaro.

Quel Cristo che sembra volare continua a tormentarmi, mi obbliga a guardarmi intorno, mi fa vedere con maggior nitidezza i tanti che in tutto il mondo sono ancora inchiodati a quel legno, con i chiodi a lacerarne le carni, quei tanti la cui voce così poveramente cerchiamo di far sentire, le cui sofferenze ci sforziamo di mostrare ai nostri lettori e a quanti ci sforziamo di raggiungere da queste pagine.

E il vecchio pirata, cinico e reprobo, in quella croce che non c’è ha visto anche un altro significato, quasi una discrasia tra l’uomo, il profeta, e la realizzazione pratica del suo messaggio, della sua predicazione: mi è sembrato quasi di vedere una volontà di liberarsi da quella struttura, rifiutare quella chiesa che in "suo" nome, da sempre nella storia e maggiormente oggi, sta rinnegando, tradendo, prostituendo quanto di buono c’era in quel messaggio che, sin dagli albori, in tanti hanno interpretato soltanto ad uso e consumo delle proprie ambizioni, del proprio desiderio di potere, della propria “auri sacra fames”.

Come se stesse dicendo "non più sia fatta la tua volontà” ma soltanto “passi da me questo calice”, come quando perdendo una persona cara dopo una lunga malattia diciamo che ha smesso di soffrire, ma quella sua sofferenza si trasferisce su di noi, accrescendo appunto il peso della nostra croce.

Il mondo intorno a noi è sempre più pieno di esseri umani crocefissi, inchiodati in una fila ben più lunga di quella dei gladiatori di Spartaco lungo la via Appia, inchiodati alle bombe su Gaza e in tante altre parti del mondo (ma molti anche alle divise di quelli che quelle bombe sganciano), crocefissi dall’ipocrisia e dalla malvagità di chi pretende solo per se stesso la croce, in forma di una stella a sei punte (ma non solo), che solo per se stesso rivendica con arroganza il privilegio della memoria, i cui simili ("eletti", come i maiali dell'orwelliana Fattoria) sono “più simili” degli altri simili, gli unici con diritto di celebrazione.

Credo che quel Cristo abbia abbandonato la sua croce giustamente, penso che non potesse più sopportare l’incessante accumularsi di sofferenza e di morte, il dolore ed il senso di fallimento del vedere tradito giorno dopo giorno il suo messaggio. Credo anche, e non accusatemi di nuovo di blasfemia, che abbandonare quella croce sia la “sua” contestazione verso il suo stesso padre e creatore, perché la “missione” assegnatagli non era in realtà redimere i nostri peccati ma, bensì, tentare di porre rimedio all’errore implicito nella creazione: quel codice di sopraffazione (cioè di violenza, di mancanza di scrupoli, di assenza di “pietas”) che la Natura impone come regola animale, inumana, disumana, per la sopravvivenza della specie. Non puoi portare per sempre la croce per non aver saputo rimediare al fallimento del tuo padre e creatore, un fallimento di cui non sei attore ma vittima tu stesso.

Certo, il peso di quella croce abbandonata è il peso che si aggiunge alla nostra croce, è il carico di amarezza, sofferenza, frustrazione che proviamo tutti i giorni nel preparare queste pagine; è un peso che spesso mi tiene lontano, che a volte mi fa dire “basta, non posso continuare ad affrontare anche questa sofferenza, ho già la mia”, che mi fa venire voglia di abbandonare la lotta perché ritengo di non poter fare più niente.

Una volta, in un mio momento di crisi adolescenziale, mio padre mi scrisse una lettera che, purtroppo, non ho conservato ma che è comunque rimasta incorniciata in un angolo luminoso della mia mente e del mio cuore. Mi raccontò della sua guerra in Africa, del momento della disfatta quando si ritrovò solo, tra morte e distruzione, con la consapevolezza (a 28 anni!) del crollo di tutto il suo mondo, di tutto quello in cui aveva creduto; mi disse di quanto in quel momento avesse desiderato di abbandonare tutto ed arrendersi, e mi disse anche del pensiero agghiacciante che, se lo avesse fatto, non sarebbe mai più stato in grado di provare rispetto per se stesso guardandosi nello specchio, e continuò a combattere fino a che fu catturato. Si rifiutò di collaborare e rimase sette anni (fino a gennaio 1947!) in uno dei peggiori campi di prigionia in Kenya. La sua croce, la sua vera eredità, è l’incapacità, il rifiuto di arrendermi anche quando altro peso si aggiunge alla mia croce, liberando così lui dal peso della sua. Solo al suo coraggio devo la mia vita.

Noi siamo quello che riceviamo e facciamo nostro, ed è solo questo che possiamo dare, trasmettere, nel bene e nel male, agli altri intorno a noi. Capisco che questi miei pochi e disordinati pensieri in libertà sono il mio ringraziamento alle due persone più importanti della mia vita: quella che dandomi il suo amore mi ha insegnato ad amare, quello che oltre a darmi la vita mi ha insegnato con il suo esempio il rispetto di me stesso.

Ecco, forse adesso ho capito cosa ho visto in quel crocefisso…, no, per quanto io possa soffrire non posso dire “passi da me”, non posso disertare questa battaglia che ho cominciato quando ho incontrato ComeDonChisciotte. Ecco, questo è quello che posso fare per gli altri e che vorrei fosse fatto per me, se dovessi trovarmi un giorno nei loro panni.

CptHook

Dedicato alla mia Cinthia, che ha portato con immenso coraggio e dignità la sua croce di sofferenza dall’età di quattro anni per 61 anni, fino al suo ultimo indimenticabile sorriso, meravigliosamente ancora pieno del suo amore immenso.

E grazie all'Amica che mi ha portato in quella chiesa.

Commenti (96)

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Mostra commenti 90 caricati
    1. antoniio 2 febbraio 2024

      Il Cristo Pantocràtor ... domina ogni cosa... tipico dell'arte bizantina e in genere paleocristiana e anche medievale, soprattutto presente nei mosaici e affreschi absidali. Egli è ritratto in atteggiamento maestoso e severo, vestito di porpora e seduto come giudice, alla fine dei tempi, su un trono prezioso. Oggi è il Cristo gli Ortodoxy

    1. lazarovici 30 gennaio 2024

      stat crux dum volvitur orbis

    1. paulbressac 30 gennaio 2024

      Lei si nomina “vecchio pirata”.
      Se lei rifiuta tutta la tradizione deve essere una sua sensazione quello che determina il significato di “pirata”.
      Io invece ogni tanto devo convivere con i pirati, nella foresta per molti giorni sono gli unici altri esseri umani che vediamo, con cui parliamo. E non sono metaforicamente pirati, vivono rubando tutto quello che naviga e vive sul margine del fiume. Sono ladri, assassini, stupratori, uomini pericolosissimi di spaventosa ignoranza e leali solo a se stessi. I pirati sono questo e sono sempre stati questo, la realtà è questa. Accettare la realtà e umilmente cercare di non peggiorarla è tutto quello che molte volte si può fare. M io mi sentirei male, offeso profondamente se qualcuno mi chiamasse di pirata. Certo che uno si sente meglio quando si gode la sensazione di essere John Deep!
      Ma non capisco come lei può avere sensazioni se rifiuta la tradizione, come se le sensazioni in generale non fossero influenziate da 2000 anni di cristianismo. Lei non ci ha fatto attenzione ma la sua sensazione si fonda e forma esattamente a partire di uno dei simboli fondamentali della tradizione che lei afferma di non considerare.
      Grazie per l’attenzione

    2. CptHook 30 gennaio 2024

      Chi mi conosce sa quanto io sia lontano da Johnny Depp..., come ho già detto, forse con aridità o forse con buonsenso io vivo la vita non perché mi senta ispirato da qualcosa di superiore (non ci credo, almeno non nei termini in cui mediamente se ne parla nella Bibbia e nei Vangeli) ma semplicemente perché è meglio/più intelligente/più pratico fare del bene che del male.
      Non faccio il bene sperando in un premio futuro né faccio il male per paura di una punizione futura, il mio paradiso ed il mio inferno li vivo qui sulla terra, in questo contenitore organico che tosto o tardi lascerò, la mia preghiera è l'azione volta, per quanto possibile, al bene che è, anche, semplicemente non far del male.
      Per me tutto il resto sono chiacchiere.
      Sono molto terra terra? Forse, dopotutto a quella dovrò tornare.

    3. paulbressac 30 gennaio 2024

      Cecavo solo di capire perche "pirata". Se non è o pirata hollywoodyano qual è il suo referente? La pirateria ha una storia molto ben documentata ed è ancora attualmente una realtà molto pesante, mortale per milioni di individui nel mondo intero. Cosa può giustificare scegliere di essere identificato come pirata?

    4. CptHook 30 gennaio 2024

      Per la banale ragione che utilizzo come nickname quello di un pirata che, nella fattispecie, è un personaggio di una favola e, dato che in passato sono stato Peter Pan ma poi ho dovuto crescere, ho optato per il suo antagonista..., Yin e Yang...

    5. paulbressac 1 febbraio 2024

      buon giorno
      che carine le favole (hai la sensazione che anche loro non fanno parte e non hanno niente a che vedere con la tradizione che tu dici di non considerare?). Solo che nella realtà come ben ricorda Izarovici "stat crux dum volvitur orbis" che tu voglia considerarlo o no.

    6. CptHook 1 febbraio 2024

      Come già detto citando il grandissimo Satana del Paradiso Perduto di John Milton:

      La mente è luogo a se stessa, e in se stessa
      può fare dell’inferno un cielo, del cielo un inferno.”

    7. paulbressac 2 febbraio 2024

      Lei continua a usare concetti fondamentali del cristianismo ma dice di non cosiderare la tradizione. Mi sembra solo incapacidade di affrontare criticamente questi concetti (o lei ha la sensazione che "paradiso" o "inferno" non facciano parte di questa tradizione). Come mi sembra evidente la sua incapacità di spiegare le sue affermazioni: cosa c'è di "buono" nel messaggio di Cristo e perché la chiesa adesso tradisce maggiormente questo messaggio.
      Per trasformare il paradiso in inferno bisogna deconstruire questi concetti, deconstruire la storia del loro significato, determinare gli effetti che provocano nella struttura significante.
      Certo che è più facile dire che non si considera valida la tradizione cristiana e continuare a usare di forma acritica i concetti che fondamentano questa tradizione o che sono chiaramente caricati di significati da questa tradizione (o lei ha la sensazione che "buono" o "mente" - o "anima", o "inferno"... - hanno oggi lo stesso significato che avevano per Eraclito?). Sicuramente è più facile non rispondere.
      E devo ammettere che lei ha ragione: per trasformare migliaia di anni di studi in un proverbio popolare basta solo una sensazione.

    8. CptHook 2 febbraio 2024

      Tutti i suoi (mi perdoni, noiosissimi commenti, quasi "pallosi") confermano:

      a) che lei (e qualcun altro) si ostina a voler guardare il dito e non ha proprio intravisto la luna; e non accetto di pensare che io non mi sia spiegato chiaramente;
      b) che le mie opinioni sul dottrinarismo e sulla religione come tomba della religiosità (opinioni che non mi interessa affatto imporre o anche solo chiedere che qualcuno le apprezzi) sono peraltro corrette.

      Chiudiamo qui questa discussione inconcludente; nel mio articolo io mi sono limitato ad esporre pensieri in libertà, svincolati, estemporanei..., lei vuol vederli/interpretarli/classificarli in un modo suo..., buon pro le faccia, ma sia così gentile da non volermi dire come nascono/da dove traggono origine i miei pensieri.

    9. paulbressac 2 febbraio 2024

      Pensieri? ma non erano solo sensazioni? non bastavano solo le tue sensazioni? Perchè adesso questa cosa così impregnata di tradizione cristiana? Certo per te è impossibile capire che tutto quello che pensiamo diciamo sentiamo, si fonda sulla tradizione che tu dici di non considerare. Il tuo discorso vazio serve solo a sostenere questa tradizione, a non cambiare niente. Veramente non capisci che scrivi cose il cui significato nega sistematicamente le tue affermazioni? Puoi insultare quanto vuoi il tuo è um discorso povero, vuoto, che invece di ampliare le conoscenze di chi legge e mostrare nuovi orizzonti riesce solo a contraddire le sue premesse.

    10. CptHook 2 febbraio 2024

      Contento lei, egregio, contenti tutti...

    1. Tiziano Tanari 30 gennaio 2024

      Direi, caro CptHook, che farti i complimenti non mi basta. Il tuo articolo mi ha commosso e affascinato per la sensibilità, l’intensità e la lucidità delle tue riflessioni. Hai fotografato la natura della nostra esistenza in modo impeccabile, senza sconti ma con un grande regalo che è segno di speranza: la tua splendida umanità. Un profondo ringraziamento personale per la meravigliosa perla che ci hai…..che mi hai regalato.🙏

    2. CptHook 30 gennaio 2024

      🙏 di ❤️

      Allora i vecchi pirati servono ancora a qualcosa..., il vecchio Capitan Uncino ha riscoperto in se stesso quanto di Peter Pan c'è ancora in lui, forse si è ricordato che un tempo lui era Peter..., forse ha ritrovato in sé la poetica del fanciullino...

    1. AlbertoConti 29 gennaio 2024

      " ... quel codice di sopraffazione (cioè di violenza, di mancanza di scrupoli, di assenza di “pietas”) che la Natura impone come regola animale, inumana, disumana, per la sopravvivenza della specie."

      Questo è il passaggio che più mi ha colpito, che sento "mio" in qualche forma e misura.

      Ma mettiamoci per una volta nei panni di quel povero Cristo, quel tramite tra una specie egemone e le necessità della creazione di un mondo, che per quanto meraviglioso, fino a generare una specie generante, ha necessariamente in sè il seme della violenza come necessità, appunto. Se c'è un inventore che sa fare di meglio si faccia avanti. Ma non credo ci sia.

      Allora la mia interpretazione è questa: il messaggio centrale della nostra religione è nel Cristo crocefisso, che esprime la necessità, il prezzo da pagare per esistere, per vivere nel mondo questa esistenza astrattamente rivolta ad un bene che non sarai mai perfetto, anzi sarà sempre più negato quanto più lo approssimiamo.

      Il Cristo liberato, risorto, ascendente al cielo, è semplicemente l'altra faccia della stessa medaglia, che è altrettanto giusto vedere e riconoscere come meta, eternamente irraggiungibile, della nostra esistenza terrena. Quindi ha ragione Danone, chi cancella la croce dalla propria vita diventa giocoforza un coglione. Basta guardarsi intorno per averne innumerevoli prove "viventi" (meglio sarebbe dire "morenti").

    2. CptHook 29 gennaio 2024

      Alberto, ti stimo profondamente, ma dissento altrettanto profondamente..., nel senso che l'applicazione della religione che ho visto finora nella storia del mondo mi fa pensare che vivo molto meglio senza e non mi sento per questo "sminuito in forma di ovoide"...
      Forse ho una mia religiosità, ma è una cosa estremamente privata..., ho scritto, bene o male, queste circa 1.500 parole proprio come pensieri in libertà, per rendere una sensazione, non per avviare l'ennesima inconcludente discussione teologico-fideista, l'ennesima ricerca del pelo nell'uovo...

    3. gianB 29 gennaio 2024

      Che modo elegante per dire che chi non la pensa come noi "che non possiamo non dirci cristiani" é un coglione. Che sia stato quel cristo a fare venire di queste idee?

    4. AlbertoConti 29 gennaio 2024

      Mi sa che non hai letto il commento di Danone. Te ne riporto un pezzo:

      "La croce intesa come sofferenza serve all’uomo per capire questa vita e crescere, per diventare un uomo migliore di ciò che è prima della prova. Affrontando con coraggio e nobiltà d’animo la croce, si diventa umili e disponibili, magnanimi e pazienti, tolleranti e servizievoli, in una parola ci si accorge della croce degli altri.
      Senza croce, mi dispiace dirvelo se non lo avete ancora capito, ma basta che vi guardiate attorno e lo capirete, senza croce l’uomo diventa un povero coglione, il classico borghese benpensante che è solo merito suo tutto praticamente, che sa tutto lui, che i problemi degli altri sono un qualcosa che rompe solo i maroni, quindi fuori dalle scatole chi ha dei problemi, io i miei li ho risolti, risolviteli pure tu i tuoi."

      Come vedi coglie un fenomeno umano ben presente nella nostra società, e probabilmente non solo nostra.
      Quel che hai capito tu lo sai solo tu.

    5. AlbertoConti 29 gennaio 2024

      Ricambio la stima, e per questo tengo a precisare che non era mia intenzione scivolare verso l'aspetto "teologico-fideista".
      Capisco la stanchezza di dover rispondere a tanti commenti sul dito e non sulla Luna, capita sempre.

      Io comunque distinguo il senso della narrazione dai contenuti espliciti, così come fanno i bambini quando gli racconti le belle favole (quelle che i politicamente corretti vorrebbero abrogare).

      A noi è capitato Gesù, ad altri il Budda, o Maometto. Sono comunque tradizioni sapienziali che trovano riscontro in chi ha passione per la conoscenza, e meritano rispetto, da qualunque punto di vista. Dal mio sicuramente.

    6. gianB 29 gennaio 2024

      Sai com'è, io ho risposto al tuo commento non a quello di Danone. Se avessi voluto rispondere a lui avrei risposto in altro modo. La tua é una tattica di sviamento. Ma può essere si che solo io sappia ciò che capisco io.

    7. CptHook 29 gennaio 2024

      "Chi vuol fare il bene bussi alla porta; chi vuole il bene troverà la porta aperta."

      Utilizzo in questo caso la prima traduzione da Tagore (ca.1920), oggi sostituita, a torto secondo me, con "chi ama troverà ecc."

    8. AlbertoConti 30 gennaio 2024

      Se pensi a "sviamento" invece che a "riferimento" mi confermi che hai problemi di lettura.

    9. gianB 30 gennaio 2024

      Sviamento, sviamento si. Il riferimento è a quello che scrivi tu, nella tua selezione di ciò che scrivono gli altri, non nell' intero discorso degli altri. Comunque tranquillo, confermati pure.

    1. sim 28 gennaio 2024

      Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".
      "Tu l'hai detto - gli rispose Gesù - anzi io vi dico:
      d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio,
      e venire sulle nubi del cielo"
      (Matteo 26,63-64)
      Le parole di questa sacra promessa furono quelle che determinarono la condanna a morte di Gesù per crocifissione.

      Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Quel Gesù, che è stato tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".
      (Atti 1, 9-11)
      Al suo ritorno lo vedremo così: nella gloria del Padre celeste. E lo vedremo letteralmente volare, sì...
      I Vangeli in realtà (come la Verità stessa) sono scritti indelebilmente nel profondo del nostro cuore: non sono le semplici parole di un libro come un altro. Chi cerca la verità e vive in tempi come questi è destinato (prima o poi) a ritrovare 'la Via, la Verità e la Vita'...
      'Cristo' è immensamente di più di un semplice essere umano, tuttavia è anche Gesù 'Figlio dell'uomo', proprio come lo siamo noi stessi: è un grande mistero che risuona un richiamo ancestrale nella nostra anima...

    1. Francescaeffe 28 gennaio 2024

      Ho anch'io un piccolo Cristo di legno, mezzo rotto e senza croce.: è quanto è rimasto di un crocefisso che mio padre, ufficiale dell'esercito, sbattè con rabbia contro un muro in odio a quel dio che aveva permesso che venisse stroncato da una emorragia cerebrale, che lo ridusse ad essere invalido, nel bel mezzo della sua carriera militare. Io ero una ragazza molto giovane, allora molto devota, tradizionalista. Raccolsi quel che rimaneva di quel Cristo e lo misi in una scatolina. Lo conservo da allora e sono passati tanti anni... Capivo mio padre e avevo una gran pena per lui e mi dispiaceva per Cristo, ridotto così a mal partito. Ma non ho mai risolto il problema delle ingiustizie e dalla religione mi sono allontanata per tanti motivi ma ancora sono in cerca di un qualcosa che nemmeno io so. Vorrei ringraziare cpt. Hook per avere espresso così bene quello che anch'io, che ho tre figlie adulte e tre nipoti, che ho visto i miei cari soffrire e morire, e che leggo e vedo ogni giorno immagini che mi straziano il cuore, quel senso di impotenza che ti afferra quando vorresti salvare e aiutare e non riesci o non ti viene concesso. Non tutti capiscono. Grazie.

    1. GioCo 28 gennaio 2024

      Potentissimo, è un piacere constatare come per ognuno riflettere sia così straordinariamente "unico". Ciò che ci colpisce non è mai casuale e in specie se pur non volendo la nostra attenzione viene "pilotata" dagli eventi, in qualche modo e misura. Quando parlo del demone è esattamente quella forza lì, che nel tuo caso ti ha portato in quella chiesa a vedere quel crocefisso, che indico. Bene, ma noi possiamo procedere da Mondi con più o meno gradi di liberità. Se la nostra è un origine più bassa, questo Mondo ci apparirà molto appagante e desiderabile. Nel caso contrario è come dici tu, tutta la nostra volontà di fare del bene non potrà che uscirne frustrata. Qui, a questo livello e in veglia, si "legge un copione" già scritto e sognato prima in ogni particolare. Il creatore che ha creato quel copione e non ricorda di essere solo un attore di se stesso (quindi) non può che sentirsi limitato, abituato com'è a ben altro spazio di manovra... Tutto qui. ;)

    2. CptHook 29 gennaio 2024

      Spiacente di deluderti almeno in parte, ma non c'è stata alcuna forza a portarmi in quella chiesa, stavo solo passeggiando in compagnia di un'amica in visita che ha espresso il desiderio di visitare anche quella dopo buona parte delle altre dell' isola..., poi che questa casualità mi abbia portato a pensare e a scrivere, è un fatto...

    3. fuffolo 29 gennaio 2024

      il caso è come la mafia, non esiste

    4. CptHook 29 gennaio 2024

      Possibile...

    1. danone 28 gennaio 2024

      Per molti anni anch'io ho rifiutato il simbolo del Cristo crocifisso, considerandolo alla fin fine un simbolo di inutile e criminale sofferenza arrecata ad un essere per definizione il più puro ed innocente che sia mai nato.
      Ma vi confido che ho cambiato opinione, non me ne voglia il capitano, apprezzo le sue riflessioni, ma io ne faccio altre di mio e vedere oggi un Cristo senza croce mi trasmette un senso di nichilismo tipico dei tempi malati e innaturali che stiamo vivendo.
      Capitemi, continua a non piacermi per niente il Cristo crocifisso della simbologia cristiana e l'uso strumentale che ne fanno i preti, e certamente la croce non serve certo a nessun Messia per manifestarsi più credibile, anzi, tutt'altro, per me un messia più viene in pace e gloria e più lo stimo, invece di venire storto e sanguinante, ma per dio, è all'uomo che serve la croce, non alla religione dei preti o ai messia veri o presunti che siano, è a me (e a voi) che serve la croce.
      La croce intesa come sofferenza serve all'uomo per capire questa vita e crescere, per diventare un uomo migliore di ciò che è prima della prova. Affrontando con coraggio e nobiltà d'animo la croce, si diventa umili e disponibili, magnanimi e pazienti, tolleranti e servizievoli, in una parola ci si accorge della croce degli altri.
      Senza croce, mi dispiace dirvelo se non lo avete ancora capito, ma basta che vi guardiate attorno e lo capirete, senza croce l'uomo diventa un povero coglione, il classico borghese benpensante che è solo merito suo tutto praticamente, che sa tutto lui, che i problemi degli altri sono un qualcosa che rompe solo i maroni, quindi fuori dalle scatole chi ha dei problemi, io i miei li ho risolti, risolviteli pure tu i tuoi.
      Ecco, senza croce si diventa così, dei ballerini nel nulla, come in questi tempi, troppi ce ne sono per i miei gusti.

    2. CptHook 28 gennaio 2024

      vedere oggi un Cristo senza croce mi trasmette un senso di nichilismo tipico dei tempi malati e innaturali che stiamo vivendo

      Evidentemente veniamo da vissuti diversi, o perlomeno da una diversa religiosità (o qualità della stessa).
      Come ho detto, io non credo di averne, ho sospeso il giudizio fino a "dopo", resto in attesa e, nel mentre, scopro e accetto (con non poca sorpresa) i diversi pensieri che questa immagine mi ha istintivamente ed immediatamente suscitato.
      Comunque, relativamente alla croce, in realtà non esprimiamo tu ed io una profonda divergenza d'opinioni, direi solo che vediamo da differenti angolazioni.

    3. IlContadino 29 gennaio 2024

      https://youtu.be/eqZVwxO7I9o?si=StjXNGdLkJskCygq

      Oggi vado di tubo.
      in questo interassante e breve video, sono dieci minuti, il Giovagnoli ci espone la sua visione sul crocifisso, personalmente mi ci rivedo

    4. absitiniuriaverbis 29 gennaio 2024

      Si, anche se non sono uomo di fede, concepisco la croce come il prezzo da pagare per uscire dai vincoli, dai confini, dalle regole che il mondo detto civile ci impone. E così facendo, adattandoci per non soffrire, per sentirci accettati, diventiamo conformisti e moriamo tutte le volte un po' di più.
      Ben vengano le croci.

    1. patrizia p 28 gennaio 2024

      Bellissima riflessione solo che io non immagino un Cristo senza la croce ma la sua ascesa al cielo, la cultura religiosa di Tenerife, per quello che ho conosciuto, è basata sulla gioia non sulla sofferenza, l' amore per Dio ci riempie di tranquillità perché siamo certi che una volta abbandonato questo corpo fisico ci rincongiugiremo a Lui per godere di un breve riposo nella sua gioia .

    2. CptHook 28 gennaio 2024

      La cultura religiosa del singolo luogo non mi sembra trovare posto nel contesto dell'articolo, non è geograficamente specifica.
      Che quel Cristo stia ascendendo al cielo è un'interpretazione che si basa sulla tua personale religiosità, completamente diversa dalla mia (che non ho la pretesa di affermare sia particolarmente buona, è solo mia), magari è un'interpretazione un po' "ufficiale", a mio parere, ma ho premesso che sono un vecchio reprobo e che ho espresso il pensiero che quell'immagine, quella rappresentazione suscitava in me.
      Come ho detto, la mia interpretazione nasce da un profondo dolore che provo nel guardarmi intorno, nel sentirmi inadeguato ed impotente.
      Non sono capace di accettare che quanto vedo intorno a me sia un atto d'amore.

    3. Urogallo 29 gennaio 2024

      Ti invito a cercare un gruppo di preghiera

    4. CptHook 29 gennaio 2024

      Grazie per l'invito, peraltro non richiesto ("si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio").
      Non uso pregare con le parole, ma provo a farlo con le opere, quanto bene o quanto male non so, ma sicuramente qualcuno me lo dirà, come qualcun altro me lo ha già detto.
      "La mente è luogo a se stessa, e in se stessa
      può fare dell’inferno un cielo, del cielo un inferno."

    1. Nestor Halak 28 gennaio 2024

      Il messaggio di Cristo.
      Chissà quante volte nel corso dei secoli il messaggio di Cristo è stato letto in un modo o in un altro, ad una sfumatura del discorso o ad un gesto o a una circostanza della saga è stato attribuito un significato o un altro. Significati non di rado interessati a far quadrare un certo ragionamento, a soddisfare un certo schema.
      Tutto si basa su interpretazioni stratificate nel tempo di una vicenda che nessuno conosce nei particolari. Ombre su ombre, credenze su credenze.
      Certo, abbiamo degli scritti canonici, la Parola del Signore, ma non sono scritti da lui, sono stati scelti tra moltissimi altri scartati, tutti redatti decine o centinaia di anni dopo i fatti, tutti scritti per sentito dire da gente che non l'aveva mai conosciuto e poi mille volte rimaneggiati per accordarli con quanto doveva essere.
      Frasi, concetti, insegnamenti che gli preesistevano, che lui doveva dire.
      Oggi poi che la chiesa non ha più il potere di imporre un suo credo unitario, ciascuno li interpreta un poco come vuole, seppure quelle parole le ha mai pronunciate.
      Quando leggo a proposito del "messaggio di Cristo", mi viene sempre da chiedermi cosa mai lui abbia detto davvero, cosa mai volesse davvero significare, quali fossero le sue vere intenzioni.
      Ed ho l'impressione che se lo sapessimo veramente rimarremmo molto sconcertati.

    2. paulbressac 28 gennaio 2024

      Buon giorno,
      quando qualcuno scrive che la «chiesa che in “suo” nome, da sempre nella storia e maggiormente oggi, sta rinnegando, tradendo, prostituendo quanto di buono c’era in quel messaggio» mi sembra che abbia molto chiaro sia rispetto al comportamento della chiesa sia rispetto al contenuto del messaggio cristiano, determinando addirittura un gerarchia in questo desvio.
      Io non posso, nei miei limiti, che interpretare i testi che la tradizione indica essere la parola di Cristo e quindi l’autore dovrebbe spiegare cosa c’è di buono che è stato tradito, rinnegato e prostituito nel discorso che fondamenta la chiesa cattolica.
      Adesso la redazione interviene dicendo che nessuno sa quale è stato veramente il messaggio di Cristo! Insomma i vangeli non contano niente più anche se è sul loro contenuto che è fondata e si è sviluppata la Chiesa cattolica. Non sarebbe più interessante spiegare su cosa si basano affermazioni così precise?
      grazie per l'attenzione

    3. CptHook 28 gennaio 2024

      Premesso che io, per quanto facente parte della redazione di CDC, esprimo il mio pensiero personale e non ho certo l'arroganza di pretendere di imporlo alla redazione, in quanto essere umano di mediocre cultura ma ampia libertà mentale rivendico il diritto di esprimere un pensiero, condividere una riflessione personale, suscitare attraverso il dubbio una discussione che potrebbe, oppure no, portare ad una diversa presa di coscienza.
      Ho già detto che la "tradizione", canonizzata ed organizzata, per me non ha alcun valore, non è una legge dello stato a cui io sia tenuto ad assoggettarmi.
      Che la chiesa di Roma, come quasi tutte le altre, abbia tradito e continui a tradire il messaggio originale è un'impressione che ricavo da quei fatti della storia che anche tu hai già riportato.
      Che altro di più?
      Aggiungo che se scrivo qui, e non altrove, è proprio perché su CDC trovano posto tutte le opinioni e tutte le discussioni, con la sola condizione che venga mantenuto un linguaggio educato e privo di attacchi personali.

    4. CptHook 28 gennaio 2024

      Ed ho l’impressione che se lo sapessimo veramente rimarremmo molto sconcertati.

      Lo penso anch'io...

    5. Nestor Halak 28 gennaio 2024

      "Adesso la redazione interviene dicendo che nessuno sa quale è stato veramente il messaggio di Cristo! Insomma i vangeli non contano niente più anche se è sul loro contenuto che è fondata e si è sviluppata la Chiesa cattolica. Non sarebbe più interessante spiegare su cosa si basano affermazioni così precise?
      grazie per l’attenzione"

      Ci tengo a dire che anche il mio intervento è strettamente personale e non a nome della redazione.
      Quanto ai miei accenni sulla natura dei vangeli e su cosa sappiamo realmente di essi si riferiscono agli studi storici in materia e sono ampiamente condivisi dagli esperti. Ma riguardano appunto il lato storico della vicenda, non quello devozionale.
      Sta di fatto che, mediamente, le persone, anche interessate alla religione, non ne sono a conoscenza.

    6. gianB 28 gennaio 2024

      Buongiorno. Che ne dice se le dicessi che l'intero monoteismo é una costruzione artificiosa (non vi è quindi tradizione della chiesa da salvare). Ovviamente buttata così potrà farla trasalire o forse per niente, ma qui più di tanto non si può fare. Rimando quindi, per gli uni e gli altri, l'interessante lettura di Mario Liverani- Oltre la Bibbia, Storia antica di Israele -Ed Laterza.

    7. paulbressac 28 gennaio 2024

      buona sera
      La questione che io colloco è: che cosa la chiesa ha tradito del messaggio di Cristo? Lei afferma che un “messaggio originale” è stato tradito. Vorrei sapere cos’è questo “messaggio originale” visto che lei non considera la “tradizione”. La realtà storica può provare il tradimento solo se chiarisce chiarisce quale sia o dove si trovi l’oggetto di questo tradimento. O semplicemente si parla di tradimento di qualcosa che nessuno sa definire?
      E con tutto il rispetto dire che la prossimità e l’alterità siano la stessa cosa è veramente sorprendente! Come se l’uso di una determinata parola e non di un’altra(!) non significasse niente, importante è quello che io penso!
      Quanto all’«aberrazione mentale» riportata da Luca non è la spiegazione, la giustificazione di quello che è ordinato ad Abramo: “uccidi tuo figlio, il figlio che più ami”?
      Per me la Chiesa ha esattamente seguito la parola - come noi la conosciamo - di Cristo. Se esite un altro messaggio, altri contenuti che qualcuno li mostri. Che qualcuno spieghi quali principi nel messaggio di Cristo sono stati traditi.
      grazie per l’attenzione

    8. paulbressac 28 gennaio 2024

      ma se non sppiamo quello che Cristo ha veramente detto come possiamo dire che il suo messaggio è stato tradito? Io dico che da quello che si conosce, da quello che possiamo leggere del suo messaggio niente è stato tradito dalla chiesa.

    9. Nestor Halak 28 gennaio 2024

      Francamente non ho scritto io che il messaggio di Cristo è stato tradito, ma penso che si possa facilmente sostenere che il messaggio attribuito al Cristo dei quattro vangeli canonici sia stato tradito in più occasioni.
      Per esempio non mi pare che il personaggio che caccia i mercanti dal tempio potrebbe andare d'accordo con chi vende le indulgenze...

    10. CptHook 29 gennaio 2024

      Credo di aver già risposto in precedenza e, aggiungo, nel contesto del mio pensiero, del mio "sentire", mi ripeto, stiamo osservando il dito e non la luna.
      Il mio pensiero sulla Bibbia lo troverai espresso mirabilmente in un articolo da me tradotto che dovrebbe uscire oggi alle 12.
      Posso riassumerlo molto brevemente in
      "è un libro scritto da malati di mente per creare altri malati di mente",
      ne salvo solo il Cantico dei Cantici.
      Per il resto, i vangeli canonici, quindi già adattati ad esigenze dottrinali, contengono ancora un messaggio di pace e d'amore.
      Ritengo che la chiesa sia diventata subito un centro di potere e l'editto di Costantino ne è la prova.
      Il resto è storia, dal concilio di Nicea ai vari scismi, antipapi, Avignone, catari, albigesi, notte di San Bartolomeo, massacri di aztechi, Incas, la/le chiesa/chiese è/sono sempre stata/state lì a giustificare in nome di cristo (il minuscolo è intenzionale in questo caso, una forma di rispetto).
      Se la complicità, quando non la fattiva collaborazione, non sono tradimento di quel messaggio d'amore e di rispetto, non riesco proprio ad immaginare cosa tu possa considerare tale.
      Ho inoltre specificato che io sono un vecchio reprobo, miscredente, ateo e agnostico; non puoi aspettarti altro da me.
      Il mio cuore e la mia mente hanno visto un'immagine e ne hanno ricavato un'impressione soggettiva e personale, totale, che non può essere sottoposta ad un'autopsia delle singole parole o concetti.
      È la condivisione di un'emozione e di riflessioni personali, di un mio processo interiore in continua elaborazione, legato anche al perché lavoro qui.
      La mia miglior metà ti avrebbe detto che stai facendo "l'acciaccapidocchi"...

    11. gianB 29 gennaio 2024

      Dimenticavo, quindi non solo la tradizione della Chiesa Cattolica ma anche la tradizione "cristica", con tutte le innumerevoli vie interpretative, hanno fondamenta su questa artificiosa costruzione (apriti cielo, dire cose del genere in un paese in cui "non possiamo non dirci cristiani").

    12. paulbressac 29 gennaio 2024

      Buon giorno
      E invece non ha risposto per niente, lo scrive lei «E come posso spiegartelo io se non ci arrivi da solo?» (con chi è prossimo lei conversa, con chi pensa differente... perfettamente cristiano!).
      io ho chiesto cosa sarebbe il “buono” che è stato tradito dalla chiesa e fino ad ora non ha spiegato niente a questo rispetto solo dice che sono sue sensazioni. Insomma stabilisce che c’è un tradimento ma non sai definire che cosa è tradito: sono “sensazioni”.
      “Sensazioni” che le permettono di ignorare il significato delle parole, di classificare un testo perfettamente coerente con il messaggio cristiano (cosa può essere giustificare il martirio se non l’amore incondizionato a Dio) e adesso afferma che i testi che fondamentano tre grandi religioni e che ha determinato buona parte della storia dell’umanità degli ultimi 4-5 mila anni “è un libro scritto da malati di mente per creare altri malati di mente”. Veramente interessante!
      Lei si dichiara ateo ma vedo che un dio lei ce l’ha: le sue sensazioni!
      Più che indicare la luna ho la sensazione che lei stia viggiando verso la luna.
      Era lei che ricordava la necessità di conversare com educazione. Prima mi ha chiamato di “stolto”. Non capisco perché adesso mi definisce di “acciaccapidocchi”? io non ho niente di personale contro di lei...
      Anche in questo nonostante il suo dichiarato ateismo lei si comporta da perfetto cristiano.
      Per me il dialogo finisce qui: di sensazioni che ignorano il significato delle parole, che cancellano testi che stanno alla base (volendo o non volendo) della nostra cultura con affermazioni grotteschee che non sanno confrontarsi con l'alterità proprio non so cosa farmene.
      Grazie per l'attenzione

    13. paulbressac 29 gennaio 2024

      buon giorno, dopo tante parole lei è il primo che cerca di rispondere ai questionamenti che ho posto. Anche velati (neanche tanto) insulti ho ricevuto come risposta (e ancora una volta la redazione ha lasciato passare, vero?).
      Giusto quello che lei dice, ma «il personaggio che caccia i mercanti dal tempio» non é anche contradditorio con chi stablisce che la chiesa sia anche un potere temporale? Anche nel messaggio di Cristo esistono contraddizioni. Ma il discorso era iniziato su basi molto differenti. si affermava il tradimento del "buono" presente nel messaggio di Cristo. La spiegazione di questo "buono" siè trasformata velati (neanche tanto) insulti.
      Grazie per l'attenzione

    14. Moderatore 29 gennaio 2024

      Non trovo l'epiteto 'stolto' al quale lei fa riferimento.
      Se cortesemente mi aiuta a rintracciare il commento le sarei grato. Può essere che mi/ci sia sfuggito e, se così fosse, ne sarei dispiaciuto.

      Per il secondo,non trovo riferimenti in rete.
      Chiederò lumi a chi lo ha utilizzato.

    15. Moderatore 29 gennaio 2024

      Per cortesia, non sono al corrente del significato di 'l' acciaccapidocchi'e quindi non sono in grado di valutare se si tratti o meno di un insulto rivolto al suo intertlocutore @paulbressac.
      Grazie per la precisazione e per l'attenzione.

    16. paulbressac 29 gennaio 2024

      non conoscete il proverbio "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito"? E quindi se io dicessi che la vostra redazione è composta da "acciaccapidocchi" voi sareste in dubbio... sará forse un elogio? comunque devo ammettere che siete divertenti e lo dico sinceramente qui in mezzo alla foresta mi diverto leggendo i vostri articoli (spero che non lo prendiate come un insulto!)
      Grazie per l'attenzione

    17. Moderatore 29 gennaio 2024

      Il proverbio da lei ricordato compare con una certa frequenza nei commenti. Talvolta con l'epiteto stolto, altre con l'epiteto sciocco e simili e, per inciso, l'autore non ha posto nessun aggettivo citando il proverbio.
      Fino ad ora non è stato oggetto di moderazione perché il proverbio è stato considerato più un modo di dire, un luogo comune, che un insulto.
      Sono in corso valutazioni interne di vario genere in proposito e non è detto che non ci siano cambiamenti.

      Per il secondo termine ho chiesto chiarimenti. Nel dubbio preferisco chiedere. Abbia pazienza.
      Grazie dell'attenzione.

    18. Linoleum 29 gennaio 2024

      Non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza.

    19. Linoleum 29 gennaio 2024

      Apocalisse 17, per gradire :D

    20. CptHook 29 gennaio 2024

      "Acciaccapidocchi" è una desueta espressione gergale romana, molto cara a mia moglie che la riferiva spesso a me (come io altrettanto spesso la riferivo a lei).
      Deriva dall'espressione "La vecchia che stava per morire ma pure continuava a schiacciare (acciaccare) i pidocchi (e qui si mima il gesto di schiacciare qualcosa tra le unghie dei due pollici)".
      L'espressione indica una persona che presta eccessiva attenzione a dettagli di poco momento rispetto all'importanza di quello che sta succedendo, spesso in maniera iterativa, cioè perde di vista il concetto globale.
      In questo senso, per me, rafforza il concetto di guardare il dito e non la luna. Peraltro non sapevo che il detto completo include il termine stolto ma l'aver suscitato anche questa questione mi rafforza nella giustezza dell'espressione "acciaccapidocchi", diciamo che si cerca la lite per amor di lite, per di più con la persona che, su queste pagine, è la più conciliante e automoderata.

    21. CptHook 29 gennaio 2024

      E invece non ha risposto per niente, lo scrive lei «E come posso spiegartelo io se non ci arrivi da solo?» (con chi è prossimo lei conversa, con chi pensa differente… perfettamente cristiano!). io ho chiesto cosa sarebbe il “buono” che è stato tradito dalla chiesa e fino ad ora non ha spiegato niente a questo rispetto solo dice che sono sue sensazioni. Insomma stabilisce che c’è un tradimento ma non sai definire che cosa è tradito: sono “sensazioni”.

      Mi pareva di aver esposto con molta chiarezza la complicità indiscutibile e documentata delle varie chiese in ogni genere di atrocità, torture, ruberie e prevaricazioni, cosa che peraltro anche lei ha citato, per cui vedo una contraddizione in termini. Forse dovevo dire “se non se lo ricorda lei stesso, che le ha citate”?

      “Sensazioni” che le permettono di ignorare il significato delle parole, di classificare un testo perfettamente coerente con il messaggio cristiano (cosa può essere giustificare il martirio se non l’amore incondizionato a Dio) e adesso afferma che i testi che fondamentano tre grandi religioni e che ha determinato buona parte della storia dell’umanità degli ultimi 4-5 mila anni “è un libro scritto da malati di mente per creare altri malati di mente”. Veramente interessante!

      I testi saranno anche perfettamente coerenti con il messaggio originale, ma quello che io vedo nella storia mi fa venire in mente, come devo aver già detto, il “predicare bene e razzolare male”. L’opinione sulla Bibbia non è, purtroppo, farina del mio sacco ma la condivido in pieno; le anticipo un paragrafo dall’articolo di Laurent Guyenot che ho tradotto:

      "I sionisti sono fanatici della Bibbia. Ad essere sinceri, è la Bibbia che li fa impazzire. Come può la Bibbia far impazzire gli ebrei, mentre non fa impazzire i cristiani? È semplice: la Bibbia dice che Dio ha scelto gli ebrei; questa idea non può che far impazzire gli ebrei. Un popolo convinto che Dio lo abbia scelto per dominare il mondo, che Dio gli abbia dato la terra di un altro popolo, e che Dio gli conceda il diritto – anzi, il dovere – di massacrare come “animali umani” i popoli a cui hanno rubato la terra, un tale popolo è pazzo, e da internamento psichiatrico. Se Dio stesso fosse responsabile di convincere gli ebrei di averli scelti, allora Dio sarebbe colpevole di aver fatto impazzire gli ebrei."

      Le idee le giudico dai risultati non dalle parole, non guardo le teorie ma i fatti, e i fatti parlano. Se dissentiamo sull’argomento, la cosa non mi turba, lei si tiene le sue idee ed io le mie.

      Lei si dichiara ateo ma vedo che un dio lei ce l’ha: le sue sensazioni! Più che indicare la luna ho la sensazione che lei stia viaggiando verso la luna.

      Padronissimo di pensarlo; la cosa, una volta di più, non mi turba o, per dirla alla romana “nun me fa (oppure anche “scuce”) un baffo".

      Era lei che ricordava la necessità di conversare con educazione. Prima mi ha chiamato di “stolto”. Non capisco perché adesso mi definisce di “acciaccapidocchi”?

      Su questo punto ho fornito ampia spiegazione semantica al moderatore.

      io non ho niente di personale contro di lei…

      Io ancor meno…

      Anche in questo nonostante il suo dichiarato ateismo lei si comporta da perfetto cristiano.

      Per me il dialogo finisce qui: di sensazioni che ignorano il significato delle parole, che cancellano testi che stanno alla base (volendo o non volendo) della nostra cultura con affermazioni grottesche che non sanno confrontarsi con l’alterità proprio non so cosa farmene.

      Per la terza volta la cosa non mi turba. Il mondo è bello perché è vario ed è andato avanti (magari male) fino ad oggi grazie alle differenze di pensiero. Potrei forse, con la mia non poca presunzione, aggiungere che il motore della storia sono state le minoranze, i pensieri eretici, i non irreggimentati, i non legati alle dottrine…

    22. CptHook 29 gennaio 2024

      Non amo replicare a me stesso ma tengo a precisare che l'espressione in questione è abbastanza equivalente a "cercare il pelo nell'uovo".

    23. Moderatore 29 gennaio 2024

      Grazie per la chiarificazione e la tempestività in merito ad un detto a me sconosciuto nel quale non ravviso offesa.

      Per quanto mi concerne, quindi, non ho motivo di intervenire ulteriormente.

      A rileggerla.

    24. Moderatore 29 gennaio 2024

      Ricevuto, grazie.
      Nulla da aggiungere da parte mia a quanto già commentato. .

      A rileggerla.

    25. Moderatore 29 gennaio 2024

      Sulla base della chiarificazione ricevuta, non ritengo esistano elementi per ritenere l'espressione citata una offesa oggetto di moderazione.

      Grazie per la sua pazienza e a rileggerla.

    26. antoniio 2 febbraio 2024

      leggiamo i Vangeli e confrontiamoli con la realtà storica dal 33 ev ad oggi ... lettera morta ?

    1. paulbressac 28 gennaio 2024

      Buon giorno
      Cristo stabilisce che la Chiesa sia un potere temporale («tu sei Pietro…), la sua parola aveva già legittimato il potere temporale («date a Cesare…») e stabilisce che dovere della Chiesa è diffondere la sua parola.
      Ma in base a quali pricipi si deve esecutare questo dovere.
      “non fare ad altri quello che non piacerebbe fosse fatto a me e che” è un proverbio popolare, non è la parola di Cristo che dice “ama il prossimo tuo come te stesso”. Parla di prossimo, non di “altri”, di quello che ci è estraneo.
      E soprattutto sottomette questo amore all’amore per lui, all’amore incondizionato che dobbiamo avere per Dio: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la propria vita, non può essere mio discepolo», Luca (14, 26).
      Quindi proprio no vedo dove la Chiesa ha tradito, rinnegato, prostituito «quanto di buono c’era in quel messaggio». E poi perchè «maggiormente oggi»? Vorrei proprio capire! Era più fedele a «quanto di buono c’era in quel messaggio» quando bruciavano la gente viva e per impedirgli di parlare quando era sul rogo gli inchiodavano la lingua al palo, o quando finanziavano la schiavitù, lo sterminio di intere popolazioni o quando, un migliaio di anni fa, ha inventato la caccia alle streghe?
      Grazie per l’attenzione

    2. CptHook 28 gennaio 2024

      Cristo stabilisce che la Chiesa sia un potere temporale («tu sei Pietro…), la sua parola aveva già legittimato il potere temporale («date a Cesare…») e stabilisce che dovere della Chiesa è diffondere la sua parola.

      Ma in base a quali pricipi si deve esecutare questo dovere.

      Fermo restando il fatto che io esprimo una mia soggettiva interpretazione (principalmente emozionale) ed una mia visione della figura del profeta Gesù figlio di Giuseppe e che la mia cultura teologico religiosa si limita alla lettura, ormai dimenticata (circa 65 anni fa), del solo vangelo secondo Matteo, mi risulta che i 4 vangeli “canonici” non sono tutti i vangeli, costituendo di fatto piuttosto un “canone” concordato. Parliamo cioè di interpretazioni e di un tentativo di creare un “corpus” dottrinale unico, ma non intendo avventurarmi in un campo dottrinale, non è materia che mi interessi, non amo le dottrine, non amo quella religione organizzata ed etero-diretta, in contrapposizione alla religiosità individuale, che varia nel sentire personale e che si manifesta in maniera diversa da individuo a individuo. Con molta arroganza affermo che non sento il bisogno della religione organizzata e che, se anche non avessi letto che quell’unico vangelo il buon senso pratico, se non altro, mi aiuterebbe a discernere tra il bene ed il male. Non sento alcun bisogno di propagandare il mio credo e di fare apostolato per ottenere una conversione; nulla al mondo prova che una religione sia migliore o peggiore di un’altra e, comunque, giudico dai fatti che vedo e mi tengo lontano.


      “non fare ad altri quello che non piacerebbe fosse fatto a me e che” è un proverbio popolare, non è la parola di Cristo che dice “ama il prossimo tuo come te stesso”. Parla di prossimo, non di “altri”, di quello che ci è estraneo.

      Mi sembra semplicemente un sofisma, per me il prossimo è l’altro me stesso che, peraltro, non posso amare se a) non amo me stesso e b) non trovo la stessa predisposizione dall’altra parte; diventa autolesionismo, cioè vado contro il punto a).


      E soprattutto sottomette questo amore all’amore per lui, all’amore incondizionato che dobbiamo avere per Dio: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la propria vita, non può essere mio discepolo», Luca (14, 26).

      Per me questa è un’aberrazione mentale, una volta di più, a mio personalissimo parere, in contrasto col punto a). Che cos’è un amore incondizionato che esclude tutto quanto è stato creato come oggetto e soggetto di amore?


      Quindi proprio non vedo dove la Chiesa ha tradito, rinnegato, prostituito «quanto di buono c’era in quel messaggio».

      E come posso spiegartelo io se non ci arrivi da solo? Lo hai pure spiegato più sotto.


      E poi perché «maggiormente oggi»? Vorrei proprio capire!

      Perché oggi la chiesa di Roma (e non so quanto anche le altre “chiese”, di qualsiasi segno o simbolo) che, come fai notare qui,

      Era più fedele a «quanto di buono c’era in quel messaggio» quando bruciavano la gente viva e per impedirgli di parlare quando era sul rogo gli inchiodavano la lingua al palo, o quando finanziavano la schiavitù, lo sterminio di intere popolazioni o quando, un migliaio di anni fa, ha inventato la caccia alle streghe?

      ha sempre “predicato bene e razzolato male”, ha abbracciato posizioni ancor più distruttive che fino ad oggi non aveva abbracciato. O, perlomeno, posizioni che si potrebbero anche comprendere fin quando implicano il rispetto di altri che hanno visioni differenti dalle nostre, se non fosse che, nel modo in cui vengono propagandate, predicano proprio la distruzione dell’amore.


    3. CptHook 28 gennaio 2024

      Vorrei inoltre aggiungere che, secondo me, non hai visto la luna che il mio dito voleva indicare, ma solo il dito..., ma forse potrebbe essere stata colpa mia...

    4. absitiniuriaverbis 29 gennaio 2024

      Se ti va, mi piacerebbe che tu entrassi nel merito della differenza fra 'altri e prossimo'.
      Grazie in anticipo.

    5. IlContadino 29 gennaio 2024

      Sul tubo ci sono video interessanti di Igor Sibaldi in cui parla di questa differenza

    6. absitiniuriaverbis 29 gennaio 2024

      Vado a cercarli subito...

    7. IlContadino 29 gennaio 2024

      https://www.youtube.com/live/5ROx_vuvK74?si=EXApHqTgGkRvsKKn

      In questo ne parla, nei primi cinque minuti, ho spulciato un po' qui un po' là, ho trovato questo, in altri il concetto viene ampliato, ma non ricordo dove

    8. absitiniuriaverbis 29 gennaio 2024

      Ti sono in debito.

    1. REmaggiore 28 gennaio 2024

      Alto livello.

    1. fuffolo 28 gennaio 2024

      Un piano orizzontale ed uno verticale si incontrano, un mirino per individualizzare la missione. Ognuno la propria, per scelta ci sottomettiamo alla nostra, inchiodandoci.

    1. Jimbo 28 gennaio 2024

      Interessante anche il passaggio della trasmissione agli altri di idee, del Bene,
      Ai figli per chi li ha, alla famiglia, a qualche amico, alla comunitá.
      Soprattutto in un'epoca malvagia.
      La cattiveria umana é sempre esistita e spesso si trasforma in malvagitá disumana.
      Io ho vissuto in pace per quasi 60 anni ma il Mondo era malvagio e non me ne accorgevo, ne ero poco cosciente, inconsapevole. Ero nella mia bolla dentro la grande bolla italiana mentre fuori l'Uccidente massacrava come se non ci fosse un domani.
      Adesso é chiaro, tremendamente nitido anche stando nella bolla.
      Il cielo é terso nonostante le scie.
      La malvagitá dell'uccidente verso gli Altri mi accompagnava, grazie ad essa mi sono divertito, sono stato felice.
      Ora intravedo una maggiore malvagitá.
      Quando un intero sistema italiano cerca di indottrinarci sul giusto aumento delle armi e su un auspicabile aumento di soldati noto un salto ulteriore di malvagitá.

    1. Jimbo 28 gennaio 2024

      Ottimo articolo anche perché scritto col cuore. Quindi l'intensitâ raddoppia.
      Credo in un Dio creatore completamente distaccato, non amorevole verso l'Uomo.
      Molto del pensiero della Chiesa cattolica mi garba, anche se non sono cristiano e vedo come demoniaca l'ultima versione fluida bergogliana.
      Detto questo, interessanti vari passaggi, uno fra tutti il bene verso i nostri amati, verso la famiglia sotto attacco.
      Nonostante i Padroni cerchino di isolarci, di singolarizzarci, i rapporti famigliari tengono anche nel lesso uccidente.
      Con i social si é allargato l'orizzonte, si vede fino all'Estremo Oriente e siamo partecipi delle croci degli Altri. Li vediamo con "nitidezza" come scrive il Capitano.
      É come sentire le urla delle donne perché mutilate o che hanno perso i figli mentre dalle nostre istituzione manco una parola. Trattati come raccolta differenziata.
      Ovviamente non potremo amarli come i nostri amati ma é piú difficile fregarsene.

    1. PietroGE 28 gennaio 2024

      Il Cristo appiccicato al muro come una zanzara. Questa è l'arte sacra moderna che rispecchia bene la situazione della chiesa cattolica. Meglio le chiese protestanti dove c'è la Croce, qualche decorazione e basta. Il Cristo non ha mai abbandonato la croce, chi la ha abbandonata è il cristianesimo moderno, tutto servizi sociali, accoglienza, lobby gay e giustamente, irrilevante e inascoltato nel mondo. La Croce è diventata Croce Rossa.

    2. CptHook 28 gennaio 2024

      Guarda meglio la foto, è veramente come staccato da tutto, sospeso nell'aria, in volo...

    3. PietroGE 28 gennaio 2024

      Non è molto differente

    4. gianB 28 gennaio 2024

      Certamente intrigante l'immagine. Certamente è estremamente umanizzata, ma costretta in un atteggiamento, una posizione che lo costringe nel bisogno di suscitare la presenza della croce dietro di lui. Al contempo sembra dire a quel dio: ma sei proprio sicuro che debba andare a finire così?

    1. absitiniuriaverbis 28 gennaio 2024

      Per una forma, forse sciocca, di rispetto verso una riflessione così intima e pubblica non aggiungo nulla.

      Però, il termine “crocifisso” deriva dalla definizione latina “cruci fixus”, ovvero “fissato sulla croce”. Un crocifisso, quindi, è la croce con la rappresentazione del Cristo appeso ad essa.

      Quello che hai visto, dunque, non è un crocifisso.
      Hai visto molto, molto di più.
      Considerazioni, le tue, che non provengono più da dove dovrebbero.

    2. CptHook 28 gennaio 2024

      Considerazioni, le tue, che non provengono più da dove dovrebbero.

      Già, è proprio questo che mi ha sorpreso..., aver sentito proprio io il bisogno di farle..., sto veramente invecchiando, tre quarti di secolo sono troppi ormai...

    3. Linoleum 28 gennaio 2024

      Non c'è nulla di meno fisso, simbolicamente, del Cristo, che nemmeno la morte ha potuto fissare alla condizione.

      Da dove dovrebbero provenire le considerazioni? Sono proprio curioso...

    4. CptHook 28 gennaio 2024

      Probabilmente non da un vecchio reprobo miscredente ma dalla fonte "intitolata"...

    5. Linoleum 28 gennaio 2024

      Giusto, perché siamo in luogo ribelle, rivoluzionario, anti-accademico, libero, quindi... T'intolo io, fonte di questo scritto.

      Complimenti CptHook, articolo commovente e toccante, grazie.

    6. absitiniuriaverbis 28 gennaio 2024

      "Il mondo appare, considerato dal lato estetico, un'esposizione di caricature, considerato dal lato intellettuale, un manicomio, considerato dal lato morale, un covo di briganti"

      Arthur Schopenhauer

      Quanto sopra, per riassumere una risposta alla tua domanda.
      Non tutti hanno la forza e le capacità per guardarsi dentro e sviluppare la coscienza, la consapevolezza.
      C'è necessità di guide che spronino.

    7. Linoleum 28 gennaio 2024

      Sono trasecolato da cotanta saggezza...
      Vai di guide, poi mi dici com'è andata.

    8. absitiniuriaverbis 28 gennaio 2024

      Raccontare come è andata non serve a nulla, nemmeno a soddisfare la curiosità. Il lavoro necessario è un fatto individuale.
      Ognuno la sua strada.

    9. Linoleum 28 gennaio 2024

      Qui concordo pienamente.
      A me piace lo scambio, per avere più strumenti e (auspicabilmente) per mettere a disposizione i miei agli altri.
      Nessuno, a mio avviso, dovrebbe avere la pretesa, né la presunzione, di cambiare le idee altrui, ma confrontarle nelle loro differenze è sempre utile.
      Nascordersi, quanto girarsi dall'altra parte, è sintomo di insicurezza.

    1. pippo123 28 gennaio 2024

      Il potere di davos ha tolto dalla narrazione iconografica la croce, perchè l'ha posta ogni giorno sui "cafoni"

    1. clausneghe 28 gennaio 2024

      Grande Capitan Hook, un pilastro di CDC.
      Anch'io non credo nel dogma delle religioni e sono convinto che semmai scopriremo il significato delle cose e della nostra vita sarà solo morendo.
      Don Juan del Castaneda disse: L'unica cosa veramente importante che possa capitare nella vita di un uomo è la sua morte..e abbiamo detto tutto, dico io.
      Ma sono anche un poco superstizioso, o meglio credo ai simboli e ai segnali, come quando, un certo giorno di un paio di anni fa, con il mio cerca metalli trovai nel campo un antico Cristo di piombo nero staccato dalla croce e mutilato ad un braccio..che subito pensai al Cristo scappato dalla croce per le blasfemie insopportabili dei nostri tempi..

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