Non piangete per l'Argentina. Sarebbero lacrime sprecate

L'Argentina ha fatto la sua scelta e ora deve affrontare con coraggio le conseguenze.

Non piangete per l'Argentina. Sarebbero lacrime sprecate

Stephen Karganovic
strategic-culture.su

Il ballottaggio delle elezioni presidenziali argentine ha prodotto un risultato che molti di coloro che hanno ancora a cuore l'Argentina considereranno deplorevole. Ma ci saranno anche non pochi osservatori attenti che considereranno il risultato in qualche modo sospetto.

Il vincitore, Javier Milei, è una strana sorta di politico "libertario". Essendo un eccentrico e una mina vagante, Milei è difficile da classificare ideologicamente. Sembra entusiasta di voler clonare i suoi cani defunti e lui stesso sembra essere un clone degli aspetti più odiosi del movimento libertario americano. Il libertarismo nella sua ispirazione è campanilisticamente nordamericano, come i Mormoni in campo religioso, e altrettanto superficiale in termini di sostanza filosofica. Resta da vedere se Milei si dimostrerà un coerente ideologo delle nebulose dottrine libertarie da lui stesso professate, nel qual caso il Requiem per l'Argentina dovrebbe iniziare ad essere composto senza indugio.

Tuttavia, se a Milei rimarrà anche solo un residuo di pragmatismo, sarà costretto, subito dopo il suo insediamento a dicembre, a ingranare la retromarcia o ad affrontare l'ira del pubblico, che aveva illuso con le sue irresponsabili promesse messianiche.

Peggio ancora per lui, a causa delle sue buffonate politiche potrebbe essere costretto ad affrontare anche la punizione delle ancora vivaci forze armate argentine, che hanno un rispettabile record di interventi per tenere a freno i politici civili capricciosi, anche se non sempre i militari hanno dimostrato di avere le capacità necessarie per raddrizzare i pasticci combinati da leader irresponsabili.

Non c'è dubbio che l'Argentina sia attualmente nel pieno di uno di quegli imbrogli in cui ciclicamente si ritrova. Le soluzioni offerte dal ciarlatano erano state saggiamente respinte dai cittadini al primo turno delle elezioni, che avevano limitato Milei a circa il 30% dei voti. Ma, al ballottaggio, la retorica di Milei deve essere stata irresistibilmente persuasiva. Al secondo turno ha raccolto un ragguardevole 55% dei voti (facendo sorgere la ragionevole domanda se per caso fossero finite in Argentina le macchine contavoti Dominion, dopo la loro stellare performance del 2020 [nelle elezioni americane]).

Una delle brillanti soluzioni di Milei, l'abolizione del peso argentino e la sua sostituzione con il dollaro americano, potrebbe presto ritorcersi contro il popolo argentino. Sarebbe interessante ascoltare la spiegazione di Milei su come l'eliminazione della moneta nazionale, per quanto fragile ma sempre in grado di riprendersi con l'applicazione di corrette politiche finanziarie e sotto il controllo del governo emittente, e la sua sostituzione con una moneta straniera in declino sotto il controllo di interessi esterni, potrebbe risolvere i problemi dell'Argentina. L'ideologia libertaria consente la sovranità nazionale? Milei è informato del fatto che, non molto tempo fa, l'Ecuador aveva abbandonato la sua moneta nazionale a favore del dollaro, ma che per il popolo ecuadoregno l'esperimento aveva comportato, nel complesso, più disagi economici che benefici? Perché ora, in Argentina, il risultato dovrebbe essere diverso e per giunta in un momento in cui il dollaro sta perdendo il suo status di valuta di riserva e sta rapidamente diminuendo di valore, molto più velocemente di quando era stato illuso l'Ecuador?

Inoltre, Milei, che ha fama di essere un economista, dovrebbe aver notato una tendenza finanziaria globale, che un pentito Jeffrey Sachs ha chiamato con il suo nome corretto, "dedollarizzazione", e dovrebbe anche aver capito che questa evidente tendenza avrà di certo un qualche impatto sulle sue teorie per curare i mali finanziari dell'Argentina. Purtroppo non ci sono prove che sia così o che gli avvertimenti di esperti di economia con la testa sulle spalle abbiano influenzato la formulazione delle politiche proposte da Milei. Dopo tutto, con la nuova moneta spazzatura in mano, gli argentini potrebbero ricordare con nostalgia l'attuale inflazione del 143%. Altrettanto probabilmente, potrebbero considerare con stizza il pifferaio magico per cui molti di loro avevano votato.

Milei non sembra nemmeno essere consapevole dell'altro grande crollo che sta avvenendo nel mondo contemporaneo, quello del sistema unipolare, alla cui traballante moneta vuole legare le sorti del suo Paese, e questo fa capire che, in effetti, El Clarín potrebbe essere la sua principale fonte di informazioni politiche. Contrariamente a ogni postulato di prudenza (e, secondo alcuni, anche di buon senso), Milei ha annunciato che, da Presidente, intende annullare l'adesione dell'Argentina ai BRICS. L'impegno pubblico verso questo obiettivo politico, contrario a ogni logica, suggerisce che Milei potrebbe essere qualcosa di più di un eccentrico entusiasta libertario e che, in realtà, potrebbe essere una figura inserita di proposito nel gioco globale per promuovere un'agenda geopolitica molto più seria e dirompente.

Oggi sono in pochi a ricordare che l'Argentina non è sempre stata il malato della Pampa e che, più di cento anni fa, per forza economica e capacità attrattiva, rivaleggiava con gli Stati Uniti come meta preferita dagli emigranti europei. Le sue prospettive, un tempo brillanti, erano naufragate a causa della combinazione tra la corruzione e la stupidità della sua élite e l'idiozia della sua popolazione viziata.

Il declino e la caduta dell'Argentina, per molti versi, hanno rispecchiato il declino dell'Ucraina, un tempo una delle repubbliche più progressiste e prospere dell'Unione Sovietica. L'Argentina, come l'Ucraina, è stata rovinata dalla sua avida élite, che ha agito per motivi egoistici di guadagno materiale a breve termine e che si è posta in una condizione di volontaria sottomissione a mecenati stranieri, nel caso dell'Argentina soprattutto britannici, e alla loro sfolgorante cultura. La popolazione, ingannata, ne ha seguito l'esempio a modo suo, da ignorante.

Le tribolazioni di entrambi i Paesi, lungi dall'essere il risultato di una necessità oggettiva, sono il risultato, evitabile, di scelte insensate fatte congiuntamente dalle élite al potere e dai loro sudditi altrettanto irresponsabili.

A prescindere dalle macchine per il conteggio dei voti utilizzate, l'Argentina ha apparentemente fatto la sua scelta e ora deve coraggiosamente affrontarne le conseguenze. Non c'è alcun motivo particolare per versare lacrime per l'Argentina, così come non c'è da piangere per il tragico destino della sua immagine speculare e suicida nell'Europa dell'Est.

Stephen Karganovic

Fonte: strategic-culture.su
Link: https://strategic-culture.su/news/2023/11/22/dont-cry-for-argentina-it-is-not-worthy-of-your-tears/
22.11.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Stephen Karganovic è uno scrittore serbo, particolarmente attento alle distorsioni storiche relative alle guerre nell'ex Jugoslavia. È presidente dello Srebrenica Historical Project, che mira a correggere la narrazione, politicamente creata, del genocidio di Srebrenica durante la Guerra di Bosnia.

Commenti (119)

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Mostra commenti 107 caricati
    1. Cachafaz 26 novembre 2023

      Ora parliamo del governo MAcri' il quarto neo liberista dell'argentina, dopo Videla, i 2 Menem. Il quarto, ma non per ordine numerico dei disastri provoicati...da un articolo peacelink

      In meno di un anno di presidenza Macri il paese rischia di tornare all’epoca del default economico

      Argentina: neoliberismo e privatizzazioni alla radice dell’emergenza socialeCresce il numero dei nuovi poveri che non possono permettersi beni di prima necessità
      13 novembre 2016
      David Lifodi


      Lo chiamano menemacrismo per esorcizzare il passato e sperare in una via d'uscita da un presente che si è già manifestato sotto forma di lacrime e sangue. Il governo del presidente Macri si è mostrato per quello che e gli argentini hanno trovato preoccupanti somiglianze tra l'attuale inquilino della Casa Rosada e quel Carlos Mènem che, tra il 1995 e il 2001, spalancò le porte al neoliberismo in Argentina.È per questo che alla Camera dei Deputati i partiti di opposizione hanno scelto di sostenere il Programa de Ingreso Social con Trabajo, lanciato dai movimenti sociali e conosciuto come progetto di “emergenza sociale”. In effetti, l'Argentina è di fronte ad una vera e propria emergenza. Per questo, il Programa de Ingreso Social con Trabajo prevede una serie di misure in grado di alleviare le difficoltà a livello economico, sociale e alimentare a cui sempre più argentini sono costretti a far fronte. Il progetto è stato discusso anche in occasione del recente incontro tra i movimenti sociali e Papa Francesco.

      Secondo l'Observatorio del Deuda Social de la Universidad Católica, tra i mesi di gennaio e maggio 2016 poco meno di un milione e mezzo di argentini sono entrati a far parte dei nuovi poveri, unendosi così a quei 13 milioni che già lo erano prima dell'avvento di Macri alla Casa Rosada. I primi dieci mesi di governo del presidente sono stati caratterizzati da alti livelli di inflazione e da una costante crescita della disoccupazione, oltre che da una serie di proteste massicce contro il suo operato. Inoltre, tra il settore pubblico e quello privato, si parla di circa 200mila licenziamenti con poche prospettive di reinserimento a breve nel mercato del lavoro. In Argentina vivere in condizioni dignitose è divenuto un lusso per pochi poiché il costo dei generi di prima necessità, dei beni alimentari e dei trasporti è in continua crescita. Ad esempio, i cosiddetti tarifazos di Macri, che hanno provocato numerose proteste, sono stati caratterizzati dall’aumento del biglietto del trasporto pubblico urbanodel 66%, del 300% di acqua e gas e di oltre il 500% dell’energia elettrica. Il neoliberismo di Macri, portato alle estreme conseguenze anche negli anni Duemila, all’epoca del default economico, era già stato introdotto da Mènem: fu allora che il Fondo monetario internazionale dettò la linea economica all’Argentina nell’ambito del Washington Consensus all’insegna del libero mercato, delle privatizzazioni e dell’apertura delle porte al capitale straniero. Tuttavia, Macri in meno di un anno alla Casa Rosada ha fatto ciò che Mènem, Fernado De La Rúa e i suoi seguaci hanno messo in pratica in uno spazio temporale assai più lungo, per cui è lecito chiedersi cosa ne sarà dell’Argentina da qui ai prossimi quattro anni, quando terminerà il mandato di quello che i nostri giornali insistono nel chiamare con inspiegabile orgoglio patrio “il presidente di origini italiane”.

      L’Alianza Público Privada che ha caratterizzato i primi dieci mesi della presidenza Macri rappresenta il cavallo di Troia per accelerare dal punto di vista delle privatizzazioni e del libero commercio. Di fronte ai disastri economici (e non solo) di Macri, è nata la rete Argentina mejor sin Tlc, che riunisce i movimenti sociali argentini impegnati a difendere la democrazia contro il neoliberismo e a costruire un blocco politico-sociale contro la direzione capitalista presa dal macrismo. Cambiare non sarà un compito facile. Si tratta di una sfida ardua perché significa mettere in discussione un modello produttivo imperante da decenni, anche in epoca kirchnerista, che va dalla monocoltura della soia imposta dalle multinazionali straniere all’estrazione mineraria a cielo aperto, passando per l’edificazione delle centrali idroelettriche e, più in generale, per una depredazione dei beni comuni di un paese che ha svenduto, soprattutto sotto Macri, la propria sovranità territoriale al grande capitale straniero. Il deficit commerciale di cui ha sofferto l’Argentina in epoca menemista, approfonditosi poi alla fine degli anni Novanta e superato grazie a Néstor Kichner e Cristina Fernández, rischia di tornare di nuovo nel paese. Il tasso di povertà è cresciuto dal 5,3% di fine 2015 al 6,3% dello scorso marzo, con passaggio nella fascia sociale degli indigenti di almeno 350.000 persone, mentre oltre 7 milioni di argentini non posso permettersi cure sanitarie e hanno difficoltà nell’acquistare quotidianamente generi alimentari.

      Il menemacrismo sta mettendo in ginocchio un paese che era uscito a testa alta dallo scontro con Banca mondiale e Fondo monetario internazionale, anche se pagando un prezzo molto alto a livello economico. Adesso siamo tornati al punto di partenza: da qui potrebbe nascere un nuovo ciclo di lotte sociali che all’inizio del nuovo secolo ebbero un ruolo di primo piano nel far cadere cinque presidenti in poco più di un mese.

      Note: Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
      Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

    1. Senna 26 novembre 2023

      Incredibile che l'avvocato Fusillo sostenga questo buffone, "combatterebbe le élite", che il pubblico torni al privati? Ma che minchiata è questa??!! Quando mai strade e autostrade, trasporti pubblici, sanità, energia, finanza etc erano di privati e sono stati "rubati" dallo stato?? Ci fosse una cosiddetta privatizzazione che fosse finita bene per il popolo!!! Per queste critiche l'avvocato Fusillo mi ha buttato fuori dal suo canale telegram, incredibile censura come il merdstream!!

    1. mingo 25 novembre 2023

      Beh devo ammettere che sono d'accordo con l'autore non ce motivo di preoccuparsi della cosa Milei o viene ridimensionato in stile 5S o lo fanno fuori semplice .
      E vorrei aggiungere che il succo è questo:
      Chi è causa del suo male pianga se stesso.

    1. BrunoWald 25 novembre 2023

      L'avvocato Fusillo, presidente del Movimento Libertario che a suo tempo si schierò contro la dittatura sanitaria, ha grande stima di Milei che considera un anarchico libertario, e perciò assolutamente antitetico alla destra come alla sinistra, caratterizzate entrambe dalla smania di controllare la società e la vita dei cittadini

      Fusillo considera gli stati delle organizzazioni criminali, legittimate dall'ingenua credenza delle loro vittime che "lo stato siamo noi": a questo punto, sarebbe arduo smentire tali affermazioni. È anche vero che l'ordine esistente è tutt'altro che "liberale", trattandosi di un regime oligarchico governato da mafie organizzate, non certo dalla "mano invisibile del mercato"...

      Ma appunto per questo Milei è indifendibile: per quanto corrotte, inutili e oppressive siano le burocrazie statali, non ha alcun senso affidare tutto all'iniziativa privata finché le suddette mafie continuano ad esistere, e uno che si dichiara alleato di americani e sionisti dimostra di stare dalla parte dei grandi architetti del sistema mafioso.

    2. Luca VFR 29 novembre 2023

      L'Occidente ormai vive di sogni più o meno lisergici e questo Milei è l'unltimo sogno, o meglio, incubo.

    1. ws 25 novembre 2023

      Le tribolazioni di entrambi i Paesi, lungi dall’essere il risultato di una necessità oggettiva, sono il risultato, evitabile, di scelte insensate fatte congiuntamente dalle élite al potere e dai loro sudditi altrettanto irresponsabili.

      L'Italia invece ...
      tutti i miei conoscenti credevano ( e i più ancora credono!) ne "l'euro che ci ha salvati".😠

    1. BrunoWald 25 novembre 2023

      Milei ha ottenuto il 55% dei voti utili, ma solo circa il 40% degli aventi diritto; Massa ha raccolto il 30% e rotti, ma i non votanti + schede nulle ecc. sono intorno al 25%: un quarto degli argentini che non credono più nel sistema o, perlomeno, nella logica del male minore. Non è poco.

      Circa un terzo hanno votato per la mafia peronista perché evidentemente traggono un qualche beneficio dal sistema, mentre il 40% ha preferito il salto nel buio alla continuità con l'insopportabile presente. La conclusione da trarne è evidente: la "democrazia", tanto cara a molti utenti di CDC, è un sistema perverso in cui la minoranza più consapevole, informata e anticonformista, viene sistematicamente sopraffatta dalla massa dei pecoroni attaccati alla tv, e dunque schiavi dell'elite.

      Ed è inutile spaccare il capello in quattro: questa è la Democrazia Reale, l'unica esistente.

    2. absitiniuriaverbis 25 novembre 2023

      E se invece di 'viene sopraffatta' fosse 'si lascia sopraffare'? Questa è una domanda che ricorre quando si parla di astensionismo in genere.
      Il punto è che le voci anti sistema sono oscurate ed avversate mentre i partiti che giocano il gioco sono irrilevanti ai fini del risultato finale, almeno nella colonia Italia.
      Ed infine, giocare sapendo che al tavolo c'è un baro e che il banco vince sempre è sconsolante, desolante ed inutile.

      Si dice e si scrive che gli arabi non riescono a fare fronte comune. Lo stesso avviene per gli antisistema. Senza contare che la possibilità che vincano è risibile e senza contare che, una volta nella stanza dei bottoni, si scopra invariabilmente che i bottoni sono altrove.

      Democrazia irreale, direi.

    3. BrunoWald 25 novembre 2023

      Senza dubbio, la minoranza consapevole si lascia sopraffare perché a differenza di quegli altri non è organizzata. E non lo è, in parte, proprio in virtù della sua consapevolezza, che permette di intuire la mancanza di senso di quasi tutte le avventure politiche concepibili.

      In ogni caso, dovrebbe esistere un corpo sociale in ascesa, discretamente omogeneo, dotato di mezzi, quadri, idee chiare circa ciò che si vuole raggiungere, e come raggiungerlo. Come ben sappiamo, nulla di tutto questo si osserva neppure in lontananza.

      Siamo sostanzialmente individui isolati che contemplano la fine di un mondo; i più intraprendenti di noi si organizzano per sopravvivergli o, comunque, per difendere con ogni mezzo il proprio spazio di libertà personale: fisica, e di coscienza.

      Stiamo entrando in una fase storica veramente epocale, in cui cadranno molte illusioni e utopie, ed ognuno dovrà farsi responsabile di se stesso.

    4. logos 26 novembre 2023

      Fanno mettere ad altri (maggioranza relativa) la firma sui loro misfatti ed omicidi atti a preservare la "loro" (esclusiva) posizione di vantaggio. Dunque democrazia sta a questo sistema politico quanto hvaccihno sta a quel trattamento medico militare che hanno surrettiziamente imposto di recente con la scusa dell'unica via possibile. Nel mondo "Reale" (non dei re), tutto ciò è ovvio quanto inutile. A chi non è predisposto alla schiavitù essa non può essere imposta. Vi è una sola via differente dall'adattamento. Ai più della cosiddetta "area del dissenso" tale via non piace essendo "posizionata" troppo oltre ciò che sono disposti a sacrificare. Il resto sono chiacchiere. Quando si arriverà al dunque tutto sarà ampiamente prevedibile, nonché previsto. Come sempre storicamente accaduto. Non mi aspetto niente di diverso dalla società "resiliente" ed "inclusiva". Si riconoscono dal naso rosso. Basta osservare e schivare e forse si può sopravvivere come un leone al circo. Personalmente sono spacciato. Non ho, ad oggi, la forza di lasciare indietro nessuno e poi dormire sonni tranquilli. Dunque se (quando) si arriverà al dunque quasi certamente verrò spezzato. l.

    1. berlioz 25 novembre 2023

      magnifica e luccicante bicicletta, questo milei!
      gli avventurosi pamperos ci sono montati al volo, con entusiasmo... adesso, argentini miei, nipotini del povero borges e molto più ciechi di lui: pedalare!

    2. Ricciardo 25 novembre 2023

      aggiungo a Borges, Cortazar ed Evaristo Carriego.

    1. Moderatore 25 novembre 2023

      Devo intervenire ulteriormente per chiederle di rivedere gli epiteti utilizzati.
      Forse non sono stato chiaro abbastanza.
      Nel caso mi dica come posso migliorare, sono disponibile.

    2. Roberto Rey 25 novembre 2023

      Volgarità simili nei confronti dell'altra parte non mi pare se ne scrivano. E' questa la differenza tra il governo e l'opposizione, tra i normali e gli psicodepressi.

    3. alessandroparenti 26 novembre 2023

      Ne avrei, io, di volgarità per definire l'altra parte! Nessuno con un po' di cervello dovrebbe inveire contro una parte sola.

    1. Cachafaz 25 novembre 2023

      Ma guarda, che Marx non era ancora nato, e gia' si formulavano questi pensieri. I migliori pensatori del 1700, agli albori del capitalismo(in Inghilterra) gia'avevano capito che pescecane grande mangia pescecane piccolo, e non avrebbe funzionato.. Ci sono voluti 350-400 anni, ma ci siamo. Per quanto riguarda il comunismo, be', la fai un po' facile. Prima va deciso se deve essere tutto pubblico (purtroppo non ha funzionato), e poi nel caso no, come si devono rapportare i lavoratori con la fabbrica, il posto di lavoro. Il comunismo migliore e' stato il fascismo, parlo delle idee. Poi non applicate,. Mi riferisco ai cosiddetti fascisti di sinistra(minoritari), la partecipazione dei lavoratori agli utili ed alle decisioni delle imprese. Idee che erano completamente all'opposto degli altri esponenti fascisti, d'accordo con i massoni/ industriali ecc.

    2. Luca VFR 30 novembre 2023

      Da che mondo è mondo il pescecane grande mangia il pescecane piccolo. E sarà così fino alla fine dei tempi.

    1. Jimbo 25 novembre 2023

      Trovo sempre molto interessanti gli articoli e le interviste su Paesi molto distanti (non è certo lontana la Grecia, ma bellissimi i resoconti che venivano pubblicati costantemente) anche per capire meglio le differenze con il nostro mondo.
      L'America Latina ad esempio è un continente inesplorato dalla comunicazione: Pelè e Pinochet e poco di più.
      In questo articolo manca un pò di storia, il confronto con gli altri stati confinanti e i reali motivi per cui hanno votato in massa per un neoliberista al fulmicotone.

    2. Martin 25 novembre 2023

      Per esempio perche' in Uruguay, Paese molto simile all' Argentina, stanno infinitamente meglio sotto ogni profilo.....la risposta e' semplice: perche' non sono argentini e non sono peronisti.

    3. Jimbo 25 novembre 2023

      Ecco.. sí, mi piacerebbe qualche confronto sia attuale che storico tra due Paesi limitrofi.
      Capisco che sia difficile con un articolo o un'intervista farlo, però per "vivere" una situazione così distante necessità addentrarsi maggiormente sulla questione.
      E lo si può fare (quasi) solo col confronto.
      Anzi ... visto che ci sono ... propongo alla Redazione soprattutto per la situazione latino-americana un articolo o pìù dove si possano confrontare Paesi differenti.

    4. Cachafaz 25 novembre 2023

      Semplice, gli uruguagi non hanno avuto un Menem, cosi' come gli argentini dopo non hanno avuto un Putin, associando Boris ELtsin a Menem. Qui la storia argentina articolo di parecchi anni fa (era presidente della rivista, tale Giulio Andreotti)
      https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwiuqNyR89-CAxX5Q_EDHc2pBVIQFnoECBQQAQ&url=http%3A%2F%2Fwww.30giorni.it%2Farticoli_id_382_l1.htm&usg=AOvVaw221boegn3nyBgkqC6lj7FG&opi=89978449

    5. Jimbo 25 novembre 2023

      Grazie, domani lo leggo sicuramente.
      Il confronto con l'Uruguay non credo invece sia una questione semplice.
      Hanno avuto una dittatura per 50 anni e molti di questi anni i militari che sparavano per le strade.
      Criminali di stato come Bordaberry.
      Dall'altra parte i Tupamaros.
      L'America Latina per noi italiani, europei, uccidentali, è un buco nero.
      Ma proprio Nero.

    6. Martin 26 novembre 2023

      L'Uruguay e' un Paese ormai infinitamente piu avanzato dell' Argentina, sotto ogni profilo, nonostante sia geograficamente molto simile. E' che non hanno avuto i Peronisti.

    1. uomospeciale 25 novembre 2023

      Destra?
      Perché questi al governo ti sembrano di destra?
      Questi qua non sanno manco dove sta di casa la vera destra.
      Magari fosse la vera destra legalitaria, sovranista e seria.
      L'italia ne avrebbe un gran bisogno.
      Ormai le destre europee sono più di sinistra, terzomondialiste e globaliste dei democratici di 20/30 anni fa.
      Tanto per capirci, i democratici USA hanno politiche molto più di destra delle nostre cosiddette " estreme destre".
      Quanto ai repubblicani sempre in USA, sono talmente di destra che farebbero sembrare i nazisti delle mammolette*

      *Se c'è un problema sparagli.
      Se c'è ancora, sparagli di nuovo.🤣

    2. mago 25 novembre 2023

      fa comodo avere una pseudo destra da combattere e lo fanno dagli anni 45.

    3. Nonso 25 novembre 2023

      Altrimenti CAMBIA STRADA

    1. TorreNera 25 novembre 2023

      Un popolo che è riuscito ad elevare al pari di Gesù Cristo un calciatore ed una arrampicatrice sociale non poteva fare che una simile scelta.
      Neanche mezza lacrima!

    2. alessandroparenti 27 novembre 2023

      Maradona era sicuramente più vicino a Gesù Cristo di gente come Draghi. E comunque sono stati i Napoletani a elevarlo.

    1. sarah 25 novembre 2023

      Va detto che anche ciò che teorizzò il "grande marx" finì per sfociare in una dittatura, se ci mettiamo d'accordo su ciò che significa dittatura. L' obbrobrio che vediamo oggi non può annebbiare il giudizio oppure siamo pronti ad affermare che l'elite intellettuale ebraica da cui proveniva il "grande marx" era davvero il substrato adatto a rappresentare gli interessi dei più deboli? Magari dei russi? Lei dice "non è che i governi della pseudo sinistra siano da meno..." E le pare di dire poco? Mi viene in mente l'Olanda: qui il "progressismo" ha appena minacciato di espropriare terreni e abbattere bestiame attaccando direttamente l'economia del paese. Cosa dovevano fare? Premiarli votando un rampollo nostalgico del "grande marx" ? Solo a parole, poi, perché costoro si dimostrano i più zelanti nell' implementare la politica folle che genera l' obbrobrio di cui lei parla. Il voto a destra è sì un segno dei tempi, una risposta seppur maldestra e insufficiente allo scenario che ci tiene sotto assedio. Per molti è solo la vaga speranza di poter conservare un accettabile contatto con la realtà, che oggi ci è negato.

    2. Jimbo 25 novembre 2023

      Posso capire i motivi per cui gli insoddisfatti si buttino a destra ma è un rimescolare nel torbido: o cambia completamente il sistema oppure resta lo schema attuale con qualche piccola modifica.
      Anche con la destra.

    3. absitiniuriaverbis 25 novembre 2023

      Scrivi 'che si innesca per combattere le ingiustizie e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo'..
      Ecco, come scrivi il problema non è la formula ma l'umano.

      E se per educare l'umano si deve ricorrere ad una forma di dittatura, ed anche piuttosto feroce, vista la situazione, hai chiuso il cerchio.
      Sono tutte dittature mascherate e, secondo me, non esistono dittature giuste. Al pari delle guerre.

    4. Martin 26 novembre 2023

      Il capitalismo odierno, con l'immensa macchina del welfare ossia dello Stato assistenziale, ha quasi nulla a che vedere con il capitalismo liberista ottocentesco di Marx, quando non esisteva ne' welfare ne' imprese pubbliche ne' assistenza sociale e ne' pensioni

    1. Arthur 25 novembre 2023

      Mah, io aspetterei prima di criticare.
      Meglio non trarre conclusioni affrettate.
      Inoltre occorre tener conto del fatto che tra un anno negli USA si voterà e non è detto che l'attuale gente al potere vinca le elezioni, anzi è improbabile, dato che assai verosimilmente i brogli non saranno sufficienti.
      Poi chissà, gli USA sono quello che sono, quindi non mi stupisco più di nulla.
      E non è da escludere che gli USA facciano in modo che le cose in Argentina vadano meglio di quanto si possa immaginare proprio per restituire al dollaro la credibilità che ha perso, credibilità che anche gli USA ormai non hanno più come nazione (tipica fine di un bullo).
      Ad ogni modo io credo che alla fin fine in Argentina saranno introdotte alcune riforme (tra cui abbassamento delle tasse) ma non ci sarà nulla di eclatante.
      Semplicemente la sinistra tassaiola, statalista, woke e green sta uscendo di scena dappertutto: Italia, Svezia, Olanda, Argentina.
      La prossima sarà la Francia.
      La Spagna e la Germania sono all'ultimo rigurgito vomitevole.

    2. uomospeciale 25 novembre 2023

      Si si, vedrai che gran futuro...
      Puoi cambiare un governo, ma non un intero popolo.

    3. Martin 25 novembre 2023

      Gli USA non c'entrano meno di nulla con le elezioni argentine e la vittoria di Milei, e non hanno la minima intenzione di caricarsi sulle spalle un Paese fallito e scarsamente rilevante come l' Argentina.
      Nessuno vuole avere a che fare con quel Paese: ne' le banche internazionali e ne' la maggior parte degli investitori, che nell' ultimo decennio e' letteralmente scappata liquidando tutto.
      E' un Paese integralmente fallito, come attestato da tutti gli indicatori economici e sociali, che fanno letteralmente paura. Mi limito solo a uno: su 45 milioni di persone, solo 9 milioni lavorano e pagano le tasse regolarmente.
      Se un Paese 9 volte l'Italia, stracolmo di risorse agricole, minerarie e energetiche, e con solo 45 milioni di persone, affoga nella poverta' di massa, la colpa non puo' che essere al 100% sua.

    4. Bertozzi 25 novembre 2023

      Grande, qui ti superi: può pure essere che non sia così male abbandonare la propria moneta sovrana per il dollaro, top, la tua propaganda destrorsa di più non può fare; e poi insomma il tizio qui è di destra per cui buono a prescindere e se si dimostrerà un criminale vorrà dire che in realtà era uno di sinistra mascherato da uno di destra.
      E pensare che quelli come te ste campagne le fanno gratis, infarcendo nel contempo in loro scritti con le parole "utili idioti" ....ma nonostante tutto non riescono a unire i puntini e fare due più due.

    5. Cachafaz 25 novembre 2023

      Delle 2 l'una. Se un paese e' 9 volte l'italia e stracolmo di risorse , non e' un paese scarsamente rilevante. I cinesi sarebbero dei polli ad aver prestato 7 miliardi; e ancor piu' il fmi che e' a 45 o 43 miliardi se non ricordo male.

    6. Martin 26 novembre 2023

      Resta scarsamente rilevante a livello geopolitico

    7. Cachafaz 26 novembre 2023

      'Nsomma...se si riprende, con la sua produzione agricola, 8 miliardi di persone...

    8. Martin 26 novembre 2023

      Ma guarda che durante la WW2 l' Argentina ha incassato miliardi in export alimentare, e dopo sono riusciti a mangiarseli tutti senza sviluppare il Paese. Idem per il commodity boom della prima decade del 2000, gli sono entrati miliardi e se li sono sputtanati tutti.

    9. logos 26 novembre 2023

      È un piacere rileggerti bertoz. l.

    10. Bertozzi 26 novembre 2023

      Grazie mille Logos, ben ritrovato.

    1. Nestor Halak 25 novembre 2023

      Ho un vicino argentino che il giorno del ballottaggio era a pranzo da me. Lamentava che nonostante le attuali deplorevoli condizioni economiche del paese, il candidato "governativo" fosse in vantaggio e parteggiava chiaramente per il "nuovo", cioè Milei.
      Io che non avevo seguito affatto la situazione argentina, non sapevo cosa dire in proposito, ma non appena mi ha spiegato che il nuovo capataz predicava la sostituzione del peso col dollaro, ho capito immediatamente tutto.
      Peccato che gli argentini siano un poco più lenti. O forse sono più veloci gli scrutatori, magari pagati dall'estero.

    2. SDL 25 novembre 2023

      Sono ignoranti, come la maggior parte di noi che ancora non ha capito che avere una valuta di cui non sei sovrano e per di più forte e’ un suicidio. Ma non avevano sperimentato gia in passato la parità con il dollaro?
      ah ma forse gli usa gli permetteranno di stampare i dollari USA.

    3. Martin 25 novembre 2023

      E l'esatto contrario, ossia stampare moneta per 20 anni per coprire spese insostenibili, rubare a man bassa, indebitarsi e poi non ripagare il debito con il record mondiale di 3 defaults in 20 anni, invece, va bene, vero?

      Tanto basta accusare il capitalismo internazionale per farla franca - per i polli che ci cascano.................

    4. Martin 25 novembre 2023

      Nestor, con tutto il rispetto ma ti garantisco che non hai "capito tutto", semplicemente perche' come quasi tutti gli Europei, non hai la piu' remota idea delle condizioni alle quali il peronismo ha ridotto l'Argentina.

    5. Cachafaz 25 novembre 2023

      Dominion?

    6. Nestor Halak 25 novembre 2023

      E' giusto, facevo un pò lo sbruffone, non ho capito tutto.
      Ho capito solo chi è il candidato e gli interessi che rappresenta.

    7. Nonso 25 novembre 2023

      Non hai la più remota remora a renderti ridicolo

    8. Moderatore 25 novembre 2023

      Sarei d'accordo con lei se opinasse che siano in circolazione commenti (che sono già stati oggetto di moderazione).molto più pesanti di quello da lei utilizzato
      Il punto che le chiedo cortesemente di considerare è che lei muove un appunto diretto alla persona mente l'oggetto dei commenti deve essere diretto alle idee.
      Se poi volesse, potrebbe contribuire meglio spiegando perché le idee sono da lei giudicate ridicole.

      A rileggerla e grazie dell'attenzione.

    9. Nonso 25 novembre 2023

      Stavo stuzzicando Martin per provocare una sua reazione, usando come scusa l'abuso che fa dei termini "remoto" e "remota" in un buon 77% degli interventi.

      Non mi pare che il moderatore sia intervenuto nei suoi riguardi quando ha saputo offendermi con insulti gratuiti, ma apprezzo l'attenzione che mi riserva.

      A rieleggermi e grazie a lei

    10. Moderatore 25 novembre 2023

      Capisco, il fatto è che l'intervento della moderazione è piuttosto recente (poche settimane) e non agisce sulla storia pregressa.
      Grazie dell'attenzione.

    11. Nonso 25 novembre 2023

      Nessun problema, amo la sincerità.

      E' un piacere prestare attenzione

    12. oriundo2006 25 novembre 2023

      Possibile che non ci fossero dei grossi e forti 'roditori' interni od esterni a cui facesse gola il ricco bottino ? Possibile che Menem non sia stato 'consigliato' da qualcuno ? Ripeto quanto ho letto: tutto il sudamerica è in mano alle logge, specie nordamericane ( addirittura si parlava di Cuba come della sinistra in generale, compreso Venezuela e Brasile ).
      Voi parlate della facciata, va bene, ok tutti ladri, farabutti, fancazzisti eccetera eccetera.
      Mi fa specie perchè generalmente gli italiani sono tra i popoli più laboriosi del mondo e sono la metà degli argentini, una delle terre più ricche al mondo. Ma sono poco furbi a livello politico.
      Facilmente si fanno sedurre da avventurieri senza ritegno guidati da poteri-ombra ben addentro alle secrete stanze.
      Gli unici che hanno tentato di cambiare davvero le cose giacciono nel Mar della Plata. Poveri esseri mandati allo sbaraglio e perfidamente assassinati da chi allora benedisse gli aguzzini in totale complicità.
      Probabilmente occorre partire da lì per spiegare la situazione attuale ed il compromesso storico fra masse e potere: voi state buoni e vi diamo il grasso che cola.
      Se c'è...e se non c'è ce lo inventiamo.
      Adesso questo compromesso è giunto al termine, occorre fare riforme decise verso una razionalizzazione della spesa pubblica, dell' intervento dello stato in economia, dei rapporti tra elites e popolazione, della ristrutturazione del sistema-paese in chiave produttivista-finanziaria agganciandolo a quell' occidente che sta perdendo, anzi ha già perso, la sua ragion d'essere autonoma. Un occidente eterodiretto in cui la 'democrazia' che esce dalle urne costituisce la sua incinerazione definitiva.
      Milei è solo un front man: dietro lui i Chicago Boys con la kippah, avendo costoro sostituito il vaticano in america latina come guide della ristrutturazione della società. La nuova forma sostituisce la vecchia.
      E' avvenuto anche da noi, non credete ?
      Dubito che gli argentini come la più parte degli italiani ne sia davvero consapevole.

    13. ws 25 novembre 2023

      Ma la "borghesia" argentina ogni volta aveva già "dollarizzato" per tempo per "conto suo"...
      Perché un paese RICCO di risorse che fallisce ogni ventanni ha ALMENO uno di questi problemi:
      1) i "poveri" sono un branco di fanulloni.
      2) i "ricchi" , oltre che fanulloni, sono anche un branco di ladri che portano tutto all' estero.

    14. Cachafaz 25 novembre 2023

      In realta' gia' prima di Menem, gia' la giunta golpista, aveva cominciato ad attuare politiche neo liberiste. Dal 1975.,

    15. Martin 26 novembre 2023

      A parte che sono falliti o andati in default 3 volte in 20 anni - caso unico al mondo - in Argentina valgono entrambi i casi. Ma non sono solo i ricchi che portano tutto all'estero o cambiano i pesos in dollari.

    16. Martin 26 novembre 2023

      Falso al 100% i militari argentini a livello economico non hanno fatto proprio nulla, sono pienamente rimasti nel solco del peronismo.

    17. Cachafaz 26 novembre 2023

      Traggo da un articolo...

      Ma non è solo questo. Le grandi multinazionali apparivano preoccupate per l’ascesa di movimenti popolari che spingevano i partiti – socialisti o populisti (come quello di Peron) a promuovere azioni statali in economia. Tra i sessanta e i settanta la cultura latinoamericana appariva in grande fermento: le poesie di Pablo Neruda e i romanzi di Gabriel Garcia Marquez, le musiche di Victor Jara e Intillimani, gli articoli di Galeano e Walsh; la teologia della liberazione[2] e molte altre sfaccettature artistiche e culturali.
      Dall’altra parte Friedman e i suoi seguaci cercavano ancora un banco di prova dopo il disastro del Cile (disastro economico incredibilmente sottaciuto, sparito dalle analisi degli esperti). La colpa del disastro, secondo i guru del neoliberismo agli albori, era il troppo inquinamento “statale”. In altre parole privatizzazioni, liberalizzazioni e tagli alla spesa sociale dovevano essere più radicali. Molto più radicali.
      L’Argentina offrì questa occasione. La giunta militare aveva abbastanza coraggio per realizzare lo shock necessario per fare tabula rasa del sistema peronista di ingerenza statale e riscrivere le regole – sia economiche che sociali.
      “La gente era in prigione perché i prezzi potessero essere liberi” scrisse Edoardo Galeano.
      Esattamente come in Cile, in Brasile, in Uruguay e molti altri paesi a sud degli Stati Uniti, le violenze e le torture si accompagnarono a politiche economiche ultraliberiste.

    18. Cachafaz 26 novembre 2023

      Qui wikipedia...

      La politica economica https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4e/Videla_and_James_Carter.jpg
      Jorge Rafael Videla (a sinistra in abiti civili) con il presidente statunitense Jimmy Carter (a destra) nel 1977
      La politica economica del regime di Videla fu neoliberista come quella del vicino Cile, ma a differenza che in questo (dove si rivelò fruttuoso per le aziende private, grazie agli aiuti americani), si rivelò totalmente fallimentare. Alcuni generali sostenevano un sistema corporativo, ma furono messi in minoranza. Gli Stati Uniti, che avevano appoggiato le dittature nell'Operazione Condor, nella speranza che eliminassero il comunismo dal Sudamerica, e finanziato il governo Pinochet in cambio di un alleggerimento della repressione, tolsero ogni appoggio e aiuto a Videla dopo il 1977: quando Henry Kissinger, regista esterno dei vari golpe, lasciò la segreteria di Stato che aveva ricoperto sotto Nixon e Ford, il nuovo presidente Jimmy Carter, dopo un incontro col dittatore, tolse ogni sostegno al regime.[25][31] Senza il capitale straniero, l'Argentina collassò lentamente.
      José Alfredo Martínez de Hoz guidò l'economia durante tutta la presidenza di Videla. Sebbene poi abbia cercato di dissociarsi dagli aspetti repressivi del regime, egli sostenne che questi furono necessari per evitare ogni possibile resistenza alle sue misure economiche, basate sull'apertura al mercato e sullo smantellamento della previgente legislazione in materia di lavoro, che tentarono di riprodurre e rivaleggiare con la legislazione promossa da José Piñera nel regime pinochetista cileno. Uno dei risultati di tali politiche, nonostante i tagli alla spesa pubblica, fu che il valore nominale del debito estero aumentò di quattro volte, contribuendo al crollo delle imprese e di conseguenza anche dello Stato che pure era alleggerito del welfare. Nel periodo post-dittatura, la continuazione di tali politiche fino a quasi l'anno 2000, favorì l'inflazione altissima, culminata nel fallimento dell'Argentina durante la crisi economica successiva.

    19. Martin 26 novembre 2023

      Mi domando perche' non si rispettino i fatti. La giunta militare argentina fece un golpe inizialmente "soft" (dopo lo scandalo della violenza del golpe cileno) dopo 6 anni di violenze inenarrabili da parte di due eserciti terroristi, l' Erp (trozkista) e i Montoneros, di circa 15.000 persone in totale. Puoi consultare l'elenco interminabile di bombe, assassini e sequestri su Wikipedia, in spagnolo e in inglese. I militari si dedicarono esclusivamente a torturare ed ammazzare i terroristi, per un totale di 10.000 morti, riconosciuti dallo stesso Videla e coincidenti con le domande di risarcimento con Alfonsin. Ed ovviamente lo fecero in modo estremamente violento e indiscriminato.
      A differenza di Pinochet, che riformo' l'economia cilena con uno shock liberista e riforme di medio e lungo termine -che in ogni caso sul medio termine diedero risultati positivi - i militari argentini a livello economico non riformarono proprio niente: la struttura dell'economia argentina ed il preponderante peso della mano pubblica e dei sindacati furono lasciati assolutamente inalterati. Infatti per cercare di raccattare un po' di consenso, i militari fecero la spaventosa cazzata di invadere le Falklands: e tanto per capire di che Paese e di che popolo si tratta, nonostante 6 anni di dittatura, migliaia di desaparecidos ed una crisi economica permanente, tutte le piazza argentine si riempirono di folle festanti, e non solo i sindacati ma perfino i montoneros appoggiarono la guerra.
      Le cose furono molto peggiori di quello che si dice. Il progetto iniziale dei miitari era solo di fare una occupazione simbolica e poi di procedere ad un negoziato con la GB. Solo DOPO che videro le folle festanti in tutto il Paese i militari decisero di procedere alla vera e propria invasione militare.
      L'ulteriore prova di cio' sta nella scelta dei tempi dell'azione militare: se avessero atteso solo qualche mese in piu', la GB non avrebbe potuto inviare la flotta, per via delle notorie tempeste e mareggiate invernali nell' oceano atlantico.

    20. Martin 26 novembre 2023

      Bisogna conoscere la storia e la struttura di un Paese prima di applicargli gratuitamente postulati ideologici. Tanto per cominciare, le ricerche scientifiche genetiche rese possibili dall'isolamento del genoma umano nel 2003 - data storica costantemente ignorata per varie ragioni - hanno portato a risultati scientifici inoppugnabili e parimenti ignorati, anche per quanto concerne il nostro Paese.
      Nel caso dell' Argentina, e' emerso ormai inequivocabilmente che la composizione del genoma argentino e' la seguente: 35% circa iberico o spagnolo, 35% circa indio, 20% italiano e 5-10% africano. Quindi la componente italiana e' rilevante ma non maggioritaria, neanche un po'.

      Quanto ai morti nel Mar del Plata, spiacente ma sono perlopiu' di terroristi dell' Erp e dei Montoneros, che prima del golpe erano oltre 15.000. Non si tratta di eroi, ma di gente che dal 1969 al 1976 ha disseminato il Paese di morti. Quando sono arrivati i macellai militari, il macello era' gia' in corso da 6-7 anni.
      Ed infine chi ha distrutto il Paese sono stati i peronisti, che hanno occupato Stato, enti pubblici e media, proteggendo una industria iperprotetta che aumenta i prezzi come gli pare, stampando moneta a piu' non posso e conducendo il Paese a poverta' e iperinflazione.

    21. Cachafaz 26 novembre 2023

      Martin, abbi pazienza: io ho postato 2 articoli, di cui 1 wikipedia, entrambi scrivono e dicono come, hanno attuato provvedimenti neo liberisti (la giunta, dal 1975). Ma ne posso trovare altri di articoli. E tu mi dici perche' non si rispettano i fatti? Ma posta tu qualche articolo minimo autorevole che sostiene la tua tesi. Come quella che Menem non e' stato neo liberista. Altro che tu lo dici. CI sono 1000 giornali che lo scrivono...comunque tornando alla giunta, in 4 anni di governo con i provvedimenti neo liberisti (leggere l'articolo) quadruplico' il debito estero. Poi arrivo Menem che fece quel che fece, svendette ad 1/100 e quei pochi soldi pure sparirono, qualcuno se li rubo'. AQuindi noin mi sembra proprio che la colpa sia dei cosiddetti peronisti, che magari non saranno delle aqiule, ma lo sfacelo lo hanno sempre trovato.

    22. Cachafaz 26 novembre 2023

      Gli argentini come composizione sono sempre gli stessi di 100 anni fa quando erano per pil pro capite, la terza potenza mondiale, erano al terzo posto dop Usa e Giapponese, per il possesso delle radio alla fine degli anni 30. E' evidente che qualcuno li ha disturbati..qualcosa da fuori. Esattamente l'ascesa del sistema neo liberista predatorio Usa! E non puoi fargli colpa, sul fatto che lavorano solo 9 milioni su 45. Succede perche' hanno distrutto lo stato, come del resto e' capitato in Italia. Solo che noi abbiamo una micro imprenditoria, che non e' facile da eliminare anche se soprattutto i tedeschi e francesi ci stanno provando continuamente.,

    23. Martin 26 novembre 2023

      Guarda che Wikipedia va notoriamente presa molto con le pinze, e gli articoli bisogna vedere chi li scrive.
      E' innegabile che Pinochet, per esempio, ha effettivamente avviato un programma liberista, come e' innegabile che il Cile e' stato il primo Paese in AL per crescita e riduzione della poverta' nell'ultimo trentennio, come attestato da tutte le statistiche. Quelle riforme in Cile hanno funzionato eccome, e questo non significa essere fan di Pinochet, significa solo riconoscere i fatti.
      I militari argentini a livello economico e di riforme hanno fatto poco o niente, hanno lasciato la baracca statalizzata peronista inalterata.

      Quanto a Menem, ha fatto le privatizzazioni all'argentina, ossia svendendo agli amici, e poi con Domingo Cavallo introdusse la parita' forzata dollaro-pesos. Per farla breve e semplice, all'inizio la ricetta funziono' con una drastica riduzione dell'inflazione, ma il risultato fu una economia totalmente drogata in cui tutti importavano e viaggiavano all'estero, quando come ovvio mancavano le risorse e le riserve per finanziare un simile standard. Fino a quando appunto il sistema crollo' nel 2001, perche' fu evidente a chiunque che il cambio fisso stava per esplodere per mancanza assoluta di riserve: cosi' finisce quando un Paese per anni vive di gran lunga al di sopra delle sue possibilità.
      Nota che preclusero l'accesso ai depositi bancari per oltre un anno, e quando divennero accessibili la gente si trovo' con l'equivalente del 5-10% del valore originario. Milioni di argentini persero tutti i loro risparmi.
      Dimmmi tu se in un Paese del genere non e' sensato ridurre in tutti i modi il peso ed il potere della classe politica....

      Prima con la parita' drogata dollaro-peso, poi con gli ultimi due decenni di stampa e stampa, siamo sempre alle solite: gli Argentini pretendono di vivere al di sopra delle loro possibilità, che in realtà sono molto ridotte, dato che esportano solo materie prime e pressoche' NULLA che abbia valore aggiunto. La prima voce export del Brasile sono gli aerei Embraer, ed anche il Messico ha grosse esportazioni di valore aggiunto.

    24. Martin 26 novembre 2023

      Non hanno distrutto proprio niente, Stato enti pubblici e sindacati sono onnipresenti.
      I miliardi entrati durante la WW2 se li sono mangiati tutti, idem i miliardi entrati all'inizio del millennio con il commodity boom.
      Dare soldi agli Argentini è come darli ad un adolescente, se li sputtana tutti in breve tempo.

    25. SDL 28 novembre 2023

      No sicuramente non e' bene. La moneta e' come un bene che produci, deve essere tuo appetibile e di valore. Vedi gli USA, ne stampano a miliardi, e' (era) una moneta appetibile perché gli altri sono "costretti".

    1. Martin 25 novembre 2023

      Un altro che non ha la piu' remota idea e conoscenza dell' Argentina

    2. Nonso 25 novembre 2023

      Questo utilizzo del remoto/remota ti provoca orgasmi?

    3. Cachafaz 25 novembre 2023

      Il babbo di Milei, Menem, svendette i beni pubblici argentini agli americani procurando 60 miliardi di dollari di perdite per lo stato argentino!(60 miliardi di allora); svendette la soc. petrolifera ad 1/100 del suo valore di mercato (perizia a cura della Rosfnet russa); peggio ancora, lego' il peso al dollaro per i cui effetti nefasti fu coniata la teoria economica de il ciclo di frenkel; e per tutto questo disastro, che non si sono mai ripresi perche' sono caduti nelle grinfie degli americani (l'usuraio fmi), secondo lui e' colpa dei peronisti! Lo dice ma non lo spiega ; deve essere un atto di fede: credere a Martin, parola sua.-

    4. Martin 25 novembre 2023

      E' tanto ignorante o tanto disonesto parlare di Menem come de "il babbo" di Milei. Il farabutto corrotto Menem e' stato il capo, il candidato ed il Presidente del partito peronista per due mandati, ed e' uno dei tanti responsabili della rovina di quel Paese. Secondo, quel Paese lo conosco, dato che ho avuto la disgrazia di lavorarci per alcuni anni e di averlo visitato per lavoro altre due volte in diversi periodi. Il peronismo lo ha letteralmente distrutto, come dimostrato da inflazione al 140%, poverta' e disoccupazione rampanti. Il resto sono chiacchiere.

    5. Cachafaz 25 novembre 2023

      Ah, meno male, Menem farabutto corrotto uno dei responsabili della rovina del paese. E quindi non ha attuato una politica neo liberista, l'antitesi del peronismo? E ci dica , visto che dai del lei (al limite preferisco il voi) , quindi nel 2003 quando ha battuto Kirchner era un derby, uno scontro di 2 peronisti ? Certo se sono tutti peronisti allora vinci facile, quando Milei fara' il disastro in programma, diventa peronista e cosi' via, un trionfo sicuro.-

    6. Senna 26 novembre 2023

      Tutte le svendite avvengono perché i pagliacci messi al governo per far finta di fare gli interessi del paese, sono solo zerbini parcheggiati lì dagli anglofascio, proprio per svolgere quel compito, altro non c'è da dire e sto nuovo clown farà lo stesso!!

    7. Martin 26 novembre 2023

      Menem fece le privatizzazioni perche' non funzionava NIENTE, ma le fece in stile peronista, ossia svendendo agli amici industriali peronisti. Ed esatto, l'elezione del 2003 fu proprio un vero e proprio derby tra peronisti, infatti Menem rinuncio' al ballottaggio con Kirchner, nonostante avesse ricevuto piu' voti di Kirchner.
      Dopo la crisi del 2001, Kirchner ebbe la suerte di vivere il commodity boom, quello che fece entrare miliardi nelle sue casse, ed in quelle del Brasile di Lula. Il risultato fu come sempre la moltiplicazione della spesa pubblica, delle assunzioni pubbliche e dei sussidi a milioni di persone. Esattamente come il peronismo di Peron dopo la WW2.

    8. Cachafaz 26 novembre 2023

      Fantastico. Ci stai dicendo che l'argentina e' sempre stata governata dai peronisti dal 1945 in avanti senza interruzioni di sorta. Fanno le elezioni ci sono vari movimenti ma e' per finta, sono tutti peronisti, Se uno fa una ricerca pero' TUTTI le fonti dicono che Videla attuo' una politica neo liberista, tra l'altro quadruplicando il debito pubblico, distruggendo le pensioni, ecc. . Che i kirchner restituirono il prestito del fmi che aveva fatto menem che 1000 giornali su internet su 1000 descrivono ovviamente come politica neoliberista. Ma si sbagliano tutti e 1000: fonte? Martin, sulla parola, senza uno straccio di link). Ma dicevo dei prestiti fmi. Dopo che i kirchner avevano restituito il prestito fmi,e dopo lunga lotta con il governatore della banca centrale, e ancora dopo che avevano aumentato notevolmente le riserve della banca centrale, arriva' macri' e... rifa' il prestito con il fmi di 50 miliardi, da quanto governava bene. Naturalmente anche Macrì era peronista, giusto?

    9. Martin 27 novembre 2023

      Inutile che insisti con i militari argentini, a livello macroeconomico alla fine hanno inciso molto poco.
      I Kirchner/Fernandez avevano ripagato il debito post deafult del 2001 grazie alla bonanza del commodity boom, dopo hanno raddoppiato spesa pubblica, assunzioni e sussidi, esistono grafici e numeri, fino all'attuale inflazione da fantascienza. Sono loro gli ultimi diretti responsabili dello sfascio del Paese e dei 2 ultimi defaults, senza il minimo dubbio.
      Macri ovviamente non e' stato un peronista, quindi puoi risparmiarti l'inutile ironia, dato che avrai compreso che conosco quel Paese molto bene. E' infatti l'unico Presidente non peronista riuscito a terminare il suo mandato dal 1945 ad oggi - qualcosa dovrebbe dirti.
      Su Macri sicuramente non la penso come te, ma anche nell'ottica peggiore, sarebbe letteralmente surreale dar la colpa al suo isolato quinquennio rispetto a 20 anni di peronismo. Basta consultare i dati macroeconomici in modo onesto.

      Il problema e' se si analizzano i fatti o se si fa ideologia. I fatti, ossia i dati di tutte le O.I., per esempio dicono che il Cile e' il Paese che nell'ultimo trentennio in AL e' cresciuto di piu' e inoltre piu' ha ridotto la povertà. Il secondo e' il Messico. Ma mentre il caso del Messico e' principalmente spiegabile con il Nafta (misura cmq liberista), il caso del Cile si spiega solo e unicamente con le riforme fatte da Pinochet, in quasi 20 anni. Poi ovvio che si e' trattato per lungo tempo di una dittatura, ma questo dicono i fatti.
      I Paesi che nell'ultimo trentennio sono piu' sprofondati sono Venezuela e Argentina, ossia Paesi governati da socialisti statalisti: e' una ricetta che specie in AL non funziona, e basta. Esattamente come il comunismo, infatti abbandonato perfino da Cina e Russia.

    10. Martin 27 novembre 2023

      Tralaltro non sai come gli Argentini vengono visti in tutta l' AL: non li sopporta nessuno, dico nessuno, dal Messico al Peru' al Brasile, Uruguay e Cile inclusi. Gli Argentini per decenni hanno guardato tutti dall'alto in basso con infinita arroganza, perche' loro erano "gli Europei dell'AL", e con una attitudine anche chiaramente razzista verso i mezzi negri e mezzi indios di Brasile, Messico, etc. Si da' invece il caso che Paesi meno bianchi come Messico e Brasile hanno anche interi settori economici all'avanguardia, che esportano prodotti ad alto valore aggiunto.
      I presunti "Europei dell' AL", ossia gli Argentini, invece esportano solo materie prime e derrate alimentari, come il piu' classico ed il piu' sfigato dei PVS: nulla, dicasi nulla, che abbia un qualche valore aggiunto - eccetto la letteratura di Borges e il tango di Piazzolla (due geni assolutamente isolati).

      Dovresti vedere il livello pietoso di qualita' di qualunque prodotto argentino: dalle scarpe al cibo (che a parte la carne - clap clap - fa letteralmente schifo) ai mobili, ed i prezzi osceni che continuano a chiedere, grazie al protezionismo tariffario dal quale Messico, Cile e Brasile sono usciti circa 25-30 anni fa. Per importare un macchinario o apparato industriale, grazie ai peronisti bisogna pagare il 35-50% di tasse, ed infatti producono con tecnologia dell'eta' della pietra, con qualita' infame e prezzi altissimi: come il Messico prima del Nafta, ossia esattamente 30 anni fa!!!!!! Lo sport della classe media argentina e' andare a fare shopping in Cile e Uruguay.....

      E anche la storiella degli Europei dell'AL, e' finta: sono semplicemente un po' piu' bianchi degli altri, dato che il 35-40% e' iberico o spagnolo, il 20% italiano, ma il 35-40% e' indio ed il 5-10% nero. Proprio come gli Uruguaiani, che pero', primo lavorano, e secondo non vanno in giro per l'AL a fare gli sbruffoni come gli Argentini, e stanno infinitamente meglio degli Argentini sotto tutti i profili, ma proprio tutti (reddito, differenze di classe, ordine, servizi pubblici, delinquenza etc).

    1. Shax 25 novembre 2023

      Gli angloamericani hanno distrutto l'Argentina e ora vince un politico che vuole consegnare il futuro del paese proprio a loro.
      Ricordiamoci che la grande crisi del 2009 fu anticipata proprio dai fatti argentini...purtroppo nella fame e nella povertà raramente i popoli fanno scelte giuste e ragionate...

    2. Martin 25 novembre 2023

      L'Argentina e' stata distrutta dagli Argentini, e specificamente dai peronisti - chiunque la conosca non ne ha il minimo dubbio.

    3. ws 25 novembre 2023

      e la sua "borghesia compradora" invece ?

    4. Senna 26 novembre 2023

      Esattamente

    1. LuxIgnis 25 novembre 2023

      Più ci penso e più ho la certezza che la Terra sia un enorme asilo infantile.
      Sì, lo so che apparentemente non c'entra nulla col tema dell'articolo. Ma mi chiedo, nello specifico, come si fa a dar credito a un personaggio del genere. Non riguarda solo l'Argentina di cui conosco poco e onestamente non me ne frega più di tanto ma in generale. È una questione generalizzata.
      Sembra che gli uomini siano solo dei bambini viziati che si atteggiano da adulti.
      Il che non sarebbe di per sé un male. I bambini sono meravigliosi. Ma il fatto che si credono adulti e quindi prendono decisioni e quant'altro è da far rabbrividire il profondo dell'anima.
      Se fossero solo bambini allora sarebbe un gioco continuo, la vita sarebbe gioiosa nonostante le enormi carenze che ci sarebbero.
      Invece ci crediamo degli adulti consapevoli con in mano strumenti mortali. E non c'è niente di più pericoloso di un bambino serioso con in mano uno strumento mortale.

    2. SDL 25 novembre 2023

      Non credo che un mondo di solo bambini sarebbe gioioso. Immagina un asilo senza adulti ancorché con i loro “problemi mentali”.

    3. uomospeciale 25 novembre 2023

      Purtroppo la crescita è un processo spesso doloroso di ridefinizione di sè stessi e degli altri che moltissimi non attraversano proprio mai, rifugiandosi in una eterna e spensierata adolescenza.
      E vale sia per il singolo, che per interi popoli.
      Solo che prima o poi la realtà raggiunge sempre chiunque, insieme ai conti da pagare per le proprie scelte.
      Nello specifico caso argentino non serve a nulla che un'esigua, risicatissima minoranza di gente intravedano il muro verso il quale ci si andrà a schiantare e facciano di tutto per impedirlo e avvertire gli altri:
      Nessuno li ascolterà.
      Non potranno nulla contro la massa stra bordante di telerincoglioniti che con le loro azioni ( o peggio con la loro passività sconsiderata ) determinano le scelte di un paese.
      Tutto quello che potrà fare l'esigua minoranza di gente sveglia e previdente sia in Argentina che in Italia, che ovunque nel mondo è quello che ha sempre fatto:
      -Mettersi in salvo insieme ai propri cari*
      Alla fine ogni popolo ha il governo che si merita di avere.

      *Che ci crediate o no, in giro ci sono intere famiglie che hanno piani di fuga all'estero per ogni evenienza aggiornati di anno in anno che risalgono ancora a prima della guerra, altro che pianificare le rate dell'iPhone o il prossimo ponte natalizio, stanno proprio su un'altro livello, hanno una "Forma Mentis" molto particolare.
      Loro la scamperanno sempre, ed è giusto che sia così.

    4. LuxIgnis 25 novembre 2023

      L'ho detto con enormi carenze.
      Ma sono sicuro che sarebbe migliore di questo.

    5. LuxIgnis 25 novembre 2023

      Magari fosse solo uno stato adolescenziale.
      Io vedo proprio bambini dell'asilo. Quindi intorno ai 5 6 anni con le stesse dinamiche ma con corpi da adulti.

      Se avessi le possibilità di "fuggire" lo farei subito. Ma non ce l'ho, quindi sto anch'io in questo asilo che gioco da solo.

    6. Bertozzi 25 novembre 2023

      In realtà - almeno in occidente, in Italia soprattutto - non sono bambini che si credono adulti ma anziani mai usciti dalla fase adolescenziale, vecchi immaturi, cui la comoda ultima contemporaneità ha portato via le uniche cose che rendevano la vecchiaia importante e cioè l'esperienza la saggezza e i valori morali, rendendoli incapaci di usare i propri centri, inconsapevoli di essi, adepti totali della religione della TV che negli ultimi 50 anno più o meno ovunque in occidente li ha totalmente soggiogati e alla quale rispondono sbavando a comando ed educando - ma sarebbe meglio dire ammaestrando - figli e nipoti a fare altrettanto (vedi recenti commediole rosa/italiche); per cui i bambini di cui parli sono molto più pericolosi perché non sono adulti che ancorché immaturi magari hanno una famiglia o discendenti cui tengono e un bel pezzo di vita davanti ancora da fare, ma vecchi infantili sul finire dei giorni che completamente privi di valori non avranno scrupoli quando gli si chiederà di usare il loro potere economico (che il sistema ha lasciato nelle loro mani non a caso) contro le altre generazioni e portandosi così via senza scrupoli e remore morali anche tutti gli altri, vedi Sansone e i filistei. (Il bambino chiuso in casa e mascherinato per non uccidere il nonno vi dice qualcosa?). Ne sono prova gli innumerevoli commenti di vecchi che qui spesso ripetono frasi del tipo "non vedo l'ora di godermi lo spettacolo di quando tutto salterà", o "fortuna che io non ci sarò quando le cose peggioreranno" ,o "fortuna che non ho fatto figli perché il futuro che li aspetta è..." , dopo di noi il diluvio" ecc. Completa assenza di empatia, mezzi economici, e mancanza totale di valori (escluso quello della servitù volontaria): un cocktail letale.
      Ma non vinceranno, si estingueranno, e la vita tornerà normale, solo dobbiamo aspettare che se ne vadano tutti, e ci vorrà molto tempo, visto che hanno vissuto nel mondo migliore, dove lo stress era parola sconosciuta e la sanità ti curava bene e senza problemi, faticando il meno possibile, senza la devastante competizione lavorativa e debunking salariale, senza immigrazione, con la liretta, i mutui prima seconda e terza casa anche al mare e in montagna, respirando aria buona e mangiando cose ancora buone, e mettendo via soldi per 4 vite che useranno per curarsi privatamente fino all' ultimo giorno visto che anche la sanità è valsa per loro ma non varrà per tutti gli altri, come un sacco di altre cose. Ma non contenti, le ultime parole che gli sentirai proferire saranno le mitiche "non è più come una volta", eh già perché per la vita che han fatto ormai si eran pure fatti convinti che una volta non si moriva. Di certo, si moriva con più dignità.

    7. Nonso 25 novembre 2023

      Giochi con me?

    8. LuxIgnis 25 novembre 2023

      Per bambini che si credono adulti intendo degli adulti, quindi anche i "tuoi" anziani, che sono rimasti a uno stadio infantile o semi infantile. E quindi in realtà sono bambini che credono, visto che hanno una certa età di essere adulti.
      Sono adulti anagraficamente, vecchi, ma hanno le stesse dinamiche di un bambino di un asilo.
      Per un bambino di un asilo certe dinamiche sono giuste perché aiutano a formare l'io, ma per un adulto sono deleterie e pericolose per sé stessi e per gli altri.

    9. LuxIgnis 25 novembre 2023

      Perché no?

    10. Nonso 25 novembre 2023

      Infatti sì, infatti sì.

      Però non so nemmeno dove abiti. Peccato.

    11. LuxIgnis 25 novembre 2023

      Nella capitale di non so cosa ma capitale.

    12. Nonso 25 novembre 2023

      Città, somma di denaro, o pena?

    13. maghi 26 novembre 2023

      l'avidità fa uguali bambini ed adulti. Uomospeciale si è avvicinato, ma il bersaglio non è ben visibile, per ovvie motivazioni di protezione dell'io. Accettarsi per quello che siamo, cercare di porci qualche rimedio, sarebbe da adulti, ma costa fatica, anche dolore. Pochi lo fanno.

    14. LuxIgnis 26 novembre 2023

      Non credo che i bambini siano avidi. O meglio la presupposta avidità dei bambini è la ricerca giusta di affermazione dell'io e di protezione e sicurezza. E che spesso vengono disattese.
      Invece in un adulto che è rimasto ancora con questo "vuoto" infantile da colmare la ricerca diviene avidità che non può essere mai saziata, perché niente potrà saziarla. Quindi si cercano surrogati come il denaro, il successo, il dominio e altro. Nutrimenti che non nutrono.Tutti mossi dall'avidità.

    15. alessandroparenti 26 novembre 2023

      Rincretiniscono la gente perchè è il modo migliore per fargli credere tutto. Il voto non divrebve essere un diritto. Come per guidare o per fare il chirurgo bisigberebbe superare un esame di cultura generale. Tipo 50 domande semplici, scelte a caso su alcune migliaia. Uno decente ne sbaglia al massimo una o due, e per votare ne devi sapere minimo 40. Non risolve tutto ma glie la si rende più difficile, a lorsignori

    16. LuxIgnis 26 novembre 2023

      Sarei anche d'accordo ma credo che il problema sia molto più ampio e con radici profonde e altrove.
      Non è solo questione di saper votare o meno, è una questione proprio di saper scegliere nei molti ambiti della vita, quindi anche il voto che è una scelta.
      Anche per questo il mio riferimento ai bambini. I bambini non sanno scegliere e quindi si affidano a quello che c'è, a quello che hanno a disposizione. Ma un adulto dovrebbe saper scegliere altrimenti è ancora un bambino che crede a Babbo Natale.

    17. maghi 27 novembre 2023

      figli piccoli, problemi piccoli. Figli grandi, problemi grandi. Esseri umani piccoli, problemi piccoli, esseri umani grandi, problemi grandi.

    18. LuxIgnis 27 novembre 2023

      e contesti diversi

    19. maghi 27 novembre 2023

      e con teste diverse

    1. oriundo2006 25 novembre 2023

      Cito: ''..facendo sorgere la ragionevole domanda se per caso fossero finite in Argentina le macchine contavoti Dominion..''.
      Non è necessario aggiungere altro.

    2. logos 25 novembre 2023

      Ufficialmente, che tu sappia, ci sono finite? Curioso nome poi è stato scelto per questi "essenziali" dispositivi di salvaguardia del volere del cittadino. Io avrei scelto un appellativo piu rassicurante, che so tipo: "equity" o "guardian". Giusto per evitare che si possa mal pensare. l.

    3. BrunoWald 25 novembre 2023

      Avevo pensato la stessa cosa.

      A quanto pare, ci considerano dei tali deficienti da dircelo in faccia, senza ritegno. E nell'80-90% (?) dei casi, ci azzeccano.

    4. absitiniuriaverbis 25 novembre 2023

      Dominion.
      Non so se sei appassionato di fantascienza ma i (Changeling) i mutanti erano forme di vita mutaforma (dal loro stato naturale liquido potevano mutare in ogni forma animale minerale o umana o aliena) ) originarie del Quadrante Gamma della Via Lattea. Erano i creatori e governanti del Dominion, le cui razze sottomesse li conoscevano come i semi-mitici Fondatori. La maggior parte dei (shape shifter) Mutaforma esisteva come una massa unica amalgamata collettiva conosciuta come il Grande Collegamento.
      Da Star Trek, Deep Space Nine.

      Dice nulla?

    5. logos 26 novembre 2023

      E l'altro 10% scarso (sono meno ottimista) non ha i "numeri" per opporsi politicamente dato il sistema "democratico" che impongono consapevoli del fatto che la maggioranza la rigirano come vogliono (non perché stupida, ma perché totalmente disinteressata). Nel malaugurato e remoto caso in cui questa si desti (hanno fatto bene i conti), interverrebbe equity, o scusa, intendevo dire dominion... l. Ps: temo caro bruno che non ci siano modi "conservativi" di uscire da questo stallo alla messicana.

    6. Martin 26 novembre 2023

      No, c'e' invece da aggiungere, e di corsa, che se perfino i peronisti hanno accettato la bruciante sconfitta, la tua e' una illazione veramente tanto priva di fondamento quanto velenosa e gratuita. Dovresti francamente vergognarti. Oltre al fatto che gli unici che avrebbero una struttura in grado di alterare le elezioni, in Argentina sono proprio i peronisti, e non certo Milei, che non ha un partito.

      E' inutile far finta di ragionare quando si ricorre ad argomentazioni assolutamente disoneste e illogiche.

    1. Giudice Holden 25 novembre 2023

      Corso e ricorsi storici... sinistra e destra, nelle loro forme del momento, si inseguono nel mondo da un secolo. Bolscevichi, fascisti, comunisti, democristiani, socialdemocratici ulivisti,berlusconiani, grillini, fratellini italiani. Col tempo si è persa pure quel briciolo di serietà e furore antico, quando si odiava e poi si amava e si ammazzava il nemico (Gaber). Oggi si sparano addosso cazzate nei talk show e poi vanno a cena assieme.

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