Nel desolante panorama di quella che fu la la scena del rock "indipendente" italiano, spicca maestosa la figura di Giorgio Canali, già chitarrista dei CSI negli anni '90 ed oggi attivo assieme ai Rossofuoco. Mentre i suoi omologhi si allineavano obbedienti alle regole del governo, rinunciando, alla resa dei conti, ad esercitare il mestiere che dava loro da vivere (se c'è un settore che può considerarsi già resettato è quello della musica dal vivo), Giorgio Canali è rimasto coerente con le premesse della sua indole anarchica, dando alle stampe "Venti", album registrato due anni fa in pieno lockdown, all'interno del quale urla, graffia, vomita il suo dissenso contro il pensiero unico pandemico, ben sapendo che questa presa di posizione lo avrebbe isolato all'interno di quell'ambiente. Egli fa quello che ci si aspetterebbe da un artista, manifestando innanzitutto la sua indipendenza e la vocazione a rincorrere il mai come ora sfuggente orizzonte della libertà. Tanti degli altri "ribelli", invece, si sono rivelati solo aspiranti cortigiani del reame dello spettacolo, cinici mestieranti, mercenari di bassissima lega. Fra le venti tracce di questo disco destinato a restare come testimonianza di questo lungo tramonto della civiltà, si segnalano ""Dodici", "Morire perché", "Viene avanti fischiando" e, soprattutto, "Nell'aria", la dolente canzone-manifesto postata qui sotto, di cui si riportano alcuni versi:
Nell'aria
È la liturgia del pensiero unico
Continui appelli in mondovisione
A isolare i terroristi che divergono d'opinione
Occupazione militare e delazione per il bene comune
Dai, che si arriva alla temperatura di ebollizione delle rane
E nell'aria mille cremazioni e ciminiere a milioni
Turiboli laici delle santissime società per azioni
E l'ultimo alito di disobbedienza civile
Sepolto con le museruole in un unico grande funerale
Commenti (5)
Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.
Accedi per commentare Registrati
Mostra commenti 5 caricati
Visualizzati 5 di 5 commenti approvati.
ducadiGrumello 17 febbraio 2022
Canali è sempre stato un grande e vero irregolare, fuori dai giri che contano, qualsiasi cosa questa espressione significhi
Hospiton 17 febbraio 2022
Concordo Duca. La storia del covid è stata -ed è ancora- una gran rottura di p...e ma ha avuto anche qualche utilità, ad esempio smascherare finti irregolari e pseudo-ribelli, insomma impostori. Si è trattato di un'immensa prova del 9, e per quel che mi riguarda tra gli artisti o presunti tali l'hanno superata in pochissimi, Canali è tra questi.
ducadiGrumello 17 febbraio 2022
davvero in pochi caro Hospiton, e non si parla solo di panzoni finto ribelli tipo vasco rossi, già screditato da anni. Vero come dici tu che questa alla lunga potrebbe essere ricordata come una delle poche cose utili di questo periodo
FrankDax 19 febbraio 2022
Buongiorno , pienamente d'accordo . Altro aspetto da considerare , visto la Grande maggioranza di Artisti (sia Musicali , che di altri campi...) Italiani e Mondiali che si sono prostrati in questi tempi al Sistema , chi è veramente che Finanzia e Promuove questi ambienti... sinceramente credo abbiano firmato contratti stile Faust per la popolarità , di cui ora probabilmente , tanti sono anche pentiti , o forse pensavano che nessuno sarebbe venuto a riscuotere , ma lo scheletro nell'armadio deve essere così abominevole , che non si possono sottrarre in nessun caso.
Hospiton 19 febbraio 2022
Buongiorno Frank, certamente (e la citazione di Faust è calzante)...a proposito di cantanti cooptati da ambienti altolocati, emblematico è il caso di Jovanotti, che in Italia raggiunge un'ampia fascia di pubblico spalmato ormai su più generazioni. Negli anni '90 il cantante in questione era su posizioni no-global, quantomeno criticava il lato più biecamente speculativo di questo processo. Qualche anno fa invece rivelò di aver partecipato ad un summit a porte chiuse modello Bilderberg, organizzato da una multinazionale di cui non fece il nome (probabilmente Google).
Di seguito l'intervista in cui raccontò il fatto
https://www.ilgiornale.it/news/cronache/lapsus-jovanotti-ateneo-io-summit-segreto-fissare-sorti-mond-1137285.html
Inutile dire che da allora Jovanotti è diventato un alfiere di battaglie global, quelle più infide poiché ricoperte da una patina dorata, sia semantica che sostanziale (diritti umani, sostenibilità, energie rinnovabili, sulla carta bei concetti e belle parole) ma che ad un'analisi approfondita rivelano un sistema che di equo e solidale ha ben poco. Non so se Jovanotti ed altri siano in grado di comprendere fino in fondo ciò che si cela dietro tali strategie, l'unica cosa certa è che una volta entrato a far parte di quei circoli diventi merce di loro proprietà.