Napoli non si piega - Intervista a Ugo Fuoco

Le parole sono pietre

Napoli non si piega - Intervista a Ugo Fuoco

Si pubblica In basso la registrazione dell'incontro di martedì sera sul canale telegram Come Don Chisciotte - Le parole sono pietre con Ugo Fuoco , attivista napoletano contro la dittatura sanitaria ed amministratore del canale telegram Stop Dittatura. Ugo è stato recentemente oggetto di un linciaggio mediatico e di una persecuzione giudiziaria di cui si fatica a cogliere la legittimità. Di questo e di altro ancora abbiamo avuto occasione di conversare, come si evince dal seguente riassunto con minutaggio approssimativo:

01.00 Una breve storia delle mobilitazioni napoletane contro la dittatura sanitaria. Il libero comitato di protesta "Napoli non si piega". Dalle prime iniziative del marzo 2020 a Bagnoli, in pieno lockdown, alle gloriose giornate di ottobre dello stesso anno, quando la città fu sull'orlo dell'insurrezione, fino alla disobbedienza civile notturna in tutto il centro storico.

11.00 Un mostro in prima pagina: una puntuale ricostruzione del ricovero in ospedale per polmonite bilaterale interstiziale e dell'incriminazione per vilipendio alla figura di David Sassoli. La foto della discordia, le speculazioni sullo stato di salute ed il linciaggio mediatico,

20.00 Come si contamina, si infiltra e si dirotta una piazza: il caso napoletano, fra gente che si insinua, fa domande strane, avanza proposte ambigue. Lo stesso ambiente partorisce, attraverso le redazioni di Fanpage e di Piazza pulita, l'aggressione a Comedonchisciotte del dicembre scorso.

24.00 Il processo alle idee: il teorema di accuse costruito dalla magistratura intorno all'esternazione di opinioni e giudizi politici. La libertà di espressione è sotto attacco.

31.30 Come agisce la nuova Gestapo per stroncare il dissenso sul nascere accanendosi contro i cittadini comuni. Il precedente della perquisizione a Cesare Sacchetti.

37.50 La clonazione del canale telegram Stop Dittatura.

42.00 La deriva e l'imborghesimento di quello che era stato il "movimento no global". Il totalitarismo era presente embrionalmente già negli anni '90 del secolo scorso. La libertà è oggi concepita come libertà di consumo: uno dei tanti frutti avvelenati della società neoliberista. C'è una carenza di etica anche nel fronte degli oppositori al totalitarismo biopolitico: si fanno da parte gli intransigenti e gli idealisti, restano gli opportunisti e gli ambiziosi.

50.00 Il magro bilancio della lotta politica e di quella condotta per via giudiziaria. I tentativi di captare, incanalare ed isterilire il crescente dissenso per ripetere l'operazione 5 stelle. Improvvisazione, pressapochismo e mancanza di cultura politica caratterizzano i tanti micropartiti che vanno formandosi. La possibilità di unire le forze intorno all'obiettivo di ripristinare i diritti costituzionali.

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Commenti (2)

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    1. berlioz 18 febbraio 2022

      intervista a uno dei pochi uomini liberi di questo paese, complimenti
      mi dispiacerebbe se trova un giudice che assimila sassoli al nostro grande lider maximo, che dio sempre lo protegga e lo sorregga con 55 applausi nel nostro beneodorante parlamento demogratico, ma non è affatto improbabile datosi il nostro attuale guardiano della costituzione, il beneamato giuliano, detto il giuda di bettino
      unico appunto, va bene diffidare di big pharma, ma beccarsi il covid e non pensare a curarlo con i farmaci giusti in nome dell'ideologia, beh è un pò da incoscienti
      buona convalescenza e tanta tanta solidarietà

    1. R66 18 febbraio 2022

      Trovo la parte più interessante dal minuto 40 in poi.
      Premettendo che da cittadini dovremmo sempre nominare con timore e riverenza la parola "libertà", la differenziazione di cui parla l'intervistato rappresenta uno dei nodi cruciali di tutto il fronte dissidente o pseudo tale.

      Il fattore di differenza, mentre dovrebbe delineare degli insiemi ben distinti e distaccati, al momento e soltanto in via apparente, li sta inglobando in uno solo.
      Questo perché il sistema permette ancora di tenere i piedi in due staffe, il che comporta la presenza di quelli che chiamo "camuffati" e che l'autore indica come quelli che si accontentano di scegliere tra le opzioni concesse (la libertà di consumare).

      A chi riesce a distinguere bene questo fattore chiedo:

      1) Si pensa che i "camuffati" potranno rivedere il principio alla base? Se si, come.
      2) Si includono i "camuffati" con il solo intento di risultare più numerosi?

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