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MICROSOFT? NO, GRAZIE


DI JAVIER SMALDONE
Rebelión

Riassunto: Un famoso refrain anonimo che circola su internet dice che: “Microsoft non è la risposta. Microsoft è la domanda…” Questo detto riflette alcuni aspetti non sempre divulgati alla collettività riguardanti Bill Gates, Microsoft, i suoi prodotti, le politiche e i vari maneggi; si cercherà di dare una risposta all’interrogativo posto.

Motivazione del presente articolo: Sono molti gli aneddoti che circolano su Bill Gates e Microsoft. La maggior parte di questi, che la maggior parte della gente conosce e che diffondono i mass media, dipingono Gates come un genio dell’informatica e la sua azienda, Microsoft, come la principale artefice del progresso nel settore dei personal computer (e persino di Internet) degli ultimi due decenni. Poco si sa, a livello popolare, circa la vera origine di tale impero e l’effetto che hanno generato sull’industria e sulla tecnologia informatica le strategie adottate da Microsoft.

E’ comune trovare siti internet contro Microsoft e Bill Gates. La maggior parte di tali siti basano la propria critica su questioni tecniche: sottolineando la bassa qualità dei prodotti, mostrandone le grandi falle e le notevoli carenze, paragonando Windows ad altri sistemi operativi molto più stabili, efficienti e sicuri. Altri siti mettono in guardia sui pericoli che comporta la posizione di monopolio esercitata da Microsoft e le politiche adottate da questa azienda per espandersi oltre il settore di mercato dei personal computer.

Questo breve articolo si propone vari obiettivi:

– Sfatare alcuni miti che formano parte del folclore, quali quello dell’origine di Bill Gates e delle supposte invenzioni che gli vengono attribuite.
– Spiegare, molto sinteticamente, i motivi che hanno portato Microsoft ad esercitare attualmente una posizione di dominio nel mercato dei personal computer.
– Mostrare i rischi e i pericoli che comportano le manovre realizzate da Microsoft.
– Ovviamente non si tratta di una analisi esaustiva. Nella sezione dei Riferimenti si riporta una lista di articoli e di libri che trattano temi e casi concreti in forma più approfondita ed estesa.
Miti e verità riguardanti Bill Gates

Il ragazzo dei computer

Il suo vero nome è William Henry Gates III e, come lui stesso ammette, proviene da una famiglia benestante di Seattle[1]. La storia che sempre si racconta circa i suoi inizi, giocando con un piccolo elaboratore elettronico, è lontana dalla realtà. Gates venne educato in una tra le scuole più costose (l’iscrizione costava circa il triplo di quella all’Università di Harvard) e, quando insieme ad un gruppo di compagni di studio volle cominciare a giocare con i computer, le loro madri presero in affitto una PDP-10 (la stessa macchina che utilizzavano i ricercatori di Stanford e del MIT).

Il giovane visionario che rivoluzionò il mondo dell’informatica

Un altro mito abbastanza comune è quello che Gates creò il linguaggio Basic. Niente di più distante dalla verità. Basic venne creato da John Kemeny e Thomas Kurtz nel 1964. Ciò che Gates e Paul Allen fecero fu creare una versione dell’interprete di tale linguaggio per personal computer Altair (cosa che avrebbe potuto fare qualunque alunno di un corso universitario per compilatori). Questo interprete è l’unico pezzo di codice che si conosca sia stato scritto, per metà, da Bill Gates. Più avanti vedremo che molte altre invenzioni che gli si attribuiscono non sono opera sua.

Miti e verità su Microsoft

Gli inizi

Microsoft fu fondata da Bill Gates e Paul Allen. Inizialmente ciascuno possedeva il 50% dell’impresa, anche se Gates poco a poco acquistò maggior controllo sulla stessa.

Il primo grande colpo di Microsoft, determinante per il futuro successo, fu la vendita del MS-DOS all’IBM. Nemmeno il DOS fu creato e sviluppato da Microsoft, ma venne acquistato da una piccola impresa chiamata Seattle Computers. Il suo creatore l’aveva battezzato QDOS, sigla di “Quick and Dirty Operating System” (sistema operativo rapido e sporco). E’ risaputo da tutti che la qualità del disegno e dell’implementazione del MS-DOS nella sua prima versione era molto povera. La decisione di IBM di incorporare tale sistema operativo nei suoi PC avvenne in ragione della concorrenza con l’impresa Digital, che poteva disporre di un prodotto molto superiore, e perché IBM in realtà non dette molta importanza alla linea dei personal computer. Il particolare che richiama fortemente l’attenzione è che IBM non comprò l’MS-DOS bensì decise di pagare a Microsoft una quota per ciascuna copia che fosse stata venduta insieme ad un IBM-PC. Ciò che poche volte si è detto è che la madre di Gates, Mary Maxwell, era dirigente dell’azienda United Way, insieme con il CEO di IBM, John Opel [2,1].

Windows

Dobbiamo iniziare facendo chiarezza, nei riguardi di chi abbia creduto alle storie ridicole che raccontano alcuni mass media, visto che Microsoft non ha inventato l’interfaccia grafica, né le finestre, né il mouse. Tutto ciò fu sviluppato dall’impresa Xerox nel 1973[3] e poi copiato da Apple alla fine degli anni ’70 e da Microsoft nel corso degli anni ’80.

Windows venne annunciato il 10 novembre 1983. La prima versione (1.0) apparve il 20 novembre 1985, mentre la prima versione realmente utilizzabile (3.0) venne distribuita il 22 maggio 1990[4]. Questa è la riprova dell’ “efficienza” dell’azienda.

Rammentiamo che stiamo parlando di un prodotto che prevedeva una funzionalità equivalente a quella di cui disponeva la Apple Macintosh già nel 1984 (la cui stabilità e robustezza erano ampiamente superiori). L’univa “virtù” di Windows consisteva nell’essere eseguibile su MS-DOS in computer IBM compatibili.

Microsoft e Internet

Molti sono arrivati a credere che Microsoft ha inventato il web o, peggio ancora, che Internet è una idea brillante di Bill Gates.

Internet, in quanto tale, risale approssimativamente al 1986 (anche se ebbe origine alla fine degli anni ’60). Il World Wide Web (insieme ai primi navigatori) sorse nel 1991. Tempo dopo, Microsoft comprò un browser chiamato Mosaic dall’azienda Spyglass, per poi trasformarlo nell’attuale Internet Explorer. La prima versione di Internet Explorer apparve nell’agosto 1995.
La verità è che il “visionario” Gates non si rese conto dell’avvento di Internet. Tardivamente, con la presentazione di Windows 95, tentò di creare una rete parallela (e indipendente) chiamata “The Microsoft Network” (molti ricorderanno l’inutile icona sul desktop) che fu un clamoroso fiasco. Dopo tale insuccesso, Microsoft comprò varie aziende che avevano a che fare con Internet, tra cui uno dei providers di posta elettronica più importanti: Hotmail. Intorno a questo e ad altri servizi, realizzò infine il suo sito web chiamato Microsoft Network! (attualmente più conosciuto come MSN).

I protocolli, standards e regole di Internet sono documentate mediante le chiamate RFCs (Request for Comments). Di quel periodo (gennaio 2003) esistono 3454 RFCs. Solamente 8 di queste sono state elaborate da impiegati di Microsoft (la più antica risale a marzo 1997 e 7 si riferiscono esclusivamente a prodotti di questa impresa), il che rappresenta lo 0,23% del totale[5]. In base a ciò possiamo dire che dobbiamo a Microsoft lo 0,23% del progresso tecnologico di Internet.

Microsoft e il progresso dell’informatica

Molti riconoscono a Microsoft il merito di aver avvicinato all’informatica gli utenti comuni, di aver prodotto un progresso tecnologico che rese più agevole l’accesso ai personal computers. La realtà dimostra l’esatto contrario: non solo non è un merito di Microsoft, ma addirittura l’azienda provocò, per molti aspetti, un ritardo tecnologico considerevole.

Durante gli anni ’80, l’unico prodotto di Microsoft che emerse fu il MS-DOS (chiamato PC-DOS nella versione distribuita da IBM). Il successo di MS-DOS non risiede nelle sue caratteristiche tecniche bensì nel fatto che inizialmente fu abbinato al IBM-PC, la cui architettura hardware venne copiata da molti altri produttori, il che dette luogo alla proliferazione di assemblati “compatibili”. Per tali produttori di hardware, fu molto più semplice distribuire i propri prodotti accompagnati col MS-DOS che sviluppare un nuovo prodotto simile (che avrebbe assicurato anche la compatibilità a livello di software). Simultaneamente apparirono nuovi sistemi operativi di qualità e disegno molto superiori, pero legati ad architetture hardware che non ebbero tanto successo (un esempio il già citato Apple Macintosh).

Alla fine degli anni ’80 apparve il DR-DOS dell’impresa Digital Research, le cui caratteristiche tecniche erano molto superiori a quelle del MS-DOS (anche se, purtroppo, doveva rispettare lo stesso disegno per questioni di compatibilità). La versione 6 del DR-DOS ebbe un buon successo di vendite, fino a che Microsoft rilasciò la versione 3.1 di Windows.

Curiosamente, e anche se il resto delle applicazioni DOS funzionavano correttamente, Windows 3.1 aveva problemi nell’esecuzione su DR-DOS. Questo fatto generò una disputa legale che perdura tuttora.

Gli anni ’90 iniziarono con un dominio assoluto di Microsoft nel settore dei sistemi operativi per personal computer, con MS-DOS e Windows 3.1. Già a quell’epoca cominciarono a sorgere le prime alternative: la versione UNIX per sistemi 386 (una delle quali apparteneva a Microsoft) e l’OS/2 della IBM. I principali inconvenienti che ebbero tali prodotti per penetrare nel mercato furono la mancanza di compatibilità con il software esistente (il disegno di questi sistemi era molto diverso da quello di MS-DOS/Windows) e il controllo del mercato esercitato da Microsoft. Un fatto rilevante fu che, prima dei progressi realizzati dal sistema Unix, Microsoft decise di interrompere la produzione del suo prodotto compatibile con tale sistema operativo (chiamato Xenix).

Riguardo a questo tema, dietro a ciascun prodotto di successo lanciato da Microsoft ci sono un paio di questioni oscure dove appaiono in maniera ricorrente le parole “giudizio”, “furto”, “spionaggio” e “copia”. E’ innumerevole la quantità di prodotti innovativi e di elevato livello tecnico che sono sorti nel corso degli anni e che furono distrutti in qualche modo da Microsoft (un meccanismo molto utilizzato fu quello di comprare un prodotto per poi interromperne lo sviluppo). L’analisi dettagliata di questi casi renderebbe la trattazione estremamente lunga (per ulteriori riferimenti sul tema, si consulti [6]).

Da notare, inoltre, che Microsoft pretende di far passare ogni innovazione dei suoi prodotti come un grande progresso tecnologico. Così fece, per esempio, con le tanto pubblicizzate DLL (dynamic loaded libraries) di Windows (che già esistevano in ambiente Unix da parecchio tempo), con il multitasking in Windows 95 (già esistente in sistemi implementati negli anni ’60) e più recentemente con la possibilità di amministrare limiti di spazio per utente in Windows 2000 (qualcosa che molti sistemi operativi già consentono da vari decenni) e con il supporto del “journaling” in NTFS (una caratteristica che permette di mantenere l’integrità del sistema dei dati di fronte alla caduta del sistema, e che è presente in molti sistemi operativi da più di un decennio).

La qualità dei prodotti Microsoft

Molta gente pensa che è normale che un computer si blocchi ogni tanto. Sembra normale persino che un virus informatico distrugga tutto il contenuto di un hard disk e che questo virus provenga chissà da dove e senza che si possa imputare all’utente una mancanza di precauzione. Hanno convinto molte persone che l’unica forma per evitare ciò è mediante un antivirus sempre aggiornato (che Microsoft non fornisce), e se poi l’antivirus è carente… l’unico colpevole del disastro è il malvagio autore del virus (in generale, un adolescente con scarse conoscenze informatiche). E’ normale pensare di dover aggiornare il software (come se avesse una data di scadenza), e raramente derivano reali miglioramenti dopo l’aggiornamento. Sembra normale che un programma superi i 100 Mb di dimensione e che necessiti di un processore di ultima generazione e di una quantità enorme di memoria.

Queste idee, con le quali la maggior parte della gente che utilizza computer con Windows convive quotidianamente, sono il risultato dell’ “evoluzione della tecnologia” informatica dell’ultimo decennio. Ciò è quanto Microsoft ha venduto, meglio ancora dei singoli prodotti, fino all’estremo che persino molti professionisti del settore le hanno accettate come verità assolute [7].

Risolvere i grandi errori dei programmi sono stati “venduti” da Microsoft come grandi progressi nel corso della sua storia. Quando una nuova versione di Windows si blocca una volta alla settimana invece che due, il messaggio è che “adesso è molto più stabile”. Un aneddoto molto interessante è quello accaduto con le prime versioni del foglio di calcolo Microsoft Excel.

Questo programma non era in grado di leggere da file generati da versioni in altre lingue poiché, salvando il foglio di lavoro come file, venivano memorizzati i nomi delle funzioni utilizzate (la funzione per sommare nella versione in spagnolo era “suma” mentre nella versione in inglese era “sum”). Allo stesso tempo, altri programmi simili come Quattro Pro non incappavano in tale inconveniente: al posto del nome della funzione, memorizzavano un codice numerico che successivamente veniva tradotto col nome corrispondente in relazione alla lingua. Ciò è quanto si insegna in qualsiasi corso iniziale di programmazione, però i programmatori di Microsoft non sapevano applicare una regola così fondamentale. Quando uscì la nuova versione di Excel, che corresse tale grossolano errore, la pubblicità sottolineava la grande miglioria apportata: adesso si possono aprire documenti generati da versioni in diverse lingue. E’ chiaro che quegli utenti che vollero accedere alla nuova versione, per ovviare alla ridicola limitazione della versione precedente, dovettero comprare nuovamente la licenza (forse con uno sconto “vantaggioso” sull’aggiornamento)[6].

Il comportamento dubbio di Microsoft

Concorrenza sleale

Esistono vari casi documentati (e alcuni di questi sono arrivati all’attenzione della magistratura) in cui si sospetta che Microsoft abbia alterato il codice sorgente dei propri sistemi operativi in modo che i programmi della concorrenza venissero eseguiti lentamente o con errori[6]. Microsoft è stata chiamata a risponderne varie volte (e in alcuni casi con prove a carico) per violazione della proprietà intellettuale.

Altra prassi comune di Microsoft, approfittando della sua eccellente situazione economico-finanziaria, è quella di comprare quelle piccole imprese che le intralciano la strada mediante lo sviluppo di prodotti che potrebbero competere coi suoi.

Violando le norme

Una tattica abbastanza utilizzata da Microsoft per ottenere il dominio sul mercato è quella nota come “Embrace and Extend” (aderisci ed estendi). Tale tattica consiste nell’estendere certi protocolli o norme oltre gli standard in maniera arbitraria ed unilaterale, in modo che dopo solo i prodotti che li implementano possano interagire in forma corretta. Abbondano gli esempi di questo tipo di prassi (tra gli altri, l’implementazione di SMTP di Microsoft Exchange e l’alterazione a http in Internet Information Server), ma forse la più notevole è quella che ebbe luogo in seguito al giudizio che la Sun Microsystems promosse contro Microsoft per aver esteso le specifiche del suo linguaggio Java violando le condizioni di licenza, la quale consente a chiunque di implementare un compilatore di tale linguaggio, ma senza allontanarsi da tali specifiche. L’obiettivo perseguito da Microsoft era che i programmi Java generati con il suo ambiente di sviluppo J++ potessero essere eseguiti solamente su Windows, nonostante Java fosse stato progettato come un linguaggio che permettesse lo sviluppo di applicazioni utilizzabili su differenti piattaforme (qualcosa che, evidentemente, non le conveniva). Col fallimento di tale tentativo, Microsoft prese la decisione di non includere l’interprete Java nel suo nuovo sistema operativo: Windows XP.

Formati chiusi e cambianti

I formati coi quali vengono memorizzate le informazioni sono stati storicamente utilizzati da Windows con due obiettivi:
1. Rendere impossibile l’interoperatività con programmi “no-Microsoft”.
2. Obbligare gli utenti ad aggiornare il software a nuove versioni.

Ciò accade perché tali formati sono “chiusi” e non sono documentati pubblicamente. Questo significa che solamente Microsoft li conosce ed è l’unico soggetto che è in grado di realizzare un programma che memorizzi o acceda alle informazioni in tali formati. Avere il controllo assoluto del formato permette a Microsoft di modificarlo a suo piacimento. E’ abbastanza comune che applicazioni come Microsoft Word utilizzino nuove forme di codifica delle informazioni in file .doc (sempre con la promessa di nuove caratteristiche, ma senza alcuna giustificazione tecnica), il che ha come conseguenza diretta che i file creati con la nuova versione non possono essere aperti con quelle anteriori (anche se provvedere una forma di memorizzare i dati in modo compatibile richiede alcuni passi addizionali). Ciò procura che, poco a poco, prima della circolazione dei file nel nuovo formato, gli utenti dovranno migrare (accollandosi il relativo costo) anche se non c’era alcun bisogno delle “nuove caratteristiche” (qualcuno utilizza funzioni di Word di Office XP che non erano presenti in Word di Office 95?). Ciò che ottiene Microsoft mediante questa prassi è di limitare la possibilità di scelta degli utenti che rimangono vincolati a un vero e proprio circolo vizioso.

Microsoft e i produttori di hardware

In virtù della posizione monopolistica nella quale si trova, Microsoft può esercitare una grande pressione sui produttori di hardware per personal computer. Tale pressione si traduce, per esempio, nella proibizione di vendere computer con installati altri sistemi operativi, sotto condizione di non offrire sconti nella vendita di licenze di Windows o Office al rivenditore.

Nessun produttore di personal computer oserebbe scontrarsi con Microsoft e perdere la possibilità di offrire i suoi computer con Windows preinstallato (e ad un prezzo minore rispetto a quello offerto al pubblico). Ciò comporta che, attualmente, è molto difficile poter comprare un computer di marca senza che il prezzo non includa anche il costo di, almeno, una licenza di una versione di Windows (anche se non si desidera tale prodotto)[7].

Allo stesso modo, si è giunti all’estremo che il responsabile dei servizi di assistenza tecnica dei computers con Windows installato è lo stesso produttore del computer. Ciò è ridicolo perché tale produttore non possiede gli strumenti (documentazione interna, codice sorgente, ecc.) per poter risolvere problemi, né correggere errori del programma.

Pertanto, i produttori devono accettare queste condizioni per poter continuare a ricevere un “trattamento preferenziale” da parte di Microsoft.

Con l’arrivo di Windows XP si è raggiunto un livello di dipendenza ancora maggiore: a causa delle nuove “funzioni di sicurezza” di Windows XP (che non hanno impedito che un solo virus venisse neutralizzato) i driver o controllori dei dispositivi devono essere “certificati” da Microsoft per poter essere installati nel sistema. Ciò obbliga nuovamente i produttori di hardware a mantenere “buone relazioni” con l’azienda, aggiungendo così un nuovo strumento di pressione.

Microsoft, bugie e… “vapore”

Il termine “vaporware” si utilizza normalmente per fare riferimento ad un prodotto che è annunciato da una impresa, quando in realtà non esiste (o non sarà reso disponibile nei tempi promessi). L’obiettivo di questa strategia, utilizzata generalmente da aziende che si trovano in posizione di dominio, è creare tensione nella concorrenza e creare un misto di irrequietezza, aspettativa e speranza negli utenti.

Microsoft è ricorsa molte volte a tale strumento. Già abbiamo parlato dei sette anni che tardarono nel dare l’annuncio ufficiale del rilascio della prima versione di Windows realmente utilizzabile. Un caso simile si è verificato con Windows 95 (annunciato come Windows 4 nel luglio 1992 e rilasciato nell’agosto 1995) e con Windows 2000 (la cui prima versione beta fu lanciata nel settembre 1997, con il nome di Windows NT 5 e che apparve nel febbraio 2000).
In tutti questi casi si fecero promesse di supposte funzionalità e miglioramenti che alla fine non sono state mantenute. In alcuni casi vennero lanciati prodotti incompleti, come accadde con Windows NT 4, che cominciò ad essere realmente utilizzabile dopo il cosiddetto “Service Pack 3”, rilasciato l’anno dopo della sua commercializzazione[4].

Bill Gates, il filantropo

I mass media mostrano abitualmente Bill Gates che fa donazioni di software pronunciando discorsi magniloquenti circa gli sforzi di Microsoft per rimediare al ritardo tecnologico dei Paesi sottosviluppati. Tali donazioni, che ammontano a svariati milioni di dollari, non sono reali. Il supposto valore viene calcolato tenendo conto del valore di mercato delle licenze, però in realtà per Microsoft tali licenze hanno un costo quasi nullo (solo quello per realizzare la copia dei CD-ROM). In questo modo l’azienda favorisce la propria crescita, aggiungendo tanti nuovi utenti dei suoi prodotti ad un costo molto inferiore a quello che avrebbe dovuto sostenere per realizzare una campagna pubblicitaria, senza correre alcun rischio e, come se fosse poco… ottenendo in cambio un eccellente ritorno pubblicitario.

In altri casi le menzionate “donazioni” hanno un’alta connotazione. Recentemente Gates, attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation, ha realizzato una serie di donazioni per la lotta contro l’AIDS in India[8]. Ciò accade contemporaneamente a una serie di negoziazioni e studi realizzati dal governo indiano, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del Software con licenza libera nel Paese[9].

Non dobbiamo dimenticare che il supposto filantropo possiede (dati di gennaio 2003) una fortuna personale di 61 miliardi di dollari, il che equivale a 9,33 dollari per ciascun abitante del pianeta[10].

Il futuro

Il futuro appare, allo stesso tempo, ottimistico e pessimistico. Da un lato, il costante progresso del Software con licenza libera sembra aver posto un freno alla vorace espansione di Microsoft. Finalmente, dopo molti anni di dominio assoluto, appare all’orizzonte un avversario che Microsoft sembra temere[11]. Sino ad oggi i tentativi di Microsoft per contenere la crescita del Software con licenza libera sono stati inutili, ponendo ancora più in evidenza le contraddizioni e mostrando i limiti nella competizione con un modello che non si conforma ai suoi schemi (non serve a molto il suo ingente patrimonio per competere con un movimento basato sullo sviluppo collettivo, totalmente decentralizzato e fuori dalla sua sfera di potere).

D’altra parte, appaiono all’orizzone minacce quali il tentativo di creare una piattaforma denominata TCPA (Trusted Computing Platform Alliance)[12], che prevede un modello in cui i computers siano denominati in base alle imprese e non agli utenti, in modo da poter restringere e monitorare l’accesso all’informazione. Questo tipo di iniziative ci pone ad un passo dalla spaventosa situazione prospettata da Richard Stallman nel suo racconto “El derecho a leer”[13]. Una analisi molto completa della strada che Microsoft sta cercando di intraprendere si può trovare in [14].

Fortunatamente un gran numero di persone in tutto il mondo, raggruppate in organizzazioni di vario tipo, che lottano per fermare l’avanzamento di questo tipo di pericoli e che scommettono sulla nascita e cristallizzazione di nuove alternative, fanno sì che il futuro appaia più come una opportunità di cambiamento che come il consolidamento delle posizioni che aziende come Microsoft hanno costruito nel corso degli ultimi anni.

Conclusioni

La mia opinione personale, tenendo in considerazione i punti esposti nel presente articolo (e molti altri che non ho incluso perchè sono fuori dalle mie possibilità) è che Microsoft rappresenti una seria minaccia per lo sviluppo dell’informatica e, peggio ancora, per il libero sviluppo del mondo intero, sempre di più legato alle tecnologie dell’informazione. Dobbiamo prendere coscienza che non si tratta solamente di una questione tecnica, ma che c’è in gioco molto di più.

Uno strumento chiave per la posizione monopolistica che Bill Gates è riuscito a raggiungere in questi ultimi venticinque anni è stata la grande disinformazione (e in molti casi il disinteresse) esistente, che gli ha permesso mediante campagne di marketing molto efficaci, di ottenere che la gente comune e molti professionisti abbiano una immagine distorta circa gli obiettivi di questa azienda e circa il reale apporto fornito alla tecnologia informatica.

Chi ha realizzato reali risultati sono coloro che lavorano per l’evoluzione della scienza e della tecnologia, non certo chi cerca in qualche maniera di imporre i suoi prodotti, distruggendo le novità, corrompendo gli standard, rubando le idee agli altri ed eliminando i possibili concorrenti. Per tutto ciò, io ho già trovato una risposta alla domanda.

Javier Smaldone
[email protected] – http://www.smaldone.com.ar
Fonte: www.rebelion.org
Link: www.rebelion.org/noticia.php?id=68655
11.06.08

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di RICCARDO (www.alol.it)

Riferimenti

1 “How to Become As Rich As Bill Gates”. Philip Greenspun. http://philip.greenspun.com/bg/

2″Accounting genius of Microsoft”. http://student.umpi.maine.edu/edwardp/articles/microsoft.html

3 “The Xerox Alto Mouse”. http://www.netclique.net/oldmouse/Xerox/Alto.html

4 “Windows History”. Éric Lévénez. http://www.levenez.com/windows/

5 RFC Editor. http://www.rfc-editor.org

6 “Hijacking the world: The dark side of Microsoft”. Roberto Di Cosmo. http://www.dicosmo.org

7 “Trampa en el Cyberespacio”. Roberto Di Cosmo. http://www.dicosmo.org/Piege/PiegeES.html

8 “Gates Foundation Announces $100 Million HIV/ AIDS Prevention Effort in India “. http://www.gatesfoundation.org/globalhealth/hivaidstb/hivaids/announcements/announcement-021111.htm

9 “Govt move on to let in Linux”. The Economic Times ( India Times). http://economictimes.indiatimes.com/cms.dll/html/comp/articleshow?artid=32354337&sType=1

10 “Bill Gates Personal Wealth Clock”. http://philip.greenspun.com/WealthClockIntl

11 The Hallowen Documents. http://www.opensource.org/halloween/

12 “Preguntas Frecuentes sobre TCPA y Palladium”. Ross Anderson. http://bulmalug.net/body.phtml?nIdNoticia=1398

13 “El derecho a leer”. Richard Stallman. http://www.gnu.org/philosophy/right-to-read.es.html

14 “Windows XP muestra la dirección que Microsoft está tomando”. Michael Jennings. http://www.hevanet.com/peace/microsoft-es.htm

Nota finale: Si garantisce il permesso di copiare, distribuire e/o modificare il presente documento secondo i termini della GNU License, versione 1.2 (GNU Free Documentation License, Version 1.2) o qualsiasi altra versione posteriore pubblicata dalla Free Software Foundation.
Una copia della licenza si può scaricare al seguente indirizzo: http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html

Pubblicato da Truman

  • lino-rossi

    ci sono degli enti locali ed altre pubbliche amministrazioni italiane che obbligano gli interlocutori a rapportarsi con loro con file in formato proprietario di tizio o di caio (microsoft, autodesk, ecc.).

    è bello vedere tanto slancio nel combattere i monopoli.

  • NerOscuro

    Tutte le volte che posso cerco di consigliare amici e conoscenti di installare Linux. Il più delle volte mi sobbarco anche la fatica di aiutarli per far loro trovare un sistema bell’e pronto, ma le soddisfazioni sono poche. La pigrizia mentale degli utenti è tale che subito dopo si lamentano perché non hanno Office (anche se c’è Openoffice), perché il programma di fotoritocco GIMP è egregio, ma non ha la stessa interfaccia di Photoshop, e per tutti i mille piccoli inconvenienti che possono capitare quando si cambia. Credo che anche la pigrizia mentale vada ascritta ai risultati ottenuti da Microsoft. E questa è la parte davvero dura da cambiare.

  • guido

    Purtroppo il problema della dipendenza forzosa da Microsoft si sente nel campo del lavoro, ad esempio negli studi professionali, perchè i produttori dei software comunemente usati si appoggiano praticamente tutti su tale sistema.

  • illupodeicieli

    Sarebbe auspicabile, e forse c’è già, la possibilità di scegliere i pc senza sistema operativo e installarne uno alternativo a windows. oggi alcuni pc sono venduti senza sistema operativo ma è lo stesso negoziante o assemblatore o amico che ti dice che,se vuoi, puoi installare xp e il pacchetto office clonato. Ma se come sembrerebbe di capire se usi un sistema diverso da windows e questo sistema non ti dà problemi, è intuitivo, non devi per forza fare un corso o dipendere sempre “da un esperto”, è un bene per tutti diffondere questo e altri sistemi alternativi e nella speranza che ci sia più di un’alternativa proprio per non cadere da “un monopolio in un duopolio”.