MI SBAGLIAVO SUL VEGANISMO. VIA LIBERA ALLA CARNE MA ALLEVATA COME SI DEVE

DI GEORGE MONBIOT
guardian.co.uk

Il motivo etico contro il consumo di carne un tempo sembrava chiaro. Ma c’è un nuovo libro che è un mattatoio per le argomentazioni ambigue.

Non mi sarà facile scrivere questa rubrica. Sto per buttar giù 1200 parole a favore di un libro che, sin dall’inizio, sferra attacchi contro di me. Tuttavia, è riuscito a convincermi che mi sbagliavo, anzi, mi ha aperto gli occhi su alcune affascinanti complessità di quello che sembrerebbe essere un caso in bianco e nero.

Nel 2002, nel Guardian, ho parlato dell’enorme aumento della quantità di bestiame del mondo, e il rapporto tra il loro consumo di cereali e la malnutrizione umana. Analizzando le cifre, sono giunto alla conclusione che il veganismo “è l’unica risposta etica a quella che è probabilmente la più grave questione di giustizia sociale del mondo”. Ancora penso che trasformare sempre più vaste aree arabili da fonte di nutrimento per le persone a fonte di nutrimento per il bestiame sia ingiusto e grottesco. Ed è quello che sostiene anche il libro di cui vi parlo. Non sono più del parere che l’unica soluzione etica sia smettere di consumare carne.
In Meat: A Benign Extravagance (Carne, una stravaganza salutare, ndt), Simon Fairlie ringrazia vivamente i vegani per aver aperto il dibattito. Si tratta della prima trattazione oggettiva sul tema. Il libro è un mattatoio di proteste fuorvianti e inaffidabili, per entrambe le prospettive da qui si guarda la questione..

Senza dubbio, il sistema del bestiame ha preso una direzione tremendamente sbagliata. Fairlie descrive l’industria dell’ allevamenti in feedlot di bovini negli USA (in cui gli animali vengono tenuti in recinti) come “uno dei maggiori fallimenti ecologici della storia contemporanea”. Gli animali da fattoria vengono alimentati con cereali e foraggi pompati, che risultano meno digeribili per loro, in modo tale che producano carne grassa abbastanza per la produzione di hamburger. Il bestiame riesce ad assimilare benissimo l’erba, ma non i foraggi concentrati, più indicati per produrre carne suina.

Nel frattempo, in molte zone del mondo, ai suini è stato impedito di fare ciò che sanno fare meglio: trasformare i rifiuti in carne. Fino ai primi anni ’90, nel Regno Unito, solo il 33% dei mangimi composti per suini era costituito da cereali adatti al consumo umano, il resto era composto dagli scarti dei raccolti e dai rifiuti alimentari. Da allora, la proporzione di cereali salutari nell’alimentazione dei suini è raddoppiata. Le ragioni sono molteplici: le norme stabilite dai supermercati, il dominio delle grandi società nell’industria dei mangimi, in cui non è possibile utilizzare qualsiasi tipo di rifiuto, ma soprattutto l’eccessiva reazione di panico al morbo della mucca pazza e alla crisi per l’afta epizootica.

Nutrire i bovini con alimenti derivati da carne e ossa non era salutare. Farlo con i suini, la cui dieta naturale comprende anche la carne, avrebbe senso, finché viene fatto nella maniera adeguata. Lo stesso vale per le brodaglie di scarto. Dando ai maiali avanzi sterilizzati si risolverebbero due problemi contemporaneamente: lo smaltimento dei rifiuti e l’utilizzo alternativo dei cereali. Al contrario, gettiamo o inceneriamo milioni di tonnellate di potenziale cibo per maiali e lo sostituiamo con la soia, la cui produzione sta minacciando l’Amazzonia. Fairlie stima che i rifiuti alimentari del Regno Unito potrebbero produrre 800.000 tonnellate di carne di maiale, o un sesto del consumo totale di carne.

Ma Fairlie sostiene che queste idiozie non sono affermazioni contro chi mangia carne, ma contro l’attuale sistema di allevamento. L’autore dimostra che abbiamo usato il paragone sbagliato per giudicare l’efficienza della produzione di carne. Invece di citare un semplice indice di conversione alimenti-carne, dovremmo comparare la quantità di aree necessarie per produrre la carne a quelle necessarie per produrre prodotti vegetali dallo stesso valore nutrizionale per gli esseri umani. I risultati sono radicalmente differenti.

Se i suini venissero alimentati con avanzi e scarti, e i bovini con paglia, scarti di mais ed erba, provenienti da terre coltivate a maggese (prodotti per i quali non c’è competizione con l’uomo), la carne diventerebbe un’efficientissima fonte di produzione di cibo. Malgrado sia innalzato dall’uso smisurato di cereali nei paesi più ricchi, il rapporto di conversione medio mondiale tra alimenti vegetali utili e carni utili non è, come molti sostengono, di 5:1 o di 10:1, bensì meno di 2:1. Se smettessimo di dare cereali commestibili agli animali, potremmo ugualmente produrre circa la metà dell’attuale disponibilità di carne, senza perdite per la nutrizione umana: si tratta di un significante guadagno.

L’abitudine dei paesi ricchi a rimpinzare gli animali di cereali, in modo da aumentare il consumo di carne e latte, riduce le disponibilità di cibo totali. Se si togliesse questa parte, si avrebbe un incremento di risorse alimentari in grado si soddisfare 1,3 miliardi di persone. Fairlie spiega che potremmo permetterci di usare piccole quantità di cereali per l’allevamento estensivo, permettendo agli animali di spazzar via l’eccesso di cereali nelle annate floride, e macellarli durante le annate magre. In questo modo, consumeremmo poco più della metà dell’attuale quantità di prodotti di origine animale, il che significa una riduzione anche nella dieta media occidentale.

L’autore continua abbattendo un ammasso di dogmi. Spesso, senza riflettere, ho ripetuto la frase di molti ambientalisti, ovvero che sono necessari 100.000 litri d’acqua per produrre un chilo di carne bovina. Fairlie dimostra che queste cifre sbagliano e triplicano l’entità della situazione effettiva. Questi dati nascono dall’assurdo presupposto che ogni goccia d’acqua che cade su un pascolo viene assimilata dall’animale che vi vive, per non riaffiorare più. Una quantità ridicola di acque fossili viene impiegata per il bestiame in California, ma questa non è che un’eccezione.

Presupposti ugualmente sciocchi sono alla base della famosa protesta della FAO, che afferma che l’allevamento è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra del mondo, molto di più in proporzione ai veicoli a motore. Fairlie dice che sono stati fatti tanti errori. La deforestazione culminata nella creazione di allevamenti in Amazzonia è stata attribuita al bestiame: in realtà è dovuta soprattutto dalla speculazione sulle terre e al disboscamento, che aggiunge una quantità esagerata di emissioni all’inquinamento che gia c’è. Altre gaffe consistono nel calcolo di ossido di nitrito e metano, in cui si fa confusione tra produzione netta e lorda (viceversa, l’organizzazione sottovaluta il consumo di combustibili fossili, considerando le cifre del suo rapporto, che sembrano essere state fornite da potenti influenze contrarie all’allevamento estensivo).

In generale, Fairlie stima che gli animali allevati producono circa il 10% delle emissioni del mondo: ancora troppo, ma molto meno rispetto ai veicoli a motore. Inoltre, dimostra che molti oli vegetali hanno un ruolo molto più rilevante dei grassi animali, e ci ricorda che anche l’agricoltura vegana causa abbattimenti su larga scala o l’eliminazione ecologica di alcuni animali, ovvero quelli infestanti. Dall’altra parte, l’autore sopprime la richiesta di alcuni allevatori circa il carbone agricolo che possono conservare.

Il sistema di produzione della carne appoggiato da Fairlie si distingue radicalmente da quello attualmente operante nel mondo industrializzato, dato che è a basso consumo di energia, su bassa scala, e con sprechi minimi. Ma se lo adottassimo, potremmo mangiare carne, latte e uova (anche se in quantità minori), con la coscienza pulita. Tenendo al di fuori del dibattito il modo in cui dovrebbe essere tenuto il bestiame, coloro che appoggiano il veganismo hanno favorito il prevalere di un allevamento crudele, distruttivo e responsabile delle carestie. È giunto il momento di darsi da fare.

George Monbiot
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/sep/06/meat-production-veganism-deforestation
6.09.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di STEFANIA MICUCCI

29 Commenti
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fengtofu
fengtofu
13 Settembre 2010 10:16

Scoperta dell’acqua calda, ma il corrige di Monbiot è nondimeno benvenuto, in un mondo dove hanno tutti ragione….Allora, se anche solo il veganismo, che non condivido, esiste, è perchè in Occidente si pratica TROPPO il suo esatto contrario. Ad un estremismo dsi contrappone sempre uno di segno contrario, ma pur sempre estremo.Un po come il paradosso delle donne velate in Oriente, quasi una reazione al nostro “liberal” di trattarle come vacche da macello mediante il porno, ma anche la pubblicità indegna, o gli atteggiamenti alla Papi che sappiamo bene, salvo poi far fare carriera, e che carriera, a quelle che danno il “buon esempio” mostrando cosce e tette prostituendosi apertamente… Torniamo alla dieta mondiale globale e al dibattito carne Vs. vegetali. E’ in realtà molto semplice: dal regno vegetale dipende la vita animale sul pianeta, e non il contrario. L’essere umano ha una chiara fisiologia di onnivoro si, ma assolutamente, prevalentemente VEGETARIANA E CEREALIANA. Vedasi fisionomia dentale, e fisiologia+ flora intestinale. Tuttavia, una MODESTA Quantità di cibi animali è auspicabile e desiderabile, entro il 10% in volume in casi speciali, forse più. Il che non toglie che chi vuol fare individualmente di meno, i vegani, può(ma alle donne in prospettiva… Leggi tutto »

Ricky
Ricky
13 Settembre 2010 10:42

Un debunker del carnivorismo.
Comunque mi fa piacere che CDC mantenga fede alla massima voltairiana che compare in cima alla pagina, quella sulla massima libertá d’espressione.

ottavino
ottavino
13 Settembre 2010 10:49

Va bene la voglia di fare dibattiti, ma nessuno seguirà nessunaltro. Sono ipotesi, parole al vento. Nel concreto tutti faranno quello che vogliono finchè possono.

martiusmarcus
martiusmarcus
13 Settembre 2010 12:07

condivido in pieno

grillone
grillone
13 Settembre 2010 12:32

credo anchio che una dieta vegetariana sia sbagliata(anche dal punto di vista salutare); inoltre, se dovessimo boicottare tutte le cose che non ci vanno a genio, allora dovremmo boicottare anche arance, pomodori, ecc. dove si sfrutta manodopera in nero pagata una miseria! la soluzione, anche dal punto di vista etico è: prima di tutto, mangiare meno carne; poi abolire gli allevamenti in batteria; quindi, abolire dalla nostra cucina maialini, agnellini, vitellini, pollastrini, ecc.(questo per motivi etici; e infine(ma non per importanza) trovare modi veramente indolore per uccidere gli animali nei mattatoi

sandman972
sandman972
13 Settembre 2010 13:20

Fermo restando il fatto che ognuno fa le scelte che ritiene più giuste, sul discorso del salutare mi dispiace contraddirti ma tutto porta a ritenere che una dieta vegetariana non abbia nessuna controindicazione rispetto ad una carnea; anzi, mentre non ci sono studi che riescano a confermare il fatto che la dieta vegetariana sia errata o porti a carenze, ce ne sono a bizzeffe che testimoniano i danni apportati dal consumo di carne sull’organismo. Ed i vegetariani anche da lunghissima data godono di normalissima salute sia a breve sia a lungo termine, quindi niente da fare. 😉 Dovrebbe già darci da pensare solo il fatto che se diamo retta alla scienza dell’evoluzione, i nostri antenati erano frugivori ed al limite insettivori, e non certo onnivori; e noi ne manteniamo le caratteristiche, visto che su scala evoluzionistica non bastano certo 20 o 30.000 anni per trasformarsi da vegetariani a carnivori.:-) Per quel che riguarda le tue considerazioni successive sono invece d’accordo con te…anche se rimango dell’idea che basti la matematica per capire che le energie utilizzate per crescere un animale (che poi viene mangiato da un uomo) siano di molto superiori rispetto a quelle stesse energie utilizzate per nutrire un uomo… Leggi tutto »

GRATIS
GRATIS
13 Settembre 2010 13:44

Anche io ho avuto un ripensamento sui miei usi alimentari e adesso pratico il cannibalismo.

Zeruel-86
Zeruel-86
13 Settembre 2010 13:52

> “Ancora penso che trasformare sempre più vaste aree arabili da fonte di nutrimento per le persone a fonte di nutrimento per il bestiame sia ingiusto e grottesco.”

Invece continuare ad aumentare sempre più il cibo prodotto per gli umani, e con esso INEVITABILMENTE la sovrappopolazione umana (che ad oggi cresce di circa 74 milioni di individui all’anno), cosa che a sua volta peggiora TUTTI GLI ALTRI PROBLEMI AMBIENTALI CHE STANNO DETERIORANDO L’ECOSISTEMA GLOBALE (dall’inquinamento all’estinzione di circa 200 specie al giorno) a un ritmo tale per cui fra 15-30 anni i danni saranno irreparabili e causeranno l’estinzione umana (sul serio, è logico), QUELLO è giusto e perfettamente logico, vero?
Piantatela di guardare solo una casella della scacchiera per volta e di combattere piccole battaglie non solo inutili, ma dannose! Guardate il quadro complessivo. Leggete Jared Diamond, Daniel Quinn e altri autori simili, cazzo.

fengtofu
fengtofu
13 Settembre 2010 14:31

GRAZIE. RobMarok

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:03

La popolazione cresce dove c’è più miseria e fame, perchè lì si ha la sensazione dell’estinzione.
Non solo, ma anche per la pressochè totale assenza di produzioni tecnologizzate, quindi ci si affida alle antiche braccia per lavorare la terra.
Ogni 3 bambini nati uno ne muore immediatamente ed un altro ha la probabilità alquanto remota di arrivare all’età adulta, ne riamane uno, ma non sai qual’è, quindi continui a prolificare.
Quello che ho scritto si rifa a studi antropologico-sociologici, solo la statistica dei bambini morti è una mia personale stima, prendendo ad esempio mia nonna, la quale, per far vivere fino alla pensione 2 figli, ne ha dovuti fare 6 ed in certi paesi la situazione è simile a quella dell’epoca della mia ava.
Ciao

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:11

Un’ altra causa della crescita della popolazione è l’invecchiamento medio mondiale in aumento, ma la mentalità in certe zone di mondo (la maggior parte) non va di pari passo con i cambiamenti relativamente repentini delle società.
Per arrestare questo ciclo di crescita della popolazione dovremmo industrializzare l’intero mondo in ogni settore o quasi (dubito sia sensata una cosa del genere, ma ci stanno evidentemente provando )
Ciao.

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:13

Difficile trovare carne umana veramente genuina da noi, credo non sia una scelta salutare.
Ciao

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:18

Anche quando si cammina si calpestano vegetali ed insetti (a parte qualche cagata), quindi perchè criticare gli israeliani che calpestano con i cingoli dei carrarmati i palestinesi (tanto per citare il caso più noto)?
Io i pomodori me li coltivo, ad esempio.
Ciao

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:19

La mia libertà finisce dove inizia quella dell’altro.
Ciao

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:21

Chissà se ci saranno i debunker dell’anticarnivorismo?
Il sito manterrebbe la stessa massima vittoriana, ritengo.
Ciao

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:24

Credo che non siano i bovini a divorare l’Amazzonia, ma se a te risulta il cotrario?
ciao

geopardy
geopardy
13 Settembre 2010 19:28

Scusa, mia nonna ne ha fatti solo sei perchè è arrivata la seconda guerra mondiale a portarsi via mio nonno per oltre dieci anni, altrimenti ne avrebbe fatti altrettanti.
Ciao

sandman972
sandman972
14 Settembre 2010 2:08

La mia risposta a Grillone era legata a due concetti: nel primo, confutavo il fatto che una dieta vegetariana sia poco salutare; nel secondo, facevo notare come per il pianeta e le sue risorse sia molto più dispendiosa da un punto di vista energetico una dieta carnea rispetto ad una vegetariana. Credo siano due punti sui quali ci sia poco da obiettare, e mi aspetterei di venire confutato nel merito, se proprio proprio. 🙂 Invece tu, probabilmente nell’impossibilità di confutarmi, mi hai risposto spostandoti sul discorso filosofico, cosa di cui nel mio post non c’era traccia. Comunque, tutte le volte che viene fatta questa obiezione mi scappa un pò da ridere…come se il sistema nervoso dei vegetali fosse uguale a quello degli animali, ed il loro modo di “percepire” il dolore fosse identico a quello degli animali. Due sciocchezze in un colpo solo. Ma anche dando per buono il fatto che anche le piante, in modo “diverso” e misterioso, provino dolore: – vuoi confrontarmi il dolore che prova un animale sgozzato da quello che prova una pianta a cui togli un pomodoro? Sono due “livelli” di invasività ben diversi, se me lo concedi; – nessuno ha mai sostenuto che bisogna… Leggi tutto »

sandrez
sandrez
14 Settembre 2010 3:34

in medio stat virtus diceva qualcuno….concordo con fengtofu…troppo estremismo…o tutto nero o tutto bianco…non se ne esce così.

veg65
Utente CDC
14 Settembre 2010 5:41

… si dimentica un fatto essenziale dal punto di vista etico… la sofferenza gratuita, inutile e triste che viene perpetrata ai milioni di animali ogni giorno sul nostro pianeta per… GUSTO… per il nostro PALATO.
Il solo pensiero mi sconvolge… a me come per fortuna a tanti altri milione di umani come me. Ma tanto ancora c’è da fare.
Se non si ha rispetto per qualunque essere vivente, l’essere umano andrà alla deriva.

E’ più importante il gusto o la sofferenza?

fengtofu
fengtofu
14 Settembre 2010 6:03

commento praticamente prescolare, un’altr’anno vai all’asilo o tra due tesoruccio?

Bigrex
Bigrex
14 Settembre 2010 7:54

Sono completamente d’accordo con te.

marzian
marzian
14 Settembre 2010 9:47

Vergognoso Monbiot.

Tanto per ricordarlo: questo é lo stesso personaggio che per anni ed anni ha difeso a spada tratta ogni bufala ed esagerazione esistente sul “riscaldamento globale”.

Adesso cerca anche un modo per giustificare i suoi bassi istinti alimentari…

consulfin
consulfin
14 Settembre 2010 15:30

per quanto mi riguarda, sono circa dieci giorni che mi alimento di pesche (e che pesche! selvatiche, succose e mandano un odore che inebria) fichi e insalata mista (ben condita con olio di oliva extravergine). Mi sento benissimo. Stomaco fresco che sembra ringraziarmi.
Saluti al mondo intero e buon appetito

geopardy
geopardy
14 Settembre 2010 17:57

Mi riferivo al fatto di non mangiare pomodori perchè in alcune zone li raccolgono immigrati sottopagati messo in relazione all’analisi del tipo di cibo che si dà ai bovini e non l’ho trovato un esempio calzante.
Ho inteso portare al paradosso il ragionamento di cui sopra.
Ciao

geopardy
geopardy
14 Settembre 2010 17:59

Fa in modo che il tuo cervello chieda asilo alla ragione.
Ciao

Freeanimals
Freeanimals
15 Settembre 2010 7:09

Ma non avete due vegani in una redazione di cinque persone? Dove sono finiti? Avete fatto una votazione per alzata di mano per pubblicare una simile porcheria? Se da una parte volete dimostrare di essere voltairiani, dall’altra date adito ai sospetti che, non solo ospitate dubunkers carnivoristi, e di altro genere, ma che voi stessi, redattori di ComeDonChisciotte, mentre vi presentate come paladini dell’informazione alternativa, stiate in realtà dall’altra parte. E’ la seconda volta che mi fate venire dei dubbi sulla vostra sincerità. La prima è stata quando mi avete abbondantemente censurato.
Vi terrò d’occhio ancora un po’, prima di prendere una decisione definitiva sulla vostra onestà intellettuale.

bluemaurino
bluemaurino
15 Settembre 2010 22:02

no signori,,non ci siamo. Succede che come chi aveva alzato la testa per il glutamato e l’aspartame, veniva taciuto da una manovra pubblicitaria gigante, ora delle false informazioni vengono buttate in rete per creare confusione. Nella confusione le forze del male,,che conoscono bene la natura,, possono continuare per la loro strada (basi sotterranee, diminuzione della popolazione mondiale, tecnologie extraterrestri per ‘far capitare’ disastri naturali,,e cosi via.. non vorrei inoltrarmi in argomentazioni tanto vere, tanto poco comprensibili perche’ una persona media non sa queste cose e ne e’ spaventato. Una persona media crede all’attacco aereo con 19 terroristi dell’ 11/9. che le forze del male abbiano fatto travisare la Realta’ in 17 secondi, ne parlano in pochi (chi ha le antenne alzate) cosa c’entra col veganismo? sono vegano solo da 10 gg (sono un cuoco che attuamlmente cucina vegano in cina), solo dopo aver capito delle dinamiche che ci condizionano dalla nascita. il punto di vista cristiano sul valore nutrizionale della carne e’ totalmente FALSO.(come praticamente falsa e’ il 90% della natura di ogni religione). In ogni pezzo di carne che l’uomo mangia vi sono piu’ di 2700 droghe iniettate (e che nn scompaiono magicamente) che entrano nel corpo di chi… Leggi tutto »

bod-pa
bod-pa
16 Settembre 2010 9:41

salve,
sono più di tre anni che non mangio carne , pratico attivita’ sportiva a livello agonistico nazionale ed internazionale , fino ad ora mai avuto alcun tipo di disfunzione. Dove abito vengono assegnati dei terreni , dal comune, a chi ne fa richiesta comprensivi di acqua : unica clausola devono essere coltivati. Questo per dire che facendo una scelta si aprono altre prospettive che se uno vuole può percorrere mi spiego: fire no alla carne e poi mangiare frutta e verdure pompate da fare schifo non ha senso. Ma scusate non siamo un popolo di contadini? e allora abbiamo bisogno di comprare verdure dall’estero e ammazzarci in palestra invece di usare una zappa per 1 ora al giorno e mangiare ciò che coltiviamo? non è utopia ma la mia ma voglia di partecipare ad un cambiamento e non solo di invocarlo per puro esercizio dialettico. Di strade ne abbiamo davanti a volonta’ ma vogliamo percorrerle e rinunciare a qualche privilegio ?!?????????
buona vita