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MANTARO PER S.A.C.: LA STORIA SI RIPETE

DI CARLO TREGAMBE
Comedonchisciotte.org

Huancayo, Perú
Come si comportano le compagnie minerarie sudamericane, pronte a sfruttare giacimenti multimilionari, nei confronti della popolazione locale che reclama i propri diritti.

Me ne stavo tranquillamente in ufficio, a revisare alcuni documenti, quando Daniel, vicedirettore del progetto, si avvicina: «Sta per arrivare a Huancayo una manifestazione delle comunità del distretto di Aco. Leo fa le foto, tu filmi». Bene, dico io, un po’ di movimento. Prendiamo armi e bagagli e ci dirigiamo verso la bajada del Tambo.Altro che movimento, qui c’è del casino di prima categoria: sotto i cappelli da contadini wanka, le facce delle persone raccontano piú di quanto si possa leggere sui giornali. Il serpentone è diretto verso il governo regionale di Junín, la motivazione è semplice: la società mineraria Mantaro Perú S.A.C (MPS) non sta rispettando la volontà popolare nel contesto del progetto di esplorazione Mantaro, che prevede il successivo sfruttamento delle concessioni minerarie non metalliche situate nel distretto di Aco, provincia di Concepción, acquisite dall’impresa nel 2008 (si tratta di roccia fosforica, dalla quale si estraggono fosfati utilizzabili per produzioni di fertilizzanti). Secondo il presidente del comitato ambientale di Vicso, Roberto Lopez Rojas: «Il 90% della popolazione ha detto no alla miniera. Le persone che appoggiano l’impresa sono 20». I cartelli impugnati dai campesinos sono eloquenti: “No a la minera”, “No a la concesión”, “Minera rata (miniera ladra, ndr)”, “Mina es muerte”.

Ma chi è la Mantaro Perú S.A.C? Sfogliando il prospetto di offerta pubblica iniziale della Stonegate Agricom L.T.D., casa madre canadese dell’impresa peruana, si scopre il solito meccanismo di scatole cinesi che caratterizza molte società minerarie locali, tra le quali la Doe Run Perú: StoneGate possiede la MPS tramite la Mantaro Ltd. (con sede nel paradiso fiscale delle British Virgin Islands). Con meccanismi simili a questo, la proprietaria di Doe Run, Renco Group di Ira Rennert, ha esportato ingenti capitali all’estero, inventandosi un debito inesistente con la propria casa madre, ed evitando in questo modo di investire denaro nelle migliorie ambientali richieste dal complesso metallurgico de La Oroya. Che il caso MPS segua le oscure ombre di quello di Doe Run?

Di sicuro sta succendendo qualcosa di strano nella comunità di Visco: secondo il periodico La Verdad del 6 settembre, lo stesso Roberto Lopez Rojas e Felipe Martinez Mosquera, presidente della comunità contadina, furono minacciati di morte dal signor Manuel Garcilazo de la Vega, facente parte del servizio di sicurezza della MPS. «Stai attento, ti stiamo dietro», e successivamente avrebbe alluso alla possibilità, concessa dalla sua mansione, di portare sempre con sé la pistola. Il motivo della minaccia sarebbe la richiesta, da parte dei due dirigenti, di realizzare il taller informativo previsto per il fine settimana dalla impresa (riguardante le attività esplorative che si svolgeranno in loco) nella piazza del pueblo invece che in un capannone, «perché fosse più democratico».

Le ambiguità proseguono confrontando le dichiarazioni campesine della manifestazione del 26/8 con alcuni estratti della Dichiarazione d’Impatto Ambientale (DIA) di MPS. Nel paragrafo 1.4.2.6 del riassunto esecutivo del DIA del dicembre 2010, intitolato Idrografia, si legge che nella zona interessata dall’esplorazione non si incontrano lagune né pantani acquosi (bofedales ndr). Lo stesso Lopez Rojas, però, durante la manifestazione del 26/8, parla della perforazione, da parte dell’impresa, di una sorgente acquifera (manantial ndr) la cui presenza non è menzionata nel DIA. Giusta protesta da parte dei comuneros, se si considera oltretutto che nel Plan de desarrollo regional 2008-2015 (desarrollo significa sviluppo ndr) della regione Junín vengono destinati 1.200.000 soles per il miglioramento del sistema acquifero delle comunità di Aco e Vicso. Risultato: la impresa rompe, la regione paga.

Come rispondono i mezzi d’informazione locali a questo stato di cose? Lo spazio dedicato alla questione è ristretto, e non mancano imprecisioni (involontarie?): per esempio, nel sito della impresa viene pubblicata, con data 7 agosto 2010, una foto del periodico Correo. Secondo l’articolo, la concessione comprende 1000 ettari, mentre nel prospetto di offerta pubblica Stonegate, datato 20 aprile, si parla di 12.800 ettari, cifra che emerge nel periodo Primicia (molto meno letto del Correo, principale periodoco regionale) del 17 agosto. Nel frattempo, la MPS organizza conferenze dal titolo La verità rende credibile il giornalismo (Con la Verdad hay que Hacer Creíble el Periodismo, ponente Augusto Alvarez Rodrich, Huancayo, 2/4/2011 ndr).

Carlo Tregambe (volontario Focsiv in servizio a Huancayo, Perú)

13.09.2011

Pubblicato da supervice