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(Mala) Cronaca, la mia Cronaca, Macron(ica)

di Nadia Le Brun

Francais.rt.com

La giornalista Nadia Le Brun analizza per RT-France il discorso fatto in televisione dal Presidente Emmanuel Macron, dove ha esposto le sue misure per tentare di placare l’ira dei gilet gialli.

E parola fu. Finalmente! Perché da quattro settimane, i francesi lo stavano aspettando … dietro l’angolo, il loro Presidente.

Osano sperare che si presenti un nuovo Macron. ” Con la speranza di raccogliere i frutti della loro rivolta”, dichiara Nicolas un’ora prima del discorso, nel pio desiderio che il 2019 sia un anno eccezionale, prima di citare John Steinbeck in The Grapes of Wrath  (Furore) “La repressione ha il solo effetto di rafforzare la volontà di lotta contro coloro che la esercitano e di cementare la solidarietà tra le gente”.

Di fronte alle telecamere e ad una nazione, che non è pronta a bersi le sue parole, ma che vuol vedere azioni con effetti concreti sul potere d’acquisto. Emmanuel Macron, come già fece il Generale de Gaulle “li ha compresi” ed ha fatto il suo mea culpa sulle sue mancanze, sui suoi errori.

Se aveva soffiato sul fuoco, facendo accendere il popolo con il suo disprezzo che ha avuto come conseguenza desolante, l’indignazione e il risentimento di tutti i cittadini dell’intero paese, ora è tornato sulle sue misure politiche ingiuste verso chi non ha in tasca un soldo.

Anche se Gerard Collomb, il suo ministro degli Interni dimissionario, lo aveva avvertito della sua mancanza di umiltà, della sua incapacità di ascoltare e di guardare in faccia la realtà, di fronte alla portata della protesta francese, che chiede – tra le altre cose – le sue dimissioni e lo scioglimento dell’Assemblea nazionale, Macron si è rimesso in ballo, e, la scorsa settimana, si è deciso a cancellare  l’aumento delle tasse.

Così, si è reso conto della gravità della situazione, ha frenato ed ha schierato le forze dell’ordine per evitare che questo sabato 15 dicembre si ripetano le tristi scene di guerriglia, già viste in precedenza.

È molto più importante avere un capo di stato, che agisce e reagisce prendendosi le sue responsabilità. “Padre della nazione che ha nelle mani il destino del paese ”  ha detto un gilet giallo, dopo aver incontrato Edouard Philippe, venerdì scorso.

Ma avrebbe potuto fare marcia indietro prima, ha detto qualcuno.

Comunque, meglio tardi che mai. Quello che conta è la resurrezione della Francia. Quando uno si chiama come Gesù Cristo, Emmanuel, il messia della profezia del 25 dicembre, quando uno si proclama Giove o padre di tutti i figli della Repubblica, dobbiamo credere a Babbo Natale.

E sotto la cappa per il 2019 ci sono : un aumento di 100 euro lordi sullo SMIC  come bonus, l’esenzione fiscale sugli straordinari, l’esenzione dalla  CSG (contribuzione sociale generalizzata)  per le pensioni inferiori a 2000 euro. Comunicazioni ad effetto pubblicitario? Concessioni pragmatiche? Comunicazioni  confuse?

Questo è quello che ci ha comunicato Monsieur Macron, sarà il futuro a dirci se è vero. Ma per quanto riguarda i privilegi fiscali concessi ai più abbienti?

Se Emmanuel Macron avesse visto che il futuro non apparterrà più ai partiti politici tradizionali ma ai movimenti dei cittadini, la sua visione si rivelerebbe ancora ristretta solo alla sua rappresentazione della società civile, fatta solo a sua immagine e non a quella della cittadinanza francese. Ha fermato “En Marche”, quando le nuove pagine della storia della Francia non possono essere scritte da altri che non dal popolo degliultra. La democrazia è “il governo del popolo, viene dal popolo ed è per il popolo”.

“Si possono comprendere le persone solo quando le senti dentro di te”, ha scritto John Steinbeck. Perché nessuno è profeta in patria e solo i cittadini sono sovrani. Si dovrà cambiare rotta, ma da quale parte si dovrà andare? Per ora, la parola del presidente è piena di ombre per la maggior parte dei francesi che non hanno ricevuto ancora risposte concrete per le loro aspettative. Il domani resta incerto.

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Nadia Le Brun è giornalista, scrittrice e consulente di gruppi di stampa. Ha diretto diverse testate nazionali e attualmente scrive libri d’inchiesta.

Fonte : https://francais.rt.com

Link : https://francais.rt.com/opinions/56588-mal-chronique-ma-chronique-macronique-nadia-le-brun 

10 dic. 2018

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte  comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

Un commento

  1. Grecia -Portogallo -Italia -Francia l europa come comunita non e` mai esistita ,e mai potra esistere , la moneta unica ha solo accelerato il crollo di uno spazio comune che andava costruito ,con calma ,adeguandosi ai tempi che cambiavano e con il consenso dei popoli ,forse 100 anni sarebbero serviti ,hanno voluto accelerare ,hanno gettato il cuore oltre l ostacolo senza sapere con la testa che cosa facevano,hanno inventato un simulacro di democrazia con un parlamento europeo ,inutile e dannoso , poi l ingordigia di pochi la poca lungimiranza di altri ,la non preparazione alla comunita dei popoli del nord Tedeschi olandesi e inglesi ,hanno fatto il resto , la storia ci dira` senza ombra di dubbio ,che per la 3 volta in poco piu di 100 anni i popoli gemanici hanno rovinato un continente.