Ma l’Europa si è Macronizzata il cervello ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Grande festa nei palazzi dell’oligarchia francese, alla notizia della vittoria dell’ultra europeista Emmanuel Macron, un volto, una pattumiera.  Il miglior champagne è fluito a fiumi chez Bernard Arnault, proprietario del gruppo LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton), a capo del secondo patrimonio francese, undicesimo nel mondo, il terzo in Europa e il 13° a livello mondiale nel 2015, con una ricchezza stimata 37,2 miliardi di dollari. La messa in scena del drammone borghese del fascismo alle porte ha avuto il suo scontato effetto, e il prodotto ben confezionato del nuovo gattopardo ha avuto la meglio.

Proprietario tra le tante altre cose dei giornali Parisien, Aujourd’hui Francia ed Echos, tutti ferventi sostenitori di Emmanuel Macron.  In aggiunta il miliardario Patrick Drahi, nato in Marocco, doppia nazionalità franco-israeliano, residente in Svizzera, proprietario di un vasto impero mediatico e di telecomunicazioni, il tabloid Libération, che invitava espressamente di votare per Macron.

L’elenco di miliardari, banchieri e figure istituzionali è lungo, ed hanno tutti diritto di esultare per lo straordinario successo di un candidato che è stato eletto Presidente della Repubblica francese, nonostante la dichiarata pretesa di essere «un outsider». In realtà nella storia francese non c’è mai stato uno spiegamento così massiccio di corazzate mediatiche, come in questo caso.

I sondaggi del ballottaggio indicano che tra il 40% degli elettori Macron, una buona parte lo ha scelto esclusivamente per avversione lepenista, altri a sinistra lo hanno votato giurando pubblicamente che essi avrebbero combattuto contro di lui, una volta fosse stato eletto.

Ci saranno manifestazioni di piazza nei prossimi mesi, ma non incideranno minimamente sull’intento di Macron di barattare per decreto il diritto al lavoro col diritto di spennare vivi i poveri polli, che combattono fino all’ultimo voucher, in un momento in cui il capitale afferma la propria potenza  grazie alle delocalizzazioni, dumping salariale, offerta di manodopera a prezzi stracciati.

Per altro Hollande, nel momento di massima impopolarità del suo governo, con l’assistenza zelante dei principali network, le principali banche e oligarchie di vario tipo, è riuscito a promuovere il suo ex-consigliere economico a candidato del «cambiamento», una nuova stella politica, puntellata però da tutti i vecchi politici di cui l’elettorato voleva sbarazzarsi. Una dimostrazione straordinaria del potere della «comunicazione» nella società globalizzata, un trionfo per l’industria della pubblicità, dei media mainstream, che non sembrano essere ancora morti.

La Francia di Marine Le Pen è stata percepita come un potenziale anello debole nel progetto di globalizzazione, in grado di impedire la completa demolizione della sovranità nazionale, però grazie all’alleanza del capitale con la finanza, il pericolo è stato scongiurato.

E dunque Macron si è affermato con disinvoltura sorridente, celebrato da una sorta di plebiscito, lui che è più Obama di Obama stesso, più Blair di Blair stesso. Un clone di entrambi, confezionato su misura dalla classe dei banksters, che si apprestano a ricattare le poche garanzie sociali che ancora restano.

Un puro fenomeno mediatico privo di un partito di riferimento, un vuoto di valori e programmi, che risponde perfettamente alla gestione mediatica del potere nel nostro tempo, dove i politici vincenti arrivano alla ribalta unicamente per doti fotogeniche e telecomunicative, bypassando direttamente congressi partitici e beghe democratiche, ormai divenute desuete e anacronistiche.

L’outsider centrista, un cane sciolto che è diventato un concorrente di primo piano nella corsa presidenziale francese, ha spesso detto di essere un figlio della provincia francese, nulla di preordinato nella sua elezione.

Del resto solo tre anni fa era un completo sconosciuto, quindi non avrebbe mai potuto arrivare dov’è arrivato, se la finanza non lo avesse aiutato  a  rigenerare quello che lui ha definito un sistema politico «vuoto», per di più non riconoscendosi in nessuna ideologia preesistente.

Dopo due anni come ministro dell’economia sotto il presidente Francois Hollande, Macron ha avuto l’istinto politico di cogliere uno stato d’animo di sfiducia e disperazione in un Paese segnato da decenni di disoccupazione di massa e dalla nuova minaccia terroristica islamica. In meno di un anno ha costruito un movimento «En Marche!», che definisce «né di destra né di sinistra». Liberale progressista, si dichiara saldamente a sinistra sulle questioni sociali, ma odia il termine centrista, ed è aperto alle idee di destra.

Il Guardian lo definisce un «liberale di centro/sinistra», che rappresenterebbe per altro le idee della  «sinistra liberale». In realtà il tempo postmoderno induce a definizioni da neolingua:

1) «rifare il sistema politico fallito & vuoto» (ipocrisia camaleontica)

2) «relax del diritto al lavoro» (disoccupazione galoppante)

3) «tagliare le tasse» (naturalmente ai ricchi)

4) «riforma della gestione disoccupazione» (taglio degli ammortizzatori sociali)

5) «favorire la mobilità sociale» (sfruttamento della manovalanza a basso prezzo)

6) «tagliare la spesa pubblica, ma stimolare gli investimenti» (distruggere salute pubblica, scuole, infrastrutture)

7) «shrink del settore pubblico» (svendita di beni pubblici a prezzi stracciati per gli amici banchieri)

8) «ridurre il numero dei parlamentari» (accelerare l’erosione della democrazia rappresentativa)

9) «costruire un’Eurozona a due velocità» (un passo avanti verso la colonizzazione dei PIIGS)

10) «noleggio di 10.000 agenti di polizia» (controllo militare dei bisogni sociali).

La sinistra liberale dunque vorrebbe garantire la disuguaglianza sociale, il militarismo e il controllo sociale, di stampo fascista, mentre la redazione del Guardian è felice di promuoverla, affermando con orgoglio di essere un giornale di sinistra.

Basta convincere che l’unica opposizione consentita è una destra razzista e si può facilmente persuadere l’elettorato che Macron è veramente ancora quel vecchio hippy che sembrava essere al tempo del college, anche se ora è finanziato da un banchiere globalista, Rothschild, che dichiara pubblicamente la sua intenzione di voler favorire un sistema economico schiavista,  dove precarizzazione e disoccupazione producono la nuova classe degli schiavi, controllata da uno stato di polizia che ne impedisca la rivolta.

Le Monde rincalza « Macron farà le  riforme che Berlino chiede»,  le farà nei primi cento giorni, le farà «per decreto», senza passare per le camere, dato che non ha la maggioranza. Berlino ha  immediatamente risposto: prima fate le «riforme», tagliate i vostri costi del lavoro, del welfare pubblico, e poi penseremo a  fare «più Europa» (ossia collettivizzare i debiti pubblici).

E chiaro che a Parigi come a Washington, le oligarchie forzano le procedure, calpestano le norme democratiche e radicalizzano le classi sociali, in un’escalation ineluttabile che avvicina alla guerra civile, perché agli oligarchi «europeisti», non importa nulla della pace sociale, domata perfettamente con la paura indotta degli eventi terroristici.

Macron costruisce una macchina di consenso in pochissimo tempo formulando un verbo politico che sostituisce il concetto di uguaglianza con quello di libertà individuale, avvalendosi di una macchina elettorale nuova che ha coniugato «Big Data e porta a porta».

«La rivoluzione liberale francese», di Mauro Zanon, analizza l’ascesa di Macron alla presidenza della repubblica francese. Chissà come mai quel «fottuto banchiere» dei Rothschild poi è diventato il più classico ministro «riformista» pro liberalizzazioni del governo Hollande. In realtà il mantra celebrativo del politico senza partiti e fuori dai giochi di potere, filerebbe diritto nell’attuale categoria del partito personale, presente perfino nell’acronimo delle iniziali di nome e cognome (EM: Emmanuel Macron – En Marche!).

Il cammino di Macron quindi non nasce dal nulla, tipico enfant prodige della borghesia finanziaria, dove la possibilità di spostarsi orizzontalmente in ambito professionale non ha minimamente risentito della crisi, è l’esempio lampante di una mobilità all’americana tra un lavoro e l’altro: ispettorato generale delle finanze, funzionario di una potentissima banca d’affari, membro della prestigiosa Commissione Attali (voluta da Sarkozy), e infine ministro dell’Economia. Il tutto quando ancora aveva poco più di 30 anni. E mentre continua a peregrinare tra think tank neosocialisti, persevera con  banchieri, economisti liberisti, direttori di giornale, conduce trattative dall’ufficio Rothschild per la vendita di Le Parisien e orienta gli investimenti di Le Monde.

Si circonda di geni del web e della comunicazione, con un pizzico di troika eurocratica (Juncker e Schauble), e una buona dose di classe dirigente, che lo aveva finanziato quando muoveva i primi passi.

Nell’estate del 2015 Macron si dimette dalla compagine ministeriale dei socialisti, richiama gli amici e colleghi di studi di vecchia data e inizia la «Grande Marche». La Liegey-Muller-Pons (Lmp) gli fornisce la prima start up di strategia elettorale europea, e coniugando «Big Data e porta a porta, si adopera anzitutto per formare i volontari, scelti tra quelli che si erano iscritti spontaneamente sul sito di En Marche!». Sulla base di uno studio sociologico di migliaia di quartieri, gli «helpers» vengono spediti in quelli più rappresentativi della società, dove vengono raccolte centomila conversazioni e compilati migliaia di questionari. I «marcheurs», come vengono chiamati i volontari macronisti, hanno a disposizione due app fornite da Lmp, la prima per orientarli nella loro marcia sul piano socio-demografico, e la seconda per aiutarli a cogliere al volo il succo delle conversazioni con gli elettori.

A tutto ciò si aggiunge la rivoluzione scandalosa dell’enfant prodige, con il suo vessillo eretico ficcato nella marmellata della consapevolezza politica francese: «Il liberismo è di sinistra». Proprio lui, definito «l’uberista della politica» per le sue aperture al mercato, accompagnerà la svolta liberista della sinistra, ispirandosi all’impalcatura macroeconomica blairiana e trumpiana insieme.

Quindi grazie al massacro delle coscienze, Macron riesce progressivamente ad iniettare il virus liberista per avvelenare i pozzi all’interno del proprio campo politico, del resto a destra non ce n’era bisogno, visto che quell’impianto è già da lungo tempo dominante. Dunque il concetto di «libertà» dovrà  sostituisce quello di «uguaglianza», la «società della mobilità» quella «del welfare», il mantra della «semplificazione delle regole», al posto della «maggiore flessibilità». Alla fine non poteva mancare un bonus cultura da 500 euro per i neo diciottenni di renziana memoria, inserito nel programma di En Marche!.

«È una generazione, quella che si rispecchia nelle battaglie macroniste, cresciuta nell’Europa della mobilità, dell’Erasmus, della libera circolazione delle persone e dei beni, una generazione perennemente in viaggio, iperconnessa, postideologica, affascinata dai disruptors dell’economia, Uber, Airbnb, BlaBlaCar, KissKissBankBank, che guarda i film su Netflix e ascolta la musica su Spotify, che preferisce intraprendere che restare a vita nella pubblica amministrazione, che non idolatra il contratto a tempo indeterminato e crede nella «società della scelta» per combattere le diseguaglianze» (Mauro Zanon, La rivoluzione liberale francese).

 

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

16.05.2017

 

 

 

 

88 Commenti
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DesEsseintes
DesEsseintes
16 Maggio 2017 0:37

Sì ma i grillini si devono svegliare.
Hanno una visione del mondo che è abbastanza avanzata ma è ancora insufficiente.
Se glielo dici si incazzano e si richiudono a riccio.
Così rimarrete al massimo al 39% che è, come si è visto, il limite massimo del populismo.
Aprite gli occhi, per cortesia.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 2:01

Non ho parlato di aumentare la violenza della critica.
Sarebbe bene rispondere su quello che si dice o eventualmente domandare e non su quello che si “crede” stia dicendo l’interlocutore.

Se vuole ci ricordiamo di questo post quando valuteremo il risultato delle amministrative.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 14:20

Quindi vedi che non ho parlato di violenza della critica.

Ne riparliamo dopo il risultato delle amministrative.
Io dico che il populismo ha un suo limite insuperabile circa al 30% raggiunto il quale inizia a regredire.
Questo non solo perché a volte si lascia andare a toni sbagliati che “spaventano” l’elettorato ma anche perché non sa immaginare delle strade che portino, oltre al consenso, alla nascita di una nuova e maggiore consapevolezza fra i cittadini.
Su questo voi vi tappate le orecchie come le famose scimmiette giapponesi quindi ne discutiamo se vediamo che effettivamente nonostante la situazione molto precaria del paese il vostro movimento non riesce a sfondare davvero.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 15:16

Sí, lo so che mettete le mani avanti e che vi tappate le orecchie.
Grazie per averne lasciato una ennesima dimostrazione.

Voi comincerete a capire le sciocchezze che state facendo (accanto a cose straordinarie perché comunque siete il miglior partito populista in Europa) solo quando andrete a sbattere contro quel limite insuperabile di cui parlavo.
Solo che a quel punto la gente, come sta succedendo, sarà tornata in “status quo mode” e voi avrete perso l’onda.
Tra poche settimane ci sono le amministrative e Renzi sta premendo per le legislative anticipate arrivando (se non leggo male) a scarificare pure il papà e la Boschi per questo obiettivo.

Vediamo che succede e poi ne parliamo.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 16:37

Eheheh…orecchie sempre ben tappate, mi raccomando.

PS: qui trovi il filmato in cui Di Battista dichiara di essere un fiero populista.

https://www.youtube.com/watch?v=JnNfWrtWiTA

Ma si sapeva già che non sapete dialogare.
Per questo non vale la pena di approfondire, non vi interessa nulla di nulla e se agli alti livelli c’è comunque una capacità di elaborare o anche cambiare strategie a quelli più bassi siete totalmente chiusi con paraocchi e tappi alle orecchie ben calcati.
Alle amministrative e alle legislative scopriremo se è davvero il vostro limite o se non lo è e ci ricordiamo di questo scambio.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 17:14

E lo so signora, lei aveva detto che sbagliavo a dire che il M5S è populista e io l’ho smentita linkando il filmato in cui lo stesso Di Battista afferma orgogliosamente che il suo movimento è effettivamente populista…quindi è evidente che lei se ne risenta…
So che per voi è tanto difficile.
Facciamo cosí: le do ragione.
E le lascio anche l’ultima parola.
Se posso fare anche qualcos’altro per lei non esiti a farmelo sapere.

Gianni Bi
Gianni Bi
Risposta al commento di  Rosanna
17 Maggio 2017 23:48

Sarebbe da augurarselo, ma ho poche speranze che il M5S si allei con la Lega e Fdl.

marco schanzer
marco schanzer
Risposta al commento di  DesEsseintes
16 Maggio 2017 12:25

* M5S e’ una azienda privata . Non puo’ evolvere come se fosse un Movimento . E’ al servizio di due affaristi .

Paolo
Paolo
Risposta al commento di  marco schanzer
16 Maggio 2017 23:01

Quale partito non lo è?

Gianni Bi
Gianni Bi
Risposta al commento di  marco schanzer
17 Maggio 2017 23:57

Gli altri partiti invece che tipo di aziende sono ? Al servizio di quali affaristi si sono formati “gli altri partiti ” ?
Mi faccia un piacere Sig. Marco quante cretinate sta dicendo.

Stodler
Utente CDC
16 Maggio 2017 0:38

Insomma dopo Maria Antonietta l’austriaca i francesi si sono accollati la Merke, la tedesca. Ottimo articolo, che spiega bene la doppiezza del sistema e l’incapacità della gente comune di vedere il reale pericolo. Comunque Macron sono sicuro che andrà d’accordo con la Merkel, visto i suoi gusti in fatto di età.

marco schanzer
marco schanzer
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 1:51

mi scusi , ma le due traiettorie , I due caratteri , sono differentissimi .
Il padrone e’ comune . Ma la Merkel e’ un funzionario ,
Non conosce ambizione .

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  marco schanzer
16 Maggio 2017 2:09

Entrambi incarnano l’ideale di leader nel proprio paese: il burocrate freddo calcolatore per la Germania e lo sbruffone ambizioso per la Francia.

marco schanzer
marco schanzer
Risposta al commento di  Holodoc
16 Maggio 2017 3:28

questo…si .

marco schanzer
marco schanzer
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 10:50

Che bello che mi arrivi la e mail quando qualcuno commenta !!
Piu’ che rispondere…partecipano .
Ma la differenza puo’ essere molta , nel modo in cui risponderanno ad altre cose che incontreranno lungo la strada .
Ed e’ necessario rimarcarla , per giudicarli come persone .

permaflex64
permaflex64
16 Maggio 2017 1:36

Non tutta l’Europa solo quei paesi che traggono vantaggi nell’adesione, la parte di società che al di là dell’ideologia pensa solo al proprio tornaconto è l’ago della bilancia, in Francia e Germania questi elettori saranno pro Europa da noi al contrario per l’uscita.
Per la Fracia il discorso a dire la verità è più sottile perchè se è vero che non stanno traendo profitti come la Germania, è comunque certo che un rafforzamento dell’asse a danno degli altri paesi porterà comunque un vantaggio; per intenderci è il tipo di mentalità che stà dietro al finale di ‘Finchè c’è guerra c’è speranza’ dove chi accetta lo status quo sono non solo i padri ma anche i figli.
Lo conclusione più evidente è chiunque si riferisca ad un “popolo europeo” commette uno sbaglio.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 10:49

Su canOtto e mezzo, ieri sera pagliaro ha detto che gli euroscettici sono al 70%…

permaflex64
permaflex64
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 13:03

Giusto, non avrebbe le percentuali delle elezioni presidenziali francesi ma dubito si vincerebbe ora; è per questo che sono d’accordo colle posizioni sulle monete complementari di Conditi e Galloni queste, le monete complementari, potranno portare un beneficio economico a livello nazionale a cui sarà difficile, che quei ceti che guardano al loro tornaconto piuttosto che l’ideologia, vogliano in seguito rinunciare.

marco schanzer
marco schanzer
16 Maggio 2017 1:43

3 noticine :
– questo abito senza contenuto ha in mano la valigetta nucleare .
Veramente ? Spero abbia I codici sbagliati .
– ho conosciuto qualche Rothschild chiave , e devo dire che sono vuoti come micron ,
e piu’decadenti . Perche’ gli diamo tanto potere ?
– micron e scudorosso non hanno le qualita’ per guidarci …..ma
come si spiega che , una intera nazione , non porti candidati validi alle elezioni…
che non si scelga un Sistema di governo non basato su facce ma su valori ,
e che poi , sapendo che si sceglie tra varie rappresentazioni della morte…..
quella nazione , intera , non deleggittimi , energicamente , quelle elezioni ??

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  marco schanzer
16 Maggio 2017 2:51

Mi permetti di rispondere a questa bella domanda?

“…Perche’ gli mettiamo in mano il nostro destino ?…”

Perché i re volevano fare guerre con le casse vuote, e li hanno riempiti di soldi.
Abbiamo voluto colonizzare il mondo e siamo andati a battere cassa di nuovo.
Ora vogliamo consumare come dei pazzi e continuiamo a riempirli di soldi.

Dove si trovano ce li abbiamo messi noi, e li rafforziamo ogni minuto che passa con lo stile di vita sul quale filosofeggiamo.

É assolutamente ipocrita incolparli, non solo abbiamo messo loro in mano il destino: letteralmente li adoriamo da secoli.

fuffolo
fuffolo
Risposta al commento di  Primadellesabbie
16 Maggio 2017 8:10

Perché ora vogliamo consumare come dei pazzi e continuiamo a riempirli di soldi.

Arriviamo alla stessa conclusione.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  fuffolo
16 Maggio 2017 11:19

Sì, su questo non ho mai avuto dubbi.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  marco schanzer
16 Maggio 2017 3:27

Perchè si pensa che i valori vengano prima dell’essere popolo. Parallelamente a questo, che essere popolo dipenda dalle prese di coscienza individuali che poi si sommano. I valori, o i “fini”, dipendono dalla capacità di controllo che una volta acquisita “prospetta” delle finalità compatibili appunto con la capacità di mantenere il controllo che è il vero “fine”. Quando si consolida la capacità di controllo, non solamente materiale ma anche culturale, il discorso sui “valori” acquista una sua reale indipendenza. Non è parlando di valori “prima” che unisci la gente ma presentandoti come gruppo forte e unito con una o più persone che siano in grado di interpretare e rappresentare la “figura di riferimento”. E’ necessario e indispensabile che i grillini cooptino degli intellettuali riconosciuti che fungano da “catalizzatori”. Il primo passo non è la comprensione razionale o la “conversione” a un nuovo e più alto stile di vita ma l’immedesimazione in una figura dotata di carisma e capace di “linguaggio”. Questa immedesimazione se sufficientemente collettiva darà luogo a un senso comunitario che sarà in grado di opporsi alle lusinghe del potere. Solo dopo questo primo passaggio diventa possibile una elaborazione più razionale e personale. Il consumismo e le altre “lusinghe”… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
16 Maggio 2017 2:28

Rosanna, Macron é, in una partita a scacchi, la risposta vincente ad una mossa sbagliata,

Poi possiamo fare mille considerazioni…

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 11:10

Infatti loro hanno fatto la mossa vincente, come ho detto.

La mossa sbagliata é la nostra.

Proviamo a pensare ad una strada che implichi civiltà ed escluda i sostenitori di autoritarismi, come una lettura pacata della storia parrebbe suggerire…a promuovere possibilità, anziché rimedi inaccettabili a paventate sventure, che di questa roba il mercato é saturo!

Tonguessy
Redazione CDC
16 Maggio 2017 8:15

Brillante disamina. Ho solo una grossa perplessità: Macron si “definisce «né di destra né di sinistra». Liberale progressista, si dichiara saldamente a sinistra sulle questioni sociali, ma odia il termine centrista, ed è aperto alle idee di destra….[e sta operando] la svolta liberista della sinistra”.
Temo che sia proprio quel “né destra né sinistra” a forgiare la politica. Chiunque usi questa metodologia è destinato ad affondare nelle sabbie mobili dell’indifferenziato postmoderno.

Cincinnato
Utente CDC
Risposta al commento di  Tonguessy
16 Maggio 2017 9:48

Sono con te. Infatti chi si definisce ne’ di destra ne’ di sinistra qui da noi? Per tutta una parte ampia del pezzo di Rosanna se provi a sostituire Macron con Di Maio avrai una folgorazione. Sono semplicemente interscambiabili. O almeno, lo sbracciarsi di Di Maio in questi mesi verso i poteri forti interni ed esterni per accreditarsi come utile maggiordomo, sono puerilmente sfacciati. Il voler sottrarre alla destra i suoi temi sulla sicurezza, gli immigrati, l’attacco al sindacato, alla sinistra che non c’e’ ci si limita a parlare di reddito di cittadinanza, di moralizzazione dela politica, di lotta alla casta. Tutto questo Rosanna lo definisce “politica meno aggressiva”, io trasformismo all’italiana. Vediamo tra Grillo/Di Maio e Renzi, su chi puntera’ il sistema di potere controllato dalla finanza internazionale. Ancora non e’ chiaro quindi Di Maio sfruttera’ le chance che ancora si presentano.

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 11:27

Lottare contro l’ENI per difendere il bene pubblico è un ossimoro

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 13:31

Ecco, la lotta alla privatizzazione, questo è un punto centrale, una battaglia di sopravvivenza dell’interesse nazionale, le tangenti all’estero per i giornalisti sub-servi italiani fanno notizia solo se le paga l’ENI, come se non fosse una prassi indispensabile per operare in certi paesi, quando le pagano i loro padroni, servi degli angloamericani, non battono una riga.

Tonguessy
Redazione CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 12:52

Ci sarebbe una lunga analisi da fare su come usando lo stesso slogan si possa arrivare a risultati diversi. Il che è esattamente l’hard core della postmodernità intesa come ridondanza di significati. Diceva Jay Leno che democratici e repubblicani sono due pugili che dai lati opposti del ring urlano gli stessi slogan. E così ci troviamo Trump che ha vinto anche grazie alle promesse di distensione dei rapporti USA-Russia (la Clinton aveva promesso tutt’altro) mentre adesso fischiano venti di guerra. Esiste una intercambiabilità che è la cifra dei tempi attuali.
Parlando del M5S: nessuno ha obbligato quel partito a mettere la svastica o la falce e martello nelle loro bandiere. Ed infatti non li hanno messi. E nessuno li sta obbligando a recitare il mantra postmoderno del né destra né sinistra. Se lo fanno qualche motivo ci deve pur essere. Ed io credo di sapere qual’è.

Tonguessy
Redazione CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 14:59

molto semplicemente: né destra né sinistra mette sotto allo stesso ombrello nazimaoisti, destre estreme, destre moderate, centristi, e sinistre legate alla finanza globale e tutto questo con lo scopo di evitare di identificare qualcosa. Questo è il gioco postmoderno, che ha una sua logica e utilità (ma non per noi comuni cittadini). Chi si presta a questo gioco lo fa o inconsapevolmente (bar sport) o consapevolmente (la nuova politica che si vuole smarcare da quella precedente). Volersi smarcare non significa (Bossi docet) necessariamente farlo. Quindi io attendo, e ho pazienza. Terrò a memoria questi tuoi interventi. Ho osservato Syriza, e sto osservando il M5S.

Mario Poillucci
Utente CDC
16 Maggio 2017 8:46

Rosanna ha pienamente ragione! La sua analisi, le sue conclusioni sono logiche, ineccepibili sotto ogni punto di vista! Sono solo e soltanto il risultato cui ognuno di noi può pervenire, mediante una sola e semplice elementare osservazione dei fatti. Ciò premesso ed una volta portata a termine la discussione circa il sesso degli angeli resta attuale, stringente, drammatico, impellente il problema principale, il nodo di Gordio: acclarata la dannosa presenza di quella bella teppaglia che con protervia e violenza ha riportato il ns mondo ad un neofeudalesimo malsano, perfido, subdolo, protervo, spocchioso ecc.ecc.ecc. cosa facciamo? Come li disattiviamo? Come ce li togliamo dai santissimi? Come si ripristina una sana misura? Possiamo dottamente discutere quanto volete ma non vedo risultati tangibili, apprezzabili! Se il mio podere è invaso dalle erbacce, se il mio gregge è minacciato da predatori non intavolo diatribe filosofiche cercando di dissuaderli dal loro disdicevole comportamento! Aratro nel primo caso, 303br nel secondo! Pacifismo con le persone di buona volontà, oneste, democratiche. Metodi drastici, estremamente drastici, nel secondo! Felice giornata a tutti!

Mario Poillucci
Utente CDC
16 Maggio 2017 9:02

Dimenticavo, sbadato che non sono altro!
ATTALI
più correttamente ATTILA!!!

PietroGE
Utente CDC
16 Maggio 2017 10:13

Una analisi fatta molto bene e condivisibile al 100%. Qualche appunto :
-La elezione ha fatto chiarezza sulla situazione politica francese e questo è un fatto positivo, i partiti tradizionali, intercambiabili l’uno con l’altro, sono ridotti ai minimi termini, la contrapposizione è ormai tra mondialisti e sovranisti, e questa è la dialettica vera, quella che corrisponde alla situazione economica e sociale.
-I poteri forti sono scesi in campo direttamente con i loro portaborse, segno che giudicano la situazione tutt’altro che tranquilla.
-L’euro si è rivelato, purtroppo, il tallone d’Achille dei sovranisti, troppo tardi il FN si è accorto che l’opinione pubblica era a grande maggioranza contraria all’abbandono della moneta unica.
-Nessun attentato o atto di violenza ha turbato le elezioni. I sondaggi che davano favorito il candidato che manterrà inalterata l’immigrazione e l’islamizzazione della società francese ha convinto le banlieu a stare calme. Tanto il tempo lavora per loro. O almeno così credono.

PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 12:01

E, come hai giustamente fatto notare anche tu, la cosa non è nuova. Io mi ricordo il pompaggio mediatico, in particolare da CNN, di un personaggio assolutamente sconosciuto come Obama, il quale compare all’improvviso (nel 2004) e viene osannato da tutti i media americani. La cosa bella era che tutto quello che aveva fatto come avvocato (i pareri legali) veniva secretato compreso il suo passato all’Università. Non era (e non è) chiaro neanche se fosse nato negli USA. La storia si ripete : ‘En Marche’ è l’equivalente di ‘Yes We Can’ uno slogan vuoto per un candidato vuoto.

scimmia
scimmia
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 12:07

hanno avuto il loro Berlusconi, ora avranno il loro Renzi e probabilmente, come noi, ancora non gli sono bastati e non gli basteranno.
siamo in troppi a stare ancora troppo bene e siccome i diritti e i denari li stanno togliendo un poco per volta con tanto di propaganda per farcelo digerire la guerra è ancora lunga.
la battaglia è per ora persa anche se le conseguenze sociali saranno pesantissime.

SanPap
Utente CDC
16 Maggio 2017 10:25

Gli aventi diritto che hanno votato sono il 28.33 %, di cui il 66.06% ha votato Macron, ossia Macron ha ricevuto il 18.64% dei voti degli aventi diritto; un po’ pochi per parlare di macronizzazione dei cervelli. Sarei più propenso per “Presa per il culo supportata da lettura tendenziosa dei dati statistici”
Resta il fatto che la stragrande maggioranza degli aventi diritto non vota più …
sono stanchi e credono ormai solo al 303br ? ( comunque gli AK47 sono migliori, costano meno, si trovano più facilmente, munizioni comprese, basta andare nei campi ROM …)

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 13:52

Certo …
quello che preoccupa me è il silenzio: quando si discute, si litiga, al limite ci si insulta, c’è in fondo una speranza che le proprie istanze vengano, se non accolte, capite; quando cala il silenzio si stanno cercando soluzioni altrove, quasi mai simpatiche

fastidioso
Utente CDC
16 Maggio 2017 11:06

Forse O.T. ?
A Torino, gli islamici hanno scagliato la prima freccia!
Pretendono la loro costituzione.
Chi raccoglierà il testimone?
Cioè chi sarà il micron italiano ?

PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  fastidioso
16 Maggio 2017 11:25

La Appendino è un’altra prova della incompetenza dei 5S a governare il Paese.

PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 14:59

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12341288/chiara-appendino-banche-finanza-islamica-torino-.html ………… Chiara Appendino, ha deciso di fare di più e di meglio: permettere una colonizzazione islamica delle banche nel capoluogo piemontese, con il corollario di ammettere di conseguenza anche i principi della sharia. Intervistata ieri da Maria Latella, la Appendino ha detto testualmente che «è auspicabile a Torino la costituzione di banche islamiche che adottino una finanza conforme alla sharia». Il suo progetto è coerente con lo spirito del Tief, il Turin Islamic Economic Forum, svoltosi a inizio marzo, una due giorni che ha costretto la città ad assumere, a livello alimentare, costumi halal friendly, cioè leciti secondo la legge coranica. Ma soprattutto il messaggio del sindaco è teso a raggiungere un paio di obiettivi: integrare meglio i musulmani in città (sono circa 50mila a Torino), permettendo loro di accedere al credito e di acquistare case o aprire attività commerciali; e attrarre investimenti significativi da parte di Paesi islamici. Per riassumere, è quello che la leader di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni, in un post su Facebook ha definito «uno scientifico piano di islamizzazione di Torino», oltre che la conferma che «il Movimento 5 Stelle è parte integrante del sistema che sta distruggendo le nostre nazioni»…………………………. Attendo spiegazioni, se… Leggi tutto »

PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 15:35

La finanza islamica di per se è un dettaglio, che poi sia fatta senza interessi è una cosa molto dubbia. Il problema è l’introduzione di una legislazione come la Sharia totalmente incompatibile con la nostra Costituzione e le nostre tradizioni. Quanto al favorire l’integrazione degli islamici nella nostra società, la cosa è da ridere. È la nostra società che si sta integrando in quella islamica. In questo modo si da ragione alla stragrande maggioranza che non si vuole integrare e si condannano i pochissimi che avevano deciso di integrarsi. L’islamizzazione dell’Italia procede con la tattica del salame.
I 5S qui stanno veramente scherzando con il fuoco.

Gino2
Gino2
16 Maggio 2017 11:19

“Un puro fenomeno mediatico privo di un partito di riferimento, un vuoto di valori e programmi, che risponde perfettamente alla gestione mediatica del potere nel nostro tempo, dove i politici vincenti arrivano alla ribalta unicamente per doti fotogeniche e telecomunicative, bypassando direttamente congressi partitici e beghe democratiche, ormai divenute desuete e anacronistiche.”

Sottscrivo.

Attenzione però Rosanna che i 10 punti che hai citato non sono dissimili dal programma dei 5s.

Annibale Mantovan
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 12:11

Max rispetto per M5S ma secondo me è tutta fuffa. Anche prendessero il 51% non avranno la forza, contando media e magistratura contro, per seguire il programma…vedi Trump, Tsipras,..l’ Italia è morta.

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 12:20

Quello che posti non ha molta attinenza. Ho letto il programma del M5S. Posso risponderti come la penso io: 2) «relax del diritto al lavoro» i 5s non sono ancora chiari su questo punto. Sono piuttosto ambigui. Nel programma non esiste traccia dell’argomento lavoro (non esiste la parola “lavoro” nel programma, se glielo segnali magari ovvieranno a questa gravissima mancanza) se non l’abolizione della legge Biagi. Non si parla del JobAct e di reintrodurre tutele tipo articolo 18. Sui sindacati sono molto ambigui. Si va dall’abolizione del sindacato a un suo rafforzamento, si dice che i lavoratori devono essere “proprietari” delle aziende che si traduce in “diventare azionisti”??? BOH 3) «tagliare le tasse» nessuna traccia 4) «riforma della gestione disoccupazione» Nessuna traccia. Non ho mai sentito una voce alzarsi contro la riduzione delle disoccupazioni devastanti per migliaia di famiglie negli ultimi anni. Si vuole introdurre reddito di cittadinanza anche questo ambiguo. Somiglia all’Harz IV tedesco? Basta informarsi per vedere lo scempio che fa in germania. 6) «tagliare la spesa pubblica, ma stimolare gli investimenti» uno dei cavalli di battaglia è tagliare la spesa pubblica (cosa cmq virtuosa) ma non si parla mai dei licenziamenti nella publbica amministrazione. Solita ambiguità. Tanto… Leggi tutto »

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  Rosanna
16 Maggio 2017 14:11

non ho alcuna posizione se non valutativa (e dei preconcetti naturali e ovvi che sono pronto però a discutere). valuto il loro prossimo progetto politico. (che dicono di stare per presentare insieme alla squadra di governo) sul programma che ho letto ho, come ti ho detto, visto cose interessanti ma nel contempo cose ambigue e mancanze inaccettabili (dal mio punto di vista) delle chiacchiere delle conferenze e altre non mi interesso. mi interessa valutare e capire i programmi che bisogna be saper leggere anche tra le righe e non farsi affascinare perchè è chiaro che sono scritti in un certo modo per attrarre voti e bisogna provare a districarsi in mezzo a tutte queste cose.

il gobbo
Utente CDC
16 Maggio 2017 11:49

Analizzare e fare previsioni, a questo punto è irrilevante, aspettiamo e vediamo
quali sono gli ordini della Merkel, e in che modo saranno messi in pratica dal
suo “maggiordomo” Francese, aspettiamo fiduciosi..nella routine e godendoci
questo sole primaverile seduti al bar della piazza percorsa da variopinti umani
e chiassosi bimbi che si istruiscono giocando al pallone…(sic!)

gix
Utente CDC
16 Maggio 2017 12:03

Ci si aspettava qualcosa in più dal popolo francese, ma alla fine si è comportato esattamente come previsto, forse anche meno imprevedibilmente di quanto sarebbe potuto accadere qui da noi. Ma il problema non è tanto il fatto che la Le Pen abbia perso (ammesso che non ci siano stati brogli elettorali), era quasi scontato con tutto il cucuzzaro mediatico e di sistema contro. Il fatto è che per far eleggere un tizio qualsiasi plastificato come questo, occorreva mettergli contro un candidato sicuramente perdente in quanto impresentabile. Ecco il punto, la Le Pen si è prestata, coscientemente, al sacrificio, come Giuda, che doveva per forza fare la parte del traditore, perché alla fine il lavoro sporco qualcuno lo deve pur fare. Certo, la Le Pen dice cose sacrosante, come Salvini in Italia, ma è troppo impresentabile, anche se le sue colpe sono quelle dei padri, come del resto Salvini dice pure lui cose così, ma non può andare a dirle più giù di Bologna. La verità è che il tizio avrebbe dovuto confrontarsi con un candidato veramente nuovo, sostenuto da una forza presentabile se non altro perché immune dai vizi del vecchio sistema. Noi qui questa possibilità la abbiamo, dovremo… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
16 Maggio 2017 12:20

E dobbiamo smetterla di spiegare che hanno vinto ma sono dei minus quam e abbiamo ragione noi, o che i popoli non capiscono, sarà anche vero ma forse siamo noi che ci muoviamo in modo da non essere capiti, oramai l’elenco si allunga…Austria, Olanda…

La storia d’Europa é lì, leggibile senza sforzo, qui riciclando l’autoritarismo si sbatte inesorabilmente contro un muro di calcestruzzo.

Per fortuna.

PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
16 Maggio 2017 12:46

L’impresentabilità del candidato, a parte errori di strategia, la decidono i media e i media sono in mano a quelli che hanno presentato come candidato il loro portavoce travestito da politico. Il muro contro cui è andata a sbattere la Le Pen lo hanno costruito loro con decenni di indottrinamento. Molti di quelli che hanno votato il portavoce lo hanno fatto contro i loro stessi interessi economici, vedi l’elettorato di Mélenchon, e saranno ancora una volta a protestare in piazza quando arriveranno i prossimi provvedimenti di liberalizzazione del mercato del lavoro promessi già dal nuovo governo. Il problema del che fare, quindi, è quello del controllo e della manipolazione dell’opinione pubblica e della proprietà dei media. Internet con la contro informazione sta già facendo un buon lavoro, e per questo è nel mirino dei governi con la storia delle fake news, ma non basta.

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
16 Maggio 2017 13:13

Si vero, ma in questo caso non è importante chi è che decide l’impresentabilità, come dire c’erano appigli storici più che consolidati, sui quali certamente i media hanno potuto lavorare come tu dici, e l’ho dato per scontato. La realtà è che ci vuole qualcuno di veramente nuovo, slegato dal vecchio sistema e dalle vecchie categorie politiche.

Mechano
Utente CDC
16 Maggio 2017 12:43

L’analisi migliore sulla Francia e le oligarchie che ci comandano la fece nel 2012 il prof. Alain Parguez durante i summit di Rimini sulle Teorie Monetarie Moderne.

Vanno seguiti tutti i suoi lavori. Sono magistrali.

https://www.youtube.com/watch?v=F91V8yzyS_s&index=4&list=PLE0A9C7104CD2D655

http://www.libreidee.org/2012/05/parguez-con-leuro-si-avvera-oggi-il-sogno-dei-fan-di-hitler/

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Mechano
16 Maggio 2017 13:13

Perfetta tempistica ed ottima segnalazione, grazie.

Guarda guarda, spunta l’Opus Dei, e chi l’avrebbe detto…….
Ma allora i diabolici Rothschild?

Il diavolo e/o l’acqua santa!

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Mechano
16 Maggio 2017 17:10

Scusate se mi intrometto ma a me risultata che il vicario per la Francia dell’Opus Dei sia Mgr. Antoine de Rochebrune che con il ministero delle finanze francese non ha nulla a che vedere. Che io sappia il religioso economista in capo della “Agenzia francese per lo sviluppo” è un giovane gesuita, non benedettino, che in quanto gesuita ovviamente non può avere rapporti con l’Opus Dei. Non so se si stia parlando di lui o se davvero esista questo benedettino capo dell’Opus Dei. Ho qualche dubbio. Inoltre riporto un passo dell’articolo di Libreidee che francamente è molto poco credibile: “Cito il direttore generale del ministero delle finanze francese, che appartiene all’ordine monastico dei Benedettini ed è anche il capo dell’Opus Dei Alain Parguez francese – fra l’altro, anche la Commissione Europea (come il governo francese) è ampiamente controllata dall’Opus Dei. Ho provato a parlare con lui di questa questione, e mi ha detto: «Sì, l’economia francese è morta, ma non abbastanza». Mi ha detto: «Professore, lei deve capire perché esiste il sistema europeo. Che cosa vogliamo? Vogliamo distruggere, per sempre, la gente. Vogliamo creare una nuova tipologia di europeo: una nuova popolazione europea, disponibile ad accettare la sofferenza, la povertà.… Leggi tutto »

Mechano
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
17 Maggio 2017 9:43

E minkia, il processo di cinesizzazione dei lavoratori europei, citato nell’intervista è sotto gli occhi di tutti, e il passo che citi ti risulta poco credibile?
Ma stai scherzando?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Mechano
17 Maggio 2017 10:22

Mechano, ma tu hai letto bene cosa ho scritto?
Riprova che non hai capito niente.
Invece di scrivere “minkia” cerca di capire bene cosa ti dice l’interlocutore e nel caso domanda.

enzo
enzo
16 Maggio 2017 13:41

Macron è piaciuto ai francesi perchè anche lui è parte integrante dell’èstablishemt francese, quello che vive ancora sullo sfruttamento coloniale in africa, sulle rapine di aziende italiane strategiche tramite le banche sioniste, sulla vendita di armamenti a nazioni in guerra etc. Questo èstablishment purtroppo si chiama “la maggiornaza del popolo francese”, non hanno votato per sbaglio ma perchè Macron è uno di loro, punto e basta.

Cataldo
Cataldo
16 Maggio 2017 16:01

Qui ti quoto, ovviamente si tratta di farli fuori dalle istituzioni, in modo democratico, fin quando sarà possibile …

Tizio.8020
Utente CDC
Risposta al commento di  Cataldo
16 Maggio 2017 18:37

Sì chiaro, mica voglio ammazzarli!
Eliminarli da tutte le Istituzioni in fretta, e senza tante storie.
Se vogliono andarsene interi.
Altrimenti, se continuano così, se la vedranno con chi rimane.

Però avrei la pretesa che siano interdetti per sempre da ogni pubblico ufficio, hanno scatenato guerre commerciali inutili e distrutto intere economie, al solo fine di arricchirsi…di più!
Non è possibile che ci sia gente che muore di fame per le politiche neoliberiste da loro imposte , mentre loro accumulano la 1345° auto di lusso, o la 234° imbarcazione da diporto inutile…

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Tizio.8020
16 Maggio 2017 19:24

Rispondo qui alla tua precedente che vedo adesso ed é in moderazione:

E da dove lo prendevano il denaro i lombard ed i banchieri toscani?

Questi si sono messi al posto giusto e hanno previsto come sarebbero andate le cose, e magari le hanno un po’ aiutate ad andare come andava bene a loro.
Probabilmente lo fanno ancora e non sono i soli.

E noi abbiamo fatto e facciamo il resto, da secoli, felici e soddisfatti come scimmiette ammaestrate.

Eliminarli dalle istituzioni?

E rinsavire noi? No eh?

Gianni Bi
Gianni Bi
Risposta al commento di  Tizio.8020
18 Maggio 2017 0:28

” mica voglio ammazzarli ” ??
Mi sembra una risposta di un cretino !
Allora va a raccogliere i fiori nei prati !
E “loro” intanto continueranno a comandare a decidere la tua sorte, e tu a subire le loro decisioni, e sarai sempre un servo. E quando deciderai di prendere il potere, senza il loro consenso, “loro” non saranno certo misericordiosi nei tuoi confronti, e non ci penseranno due volte di eliminarti sul serio, senza tanti scrupoli, ammazzandoti.

Gianni Bi
Gianni Bi
Risposta al commento di  Cataldo
18 Maggio 2017 0:08

Farli fuori in tutti i sensi. Eliminarli, o con le buone o con le cattive, non esistono vie di mezzo, i cambiamenti reali si fanno con atti risoluti, altrimenti è meglio non cominciarli.

Sepp
Utente CDC
16 Maggio 2017 16:25

E’ il prodotto finito dopo secoli di sperimentazione,
hanno il golem. Il golem si e’ messo in marcia e
mamma oligarchia lo guarda innamorata, sono
pezzi del suo corpo che si muovono, figlio di
tutte le mummie, papa’ soros, rockfeller ecct.
Il pupo ha mosso i primi passi.

Adriano Pilotto
Utente CDC
16 Maggio 2017 17:55

Per dare un po’ di profondità storica alla figura di Macron vale la pena ricordare che il presidente più giovane prima di lui era Napoleone III. Le analogie tra i due sono molte, ma la principale è senz’altro l’occupazione del centro politico in una fase di radicalizzazione sociale.Tra le ultime, la presunzione: Luigi Napoleone, nel giudizio dei contemporanei, era ” un tacchino che si crede un’aquila”; Macron viene mediaticamente presentato come un’aquila, ma sembra, nel giudizio di molti un tacchino e nemmeno ruspante, ma allevato in batteria. Venendo alle prospettive, Napoleone III ebbe il potere per 23 anni e lo depose a Sedan, ai piedi di Bismark. Tra le conseguenze di quella disfatta, che per Croce sembrò avvolgere in un funebre sudario tutte le razze latine e prendere l’aspetto di una finis Romae, si devono annoverare le due guerre mondiali. Macron assume ora il potere, Bismark è reincarnato in vesti femminili e Sedan, anglicizzazione dell’italiano sedia, per ora designa solo una tipologia d’auto. Ma l’antica talpa non smette di scavare e, al solito, i suoi sotterranei cunicoli si riveleranno solo al tramonto. Marx, nel “Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte” scrisse: “Tutti i grandi fatti e personaggi della storia universale… Leggi tutto »

Lupis Tana
Lupis Tana
16 Maggio 2017 18:14

scusa Rosanna, in ogni tuo articolo (che leggo volentieri), vedo che ribatti colpo su colpo a tutti o quasi i blogger, dai risposte a chiunque, capisco che ti serve per preparare il prossimo servizio, ma mi sembra una cosa da ridere…
se ci fossero 1000 commenti, che fai li commenti tutti?

Mao (o chi per lui) diceva: colpiscine 1 per educarne 100. oggi mi viene voglia di salutare il Comandante Che. hasta luego. t l