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L’ultracapitalista Macron non è meglio della finta fascista Le Pen

DI DIEGO FUSARO

lettera43.it

Muovo da una considerazione semplice e diretta; che però scientemente viola uno dei dogmi portanti del pensiero unico politicamente corretto. La retorica liturgica, rituale e nostalgica dell’antifascismo in assenza conclamata di fascismo permette alle sinistre europee di occultare il loro subdolo e indecoroso passaggio totale al partito unico della produzione capitalistica.

IL PENSIERO UNICO SILENZIA TUTTO. Questa la mia tesi, che ovviamente verrà accolta come fascista, dato che il pensiero unico oggi silenzia in tal maniera ogni tesi non compatibile con esso. L’antifascismo patriottico in presenza di fascismo fu una cosa seria e anche sacrosanta. Niente a che vedere con l’odierno antifascismo liturgico in assenza di fascismo, che già Pasolini connotò insuperabilmente come “antifascismo archeologico”. L’antifascismo in presenza di fascismo era anticapitalista. L’odierno antifascismo in assenza di fascismo è ultracapitalistico.

CANDIDATO MARCHIATO ROTHSCHILD. Insomma, per sconfiggere la “fascista” Marine Le Pen le sinistre appoggeranno l’ultracapitalista marchiato Rothschild, il signor Emmanuel Macron. Colui che esprime magnificamente l’ultraliberismo deeticizzato e sans frontières, il volto più indecoroso della mondializzazione classista capitalistica tutta a detrimento di masse popolari, lavoratrici e disoccupate.

Macron pare creato in vitro – vero Manchurian Candidate – dalle élite a proprio uso e consumo. Ha tra i suoi mentori quell’Attali che – ricordate? – disse sic et simpliciter: «Ma cosa credeva la plebaglia europea, che l’euro fosse stato fatto per la sua felicità?». Plebaglia o «sdentati», come sprezzantemente ebbe a chiamare i dannati della terra un altro noto antifascista in assenza di fascismo saldamente al fianco dei potenti e del capitale, François Hollande.

GIOVANI E LAVORATORI MASSACRATI. «Basket of deplorables», li definì molto sobriamente – si fa per dire – Hillary Clinton, leader dei democratici con bombardamento missilistico incorporato e, sia chiaro, sempre in nome dei diritti umani. Diciamolo. Per lottare contro il manganello fascista (fortunatamente estinto dal 1945) le sinistre difendono oggi il nuovo manganello invisibile dell’economia liberista, che sta massacrando a sangue lavoratori e giovani, disoccupati e precari. In nome dell’antifascismo in assenza di fascismo difendono servilmente il capitalismo realmente esistente.

Per opporsi alla Le Pen votano direttamente il Capitale. Non sono personalmente un seguace né un estimatore della signora Le Pen, che mi pare abbia le idee poco chiare su quale società concretamente costruire (un po’ più di Hegel e di Marx non le farebbe male). La quale Le Pen però, se non altro, ha capito che il vero nemico è la mondializzazione capitalistica e che per combatterla occorre conseguentemente combattere contro le sue propaggini, dalla Nato all’Unione europea, riconquistando la sovranità come base ineludibile per la ripoliticizzazione dell’economia.

NO AL SERVILISMO VERSO IL CAPITALE. Con tutti limiti del caso, la signora Le Pen ha capito che per difendere ceto medio e classe lavoratrice in Francia occorre la sovranità e, dunque, resistere al mondialismo del mercato. In ciò ella è infinitamente più vicina a Marx di quanto non lo siano le sinistre arcobaleno e fashion addicted dei diritti Lgbt, dell’antifascismo in assenza di fascismo e della servile difesa del capitale, dell’euro e del mondialismo americano-centrico..

Paralizzata alla “fase tolemaica” (Gramsci), la sinistra identifica scioccamente le nazioni con i fascismi e la desovranizzazione con l’emancipazione: così facendo, fa sue le battaglie che è lo stesso Capitale desovranizzante a fare con successo. Le sue lotte sono oggi le medesime della Internazionale liberal-finanziaria e del Capitale, del quale è l’utile idiota: abbattimento dei confini materiali e immateriali, reali e simbolici, libertà come liberazione da ogni limite, eccetera.

ORMAI SI TUTELANO SOLO GAY E VEGANI. Il solo parametro di riferimento della sinistra dovrebbe essere la difesa del lavoro e della dignità sociale. E invece oggi, avendoli abbandonati del tutto, difende solo minoranze (gay, vegani, femministe residuali) e rivela un totale disprezzo per i lavoratori e i diritti sociali (sdentati, plebaglia, deplorevoli, appunto).

Che oggi l’antifascismo in assenza di fascismo sia solo un alibi che permette alle sinistre di occultare il proprio vile passaggio alla difesa diretta del Capitale è provato anche dal fatto che esse, quando i nazifascisti ci sono davvero, li appoggiano apertamente: come accadde in Ucraina nel 2014, ove i neonazisti vennero sostenuti da Usa e Ue. L’unico che a essi si oppose fu Putin, che per gli sciocchi di sinistra sarebbe, poi, il fascista, il terribile zar rossobruno staliniano e insieme mussoliniano.

VIOLARE I TABÙ VOTANDO FN? PAZIENZA. La Le Pen non è Lenin e nemmeno Gramsci, sia chiaro. E tuttavia è chiaro come il sole che il nemico principale delle classi subalterne oggi, in Francia, si chiama Macron. Espressioni paradigmatiche di servilismo e di subalternità, la manipolazione giornalistica e la corruzione accademica fanno di tutto per nasconderlo. Chi non lo capisce o non ci arriva o è in cattiva fede. Tra Le Pen e Macron, se proprio devo scegliere, non scelgo Macron. Ben sapendo di violare tutti i tabù possibili del nuovo ordine simbolico del circo mediatico, del clero regolare giornalistico e del clero secolare accademico.

 

Diego Fusaro

Fonte: www.lettera43.it/i

Link: http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2017/04/27/lultracapitalista-macron-non-e-meglio-della-finta-fascista-le-pen/210260/

27.04.2017

Pubblicato da Davide

  • furibondius

    manganello fascista (fortunatamente estinto dal 1945)?
    assenza di fascismo?
    ????
    manganello, arti e mestieri fascisti sono più che mai presenti ed attuali, basta che ci si provi, ad essere di sinistra, ed é il fascismo che, in assenza fattiva di antifascismo, si manifesta per controfigure!

    • Invisible man

      Forse lo confondi con la mafia e la mentalità mafiosa.

      • furibondius

        il capitalismo é fascista, e regna. Con manganelli d’ogni genere. E si alimenta della solidarietà squadrista dell’ignara collettività, che si crede oppressa in realtà ogni scelta che fa é una spinta per quel manganello.

        • cenzino fregnaccia pettinicchi

          Ho capito, vedi fascio ovunque ci siano idee che non ti aggradano. Fusaro nelle prime righe ha descritto bene i tipi come te.

          • furibondius

            cenzino fregn……tu ti descrivi da solo!

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Ottima risposta nel merito.

        • Invisible man

          Mi sa che semplifichi troppo.

  • furibondius

    e poi è già successo che la storia abbia pianificato l’estinzione del terzo per far scegliere il meno peggio degli altri due.
    Diego secondo me certe volte dovresti astenerti!

  • gentlyweeps

    Bravo Diego,analisi perfetta!
    Ma temo che al ballottaggio -magie orwelliane!- assisteremo al terrificante spettacolo
    dei…”Comunisti col Rothschild”!

  • marco schanzer

    Micron e’ la morte , mascherata da impiegato , attali e’ un ebreo algerino….e si comporta di conseguenza….ma ha il potere di imporci il suo mondo……la Le Pen e’ solo una casalinga che ha ereditato una professione in cui non puo’ esprimere granche’ . In sintesi , l’importante e’ non consentire ai politici , o ai finanzieri , di governarci . Cominciando dal non accettare I loro candidati alle loro elezioni . Perche’ voglion governare noi . Ma noi dobbiamo darci governo , e non lasciare in vuoto che possono , in qualche modo , riempire loro !

  • il gobbo

    Almeno in Francia il cittadino vota….da noi……..nisba!

    • Sig.Fottolo

      In Italia che ci sarebbe da votare?O meglio, chi?Tantovale

  • Mario Vincenti

    Finalmente un marxista che fa un’analisi corretta senza le sciocchezze della lotta di classe: ottimo articolo.

    • marcobaldi

      In realta’; correttamente secondo me; Fusaro ci dice che la lotta di classe (dei subalterni) oggi la fa Marine Le Pen.

      • furibondius

        Esatto. Ma sta proprio qui il problema.
        Anche prima del fascismo storico si credette che la lotta di classe la potesse fare uno di destra. Questa ambiguità é la ragione per cui Fusaro viene accolto
        con favore dalle tv! Lui é senz’altro in buona fede ma rischia di divenire utile idiota……

        • MarioG

          La cosa non tanto chiara è quale sia la classe prescelta per la suddetta lotta.

          • furibondius

            Certo che non è chiaro, ma s’intenda che l’unica lotta che non definirei neanche di classe ma verso il potere assoluto (chiesa monarchia capitalismo) è un fatto pre fascista. Il fascismo è un fenomeno “nuovo” nella storia, un nuovo inganno che promette l’affermazione degli oppressi ma esercita, senza tema di smentita che abbia un fondamento, un ruolo reazionario.
            Come?
            Insistendo gerarchicamente con quella lotta di classe che, una volta superati i retaggi su cui si basano i sensi d’inferiorità insiti nel classismo, doveva essere superata.
            Il fascismo rimette in gioco, a destra, sinistra centro su e giù, tutti i destini che secoli di vera lotta al potere avevano rischiato di cambiare.

        • marcobaldi

          Il problema è che i rappresentanti politici dei partiti di sinistra (TUTTI) hanno letteralmente abbandonato la loro funzione storica di tutela/salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
          Le masse popolari dovran pur trovare un qualche cavolo di soggetto che potenzialmente li possa rappresentare.
          La colpa della situazione, insomma, è completamente da ascrivere agli (ex) partiti di sinistra.

      • Mario Vincenti

        Si ma non e’ la lotta di classe marxista cioe’ operai-proletari contro borghesia, qui si parla di subalterni contro lobbies e potentati.

        • marcobaldi

          E’ vero che la piccola borghesia dovrebbe unirsi alle classiche masse operaie nella lotta di classe oggi. Segnando una possibile novità storica.
          Ma in realtà è sempre la solita: Lavoratori (anche la piccola borghesia è fatta di lavoratori per lo più) contro (grandi) capitalisti.
          Esiste oggi, come è sempre esistito il conflitto capitale/lavoro. Fare finta di rimuoverlo. Per l’ appunto è una fesseria che la “cultura” dominante non a caso ha fatto di tutto per coprire

    • Divoll79

      La lotta di classe esiste, eccome. E, come ha detto il super-magnate Warren Buffet, l’hanno vinta loro, i neocon. Per ora.

    • amaryllide

      un marxista che non parla di lotta di classe non è un marxista, punto.

  • redfifer

    Oh finalmente qualcuno con le idee chiare, e non con le conculine in mano a sbatterle quando caga, per non sentire i noti rumori ambigui classici del gesto!

    Condivido appieno la veduta che il capitalismo odierno, altro non è che un rinnovato fascismo di classe ancora più subdolo e infame, visto che è voluto e creato dai più noti infami della terra e che non si fa remore di attaccare tutto e tutti indistintamente, facendo dove passa carne da macello e di conseguenza l’ormai nota macelleria sociale.

    Certo non mi aspetto da chi parteggia per il boia (leggasi sinistra, che più sinistra non si può, visti i risultati distruttivi sotto gli occhi di “quasi” tutti) possa rendersi conto di quanto gli accade sulla testa, considerando che il disastro Europa è il risultato voluto e raggiunto da tutti i gruppi sinistri europei e non a caso i “paesi dell’Est” che conoscono bene il risultato del comunismo vecchia maniera, non solo se ne dissociano e vogliono uscire quanto prima dall’unione, per non ritrovarsi di nuovo sottomessi, essi guardano più a Putin che alla Merkel avendo già patito e dato nei tempi di regime tanto da non voler caderne in un altro, in atto appunto nell’unione a cui con speranza avevano aderito, confidando in un nuovo corso che si rivela invece come il proseguo del precedente.

  • a-zero

    Ah, ah, ah … A quanto pare il compagno Melanchon andrà a votare … e non voterà FN … ah, ah, ah … è proprio di sinistra, le istituzioni prima di tutto.

    Astenersi e invitare all’astensione no? Invitare al sabotaggio del sistema no?

    E così gira che rigira il sorcetto democratico torna sempre alla pizza di cacio (le istituzioni). Ma anche Marx per gran parte del suo vivere s’era fissato con la democrazia, la conquista del potere e la dittatura del proletariato. Alla fine la storia ha prodotto solo un proletariato sotto dettatura e non poteva essere altrimenti.

    Mi sembra di rivedere gli stalinisti del partito comunista grco che difendevano il parlamento assieme alla polizia.

    • Divoll79

      Io penso che l’elettorato di Melenchon fara’ di testa propria e votera’ Le Pen. Il suo programma e’ molto simile. Melenchon e’ come Tsipras, inaffidabile.

      • a-zero

        Devo dire che sono stato troppo carico di pregiudizio nel dileggiare Melenchon.

        Lui e i suoi poi hanno chiesto a Macron (richiesta irricevibile) di rinunciare alla legge sul lavoro e al suo netto diniego hanno invitato all’astensione. Se è come Tsipras non lo so, Tsipras è un campione nel suo genere e non so se i comunisti francesi sono più sprovveduti di quelli greci.

  • Skaramakay

    Chiarissimo, in poche righe c’é tutto. Certo che ci imbrogliano facilmente, scambiando tutte quelle figurine. Comunque, alla fine dietro questi teatrini ci sono sempre gli stessi, che a menzionarli si va in galera …..

  • PietroGE

    Beh, finalmente Fusaro ha cominciato a capire quale è la situazione e cosa c’è in gioco. Spero che chi è ancora infatuato della sinistra lgbt, immigrati, lenzuolate di privatizzazione ecc. ecc. veda finalmente la luce. Bella la definizione di “fase tolemaica” (Gramsci).

  • Mario Poillucci

    Un articolo lucido e preciso, nulla da eccepire! Desidero solo sottolineare che risulta improprio, semplicistico, scorretto definire, catalogare, inquadrare nostrani ed altrui ”politici” di destra oppure sinistra e lasciamo perdere chi si intruppa al ”centro” che rappresenta il top dell’ipocrisia e dell’opportunismo più disgustoso, stendendo un pietoso velo di disgusto sul top della cialtroneria definita centro-destra e centro-sinistra e non necessitano spiegazioni! Cialtroneria tipicamente italiota ma noi, in questo, siamo ai vertici assoluti. I ”politicantipoliticastri” non non sono di sinistra tantomeno di destra; osservano, considerano, valutano su quale carro, al momento saltare per le proprie convenienze, ambizioni, speranze di prosperità, dominio, comando. Sono, quindi, assimilabili a tenie, ascaridi ecc.ecc. forme di varia parassitosi che, millantando appartenenza cultural-politica, seguono e perseguono esclusivamente il ”proprio esclusivo particulare”! Sono le azioni che qualificano le persone non già il millantare appartenenza a fede politica ostentata ma svelata dalle azioni! Un esempio, negativissimo, per tutti: valutiamo il sig. Napolitano! Secretatore dello sterminio definito ”terra dei fuochi” quando era ministro, ex fascista successivamente folgorato sulla via di Damasco da anelito comunista! Trovate una opportuna definizione per una siffatta persona! Analogo giudizio per una legione di pseudo-politici fons et origo di tutti i ns mali; l’elenco sarebbe interminabile. Gli attuali ”politici” vengono scelti da lobby, poteri, oligarchi, prosseneti di borse e mercati ed analoga infamia bipede che, individuato il sicario più opportuno, lo cresce, accudisce, finanzia provvedendo, poi, a ”sdebitarsi” a ns danno! Un noto tragicomico fanfarone, anni addietro, affermò: ”l’Italia è scalabile”!! Fate un pò voi! Monsieur micron è un altro della stessa dannosa specie!! Buona giornata a tutti!!

  • AlbertoConti

    Una precisazione: questo sistema, di cui siamo succubi e parte integrante essenziale al contempo, alleva i suoi germi patogeni al fine di giustificare i suoi veri misfatti, contrabbandandoli come (fasulla) reazione ai suddetti germi di antica e comprovata conoscenza popolare (altrimenti non verrebbe “compreso”; in questo il sistema è il più populista dei populisti). Se il passaggio diretto dai fatti reali (es. bombardamenti telecomandati) alle (fasulle) motivazioni non riesce, cioè non si stabilisce una sostituzione cognitiva diretta tra la presunta “reazione” e le sue (fasulle) motivazioni, poco importa. Infatti vale molto di più la cortina fumogena che questo caos sovversivo crea ogni volta, impedendo la visione corretta a chi è già abituato a non guardare neanche più, tanto “son tutti uguali”.
    Fin qui niente di diverso da quanto illustra Fusaro, e gli esempi si sprecano, dall’ISIS ai migranti, dall’apologia della cultura gender alle femen, dalle rivoluzioni colorate ai false flags, ecc. ecc.
    Il problema è che a scherzare col fuoco prima o poi ci si scotta davvero, essendoci dei limiti, se non altro statistici, all’azzardo morale. E così il nazismo diventa reale nel cuscinetto europa-russia, va al potere in Ucraina, così come, in altra forma anche dal fascismo nostrano, va al potere in parti significative di Africa e medio-oriente.
    Questa ovvietà storicizzata può mettere in difficoltà l’analisi di Fusaro, se non si riesce a distinguere i principi dai fatti, come del resto nelle esperienze storiche comuniste in giro per il mondo. Insomma il populismo ha una sua dimensione critica. Al di qua diventa semplicismo e ignoranza, al di là si snatura, non sempre per fare quel necessario salto di qualità verso la percezione della complessità. In tal caso ci si avvita nell’impotenza della ragione, che è quello che serve al sistema per perpetuarsi.

  • Tonguessy

    Al solito Fusaro si lancia in invettive che si basano su ipotesi non verificate. Ovvero che il fascismo sia morto. Se avesse avuto il tempo di leggersi la brillante analisi di Roveri (uno dei maggiori storici del fascismo) del libro “le cause del fascismo” si renderebbe conto dell’errore. Comunque tutti gli storici sono concordi nell’affermare che la principale causa del fascismo fu la crisi post prima guerra mondiale. E la crisi attuale non è che sia molto diversa. Quindi anche se può assumere volti diversi, oggi più che mai esiste il rischio. Ed il rischio sta proprio in ciò che denuncia Fusaro, ovvero l’avere abdicato la difesa dei diritti sociali per abbracciare i diritti umani. Questa è la strada maestra che ci sta portando verso il fascismo strutturato, ovvero la negazione dei diritti sociali e, conseguentemente, anche dei diritti umani così tanto verbalmente amati. Che la Le Pen si trovi ad occupare un’area storicamente di sinistra non significa che sia di sinistra, significa solo che la sinistra adesso è un movimento protofascista, e chiunque si posizioni leggermente alla sua sinistra in termini di difesa dei cittadini (e ci vuole davvero poco) ecco che magicamente diventa “di sinistra”. Il fatto grave, che purtroppo Fusaro dimentica di citare, è la deriva tutta postmoderna del significato della parola “sinistra”. La confusione è esattamente ciò che stava ( e sta ancora) scritto nell’agenda del capitale globalizzante. Il partito unico che l’autore disprezza così tanto è esso stesso il frutto maturo di questo tipo di capitalismo che porta (oggi come ieri) dritti verso l’indifferenziato fascista. Ricordiamoci che Mussolini era socialista, e che i nazisti si chiamavano nazionalsocialisti. Se il fascismo nasce (anche) dal caos semantico, oggi più che mai il fascismo è vivo, altro che “fortunatamente estinto dal 1945”! Se poi vogliamo vedere le cose dal punto di vista politico giova ricordare che nel primo governo Adenauer erano presenti parecchi nazisti.
    «I tedeschi sono stati liberati da
    Hitler, ma non riusciranno mai a sbarazzarsene. Persino da morto, Hitler
    sarà sempre presente tra di noi, tra coloro che gli sono sopravvissuti,
    coloro che sono vissuti dopo e persino tra quelli che non sono ancora
    nati.»
    – Eberhard Jäckel, storico tedesco
    E vogliamo parlare della IG Farben, vera colonna portante del nazismo e poi diventata Agfa, Basf, Bayer, Merck e via elencando colossi chimici e farmaceutici?
    Ma già, secondo Fusaro queste sono tutte balle……

    • scimmia

      è altrettanto vero però che continuando a far governare chi sta dietro ai vari MacroRenzi lo scontento e quindi lo scontro non potrà che essere via via maggiore, con il rischio si che poi si vada ad abbracciare le vere destre fasciste.
      il “regime” attuale non sarà fascista ma ci si avvicina parecchio, basti vedere cosa accade a criticare l’operato delle ONG: fuoco di sbarramento prima e attacco diretto adesso.
      a mio avviso si rischia meno a favorire elettoralmente i “populisti” di oggi che gli attuali governanti.

      • Tonguessy

        Colui che chiami MacroRenzi è stato partorito dall’indifferenziato postmoderno: i suoi predecessori, forti di un’identità politica ormai perduta, dichiaravano “non moriremo democristiani”. Renzi è un democristiano DOC, e sta facendo valere il caos semantico. Non lo si può dichiarare di sinistra. Morirete democristiani, ve lo siete meritato. Fusaro parte da presupposti sbagliati, e constatato che la sinistra non fa più il proprio dovere perchè si è spostata definitivamente a destra, dichiara morta la distinzione sinistra-destra facendo così il gioco del capitale globalizzante. La sinistra “storica” (l’ho scritto qui sopra) è diventato un movimento protofascista che sta dando una mano al fascismo inteso come espressione del capitale (culturale ed economica). La cosa per me è assolutamente chiara. Non per Fusaro, sembra.

    • furibondius

      ottima analisi. Anche se non credo che Fusaro ritenga che queste siano balle, lui tiene il piede in due scarpe, perché ritiene che una parte di facciamo storico sia positiva….

      • Pietro de Renzio

        ma lo ha ordinato il medico di scegliere fra questi 2 stronzi agenti di diverse frazioni del capitale?organizzarsi autonomamente nei gruppi della sinistra internazionalista.
        il botto di Ottobre e” vicino

  • mystes

    Non appena i padroni di Macron hanno subodorato odore di sorpasso hanno sguinzagliato i loro cani mastini che hanno abbaiato attraverso la solita stampa asservita l’accusa che potrebbe pregiudicare la vittoria della Le Pen: quella di avere al suo servizio un nazista, tale Jean-François Jalkh che naturalmente è un revisionista il quale crede che l’Olocausto non sia mai esistito

    • fastidioso

      cioè tutti i revisionisti sostengono che l’olocausto non sia mai esistito ?

  • alessandroparenti

    Fusaro fa un’analisi lucida. Direi quasi ineccepibile. Ma non poteva,tanto per essere pignoli,perdere trenta secondi in più a trovare qualche altra minoranza che la sinistra(mi fa tristezza chiamarla così) difenderebbe senza motivo? I gay sono sempre stati discriminati senza avere colpe nè rappresentare una categoria socialmente pericolosa,anzi. Quanto ai vegani? Boh..come gli siano venuti in mente…vattelapesca.

    • Gino2

      Fusaro non ha detto che i gay vengono difesi senza motivo. Ha scritto che la sinistra si occupa ormai solo di difendere tali minoranze (e ne cita altre come i vegani e il femminismo) invece di difendere i diritti dei lavoratori.

      “ORMAI SI TUTELANO SOLO GAY E VEGANI. Il solo parametro di riferimento della sinistra dovrebbe essere la difesa del lavoro e della dignità sociale. E invece oggi, avendoli abbandonati del tutto, difende solo minoranze (gay, vegani, femministe residuali) e rivela un totale disprezzo per i lavoratori e i diritti sociali (sdentati, plebaglia, deplorevoli, appunto).”

      più chiaro di così…….

  • Davide

    La Le Pen non sta sullo stesso piano di Macron, rappresentando il popolo

    Nella nostra realtà dominata dal neocapitalismo a vocazione finanziaria, è raro scorgere un capo politico che rappresenti veramente il popolo e non, almeno sottobanco se non in
    chiaro, interessi alieni e opposti come quelli che animano la classe dominante global-finanziaria.

    Con altre parole, in politica oggi esistono due piani diversi, fra i quali non ci possono essere punti di tangenza. Uno è quello dei collaborazionisti dell’élite finanziaria
    dominate e delle false opposizioni che ingannano sistematicamente il
    popolo, impedendo che nasca una protesta insidiosa per l’ordine
    costituito, l’altro è quello dei capi politici, degni di questo nome,
    che del popolo stesso sono espressione. In ciò, la principale e decisiva
    differenza fra Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

    Il noto filosofo Diego Fusaro, molto
    presente sugli schermi televisivi, sembra non essere d’accordo con la
    visione che ho appena espresso, prova ne sia il post che ha scritto di
    recente, dal titolo L’ultracapitalista Macron non è meglio della finta fascista Le Pen, pubblicato dal sito LETTERA43:

    http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2017/04/27/lultracapitalista-macron-non-e-meglio-della-finta-fascista-le-pen/210260/

    In questo post, sembra che Fusaro, a
    malavoglia scelga fra i due la Le Pen, però con molte riserve, come se
    si dovesse votarla “turandosi il naso”, tirati per i capelli, pur di
    fermare l’ultracapitalista Macron nella sua rapida ascesa verso la
    presidenza francese.

    Consiglio di leggere l’articolo in questione e riporto, di seguito, un passaggio cruciale, che spiega la posizione del giovane filosofo, sempre più spesso visibile sui teleschermi:

    Per opporsi alla Le Pen votano direttamente il Capitale. Non sono personalmente un seguace né un estimatore della signora Le Pen, che mi pare abbia le idee poco chiare
    su quale società concretamente costruire (un po’ più di Hegel e di Marx
    non le farebbe male). La quale Le Pen però, se non altro, ha capito che
    il vero nemico è la mondializzazione capitalistica e che per combatterla
    occorre conseguentemente combattere contro le sue propaggini, dalla
    Nato all’Unione europea, riconquistando la sovranità come base
    ineludibile per la ripoliticizzazione dell’economia. [ … ] Tra Le Pen e
    Macron, se proprio devo scegliere, non scelgo Macron. Ben sapendo di
    violare tutti i tabù possibili del nuovo ordine simbolico del circo
    mediatico, del clero regolare giornalistico e del clero secolare
    accademico.

    Si ribalta il ragionamento che sarebbe
    corretto fare, in un simile confronto, in quanto non si tratta di
    opporsi alla Le Pen, commettendo l’errore, in tal caso, di votare Macron
    (secondo Fusaro), ma di opporsi senza remora alcuna a Macron e a ciò
    che rappresenta, aderendo con convinzione alla proposta della Le Pen,
    unica veramente alternativa e praticabile, aderente ai bisogni popolari,
    con qualche probabilità di successo in Francia e in Europa occidentale.
    Non ci si può permettere di tentennare, nelle nostre condizioni
    disperate, fino a scrivere, come fa Diego Fusaro, se proprio devo
    scegliere, non scelgo Macron.

    Quella del FN è una delle poche vere
    opposizioni in Europa occidentale, per quanto “moderata” (mi ripugna un
    po’ l’espressione) e comunque imbrigliata negli schemi della cosiddetta
    democrazia parlamentare e rappresentativa. Consiglio di leggere la
    sintesi lepenista del programma del FN del 2012 – MON PROJET, POUR LA FRANCE ET LES FRANÇAIS
    – al quale la Le Pen è rimasta fedele. Un impegno verso il popolo che
    comporta notevoli cambiamenti geopolitici, come l’Unione Paneuropea di
    stati sovrani e indipendenti, con la fondamentale partecipazione russa,
    oltre che quella svizzera, e la salutare esclusione della Turchia.
    Inoltre, da un punto di vista economico, occupazionale e sociale, la
    difesa delle produzioni nazionali contro l’esproprio della grande
    finanza (Rothschild & Co, oggi padrini di Macron), contro
    globalizzazione neoliberista e delocalizzazioni è un punto fermo, ormai
    da anni, della chiara proposta politica di Marine Le Pen. Per non dire
    dell’uscita dall’euro e del comando militare integrato della Nato,
    cruciali per evitare drammi futuri al vecchio continente, che oggi è in
    una situazione di rapida e perniciosa decadenza, indotta dalle politiche
    globaliste, neoliberiste e atlantiste.

    Patriottismo in economia, cioè difesa
    delle produzioni nazionali, nonché una ritrovata libertà monetaria
    (dalle quale molte altre libertà discendono) sono nel DNA lepenista, non
    certo in quello del nuovista Macron, frequentatore di brasseire radical
    chic, o dell’improbabile insoumise Jean-Luc Mélenchon, pensionato di
    una rivoluzione mai scoppiata.

    Sembra quasi che Fusaro cerchi di
    mantenere le distanze dal populismo lepenista, che è più convincente e
    radicato di molti altri fenomeni simili, nell’occidente europeo.
    Atteggiamento un po’ snobistico, a mio dire, da filosofo accademico che
    vive in una dimensione privilegiata rispetto al resto della popolazione,
    o che semplicemente non vuole scontentare troppo alcuni lettori “di
    sinistra”. Alla popolazione in difficoltà, in una realtà socioeconomica
    in rapido degrado, importa poco del grado di aderenza di un capo
    politico al pensiero di Hegel e di Marx, cosa che pur potrebbe essere
    auspicabile. Molto più importante è proporre come ha fatto la Le Pen –
    qualificandosi quale voce del popolo e interprete dello spirito di
    Francia – aumenti salariali nell’ordine dei 200 euro mensili per le
    retribuzioni più basse, inferiori a 1.500 euro al mese, e prevedere una
    piccola, ma significativa, riduzione delle tariffe del gas, elettricità e
    trasporti del 5%. Forse al grande Marx, se fosse ancora in vita,
    potrebbe non bastare, ma a molti francesi che vivono il presente credo
    proprio che basterebbe, segnando per loro un insperato miglioramento
    dopo alcuni anni di declino.

    Meglio di Marine Le Pen e del suo Front
    National oggi, in Europa occidentale, dobbiamo renderci conto che non
    c’è nulla e Fusaro dovrebbe imparare, facendo un po’ meno lo
    schizzinoso, che “si lavora con la legna che c’è in cantiere”, perché
    altra non ne abbiamo a disposizione. Il Front National è il punto più
    alto toccato dal “populismo” che si oppone alla tirannia del grande
    capitale finanziario, il quale solitamente si esprime attraverso
    candidati sub-politici, nuovi di pacca o quasi, costruiti mediaticamente
    e debitamente sponsorizzati, esattamente come il fotogenico Emmanuel
    Macron – e il “nostro” Matteo Renzi, qualche annetto fa, nella “luna di
    miele” con gli italiani menati per il naso.

    Bisognerebbe ricordare all’enfant prodige
    della filosofia italiana, Diego Fusaro, che il suo vero e unico maestro
    filosofico degno di questo nome, lo scomparso Costanzo Preve, nel 2012,
    anno delle precedenti presidenziali in Francia scrisse quanto segue, in
    piccolo saggio dal titolo Se fossi francese:

    Quanto scrivo qui probabilmente
    aumenterà il gossip e l’antipatia in rete nei miei confronti. Ma siccome
    ho anche alcuni estimatori convinti (ad occhio e croce più di dieci e
    meno di cinquanta) a loro, e solo a loro, devo la sincerità e la
    parrhesia (in greco, parlare chiaro). In Francia il 22-4-2012 ci sarà il
    primo turno delle elezioni presidenziali, ed il 6-5-2012 il secondo
    turno fra i primi due rimasti. Se fossi francese andrei a votare in
    entrambi i turni. Al primo turno (scandalo! orrore!) voterei Marine Le
    Pen, ed anche al secondo turno, se fosse ancora in corsa. [ … ]
    In Francia, grazie unicamente al meritorio De Gaulle, c’è ancora un
    brandello di sovranità nazionale. La gente è in maggioranza contro
    l’euro, anche se sventuratamente viene divisa ideologicamente fra la Le
    Pen e Mélenchon, per il quale voterei, se pensassi che facesse sul
    serio, senza recitare il semplice gioco delle parti (urla
    rivoluzionarie, e poi appoggio a Mitterrand e Jospin). [ … ] Essendo un
    uomo di libri (e non vergognandomene affatto) cito nell’ordine quattro
    libri francesi, che mi hanno portato liberamente a questa folle
    decisione politicamente scorrettissima, anche se virtuale perché non ho
    il passaporto francese. [ … ] Il quarto e ultimo è direttamente di
    Marine Le Pen (cfr. Pour que vive la France, Grancher, Paris, 2012).

    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43120%20Costanzo%20Preve

    Nel libro della Le Pen citato da Costanzo, la stessa scrive senza mezze misure:

    Je ferai donc ici une analyse du
    projet mondialiste, du rôle joué dans sa réalisation par nos élites
    politiques, médiatiques et financières, de la guerre qu’elles mènent au
    peuple, à la République et à la Nation, et de la violence contre la
    démocratie à laquelle elles sont résolues pour se maintenir en place.

    Queste parole avrebbe potuto scriverle lo
    stesso Preve o, più modestamente, anch’io e … Diego Fusaro in persona.
    Le élite che perseguono il progetto mondialista hanno mosso guerra ai
    popoli, a tutti i popoli, utilizzando una grande varietà di armi, come
    ben sappiamo con il senno di poi, dalla Legge Fornero e dallo Jobs Act
    in Italia alla Loi Travail in Francia, dai bombardamenti in Libia
    all’infiltrazione di mercenari jihadisti per destabilizzare la Siria.

    Come sempre, Costanzo Preve è stato
    chiaro e ha mostrato di aver compreso, fin dall’ormai lontano 2012, la
    portata della proposta politica di Marine Le Pen, in grado di sciogliere
    il nodo scorsoio neocapitalista e mercatista, stretto come un cappio
    intorno al collo della Francia e del resto dell’occidente europeo,
    nonostante i dubbi e i distinguo espressi dal suo giovane allievo Diego
    Fusaro.

    Viva la Le Pen, quindi, senza ombra di
    dubbio e senza distinguo, con il rammarico di non avere niente di simile
    nella disastrata e desolata Italia, dove, in un paesaggio ormai
    sterile, privo di una vera sostanza politica trasformativa, ci sono
    soltanto collaborazionisti sub-politici della troika e del Pentagono
    (piddì), false opposizioni vigliacche (cinque stelle, articolo 1,
    sinistra italiana, campo progressista, possibile) e opposizioni
    debolissime, tollerate perché non caveranno mai un ragno dal buco (Lega e
    FdI).

    Anche se la vittoria di Marine Le Pen nel ballottaggio di domenica 7 maggio, sembra avere ben poche probabilità, scrivo anch’io, come scrisse Costanzo Preve nel 2012, se fossi francese voterei per la Le Pen e non, opportunisticamente, non voterei per
    Macron!

    Eugenio Orso

    Fonte: http://pauperclass.myblog.it

    Link: http://pauperclass.myblog.it/2017/04/29/la-le-pen-non-sta-sullo-stesso-piano-di-macron-rappresentando-il-popolo-di-eugenio-orso/

    29.04.2017

    • Tonguessy

      Orso si dimentica semplicemente una cosa: se è vero che “Le élite che perseguono il progetto mondialista hanno mosso guerra ai popoli” è altrettanto vero che esistono dei WASP antiglobalizzazione (il candidato Trump era di questa partita, salvo poi doversi smentire una volta insediatosi) che, in qualità di fondamentalisti bianchi, sono definitivamente di destra. Quindi non è che essere antiglobalisti definisca l’appartenenza politica. Ci sono elites che lottano per l’identità dei popoli e sono definitivamente contro il meticciato. E sono elites di stampo fascista.

      • MarioG

        Mi potrebbe chiarire, sul lato opposto, se il perseguimento del “meticciato” costituisce una categoria politica, e nel caso quale sia il suo significato e la sua collocazione?

        • cenzino fregnaccia pettinicchi

          Forse potrebbe essere di collocazione comunista-marxista-finanziaria; tutte e tre categorie che tendono a livellare il mondo in un unica “sagoma” umana.

        • Tonguessy

          l’utente fregnaccia dall’alto della sua sapienza ha già chiarito tutto. Ed io ho delle difficoltà a interloquire con MarioG. Ma per questa volta ci provo. Non esiste una appartenenza politica univoca relativamente al meticciato, è una posizione trasversale: esistono forze tanto di destra che di sinistra (giusto per usare ciò che Fusaro ha deciso di seppellire) che sono definitivamente per il meticciato e forze tanto di destra che di sinistra che sono assolutamente contro il meticciato. Tutto chiaro adesso?

    • a-zero

      Davide: “La Le Pen non sta sullo stesso piano di Macron, rappresentando il popolo”

      Eh no, su una cosa così non si passa tanto alla leggera. Ammesso e proprio non concesso che un candidato possa rappresentare il popolo (e la Le Pen può al massimo rapprsentare chi vuole farsi rappresentare da lei) finchè si parla di “rappresentanza” si parla di “delega”, si parla di un soggetto umano minorato (il rappresentato) e un soggetto umano più che libero (il rapprresentante).

      Dare per scontato, naturale, banale, ovvio e ineluttabbile questo piccolo ma angolare fenomeno umano vuol dire spianare la strada a qualunque potere. Qualunque.

      Davide, per tramite di Orso e Preve, mi sembra che riporta l’attenzione sulla scelta “obbligata” da parte dei minorati (i deleganti).

      Un commentatore più sopra a accennato alla “organizzazione autonoma”. Ecco questo è un versante di alterità al sistema.

      Dover scegliere fra questo o quel candidato del potere che cambia per la libertà di tutti? (non intendete la parola libertà come diritto umano, ma come vita degna d’essere vissuta)

      Anche se la Le Pen e il FN vincessero presidenziali e parlamentari per due mandati, ma forse la Francia rinuncerebbe al suo centenario ruolo colonialista e imperialista? Ma i fascisti francesi come finanzierebbero le oro politche sociali per il “loror popolo” se non continuando a sfruttare (diversamente da Rotschild?) gli uomini e le risorse in giro per il mondo? ma tutta la ricchezza della borghesia francese verrebbe confiscata e “regalata” a tutti o solo al popolo del FN? Ma la francia sarebbe meno guerrafondaia e colonialista di quanto le è SEMPRE, SEMPRE stata?

      Concordo con Tonguessy quando dice che i fascismo non è mai morto. E’ stato ben strutturato nel sistema democratico. I sistemi democratici sono ad assetto variabile, prevedono giuridicamente, spazi e tempi di fascismo legale.

      Ma il tratto più profondo del fascismo nella società mercantile è il reddito: se hai reddito non lo subisci il fascismo ma ne godi, se non hai reddito subisci il fascismo politico ammnistrativo e sociale: sei povero e fai schifo. Se sei povero e nenche tiri fuori gli artigli (illegali) sei una feccia, la racaglie, come piace dire ai fascisti classisti francesi.

      Ma una ulteriore riflessione bisognerebbe farla sul fascismo, come un altro commentatore ha accennato più sopra, il fascismo non è estraneo al socialismo. Il socialismo autoritario porta già nella logica, attraverso lo sbocco nazionalista, all’ideologia fascista e nazional-socialista.

      Il socialismo e il comunismo partono dall’assunto della società contro l’individuo. La contraddizione società-individuo è fondamentale nelle relazioni umane. Sono due forze sempre presenti e contraddicenti e che formano (dialetticamente) la realtà sociale. La realtà sociale è dialettica, ma non gli individui. I politici e gli ideologi vogliono che gli individui (specie i più poveri) siano già dialettici, come pre-masticati per la dialettica sociale. Ma i padroni non sono dialettici, a meno che non ce li costringi (con alterità, forza e autonomia). E non ce li costringi con la dialettica, come sostengono i socialisti classici.

      Se tale questione la si affronta in autonomia e a portatta delle proprie mani ciascuno può trovarne una misura.

      Dubito fortemente che gli spossessati e gli sfruttati di vario grado e colore (che sono effettivamente il popolo manipolato tosto che rappresentato) possano mai arrivare a una analisi autonoma e pratica del problema società/individuo. Non per incapacità ma per inquinamento ideologico e morale (vedi tutto il pantheon delle identità sociali alimentate ad arte da preti, intellettuali e politici le quali identità aliene sono in effetti la falsa coscienza).

      Ecco perchè secondo me Melenchon ha perso un’occasione (ma come dubitarne) di chiamaere all’astensione come rottura morale con TUTTO l’ordine esistente. Tutto, contro il fronte sia nazionale che internazionale dei padroni e dei mercanti.

      Tornate 100 anni indietro e vedrete che che cosa era l’opposizione operaia internazionale, le associazioni di mutuo appoggio e la guerra alla guerra. Non alla ,guerra dei padroni si alla guerra sociale internazionale.

      Guardiamo la vita di Mussolini, le sue opportunità di successo nella vita: sono venute dalla lotta internazionalista (per il quale se la passava male) o come mandatario della naziolizzazione del socialismo italiano (casse mutue di autogestione operaria, ecc…) ai fini del capitalismo nazionale (nel breve) e internazionale (nel lungo termine)?

      Ni patrie, ni patron, ni le Pen, ni Macron.

  • ignorans

    Il fascismo è qui perché è connaturato al nostro essere. Il fascismo siamo noi.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/29/verona-lordine-apre-procedimento-su-medico-anti-chemio-su-facebook-verro-radiato/3551418/

    Quindi Fusaro è indietro con le sue analisi. Siamo in pieno fascismo.

    • MarioG

      O magari, come direbbe Fantozzi, siamo in pieno “rutto libero” (intellettualmente parlando)

  • Adriano Pilotto

    Sempre meno le bagarre elettorali si giocheranno sull’opposizione destra vs sinistra e, almeno per un certo periodo, sull’asse questo contro quello. Ma “questo” o “quello” non sono valori neutri o indifferenti e pertanto occorre scegliere: fossi cittadino francese voterei Le Pen.

  • Nicolass

    è di così vitale importanza la vittoria di Le Pen… che se vince forse riusciamo a evitare la III° guerra mondiale.

    • amaryllide

      mi pareva di averla già sentita per Trump. Quello che vuole azzerare le tasse per i ricchi, aumentare il bilancio della difesa e a tempo perso bombarda la Siria e tira “mezze atomiche” in Afghanistan. Ma certo ha evitato la terza guerra mondiale…

  • fabiola de rossi

    Sembra che la le pen abbia totalmente abbandonato il fronte sovranista.era normale.1eur=1 franco assurdo.pero’ lo ha fatto troppo tardi

  • virgilio

    qui ci sono tanti pareri ognuno vale l’altro!
    io vi dico il mio (di parere)
    1 Macron e impossibile che abbia fatto 23% senza brogli!
    2 tutti e due i candidati sono al servizio del sistema (marcio),adesso ce solo da valutare in che percentuale (%)
    e solo una questione di centimetri,quale e il verme piu lungo???
    io se sono francese voto per il verme piu corto la Le Pen ma sempre per un verme avro votato
    quanto a voi amici italiani neanche per i vermi non potete piu votare,ve li impongono serviti su un piatto,forse che non e neanche male perche se lasciassero scegliere a voi …………..
    mamma mia…………………non voglio neanche immaginare che governo ne verebbe fuori?!

  • fabiola de rossi

    Ne stanno parlando tutti i Tg e radio francesi.La Le Pen non metterà mai più in discussione l ‘euro

  • solimeo r.

    Era normale che abbandonasse il sovranismo meno normale che lo abbia fatto ad 8 giorni dalle elezioni.E’ una giornata storica perché questa svolta di Marine causa un colpo mortale a tutti(pochi tra l’altro) anti euro europei

  • vocenellanotte

    Al riguardo segnalo un bell’intervento di Jimmie Moglia su thesaker.is intitolato Douce France, che andrebbe letto. I traduttori di CDC possono qualcosa? (Per quanto leggo e capisco l’inglese, non è mia materia la traduzione)

  • Tipheus

    Ciò che dice Fusaro del “Rency” francese non è digeribile da tutti. Chiedere a un militante marxista di votare la Le Pen, anche turandosi il naso è come spiegare a un credente e praticante che deve bestemmiare un po’ ma che tutto ciò è a fin di bene.
    Non tutti possono capire, le formae mentis consolidate sono troppo rigide. Come chi non capisce che le politiche di emancipazione LGBT o l’ossessione per le quote rosa, pari opportunità etc. facciano parte di un preciso disegno di destrutturazione della società. Non si comprende, pazienza.
    Ma almeno astenetevi. Non andate a votare. Lottate “contro il sistema” dalla piazza. Non dico di votare per la Le Pen, ma l’uomo Rotschild no. Chi lo vota non può essere un vero comunista. È solo cretino, semplicemente cretino. Junker stappa una bottiglia di cognac alla salute di questi beoti.

  • Divoll79

    Caro Fusaro, dovrebbe tradurre questo articolo in francese e diffonderlo oltr’Alpe, ci sono ancora 7 giorni di tempo!

  • Fabio

    Abito a Nizza da 21 anni.Io voterò per Marine.Ma le cose si stanno mettendo molto male.Marine Le Pen per me non supererà il 35%.Al primo turno nell’aria c’era entusiasmo ma da qualche giorno c’è aria di rassegnazione

  • Fabio

    Marine ha fatto un programma che fa dell ‘uscita dall’euro un punto saldo.Un programma sincero ma non ben accetto dalla maggioranza.Non ha mai cercato di mediare.Diritta con le sue idee.Ma in politica essere così sinceri non può pagare

    • amaryllide

      a tal punto non ha cercato di mediare che nel programma ufficiale depositato al ministero dell’interno per il ballottaggio….l’euro è scomparso.

      • Fabio

        Si hai ragione.Ma lo ha fatto perché se venisse eletta ci sarebbe una tale fuga di capitali che dopo una settimana le banche chiuderebbero e lo Stato sarebbe incapace di pagare i suoi dipendenti alla fine del mese di maggio.

  • fabiola de rossi

    Il programma lepenista sembra costruito in una stanza da teorici che cercano una linea sovranista puramente ideologica che non si rendono conto delle conseguenze sociali ed economiche catastrofiche.Una repubblica delle banane guidata da una pazza populista

  • roby1

    La cagna fascista populista sovranista della le pen sta per essere abbattuta.L’EURO È La moneta migliore del mondo!!!!!!!!!!!!!!!