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L’ultimo Impero Occidentale?

THE SAKER
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Guardare l’albero e non vedere il bosco” è una metafora appropriata se consideriamo la maggior parte delle cronache che descrivono, più o meno, gli ultimi venti anni. Questo periodo è stato notevole per il numero di cambiamenti, veramente tettonici, che hanno interessato il sistema internazionale. Tutto ha avuto inizio in quella che io considero la “Kristallnacht del diritto internazionale,” nell’agosto-settembre del 1995, quando l’Impero aveva attaccato i Serbo-Bosniaci in diretta e totale violazione di tutti i principi fondamentali del diritto internazionale. Poi c’era stato l’11 settembre, che aveva dato ai Neoconservatori il “diritto” (o almeno così avevano sostenuto) di minacciare, attaccare, bombardare, uccidere, mutilare, rapire, assassinare, torturare, ricattare e maltrattare in qualunque modo persone, gruppi o nazioni ovunque nel mondo semplicemente perché “siamo la nazione indispensabile” e “o state con i terroristi o state con noi.” In quegli stessi anni, abbiamo visto l’Europa diventare una colonia americana di terza categoria, incapace persino di difendere i propri interessi geopolitici fondamentali, mentre gli Stati Uniti diventavano a loro volta una colonia di terza categoria di Israele, altrettanto incapaci di difendere gli interessi geopolitici statunitensi fondamentali. La cosa più interessante che si vede, riguardando il passato, è che, mentre gli Stati Uniti e l’UE stavano collassando sotto il peso dei propri errori, la Russia e la Cina erano chiaramente in crescita; la Russia sopratutto in termini militari (vedi qui e qui) e la Cina principalmente in termini economici. La cosa importante è che Russia e Cina hanno gradualmente accettato di diventare simbionti, un rapporto ancora più forte e più significativo di quello che si avrebbe se questi due paesi fossero uniti in un qualche tipo di alleanza formale: le alleanze possono essere spezzate (specialmente quando è coinvolta una nazione occidentale), ma le relazioni simbiotiche di solito durano per sempre (beh, niente dura per sempre, ovviamente, ma visto che la durata della vita umana viene misurata in decenni, questo è l’equivalente funzionale di “per sempre,” almeno in termini analitici geostrategici). I Cinesi hanno ora sviluppato un’espressione ufficiale, speciale ed unica, per caratterizzare il loro rapporto con la Russia. Parlano di un “partenariato strategico e globale di coordinamento per la nuova era.”

Questo è l’incubo peggiore degli Anglo-Sionisti e i loro media filo-ebraici fanno di tutto per nascondere il fatto che Russia e Cina sono, a tutti gli effetti pratici, alleati strategici. Si sforzano anche di convincere il popolo russo che la Cina è una minaccia per la Russia (usando argomenti fasulli, ma non importa). Non funzionerà; anche se alcuni Russi temono la Cina, il Cremlino sa bene come stanno le cose e continuerà ad approfondire ulteriormente le relazioni simbiotiche della Russia con la Cina. Non solo, ora sembra che anche l’Iran venga gradualmente coinvolto in questa alleanza. Ne abbiamo avuta la conferma al livello ufficiale più alto possibile nelle parole pronunciate dal generale Patrushev in Israele, dopo il suo incontro con i funzionari statunitensi e israeliani: “L’Iran è sempre stato, e rimane, un nostro alleato e un nostro partner.”

Potrei continuare ad elencare i vari segni premonitori del crollo dell’Impero Anglo-Sionista, insieme a quelli che indicano come un nuovo ordine mondiale parallelo sia in procinto di essere costruito sotto i nostri occhi. L’ho fatto molte volte in passato e non mi ripeterò (chi è interessato può cliccare qui e qui). Sottolineerò che gli Anglo-Sionisti hanno raggiunto una fase terminale di decadenza in cui la questione del “se” può essere sostituita dal “quando.” Ma, ancora più interessante, sarebbe guardare al “cosa“: cosa comporta veramente il crollo dell’Impero Anglo-Sionista?

Raramente vedo discutere questo problema e, quando lo si fa, di solito è per fornire ogni sorta di rassicurazioni sul fatto che l’Impero non crollerà davvero, che è troppo potente, troppo ricco e troppo grande per fallire e che l’attuale crisi politica negli Stati Uniti e in Europa si tradurrà semplicemente in una trasformazione reattiva dell’Impero, una volta che saranno affrontati i problemi specifici che lo affliggono. Questo tipo di deliranti assurdità sono completamente distaccate dalla realtà. E la realtà di ciò che sta accadendo davanti ai nostri occhi è molto, molto più drammatica ed importante del  risolvere semplicemente alcuni problemi qua e là e continuare ad andare avanti come se nulla fosse successo.

Una cosa che ci dà un falso senso di compiacimento è il fatto che abbiamo visto crollare così tanti imperi nella storia, subito dopo sostituiti da altri, che non possiamo nemmeno immaginare che ciò che sta accadendo in questo momento è un fenomeno molto più drammatico: il passaggio alla graduale irrilevanza di un’intera civiltà!

Ma, prima, definiamo i nostri termini. Nonostante tutte le autocelebrative assurdità che vengono insegnate nelle scuole dell’Occidente, la civiltà occidentale non ha le proprie radici nell’antica Roma o, ancor meno, nell’antica Grecia. La realtà è che la civiltà occidentale è nata nel Medioevo e, in particolare, nell’XI secolo che, non a caso, aveva visto verificarsi le seguenti mosse da parte del Papato:

• 1054: Roma si separa dal resto del mondo cristiano nel cosiddetto Grande Scisma
• 1075: Roma adotta il Dictatus Papae
• 1095: Roma lancia la Prima Crociata

Questi tre eventi strettamente correlati tra loro sono di fondamentale importanza per la storia dell’Occidente. Il primo passo che l’Occidente aveva dovuto fare era liberarsi dall’influenza e dall’autorità del resto del mondo cristiano. Una volta tagliati i legami tra Roma e il mondo cristiano [d’oriente], era logico che Roma decretasse che il Papa, da allora in poi, avesse dei superpoteri talmente stravaganti come nessun altro vescovo prima di lui aveva mai neanche osato immaginare. Infine, questa nuova autonomia e il desiderio del controllo assoluto sul nostro pianeta avevano portato a quella che potrebbe essere definita la “prima guerra imperialista europea“: la Prima Crociata.

Per dirla in breve: i Franchi dell’XI secolo sono stati i veri progenitori della moderna Europa “occidentale” e l’XI secolo era stato caratterizzato dalla prima “guerra su suolo straniero” imperialista (per usare un termine moderno). Il nome dell’Impero dei Franchi è cambiato nel corso dei secoli, ma non la sua natura, scopo od essenza. Oggi i veri eredi dei Franchi sono gli Anglo-Sionisti (per una discussione veramente * superba * sul ruolo dei Franchi nella distruzione della vera, antica civiltà romana occidentale, vedete qui).

Nel corso dei successivi 900 anni o più, molti imperi diversi hanno sostituito il Papato dei Franchi e la maggior parte dei paesi europei ha avuto il suo “momento di gloria,” con colonie oltremare e un qualche tipo di ideologia che, per definizione e in modo assiomatico, veniva dichiarata l’unica buona (o addirittura “l’unica cristiana“), mentre il resto del pianeta viveva in condizioni incivili e generalmente pessime, che potevano essere mitigate solo da coloro che avevano *sempre* creduto che loro, la loro religione, la loro cultura o la loro nazione avessero un qualche tipo di ruolo messianico nella storia (chiamatelo “destino manifesto” o “responsabilità dell’uomo bianco” o essere dei Kulturträger in cerca di un ben meritato Lebensraum): gli Europei occidentali.

Sembra che la maggior parte delle nazioni europee abbia provato ad essere un impero e a scatenare guerre imperialiste. Anche dei moderni mini-stati come l’Olanda, il Portogallo o l’Austria una volta erano temute potenze imperiali. E, ogni volta che cadeva un impero europeo, ce n’era sempre un altro pronto a prendere il suo posto.

Ma oggi?

Chi pensate possa creare un impero abbastanza potente da riempire il vuoto lasciato dal crollo dell’Impero Anglo-Sionista?

La risposta canonica è “la Cina“. E penso che questa sia una sciocchezza.

Gli imperi non possono vivere solo di scambi commerciali. Il commercio da solo non basta a mandare avanti un impero. Gli imperi hanno bisogno anche di una forza militare, non di una forza militare qualunque, ma di una forza militare che renda inutile la resistenza [degli stati vassalli]. La verità è che NESSUN paese moderno ha neanche lontanamente le capacità necessarie per sostituire gli Stati Uniti nel ruolo di egemone mondiale: nemmeno unificando le forze armate russe e cinesi si raggiungerebbe questo risultato dal momento che questi due paesi non hanno:

1) una rete mondiale di basi (che gli USA hanno, tra 700 e 1000 a seconda di come si contino)
2) una enorme capacità strategica di proiezione di potenza, imbarcata ed aviotrasportata
3) una rete di cosiddetti “alleati” (marionette coloniali, in realtà) in grado di dare un contributo a qualsiasi dispiegamento di forze militari.

Ma, ancora più cruciale è questo: la Cina e la Russia non hanno alcun desiderio di diventare nuovamente un impero. Questi due paesi hanno finalmente capito l’eterna verità, che gli imperi sono come parassiti che si nutrono del corpo che li ospita. Certamente, non solo tutti gli imperi sono sempre ed intrinsecamente malvagi, ma si può anche affermare con certezza che le prime vittime dell’imperialismo sono sempre le nazioni che “ospitano l’impero,” per così dire. Cinesi e Russi vogliono che i loro paesi siano veramente liberi, potenti e sovrani, e capiscono che questo è possibile solo quando si dispone di un esercito in grado scoraggiare un attacco, ma né la Cina né la Russia hanno alcun interesse a diventare i poliziotti del pianeta o ad imporre un cambio di regime in altri paesi. Quello che realmente vogliono è essere al sicuro dagli Stati Uniti, tutto qui.

Questa nuova realtà è particolarmente visibile in Medio Oriente, dove paesi come gli Stati Uniti, Israele o l’Arabia Saudita (il cosiddetto “Asse della gentilezza“) sono attualmente in grado di schierare eserciti unicamente in grado di massacrare i civili o distruggere le infrastrutture di una nazione, ma che non possono essere utilizzati efficacemente contro le due vere potenze regionali dotate di armamenti moderni: l’Iran e la Turchia.

Ma la cartina di tornasole più rivelatrice è stato il tentativo degli Stati Uniti di costringere il Venezuela alla sottomissione. Nonostante le minacce di fuoco e dannazione da parte di Washington, tutto il “piano Bolton” per il Venezuela è stato un fallimento davvero imbarazzante: se l’unica “iperpotenza” del pianeta non può nemmeno sopraffare un paese ridotto allo stremo, proprio nel cortile di casa, un paese che sta attraversando una grave crisi, allora le forze armate statunitensi dovrebbero veramente limitarsi ad invadere paesi minuscoli, come Monaco, la Micronesia o forse il Vaticano (solo nel caso che le guardie svizzere non si mettano a sparare contro i rappresentanti armati della “nazione indispensabile“). Il fatto è che un numero crescente di paesi “normali” di medie dimensioni sta gradualmente acquisendo i mezzi per resistere ad un attacco degli Stati Uniti.

Quindi, se è ormai chiaro il destino dell’Impero Anglo-Sionista, e se nessun altro paese può sostituire gli Stati Uniti come egemone imperiale mondiale, che cosa significa questo?

Significa che 1000 anni di imperialismo europeo stanno arrivando alla fine!

Questa volta, né la Spagna né il Regno Unito né l’Austria prenderanno il posto degli Stati Uniti cercando di diventare un egemone mondiale. In realtà, non esiste una singola nazione europea che abbia un esercito anche lontanamente in grado di impegnarsi nel tipo di operazioni di “pacificazione delle colonie” necessarie per mantenere le colonie nel giusto stato di disperazione e terrore. I francesi hanno avuto il loro ultimo successo in Algeria, il Regno Unito nelle Falkland, la Spagna non riesce nemmeno riprendersi Gibilterra e l’Olanda non ha una Marina di cui valga la pena parlare. Per quanto riguarda i paesi dell’Europa centrale, sono troppo occupati a fare i leccapiedi dell’impero attuale anche solo per pensare di ridiventare un impero (beh, ovviamente, meno la Polonia, che sogna un impero polacco tra il Baltico e il Mar Nero; lasciateli fare, lo hanno sognato per secoli e lo sogneranno ancora per molti secoli a venire …).

Confrontate ora gli eserciti europei con il tipo di forze armate che potete trovare in America Latina o in Asia. Nella maggior parte dei paesi anglosassoni esiste una presunzione di superiorità così radicata che non riescono neanche lontanamente a rendersi conto che nazioni di medie e anche di piccole dimensioni possono sviluppare eserciti abbastanza agguerriti da rendere impossibile un’invasione americana o almeno farla diventare proibitiva in termini di vite umane e costi economici (vedi qui, qui e qui). Questa nuova realtà rende anche praticamente inutile i tipici attacchi aerei/missilistici statunitensi: distruggerebbero molti ponti ed edifici, trasformerebbero le emittenti televisive locali (“punti di propaganda” nella terminologia imperiale) in enormi mucchi di macerie fumanti e di cadaveri e ucciderebbero molti innocenti, ma questo non comporterebbe alcun tipo di cambio di regime. Il fatto sorprendente è che, se accettiamo che la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, allora dobbiamo anche ammettere che, sulla base di questa definizione, le forze armate statunitensi sono totalmente inutili, dal momento che non sono in grado di aiutare gli Stati Uniti a raggiungere obiettivi politici significativi.

La verità è che, in termini militari ed economici, l’Occidente ha già perso. Il fatto che quelli che capiscono non parlino, e che quelli che ne parlano (negandolo, ovviamente) non capiscano che cosa sta succedendo, non fa alcuna differenza.

In teoria, potremmo immaginare che qualche leader forte possa salire al potere negli Stati Uniti (gli altri paesi occidentali sono assolutamente irrilevanti), e schiacci i Neoconservatori, proprio come Putin li aveva schiacciati in Russia ed impedisca il brutale ed improvviso crollo dell’Impero, ma questo non accadrà. Se c’è una cosa che gli ultimi due decenni hanno dimostrato essere vera oltre ogni ragionevole dubbio è che il sistema imperiale non è assolutamente in grado di auto-riformarsi, nonostante persone come Ralph Nader, Dennis Kucinich, Ross Perrot, Ron Paul, Mike Gravel o persino Obama e Trump; tutti uomini che avevano promesso cambiamenti significativi e che sono stati bloccati con successo dal sistema, prima di riuscire ad ottenere qualcosa di significativo. E’ evidente che il sistema è ancora efficace al 100%, almeno all’interno degli Stati Uniti: i Neoconservatori hanno impiegato meno di 30 giorni per schiacciare Trump e tutte le sue promesse di cambiamento, ed ora persino Tulsi Gabbard si è inchinata all’obbligatoria ortodossia politica e all’agenda dei Neoconservatori.

Quindi, che cosa potrebbe accadere in seguito?

In poche parole, l’Asia sostituirà il mondo occidentale. Ma, cosa importante, questa volta nessun impero verrà a prendere il posto di quello anglo-sionista. Al suo posto, una coalizione libera ed informale di paesi prevalentemente asiatici offrirà un modello economico e di civiltà alternativo, immensamente attraente per il resto del pianeta. Per quanto riguarda l’Impero, praticamente si scioglierà da solo e svanirà lentamente nel dimenticatoio. Gli Americani e gli Europei dovranno, per la prima volta nella loro storia, comportarsi come persone civili, il che significa che il loro tradizionale “modello di sviluppo” (saccheggiare l’intero pianeta e rapinare tutti) dovrà essere sostituito da uno in cui Americani ed Europei dovranno lavorare come tutti gli altri per diventare ricchi. Questa eventualità terrorizzerà nel modo più assoluto l’attuale élite imperiale al potere, ma scommetto che sarà ben accetta alla maggioranza delle persone, specialmente quando questo “nuovo” (per loro) modello produrrà più pace e prosperità del precedente!

In effetti, se i Neoconservatori non faranno saltare in aria l’intero pianeta in un olocausto nucleare, gli Stati Uniti e l’Europa sopravviveranno, ma solo dopo un doloroso periodo di transizione che potrebbe durare un decennio o anche più. Uno dei fattori che complicherà immensamente il passaggio dall’Impero a nazione “normale” sarà la profonda e radicata influenza che 1000 anni di imperialismo hanno esercitato sulle culture occidentali, sopratutto su quella degli assolutamente megalomani Stati Uniti. (“Empire as a way of life” [L’Impero come stile di vita], una raccolta di lezioni del professor John Marciano affronta questo argomento in modo superbo, lo consiglio vivamente!). Mille anni di lavaggio del cervello non si superano così facilmente, specialmente a livello di subconscio (o di presupposti).

Infine, l’attuale e abbastanza negativa reazione al multiculturalismo imposto dalle élite dominanti occidentali non è meno patologica, in primo luogo, delle stesso corrosivo multiculturalismo. Mi riferisco alle nuove teorie che “rivisitano” la Seconda Guerra Mondiale e si ispirano al Terzo Reich, con conseguente rilancio di teorie razziali/razziste. Questo è particolarmente ridicolo (ed offensivo) quando proviene da persone che affermano di essere cristiane ma che, invece di dire preghiere, vomitano solo assurdità da 1488 [1]. Tutte queste persone rappresentano esattamente il tipo di “opposizione” che i Neoconservatori amano affrontare e che sempre (e intendo davvero *sempre*) finiscono con lo sconfiggere. Questa (finta) opposizione (utili idioti, in realtà) rimarrà forte finché sarà ben finanziata (ed attualmente lo è). Ma, non appena l’attuale megalomania (“Noi siamo la razza bianca! Abbiamo costruito Atene e Roma! Noi siamo l’Europa !!!“) terminerà con un inevitabile figuraccia, la gente, alla fine, ritornerà al buonsenso e si renderà conto che non esiste nessun capro espiatorio esterno su cui scaricare la responsabilità dello stato attuale dell’Occidente. La triste verità è che l’Occidente ha fatto tutto da solo (sopratutto per arroganza ed orgoglio!) e le attuali ondate di immigrati non sono altro che 1000 anni di karma negativo che ritorna da dove era partito. Non sto dicendo che le persone in Occidente siano tutte individualmente responsabili di ciò che sta accadendo ora. Ma dico che, adesso, tutti in Occidente pagano le conseguenze di 1000 anni di imperialismo sfrenato. Sarà difficile, molto difficile, cambiare stile di vita, ma, dal momento che questa è anche l’unica opzione praticabile, prima o poi succederà.

Ma c’è comunque speranza. Se i Neoconservatori non faranno esplodere il pianeta e se all’umanità verrà concesso abbastanza tempo per studiare la propria storia e capire dove aveva preso la svolta sbagliata, allora forse, forse, c’è speranza.

Penso che tutti possiamo trovare conforto nel fatto che, per quanto brutto, stupido e malvagio sia l’Impero Anglo-Sionista, nessun’altro impero potrà mai sostituirlo.

In altre parole, se dovessimo sopravvivere all’attuale impero (cosa non affatto certa), potremo almeno guardare avanti verso un mondo senza imperi, fatto solo di paesi sovrani.

Sottolineo che questo è un futuro per cui vale la pena lottare.

The Saker

[1] 14 sono le 14 parole della frase di David Lane “we must secure the existence of our people and a future for white children” (dobbiamo garantire l’esistenza del nostro popolo ed un futuro per i bambini bianchi). 88 è un riferimento all’ottava lettera dell’alfabeto, H; ripetuta significa Heil Hitler. È un simbolo di incitamento all’odio. NdT.

Fonte: thesaker.is
Link: https://thesaker.is/the-last-western-empire/
01.08.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

20 Commenti

  1. Tra le molte cose interessanti dette da Saker un paio le trovo davvero imbarazzanti.

    “Gli Americani e gli Europei dovranno, per la prima volta nella loro storia, comportarsi come persone civili”. Davvero? I tedeschi si metteranno via l’idea tutta loro di essere ubermansch? Gli inglesi non avranno più la puzza sotto al naso e non guarderanno più il mondo dall’alto? Semplicemente: non ci credo.

    Quando poi parla di “attuale e abbastanza negativa reazione al multiculturalismo imposto dalle élite dominanti occidentali” c’è da scompisciarsi dal ridere. Quali elites starebbero impedendo l’incessante flusso migratorio verso l’opulento (una volta) Occidente?
    Davvero imbarazzante.

    Detto questo noto come un analista altrimenti serio come Saker si aggiunge ad altri analisti serissimi come Todd e Galtung nel predire una imminente fine dell’impero.

  2. Se si verificherà anche solo la metà di quello che c’è scritto in questo articolo, allora veramente potremo un giorno tornare a sorridere come negli anni ’70 e’ 80, stati sovrani che lavorano per il benessere dei propri cittadini. Purtroppo però sono pessimista. Sarebbe troppo bello. L’america pur di non svanire nel nulla sarebbe pronta anche ad incenerire il pianeta, per non parlare dell’idiozia delle nuove generazioni lobotomizzate, che non combattono più per i propri diritti se non quando gli togli dalle mani il telefonino.

  3. Gli europei saranno ridotti in minoranza e privati di una patria e il dominio passerà a coloro che hanno la capacità biologica di esercitarlo e abitano Stati omogenei, forti e in grado di garantire la pace sociale, gli asiatici. L’Occidente diventerà il Brasile, l’Oriente diventerà l’Europa del XIX secolo. Sic transit gloria mundi.

  4. Tutto può essere o non essere, anche che gli americani si suicidino in massa, ma io credo che prima di farlo, amplificheranno la guerra commerciale che è già in atto (dove tra l’altro sono i più forti) se non bastasse passeranno alla guerra valutaria (dove tra l’altro sono i più forti) e se non bastasse ancora passeranno alla guerra atomica (dove tra l’altro sono i più forti) “Sottolineo che questo è un futuro per cui vale la pena lottare” dipende, se è futuro prossimo vale la pena lottare, ma a me pare futoro remoto che và ben oltre il tempo che mi è stato concesso.
    La realtà spesso manca di bellezza, possiamo cercare di aggiustarla con la fantasia (Greta docet) ma non è più realtà.

  5. Glli usa, a furia di dare calci al barattolo, gonfiando bolle piene di aria e soldi falsi perche’ senza copertura, finiranno per darsi il barattolo in qualche parte. Certo che sono i piu’ armati, ma sono soldi sprecati perche’ per far saltare la terra bastano poche atomiche, tutte le altre fanno solo numero.La loro forza e’ l’arroganza, con quella si che si fanno forti, ma e’ solo boria. Potrebbero far qualcosa con l’economia, ma non hanno mai lavorato, son vissuti rubando agli altri del pianeta. Per loro la vedo dura…..sono finite le terre da sfruttare, visto che gli altri si difendono e, quando non c’e’ piu’ cibo gli squali si mangiano tra di loro. E chi sarebbero in pol position ” tra di loro”,? noi europei, che non potendo difenderci siamo deboli e sottomessi. Se gli usa vogliono sopravvivere possono solo mangiare su di noi, visto che gli altri ormai sono forti abbastanza per ftonteggiarli!

  6. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    No! L’ultimo impero mondiale (umano).

  7. “… Ma dico che, adesso, tutti in Occidente pagano le conseguenze di 1000
    anni di imperialismo sfrenato. Sarà difficile, molto difficile, cambiare
    stile di vita, ma, dal momento che questa è anche l’unica opzione
    praticabile, prima o poi succederà….”

    Il passo più interessante dell’articolo, secondo me, è questo.
    E purtroppo le conseguenze non saranno rose e fiori, come non lo sono già adesso.
    Almeno potremmo evitare di aggravare la nostra “decrescita infelice” con le politiche di austerity germaniche. E credo che se continueremo ancora a seguire i crucchi nella loro implosione rimarrà pben poco per curarci le ferite e resistere alla tentazione dei soldi cinesi, che , senza colpo ferire, ci renderanno vassalli proprio grazie all’ottusità degli eredi del Sacro Romano Impero.

  8. Articolo profondamente sbagliato :
    – L’unica nazione che è in crescita per diventare una superpotenza è la Cina, la Russia è una potenza regionale che militarmente si può considerare anche superpotenza ma che manca delle basi economiche e finanziarie per essere tale. L’alleanza tra Cina e Russia è solo tattica e rivolta verso gli USA, i cinesi non si sono mai alleati con nessuno.
    -Le crociate non sono state affatto guerre imperialiste, sono state la risposta, fallita, all’imperialismo arabo e poi islamico che ha conquistato in poco tempo in Nord Africa, una terra che fino ad allora era cristiana.
    -L’imperialismo europeo, finito negli anni ’60 con la fine del colonialismo, non si distingue se non nei particolari da quello cinese di oggi in Africa e nel Mar della Cina meridionale.
    -Le guerre americane in MO così come quella minacciata contro l’Iran sono dovute all’influenza della lobby ebraica sulla politica estera americana. Una influenza che data dalla WWI.
    -È vero, l’Europa si è suicidata il secolo scorso con le due guerre mondiali e ora non conta più niente a livello geopolitico, credere però che l’Asia diventi il centro del mondo anche a livello di civiltà mi sembra azzardato. Cercheranno di fare la stessa politica imperialista delle nazioni europee, solo che il contesto è talmente differente che non gli riuscirà.
    -La reazione al multiculturalismo si sta consolidando in Europa come in USA. La storia non ritorna con gli stessi simboli, tipo croce uncinata, ma i concetti di identità e nazione non si possono cancellare dalla faccia della terra e ritorneranno prima o poi. La storiella che l’immigrazione di massa in occidente sia il prezzo da pagare per 1000 anni di imperialismo è il sintomo, patologico, di una élite culturale che ha perso il contatto con la realtà. Dovrebbero prendere appuntamento con uno psichiatra.

  9. La russia e’una potenza, visto che la guerra non la fai solo con il denaro, ma piu’ precisamente con le bombe e la russia ne ha piu’ degli usa, parlo delle atomiche. Chiamarla potenza regionale e’ un po’ come chiudere gli occhi. Certo che sara’ la cina a sovrastare, ma non avendo nel loro dna l’istinto di vivere sulle spalle degli altri, ma di lavorare come formichine, hanno di sicuro la certezza di sovrastare gli altri, ma rispettandoli e facendosi rispettare, a differenza degli yankees odiati da tutti per le loro ruberie continue.

  10. Gli imperi spesso vengono senza che una potenza li desideri.
    La Macedonia quando Filippo II divenne re era un piccolo stato sotto attacco da tutte le parti, quando suo figlio Alessandro morì era un impero mondiale, Roma agli inizi del III secolo a.C. ancora combatteva per la vita contro Galli, Sanniti, Umbri ed Etruschi, alla fine del secolo era padrona del Mediterraneo occidentale e stava per diventare padrona pure di quello orientale.
    Quello che viene chiamato impero anglosionista in pratica è controlllato da Israele e petromonarchie attaverso banchieri e finanzieri che controllano banche e multinazionali occidentali, oltre ai relativi media.
    Il punto è che dietro questo potere economico in declino, dato che le multinazionali Giapponesi, Sudcoreane, Taiwanesi e Cinesi (e pure due o tre russe) sono ormai molto più numerose e potenti di quelle di USA e UE, non è accompagnato da un analogo potere militare.
    Vero che Cina e Russia non vogliono ripristinare i loro imperi, ma la Cina vuole riprendersi Taiwan e controllare Indocina, Pacifico, Asia centrale e rotte dell’Oceano Indiano, per cui possiede già sia il più forte esercito di terra, la più numerosa marina con tre portaerei quasi pronte ed una quarta in progetto ed una potente aviazione.
    La Russia vuole riprendersi l’Ucraina, assorbire la Bielorussia, mettere in sicurezza il Baltico e il Caucaso, stabilizzare forse Scandinavia e Balcani onde evitare che gli islamici che vi imperversano la attacchino, e riprendere relazioni amichevoli con i paesi del resto d’Europa.
    Questi obiettivi per le due potenze sono legati al rafforzamento dell’Asse sciita, con l’ottenimento da parte dell’Iran dell’arma atomica, e il suo trionfo militare e confessionale sulle monarchie wahabite, sull’orlo della crisi finanziaria.

  11. “Penso che tutti possiamo trovare conforto nel fatto che, per quanto brutto, stupido e malvagio sia l’Impero Anglo-Sionista, nessun’altro impero potrà mai sostituirlo.” Gia’ d’accordo ma per arrivare a che “, se dovessimo sopravvivere all’attuale impero (cosa non affatto certa), potremo almeno guardare avanti verso un mondo senza imperi, fatto solo di paesi sovrani” e’ necessario un profondo cambiamento dei valori fondanti questa civilta’ , ovvero un completo “rewind” della nostra cultura fino alle origini. Questo puo’ accadere solo se, gia’ da ora, siamo in grado di mettere in discussione tali origini (mi sembra alquanto difficile se mi guardo intorno). Il mio sospetto e’ che l’enorme energia distruttiva necessaria per effettuare un tale “rewind” culturale non puo’ che generarsi da un’evento catastrofico come quello generantesi dalla follia di un potente impero decadente che non vuole accettare di doversi confrontare con gli altri.

  12. Se è soprattutto, o anche, una questione di Karma, che ritorna in occidente sotto forma di migranti, ma non solo, anche austerità, troike varie e crisi economiche, allora i Greci e anche noi Italiani, abbiamo da farci perdonare la genesi di quest’idea di superiorità e di sfruttamento dell’occidente sul resto del mondo. Saker non la pensa così, ma il karma gli da torto…

  13. Alberto Capece Minutolo

    Più che l’articolo che si inserisce nel filone del millenarismo di scuola anglosassone dicendo cose condivisibili dentro un minestrone complessivamente immangiabile, sono interessanti le reazioni che mostrano come ci sia ancora molta resistenza alla reale percezione del declino anglo occidentale ormai basato su media e denaro immaginario, ma che è innanzitutto un declino culturale. In particolare la Cina continua ad essere una sorta di scatola nera di cui poco viene detto e quel poco sbagliato: https://ilsimplicissimus2.com/2019/07/19/se-potessi-avere-i-salari-di-shangai/

  14. Se qualche lettore volesse integrare questa lettura troverà, nella prima metà di questo libro (Decadence, M. Onfray, pdf in rete), senza sconti per nessuno, la ricostruzione più accurata che io conosca della messa a punto bimillenaria della specifica e funzionale forma di ipocrisia che, permeando la cultura occidentale e, di conseguenza, radicata profondamente negli animi, vanifica, a mio parere, ogni ricerca di rimedio alla decadenza che si profila.

  15. “In poche parole, l’Asia sostituirà il mondo occidentale”
    Utinam! Che io traduco con MAGARI!
    E’ noto che gli Asiatici sono più intelligenti degli Americani e io ritengo che più una persona è intelligente, meno è cattiva. Sbaglierò, ma finora così mi è parso.

  16. C’è un libro, titolo “Il tramonto dell’Occidente”, sono andata a vedere di che anno è. 1918.
    Buonanotte!

  17. Provengono dal medioevale, si vede e non c’è niente di nuovo in questa analisi, rigirare un passato finito è controproducente perché li fa diventare più ciechi del solito e più pesanti di sempre.

  18. Anche io credo che il potere si sposterà in Asia ed è per questo che trovo assurdamente sbagliato aver respinto la Russia verso quell’area invece di tenercela stretta in Europa. L’analisi di Saker può almeno parzialmente condividersi , ma sempre soggetta a possibili cambiamenti di rotta. Veramente se tutto ciò si avverasse avremmo poi un mondo più libero e giusto ? Inoltre dobbiamo anche considerare le nuove armi così’ terribili che il possesso del territorio potrebbe apparire non più cosi’ importante. Da sempre contrario all’attuale regime mondiale, speranzoso in un futuro diverso e migliore , ma senza certezze sicure.

  19. Il confronto fra USA, Russia e Cina è una partita a tre, iniziata con le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, non per far terminare la guerra ai giapponesi, come sosteneva la propaganda americana, ma per dare un segnale sia a Stalin, che a Mao, che l’America non avrebbe mai permesso la formazione di un blocco politico, militare e ideologico, fra l’URSS e le forze comuniste vincenti in Cina, che di lì a poco nel 1949, avrebbero dato vita alla Repubblica popolare cinese. Contrariamente alle loro aspettative questo blocco si formò e gli americani ne presero subito atto con interventi militari nella regione del sud est asiatico, scatenando prima la guerra in Corea nel 1953 e poi in Vietnam dal 1955 al 1975.
    Con la frattura ideologica fra il PCC e il PCUS al XXII Congresso (1961), si ruppe anche il blocco fra i due paesi comunisti, con un’ostilità crescente fino agli scontri armati sull’Ussuri fra 1967 e 1969. Per Mao e per la Cina, un paese arretrato, appena costituito e con una grande popolazione in gran parte contadina, diventa insostenibile la pressione dei russi al nord e degli americani a sud. Nel 1970/72 iniziano gli incontri con Kissinger e Nixon, che sanciscono l’avvicinamento fra Cina e USA. Nel 1975 termina la guerra del Vietnam, con la vittoria dei Vietcong. Le immagini di quella strepitosa vittoria, con gli americani che fuggono con l’elicottero dall’ambasciata di Saigon, fanno il giro del mondo e convincono tutti che finalmente gli USA sono stati sconfitti. In realtà è stato sconfitto parte dell’apparato militare e la cieca politica dei guerrafondai, mentre i politici più avveduti intravvedono in quel progressivo avvicinamento della Cina agli USA e all’occidente, enormi potenzialità sia sul piano economico che politico. Con la morte di Mao nel 1976 e l’avvento di Deng Tsiao Ping l’apertura allo sviluppo capitalistico diventerà la nuova dottrina del partito stesso, che inizierà un nuovo sviluppo economico e di integrazione nel sistema capitalistico occidentale avendo come perno l’interscambio con gli USA. Inizia così una nuova fase del capitalismo che si caratterizza per la globalizzazione dei mercati e per il predominio della finanza sull’economia reale, nel quadro di un sempre più ampio liberismo introdotto dal WTO e di una gigantesca rivoluzione tecnologica, che sconvolgerà tutte le relazioni sociali e del lavoro in tutto il mondo.
    L’Unione Sovietica reagisce a sua volta tentando, maldestramente, timide aperture all’Occidente, che culmineranno nei trattati per il disarmo nucleare con Gorbaciov, preludio al crollo dell’Unione Sovietica stessa. Ma la Storia è in continua evoluzione, per cui passata la fase Eltsiniana e superato il disastro economico, con l’avvento di Putin e la ricostituita Russia il quadro cambia e i due paesi, Russia e Cina tornano a riunirsi in un unico progetto di rilancio di quell’ Heartland, che tanto preoccupava Mc Kinder e terrorizza le dirigenze anglosassoni.
    Con l’accordo del “Santo Graal energetico” fra Russia e Cina e l’adesione al progetto cinese “belt and road iniziative” si strutturano le basi economiche di una pianificazione continentale del nuovo blocco asiatico, proiettato verso l’Europa come sbocco naturale e al cui richiamo gli stessi europei non possono rifiutarsi (Germania, Italia ecc.), mentre tutto ciò è sostenuto da una solida base politica e militare, nello SCO e nel partenariato della Russia con Cina e Iran.
    E’ in questo quadro che prende corpo l’ondivaga politica di Trump, che alterna il rilancio dell’industria e dell’economia USA (America first) con implicite profferte di pace e collaborazione ora a Russia, ora a Cina, subito smentite per l’intervento nei fatti del deep state, vedi il caso di Siria e North Korea.
    La mossa di Trump di ritirarsi dal trattato INF può essere vista anche come un tentativo di riagganciare la Cina nella partita a tre in funzione anti russa, ma in cambio di che? L’unica cosa che Trump potrebbe offrire alla Cina è il ritiro dei dazi doganali sull’acciaio e l’alluminio e un rilancio dei rapporti economici e commerciali fra i due paesi, un pò poco per ridefinire il quadro strategico mondiale, mentre non bisogna dimenticare che la presidenza Trump oltre ad essere circondata da un nutrito gruppo di guerrafondai e neocon, a partire da Bolton, è strettamente monitorata dal deep state, che non ha certo abbandonato la dottrina Brzezinski di contenimento della Russia.
    Alla fine, se in questa partita a tre non prevarrà l’ipotesi di uno scontro frontale fra USA e Russia/Cina, non sarà l’impero a cadere, ma il sistema finanziario che lo sorregge e questo evento coinvolgerà tutti i paesi del mondo e sarà determinante per il futuro dell’umanità su questo pianeta.

  20. Ieri sera c’è stata una interessante trasmissione di radio radicale sulla quale veniva intervistato un certo professore del quale non ricordo il nome. Evidentemente i componenti la radio volevano essere tranquillizzati sulla tenuta da primatisti mondiali degli USA, cancellando così’ le voci che danno in crisi quel paese.Se effettivamente la mia più che suffragata sensazione era esatta , i dirigenti della radio avevano interpretato la persona giusta la quale dopo aver esaltato le qualità del popolo e della classe dirigente americana, conscia di essere stata chiamata sulla terra con il compito di comandare e guidare il resto del mondo,si allargava nella sua visione spaziale addirittura sicuro che l’ex Unione Sovietica, in caso di guerra col nemico d’oltre oceano ,sarebbe stata spazzata via in poco tempo (per essere più preciso disse : rasata al suolo), Mentre pensare attualmente ad uno scontro tra Usa e Russia per il Proff.era ridicolo perchè i primi avevano razzi precisi e implacabili ,mentre i russi razzi che invece di colpire il bersaglio sarebbero finiti chissà dove. Che dire ? I radicali contenti e tranquillizzati mentre noi con la forte speranza che il confronto non ci sarà mai.