L’India e la COVID

Siccome la tanto sbandierata situazione indiana è difficile da verificare e, comunque, i vari contesti, in una popolazione così ampia e con le differenze di urbanizzazione che coesistono, non ci consentono di controllare l’accuratezza delle fonti e la veridicità delle informazioni diffuse sia dal mainstream che dalle fonti alternative, proponiamo due diversi punti di vista, in modo da permettere ai lettori di formarsi la propria opinione e avere le basi per approfondire personalmente, magari riportando le proprie conclusioni nei commenti.

Un articolo con una visione diversa verrà pubblicato domattina.

* * *

 

Di Kenneth Surin – Counterpunch.org – 28 aprile 2021

 

A marzo dell’anno scorso ero a Nuova Delhi per una conferenza in una delle varie università del luogo – è stato il mio ultimo viaggio da quando, quella primavera, la pandemia ha preso piede in sempre più parti del mondo.

Il famigerato inquinamento di Delhi si è attenuato e, durante la mia settimana lì, il cielo era blu.

Ma la pandemia incombeva. Un partecipante alla conferenza proveniente da Tokyo si è ammalato di quella che si è rivelata essere la Delhi belly (ovvero la diarrea del viaggiatore). Tuttavia, poiché la Covid-19 si era già manifestata in Giappone, e alcuni dei suoi sintomi si sovrappongono alla Delhi belly, gli organizzatori lo hanno portato in una clinica nelle vicinanze. Non erano attrezzati per somministrare il test Covid, così è stato mandato in un ospedale attrezzato in tal senso. Per il sollievo di tutti i presenti alla conferenza, il risultato del suo test era negativo.

L’India ha fatto relativamente bene all’inizio della pandemia, spingendo il governo nazionalista indù di Narendra Modi ad affermare, all’inizio di marzo, che il Paese era alla “stretta finale” per la Covid-19.

Oggi, tuttavia, la situazione della Covid in India, e a Delhi in particolare, è assolutamente catastrofica. I governi statali di Delhi e Mumbai si stanno dando da fare per ricostituire le strutture temporanee per Covid che avevano dismesso in precedenza, nella convinzione che la pandemia fosse stata messa sotto controllo.

Tuttavia, nel giro di soli 12 giorni, il tasso di infezione da Covid in India è salito fino al 17%, raggiungendo il 30% a Delhi. Gli ospedali si sono riempiti fino alla capienza, con la maggior parte dei letti occupati da giovani; a Delhi, il 65% dei casi ha meno di 40 anni.

Sei ospedali di Delhi hanno esaurito completamente l’ossigeno e le autorità mediche dicono che altri ospedali hanno solo poche ore di fornitura supplementare di ossigeno.

Per far fronte alla richiesta un crematorio a est di Delhi ha dovuto costruire pire funerarie nel parcheggio. Gli obitori sono al completo e i corpi sono lasciati a decomporsi a casa.

Un certo numero di persone sono morte mentre aspettavano l’ossigeno, e più del 99% di tutti i letti di terapia intensiva sono pieni. L’Alta Corte di Nuova Delhi ha ordinato al governo di dirottare l’ossigeno dall’uso industriale agli ospedali che curano i pazienti Covid.

[L’ente] delle ferrovie indiane ha riferito che ora hanno treni speciali appositamente progettati per trasportare ossigeno liquido e bombole di ossigeno, chiamati “Oxygen Express”. Si stanno anche creando migliaia di letti Covid nelle carrozze dei treni.

L’India ha riportato un record globale di 349.691 nuovi casi domenica 22 aprile, un aumento record per il quarto giorno consecutivo, e 2.767 persone morte, mentre l’impennata ha colpito il secondo Paese più popoloso del mondo (l’India ha quasi 1,4 miliardi di persone). Il fragile sistema sanitario del Paese è ora al collasso, mancando i letti in terapia intensiva e l’ossigeno supplementare necessario per i pazienti gravemente malati.

Il grafico che segue raffigura la gravità della situazione della Covid in India, dove i nuovi casi ora superano quelli in USA durante il picco di quest’ultimo:

 

Fonte: Johns Hopkins University Coronavirus Resource Center.

Il governo Modi aveva disposto un lockdown ad ampio raggio l’anno scorso, nelle prime fasi della pandemia, ma da allora è diventato cauto sulle conseguenze economiche della continua imposizione di severe restrizioni.

La versione di Modi dell’eccezionalismo indiano/indù ha alimentato il suo compiacimento.

La convinzione totalmente ingiustificata della grandezza nazionale ha fatto sì che il Paese fosse impreparato alla gravità della crisi, soprattutto nella produzione di vaccini.

I Paesi occidentali avevano incoraggiato l’India a diventare il motore della produzione farmaceutica globale, ma la settimana scorsa il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che questo approccio era forse sbagliato. La Cina e gli Stati Uniti stanno ora producendo più vaccini per la Covid-19 rispetto all’India, che adessodeve importare il vaccino russo Sputnik-5.

L’India ha avviato una campagna di vaccinazione, ma solo una minima parte della popolazione ha ricevuto un[a dose di] vaccino, come indicato dal seguente grafico:

Our World in Data su https://ourworldindata.org/covid-vaccinations?country=USA~IND~GBR.

Gli Stati Uniti hanno vaccinato contro il virus il 26,7% della propria popolazione, il Regno Unito il 16,5%, mentre l’India (certamente con la sua massiccia popolazione, per lo più rurale) è all’1,4%.

Il governo ha annunciato che i vaccini saranno disponibili per i maggiori di 18 anni dal 1° maggio, ma gli esperti dicono che l’India non avrà abbastanza dosi per i 600 milioni di persone che avranno diritto al vaccino.

Come il suo amico americano Dolan Trum(1 )[n.d.T. modo in cui il Presidente Modi ha chiamato Donald Trump – si veda nota], il tronfio Modi non avrebbe messo in pausa la campagna elettorale mentre la pandemia era in pieno corso. L’India ha continuato a tenere 5 elezioni statali in aprile, e un Modi senza mascherina ha presieduto giganteschi comizi politici, con folle non distanziate socialmente e senza mascherine come il loro leader.

Modi è stato anche criticato per aver permesso a milioni di Indù di immergersi nel Gange durante il festival Kumbh Mela, di nuovo senza distanziamento sociale e senza mascherine.

Oltre alla carenza di letti d’ospedale, di ossigeno e di vaccini, anche il plasma e il Remdesivir (il promettente farmaco sperimentale usato per curare Donald Trump quando ha contratto la Covid) continuano a scarseggiare negli ospedali di tutto il Paese.

La prospettiva di arginare la seconda ondata di Covid in India rimane per ora tenue. A parte l’incompetenza dei leader politici inclini alle idee rivolte alla magia (il Ministro Capo dell’Uttarakhand, TS Rawat, ha affermato che l’ossigeno non è necessario poiché gli antichi saggi bramini sopravvivevano senza respirare), si devono prendere in considerazione 3 fattori aggravanti.

Gli esperti in medicina dell’India dicono che nuove e più virulente varianti di Covid, in particolare un ceppo “doppio mutante” che ha avuto origine lì, hanno contribuito all’impennata delle infezioni, colpendo in particolare le persone di 20 e 30 anni.

Inoltre, un governo troppo rilassato non ha sfruttato la tregua dopo la prima ondata per costituire scorte di farmaci e vaccini e migliorare le strutture di cura Covid. Il governo di Modi si è addormentato al proverbiale timone.

Un altro fattore ancora imponderabile è la trasmissione del virus alle zone rurali, poiché i lavoratori che sono emigrati nelle città in cerca di lavoro ora altamente infette, fuggono da queste stesse città (avendo perso il lavoro a causa dei lockdown) e tornano ai loro villaggi, portando il virus con loro.

Per citare The Guardian:

“Le scene di lavoratori migranti che si ammassano nelle stazioni degli autobus e dei treni, in fuga dai lockdown delle città indiane verso i propri villaggi, sono inquietanti per i medici dell’entroterra del Paese.

Sanno che molta parte di questa folla di fuggitivi tornerà con i ceppi Covid-19 che stanno devastando l’India urbana, portando da un numero record di infezioni giornaliere questa settimana e il più alto numero di morti giornaliere del Paese da quando il virus è emerso. In alcune parti dello Stato rurale del Bengala Occidentale, dove i politici stavano tenendo comizi elettorali di massa fino alla fine di questa settimana, l’ondata è già iniziata”.

Le zone rurali dell’India sono naturalmente ancora più svantaggiate per quanto riguarda la salute e le risorse mediche, rispetto alle città.

Inoltre, i decessi nelle zone rurali, per qualsiasi causa, hanno meno probabilità di essere registrati rispetto alle città più grandi, poiché sempre più abitanti delle zone rurali muoiono a casa senza raggiungere un ospedale, dove l’adeguato apparato burocratico può registrare i loro decessi.

Il risultato è una quasi certa discrepanza tra le morti confermate (cioè registrate ufficialmente) e le morti effettive.

La reazione di Modi a un’ondata di critiche? Censurare tali critiche – Twitter ha confermato di aver bloccato decine di tweet di critica, in seguito a un’azione legale proveniente dal governo.

 

Kenneth Surin insegna alla Duke University, in North Carolina.  Vive a Blacksburg, in Virginia.

 

Link: https://www.counterpunch.org/2021/04/28/covid-in-india/

Scelto e tradotto da NICKAL88 per ComeDonChisciotte

Nota del traduttore

 

  • Dolan Trump | Speech my Honourable | PM Modi | in India

https://www.youtube.com/watch?v=foZiCSqLYGE

 

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